Non Abbiamo Bisogno del Nucleare

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Questo argomento contiene 432 risposte, ha 40 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 9 anni, 6 mesi fa.

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  • #80705
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    io spero che perdano..non mi basta più tutto sul ciglio di un precipizio..voglio che finalmente cadano


    #80706
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Particelle radioattive nei cieli svizzeri

    Rilevate quantità minime, nessun pericolo per la salute
    Per la prima volta, mercoledì scorso, nei cieli della Svizzera sono state riscontrate tracce infinitesimali di radioattività fuoriuscita dai reattori giapponesi di Fukushima, danneggiati dal terremoto e dallo tsunami dello scorso 11 marzo.

    Secondo l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), le tracce sono comunque insignificanti e non rappresentano alcun pericolo per la popolazione.

    Misurazioni a 6'000 metri
    Come precisato stamani alla stampa da Werner Zeller, capo della Divisione radioprotezione dell'UFSP, le misurazioni sono state eseguite a 6’000 metri di altezza con il supporto dell'aviazione militare.

    Risultato: in un metro cubo di aria sono stati rilevati 140 microbecquerel di iodio 131. Il quantitativo, ha sottolineato Zeller, è 20'000 volte inferiore al limite tollerato.

    Solitamente, ha aggiunto, a questa altezza non si riscontrano però particelle di iodio 131. Di conseguenza, se ne deduce che la sostanza proviene dalla fuga radioattiva dei reattori di Fukushima.

    Nessuna radioattività al suolo
    Le misurazioni al suolo hanno invece prodotto risultati assolutamente normali. Grazie ai venti la radioattività fuoriuscita tende a disperdersi sull'Oceano Pacifico e sul Nord America, sempre in quantità irrilevanti.

    http://info.rsi.ch/home/channels/informazione/info_on_line/2011/03/25–Particelle-radioattive-nei-ciel


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #80707

    Spiderman
    Partecipante

    [link=http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3710]Piero Angela e la favola del nucleare[/link]


    #80708
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1301085173=Spiderman]
    [link=http://www.luogocomune.net/site/modules/news/article.php?storyid=3710]Piero Angela e la favola del nucleare[/link]

    [/quote1301085173]
    ma vaf……..


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #80709
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    #80710
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

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    #80711

    Spiderman
    Partecipante

    [link=http://www.aamterranuova.it/article5705.htm]Scorie radioattive a Latina[/link]


    #80712

    deg
    Partecipante

    WikiLeaks: “Nucleare, tangenti agli italiani per favorire le centrali francesi”

    18 marzo 2011
    Dai cable arriva la versione americana sull’atomo all’italiana. E coinvolge politici e funzionari.

    L’ombra di un giro di tangenti. O meglio, questo è quello che pensano ci sia gli americani dietro il ritorno dell’atomo nell’agenda della politica energetica italiana. E su WikiLeaks finiscono i rapporti segreti inviati alla Casa Bianca, che racconta Luca Iezzi su Repubblica:

    Sin dal 2005, quando l’ipotesi di un ritorno all’atomo diventa concreta, per la diplomazia Usa l’obiettivo è «garantire che le aziende americane abbiano la giusta chance» riferisce a Washington la responsabile Elizabeth Dibble. Le aziende sono Westinghouse e General Electric, il nemico, almeno agli occhi americani, sono i francesi di Areva, ma anche i russi. Mentre però i temuti rapporti Putin-Berlusconi non producono effetti concreti, i francesi hanno per alleati l’Enel e i funzionari del ministero dello Sviluppo economico, cioè chi prende le decisioni.

    La partita è truccata, secondo gli americani:

    nel maggio 2009 c’è il primo incontro tra Claudio Scajola e il suo omologo statunitense Steven Chu, a Roma per il G8 dell’energia. Il ministro viene così informato della situazione: «Westinghouse e Ge subiscono la dura competizione dalle imprese concorrenti i cui governi fanno pesantissime pressioni (heavily lobbying) sul governo italiano. Per esempio, l’intensa pressione francese, che potrebbe comprendere anche pagamenti per corrompere funzionari del governo italiano, ha portato all’accordo di febbraio per costruire in Italia quattro reattori Areva per il 2020».

    Per recuperare il terreno perduto Scajola viene invitato nell’autunno di quell’anno negli Usa, farà un giro per alcune centrali Westinghouse e incontra di nuovo Chu per firmare un accordo di collaborazione. Scrive l’ambasciatore Thorne:

    «Noi abbiamo saputo che Scajola ha un’altra ragione per appoggiare il coinvolgimento delle aziende statunitensi. L’accordo con la Francia ha tagliato fuori dai contratti le società italiane che vogliono contribuire a costruire le centrali. Una di queste, Ansaldo Nucleare, ha sede nella regione di Scajola: la Liguria. E così se Westinghouse ottiene la sua parte, Ansaldo — azienda della terra di Scajola — ne beneficia». Il risultato ottenuto è che le direttive tecnologiche e di sicurezza, approvate da allora in poi, non escludono a priori i brevetti americani , anche se al momento tutta la partita sembra destinata ad un lungo congelamento, se non alla sua chiusura senza vincitori. http://www.giornalettismo.com/archives/118164/wikileaks-nucleare-tangenti-agli-italiani-per-favorire-le-centrali-francesi/


    #80713
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

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    #80714

    Anonimo

    http://www.inabruzzo.com/?p=70656

    Sconfitte nucleari (e taoiste)

    (di Carlo Di Stanislao) – Anche se, secondo i vari commentatori, sono particolarmente sotto pressione, dopo che la loro coalizione è uscita dal Parlamento della Renania-Palatinato ed ha ottenuto solo il 5,3% nel Baden-Wuerttemberg, né Guido Westerwelle, ledaer dell’Fdp, né la cancelliera Angela Merkel, prevedono rimpasti di governo. La paura del nucleare giapponese ha giocato un ruolo fondamentale nella sconfitta subita alle elezioni regionali dal partito del cancelliere tedesco, ma gli analisti sostengono che il governo, anche se indebolito, andra’ avanti con il suo operato. I Cristiano Democratici (CDU) hanno perso nella regione di Baden-Wuerttemberg, che ha una forza economica pari a quella dell’intero Belgio, dove avevano governato per 58 anni, mentre i Verdi antinuclearist hanno ottenuto un risultato record del 24%, raddoppiando i consensi rispetto al 2006 e i democratici della FDP, formazione alleata sia al governo della regione che a livello nazionale, è uscita malconcia dal confronto con l’opposizione. Sabato scorso, alla vigilia delle elezioni tedesche e mentre in Italia 300 mila scendevano in piazza per ricordare a tutti di votare contro nucleare e privatizzazione dell’acqua il 12 e 13 giugno prossimi, decine di migliaia di tedeschi hanno manifestato nelle piazze di Berlino, Amburgo e Monaco di Baviera chiedendo la chiusura delle centrali nucleari. La Merkel, a ottobre aveva annunciato di voler prolungare l’attività delle 17 centrali nucleari per le quali era stata decretata la chiusura entro il 2021, per 8 o addirittura 14 anni, a seconda della data di entrata in funzione. Un progetto che aveva scatenato le polemiche di cittadini e ambientalisti ma sul quale la Merkel era tornata indietro dopo il terremoto giapponese. All’indomani del disastro di Fukushima, la Merkel aveva infatti comunicato che la Germania aveva bisogno di una nuova valutazione dei rischi sulle centrali attive e che quindi sarebbero state temporaneamente chiuse le sette centrali più vecchie. Ma la sua inversione di marcia è arrivata troppo tardi. Il risultato della consultazione nello stato del sudovest della Germania, che confina con Francia e Svizzera, ha segnato una pesante umiliazione per la Merkel, dopo le sconfitte gia’ subite nel Nord Reno-Westfalia a maggio e ad Amburgo lo scorso febbraio. Sarà molto interessante nelle prossime settimane valutare i cambiamenti che si verificheranno in Germania, già capofila mondiale della riscossa delle energie rinnovabili. Ricordiamo che lo scenario del governo prevedeva che fra vent’anni la metà dell’energia elettrica sarebbe stata verde e che entro il 2050 almeno l’80% della domanda elettrica sarebbe stata coperta dalle rinnovabili. Su La Repubblica già si parla di grigio declino della Merkel, un leader che non riesce ad essere all’altezza del ruolo che la Storia le ha affidato. “Una ragazza viziata, che ha paura della propria ombra”, era stato già anni fa il lapidario commento che Helmut Kohl, suo padrino politico, confessato ad un vecchio amico italiano. L’aspetto paradossale di questa che è stata definita “tragedia del grigiore”, è che tutti i “nein” della Merkel, tutte le sue esitazioni, nascevano dal timore di scontentare l’opinione pubblica tedesca. Ha avuto paura di sfidare l’egoismo dei propri elettori venendo in aiuto della Grecia e degli altri Paesi strangolati dai debiti. Ha avuto paura di seguire la Francia nella sfida a Gheddafi. Ha avuto paura di dare all’Ue un Presidente di alto profilo e un ministro degli esteri autorevole. Ha avuto paura di creare una difesa europea e di dotare l’Europa di un bilancio degno di questo nome. Tutto questo in nome dei sondaggi d’opinione, per inseguire i fantasmi e le fobie del proprio elettorato. Ed ora è proprio questa opinione pubblica che sanziona il declino di una Cancelliera che non ha saputo dare alla Germania la leadership che le spetta in Europa, e all’Europa il ruolo che le spetta nel mondo. Il trionfo dei verdi dimostra che Fukushima fa più paura di Tripoli, di Atene e di Bruxelles. Ma anche sulla questione nucleare Kohl l’aveva ammonita, questa volta pubblicamente, a non inseguire i sondaggi, a dimostrare il coraggio e la coerenza che si richiede ad un vero leader. Angela Merkel non lo ha ascoltato. Da noi intanto, mentre Berlusconi pensa ai suoi guai giudiziari e lascia i suoi ministri nelle pesti della questione libica, mentre, sul nucleare, si annuncia (sempre da parte del ministro e non del leader) una moratoria, che lascia sparare che l’avventura nucleare si sia ormai definitivamente chiusa e che il prossimo referendum non farà che rafforzare questo esito. Il tentativo di rilancio, peraltro, era stato gestito in maniera dilettantesca, con ritardi clamorosi: si pensi all’Autorità per la sicurezza nucleare, che fino alla settimana scorsa si riuniva al bar e che non ha ancora un direttore. Ma era evidente la mancanza di consenso da parte delle istituzioni locali, oltre che nell’opinione pubblica. I costi poi erano molto più alti di quelli dichiarati e il mondo finanziario era assolutamente scettico rispetto alla reintroduzione della tecnologia. Va qui ricordato o che lo scenario del governo prevedeva che fra vent’anni la metà dell’energia elettrica sarebbe stata verde e che entro il 2050 almeno l’80% della domanda elettrica sarebbe stata coperta dalle rinnovabili ed invece, in questi anni, non si è fatto proprio nulla. Gianni Silvestrini, su Energie.it, ci dice che ora, il governo dovrebbe orientare gli sforzi verso una incentivazione del fotovoltaico, verso una riduzione degli sprechi, una forte crescita dei parchi eolici off-shore, il potenziamento della rete con una particolare accento sulle smart grids e, infine un’attenzione alle soluzioni per l’accumulo dell’energia. Ma davvero non so se Berlusconi troverà il tempo per questa ed altre quisquiglie (problema Libia e Nord-Africa in testa), soprattutto ora che, dopo otto anni, cambia strategia e si comporta da imputato modello prendendo parte all’udienza preliminare preliminare di Mediatrade e pronto a recarsi dai giudici il 6 aprile, per l’inizio del caso Ruby. In questo modo l’icona di un premier tutto all’attacco lascia spazio a quella inedita di un imputato modello, ”attento e tranquillo” come lo ha descritto il suo legale, Niccolo’ Ghedini, un Berlusconi rispettoso delle regole e delle procedure, tanto da arrivare perfino a salutare, con tanto di stretta di mano, il pm Fabio De Pasquale. Qualcuno sussurra che tutto dipende dai sondaggi, dai quali emergerebbe che gli stessi sostenitori del Pdl apprezzano maggiormente un premier che si presenta ai processi piuttosto che un Berlusconi pronto a sfruttare il suo status di primo ministro per evitare le aule giudiziarie. E oltr a ragioni di convenienza in termini di consenso elettorale potrebbero aver pesato anche motivi piu’ sottili e tattiche piu’ strettamente processuali. Ma e’ chiaro che se il magistrato inquirente definito dallo stesso premier ”un famigerato”, oggi e’ diventato un uomo meritevole di una stretta di mano e quindi del rispetto dell’imputato, significa che nell’orizzonte di Berlusconi qualcosa e’ davvero cambiato. Comunque sia, sarà sempre più preso dai processi, per presentarsi in aula ed ostacolarmi o svilirli dal Parlamento e sempre meno incline alla risoluzione dei nostri problemi sia interni (lavoro, giovani, cultura), che internazionali. E che sia poco attento o fortemente distratto, lo dimostra il recente, ennesimo strappo tra lui e il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sulla nomina a ministro di Saverio Romano, una vera e propria forzatura poiché il Capo dello Stato aveva già espresso le sue perplessità sulla nomina a ministro di un indagato per mafia. In un precedente incontro aveva infatti consigliato al Cavaliere di attendere il primo aprile per la nomina, il giorno in cui i giudici valuteranno se archiviare o imporre lo svolgimento di nuove indagini su Romano accusato di concorso in associazione mafiosa; ma la “forzatura” di Berlusconi, è apparsa non solo intempestiva, ma anche imprudente nei confronti dell’alleato leghista. Così Umberto Bossi, in una intervista rilasciata a Libero, fa tremare il Cavaliere, con una mezza apertura verso il Pd, contenuta nella affermazione: “con la sinistra c’è un dialogo che va avanti da tanto tempo”. Saverio Romano non sembra un nome particolarmente apprezzato da Bossi, che ammette che, per ottenere gli obiettivi di “dare la terra ai giovani e risolvere il problema delle quote latte”, si sentirebbe più garantito con un leghista al dicastero. Ma Berlusconi da un lato ha molti problemi ad ingombrare la sua mente e dall’altro non ha tempo ed il gruppo dei Responsabili è determinante e perciò lo ricatta. I Responsabili, infatti, rivendicano almeno cinque posti, 4 da sottosegretario e uno da viceministro, sicchè Berlusconi, che non ha tempo da perdere, intende approvare un ddl che avrà una corsia preferenziale e che modificherà la legge Bassanini, ampliando il numero della squadra di governo. Per quanto concerne Scilipodi, che già fa un convengo di partito con il simbolo del Tao, ma avrebbe meglio fatto ad usarne uno più consuno al suo opportunismo, si accontenterà di una legge sull’agopuntura che, comunque, molti agopuntori disprezzano per il prezzo che è costata. Pur concedendo assoluta libertà all’individuo, infatti, il Taoismo vero inchioda ciascuno alle sue scelte etiche e morali e vi sono scelte che non sono barattabile, in nessun caso. Va ricordato a Scilopodi, una più attenta lettura del Dao De Jing, in cui è posto in risalto che la vera virtù e soprattutto coerenza senza utilitarismo, mentre tutte le altre forme sono deteriori e convenzionali.

    28 Marzo 2011


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