Non è vero che tutto va peggio

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Questo argomento contiene 11 risposte, ha 6 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 9 anni fa.

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  • #83356
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    a me ha fatto sperare parecchio…

    Non è vero che tutto va peggio
    di Michele Dotti

    Certo, molto resta ancora da fare ma non è corretto sostenere che le cose stanno andando sempre peggio, anche perché questo rischia solo di condurre a un insidioso senso di impotenza che è la prima tappa di un cammino verso la rassegnazione e l’inerzia; sentimenti davvero paradossali in un momento in cui c’è la possibilità concreta di realizzare importanti traguardi per l’umanità, inimmaginabili anche solo fino alla generazione dei nostri nonni.

    Diminuiscono le guerre – Dalla fine della Guerra Fredda a oggi i conflitti armati nel mondo sono diminuiti del 41%: è questo uno dei sorprendenti risultati dello Human Security Report, una ricerca durata ben cinque anni, svolta dall’Università di Vancouver, in Canada, che sfata il “falso mito” dell’aumento delle violenze su scala globale negli ultimi anni. Secondo la ricerca, intitolata Guerra e pace nel XXI secolo, a partire dal 1992 si registra in tutto il mondo una drastica riduzione dei conflitti, dei genocidi e delle violazioni dei diritti umani. Già all’inizio del 2005, uno studio dell’Università del Maryland aveva segnalato il recente declino del numero delle guerre, al contrario della percezione diffusa. Ma i risultati dell’ Human Security Report, la prima e più completa ricognizione sulle guerre combattute dal 1946 a oggi, vanno oltre e ci svelano un gigantesco crollo del numero di guerre internazionali e delle guerre civili e, di conseguenza, anche dei genocidi e delle vittime in generale.
    Tra il 1981 e il 2001, le crisi internazionali sono crollate di oltre il 70%. Il numero delle vittime di genocidio e di pulizie etniche è crollato dell’80%, malgrado i massacri che hanno insanguinato Bosnia e Ruanda verso la metà degli anni Novanta. La media dei caduti in un singolo conflitto bellico è diminuita enormemente, dai 37.000 del 1950 ai 600 morti del 2002. Il traffico internazionale di armi, tra il 1990 e il 2003, è sceso del 33%. (Questo non significa, purtroppo, che sia diminuita in parallelo anche la spesa mondiale per gli armamenti, che è anzi aumentata: dagli 800 miliardi di dollari del 1998 ai 1200 di oggi.)

    “Inoltre, a partire dagli anni Novanta è emersa, grazie alla spinta delle opinioni pubbliche occidentali, l’idea da parte di molti Stati membri dell’ONU di un ‘diritto di ingerenza’ umanitario nei conflitti locali per evitare le violenze contro i civili. Questo ha portato a un allargamento del fronte di impegno dell’ONU, cui ha corrisposto una diminuzione del 40% delle guerre civili nel mondo a partire dalla metà degli anni Novanta ad oggi. E, negli ultimi quindici anni, sono stati risolti mediante negoziato più conflitti interni che nei due secoli passati” (da Italia-ONU: 50 anni, dossier a cura del Servizio Stampa e Informazione del Ministero degli Affari Esteri, Ed. Voices, Milano, febbraio 2006).

    Si estende la cultura della pace – Ma la cosa più importante, a mio avviso, è che negli ultimi tempi si è fatta strada, non senza difficoltà e inciampi, una cultura di pace che va imponendo, anche per quanto riguarda la guerra, un tabù così come è già avvenuto, nel corso dei secoli, per la schiavitù, per la pedofilia, per l’incesto, per il delitto d’onore. Se analizziamo il lessico della guerra ci rendiamo facilmente conto di come si sia passati dalle guerre “sante”, quindi benedette da Dio e in quanto tali indiscutibili, a quelle “giuste”, pur sempre legittimate ma in questo caso solo dal valore terreno della giustizia, fino a quelle “umanitarie”, che non sono più nemmeno fondate sulla giustizia ma soltanto sulla pietà umana, con una progressiva inesorabile diminuzione nella legittimazione dell’uso della forza; oggi non solo è scomparso qualunque aggettivo, ma la parola “guerra” stessa è divenuta imbarazzante da pronunciare per i politici di ogni parte, che preferiscono infatti usare altre espressioni, e parlare – talvolta contro ogni evidenza – di “missioni di pace”. Quello che è cambiato e che sta cambiando molto rapidamente è l’immaginario collettivo, che ormai, in larga parte, rifiuta la guerra come strumento di risoluzione dei conflitti e ha capito che non porta al bene di nessuno se non dei commercianti di armi.

    Si estendono i diritti umani – Sempre secondo i risultati dello Human Security Report, lo studio effettuato dall’Università di Vancouver già citato nel paragrafo sulla diminuzione delle guerre, fra il 1994 e il 2003, nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo c’è stata una diminuzione generale degli abusi dei diritti umani. Si tratta di un processo che si rinforza vicendevolmente con il progredire dello sviluppo umano – che, come abbiamo già visto, ha compiuto grandi passi avanti negli ultimi cinquant’anni – e con l’estendersi della democrazia, che ancora trent’anni fa esisteva solo in una ventina di paesi al mondo, mentre ora è applicata, pur con mille limiti e contraddizioni evidenti, nella maggioranza dei paesi. Infatti, secondo l’ultimo rapporto della Freedom House (gennaio 2008), per la prima volta nella storia dell’ONU una maggioranza di governi di stati membri viene eletta attraverso procedure democratiche: nel mondo oggi ci sono 121 democrazie elettorali (dove ci sono libere elezioni) di cui 90 sono democrazie liberali.
    Si è molto discusso in questi anni sull’universalità dei diritti umani, sostenendo che essa sarebbe solo presunta poiché essi sarebbero viziati alla nascita e non esprimerebbero che la visione di una sola cultura, quella “occidentale”. Io non condivido questo dubbio perché ritengo che i diritti umani vengano ancora prima del livello culturale; essi rappresentano molto semplicemente i più elementari “bisogni” dell’uomo, e sono dunque validi a qualunque latitudine egli si trovi e in qualunque epoca egli viva. Ma anche facendo un’analisi antropologico-culturale, che vada al di là dei più banali stereotipi sulle diverse culture, scopriamo che i loro valori di fondo sono sempre gli stessi. L’etica alla base dei diritti umani è patrimonio comune di tutti i popoli (…)

    Questo tuttavia non significa che dalle varie culture non possano venire contributi anche significativi, complementari alla Dichiarazione dei Diritti dell’Onu. Un esempio molto interessante è rappresentato dalla Carta Africana dei Diritti dei Popoli, che porta l’attenzione anche sui diritti collettivi, oltre che su quelli dell’individuo; è stata adottata dall’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) nel 1981 ed è entrata in vigore nel 1986, quando 35 su 50 stati membri dell’OUA l’hanno ratificata. Al gennaio 2004 ne fanno parte 53 nazioni, cioè tutti gli stati membri dell’Unione Africana. La Carta, che tutela i diritti umani a livello regionale africano, presenta delle caratteristiche originali rispetto ai trattati della stessa natura.
    La Carta riconosce sia diritti civili e politici che economici sociali e culturali, inoltre è la prima convenzione internazionale sui diritti umani a contemplare molti diritti dei popoli e non solo dell’individuo in quanto tale; riconosce infatti il diritto all’uguaglianza, il diritto all’autodeterminazione, il diritto di proprietà delle proprie risorse naturali, il diritto allo sviluppo e a un ambiente sano. La Carta prevede, poi, diversi doveri a cui gli stessi soggetti devono attenersi. Riconosce quindi i doveri dell’individuo verso la famiglia, la società e la Comunità Internazionale, il dovere di non discriminare, il dovere di mantenere i genitori in caso di bisogno, di lavorare al meglio delle proprie capacità e competenze, il dovere di preservare e rafforzare i valori positivi della cultura africana.
    La Carta Africana ha istituito la Commissione Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli, con specifici compiti di tutela giurisdizionale, anche se molto limitati. Infine, nel 1998 è stato approvato dall’OUA un Protocollo Opzionale alla Carta che istituiva la Corte Africana dei Diritti dell’Uomo e dei Popoli. Tale Protocollo Opzionale ha appena raggiunto il numero di 15 ratifiche necessarie. La Corte Africana dei Diritti è dunque entrata in vigore il 25 gennaio 2004, con la ratifica dell’Unione delle Comore.

    http://www.stazioneceleste.it


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #83357

    zret
    Partecipante

    Pazzesco e spassoso.


    #83358

    apolon
    Partecipante

    …cara Farfalla il tuo titolo potrebbe essere stato:Sta migliorando,(non è una critica,sia chiaro),
    quando ti ho letto e quando ho letto i commenti di Zret,ho capito cosa mi ha dato l'uno e cosa l'altro,senza rinnegarne nessuno dei 2.
    Ti ringrazio sentendo quello penso sia il mio cuore che pulsa.
    :fri: !heart


    #83359

    perdi
    Partecipante

    ma certo…lo dico sempre …vedere sempre il lato positivo delle cose…
    ci sono guerre attive…ma ci sono anche guerre terminate…
    c'è gente che sta male…ma c'è gente che sta bene…
    dobbiamo guardare sempre il lato peggiore delle cose?


    #83360

    raistlin
    Partecipante

    Sono particolarmente sensibile alle cose negative e sbaglio.
    Il fatto è che ci si abitua a vedere le cose in un determinato modo e per come ci si presenta la società in cui siamo incastonati, non siamo aiutati molto a fare diversamente.

    Bisogna allenarsi ogni giorno a confidare nelle cose positive, ma… che fatica… #sudo


    #83361

    perdi
    Partecipante

    [quote1247519133=raistlin]
    Sono particolarmente sensibile alle cose negative e sbaglio.
    Il fatto è che ci si abitua a vedere le cose in un determinato modo e per come ci si presenta la società in cui siamo incastonati, non siamo aiutati molto a fare diversamente.

    Bisogna allenarsi ogni giorno a confidare nelle cose positive, ma… che fatica… #sudo
    [/quote1247519133]

    tanta fatica patata -|-
    ma ne vale la pena !lol


    #83362

    windrunner
    Partecipante

    [quote1247519732=perdi]
    ma certo…lo dico sempre …vedere sempre il lato positivo delle cose…
    ci sono guerre attive…ma ci sono anche guerre terminate…
    c'è gente che sta male…ma c'è gente che sta bene…
    dobbiamo guardare sempre il lato peggiore delle cose?

    [/quote1247519732]

    Non è detto…

    “Evitate di avvicinarvi negativamente alla vita. Perché abbassare lo sguardo verso le fogne, quando c'è tanta bellezza attorno a noi? Si possono trovare dei difetti persino nei più grandi capolavori dell'arte, della musica, e della letteratura. Ma non è meglio godere del loro fascino e della loro gloria? La vita ha un lato fulgido ed un lato oscuro, perché il mondo della relatività è composto di luci e di ombre. Se permettete ai vostri pensieri di trattenersi a lungo sul male, voi stessi diverrete moralmente repellenti. Cercate soltanto il bene dappertutto, perché possiate assorbirne la qualità e la bellezza.”

    -Paramahansa Yogananda

    :bay:


    #83363

    perdi
    Partecipante

    infatti wind…nn è detto …
    forse guardando sempre il meglio , vado a sbattere contro la dura realtà…
    ma preferisco essere ottimista…
    sto imparando a esserlo …e mi piace…
    mi avvicino positivamente alla vita , cercando di cogliere il meglio… e mi piace 🙂


    #83365
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    penso che il fatto di essere qui è un segno evidente che cerchiamo il senso di tutto questo, stanchi della propaganda di paura, stanchi delle superficialità…ci troviamo su AG e questo ci da un senso di appartenere alla gente che la pensa uguale…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #83364

    perdi
    Partecipante

    penso di si…
    pensa che non mi piaceva ag…
    pas perdonami 🙂
    ero condizionata negativamente…
    e invece mi sono iscritta e ne sono felice…
    e colgo il meglio …


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