Nuovo Ordine Mondiale:la nuova schiavitu delle masse

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Questo argomento contiene 196 risposte, ha 14 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 1 mese, 2 settimane fa.

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  • #312350

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Si scrive Renzi si legge JpMorgan

    Due cene organizzate per convincere Renzi a seguire i consigli di Blair, oggi consulente della JpMorgan. Obiettivo: disfarsi della Costituzione antifascista.

    di Franco Fracassi, da popoff.globalist.it

    Una cena per decidere, una per confermare le decisioni. Primo giugno 2012, primo aprile 2014. Due protagonisti sempre presenti: il presidente del consiglio Matteo Renzi, l’ex premier britannico Tony Blair. Un terzo (presente con suoi rappresentanti) è l’organizzatore, il vero beneficiario dei frutti degli incontri: la banca d’affari JpMorgan. Scrive il quotidiano britannico “Daily Mirror”:

    «Renzi è il Blair italiano non solo nelle intenzioni politiche, ma anche nelle alleanze economiche. Un esempio? La JpMorgan».

    Riforma delle Provincie, riforma del Senato, riforma del lavoro, riforma della pubblica amministrazione, riforma della Giustizia, riforma del consiglio dei ministri, riforma elettorale. La Costituzione italiana, quella votata dopo la vittoria sul fascismo e la fine della seconda guerra mondiale, quella pensata per impedire una futura svolta autoritaria nel Paese sta per essere stravolta. Così ha deciso il presidente del consiglio Matteo Renzi. Così ha suggerito la JpMorgan.

    I fatti. Il primo giugno 2012 la banca d’affari statunitense organizza una cena a palazzo Corsini a Firenze. Il padrone di casa Jamie Dimon (amministratore delegato della JpMorgan) invita l’allora sindaco della città Renzi e il già ex primo ministro, e da quattro anni consulente speciale della banca, Blair. Il primo aprile 2014 la scena di sposta Oltremanica. Questa volta gli onori di casa lo fa l’ambasciatore italiano a Londra Pasquale Terracciano. Durante la cena a base di pesce Renzi e Blair discutono in privato.

    Il giorno successivo Blair rilascia un’intervista a “La Repubblica”, in cui afferma:

    «I momenti di grande crisi sono anche momenti di grande opportunità. In tempi normali sarebbe difficile per chiunque realizzare un programma ambizioso come quello delineato dal nuovo premier italiano. Ma questi non sono tempi normali per l’Italia. Renzi comprende perfettamente la sfida che ha di fronte. Se facesse solo dei piccoli passi rischierebbe di perdere la spinta positiva con cui è partito. Perciò c’è una coerenza tra il suo programma di riforme costituzionali e le riforme strutturali per rilanciare l’economia. E la crisi può dargli l’opportunità per compiere quei cambiamenti che sono necessari al Paese, ma che finora non sono mai stati fatti per le resistenze di lobby e interessi speciali».

    E ancora:

    «A mio parere occorre calibrare tre elementi: la riduzione del deficit, che è essenziale; le riforme necessarie per cambiare politica economica; e la crescita non solo per generare occupazione ma anche per portare più denaro nelle finanze pubbliche. Per fare tutto questo non serve la contrapposizione destra/sinistra, bensì quella tra giusto e sbagliato, fra ciò che funziona e ciò che non funziona. Se la riduzione del deficit è troppo veloce, la crescita non riparte. Ma se non si fanno le necessarie riforme, il deficit non si riduce. E mi sembra che questo Renzi lo abbia capito benissimo».

    In un’altra intervista, rilasciata al quotidiano britannico “The Times”, sempre Blair ha detto:

    «Il mutamento cruciale, delle istituzioni politiche, neanche è cominciato. Il test chiave sarà l’Italia: il governo ha l’opportunità concreta di iniziare riforme significative».(e chiaramente solo a favore delle banche e della finanza mondiale)
    Ricapitolando. Blair ha confermato il suo appoggio a Renzi sulla strada delle riforme. Ma come abbiamo ricordato non è più il politico che parla. Oggi il fu leader dei laburisti riceve uno stipendio di milioni di dollari l’anno per fare da consulente a una delle più importanti banche d’affari del mondo (seconda solo alla Goldman Sachs), formalmente denunciata dalla Casa Bianca di essere stata la «responsabile della crisi dei subprime», che ha poi scatenato la crisi economica mondiale.
    Ha scritto l’economista statunitense Joseph Stiglitz:

    «Le banche d’affari si servono di consulenti come la massoneria si serve dei propri membri. I consulenti oliano gli ingranaggi della politica, avvicinano i politici che contano alle banche giuste e promuovono presso di loro politiche compiacenti a quelle indicate dalle banche».

    Che cosa si intende per «politiche compiacenti a quelle indicate dalle banche»? Il 28 maggio 2013 la JpMorgan ha redatto un documento di sedici pagine dal titolo “Aggiustamenti nell’area euro”. Dopo che nell’introduzione si fa già riferimento alla necessità di intervenire politicamente a livello locale, a pagina 12 e 13 si arriva alle Costituzioni dei Paesi europei, con particolare riferimento alla loro origine e ai contenuti:

    «Quando la crisi è iniziata era diffusa l’idea che questi limiti intrinseci avessero natura prettamente economica. Ma col tempo è divenuto chiaro che esistono anche limiti di natura politica. I sistemi politici dei Paesi del Sud, e in particolare le loro Costituzioni, adottate in seguito alla caduta del fascismo, presentano una serie di caratteristiche che appaiono inadatte a favorire la maggiore integrazione dell’area europea».

    «I problemi economici dell’Europa sono dovuti al fatto che i sistemi politici della periferia meridionale sono stati instaurati in seguito alla caduta di dittature, e sono rimasti segnati da quell’esperienza. Le Costituzioni mostrano una forte influenza delle idee socialiste, e in ciò riflettono la grande forza politica raggiunta dai partiti di sinistra dopo la sconfitta del fascismo», prosegue l’analisi della banca d’affari.

    Andando avanti nella lettura il documento entra più nello specifico:

    «I sistemi politici e costituzionali del Sud presentano le seguenti caratteristiche: esecutivi deboli nei confronti dei parlamenti, governi centrali deboli nei confronti delle regioni, tutele costituzionali dei diritti dei lavoratori, tecniche di costruzione del consenso fondate sul clientelismo, il diritto di protestare se i cambiamenti sono sgraditi. La crisi ha illustrato a quali conseguenze portino queste caratteristiche. I Paesi della periferia hanno ottenuto successi solo parziali nel seguire percorsi di riforme economiche e fiscali, e abbiamo visto esecutivi limitati nella loro azione dalle costituzioni (Portogallo), dalle autorità locali (Spagna), e dalla crescita di partiti populisti (Italia e Grecia)».

    Riassumendo, la JpMorgan ci dice: liberatevi al più presto delle vostre costituzioni antifasciste.

    «L’idea d’uno Stato dove i poteri legislativo, esecutivo, giudiziario appartengano a organi diversi e siamo tutti eguali davanti alla legge» a esser malvista dalla parte dominante nel Ventunesimo secolo. Soprattutto, sono malviste le Costituzioni nate dalla Resistenza. Specie quelle del Sud Europa: in Italia, Grecia, Spagna, Portogallo», denuncia il giurista Franco Cordero.

    Per l’economista Emiliano Brancaccio: «Maggiore è il potere del parlamento, più è difficile ridimensionare lo stato sociale. Un orientamento di segno opposto, invece, mira a redistribuire il reddito favorendo il profitto e le rendite, non certo a un ammodernamento del Paese. Nella Costituzione italiana e in quelle antifasciste ci sono norme che vincolano la tutela della proprietà privata, che può essere espropriata per fini di pubblica utilità. Le istituzioni finanziarie hanno spesso interesse a realizzare acquisizioni estere di capitali nazionali, e dunque hanno interesse a garantire che la proprietà del soggetto straniero che acquisisce sia tutelata. Con queste Costituzioni il soggetto straniero che viene ad acquisire spesso a prezzi stracciati capitale nazionale di Paesi in difficoltà non è totalmente tutelato perché potrebbe essere espropriato. Dietro la parolina magica “modernizzazione”, spesso pronunciata da JpMorgan, c’è dunque la tutela degli interessi di chi vuole venire a fare shopping a buon mercato in Italia e in altri paesi periferici dell’Unione europea».

    Scrisse l’ex Cancelliere socialdemocratico tedesco Willy Brandt: «Bisogna correggere la democrazia osando più democrazia».

    Fonte http://temi.repubblica.it/micromega-online/si-scrive-renzi-si-legge-jpmorgan/

    Se avete capito,allora sapete come votare,o la democrazia come la conosciamo è finita.


    • Questa risposta è stata modificata 7 mesi, 1 settimana fa da  orsoinpiedi.
    #313615

    orsoinpiedi
    Partecipante

    ALLUCINANTE

    “SIA LO STATO A STABILIRE QUALI NOTIZIE SONO VERE, E QUALI FALSE”

    Da Repubblica: “Boldrini contro l’odio e le fake news. Appello ai cittadini per smascherare le bufale web. La presidente della Camera annuncia un’azione per sollecitare il debunking. “Sono in contatto con quattro esperti, lavoriamo con i social network contro la disinformazione”. Si dà anche il nome dei quattro ‘esperti’ preferiti dalla Boldrini: Paolo Attivissimo (il disinformatico – che già dimostra un partito preso ideologico), David Puente, ex dipendente Casaleggio, Michelangelo Coltelli, alias Butac e Walter Quattrociocchi, IMT lab.

    Claudio Messora ha detto quasi tutto quel che si poteva dire dell’iniziativa nel suo video del 16 dicembre:

    Aggiungo solo qualche appunto giuridico-politico. Se la Boldrini riesce a realizzare il suo ideale, sarà un organo dello Stato a sancire quali notizie sono “false” e quali “vere”. La presidenza della Camera, organo dello Stato, raccoglierà le denunce dei debunker che ha scelto lei (almeno un concorso pubblico, no?) e poi farà sopprimere le notizie ritenute “false” da loro, eventualmente punendo i diffusori delle dette notizie false. Con azioni penali? Multe? Insomma opererà la censura. La censura di Stato contro le notizie che non approva. A suo insindacabile giudizio considerandole ‘false’.

    Se questo non si chiama “totalitarismo”, non so come chiamarlo. Totalitarismo con un tocco di dispotismo orientale, essendo tutta l’attività repressiva annunciata condotta extra-legem, e in definitiva dipendendo dagli umori e dalle rabbie momentanei della Sultana.
    Non c’è niente da ridere. Perché la minaccia della Boldrini non è un balzo d’umore, s’inserisce nella gigantesca campagna in corso “fake news”; e tutti gli organi della UE fremono per imporre qualche forma di censura; e il governo tedesco sta pensando di comminare ai social una multa di 500 mila euro “per ogni post falso che possa istigare all’odio e che non venga rimosso entro 24 ore dalla segnalazione… e prevede che, nel caso in cui venga richiesto, anche la parte lesa possa essere compensata con un risarcimento di entità simile a quello della multa”.
    http://mobile.hdblog.it/2016/12/18/Il-governo-tedesco-pensa-ad-una-multa-di-500000-Euro-per-ogni-post-falso-non-cancellato-dai-social-network/

    Segue….http://www.nexusedizioni.it/it/CT/sia-lo-stato-a-stabilire-quali-notizie-sono-vere-e-quali-false-5383


    #313637
    J-new
    J-new
    Partecipante

    La censura è una cosa che perfino un popolo come quello italiano capisce e deplora,
    c’è quindi da ben sperare.

    Ma comunque, OCCIO! (diceva Jerry Calà)


    #313666

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @j-new said:
    La censura è una cosa che perfino un popolo come quello italiano capisce e deplora,
    c’è quindi da ben sperare.

    Ma comunque, OCCIO! (diceva Jerry Calà)

    Il problema è che ci tentano sempre.Questo è il livello di molti nostri politici,e la Boldrini,solo per aver pensato una cosa del genere,andrebbe presa a calci nel c….


    #313680
    J-new
    J-new
    Partecipante

    E cosi dovunque, e il potere chiama potere; o sete di potere.

    L’hacker Gary McKinnon, Reagan e le installazioni segrete sulla Luna

    Ricorda, un filosofo francese che non ricordo mai: “i prezzo della libertà e il costante vegliare su la sua difesa”


    #313760
    J-new
    J-new
    Partecipante

    Caro orsetto, pare che Grillo si sia presso una cotta per la Boldrini, anche lui vuole il controllo sulle bufale, solo più maschio: non solo web ma anche TV e radio, per mezzo di una giuria popolare (chi sceglie i membri, chi sono…. MISTERO!).
    Scherzavo ^_^
    (tutto purtroppo vero!) Finalmente il M5S getta la maschera, già caduta con l’imfame condotta sulla legge sulle unioni civili, e si mostra per quelo che è;
    Niente di nuovo!


    #313769

    orsoinpiedi
    Partecipante

    “Chi possiede tutti i mezzi stabilisce tutti i fini”F.A.von Hayek
    Questa è la sola verità.


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