Nulla sarà più come prima

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Questo argomento contiene 12 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  xxo 9 anni, 11 mesi fa.

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    Articoli
  • #76700

    xxo
    Partecipante

    Riporto una visione interessante e quanto mai attuale.
    Un imminente prossimo futuro?
    In questa visuale alieni, haarp, virus letali e quant'altro non vengano considerati.

    Nelle prossime settimane vedremo se gli imponenti piani di salvataggio del sistema bancario adottati dai governi di Stati Uniti ed Unione Europea eviteranno il collasso dell'economia mondiale, ovvero l'esorcizzata nuova «grande depressione».

    Ove le eccezionali misure adottate non sortissero gli effetti sperati, se il fuggi fuggi dalle borse e dalle banche continuasse, se i titoli azionari continuassero a precipitare, gli effetti sarebbero drammatici. Essendosi gli Stati sobbarcati i costi colossali della catena di fallimenti bancari (con conseguente smisurato aumento del debito pubblico), una depressione economica trascinerebbe gli stati stessi, USA in primis, in una bancarotta a catena destinata a far sprofondare il capitalismo sull'orlo di una vera e propria catastrofe sistemica. Ognuno può immaginare con quali conseguenze sociali, politiche e istituzionali: disoccupazione di massa, pauperismo, fine del modello sociale consumistico, violenti conflitti sociali, radicali svolte politiche, escalation delle tensioni internazionali e nuove guerre.

    Tuttavia, anche ove l'economia capitalistica riuscisse ad evitare questo collasso, appare chiaro come il tracollo dei mercati finanziari abbia prodotto ferite gravissime e causato uno scombussolamento sistemico di lungo periodo.

    Anzitutto si chiude un ciclo storico, quello del cosiddetto «neoliberismo». Il ritorno sulla scena degli Stati, non più solo come garanti di ultima istanza, bensì come proprietari del sistema bancario e creditizio, simboleggia il clamoroso fallimento di un modello di capitalismo fondato sul dogma per cui la ricerca del massimo profitto da parte dell'impresa privata in un mercato senza regole, sia la migliore, anzi l'unica, forza motrice della crescita costante e diffusa del benessere sociale.

    La fine di questo dogma mercatista creerà le condizioni per una vera svolta di paradigma. L'umanità è obbligata ad interrogarsi sul suo futuro, a domandarsi se siano sufficienti cure keynesiane e quindi il modello di «capitalismo sociale di mercato», oppure se non sia necessario un sistema radicalmente alternativo a quello capitalistico. Chiunque non abbia smarrito il lume della ragione e non abbia le mani in pasta con questo traballante sistema capisce che bisogna ripensare radicalmente categorie come «crescita» e «sviluppo economico»; ridefinire l'idea stessa di ricchezza sociale, in cosa essa consista, e quali siano i parametri per misurarla. Che occorre insomma, di contro a partiti politici ridotti a comitati d'affari di questa o quella consorteria capitalistica, rimettere la politica, ovvero il bene comune, al posto di comando.

    Questo nei tempi medio-lunghi. Nell'immediato l'adozione di misure nazionalizzatrici tanto ingenti muterà la strutturazione del capitalismo, deciderà quali pezzi di capitalismo saranno fatti fuori e quali invece emergeranno come vincenti. Sancirà infine, su scala planetaria, una diversa gerarchia degli stati e dei popoli, mentre nei singoli paesi degli strati e delle classi sociali.

    Il fatto che lo tsunami finanziario abbia travolto anzitutto gli Stati Uniti, quello che tra i capitalismi si dimostra come il più malato di tutti, ci dice che non sarà facile per questo paese conservare il suo predominio imperiale. Molti analisti convergono nel dire che la crisi economica nordamericana è strutturale, che la gran parte dei cittadini statunitensi conoscerà un serio abbassamento dei livelli di vita, che milioni di cittadini precipiteranno nel pauperismo. Questo non produrrà soltanto nuove e inedite tensioni interne, renderà molto difficile agli USA mantenere la sua micidiale ma costosissima macchina bellica. Se poi i capitali non affluissero più negli Stati Uniti come è stato fin'ora, se il dollaro perdesse il suo ruolo di moneta globale, essi si troverebbero a rinunciare ai vantaggi colossali che il resto del mondo gli concede come «signoraggio». La prossima amministrazione americana dovrà quindi decidere: spartire la torta o combattere con ogni mezzo per tenerla tutta? Accettare il proprio ridimensionamento in un nuovo ordine multipolare o ricorrere alla forza per confermare il proprio dominio imperiale?

    L'Europa, proprio a causa dei suoi inscindibili legami economici con gli USA, proprio per i costosissimi piani di salvataggio adottati, è destinata ad entrare in un periodo di turbolenze sociali, politiche e istituzionali. I settori sociali più deboli saranno quelli che dovranno pagare i costi sia della crisi che dei piani d'emergenza adottati. La maggioranza dei cittadini sarà più povera, mentre una minoranza concentrerà melle sue mani ulteriore capitale e ricchezza. Ciò non causerà soltanto aspri e inediti conflitti sociali ma pure crisi e fratturazioni politiche che metteranno a durissima prova non solo i governi, ma pure l'assetto istituzionale bipolare. Gli attuali equilibri istituzionali potrebbero saltare, anche a causa del fatto che i cittadini cercheranno nuove vie di partecipazione e altre forme di rappresentanza.


    #76702

    mudilas
    Partecipante

    dopo i numerosi scontri che seguiranno ci sarà
    la scelta guidata.
    secondo me questo crollo economico monisale è causato proprio dai fautori del neoliberalismo.

    le soluzioni saranno proposte e a noi sarà data la falsa scelta di decidere tra le opzioni già studiate a tavolino sempre da loro…come nel film di Benigni: “vuole un pesce fritto, fritto, pesante , pesante, oppure…qualcosa di più leggero?

    però magari sto sbagliando.


    #76703

    xxo
    Partecipante

    Io mi sto organizzando come meglio credo per non rimanere incastrato.
    Soprattutto non voglio stare alle condizioni del sistema, che purtroppo saranno pesentate bene ma che sotto, in realtà, non potranno arrecare bene al popolo.
    Proprio perchè fatte e architettate da coloro che vogliono la nostra schiavitù e quindi fatte con tale fine.

    Prevedere tutto ciò credo che sia un qualcosa di giusto, saggio, rimanere fermi, apettare e poi vedere credo sia un qualcosa di ingenuo.

    Ognuno di noi ha un cervello e una coscienza, sono le uniche armi attuali che abbiamo.


    #76704

    ezechiele
    Partecipante

    dicci xxo, come ti stai organizzando? ….


    #76705

    Pyriel
    Bloccato

    XXO, nemmeno io credo nei buoni propositi di chi organizza il mondo, fai benissimo a prepararti e a sganciarti dalla follia.


    #76706

    xxo
    Partecipante

    [quote1224612596=Pyriel]
    XXO, nemmeno io credo nei buoni propositi di chi organizza il mondo, fai benissimo a prepararti e a sganciarti dalla follia.
    [/quote1224612596]
    Credo sia dovuto.
    E' una delle cose che siamo chiamati a fare, non certo l'unica.
    Io mi sento di dover fare anche questa.

    Eze, non mi sembra giusto dire come mi sto organizzando.
    Ripeto:
    Ognuno di noi ha un cervello e una coscienza.

    Questo perchè non penso di avere la risposta in mano e non voglio “turbare” il prossimo più del dovuto. Ognuno agisca come ritiene più valido, dentro di se.
    Ti posso dire che il ritorno alla natura per me è un must.
    E che è sempre consigliato mantenere una certa coerenza, non farsi prendere completamente dai pensieri, dubitare di se stessi, sempre.

    Come fare, dove fare, in che intensità… è una cosa personale.


    #76707

    Pyriel
    Bloccato

    Non lo avevo scritto solo per non rispondere al posto tuo.


    #76709

    ezechiele
    Partecipante

    mica per copiare…. 😛
    semplicemente a me spesso capita di sentire l'esigenza di condividere …. e dall'esperienza altrui spesso traggo spunti

    certo che ognuno poi agirà in coscienza, io per esempio ora sto lavorando sull'alimentazione e la riduzione dei rifiuti (UNA GUERRA SENZA FINE, PRODUCIAMO UN QUANTITATIVO DI RIFIUTI MOSTRUOSO)

    anche per me il ritorno alla natura e' un must, mi pare chiaro ma credo che dobbiamo fare attenzione a separare le false risposte,

    in proposito ricordo un articolo letto mesi fa il quale portava a riflettere sui mezzi ecologici. quanto fa risparmiare in termini ecologici buttare la vecchia r4 per una fiammante prius ibrida? … molto poco a ben vedere ….

    il fatto sta nel compiere gesti incisivi non solo in termini ecologici ma cercando anche di ridurre il flusso di denaro da un lato e di dipendenza dall'altro dal sistema. credo che in questo particolare periodo condividere piccoli esempi d'italica fantasia possa dare spunti positivi! 😉


    #76701

    xxo
    Partecipante

    Grande Eze,
    ti ho riposto come ho fatto perchè per me questo momento è molto delicato, più di quanto io stesso possa immaginare.

    Sono tutti giusti i passi che fai, sarebbero dovuti essere un obbligo per un pianeta come il nostro.
    Parlo al passato perchè per me i giochi ormai sono fatti.
    In mia opinione è tardi per cercare di cambiare le sorti, ormai dobbiamo accettarne le conseguenze.
    Soprattutto perchè le colpe sono tutte nostre!

    Accettarne le conseguenze, capirne i motivi, organizzarsi per farci fronte, per ridurre al meno possibile danni….

    Hai presente il picco del petrolio?
    Era rappresentato come un grafico, è sempre andato in alto, poi ad un certo momento è iniziata la discesa.
    Impossibile fermarla, la discesa è inevitabile e ormai ci siamo nel bel mezzo, ogni tipo di nostro comportamento avrebbe potuto al massimo “leggermente” rallentare, ma a livelli quasi impercettibili…..


    #76708
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1224627687=ezechiele]
    mica per copiare…. 😛
    semplicemente a me spesso capita di sentire l'esigenza di condividere …. e dall'esperienza altrui spesso traggo spunti

    certo che ognuno poi agirà in coscienza, io per esempio ora sto lavorando sull'alimentazione e la riduzione dei rifiuti (UNA GUERRA SENZA FINE, PRODUCIAMO UN QUANTITATIVO DI RIFIUTI MOSTRUOSO)

    anche per me il ritorno alla natura e' un must, mi pare chiaro ma credo che dobbiamo fare attenzione a separare le false risposte,

    in proposito ricordo un articolo letto mesi fa il quale portava a riflettere sui mezzi ecologici. quanto fa risparmiare in termini ecologici buttare la vecchia r4 per una fiammante prius ibrida? … molto poco a ben vedere ….

    il fatto sta nel compiere gesti incisivi non solo in termini ecologici ma cercando anche di ridurre il flusso di denaro da un lato e di dipendenza dall'altro dal sistema. credo che in questo particolare periodo condividere piccoli esempi d'italica fantasia possa dare spunti positivi! 😉
    [/quote1224627687]

    :ok!:


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

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