NATURA – UOMO: 1-0

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Questo argomento contiene 7 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da  windrunner 8 anni, 9 mesi fa.

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  • #83345

    windrunner
    Partecipante

    L'uomo sta sfidando la natura in ogni sua forma… ma questa non è inerme, è un essere e come tale sta correndo ai ripari 😉

    Contadini fregati dagli Ogm Monsanto. Credevano di aumentare la produzione e si ritrovano a dover convivere con erbacce infestanti che crescono a dismisura. La Monsanto reagisce brevettando un nuovo erbicida. Ma i coltivatori americani sono stufi. Infestati 400 km quadrati con coltivazioni di di soia e cotone

    La “corn belt” americana fu una delle prime zone – se non la prima in assoluto – a convertirsi alla tecno-agricoltura. Ed ora France 24 racconta come i contadini stiano cambiando rapidamente e amaramente idea.

    Fra le pieghe di quella tecno-agricoltura infatti si è sviluppata una super erbaccia infestante, resistente ai diserbanti, che vedete nella foto. Cresce fino a tre metri e divora letteralmente i campi di soia e cotone. Costringe a lasciare incolti i terreni.
    Tutto nasce dall’abitudine dei contadini di comprare “chiavi in mano”, per così dire, dalla Monsanto un kit che comprende sementi Ogm in grado di resistere all’erbicida Roundup e l’erbicida Roundup stesso.

    Una passata di erbicida Roundup sul campo Ogm e sparivano tutte le erbacce senza che il trattamento chimico danneggiasse il raccolto. Sembrava facile e promettente.
    Però ora un’erbaccia infestante è diventata in grado di resistere all’erbicida Roundup. Prospera rigogliosa sui campi, indifferente ai trattamenti chimici, e soffoca le piante di soia e di cotone azzerando praticamente i raccolti.
    Non si tratta di un fenomeno marginale: in Georgia la super erbaccia è ampiamente diffusa su 100.000 acri di terreno, corrispondenti a oltre 400 chilometri quadrati. I contadini sono disperati e decisamente arrabbiati.

    Stanno perdendo i raccolti. Si rassegnano a fare il diserbo manuale: strappare le erbacce, come al tempo di nonni e bisnonni. Abbandonano i campi: già nel 2007, sono stati lasciati incolti 4 chilometri quadrati infestati dalla super-erbaccia.

    L’erbaccia in questione è il Chenopodium album, presente anche in Europa e in Italia. Viene chiamato farinello, farinaccio o spinacio selvatico. L’avrete riconosciuto senz’altro nella foto.
    Secondo quanto riporta France 24, anche Monsanto ammette l’esistenza della super-erbaccia ultra resistente. Dice che però il problema è gestibile con la rotazione delle colture e con un mix di erbicidi.

    La Soil Association, associazione inglese di agricoltura biologica, fa notare che già nel 2001 la Monsanto si era accorta dell’esistenza di erbacce resistenti al suo erbicida Roundup, e per questo ha brevettato un altro erbicida in grado di eliminare selettivamente le piante resistenti al Roundup stesso: questo nuovo brevetto consentirà all’azienda di trarre profitto da un problema che essa stessa ha creato.

    E i contadini alle prese con la super erbaccia? Stanno mollando la Monsanto e i suoi kit “chiavi in mano”. Tornano all’agricoltura convenzionale.

    Fonte: http://aamterranuova.it/article3621.htm

    Ed aggiungerei… #evvai


    #83347

    windrunner
    Partecipante

    Forse qui siamo sul 2-0 … 😉

    L'agricoltura biodinamica diventa materia di studio con peculiarità scientifiche: succede nelle Marche.

    Dell'agricoltura biodinamica si è parlato a Jesi (Ancona) in un convegno organizzato dalla Regione Marche nel Centro Agrochimico dell'Assam.
    Nell'incontro si è fatto il punto sullo stato attuativo del progetto di ricerca regionale (legge 37) portato avanti dalla Facoltà di Agraria dell'Università Politecnica delle Marche, che ha avuto inizio nel 2006 e terminerà nel 2010. “Dai risultati – ha dichiarato Enzo Polidori, direttore dell'Assam – emerge che la visione biodinamica all'agricoltura non rappresenta più solo una filosofia di pensiero, ma un sistema produttivo utilizzabile anche nel contesto agricolo marchigiano”.
    L'agricoltura biodinamica trae origine da alcuni seminari tenuti nel 1924 dallo studioso tedesco Steiner. L'idea di partenza è il rispetto dei cicli della sostanza organica, della vita e del cosmo. “Il benessere dell'uomo dipende dalla forza vitale che ha il cibo di cui si nutre – ha detto Davide Neri della Politecnica – e in quest'ottica l'agricoltura assume un ruolo determinante”. “Grazie all'utilizzo dell'agricoltura biodinamica – ha concluso Paul Mader, ricercatore e responsabile della Doc Trial presso il Research Istitute of Organic Agricolture in Svizzera – si ricavano prodotti di qualità, un maggiore controllo dell'ambiente e una diminuzione dell'effetto serra”.

    Fonte: http://aamterranuova.it/article3611.htm

    Che qualcosa si stia davvero muovendo? 🙂


    #83348
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Un'altra pianta è stata usata in laboratorio per 25 anni, hanno sperimentato sulla pianta e non importa cos'abbiano fatto al DNA per farlo mutare, il 25% del tempo queste piante lo usano per correggere il proprio DNA. Questo significa che l'idea dei semi terminator e dei campi geneticamente modificati, non potrà avere successo, perchè la natura può correggersi da sola e correggere gli errori nel DNA.

    ..Quindi la panspermia, l'idea che la vita venga inseminata sulla Terra, è più di questo. La vita è un campo, l' energia attorno a noi, che sottointende alla materia. Non energia elettromagnetica, campi torsionali di energia più profondi.

    Questa è l' energia della coscienza; l' energia che mi permette di essere psichico e pensare cosa pensa un altro dopo che i suoi pensieri entrano nella mia mente, l' energia della fonte, l' energia del tempo.
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3376

    Comunque, Garaiev è andato oltre, ha preso un embrione di rana e uno di salamandra e un laser non dannoso, ha illuminato l' embrione di salamandra e ridirezionato la luce sull' embrione di rana, ha solo immesso la luce in contenitori sigillati e cosa credi sia avvenuto? Non ci arriveresti mai, ma ricordi cosa abbiamo detto della Drosophila? L' insetto delle piante da frutto? Il codice del DNA dell' occhio è stato asportato e 5 generazioni dopo l' occhio è tornato.

    Hai questa pianta e cerchi di mutarla; una pianta da laboratorio comune e per il 25% del tempo la mutazione viene annullata. Cosa pensi accada se porti l' energia dell' embrione di salamandra in un embrione di rana, solo con un raggio di luce? L' embrione di rana si riprogramma al 100% e diviene una salamandra senza lasciare traccia delle sue origini di rana.
    http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3377


    #83349

    iniziato
    Partecipante

    I contadini che comprano Hi-tech semplicemente non sono contadini, per accorgersi dei loro tremendi errori non basteranno dei raccolti pensi, ma andranno avanti fino ad auto distruggersi per via di qualche nuova fanta-malattia prodotta delle loro stesse coltivazioni.

    L'uomo è ormai talmente cieco da non rendersi conto neppure di fronte all'evidenza


    #83350

    windrunner
    Partecipante

    Hai proprio ragione caro Iniz… speriamo che si ravvedano come quelli del post hanno cominciato a fare !!! 🙂


    #83346

    xxo
    Partecipante

    [quote1247153617=windrunner]
    Che qualcosa si stia davvero muovendo? 🙂
    [/quote1247153617]
    In base alla mia piccola esperienza onlife straquoto questa tua frase wind!
    Esulto con te dei post pubblicati :ok!:

    Sarà, ma dalle mie il cambiamento è sempre più palpabile, ogni giorno di più cavalchiamo la nuova era.
    Per dirla alla Grillo (gatekeepers o meno), il cambiamento avviene dal basso, dobbiamo cambiare gli ingranaggi che sono alla base del $iSt€ma – leggasi il popolo.
    Un palazzo senza fondamenta crolla.

    Siamo noi il cambiamento, esso è possibile solo nell'uni-one.
    Vivere in equilibrio incondizionato, a contatto con il prossimo tutto, buoni pensieri, buona energia.
    Sono energie, la nostra responsabilità è divulgare, promuovere, invitare, indicare, mettere il seme ed annaffiarlo, sempre. Gli “altri” si allineano, è così.

    Caro amico Iniziato, ti aspetto in collina per verificare insieme queste mie “teorie”… e non solo :VV:

    Certo wind, una breve vacanza dalle mia la potresti programmare anche te…. :medit:


    #83351
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Boschi e psiche, immergersi nel verde per sconfiggere stress e depressione

    La qualità della vita nelle città si misura anche in spazi verdi. Non è solo una questione di aria più pura, spazi per giocare, per fare esercizio fisico, per rilassarsi e per uscire dal grigiore di appartamenti monotoni. C’è molto di più. Ce ne accorgiamo quando l’effetto di un parco o dei giardinetti viene potenziato, ad esempio uscendo dalle aree verdi ritagliate nei confini urbani, recandoci in una foresta piuttosto che in un bosco o in aperta campagna: è lì che iniziamo a respirare nel profondo ed arriva una ventata di freschezza anche alla nostra psiche.
    Lo diamo spesso per scontato, soprattutto chi gode di questi benefici naturali incosciamente perché vive immerso nel verde da sempre. Da bambina mi bastavano pochi minuti sotto una grande quercia vicino casa per recuperare il buon umore. C’era tutto un mondo alzando lo sguardo fino ai rami più alti: il fruscìo delle foglie mosse dal vento ed il cinguettìo degli uccellini sembravano possedere davvero un potere lenitivo.
    Persone meno fortunate, che poco conoscono la natura e magari non hanno nemmeno voglia di farlo, non hanno mai provato la pace ed il senso di sicurezza e di libertà che si respira nei boschi. Eppure una passeggiata nel verde potrebbe alleviare la depressione e tenere sotto controllo lo stress, forse molto più dello scomparto dei farmaci. Non lo dico io, ma la ben più autorevole dottoressa Eeva Karjalainen, del Finnish Forest Research Institute, di Metla, in Finlandia, che ha condotto una ricerca sull’effetto calmante delle foreste:
    Molte persone si sentono rilassate ed in forma quando sono a contatto con la natura. Ma non molti di noi sanno che esistono anche prove scientifiche sugli effetti curativi della natura. Le foreste e altri luoghi naturali basati sul verde possono ridurre lo stress, migliorare l’umore, ridurre la rabbia e l’aggressività e aumentare la felicità generale. Visitare le foreste può anche rafforzare il nostro sistema immunitario aumentando l’attività e il numero delle cellule-killer che naturalmente distruggono le cellule tumorali.

    Quando siamo immersi nel verde, la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca, la tensione muscolare e il livello di “ormoni dello stress” diminuiscono. Così come si attenuano i sintomi di depressione, rabbia, aggressività, e nei bambini i sintomi dell’ADHD, il deficit di attenzione ed iperattività.
    Un benessere mentale ed emotivo nonché l’ennesima motivazione per preservare le foreste ed incrementare le aree verdi in città.

    [Fonte: Medicinalive]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #83352

    Lord Diego
    Partecipante

    [quote1280830054=farfalla5]
    Boschi e psiche, immergersi nel verde per sconfiggere stress e depressione
    [/quote1280830054]

    Funziona…Lunedì scorso mi sono ritirato sui monti (mi sentivo un po Jhon Locke :D), qua vicino Lucca, da solo e ho avvertito una pace assoluta…camminare fra gli alberi, starsene semplicemente seduti su una roccia a contemplare il cielo, la piana di Lucca e quella di Pisa…
    E' stata un'esperienza bellissima e molto rilassante: quasi quasi non volevo più scendere..
    Anche se sono rimasto male del fatto che non ho visto nessun Ufo…. 😛
    Scherzi a parte, è un'esperienza da provare..sopratutto per chi è stressato dal trambusto della vita quotidiana, per chi vuole prendersi una pausa dai problemi che lo affliggono.
    Madre Natura è sempre pronta ad accogliere e a cullare i propri figli…mi fa pensare un pò alla parabola del figliol prodigo…a Lei non importa quanto le stiamo lontani, dimenticandola: quando ne abbiamo bisogno Lei è lì che ci sorride e ci tende la mano..:)


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