Nucleare: un maledetto imbroglio

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Questo argomento contiene 49 risposte, ha 15 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 6 mesi fa.

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  • #131928

    paolodegregorio
    Partecipante

    – nucleare: un maledetto imbroglio –
    di Paolo De Gregorio, 23 dicembre 2009

    La “cifra” con cui si parla di questo argomento è quella dell’inganno, delle bugie, delle omissioni. Non si riesce a costringere i paladini del ritorno al nucleare in Italia a conteggiare, nel costo del kilowattora nucleare, i costi di dismissione delle centrali obsolete e i costi di stoccaggio delle scorie, che devono essere sorvegliate per centinaia di anni.
    I punti deboli, che fanno del nucleare un progetto da scartare (e per di più pericoloso e stupido visto che ci sono energie alternative), sono il fatto che si dipenda da un elemento che non possediamo, l’uranio, che è scarso, i cui costi continuano a lievitare e comunque non ha futuro per esaurimento, e l’antieconomicità che necessariamente viene fuori se si costringono quei gaglioffi che vogliono il nucleare a conteggiare tutti i costi di un piano industriale, che deve comprendere anche quelli di totale dismissione delle centrali obsolete e la messa in sicurezza delle scorie. A tali costi bisogna aggiungere quelli degli eventuali aiuti statali, comprese quelle agevolazioni che verranno date alle popolazioni dove verranno costruite le nuove centrali, nella forma di riduzione delle tasse, della riduzione del costo di servizi, e tutte le diavolerie che si inventeranno per comprarsi il consenso dei sudditi.

    Chiunque vuole opporsi al nucleare deve puntare su questi due punti: DIPENDENZA dall’estero per l’uranio e il suo esaurimento, ANTIECONOMICITA’ se si costringono i dottor Stranamore a fare i conti veri di tutto il processo industriale.
    Il Referendum è la strada giusta, ma il dibattito non deve puntare sulla emozionalità, né sul fatto di schierare destra e sinistra. La ragione deve spiegare che è un progetto antieconomico, cifre alla mano, ci lascia dipendenti dall’estero come per il gas e il petrolio, è pericoloso, e la microgenerazione, con il fotovoltaicoe l’eolico, diffusa su tutto il territorio, è in grado di fornirci tutta l’energia di cui abbiamo bisogno, basta facilitarne il percorso e non ostacolarlo come si fa oggi.

    -Un altro progetto “nucleare”, che mi piacerebbe veder fallire, è quello iraniano.
    Gli USA e Israele sostengono di temere una futura bomba in mano agli iraniani. Naturalmente per questi democratici paesi, armati di bombe atomiche pronte all’uso, gli iraniani non hanno il diritto di temere la superiorità assoluta dei loro nemici dichiarati e non hanno il diritto di cercare un equilibrio nucleare che, come la “guerra fredda” ha dimostrato, è l’unica garanzia per evitare le guerre.
    Sulla convinzione che gli americani “buoni” non userebbero mai la bomba nucleare, avrei dei meditati dubbi, visto che già ne hanno usato due in Giappone sui civili, e la democraticissima signora Clinton ha sostenuto che l’America “vaporizzerebbe” qualunque paese usi l’atomica contro Israele.

    La grande carta politica che l’Iran potrebbe giocare non è quella di avere un piccolo e costosissimo arsenale atomico, che comunque non lo metterebbe al riparo da una devastante rappresaglia, ma quello di chiedere con forza il disarmo nucleare totale, sotto il controllo dell’ONU, offrendo sul tavolo la sua rinuncia al programma atomico, perché il timore di essere minacciati o attaccati da una potenza nucleare vale per tutti, e affermare che è intollerabile un mondo in cui ci sia un gruppo di paesi armati di queste bombe, con cui si esercita un potere reale, e che si voglia impedire ad altri di dotarsi di quelle armi per continuare nella propria supremazia.
    Ci parrebbe una storica lezione di etica, diretta da un paese islamico alle false democrazie occidentali, che con i loro apparati militari fanno politica e spendono una enormità di denaro.

    E sarebbe anche ora che si capisse una cosa elementare, che l’apparato militare americano, con le sue 900 basi nel mondo e la sua totale supremazia di mezzi (atomiche comprese), non ha messo al riparo l’America dal suo declino imperiale. Il mondo economico è diventato multipolare, i successi e le iniziative produttive di paesi immensi come Cina, India, Brasile, Indonesia hanno strappato grandi fette di mercato che non torneranno più in mani occidentali, e la Cina comunista in qualunque momento potrebbe far crollare il valore del dollaro se solo pretendesse di riscuotere i buoni del tesoro americani in suo possesso.
    I destini del mondo non li hanno decisi gli arsenali nucleari, ma il prepotente ingresso nel mercato di nuovi soggetti che si sono liberati dal colonialismo e dal neocolonialismo delle multinazionali.

    Caro ayatollah Kameney, guida suprema dell’Iran, spiazza i falsi democratici occidentali chiedendo il totale disarmo atomico e ferma tu per primo il programma di arricchimento dell’uranio.
    Per noi, che odiamo le armi atomiche e le centrali ad energia atomica, sarebbe straordinariamente divertente sentire con quali argomenti le potenze nucleari cercherebbero di mantenere i loro arsenali, e comunque sarebbero definitivamente smascherate.
    Il gioco di Usa ed Israele è quello del gatto con il topo. Infatti, dopo che vi sarete svenati per costruire la bomba, vi attaccheranno e avranno l’alibi per fregarvi il petrolio e nel contempo stanno già finanziando e organizzando l’opposizione interna che trasformerà la repubblica islamica in una provincia della Exxson Mobil.
    Paolo De Gregorio

    p.s. sull’argomento nucleare ho riportato dati su “pro-memoria nucleare”, in data 25.6.08, reperibile sul web


    #131929

    zret
    Partecipante

    Invece di usare l'energia del punto zero e la fusione fredda… maladetti!!!


    #131930

    CANERO
    Partecipante

    La questione della sicurezza nucleare vista dal Medio Oriente

    http://www.medarabnews.com/2010/04/21/sicurezza-nucleare-vista-da-medio-oriente/


    #131931
    maraxma
    maraxma
    Partecipante
    #131932
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Agenzia nucleare, Veronesi si pente?
    Sul Financial Times non è allineato col Governo sulle scorie
    :hehe:

    Il professor Umberto Veronesi non aveva tanta voglia di diventare capo dell’Agenzia per la sicurezza nucleare. Ma glie l’hanno chiesto, ed era difficile dire di no.
    E’ il punto più vistoso di un’intervista che egli ha rilasciato ieri al Financial Times. Ma la vera bomba l’ha lanciata col silenziatore. Veronesi ha detto infatti che il problema delle scorie nucleari potrebbe essere risolto mandandole all’estero. Una posizione ben diversa da quella del Governo italiano, che tiene in cassaforte l’elenco dei siti adatti per il deposito nazionale.
    Infatti il sottosegretario Saglia si è subito sentito in dovere di affermare che il deposito nazionale va fatto a tutti i costi.
    Forse manifestare un così scarso entusiasmo per la presidenza dell’Agenzia e la polemica indiretta col sottosegretario Saglia sono il modo indiretto e contorto con cui Veronesi ammette che si sta pentendo e che vorrebbe tornare indietro. Nel qual caso farebbe meglio a dirlo chiaro.
    Come sfondo dell’intervista a Veronesi, il Financial Times spiega che il ritorno dell’Italia al nucleare (per il quale il quotidiano finanziario fa implicitamente il tifo) viene ritardato dalla paralisi del Governo Berlusconi (per quest’ultimo il tifo implicito è assente): una paralisi dovuta a scandali legati alla corruzione e a spaccature all’interno del Pdl.
    Oltre a dire di non aver desiderato la nomina a capo dell’Agenzia nucleare, Veronesi nell’intervista afferma di essere stato scelto a causa della sua solida fama di scienziato e perchè esponente dell’opposizione. Sono le uniche affermazioni riportate fra virgolette.
    Le cose più interessanti sono nel discorso indiretto. Innanzitutto, Veronesi spiega che l’approvazione della sua nomina da parte del Parlamento può essere rinviata o può non andare in porto. Il Parlamento ha cose cose più importanti da fare: il 14 dicembre è atteso il voto di fiducia (o sfiducia?) a Berlusconi.
    Conferma poi che l’Agenzia di cui è astato nominato a capo ha budget e staff limitati: quest’ultimo sarà costituito da un centinaio di persone scelte fra un ristretto numero di scienziati nucleari. Ottime ragioni, aggiungo io, per non essere entusiasta della presidenza: ma prima di accettare si è forse dimenticato di domandare quali strumenti sarebbero stati a sua disposizione?
    Infine Veronesi ammette che per la scelta dei siti nucleari è necessario l’accordo con le Regioni. E dice che la soluzione per le scorie potrebbe essere quella di spedirle all’estero, in uno dei futuri siti europei di uso comune.
    Dall’intervista, dicevo, non traspaiono certo ottimismo ed entusiasmo. E poi le ultime due affermazioni sono fuori dal coro governativo. L’ultima soprattutto: il sottosegretario Saglia ha dichiarato proprio oggi che secondo lui è tecnicamente fattibile entro il 2015 il deposito nazionale delle scorie e bisogna realizzarlo a tutti i costi.
    Ovvero: il sottosegretario vorrebbe risolvere in cinque anni un problema che i Paesi dediti al nucleare civile non sono riusciti a risolvere in oltre mezzo secolo.
    Fra la sua affermazione e quella di Veronesi a proposito delle scorie c’è una bella differenza. Ma se Veronesi sta pentendosi, poteva trovare un modo meno indiretto per farlo sapere.
    Sul Financial Times l’intervista a Veronesi
    http://www.ft.com/cms/s/5acbfa7c-f644-11df-a313-00144feab49a,Authorised=false.html?_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2F5acbfa7c-f644-11df-a313-00144feab49a.html&_i_referer=http%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fl.php%3Fu%3Dhttp%253A%252F%252Fwww.ft.com%252Fcms%252Fs%252F0%252F5acbfa7c-f644-11df-a313-00144feab49a.html%2523axzz168KBZcsl%26h%3D215d1#axzz168KBZcsl
    Per leggerla è necessaria la registrazione, che è gratuita
    Su Agi Saglia, deposito nazionale delle scorie nucleari entro il 2015:
    http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201011231438-eco-rt10120-nucleare_saglia_fattibile_deposito_scorie_entro_2015
    da: Blogeko


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #131933

    deg
    Partecipante

    [youtube=425,344]2oLTX0-NprY


    #131934

    deg
    Partecipante

    Attualmente 90 ordigni nucleari dovrebbero essere presenti nelle basi di Aviano e di Ghedi Torre.
    Gli ordigni presenti in Italia potrebbero essere difficilmente utilizzabili, stando ai giudizi di Hans M. Kristensen, ed il loro valore è soprattutto simbolico. La presenza di ordigni nucleari assume quindi un ruolo di deterrenza, nei confronti dei potenziali avversari, ma costituisce allo stesso tempo un elemento di pressione nei confronti del Paese ospitante.
    Il tema della presenza di ordigni nucleari in territorio italiano, oltre alle problematiche connesse circa il loro significato in termini di relazioni internazionali e di accettazione da parte dell’opinione pubblica, suscita problematiche connesse alla legittimità della loro presenza. Stati Uniti ed Italia sono entrambi aderenti al Trattato di non proliferazione nucleare. Il differente status dei due Paesi, in tema di ordigni nucleari li pone in situazioni differenti. Gli Stati Uniti, in quanto Stato detentore di ordigni nucleari è autorizzato a possederne, disporne la collocazione in altri Paesi, ma non a cederne ad altri Stati. L’Italia non può produrre né ricevere armi nucleari.
    La presenza di ordigni nucleari in Italia, ed analogamente negli altri Paesi che non rientrano in quelli autorizzati a detenere armi nucleari ma nei cui territori gli Stati Uniti stanziano testate nucleari, porterebbe una violazione da parte di entrambi i Paesi del trattato di non proliferazione. La presenza di ordigni nucleari è dal punto di vista legislativo risolto con il sistema della “doppia chiave” per il quale gli Stati Uniti sono detentori degli ordigni e ne sono autorizzati all’utilizzo ma questo è permesso solo previo autorizzazione italiana, che di per sé non possiede testate nucleari. L’escamotage utilizzato per ovviare alle problematiche giuridiche, connesse alla presenza di testate nucleari, non incide tuttavia sui suoi effetti. L’aderenza al trattato di non proliferazione dovrebbe ricondurre non solo ad un aspetto legale, ma dovrebbe piuttosto essere rappresentativo di una scelta politica definita. La presenza di testate nucleari, la cui effettiva presenza non è mai stata dichiarata dai vertici istituzionali sia militari che civili, costituisce uno degli aspetti della presenza militare maggiormente osteggiati dall’opinione pubblica. http://mercatoliberotestimonianze.blogspot.com/2011/01/le-basi-di-bankentein-una-forma-di.html

    ” … …e uno sta lì a giocà a scacchi in televisione parlando del più e del meno….” (B.M.S.)


    #131935
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    un poco di opinioni
    http://www.newclear.it/?p=2525


    #131936

    deg
    Partecipante

    Non apro un topic per questa notizia, la metto qui:

    Incendio e allarme chimico a Moerijk, in Olanda

    Olanda Meridionale, ore 14:30 di mercoledì 5 gennaio. Nella cittadina di Moerdijk, nei pressi di Rotterdam e 2.000 chilometri a nord di Anversa, è divampato un violento incendio all’interno di un impianto chimico. Il laboratorio appartiene all’azienda Chemie-Pack. Non è ancora nota la causa dell’incendio, che comunque centinaia di vigili del fuoco cercano di domare. La gigantesca fiammata è stata accompagnata da una serie di esplosioni, probabilmente generate dai serbatoi di stoccaggio situati nell’impianto.
    Non ci sono state vittime nell’immediato delle esplosioni, ma il problema maggiore sembra essere rappresentato, per ora, dall’enorme nuvola di fumi tossici, potenzialmente cancerogeni, che sta dirigendosi verso nord ed ha già raggiunto la città di Dordrecht. Grandi quantità di materiali infiammabili e corrosivi starebbero infatti ancora alimentando la nube tossica con la loro combustione. Le autorità hanno chiesto alla popolazione della zona coinvolta di restare all’interno delle abitazioni, tenendo porte e finestre chiuse. Intanto il ministero della Difesa ha inviato degli speciali mezzi antincendio per il lancio di acqua dall’alto, e la società Shell sta assistendo le operazioni con la competenza dei suoi tecnici.

    [youtube=425,344]bh4LgYHm3Ow :::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::::

    La nube di gas chimici era visibile addirittura in Belgio.”Le autorità hanno chiesto alla popolazione della zona coinvolta di restare all’interno delle abitazioni, tenendo porte e finestre chiuse.”


    #131937
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

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