nibiru tornerà?

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Questo argomento contiene 166 risposte, ha 30 partecipanti, ed è stato aggiornato da kingofpop kingofpop 2 anni, 8 mesi fa.

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  • #17
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    secondo quanto tradotto da zecharia sitchin nibiru dovrebbe essere di ritorno verso la terra passando tra marte e giove, ma quali saranno le conseguenze di questa visita extraplanetaria?


    #18
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    forse qua ci sono alcune info interessanti
    http://www.angelismarriti.it/home.htm


    #19
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    si rik sapevo del presunto video del pianeta nibiru ripreso da sonda vaticana credo sia la siloe

    che dici postiamo il video?

    pasqal per te è ok?

    gli amici del forum cosa ne pensano? 🙂


    #20

    NAPOLI IN A
    Partecipante

    per me si puo' fare Q


    #21
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1184761775=Quantico]
    si rik sapevo del presunto video del pianeta nibiru ripreso da sonda vaticana credo sia la siloe

    che dici postiamo il video?

    pasqal per te è ok?

    gli amici del forum cosa ne pensano? 🙂
    [/quote1184761775]

    Ne parliamo in Redazione 😉


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #22

    NAPOLI IN A
    Partecipante

    paqui mi metti in redazione??


    #23
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1184943121=NAPOLI IN A]
    paqui mi metti in redazione??
    [/quote1184943121]

    La Redazione e' stata creata tempo fa, riprenderemo in considerazione l'inserimento di un nuovo membro solo in eccezionali occasioni 😉


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #24

    Anonimo

    Cercherò di darvi più informazioni possibile sul SECRETUM e su NIBIRU. spero possa alimentare una bella discussione.

    SECRETUM OMEGA
    Che cos’è il cosiddetto “Jesuit Footage”? Chi scrive ha battezzato con tale espressione un breve e controverso filmato di circa due minuti (un montaggio di due riprese) proveniente dal materiale video realizzato da una presunta sonda spaziale segreta denominata “Siloe”, che sarebbe stata spedita dal Vaticano nello spazio remoto all’inizio degli anni ’90 con l’obiettivo di riprendere alcune immagini del fantomatico Nibiru, decimo pianeta del Sistema Solare conosciuto ed adorato dalle antiche genti mesopotamiche. Il filmato, recapitato per posta nel 2001 a Cristoforo Barbato (un ricercatore indipendente membro della comunità ufologica italiana ed ex caporedattore di alcune riviste di settore), si tratterebbe di una copia di una copia, non del master. La fonte di questo materiale? Un padre Gesuita operante a Roma presso la Santa Sede all’interno di una struttura d’intelligence denominata Servizio Informazioni del Vaticano, in breve SIV. Questo religioso ha incaricato Barbato di fungere da apripista all’interno dei mass media per il rilascio d’informazioni cruciali per le prossime decadi della storia umana. Una scelta insolita, ma comprensibile se si riflette per un attimo sul fatto che nell’affrontare una vexata quaestio potenzialmente destabilizzante come quella del “Pianeta X”, è certamente da preferirsi un giovane considerato coraggioso ed onesto, ma poco noto, ad un giornalista affermato e legato ad affetti familiari, questioni d’immagine ed interessi di varia natura.

    Il SIV (Servizio Informazioni del Vaticano) e la sua quinta colonna

    La decisione di rompere il vincolo di segretezza, stando alle dichiarazioni della gola profonda vaticana, sarebbe scaturita da drammatiche consultazioni avvenute all’interno di una minoranza del SIV (Servizio Informazioni del Vaticano), una segreta struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe almeno dagli anni ’50 del secolo scorso. Questa minoranza, costituita da teologi appartenenti all’Ordine dei Gesuiti, si sarebbe costituita come una sorta di Quinta Colonna non per tornaconto personale, ma perché dilaniata da una questione vicina alla morale di Antigone. La decisione di rilasciare del materiale classificato, attraverso una fuga controllata di notizie, sarebbe scaturita allora dalla volontà di rispettare al meglio il messaggio cristico, aiutando l’umanità ad affrontare determinati eventi climatici e politici che paiono profilarsi all’orizzonte e che sembrano destinati a coinvolgere tutte le creature del pianeta. In tal caso, il discutibile operato di questo manipolo di religiosi della Chiesa Cattolica Apostolica Romana a mio avviso onorerebbe il sangue versato sulla croce dall’ebreo Yeshu’a, crocifisso da uomini convinti d’agire nel nome della giustizia di Dio e di Cesare. In questi ultimi anni, soprattutto a causa di dubbie notizie non verificate e poco sottoposte al vaglio del pensiero critico, la querelle sorta attorno al Pianeta X ha determinato confusione ed anche, talvolta, una certa stanchezza presso l’opinione pubblica. Invece le informazioni rilasciate da questo sedicente membro dell’intelligence vaticana sembrano essere attendibili. Esse si situano in un contesto storico-scientifico già presente (quello della ricerca teorica ed osservativa di uno sconosciuto corpo planetario a lungo periodo e responsabile delle anomalie orbitali di Urano, Nettuno e della cometa di Halley), e spiegherebbero per esempio la presenza di una struttura d’osservazione di prim’ordine che il Vaticano ha allestito in Arizona alcuni anni fa (il VATT, un telescopio di classe mondiale); per non parlare delle sibilline dichiarazioni pubbliche di dotti ed accademici religiosi come Malachi Martin (crf. l’intervista radiofonica del 1997 all’americano Art Bell). L’esistenza del SIV è inoltre coerente con alcune riflessioni storiografiche già emerse a partire dagli anni ’90 su un paio di testi di storia moderna e contemporanea (cfr. i saggi Ratlines, pag. 26, di M. Aarons e J. Loftus, Newton Compton Editori, 1993, e L’atlante delle spie, pag. 89, di U. Rapetto e R. Di Nunzio, RCS BUR, 2002). Di certo c’è l’autorevolezza della fonte: Barbato ha potuto verificare con i propri occhi le credenziali di tale personaggio, che all’epoca operava effettivamente all’interno della Santa Sede come religioso dell’ordine dei Gesuiti. Nondimeno per deontologia professionale egli ne protegge l’identità (in gergo giornalistico si dice che salvaguarda la fonte), rispondendo alla richiesta d’anonimato rivoltagli dal padre Gesuita, ma soprattutto consapevole degli enormi rischi al quale il religioso s’è esposto bruciandosi (anche se in minima parte) e compromettendo del materiale classificato ai più alti livelli.

    Il lavoro giornalistico-investigativo di Barbato, quando minuziosamente esaminato, costituisce un’indubbia garanzia e dovrebbe da solo catalizzare almeno l’interesse, scevro da pregiudizi ideologici, degli addetti ai lavori del mondo ufologico ed anche del giornalismo investigativo. Se Barbato ha atteso ben quattro anni prima di divulgare il “Jesuit Footage” e le informazioni ad esso inerenti, lo si deve all’estrema prudenza del ricercatore partenopeo, il quale nel corso di tale periodo ha effettuato tutta una serie di controlli incrociati e verifiche per capire se questa inquietante storia avesse un fondamento di verità. Mi chiedo se l’onestà intellettuale diffusa presso la stampa italiana ed il mondo intellettuale d’oggi sarà sufficiente a gettare un’occhiata più seria agli studi dell’orientalista russo Zecharia Sichin ed al lavoro giornalistico di Cristoforo Barbato.

    Conferme indirette del Secretum Omega, la più alta classificazione di segretezza vaticana
    Ora procederemo ad un’analisi, il più esaustiva possibile, degli elementi in nostro possesso che possano indicare la fondatezza del “Jesuit Footage” classificato “Secretum Omega” e della testimonianza del padre Gesuita che contattò Barbato sei anni fa. Cercheremo dunque, se esistono, ricerche scientifiche al riguardo e se si sono verificati recentemente eventi che potrebbero costituire ulteriori conferme indirette della struttura d’intelligence che il Vaticano annovererebbe (il SIV, Servizio Informazioni del Vaticano), e degli sforzi scientifico-tecnologici che sarebbero stati compiuti per approntare la presunta missione spaziale classificata “Secretum Omega” e denominata “Siloe”. Secondo le parole del Gesuita romano che nel 2001 rilasciò a Barbato un inedito video VHS contenente le presunte immagini raccolte dalla sonda interplanetaria Siloe concepita per monitorare il Decimo pianeta in avvicinamento al Sistema Solare, la propulsione spaziale della suddetta sonda sarebbe “non convenzionale” ed il motore funzionerebbe ad “impulsi elettromagnetici”.

    SILOE: una sonda interplanetaria segreta a magnetoplasma?

    Detto così sembra il plot fantascientifico di un film hollywoodiano, ma per chi ha la pazienza di documentarsi ecco che emerge qualche elemento di consistenza che può provarne l’autenticità: io, per esempio, mi sono imbattuto in alcuni dati molto pregnanti i quali non farebbero altro che avvalorare la testimonianza della fonte di Barbato. Nel settembre 1996 il numero 16 della rivista bimestrale I Misteri (Edizioni Cioè, Roma) pubblicava una lettera nella rubrica della posta a firma di un certo Ingegner Angelo Genovese, di Ospedaletto (la città toscana in provincia di Pisa). Genovese, “ingegnere aeronautico specializzato in propulsione spaziale”, ricordava gli studi redatti per l’Astronautic Laboratory della base statunitense di Edwards da uno scienziato di nome P.L. Cravens, e raccolti in un rapporto intitolato “Electric Propulsion Study”. In tale rapporto Cravens si diceva interessato ai “forti campi elettrici pulsanti e non statici”, utilizzabili per la propulsione spaziale. Genovese concludeva la sua lettera sostenendo che studi in materia venivano, all’epoca, portati avanti dal laboratorio di Los Alamos e da quello di Lawrence Livermore, studi che tuttavia erano ancora secretati. Ho trovato un’altra indiretta conferma in un testo di divulgazione scientifica firmato da autori davvero autorevoli ed insospettabili: Alessandro Braccesi, Giovanni Caprara e Margherita Hack. Alle pagine 250-251 del loro testo Alla scoperta del sistema solare (ediz. riveduta ed aggiornata nel 2000 del volume del 1993 uscito per la Mondadori) si discute di propulsione elettrica: “sono in corso da diversi anni ricerche su tre diversi tipi di propulsori elettrici noti rispettivamente come arcogetti, propulsori ionici e a magnetoplasma”. Discutendo del terzo tipo gli autori parlano proprio di “interazioni fra correnti elettriche e campo magnetico” e del propellente usato in tale innovativa, anche se teorica, propulsione: del teflon potrebbe venire “vaporizzato e scaricato a impulsi che si ripetono diverse volte in un secondo” (pag.251). Se queste ricerche fossero state portate avanti e testate da équipe scientifiche operanti in strutture militari, naturalmente sarebbero ancora coperte dal massimo riserbo. Qualcuno presente ad un mio recente intervento come relatore ad un convegno ufologico (Melara, Ottobre 2006) mi ha fatto privatamente osservare che secondo lui tali studi non possono essere di molto più avanzati rispetto alla tecnologia a disposizione della NASA. Altrimenti, egli si chiede, perché l’ente spaziale americano userebbe ancora la gravity assist per le sue sonde interplanetarie (la cosiddetta fionda gravitazionale, un sistema di viaggio non molto veloce ma a costo zero)?

    Si tratta di un’obiezione legittima ed intelligente ma è mia opinione che la risposta sia semplice: se esiste un nemico terribile, o esistono uno o più interlocutori di natura sconosciuta e dalle potenzialità belliche ignote, la migliore risposta militare è conservare il più possibile il fattore sorpresa. Nel mondo dell’intelligence militare una potenziale minaccia al sistema va isolata ed identificata. A tal fine è necessario che gli studi tecnici in campo bellico siano il più possibile riservati. Inoltre, se una tale tecnologia (propulsione ad impulsi elettromagnetici, o “a magnetoplasma”) fosse resa pubblica e disponibile a tutti, nel breve volgere di pochi anni altre agenzie spaziali sarebbero in grado di raggiungere in breve tempo i confini del Sistema Solare, ponendo fine alla supremazia spaziale di un’unica potenza. A quel punto, un’eventuale presenza aliena sarebbe identificabile e fronteggiabile anche da Paesi che spendono pochi punti percentuali del loro prodotto interno lordo sulla ricerca spaziale; senza poi considerare che una simile propulsione potrebbe rivoluzionare il sistema di trasporti, ridimensionando il peso dell’industria del motore basato sulla combustione dei propellenti chimici, con inevitabili ripercussioni sull’economia mondiale. In ogni caso, anche se le mie considerazioni non vengono ritenute valide, ricordo a tutti che la missilistica moderna è nata durante il secondo conflitto mondiale ad opera del genio di W. Von Braun, che si mise al servizio delle Forze Armate tedesche soltanto perché furono le uniche ad avere la lungimiranza di credere nei suoi progetti, investendo ingenti somme di denaro.


    #25

    Anonimo

    SECRETUM OMEGA

    di Franca Giansoldati – Ansa

    Il neo direttore della Specola Vaticana, l'argentino padre José Gabriel Funes si concede il dubbio:

    “Credo che la vita possa essersi sviluppata in altri sistemi solari. Pensiamo solo che l’universo è composto da miliardi di galassie e che ogni galassia conta miliardi di stelle. E', dunque, possibile che vi siano stelle simili al nostro sole e pianeti simili alla nostra terra”. Ma, aggiunge, che “ad oggi non ci sono prove dell'esistenza di altre forme di vita”. Tuttavia se mai vi fossero extraterrestri “per la teologia non sarebbe di certo un problema, anche loro sono creature di Dio”. Padre Funes in una intervista all’Ansa scherza: “Insomma, se esistesse ET, ET sarebbe da considerare un nostro fratello. Se San Francesco parlava a fratello lupo, noi non potremmo non parlare al fratello ET”. L’universo da evangelizzare? “In un certo senso si, il lavoro sembra non mancare”. Scienziato apprezzato a livello mondiale, esperto di nebule e stringhe, all’attivo una sfilza lunghissima di pubblicazioni scientifiche, padre Funes è reduce dal summit di Praga dove gli astronomi hanno stabilito che i pianeti del nostro sistema solare non sono più nove ma otto (Plutone è stato declassato a ‘pianeta nano’).
    Dal 19 agosto ha preso in mano la Specola Vaticana, nominato dal Papa al posto di padre George Coyne che lascia l'incarico dopo 26 anni di servizio. ”Ci siamo visti in Arizona, la scorsa settimana – afferma padre Funes – ora la sua salute va meglio dopo l’operazione subita l'anno scorso. Aveva espresso ai nostri superiori l'intenzione di lasciare la direzione. Era stato nominato da Giovanni Paolo I nel 1978. Penso che il suo sia stato un record e ha diritto anche lui di riposare. Spero solo che la mia direzione non duri così a lungo come la sua”.
    ”Sono contento – ha detto Funes – e ringrazio Dio e il papa che mi hanno chiamato a questo servizio. La Specola che ricevo da padre Coyne è una struttura in ottima forma, padre Coyne ha fatto per 26 anni un lavoro eccellente e spero di potere continuare sul fronte della ricerca astronomica, promuovendo scuole estive, facendo convegni e pubblicazioni internazionali. Ogni due anni con giovani astronomi di tutto il mondo organizziamo scuole estive e l'anno scorso ci siamo occupati di astrobiologia”.


    #26

    Anonimo

    NIBIRU?


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