NOI QUESTO PIANETA NON CE LO MERITIAMO

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Questo argomento contiene 27 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 1 mese fa.

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    Articoli
  • #83607

    marì
    Bloccato

    Auto, la discarica sottomarina
    (11 agosto 2009)

    Sardegna, rottamavano le vetture, alcune delle quali rubate, buttandole in mare. Il video della polizia

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]BmFlCYea1xg[/link]

    La rimessa subacquea a un chilometro e mezzo dalla costa di Cala Liberotto in provincia di Nuoro. Nel corso dell'operazione “Acquaparking” la polizia ha denunciato 5 persone responsabili di ricettazione, truffa, furto, riciclaggio e inquinamento ambientale.

    Gli investigatori hanno trovato in mare aperto, su un fondale sabbioso profondo circa 30 metri, una decina di autoveicoli presumibilmente riciclati. Il sito è distante poche centinaia di metri dall'oasi naturalistica di “Biderrosa”, considerata una delle più suggestive spiagge dell'Isola. Il rinvenimento è avvenuto al termine di una serie di servizi di osservazione, anche con perlustrazioni aeree, durata alcuni mesi. L'operazione è stata condotta dagli agenti della Polizia di Stato di Nuoro, della Posltrada, coadiuvati dal Reparto Sommozzatori, da un elicottero del Reparto Volo di Abbasanta e da una imbarcazione d'altura della Polmare di Olbia.

    Le carcasse delle auto venivano trasportate al largo con palloni galleggianti trainati da imbarcazioni.

    LE FOTO
    http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/discarica-nuoro/1.html

    http://www.repubblica.it/index.html?refresh_ce

    🙁


    #83609

    Marcopan
    Partecipante

    Purtroppo l'ignoranza fa compiere queste nefandezze.


    #83610

    Spiderman
    Partecipante

    Aggiungerei anche una forte dose di cattiveria e menefreghismo.


    #83612

    marì
    Bloccato

    l'accusa è smaltimento illecito e deturpamento di bellezza naturale

    Come ti riduco a fogna la Grotta azzurra

    Capri, in due colti sul fatto mentre sversavano liquami di pozzi neri attraverso un tubo di gomma: arrestati

    NAPOLI – Gli inquinatori, e quelli campani ormai non si contano più, non lasciano intatta neanche la straordinaria Grotta azzurra dell'isola di Capri. Due individui, entrambi di Castellammare di Stabia, sono stati sorpresi la scorsa notte a sversare in mare in prossimità dell’ingresso del celebre anfratto roccioso, ad Anacapri, i liquami provenienti da alcuni pozzi neri di strutture ricettive e abitazioni non collegate alla rete fognaria. I due – Salvatore Guerriero, 28 anni, e Salvatore Criscuolo, 52enne – sono stati arrestati in flagranza di reato dai carabinieri della locale stazione. L’accusa è di deturpamento di bellezze naturali ed illecito smaltimento di rifiuti fognari in zona sottoposta a vincolo ambientale e paesaggistico. Ora da più parti si chiede che vengano effettuate analisi nello specchio d’acqua interessato.

    DITTA DI ESPURGO – I due uomini arrestati sono dipendenti di una ditta di espurgo pozzi neri di Castellammare, e stavano sversando direttamente a mare attraverso un tubo di gomma posto sulla scogliera i liquami contenuti in una autobotte prelevati dai pozzi neri. L’autobotte (della capacità di 5000 litri) è stata sottoposta a sequestro preventivo. L’arresto dei due responsabili è stato convalidato: per loro sono scattati gli arresti domiciliari in attesa del processo rinviato al 25 agosto.

    INDAGINI – Adesso i carabinieri di Anacapri guidati dal comandante di stazione Cristoforo Perilli hanno avviato una indagine sul territorio per stabilire se esistono responsabilità da parte dell’impresa di Castellammare, in provincia di Napoli. Intanto resta sotto sequestro l’autobotte adibita al servizio trasporto liquami. L'azione degli inquirenti è tesa, inoltre, a scoprire eventuali complicità. In pratica, c'è il sospetto che i due operai hanno agito in base ad un sistema collaudato di scarichi non autorizzati. Il dubbio degli inquirenti è che non si tratti di un episodio isolato ma che possano esserci dei precedenti. Tra la popolazione, intanto, ci si interroga sulla balneabilità della zona.

    IL SINDACO: CI COSTITUIREMO PARTE CIVILE – Sull'increscioso episodio il Comune di Anacapri assicura «fin d’ora, il proprio impegno nella vigilanza diurna e notturna affinché tali incresciosi episodi non abbiano a verificarsi». L’amministrazione comunale intende, inoltre, costituirsi parte civile nel giudizio che eventualmente andrà ad instaurarsi «a difesa del buon nome della località turistica, nonché sotto il profilo della tutela igienico-sanitaria dei bagnanti».

    LEGAMBIENTE: ATTO DI GRAVITA' INAUDITA – Il presidente di Legambiente Campania, Michele Buonomo, definisce l’episodio di «gravità inaudita». «Abbiamo proprio toccato il fondo – dice in una nota – Questo è un atto criminale, preoccupante. In Campania ormai l’illegalità ambientale ed il rispetto del territorio è all’anno zero. Non si fermano davanti neanche ad una bellezza come la Grotta Azzurra invidiataci in tutto il mondo». «Pensare di ridurre ad un fogna la Grotta Azzurra – conclude Buonomo – è opera solo di ignoranza, inciviltà e barbarie. Ormai la lista degli episodi di inquinamento sta diventando sempre più lunga e non risparmia nulla, mettendo sempre più a rischio il territorio, l’ambiente e la salute dei cittadini e turisti. Ora è necessario intervenire immediatamente per tutelare e preservare la Grotta simbolo del nostro Belpaese in tutto il mondo».
    18 agosto 2009
    http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/18-agosto-2009/come-ti-riduco-fogna-grotta-azzurra-1601677034111.shtml

    Ma come si puo' essere cosi criminali #sich sono SCHIFATA.

    un video a caso della Grotta Azzurra

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]mIjrLHkZTk8[/link]

    La terra ha una pelle, e questa pelle ha delle malattie. Una di queste malattie si chiama [u]'uomo'[/u].
    ( Friedrich Nietzsche )


    #83611
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    in qualche modo stiamo sopravvivendo, qualcuno ci para il sedere?


    #83613

    zret
    Partecipante

    Sempre peggio.


    #83614

    FREESPIRIT
    Partecipante

    leggete questo se non lo hanno già postato a proposito di immondizia
    Un’ “isola di immondizia” nel Pacifico minaccia l’ecosistema marino

    Simulazione del Vortice di Plastica nel Pacifico
    http://www.greenpeace.org/international/assets/binaries/trash_vortex.swf

    Una vittima dei rifiuti galleggianti rimasta intrappolata in un cerchio di plastica e cresciuta in modo anomalo.
    8 agosto 2009.- Bottiglie, borse e siringhe sono soltanto alcuni degli oggetti di plastica –materiale non biodegradabile- che galleggiano nel Nord del Pacifico, tra gli Stati Uniti e il Giappone, dando forma a ciò che alcuni hanno battezzato “l’isola o zuppa di immondizia”.
    Con l’intento di studiare la composizione di quell’immenso ammasso di rifiuti e di come la stessa possa influenzare la vita marina e la catena alimentare, sono partite dalle coste della California due navi, New Horizon e Kasei, che in questo momento si stanno avvicinando all’obiettivo.
    Si stima che la sorprendente “macchia” di rifiuti abbia una superficie di circa 1,4 milioni di km2, (che equivale alla metà della superficie continentale argentina) e contenga più di sei tonnellate di plastica. Oltre ad elementi identificabili, è composta anche da milioni di particelle microscopiche, alcune della grandezza di un granello di sabbia.
    Il Progetto Kaisei è portato avanti da scienziati, ecologisti, amanti degli oceani ed appassionati di sport marini che si sono riuniti per studiare i rifiuti e trovare un modo per recuperarli, trattarli e valutare la possibilità di riutilizzarli sottoforma di combustibile.
    “In questa spedizione prima di tutto vogliamo analizzare l’immondizia e in seguito decideremo il modo migliore di intervenire”, ha dichiarato alla BBC Mundo il leader del progetto, Doug Woodring.
    Woodring ha aggiunto che il problema principale è che “l’isola” si trova in acque internazionali. “Nessuno passa da lì, non fa parte delle principali rotte commerciali, non è sotto nessuna giurisdizione e la gente non sa della sua esistenza”, ha spiegato lo scienziato. La grande massa di residui è stata scoperta oltre dieci anni fa dall’oceanografo Charles Moore, che percorrendo quella rotta si trovò di fronte all’insolito e sgradevole paesaggio.
    Gli organizzatori, che hanno previsto il ritorno della spedizione a inizi del mese prossimo, hanno informato che gli interventi operativi potranno essere seguiti dal pubblico attraverso internet.
    Il New Horizon sta prendendo campioni delle acque oceaniche, a volte a grande profondità. Questi campioni di “mare pulito” saranno confrontati con i campioni d’acqua che si preleverà tra i rifiuti. Woodring sta inviando periodicamente informazioni dal New Horizon, che è possibile seguire attraverso il sito http://www.projectkaisei.org
    Il principale problema dei residui plastici è che non si degradano come i materiali naturali. Per esempio, una bottiglia di plastica buttata in mare si trasforma in pezzettini minuscoli sotto l’azione del sole e delle correnti marine, ma rimangono sempre pezzettini di plastica; la sua costituzione basica rimane inalterata. Altri oggetti più grandi (come resti di utensili, tappi e imballaggi) rimangono inalterati per secoli.
    Molti di questi rifiuti vengono trasportati dalle correnti oceaniche fino una zona del Nord del Pacifico dove le acque girano lentamente in senso orario. I venti sono scarsi e non esistono isole dove i pezzi di immondizia più grandi possano incagliarsi. Per questo motivo una gigantesca massa di plastica sta galleggiando come un’isola di immondizia in una estesa regione, conosciuta con il nome “vortex del Pacifico”, più precisamente “garbage patch” (immondezzaio).
    La densità dei resti galleggianti aumenta drammaticamente anno dopo anno. Per ogni cinque km di plancton si trova un kg di rifiuti plastici. Molti uccelli marini e pesci muoiono inghiottendo rifiuti plastici come tappi di bottiglia o pezzi di accendini. Si stima che ogni anno, oltre un milione di uccelli e centomila mammiferi e tartarughe marine muoiano per ingestione di resti di plastica buttati nell’oceano. Certamente, non tutta la plastica galleggia. A dire il vero, circa il 70% dei residui plastici finisce per contaminare i fondali marini.
    Un altro grave problema è che la plastica agisce come una specie di “spugna chimica”, che concentra la maggior parte dei contaminanti tossici negli oceani: i POPs (“persistent organic pollutants”, contaminanti persistenti organici). Gli animali che consumano questi materiali contaminati li trasferiscono lungo la catena alimentare, con i rischi che comporta.
    Il capitano Charles Moore è stato il primo a scoprire questo fenomeno e a studiarlo nel 1997.
    Da allora si sono succedute numerose spedizioni scientifiche con destinazione discarica del Nord del Pacifico. Dal settembre 2007, la nave di investigazione oceanografica Alguita è presente nella regione per studiare l’aumento della densità dei residui e le loro conseguenze sull’ ecosistema. Le notizie sulle sue scoperte vengono regolarmente pubblicate in un blog che include fotografie dei vari campioni di residui trovati nelle acque.

    Il fiume più sporco del mondo

    Abbiamo ricevuto in redazione questa sequenza grafica, inviata da Ruth Noemí Suarez Peraza, con il titolo “Il fiume più sporco del mondo”. Le immagini che vedete di seguito parlano da sole e il lettore fará la sua personalissima riflessione.

    Non so cosa proverete vedendo le allegate immagini, ma io sento impotenza e tristezza nel vedere come il nostro mondo si sta deteriorando e sta cadendo a pezzi a causa delle nostre azioni.
    Questo è il fiume Citarum, a ovest dell’isola di Java, in Indonesia.
    Ironicamente questo fiume, in tempi migliori, era utilizzato per la pesca e l’irrigazione, ma a causa delle fabbriche che sono sorte sul posto, il fiume è diventato un’enorme discarica. Le persone del luogo hanno smesso di pescare. L’attività che si svolge adesso è quella di “rovistare” tra i rifiuti qualcosa che potrebbe essere venduto o scambiato con cibo.
    Poi ci lamentiamo quando la natura risponde a questo scempio con terremoti, uragani, allagamenti… Questa risposta è soltanto una piccola dimostrazione di ciò che ci aspetta si continuiamo ad agire in questo modo.

    Por: Aporrea.org / Tiempo.hn / nuestroclima.com / GreenPeace
    Data di pubblicazione: 09/08/09 :nono:


    #83615

    Spiderman
    Partecipante

    E' tempo di far pulizia, prima togliere di mezzo chi sporca, poi ripulire il pianeta e riportarlo al suo vero splendore.


    #83616

    marì
    Bloccato

    Distribuire la ricchezza, preservare l ecosistema, autosufficienza energetica e alimentare, controllo popolare della moneta e soprattutto onestà e solidarietà e quello che ci può far vivere dignitosamente.

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]laKY_Xdn0Mw[/link]

    http://www.ildirittodisapere.com/2009/08/una-causa-giusta-da-difendere-e-la.html


    #83617

    marì
    Bloccato

    Alaska, l'Sos dei pescatori: “L'Oceano è acido”

    Ad Homer, in Alaska, i pescatori e le associazioni ambientaliste hanno organizzato una singolare manifestazione, formando con le loro barche la scritta “S.O.S.”, per esortare i leader politici dell'Alaska a prendere una posizione forte contro l'acidificazione dell'Oceano, causata dalle emissioni di CO2. L'iniziativa ha riunito gruppi di pesca e di conservazione che spesso sono in disaccordo su altre questioni, ma come hanno dichiarato, “tutti sono d'accordo che abbiamo bisogno di un oceano può continuare a produrre raccolti abbondanti”.

    http://mmedia.kataweb.it/foto/7960399/1/alaska-l-sos-dei-pescatori-%22l-oceano-%C3%A8-acido%22

    A volte penso che gli unici “illegali” sia proprio noi umani sul pianeta Terra.


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