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Questo argomento contiene 1,658 risposte, ha 50 partecipanti, ed è stato aggiornato da J-new J-new 9 mesi, 2 settimane fa.

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    Articoli
  • #139572

    Solone
    Bloccato

    [quote1363467034=farfalla5]
    [quote1363464006=Solone]
    [quote1363458741=farfalla5]
    Senato, Grasso è il nuovo presidente
    Battuto Schifani per 137 voti a 116
    che ve ne pare???
    [/quote1363458741]

    L'ho detto ieri: “Il Grasso è arrivato al cervello”.
    [/quote1363464006]
    Solone, non ho seguito tutta la conversazione, che vuoi dire arrivato al cervello?
    [/quote1363467034]

    Che ormai la razionalità è una chimera, per cui eleggono pure i cavalli senatori.


    #139573

    Anonimo

    Comunque la risposta di Grillo sul blog non si è fatta attendere:

    http://www.beppegrillo.it/2013/03/trasparenza_e_v/index.html

    Trasparenza e voto segreto

    Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il MoVimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto.
    Nel “Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento” sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto Trasparenza è citato:
    – Votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
    Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze.

    attualmente ci sono quasi 4000 commenti, forse non hanno capito che questo è solo l'inizio.

    Secondo me quello successo ieri è un sgenale positivo, Bersani non ha scampo per il futuro, un altro giochetto e si brucia il governo.

    Ne vedremo delle belle, bravo Grillo, deve far rimanere alta la tensione, non cadere nei giochetti di questi viscidi politici.


    #139574

    Anonimo

    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/17/voto-al-senato-grillo-ai-suoi-non-ce-stata-trasparenza-chi-ha-mentito-tragga-conseguenze/533054/

    Voto al Senato, Grillo: “Non c’è stata trasparenza, chi ha mentito si dimetta”
    Dopo l'elezione di Pietro Grasso a presidente del Senato, il leader dei Cinque stelle parte all'attacco: “Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sua azioni ai cittadini con un voto palese”

    di Emiliano Liuzzi | 17 marzo 2013

    Ci sono volute alcune ore, molti silenzi e altrettante facce scure, poi è arrivata anche la dichiarazione di Beppe Grillo a commento dell’elezione di Pietro Grasso: “Nella votazione di oggi per la presidenza del Senato è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l’eletto deve rispondere delle sue azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarassero il loro voto”. Le parole sono apparse sul sito di Grillo in tarda serata e si riferiscono ai tredici eletti al Senato del Movimento 5 Stelle che avrebbero votato a favore della candidatura proposta dal Partito Democratico. Una scelta che il leader politico non ha mandato giù. A sangue freddo ha deciso di intervenire, rifacendosi alle norme firmate dagli stessi rappresentanti prima della candidatura. “Nel Codice di comportamento eletti Movimento 5 Stelle, sottoscritto liberamente da tutti i candidati, al punto “trasparenza” è citato: 
votazioni in aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S.
 Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze”.

    Un messaggio veloce dal titolo “Trasparenza e voto segreto”, che intende riportare compattezza nello schieramento di Beppe Grillo. Parole che arrivano dopo una seconda giornata in Parlamento tutt’altro che facile. E ora la caccia è al nome di chi potrebbe aver fatto il grande gesto. Anche se le facce dei potenziali dissidenti potrebbero già essere chiare nella testa dei senatori: molti non erano presenti al momento del voto in aula, mentre già durante l’incontro del pomeriggio i malumori erano stati espressi senza timore da altri. Nell’occhio del ciclone gli eletti siciliani che, appena usciti dalla riunione pre-voto in Senato, avevano espresso le loro perplessità: “Se vince Schifani quando torniamo in Sicilia ci fanno il mazzo”. Proprio Orellana, il nome che era uscito dalle fila dei 5 Stelle per la presidenza del Senato, aveva fatto trapelare le tante rotture interne: “Non c’è stata unanimità nella decisione del nostro gruppo. Grasso e Schifani come persone non sono equivalenti, hanno una storia e un passato diversi. Una è una scelta in continuità con il passato, l’altro non lo so. Mi sono espresso personalmente contro la scelta di Schifani”.

    Gli eletti a 5 Stelle vanno incontro così alle prime difficoltà di un gruppo che testa la sua autonomia in termini di pratica e intenzioni. La scelta del Partito Democratico di candidare Laura Boldrini alla Camera e Piero Grasso al Senato ha creato problemi per la linea ufficiale espressa da Vito Crimi e Roberta Lombardi, i portavoce del Movimento, da sempre convinti della necessità del “voto ai propri candidati esclusivo”. Nel corso della giornata i pochi eletti a 5 Stelle che hanno parlato con i giornalisti erano stati chiari: “Non siamo cambiati, siamo sempre noi. Non è che appena entrati in Parlamento cambiamo faccia”, diceva Manlio Di Stefano, ma anche Massimo Artini, Mattia Fantinati e molti altri. Una compattezza smentita nella pratica. A poche ore dall’episodio, i conti bisogna farli con i vertici del gruppo e con un regolamento interno che a priori chiede trasparenza.


    #139575

    Anonimo

    La situazione è semplice. Non c'è qualcosa di giusto o sbagliato a priori. Sul piano razionale, così come su quello etico, il voto secondo coscienza e quello compatto secondo indicazioni prese in via preliminare, collegialmente, pari sono. Oggi 15 senatori del Movimento Cinque Stelle, o giù di lì, hanno ritenuto che scongiurare una possibile riconferma di Renato Schifani – che tutto sommato è stato l'avvocato e il socio di personaggi implicati in vicende mafiose – fosse un'azione meritoria. E hanno votato Pietro Grasso o in ogni caso hanno agevolato la sua elezioni, votando liberamente. Non è un ragionamento sbagliato in sé e per sé. Un presidente del Senato a Cinque Stelle non era possibile: non c'erano i numeri, dunque alternative pratiche (e non meramente stilistiche) non ce n'erano molte. Hanno fatto bene? In senso assoluto, magari sì.

    http://www.byoblu.com/post/2013/03/17/Quindici-uomini-sulla-cassa-del-morto.aspx#continue


    #139576
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Boldrini Presidente della Camera è una bella notizia, bisogna capire il senso della sua proclamazione attraverso le sue parole. Il passaggio che spiega il paradigma di riferimento ideale è in questa frase: “Dovremo ingaggiare una battaglia vera contro la povertà, e non contro i poveri”.
    http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/03/16/boldrini-presidente-questa-elezione-e-merito-anche-dei-5-stelle/532660/


    #139577

    meskalito
    Partecipante

    “Meno reazioni isteriche e più fiducia!”. E' il messaggio che Francesco Molinari, senatore del M5S lancia da Facebook a Beppe Grillo. “Leggo stamattina il post sul blog di Grillo” sul voto di ieri al Senato.

    “Mi sento di dirgli di stare sereno, non c'e' nessun traditore – scrive – Il M5S al Senato e' unito: nessuna alleanza nessuna fiducia. Solo un consiglio a chi ha scritto il post. Studiare le differenze fra Cariche Istituzionali e Ruoli politici non farebbe male”.


    #139578

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2013/03/dalema_presidente_della_repubblica.html#commenti

    D'Alema presidente della Repubblica?

    Le cariche alla Camera e al Senato sono archiviate, dureranno lo spazio di una legislatura che si annuncia breve. Il pdmenoelle ha giocato l'unica carta che gli è rimasta, quella della “foglia di fico”. Franceschini e la Finocchiaro erano indigeribili per chiunque, anche per gli iscritti. Boldrini e Grasso continuano così la linea già tracciata da Doria e Ambrosoli. E' fantastico! I parlamentari del pdmenoelle non riescono a esprimere un loro candidato. Non si fidano di sé stessi, soprattutto di sé stessi. Sanno di essere impresentabili e quindi devono presentare sempre qualcun altro. Per loro ci vuole un po' di conservatorismo compassionevole.
    Ora tocca ad altre due cariche, la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica, fondamentale per il futuro dell'Italia. Il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le legislature) con poteri da monarca.
    Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D'Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io. Super Maxipoteri a D'Alema?
    L'articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere la grazia e di commutare le pene. L'articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie all'articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare la volontà delle urne. Per l'articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù dell'articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l'articolo 278 a norma di codice penale è comparabile a un'entità ultraterrena “Chiunque offenda l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
    La candidatura di D'Alema sarebbe irricevibile dall'opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio. Un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le “voci infondate”, sarebbero graditi.


    #139579

    Anonimo

    Ma quelli che scrivono sul blog di Beppe, sono tutti degli “infiltrati”? No perché tra quasi 7700 commenti di questo breve post http://www.beppegrillo.it/2013/03/trasparenza_e_v/index.html vedo una maggioranza che “non ci sta”. La spaccatura è servita.


    #139581

    Solone
    Bloccato

    [quote1363526017=Pier72Mars]
    http://www.beppegrillo.it/2013/03/dalema_presidente_della_repubblica.html#commenti

    D'Alema presidente della Repubblica?

    Le cariche alla Camera e al Senato sono archiviate, dureranno lo spazio di una legislatura che si annuncia breve. Il pdmenoelle ha giocato l'unica carta che gli è rimasta, quella della “foglia di fico”. Franceschini e la Finocchiaro erano indigeribili per chiunque, anche per gli iscritti. Boldrini e Grasso continuano così la linea già tracciata da Doria e Ambrosoli. E' fantastico! I parlamentari del pdmenoelle non riescono a esprimere un loro candidato. Non si fidano di sé stessi, soprattutto di sé stessi. Sanno di essere impresentabili e quindi devono presentare sempre qualcun altro. Per loro ci vuole un po' di conservatorismo compassionevole.
    Ora tocca ad altre due cariche, la presidenza del Consiglio e quella della Repubblica, fondamentale per il futuro dell'Italia. Il presidente della Repubblica rimane infatti in carica per sette anni (travalica le legislature) con poteri da monarca.
    Il candidato di pdl e di parte (gran parte?) del pdmenoelle è Massimo D'Alema. Non è ufficiale e nemmeno ufficioso, ma è molto plausibile. Non ci credete? Non ci credevo neppure io. Super Maxipoteri a D'Alema?
    L'articolo 87 della Costituzione dà al presidente il comando delle Forze armate, di presiedere il Consiglio Superiore della Magistratura (anche da articolo 104), di concedere la grazia e di commutare le pene. L'articolo 88 gli consente di sciogliere le Camere. Grazie all'articolo 90 non è responsabile di atti compiuti durante le sue funzioni, tranne che per alto tradimento o attentato alla Costituzione. Può eleggere cinque senatori a vita e alterare la volontà delle urne. Per l'articolo 92 nomina il presidente del Consiglio. In virtù dell'articolo 126 può sciogliere il Consiglio regionale e rimuovere il Presidente della Giunta. Può inoltre nominare un terzo della Corte Costituzionale (articolo 135). Infine, per l'articolo 278 a norma di codice penale è comparabile a un'entità ultraterrena “Chiunque offenda l'onore o il prestigio del Presidente della Repubblica è punito con la reclusione da uno a cinque anni”.
    La candidatura di D'Alema sarebbe irricevibile dall'opinione pubblica. Un fiammifero in un pagliaio. Il Paese non reggerebbe a sette anni di inciucio. Un passo indietro preventivo e una smentita, anche indignata per le “voci infondate”, sarebbero graditi.
    [/quote1363526017]

    Ma dai, il baffuto bolscevico dagli occhi di squalo è sempre piaciuto al popolo italiano, da lui hanno tutti emulato l'arte del povero in canna con barca a vela e casa popolare di lusso nella city. Sarebbe perfetto per completare il cerbero istituzionale.


    #139580

    Anonimo

    [quote1363526419=♫nessuno♫]
    Ma quelli che scrivono sul blog di Beppe, sono tutti degli “infiltrati”? No perché tra quasi 7700 commenti di questo breve post http://www.beppegrillo.it/2013/03/trasparenza_e_v/index.html vedo una maggioranza che “non ci sta”. La spaccatura è servita.
    [/quote1363526419]

    I commenti li può scrivere chiunque, anche una stessa perosna con + nick, ognuno tragga le conseguenze


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