Nuovo Ordine Mondiale: la nuova schiavitu delle masse

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    orsoinpiedi
    Partecipante

    Caro Camillo,io non so come stanno le cose,ma non ho alcun dubbio che Come sia solo una pedina di poteri superiori ed occulti,ma oramai mica tanto occulti.
    Un altra conferma a ciò che ho sempre affermato circa l’esistenza di questi poteri,e del progetto Nuovo Ordine Mondiale è qui:

    LA MISTERIOSA SCOMPARSA DEI MICROCHIP IMPIANTABILI

    Un’intervista con William J. Pawelec di Steven M. Greer,rilasciata nel maggio 2001, The Disclosure Project, http://www.disclosureproject.com

    http://nexusedizioni.it/media/cache/admin_….KMPYAD0B3a.jpg

    William Pawelec ha rilasciato una video-intervista al fondatore e direttore di The Disclosure Project, il Dott. Steven M. Greer, prima della celebre conferenza stampa del maggio 2001 al National Press Club di Washington, DC. Ha richiesto che venisse pubblicata solo dopo la sua morte, che è avvenuta il 22 maggio 2007. Nel dicembre 2010 The Disclosure Project ha avuto il permesso di pubblicare l’intervista. Il testo che segue è estratto dalla trascrizione dell’intervista, visibile sul sito – La Redazione

    Dott. Steven Greer (SG): Mi può dire il suo nome e descrivere brevemente la sua carriera di consulente per le forze armate e il governo?
    William Pawelec (WP): Certo. Mi chiamo William John Pawelec e ho 56 anni. Ho iniziato a lavorare per l’Aeronautica militare alla fine degli anni Sessanta. Ero specialista in programmazione e gestione informatica, inizialmente presso la base dell’Aeronautica di Pope, subito dopo gli studi, e in seguito in Vietnam.
    Il primo avvistamento [di oggetti volanti non identificati] della mia vita è avvenuto allora, e ha risvegliato in me una nuova concezione della realtà. A tarda notte, io e una ragazza ci trovavamo nei boschi, circa 30 miglia a sud-est di Fayetteville, North Carolina, e abbiamo avuto un’esperienza insolita con un UFO a circa 90 metri di distanza. L’UFO, prima di apparire, ha letteralmente spento, come se avesse avuto un interruttore, il rumore delle rane e dei grilli e di tutti gli animali notturni. Ed è comparso 20-30 secondi dopo, passando su di noi a un’altezza di circa 60-90 metri su una rotta a soli 12-15 metri da noi, diretto da sud-est verso nord-ovest, alle 23.25 circa. Dopo la sua scomparsa, oltre il lato nordoccidentale di un laghetto vicino, il silenzio è continuato per altri 20-30 secondi, dopodiché il rumore di rane, grilli e altri animali notturni è ripreso, anche stavolta come se qualcuno avesse premuto un interruttore. Quell’evento ha avuto un forte impatto sulla mia mente, innescando in me dei dubbi su cosa stesse succedendo davvero nel mondo. Era notte fonda, il cielo era limpido, ed era impossibile che mi sbagliassi: quello non era un elicottero né un aereo tra quelli che sapevo fare parte della flotta dell’Aeronautica nel ’66.
    Poi sono partito per il Vietnam. Nel mio lavoro, ero coinvolto nell’elaborazione e l’invio di dati di intelligence a Washington. Inoltre svolgevo normali mansioni informatiche, come gestione dei dati sulla manutenzione, sul personale, eccetera. In quella situazione, ci eravamo subito resi conto che avremmo potuto combattere questa guerra a un livello molto più alto e con molta più efficienza di come si richiedeva. Per tutti noi era chiaro che era una guerra politica, e non una guerra da vincere. Dopo quell’esperienza, ho lasciato le forze armate nonostante il fatto che a tutti noi informatici venisse chiesto di restare. Infatti, l’Aeronautica ci incentivava promettendoci lauree quadriennali e stipendi da ufficiale, ma nessuno di noi è rimasto.
    Molti anni dopo, ho ricominciato a usare le mie conoscenze informatiche dopo la morte della mia prima moglie, nel ’77: mi è stato chiesto di contribuire all’espansione di un’azienda, che si chiamava Rusco Electronics. Alla fine degli anni Settanta, la Rusco Electronics era diventata la prima azienda al mondo nella produzione e installazione di sistemi di controllo degli accessi. Un mio amico mi aveva chiesto aiuto perché voleva lasciare il suo posto di lavoro per avviare un’azienda sua, e gli ho detto “Certo, mi piacerebbe”. Era diventato ben presto evidente che nel settore della sicurezza erano tutti rimasti all’epoca del relè, filosoficamente e tecnologicamente, e non c’erano molte persone con conoscenze informatiche. Praticamente, in breve tempo – in un anno o due – sono passato da un lavoro aziendale nell’hinterland di Denver, che all’epoca stava crescendo come un fungo, a mansioni militari, di livello nazionale, che mi sono valse la riattivazione del nulla osta sicurezza. Questo mi ha portato a svolgere molto lavoro per il Dipartimento di Stato, e alla fine, prima del 1980, ho capito che l’azienda per cui ero impiegato stava per essere tecnologicamente rimpiazzata.
    Ho avviato una ditta mia, insieme ad altri due ingegneri di Denver: uno era della Hughes, che all’epoca si trovava presso la Buckley Air National Guard Base, la quale in realtà era la base primaria per la ricezione di dati satellitari per scopi di sicurezza nazionale, e l’altro veniva dalla Lockheed. Be’, oggi si chiama Lockheed Martin, ma il suo nome, ai tempi, era Martin Marietta.
    Abbiamo avviato l’azienda e, nel giro di nove mesi, abbiamo sviluppato il sistema di sicurezza elettronico più potente dell’epoca. Ci gloriavamo perché i nostri sistemi avevano un ambiente grafico simile a Windows ancor prima di Macintosh: non c’era bisogno di inserire codici di comando, ma bastava premere e cliccare e spostare finestre. Avevamo molto lavoro. Gestivamo 17- 18 grossi sistemi contemporaneamente in tutto il paese. Anzi, ce n’erano cinque solo per la Federal Express, che avevamo collegato per via satellitare a una specie di centrale operativa nel loro quartier generale di Memphis dell’epoca, che veniva chiamato The Pony Farm. Siamo stati tra i primi a usare le tecnologie satellitari per creare collegamenti protetti tra una sede e l’altra. Questo ha portato a molti altri progetti, e alla fine, quando nell’84 ho lasciato la stessa ditta che avevo contribuito a creare, ho iniziato a lavorare per una di quelle società di consulenza che collaborano con il governo, un po’ come libero professionista e un po’ come dipendente, per un certo periodo.
    È stato in questo periodo che, di nuovo, ho avuto l’impressione che qualcosa non quadrasse, durante questo periodo in cui sviluppavo sistemi protetti per interessi di sicurezza nazionale, oltre che sistemi per le grandi aziende. In questo mercato si richiedevano sistemi di sicurezza con lo stesso grado di complessità di una rete Web di oggi, e i sistemi partivano da mezzo milione a 25 milioni di dollari solo per l’hardware.
    A lasciarmi sorpreso erano i luoghi dove venivano usati i sistemi su cui lavoravamo. In particolare, quando ero alla EG&G, ci avevano commissionato il progetto di un sistema per una base. All’epoca la cosa mi divertiva: nessuno sembrava essere al corrente che c’era [una base] in Nevada, chiamata base di Tonopah, a est-sudest della cittadina mineraria di Tonopah, e che questa base era in realtà il luogo dove tenevano gli F-117 in servizio quando divennero operativi. Non li tenevano a Groom Lake: quello era solo un luogo usato per i collaudi. Tutta l’aerobrigata era di base lì, in quel periodo. Ciò che mi preoccupava era che dovevamo prendere una decisione riguardo a ciò che stava succedendo a Tonopah. C’erano delle strutture di sicurezza sotterranee, a grande profondità. C’erano ascensori che salivano e scendevano, ascensori giganti che potevano ospitare un aereo, un po’ come gli ascensori di una portaerei, ma sulla terraferma. E scendevano molto in profondità. Le strumentazioni che si vedevano sottoterra non erano quelle per gestire un normale aereo: generatori, condizionatori d’aria, ecc. C’erano strumentazioni di tipo totalmente diverso.
    Ora, una cosa che ho trovato interessante, dopo aver lasciato il progetto vari anni dopo, era che finalmente avevano annunciato l’F-117, e io mi chiedevo: che cosa faranno con Tonopah adesso? Avevano spostato [gli F-117] in fretta e furia, e se ben ricordo avevano speso 75 milioni di dollari in soli nove mesi per preparare [la base dell’Aeronautica di] Holloman per gli F-117. E non c’è niente di male in questo, ma perché affrettarsi a portarli via da Tonopah, attivando come base permanente, e non solo a scopo di test, alcune delle strutture sotterranee? Avevano bisogno di spostare aerei, equipaggi e personale a Holloman e prepararsi in fretta e furia per un nuovo progetto da svolgere lì. Ma niente faceva presumere a noi, o al mio staff che installava materialmente gli impianti di sicurezza, che si trattasse di un altro aereo, nemmeno qualcosa di grosso come l’Aurora, di cui tutti avevamo più o meno sentito parlare.

    Intrighi con i microchip impiantabili
    Ma devo fare un passo indietro. C’è un altro argomento che devo introdurre, che va ben oltre il tema ufologico che mi vedeva coinvolto, ma che in un certo senso è collegato, se parliamo di meccanismi alternativi di controllo da parte del governo. Uno dei miei hobby preferiti è sempre stato informarmi sulle nuove tecnologie, sperando che mi potessero giovare negli affari. Nel ’79, quando vivevo e lavoravo a Denver, mi sono imbattuto in un’azienda – e se necessario posso documentarlo – di Northglenn, in Colorado, nella periferia a nord di Denver, che stava sviluppando un chip impiantabile, originariamente destinato ai cavalli, perché all’epoca, e forse anche oggi, c’era un grosso problema di truffe con i cavalli. L’uomo [dell’azienda] stava cercando, in buona fede, di sviluppare una tecnologia per identificare in modo unico ogni singolo cavallo. Quella “pillola” – se vogliamo chiamarla così, una pillola intelligente – all’epoca era già abbastanza piccola per poter essere impiantata sotto la pelle con un ago per cavalli, un grosso ago ipodermico. Me l’avevano mostrato, e funzionava. Potevamo leggere il chip con un lettore manuale a circa 2 metri di distanza. Ed era ancora una tecnologia primitiva.
    Nel settore della sicurezza, a quell’epoca, molti di noi si preoccupavano di come localizzare e seguire i movimenti delle persone sequestrate – in particolare con quello che stava succedendo in Europa, con il rapimento e l’uccisione di ufficiali della NATO e addirittura [dell’ex] primo ministro italiano, a volte con estorsione di informazioni – e uno degli obiettivi del settore era sviluppare una tecnologia che ci permettesse di localizzare rapidamente o seguire queste persone, prima di tutto cercando di salvarle e secondariamente evitando che venissero estorte loro informazioni riservate.
    Ho portato questa tecnologia a una riunione della SCIF in Virginia, coordinata da un mio amico con la CIA e da un altro mio amico con il Dipartimento di Stato, per presentare questa tecnologia a quelli che all’epoca ritenevamo che l’avrebbero usata responsabilmente [SCIF è l’acronimo di “struttura per informazioni compartimentate riservate”, NdR].
    Sia chiaro, io a quell’epoca non avevo mai sentito parlare del Regno o di altre credenze religiose secondo cui a tutti sarebbe stato imposto una sorta di marchio demoniaco, come 666 o cose simili. Non avevo mai sentito niente del genere. Io immaginavo solo che il chip potesse essere una soluzione seria per un problema diffuso.
    Per via della natura di questo tipo di riunioni, alcune persone non si presentavano… non dicevano il loro nome completo o da dove venivano. Io potevo solo fidarmi che i miei due contatti avessero chiesto alle persone giuste di essere lì al momento giusto, e che fossero tutti individui responsabili. È stato un errore. Dopo quella riunione, ho scoperto che due dei presenti non erano mai stati invitati, eppure sapevano della riunione, sapevano di cosa si parlava, sapevano chi ci sarebbe stato. Le indagini successive hanno indicato che uno di loro in realtà lavorava per il Ministero dell’Agricoltura, e un altro per il Ministero del Tesoro. Ciò che ci aveva spinti a indagare su questi due uomini era che il modo in cui facevano domande, le domande stesse che facevano, l’atteggiamento che mostravano e anche il loro linguaggio del corpo indicavano che avevano delle motivazioni diverse da quelle ufficiali per usare questa tecnologia. Anzi, la loro principale preoccupazione era: quanto tempo ci vuole per fabbricarne un paio di miliardi? Ognuno può avere un identificativo unico?
    Dunque, questo particolare dispositivo, piccolissimo, a forma di pillola, si prestava potenzialmente a molti usi. Fondamentalmente era una specie di transponder. Se riceveva una frequenza, rispondeva con il suo numero unico, che non si poteva modificare una volta fabbricato il chip. A questo chip si sarebbero potute aggiungere anche molte altre funzioni, come il monitoraggio di temperatura, pressione sanguigna, pulsazioni e anche onde cerebrali, ma per il momento erano ancora in fase di studio.
    Il creatore del chip non si è mai più dovuto preoccupare del denaro, e ha passato tranquillamente gran parte di questa tecnologia a qualcuno che non abbiamo mai conosciuto. I miei contatti a Washington erano preoccupati, perché nulla era passato per mano loro. Qualcun altro se ne era appropriato ed era fuggito, ma non abbiamo mai saputo chi.

    Un’altra riunione con infiltrati
    Nel 1984, scartabellando sulle riviste del nostro settore e di vari altri settori, ho trovato un’altra tecnologia: ho scoperto che c’era un professore dell’Università del Nuovo Galles del Sud, di cui ho ancora i fascicoli, che aveva trovato un modo per creare un chip microscopico al niobato di litio. L’aveva graffiato accidentalmente, e per puro caso aveva a portata di mano un radiotrasmettitore e un ricevitore, così ha scoperto che a una certa frequenza poteva inviare un raggio energetico al chip, e il chip avrebbe risposto con un numero. Quindi si è messo a lavorare a quella tecnologia, di cui alla fine sono venuto a conoscenza.
    L’abbiamo fatto venire a Denver, nella nostra azienda, la Systems Group of Colorado, e abbiamo fatto un test. Aveva portato con sé dei chip primitivi, totalmente passivi e molto piccoli, lunghi 0,8 mm e solo 50 micron di spessore: graffiandoli era possibile creare una firma unica, esclusiva per ognuno. In teoria, a seconda delle dimensioni del chip e del graffio, il numero era irripetibile in una casistica nell’ordine di miliardi. In realtà il test che abbiamo fatto è stato divertente, perché abbiamo messo un trasmettitore e un ricevitore su una griglia di aerazione staccata dal nostro controsoffitto, che abbiamo usato a mo’ di antenna con la ricetrasmittente. E siamo riusciti a leggere quella cosa, incollata su un pezzo di cartoncino a una trentina di metri di distanza, con una griglia da controsoffitto, che era un’antenna decisamente primitiva. Non sapendo su quale frequenza si trovasse abbiamo dovuto inventarci una specie di antenna generica istantanea. Le capacità del chip erano impressionanti: restava leggibile anche attraverso sottili strati di materiale, come dei pannelli di compensato. Eravamo tanto colpiti che ancora una volta ho pensato che questa fosse una tecnologia davvero preziosa, anche perché avevamo scoperto attraverso degli esperimenti e dei progetti che lui aveva con sé che, disponendo un’antenna microscopica a spirale, avremmo potuto leggere il chip da più di un chilometro e mezzo di distanza.
    Qualche settimana dopo è tornato da me e ha detto che sarebbe bastato avere un’antenna, un’antenna a spirale di 5 cm di diametro con un chip nel mezzo – in realtà ciò che fa l’antenna è agire da potente amplificatore, e ciò che restituisce è un’armonica della frequenza originale – e secondo i suoi calcoli sarebbe stato possibile leggere il chip da una distanza di 120 km. Era teoricamente possibile integrare anche altri attributi in questo chip, se fossimo riusciti a metterli a punto minuziosamente.
    Allora, ancora una volta ho portato quest’innovazione – ma stavolta stando molto più attento – a una riunione che avevamo in Virginia con un’azienda di nostri fornitori, che sapevo essere coinvolti in molti progetti nel mondo dell’intelligence. Questa volta era presente il direttore della sicurezza dell’intero Dipartimento di Stato, e ancora una volta c’era un mio buon amico della CIA. E ancora, all’ultimo minuto, si sono presentate delle persone con le credenziali giuste, ma che non sapevamo chi fossero esattamente. E come abbiamo scoperto, c’erano ancora delle persone, sempre due, che solo in seguito abbiamo capito che non avrebbero dovuto esserci. Eppure avevano delle credenziali ottime.
    Dopodiché ho scoperto che non erano mai stati chiamati dai miei due contatti, eppure erano a conoscenza delle nostre telefonate. Sapevano esattamente a che ora, in che luogo e di cosa avremmo dovuto parlare. E apparentemente le mie chiamate passavano su una linea sicura.
    Nei miei archivi, anche in questo caso, figura il nome dell’allora direttore della sicurezza al Dipartimento di Stato, un uomo che conoscevo bene perché avevo progettato io il sistema di sicurezza, per lo meno in gran parte, per il quartier generale di Foggy Bottom, a Washington. Quindi ci conoscevamo molto bene, Bob e io. Uno dei suoi progetti di vita era che prima di andare in pensione voleva portare la sua famiglia, in particolare i figli in età di liceo, a vivere all’estero, quindi si è assegnato da solo il lavoro giusto: si è autodegradato a direttore della sicurezza per l’Africa Orientale. Lui e la sua famiglia, poco dopo questo evento, questa riunione, si sono trasferiti in Kenya, a Nairobi, e ci siamo tenuti in contatto con discrezione attraverso l’altra nostra comune conoscenza di Washington. E lui ha continuato a indagare su chi fossero questi due uomini. Una cosa che mi ha disturbato era che tutt’a un tratto il professore ha ricevuto un’enorme sovvenzione, la tecnologia è stata trasferita, e lui non ha più dovuto lavorare per il resto della sua vita.
    A un mio amico di San Francisco, a cui avevo parlato con discrezione di questa tecnologia, perché era coinvolto in altri aspetti della sicurezza nazionale e si occupava di sistemi di localizzazione di persone, era stato assegnato un progetto per realizzare un sistema di sicurezza fisica – controllo degli accessi, videocamere, monitoraggio delle intrusioni, tutto insomma – per una piccola azienda della Silicon Valley, e mi aveva detto che la cosa gli sembrava inquietante, perché quello che producevano sembrava stranamente proprio quello che io gli avevo descritto. Aveva costruito il sistema di sicurezza in questa fabbrica moderna che produceva miliardi di questi piccoli chip. Un anno dopo gli è stato chiesto se volesse riacquistare il suo sistema di sicurezza; stavano chiudendo la fabbrica dopo aver prodotto miliardi e miliardi di questi piccoli chip. Era una divisione di un’azienda elettronica europea di una certa importanza che possedeva gli stabilimenti, la Siemens. Mi preoccupava che avessero fabbricato tutti questi chip, e cosa potrebbero averne fatto. Ne avevano costruiti miliardi, in grossi volumi, perché sono così piccoli che potreste prendere un wafer da quindici centimetri e mettercene sopra centinaia di migliaia… e sono scomparsi da qualche parte.
    Bob non ha smesso di cercare di scoprire chi fossero queste persone e per chi lavoravano, quali fossero i loro piani. Con lui avevo fatto lunghe chiacchierate – parlo di metà anni Ottanta – su cosa stava succedendo davvero nel governo, chi controllava cosa, quali fossero le sue preoccupazioni, perché era giunto alla conclusione che stavano accadendo molte cose che non erano giuste. Probabilmente aveva allacciato dei contatti per saperne di più su cosa stava succedendo, e ha chiamato il nostro comune amico alla CIA, il quale collaborava con il governo da moltissimo tempo – era coinvolto fin dalla Seconda guerra mondiale, dall’epoca della fondazione stessa della CIA – che poi ha contattato me per dirmi che Bob aveva qualcosa di grosso, e quando fosse ritornato in patria per affari avremmo dovuto incontrarci.
    Qualche giorno dopo, Bob stava andando a lavorare, appena dopo aver lasciato i due ragazzi a scuola, un liceo privato di Nairobi, credo. Si stava dirigendo verso l’ambasciata ed è stato tamponato lateralmente a un semaforo da una Land Rover blindata che arrivava a 100 km/h. È morto sul colpo. L’inglese sull’auto, che era presumibilmente ubriaco alle sei, sette del mattino, è stato portato all’ospedale ed è immediatamente scomparso, e tutte le prove che aveva fornito come documentazione si sono rivelate poi false, come la sua identità. Bob è stato ucciso. È stato un attentato. Mi aveva sempre preoccupato il fatto che si fosse avvicinato troppo alle persone coinvolte con questa tecnologia di chip impiantabile. Abbiamo cercato per un paio d’anni, con discrezione, di scoprire chi aveva fatto tutto questo senza che il nostro governo si accorgesse di cosa stava succedendo. Chiunque fosse stato, aveva la capacità di fare breccia in qualsiasi momento e luogo nelle nostre istituzioni e sapere cosa accadeva in ogni istante.

    Gruppi di potere segreti
    SG: Chi pensa che fossero?
    WP: Le ricerche che ho svolto fin dai primi anni Ottanta da solo e con alcuni amici indicano che nel mondo esistono almeno quattro gruppi di potere. Dispongono di denaro oltre ogni immaginazione. Dispongono di tecnologie avanzate. Si sono impossessati di vari programmi all’interno del nostro governo, in particolare progetti neri [piani riservati militari/di difesa, NdT], e probabilmente anche nel governo russo e cinese. La politica per loro non è come la conosciamo noi. Hanno scopi totalmente diversi da quelli del nostro governo, o quelli che percepiamo come gli scopi del nostro governo. Sono in grado di monitorare ciò che accade attorno a loro oltre l’immaginabile, anche nei piccoli particolari. E chi sono queste persone… noi li chiamiamo semplicemente “i Quattro Cavalieri”. Questi Cavalieri a volte lavorano insieme, e a volte lavorano l’uno contro l’altro. C’è una continua battaglia tra loro, di fondo, su chi dovrà prevalere nel mondo. La cosa che hanno in comune sembra essere l’assoluta smania di controllo, su tutto e tutti. Crediamo che sia per questo che in Nevada abbiamo notato capitare molte cose strane, e per qualche misterioso motivo ciò è legato agli eventi riguardanti quelle tecnologie di chip impiantabili che ho portato personalmente – ora me ne rendo conto – alle persone sbagliate nel governo, perché quelle tecnologie non sono mai state usate per gli scopi che proponevamo noi.
    SG: Questi due uomini che hanno partecipato alla riunione… che credenziali hanno usato per entrare? Erano dell’FBI?
    WP: Molto di più. Erano della NSA [Agenzia per la Sicurezza Nazionale], NRO [Ufficio Nazionale di Ricognizione], cose del genere. Ma poi abbiamo controllato, e non esistevano. Non esistevano. Eppure le loro credenziali erano immacolate, addirittura al punto che, alle barriere di sicurezza, riuscivano a identificarsi oltrepassando tutti i nostri meccanismi di accesso, che fossero biometrici, con impronte digitali o riconoscimento oculare, o di qualsiasi tipo, anche con codici di accesso numerici. Sapevano tutto, avevano tutto, e persino di qualità migliore rispetto alle agenzie governative, il che fa pensare. Significa budget illimitati.
    SG: Pensa che si trattasse, in un certo senso, di operazioni privatizzate, di aziende multinazionali, o che ci fossero dietro le istituzioni?
    WP: Se fossero aziende, il loro livello andrebbe oltre quello del personale di sicurezza di qualsiasi azienda con cui ho lavorato… e io ho lavorato con tutte le principali compagnie petrolifere, tutte le principali società informatiche, ho progettato sistemi di sicurezza molto sofisticati. L’unica area che considero strana in questo paese è il settore aerospaziale. Ho collaborato con varie società aerospaziali, sia lavorando fisicamente a progetti di sistemi o come consulente.
    Nel settore aerospaziale si svolgono parecchie attività che fanno pensare che esistano dei progetti neri che sono diventati ancora più neri. E che si stiano conducendo studi sull’elettrogravitazione, sulle tecnologie scalari, eccetera, di cui secondo noi non sono a conoscenza neanche quelli del Congresso, o persino delle forze armate, che approvano i budget per i progetti neri. Sono indipendenti. Sono finanziati attraverso meccanismi diversi.
    SG: Che cosa crede che venga fatto con questi chip impiantabili?
    WP: Penso che siano stati distribuiti. Ho avuto indicazioni, all’interno delle forze armate, che a molte delle nostre unità di Forze Speciali sono stati impiantati chip negli ultimi dieci anni, se non da più tempo ormai… e anche ad altre persone.
    SG: Il gruppo che gestisce i progetti segreti… quale pensa che sia il suo piano, e quali piani sono operativi?
    WP: Steve, io credo che la mia idea iniziale sugli scopi di vari progetti neri – già negli anni Settanta e i primi anni Ottanta, quando ho iniziato a rendermi conto di cosa stava succedendo, al di là del mio atteggiamento politico su come girasse davvero il mondo – fosse che comunque erano animati da intenzioni buone. Cercavano di difendere gli Stati Uniti. Cercavano di proteggere il mondo libero. Ma quando ci si trova coinvolti nella situazione, diventa sempre più evidente che esistono piani indipendenti dagli scopi degli Stati Uniti. Sembra che ci sia un atteggiamento di controllo: di potere e di controllo. Credo che potremmo definirla, in un certo senso, la seconda professione più antica del mondo. ∞

    fonte http://nexusedizioni.it/it/CT/la-misterios…xed_cms=sezioni

    Scusa se ho postato tutto,ma il solo link pochi lo aprono


    #319439

    orsoinpiedi
    Partecipante

    IL RAGGIRO DEL DEBITO

    E’ impossibile capire il sistema bancario mondiale se non si tiene conto dei retroscena. Ciò non si insegna a scuola e nessun economista in giacca e cravatta, né alcun corrispondente del telegiornale, vi dirà mai la verità in proposito. Alcuni di loro non sanno quello che sta succedendo perché sono stati programmati dal sistema dell’istruzione a credere in assurdità, mentre altri semplicemente non vogliono che sappiate. I fondamenti della manipolazione che mira alla creazione di un governo, un esercito, una banca e una valuta mondiali si basano su quella truffa clamorosa che chiamiamo sistema bancario. Una volta che la gente capisce come questo funziona, si rende conto facilmente di come pochi possano controllare la vita di tutti gli altri.
    Alle banche viene dato il potere di “creare” denaro, il che significa “creare” denaro che non esiste, noto come credito. Questo non gli costa niente, ma dal momento in cui questo credito viene fatto teoricamente esistere, le banche possono cominciare a caricarlo di interessi. E’ questo il sistema che controlla la vita di tutti. Ma va anche oltre. Quando prendi un prestito, la banca “crea” il credito pari all’ammontare del prestito richiesto, diciamo 20.000 sterline.
    Anche se solo in teoria, questo è comunque denaro “nuovo”. Ma tu non rimborserai solo 20.000 sterline, perché sopra quel prestito dovrai pagare gli interessi. L’interesse non è stato “creato” dalla banca, ma deve comunque essere ricavato da qualche parte. Da dove allora?
    Dalla ricchezza e dal credito che già circola nel mondo.

    In questo modo, fin dalle sue origini, questo folle sistema bancario risucchia la vera ricchezza del pianeta sotto forma di interesse relativo ad ogni prestito concesso a persona, azienda o governo.
    Questo ha inoltre consentito alle banche di prestare denaro non esistente in quantità ancora maggiore e di far sprofondare sempre di più nel debito il mondo. La ricchezza accumulata e la capacità di concedere crediti supera ogni immaginazione, ed è assai superiore a quella degli Stati Uniti, il paese più ricco della Terra. In realtà, le banche possiedono gli Stati Uniti, così come possiedono quasi tutti i paesi del mondo. I banchieri hanno usato questa ricchezza e questa montagna di crediti per comprare e controllare le compagnie petrolifere globali, le multinazionali di ogni genere, i media, le industrie di armamenti, le aziende farmaceutiche, i politici, i “consiglieri” politici e praticamente tutto quello che gli serve per controllare il mondo. Le stesse poche persone e famiglie possiedono tutto! Nascondono questa verità dietro le organizzazioni di facciata, un insieme di aziende con i loro direttori burattini, e il loro desiderio di rimanere nell’ombra viene assolutamente rispettato da patetici mezzi di informazione e dal sistema dell’istruzione. Solo i Rockefeller e i Rothschild controllano una rete incredibile di banche, compagnie petrolifere, multinazionali, compagnie aeree e numerose altre organizzazioni. La Chase Manhattan Bank dei Rockefeller/Rothschild ha di per sé abbastanza potere da scatenare, volendo, il panico finanziario globale. Nel 1995 la Chase si è fusa con la Chemical Bank che aveva già assorbito la Manufactures Hanover. Questa concentrazione di potere è incredibile. Ma i veri controllori di questi imperi vengono celati al pubblico grazie a uomini ombra, trust, fondazioni e compagnie. L’abilità dei Rockefeller di nascondere il loro reale potere è fenomenale. Ma con i Rothschild tale abilità sfiora il genio. In particolare è dalla Seconda Guerra Mondiale che essi cercano di promuovere l’immagine di un potere il declino che opera fuori della grande lega. Sciocchezze. Sono loro la grande lega insieme ad altri elementi dell’Elite Globale.

    Controllando la creazione del credito, i banchieri possono provocare boom o crolli economici, sia a livello nazionale che internazionale, ogni volta che vogliono realizzare le proprie ambizioni. Una depressione economica non è causata da un crollo nella domanda di beni e servizi. Non è la gente a decidere che alcuni servizi o alcuni prodotti non servono più. La depressione economica si viene a creare quando non ci sono in circolazione abbastanza pezzi di carta e “denaro” elettronico con cui pagare quelle merci e quei servizi. E chi controlla l’ammontare di credito monetario in circolazione? Le banche. Se vogliamo causare una depressione per un secondo fine, come nella Germania e negli Stati Uniti prima della guerra, esse adottano misure per ridurre l’ammontare del denaro in circolazione. Riducono il numero di prestiti concessi e alzano i tassi di interesse.

    Ciò è estremamente vantaggioso per le banche più grandi. La gente infatti deve continuare a pagare gli interessi sui prestiti prima dell’architettato collasso economico e se viene meno a questi pagamenti, le banche le sottraggono i suoi beni e aumentano nell’ordine di centinaia di migliaia il numero di fattorie, aziende e case di loro proprietà. Durante una depressione con ogni pagamento di interesse da parte di chi continua a rimborsare i propri prestiti sempre più denaro viene tolto dalla circolazione senza essere rimesso nel ciclo economico, e ciò contribuisce ad aggravare la crisi.

    Questo processo di riduzione del denaro in circolazione che causa la depressione economica si può osservare in ogni momento. Gli economisti e i loro tirapiedi, i politici e i giornalisti economici, definiscono tutto questo come parte del “ciclo economico”. Fandonie.
    La terribile depressione degli anni Trenta, in cui morirono di fame uomini, donne e bambini in un mondo di abbondanza, fu causata dal fatto che le banche ritirarono il denaro dalla circolazione,rifiutando di concedere prestiti. Non è che la gente non volesse mangiare; semplicemente non poteva permettersi di comprare cibo, perché il denaro era stato intenzionalmente ritirato dalla circolazione. Ma chi fu “addentro alle segrete cose” può riassumere meglio di me la situazione che sono andato delineando. Ecco ciò che disse a questo proposito Robert H. Hemphill, un dirigente della Banca della Riserva Federale di Atlanta:

    <<e’ un pensiero sconcertante. Dipendiamo totalmente dalle banche commerciali. Qualcuno deve prendere in prestito ogni dollaro che è in circolazione, contante o credito. Se le banche creano denaro sintetico in grande quantità noi siamo ricchi, altrimenti moriamo di fame. Siamo assolutamente privi di un sistema finanziario permanente. Quando si arriva ad avere un quadro completo della situazione, la tragica assurdità della nostra situazione disperata sembra quasi incredibile, ma di fatto è così. E’ la materia più importante su cui dovrebbe investigare e riflettere le persone intelligenti. E’ così che la nostra attuale civiltà potrebbe crollare, a meno che non si arrivi a una maggiore comprensione del fenomeno e non si adottino al più presto le misure necessarie>>.

    Non c’erano soldi, si disse alla gente, per costruire le case e sfamare la popolazione. Ma improvvisamente, quando per l’Elite Globale giunse il momento di fare la guerra, ecco che il denaro a disposizione per finanziare Hitler, il Giappone e lo sforzo bellico degli Stati Uniti divenne illimitato. Si sente spesso dire dalla gente che il denaro per fare le guerre non manca mai. Certo che non manca, perché i banchieri che controllano il sistema economico mondiale vogliono quelle guerre. Non vogliono che la gente abbia delle belle case e la pancia piena e riceva un’istruzione appropriata, perché poi diventerebbe assai più difficile da controllare. Non fu la tanto strombazzata politica del “Nuovo Corso” di Franklin Roosevelt a porre fine alla depressione degli anni Trenta, ma furono le banche che rimisero in circolazione il denaro per finanziare la guerra che stavano creando. Ecco la verità riguardo alla vita sulla Terra:

    Il freddo, la fame, la mancanza di un’abitazione o l’indigenza non sono in nessun caso inevitabili. Tutte queste cose sono causate dalla mancanza di quei pezzi di carta e numeri elettroni che chiamiamo denaro e dagli interessi che su di esso vengono imposti. Potremmo cambiare questa situazione oggi stesso se solo volessimo.

    A controllare il sistema finanziario mondiale e il succedersi di boom e crisi economiche sono solo tredici persone, i membri della Commissione bancaria internazionale di Ginevra, in Svizzera, fondata da David Rockfeller, su incarico dell’Elite, nel 1972. La Commissione è composta da due membri rispettivamente della Riserva Federale statunitense, della Banca d’Inghilterra, delle banche centrali di Germania, Francia e Svizzera, e di un solo membro delle banche centrali di Olanda, Austria e Scandinavia. Ha la sua agenzia di servizi segreti nota come “Four-I” (quattro I), l’International Intelligence Information Institute. Questa elite delle banche è controllata da famiglie come i Rothschild, i Rockefeller, i Bilt e i Goldberg. Legata alla Commissione è la Banca dei Regolamenti Internazionali, anch’essa con sede in Svizzera. Contribuisce a coordinare le
    politiche della banche centrali nazionali, come fa negli Stati Uniti la Riserva Federale, il cartello di banche private che decide i tassi
    economici e di interesse americani, senza curarsi minimamente dell’opinione di quei burattini dei presidenti e dei politici.

    La maggior parte degli americani non si rendono neanche conto che la Riserva Federale è un’organizzazione privata.
    Essi credono:
    a) che il governo non possa essere così stupido o corrotto da permettere a un cartello di banche private di governare il paese (sbagliato!) o
    b) che la parola “federale” significa che essa fa parte del governo (ugualmente sbagliato!).
    Nel Regno Unito, ci viene venduta l’illusione che la Banca d’Inghilterra sia nazionalizzata e quindi sotto il controllo del governo. La Banca d’Inghilterra è uno dei punti focali della rete finanziaria dell’Elite, ed ha continuato ad essere controllata dall’Elite dopo che è stata nazionalizzata dal Governo laburista del dopoguerra, diventando una banca privata non ufficiale.
    L’intero castello di carte e il controllo della razza umana si basa sull’imposizione di interessi sul denaro. La questione dell’interesse è cruciale. Non c’è niente di male nel denaro se esso viene usato solo come strumento di scambio per beni e servizi. E’ quando si cominciano a imporre interessi sul denaro, la maggior parte del quale non esiste nemmeno materialmente, che sorgono enormi pericoli. A quel punto si può ricavare più denaro solo manipolando pezzi di carta e numeri elettronici di quanto se ne possa ricavare producendo beni essenziali e servizi che rispondono alle esigenze della gente. Con l’imposizione di interessi, il denaro insegue quelli che ce l’hanno già e ignora chi non ne ha. Le abissali divisioni sociali e finanziarie del mondo sono provocate dall’imposizione di interesse sul denaro. La produzione viene modificata sulla base dell’avidità e non della domanda, e i ricchi si arricchiscono, mentre i poveri si impoveriscono. Spesso non è il costo di una casa che impedisce alla gente di comprarla, ma il fatto che ne dobbiamo comprare tre o quattro per averne una!

    Non c’è alcuna ragione per cui un governo non possa stamparsi i suoi soldi privi di interesse e prestarli, senza gravarli d’interesse alla popolazione affinché si compri una casa, magari con una piccola tassa una-tantum per coprire i costi di amministrazione. L’unica cosa che frena questa soluzione è la mancanza di volontà da parte dei politici appartenenti a tutti i partiti, controllati direttamente dall’Elite o dai suoi manipolatori economici. Pensate a come le tasse potrebbero essere drasticamente ridotte, o addirittura abolite,se i nostri governi – in altre parole, la gente – non dovessero rimborsare cifre stratosferiche sotto forma di interessi su denaro “preso in prestito” dalle banche. Un amico che lavora nel settore finanziario mi ha detto che per ogni sterlina o dollaro esistente in contante, ne esistono (o meglio non esistono!) altri 30 milioni sotto forma di “credito” elettronico. Il pastore Sheldon Emery ha descritto molto bene questo sistema di creazione del debito da parte del governo nel suo libro,
    Billions For The Banks, Debts For The People:
    <<il governo federale, avendo speso più di quanto ha incassato dai suoi cittadini in termini di tasse, ha bisogno, mettiamo, di 1 miliardo di dollari. Dal momento che non ha i soldi (il Congresso ha rinunciato alla sua facoltà di “crearlo”), il governo deve andare a chiedere ai “creatori” 1 miliardo di dollari. Ma la Riserva Federale, una compagnia privata, non concede denaro tanto facilmente! I banchieri sono disposti a consegnare 1 miliardo in contanti o sotto forma di credito al governo federale solo se quest’ultimo lo rimborserà con gli interessi! Così il Congresso autorizza il Ministero del Tesoro a stampare 1 miliardo di dollari in buoni del tesoro, che vengono poi consegnati ai banchieri della Riserva Federale. La Riserva Federale paga il costo della stampa del miliardo di dollari (circa 1.000 dollari) e lo consegna al governo, il quale lo usa per pagare le sue obbligazioni. Quali sono i risultati di questa fantastica transazione? Beh, 1 miliardo di dollari va a sanare le fatture del governo, ma il governo ha ora indebitato la gente nei confronti delle banche per una cifra pari agli interessi imposti su 1 miliardo di dollari! Decine di migliaia di simili transazioni sono avvenute dal 1913 [quando la Riserva Federale è stata creata] cosicché negli anno Ottanta, il governo statunitense si è indebitato nei confronti dei banchieri per più di 1 miliardo di miliardi di dollari, su cui la gente paga più di 100 miliardi di dollari all’anno di interesse senza alcuna speranza di riuscire a rimborsare il capitale… [Oggi le cifre sono molto più alte]… Probabilmente i nostri figli e le generazioni future continueranno a pagare per l’eternità! Voi dite, “E’ terribile!” Si, lo è, ma vi abbiamo mostrato solo una parte di questa sordida storia. All’interno di questo scellerato sistema, quei buoni del tesoro sono ora diventati “patrimonio” delle banche del Sistema della “riserva” per “creare” ulteriore “credito” da dare in prestito. Gli attuali fabbisogni di “riserve” gli permettono di usare quel miliardo di dollari in buoni del tesoro per “creare” 15 miliardi in nuovo “credito” da prestare agli Stati, ai Comuni, ai privati e alle aziende. Oltre all’originale miliardo di dollari, essi potrebbero avere 16 miliardi di “credito creato” dal pagamento degli interessi sui prestiti, mentre l’unico costo da loro sostenuto equivale ai 1.000 dollari della stampa del miliardo originale! Dal momento che il Congresso statunitense non emette denaro costituzionale dal 1863, se la gente vuole avere i soldi sufficienti a portare avanti attività commerciali, è obbligata a prendere in prestito il “credito creato” dai banchieri del monopolio e a pagare loro interessi da usura!>>

    Il termine “denaro costituzionale” allude alla Costituzione degli Stati Uniti, che afferma: “Il Congresso avrà il potere di coniare il denaro e regolarne il valore”. Purtroppo, vuoi per caso o di proposito, essa non dice che il Congresso avrà sempre il potere di coniare denaro e regolarne il valore, e che nessun altro potrà fare queste cose. Le conseguenze di ciò sono state abbastanza spaventose per l’America e per il mondo: nel 1910, il debito federale era solo di 1 miliardo, o 12,40 dollari a persone. I debiti statali e locali erano molto ridotti o inesistenti; nel 1920, solo sette anni dopo che la Riserva Federale era stata fondata, il debito del governo statunitense ammontava a 24 miliardi di dollari, 228 dollari per ogni cittadino; nel 1960, il debito nazionale era di 284 miliardi di dollari o 1.575 dollari a testa; nel 1981, il debito salì a un miliardo di miliardi di dollari e da allora è andato aumentando sempre più. Se gli Stati Uniti nella loro interezza venissero ceduti ai banchieri come risarcimento dei debiti, ci vorrebbero ancora due, forse tre America per saldare completamente i debiti! Non fu senza ragione che Thomas Jefferson, uno dei padri fondatori, disse:
    <<se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l’emissione del denaro, dapprima attraverso l’inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno… [alle banche] …priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato>>.

    Dopo gli anni Sessanta, il governo del Regno Unito pagava ogni anno 1 miliardo di sterline di interesse sui prestiti. Nel 1993 la cifra era salita a 24,5 miliardi. Il governo aveva preso dei prestiti per pagare gli interessi sui prestiti mentre il capitale non era ancora stato rimborsato.
    Confrontate quei 24,5 miliardi di sterline spese per pagare gli interessi con i 33 miliardi spesi quell’anno per la sanità e gli 11 miliardi che sono andati all’istruzione. Non lamentatevi se mancano i libri scolastici o se gli edifici vanno a pezzi. I banchieri devono pur mangiare, no?
    La creazione del debito attraverso l’imposizione di interesse rende anche possibile la conquista del mondo da parte di una minoranza. I banchieri possono accumulare o manipolare affari concedendo o rifiutando prestiti.
    Un tipico scenario si verifica con lo sviluppo dell’agricoltura e l’allevamento basata su grandi aziende, che utilizzano tecniche industriali, insetticidi, erbicidi, fertilizzati chimici e con le multinazionali che utilizzano OGM.
    Ci viene raccontato che tali aziende assicurerebbero profitti più alti, in realtà è vero il contrario: sono le piccole aziende che utilizzano le tecniche della bioagricoltura a generare maggiori profitti.
    Nonostante questo, succede che la produzione agricola è quasi tutta effettuate dalle prime aziende, perché le banche elargiscono in abbondanza crediti alle prime, mentre li rifiutano alle seconde. Non bisogna farsi impressionare dalla capacità di creare profitto delle multinazionali: in realtà, una tipica multinazionale, di solito fa profitti intorno al 2-3% del fatturato, ma richiede ogni anno nuovi investimenti per circa il doppio. Quindi le multinazionali possono affermarsi e svilupparsi solo se sono finanziate dalle banche, in caso contrario fallirebbero nel giro di qualche anno.
    Un altro scenario di conquista è quello in cui i banchieri dell’Elite, tutti insieme, rifiutano prestiti a una particolare azienda o compagnia multinazionale. Questo riduce il suo valore in borsa.
    A questo punto, quando il prezzo delle sue azioni in borsa precipita, i banchieri comprano grossi blocchi di azioni a prezzi stracciati. Poi cambiano improvvisamente idea e concedono il prestito, aumentando così il valore delle azioni dell’azienda. Allora le banche o vendono le azioni realizzando un buon profitto, o rinsaldano il loro controllo sul consiglio d’amministrazione di quell’azienda.
    Cosa fanno le banche una volta acquistato il controllo? Si assicurano che l’azienda prenda sempre più prestiti dalle banche finché viene sommersa dal debito al punto tale che le banche possiedono tutto.
    E’ così che le stesse poche persone hanno finito per possedere tutte le maggiori aziende, i media e così via. Una volta acquisito il controllo dei media, è stato facile, nascondere la verità alla gente e propinarci le menzogne necessarie a fuorviarci e a confondersi.
    Niente migliorerebbe le condizioni di vita della gente più velocemente della fine dell’imposizione di interessi sul denaro e della ripresa da parte dei governi della stampa del proprio denaro privo di interesse.
    Il Presidente Abraham Lincoln si mosse in questo senso creando le banconote “greenbacks”, ma venne ucciso poco dopo, nel 1865, da John Wilkes Booth, un presunto agente della casa Rothschild. Anche il Presidente John F. Kennedy propose la stessa soluzione e alcune delle sue banconote prive di interesse sono ancora in circolazione. Ma fu ucciso dall’Elite a Dallas, in Texas, nel 1963.

    da http://disinformazione.it/raggiredebito.htm

    Vi siete mai domandati perche hanno voluto far cadere Gheddafi?Non tutti sanno che il colonnello aveva intenzione di unificare sotto un unica moneta i paesi del Magreb.Unico inconveniente, che andava di traverso ai poteri finanziari mondiali, era che la nuova moneta sarebbe stata vincolata all’oro!
    E’ chiaro che una moneta del genere sarebbe diventata immediatamente la moneta di riferimento mondiale,demolendo il valore del dollaro e delle altre monete.


    • Questa risposta è stata modificata 1 anno, 4 mesi fa da  orsoinpiedi.
    #319441

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Chi controlla le agenzie di rating?
    Marcello Pamio

    Nessuno le controlla, sono una manciata a livello mondiale, ma tre fanno il bello e cattivo tempo.
    Declassano intere economie e debiti di paesi sovrani.
    Le agenzie di rating, sono piene di conflitti d’interessi e corresponsabili di una crisi sistemica mondiale.[1]
    Nonostante le dichiarate doti chiaroveggenti, sono state “incapaci” di vedere l’avvicinarsi della crisi americana dei sub-prime nel 2007, prodotti da loro dotati di tripla A, fino al giorno del loro crollo; non sono riuscite a prevedere la crisi del debito sovrano della zona euro, come sottolinea il Fondo Monteario Internazionale, e neppure il fallimento della Lehman Brothers nel 2008.[2]
    Fino all’ultimo non si accorsero di nulla, come mai? Sviste? Incapacità professionale? O strategie mirate?
    Per dare una risposta, è necessario osservare chi le controlla.
    Verranno analizzate in proporzione alla quota di mercato del settore rating.

    Moody’s Corporation
    Fondata nel 1909 è presente in 26 paesi e ha circa 4500 impiegati.
    Rappresenta il 40% della quota di mercato del settore rating
    La sede principale si trova a New York, nella Sixt Avenue.
    I proprietari di Moody’s sono:

    – Berckshire Hathaway Inc. (Warren E. Buffet): 12,80%

    – Capital World Investors: 12,60%

    – The Vanguard Group Inc. (5,02%)

    – Price (T. Rowe) Associates Inc. : 5,95%

    – BlackRock Fund Advisors (3,68%)

    – State Street Global Advisors (3,24%)

    – Decine di altri investitori

    Standard & Poor’s
    Fondata nel 1860 è presente in 23 paesi e impiega circa 10.000 persone.
    Rappresenta il 39% della quota di mercato del settore rating.
    La sua sede principale si trova a New York.
    La proprietà è di McGraw-Hill Companies Inc., il colosso delle comunicazioni, dell’editoria e costruzioni, presente in quasi tutti i settori economici.
    Il presidente di McGraw-Hill è Harold McGraw III, membro del Board of Directors della United Technologies (multinazionale statunitense dell’aviazione e armamenti) e membro del Committee on Directors Affairs della Conoco Phillips (colosso del petrolio ed energia).

    Gli azionisti della McGraw-Hill sono[3]:

    – Capital World Investors (10,26%),

    – The Vanguard Group Inc. (4,58%),

    – BlackRock Fund Advisors (4,47%),

    – State Street Global Advisors (4,25%),

    – Oppenheimer Funds Inc. (4,04%),

    – JANA Partners LLC (3,48%),

    – e decine di altri investitori.

    Al primo posto tra gli azionisti di McGraw-Hill, figura il Capital World Investors: una delle più grandi società di gestione del risparmio U.S.A.[4].
    Oggi Capital è il primo azionista di McGraw Hill (il gruppo che controlla Standard & Poor’s) e nello stesso tempo è anche il primo socio della concorrente Moody’s.[5]
    Un altro affezionato alle agenzie di rating è il fondo americano: State Street Corp.
    State Street infatti è il secondo azionista di McGraw Hill/Standard & Poor’s e il settimo di Moody’s.

    Gli azionisti di State Street Corporation sono:

    – Barlays Plc,

    – Citigroup Inc.,

    – General Electric Co.,

    – Invesco International Ltd.,

    – Northern Trust Corp.,

    – Putnam LLC,

    – Vanguard Group,

    Lo stesso dicasi per l’altro fondo USA, BlackRock: è l’undicesimo socio di Moody’s e il sesto della concorrente.
    Gli azionisti attuali di BlackRock Financial Management Inc. sono: Merrill Lynch & Co. (49,8%) e P.N.C. Financial Services Group Inc.
    La banca d’investimento Merrill Lynch nel settembre 2008, dopo la crisi finanziaria e un periodo di forti perdite è stata acquistata dalla Bank of America, i cui azionisti sono: Barclays Plc., FMR Corporation, State Street Corporation, Axa, Putnam LLC, Vanguard Group, Capital Research & Management Inc., e pochi altri.

    Continuando a spulciare, si ritrovano sempre e solo gli stessi nomi, gli stessi azionisti che da una parte e dall’altra controllano i gruppi bancari o i fondi d’investimento che a loro volta controllano le agenzie di rating.
    Non è strano quindi che a Lisbona la Procura ha aperto un’inchiesta dopo aver ricevuto una denuncia da alcuni professori che puntano il dito proprio sul fatto che i principali azionisti di Moody’s e Standard & Poor’s siano gli stessi grandi fondi americani.

    In pratica i grandi fondi USA sono da un lato gli investitori che utilizzano i rating per decidere quali obbligazioni comprare, e dall’altro sono anche i “padroni” delle agenzie che stilano le pagelle.[6] Non male come conflitto d’interesse.
    Ma tale conflitto è ancora più occulto e gravoso se pensiamo che oggi pochissime famiglie, come per esempio i Rothschild, sono in grado di controllare tutto quanto attraverso agenzie, società e agenti.

    Banchieri/filantropi/agenti come Warren Buffet e George Soros, tanto per citare i più famosi, che servono la causa speculando a destra e a manca con i loro fondi miliardari.
    La strategia è sempre la stessa: Problema-Reazione-Soluzione.
    Accendono la miccia e scatenano le guerre nei vari paesi, per distruggere tutto quello che si può distruggere, per poi ricostruire, guadagnandoci sopra.
    Declassano i debiti nazionali, per poi specularci sopra e alla fine comprare le aziende e società importanti con gli spiccioli.

    Ecco quello che è successo in Italia.
    Nel mese di agosto 1992, Standard & Poor’s declassa il debito italiano e casualmente a settembre, l’ebreo di origine ungheRere George Soros, specula sterlina contro lira.
    Risultato? Svalutazione del 30% della lira, uscita dallo S.M.E. (mercato europeo).
    In questa maniera i capitali anglo-statunitensi che sono arrivati nel nostro paese per comprare a prezzi stracciati, aziende e società importanti per l’intera Italia: Iri, Enel, Ina, Eni, Cirio, ecc.
    Il declassamento del debito italiano da parte di Standard & Poor’s, è stata la testa di ariete che ha permesso la speculazione spietata e criminale.
    Questo è il modo in cui vengono usate le Agenzie di Rating, tutte controllate dai soliti noti.

    Fitch Ratings
    Fondata nel 1913 è presente in 51 paesi e occupa circa 2000 persone.
    Rappresenta il 16% della quota di mercato del settore rating
    Le sedi principali si trovano a New York e Londra.
    E’ di proprietà di Fitch Group, i cui azionisti sono: la francese Fimalac (60%), Hearst Corporation (40%).

    [1] “La cricca del Rating”, Elio Lannutti tratto da “La Voce” ottobre 2011
    [2] Idem
    [3] CNN Money, http://money.cnn.com/magazines/fortune/fortune500/2010/ceos/
    [4] “Tutti gli intrecci tra gli azionisti delle Agenzie”, “Il Sole24Ore” http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…81225_PRN.shtml
    [5] Idem
    [6] “Tutti gli intrecci tra gli azionisti delle Agenzie”, “Il Sole24Ore” http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/201…81225_PRN.shtml

    da http://www.disinformazione.it

    Bella combricola di delinquenti.


    #320035
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Oggi 1 Ottobre 2017 giornata NERA NERISSIMA PER IL GOVERNO SPAGNOLO.
    Represso con incredibile violenza il tentativo di stabilire quante persone della Catalogna erano favorevoli all’indipendenza,
    Indipendentemente da come uno la pensa è incredibile cosa è successo!

    La validità del referendum era inficiata dalle leggi locali, ma in qualche modo giustificata dal DIRITTO INTERNAZIONALE. Purtroppo il diritto internazionale invocato qua e la in occasioni di comodo, viene licenziato in altre situazioni scomode come questa.

    Cosa si doveva fare?
    Era semplice si lasciava votare e poi si diceva come già ribadito che NON valeva nulla perchè contro la costituzione.
    Perchè lo hanno bloccato?
    Non lo capivo finchè ho visto oggi una cosa che non si vedeva dai tempi dei governi sovietici, assolutisti antidemocratici dispotici a partire dall’invasione della Ungheria, Praga… ecc… INCREDIBILE!!
    Questa sera poi ho ascotato in diretta il discorso del presidente spagnolo che mi aspettavo pieno di scuse, rammarico. NO!!! INCREDIBILE faccia tosta, Rajoy è un giurista un forte difensore della corrida. Ha affermato che “la tradizione è una forma d’arte profondamente radicata nella storia spagnola”. Ha abrogato il divieto di trasmissione delle corride in diretta sulla televisione statale, cosicché esse sono nuovamente in onda… Un discorso pieno zeppo di menzogne! Privo di realtà. Addirittura afferma che la maggioranza Catalana era contraria.. (Bugiardo aveva solo paura di un plebiscito enorme).
    Un discorso così simile ai gerarchi nazisti, a Stalin e & che mi ha fatto ribollire il sangue. Vergogna!

    Da adesso in poi il mondo libero simpatizzerà per i Catalani indipendentemente dal discorso giuridico.


    #320052

    orsoinpiedi
    Partecipante

    @camillo said:

    Cosa si doveva fare?
    Era semplice si lasciava votare e poi si diceva come già ribadito che NON valeva nulla perchè contro la costituzione.
    Perchè lo hanno bloccato?……….Un discorso così simile ai gerarchi nazisti, a Stalin e & che mi ha fatto ribollire il sangue. Vergogna!

    Da adesso in poi il mondo libero simpatizzerà per i Catalani indipendentemente dal discorso giuridico.

    Concordo con te.Questa non è democrazia,anche se il pericolo reale,in caso di indipendenza della Catalogna, è quello di una Spagna smembrata.I paesi baschi in testa richiederebbero anche loro l’indipendenza.Troppe culture diverse.
    Ma non ci si può appellare alla democrazia quando conviene,e calpestarla quando non fa piu’ comodo.
    Ti faccio una predizione….l’inghilterra non uscira dall’unione europea.
    Tireranno alla lunga le trattative e intanto cercheranno una soluzione per uscire dalla situazione in cui si trovano.


    #320053
    camillo
    camillo
    Partecipante

    Dove sta l’errore?
    Nell’ingiustizia.
    Anni fa avevano dato una notevole autonomia così detta alla “Catalana” ma parte della Spagna che viveva di sussidi ha bloccato la legge… le solite furbate di chi crede di poter vivere a alle spese di altri… ed ecco il risultato.
    Nell’esoterismo c’è un principio di causa ed effetto che implica addirittura il bilanciamento di vita in vita. In pratica è “cosa buona e giusta e fonte di evoluzione” che un uomo, un gruppo una regione veda il risultato delle proprie azioni di governo e ne goda o paghi le conseguenze.
    Questo è un principio di “federalismo realista” al di fuori degli slogan più o meno volgari.
    L’America sotto questo profilo insegna, ma anche altri stati: in pratica ogni gruppo anche se eterogeneo ma LEGATO DA COMUNE COMPORTAMENTO è bene che si autoamministri con una forte autonomia finanziaria, così se si comporta bene la richezza cresce se sbaglia la richezza scende. Ovviamente si parla di ricchezza non da miniere o petrolio ma da reddito da lavoro e iniziative. L’Europa se vuole sopravvivere dovrà prendere questa strada.
    Si è notato che se il gruppo si aggira tra i 5 e 10 milioni i cittadini si sentono vicini ai politici, accettano disagi e sacrifici si interessano di politica.
    Con uno stato centrale italiano lontanissimo per esempio dal Veneto pieno di strutture politiche machiavelliche e del tipo mangia-mangia io vedo nella mia regione un rifiuto politico elevato. Abbiamo il più amato dei governatori ma nella lontanissima Roma di parlamentari politici veneti … non se ne vedono. Da noi dicono: accade perche sono troppi onesti… sarà vero?


    #320056

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Caro Camillo,la differenza tra noi e gli altri è che noi siamo italiani.Mentre prima avevamo politici che prendevano soldi per il partito,ma che pensavano anche al bene del paese,oggi abbiamo politici squallidi(anche come uomini) e che si intascano i soldi per se stessi,o fanno cose per il tornaconto di una classe economica(SERVI COME RENZI) e non per il bene generale del paese.
    SIAMO ALLA FRUTTA!IL PAESE E’ MARCIO


    #320071

    orsoinpiedi
    Partecipante

    Cosi va il mondo

    merita di essere visto


    #320121

    orsoinpiedi
    Partecipante

    SINARCHIA, L’OSCURA VIA AL POTERE

    Un governo iniziatico in mano a una ristretta elite di sapienti, le teorie esoteriche di Alexandre Saint-Yves e una misteriosa catena di delitti avvenuta in Francia dal 1937 al 1944: da un fantasioso progetto reazionario di fine Ottocento le basi dell’attuale globalizzazione?

    di Paolo Cortesi

    Nel mattino del 24 gennaio 1937, venne rinvenuto un cadavere nel Parc-des-Princes, a Parigi. Un piccolo cane gli stava accanto e sembrava aspettare l’impossibile risveglio del padrone. La vittima venne identificata in Dimitri Navachine, un noto banchiere che dirigeva la Banque commerciale de l’Europe du Nord. Navachine era anche Primo Sorvegliante della loggia Les Amitiés Internationales, alla quale amavano “chiedere la luce” (cioè essere affiliati alla massoneria) personalità di spicco della politica e della finanza francesi.
    Quando la polizia esaminò l’ufficio e la casa della vittima, notò che era stata preceduta da qualcuno che aveva setacciato i cassetti.
    Il 15 maggio 1941 (altre fonti indicano il 19) morì di morte violenta Jean Coutrot. L’unico giornale che riportò la notizia (L’Appel del 5 giugno 1941) non dette alcun particolare, ma si limitò a scrivere di “una morte improvvisa e misteriosa”.
    La versione ufficiale parlò di suicidio: Coutrot si sarebbe gettato dalla finestra del suo appartamento al 51 di rue Raynouard, a Parigi. I parenti sostenevano invece la tesi dell’avvelenamento.

    Le indagini furono sbrigative e orientate fin dall’inizio ad accreditare la tesi del suicidio, anche se molti elementi parevano opporvisi, primo dei quali il fatto che Coutrot aveva perso la gamba destra nella Grande Guerra ed avrebbe avuto grosse difficoltà a scavalcare la ringhiera del suo balcone.

    Jean Coutrot, nato nel 1895, lasciato il Politecnico per arruolarsi volontario, era stato direttore di una piccola industria a dimensione familiare, la Gaut e Blancan, che produceva carta e colori. Tra il 1920 ed il 1930 si occupò d’arte, poesia, filosofia, frequentando Picasso, Braque, Delaunay e Theilard de Chardin. Nel 1935, iniziò un’altra fase della sua esistenza e si dedicò con una passione che rasentava il fanatismo allo studio della pianificazione economica, alla psicologia applicata e alla gestione scientifica del lavoro.
    Dal 1936 fino alla morte, cioè nel breve volgere di cinque anni, Coutrot fondò e dette vita a una decina di comitati, centri e gruppi di studio, fra i quali ricordiamo Centro di organizzazione scientifica del lavoro, Centro di studio dei problemi umani, Istituto di psicologia applicata, Comitato nazionale dell’organizzazione francese, Gruppo di studio dell’umanesimo economico.
    Pur avendo ricoperto incarichi nel governo del Fronte popolare francese di Leon Blum (1935-1938), Coutrot non esitò ad aderire al governo di Vichy del maresciallo Pétain, capo della Francia sottomessa a Hitler e collaborazionista.
    Coutrot aveva due segretari particolari: Frank Théallet e Yves Paringaux. Il primo, Théallet, era morto misteriosamente otto giorni prima di Coutrot; Paringaux morì altrettanto imprevedibilmente poche settimane dopo.

    Constant Chevillon, nato nel 1880, era uno studioso di esoterismo e occultismo, nonché Gran Maestro di un ordine massonico non tradizionale, il Rito di Memphis-Misraim. Chevillon aveva anche fondato la Federation Universelle des Ordres, Fraternites et Societes Initiatiques (FUDOFSI), il cui primo congresso si tenne a Parigi nel febbraio 1939. Nulla nella sua appartata vita di studioso faceva presagire la fine terribile che fece: nella notte del 25 marzo 1944, alcune persone che si presentarono come agenti di polizia lo prelevarono dalla sua casa di rue des Macchabées, a Lione.
    Mentre rovistavano nella sua biblioteca e nel suo archivio, alla moglie angosciata che chiedeva i motivi di quella irruzione, i sedicenti poliziotti dissero di non preoccuparsi, che il marito avrebbe presto fatto ritorno, subito dopo aver chiarito poche cose in commissariato.
    La moglie non rivide mai più suo marito vivo, il cui cadavere crivellato di pallottole venne trovato, il mattino dopo, a Saint-Fons, a qualche chilometro da Lione.

    Navachine, Coutrot, Théallet, Paringaux e Chevillon: cinque morti misteriose e violente, apparentemente assurde, senza movente. Cinque vittime apparentemente unite solo dalla tragica casualità. Ma esiste un filo rosso che accomuna questi cinque individui: ciascuno di essi aveva avuto a che fare con la Sinarchia. Ciascuno di essi aveva avuto tra le mani quel documento denominato Patto sinarchico (Pacte Synarchiste) che contiene i fini ed i mezzi della società segreta e la cui prima pagina reca questa avvertenza:

    “Ogni detenzione illecita del presente documento espone a sanzioni senza limite prevedibile quale che sia il canale tramite cui e è stato ricevuto. Il meglio, in simile caso, è di bruciarlo e di non parlarne”.

    Forse Coutrot e gli altri non dettero ascolto a questo truce avvertimento? Ma, infine, cos’è la Sinarchia?

    L’idea di base si deve a Joseph-Alexandre Saint-Yves de Alveydre (1842-1909) [a destra, ndr] che con ciò intendeva un governo iniziatico, cioè un governo nel quale il potere era in mano ad una élite di sapienti.
    Saint-Yves elaborò una teoria politica che era, per così dire, la versione esoterica della filosofia politica di Platone. Con evidenti suggestioni numerologiche, la Sinarchia ideata dall’esoterista francese doveva essere a base ternaria, prevedendo tre autorità somme: Pontefice (non in senso cattolico!), Re e Consiglio.

    Ecco, ad esempio, come il noto alchimista Jollivet-Castelot esponeva, nel 1899, gli elementi fondamentali che componevano il governo sinarchico:

    Il Consiglio di Dio, comprendente gli iniziati supremi, i sacerdoti diretti dal Pontefice che essi nominano. Il Consiglio degli Dei, formato dagli iniziati laici, militari e giudici, i quali nominano il Re che fa parte di questo Consiglio. Il Consiglio degli Anziani, che si occupano delle finanze, dell’amministrazione in generale. Si compone di cittadini eletti dalla nazione. Vi era anche un quarto elemento, che Jollivet paragona al Ventre, ed è il popolo, anzi la borghesia imprenditoriale e commerciale: Il popolo, il paese formano nel loro insieme il quaternario derivato dal Ternario e corrispondente al Ventre dell’organismo sociale, perfettamente equilibrato. I mercanti, gli industriali, i navigatori, eccetera, simboleggiano bene i canali venosi che conducono l’energia vitale del corpo intero.

    Come si vede, la Sinarchia di fine Ottocento era una fantasiosa, e innocua, astrazione che tentava di unire concetti politici con temi della filosofia spiritualista del tempo. In una parola, la Sinarchia di Saint-Yves non era che il governo affidato ad un cenacolo di iniziati.

    Ma alcuni spunti del bizzarro autore attirarono l’attenzione di persone molto più pragmatiche di lui, come questo passo:

    Non si tratta di distruggere né di conservare un qualsiasi ordine sociale, al di sopra degli stati e dei loro capi, poiché non ve n’è alcuno: bisogna crearlo. Dobbiamo formare, al di sopra delle nazioni e dei governi, quale che sia la loro forma, un governo comune, puramente iniziatico, emanazione stessa delle nostre nazioni, nel rispetto di tutto ciò che costituisce la loro vita interiore.

    In questo brano, l’aggettivo iniziatico venne sostituito da professionale, tecnocratico, specialistico: nacque la Sinarchia come la pensava Coutrot, la cui opera fu tutta rivolta ad un unico scopo, dare il potere in mano ad una ristretta élite di tecnici e di esperti.

    Nel 1941, nella Francia di Vichy si parlava sempre più spesso, e con timore crescente, della Sinarchia, perché il governo filonazista riteneva che la società fosse un’emanazione della fantomatica cospirazione giudeo-massonica, “nemico pubblico numero 1” delle dittature nere. Henri Chavin, direttore della Sureté nationale dal settembre 1940, fu incaricato di indagare e relazionare su quella oscura presenza; l’inchiesta venne terminata nell’estate del 1941 e portò alla compilazione di quello che è oggi noto come “Rapporto Chavin”.
    Esso arrivò alla conclusione che la Sinarchia, come organizzazione segreta strutturata, era chiamata M.S.E., cioè Mouvement Synarchique d’Empire (Movimento Sinarchico d’Impero), e anche C.S.A.R., ovvero Convention Synarchique de Action Révolutionnaire (Convenzione Sinarchica di Azione Rivoluzionaria). Venne fondata nel 1922 e uno dei massimi dirigenti fra le due guerre mondiali fu Jean Coutrot [a destra, ndr].
    Il rapporto Chavin così concludeva:

    Il M.S.E. rappresenta dunque essenzialmente un episodio della lotta del capitalismo internazionale contro il socialismo e anche un tentativo potente di imperialismo finanziario teso ad assoggettare tutte le economie dei differenti paesi ad un controllo unico, esercitato da certi gruppi bancari dell’alta finanza, i quali si assicurano così, sotto il pretesto della lotta contro il comunismo, un monopolio di fatto su tutta l’attività industriale, commerciale e bancaria. Le grandi amministrazioni del paese sono diventate i servizi esterni della Banca Worms ed il Journal officiel serve da veicolo per le decisioni del suo consiglio d’amministrazione, di cui gli alti funzionari di stato non sono che gli agenti operativi.

    La Banca Worms sarebbe stato lo strumento finanziario per supportare l’attività sinarchica; basti pensare che Coutrot, dopo aver lasciato la direzione della Gaut e Blancan, era formalmente disoccupato, ma disponeva ogni anno di circa un milione di vecchi franchi: chi glieli forniva?

    Bisogna evitare di cadere nella mania del complottismo (cosa che farebbe solo il gioco di chi vuole screditare ogni seria ricerca storica “non ortodossa”), ma è innegabile che esiste una netta somiglianza tra il Patto Sinarchico degli Anni Trenta e la logica dell’attuale globalizzazione.
    Non occorre pensare che la Sinarchia oggi guidi il mondo, né che un gruppetto di eminenze grigie si riunisca in segreto nelle sale silenziose di qualche inaccessibile castello…
    Tuttavia pare evidente che l’ideale sinarchico ha trovato, oggi, la sua realizzazione, consapevole o no. La mentalità sinarchica è oggi al potere, e ciò non è accaduto – a mio parere – in seguito ad un complotto o ad una organizzazione segreta: no, la Sinarchia è oggi realtà perché la nostra civiltà è fondata sugli elementi che strutturavano il progetto sinarchico di settant’anni fa.

    Il Patto Sinarchico è basato su tredici punti; sarà sufficiente elencarne alcuni per notare la loro sconcertante attualità.

    La rivoluzione nella strada (…)

    – leggiamo nell’Introduzione ai “Treize Points Fondamentaux du Pacte Synarchiste –

    (…) è una di queste due cose: o manifestazione sporadica del sentire popolare, o violenza faziosa. In entrambi i casi, è un incidente anarchico; è la rivoluzione dal basso. Noi riproviamo la rivoluzione nella strada. Noi vogliamo evitarla. Noi facciamo la rivoluzione dall’alto.

    Punto Quarto:

    Noi riconosciamo e serviamo l’Impero come la realtà formale della collettività. L’ordine sinarchico aumenta indefinitamente il dinamismo della civilizzazione riconoscendo e proclamando l’Impero, raggruppamento organico di nazioni maggiori, come sua realtà formale più completa allo stato attuale della vita mondiale e come il più alto fattore della perfezione possibile della rivoluzione contemporanea.

    Punto Sesto:

    Noi riconosciamo e serviamo il dinamismo dell’ordine reale che è dovunque sintesi di autorità e di libertà. L’ordine sinarchico sostituisce la rivoluzione dei governanti alla rivolta dei governati.

    Punto Settimo:

    Noi riconosciamo e serviamo la gerarchia naturale delle realtà collettive.

    Punto Nono:

    Noi riconosciamo e serviamo la vera democrazia tramite una giusta gerarchizzazione a base professionale. L’ordine sinarchico (…) postula come finalità della vera democrazia una società senza classi ma gerarchizzata.

    Punto Tredicesimo:

    (…) che l’unione federativa dell’Europa sia realizzata; che la Pan-Eurafrica sia nobilmente creata da un libero accordo di tutti i paesi dell’Europa e dell’Africa, che infine la “Società Maggiore delle Nazioni” sia compiuta e condotta alla sua realtà universale per l’interposizione giuridica di cinque società minori di nazioni.

    Qualunque valutazione si voglia dare di questo testo, è inquietante dover constatare che il nostro mondo, il nostro assetto politico, la nostra società siano praticamente la realizzazione di un progetto reazionario del secolo scorso.
    Che la Sinarchia sia oggi viva o morta, bisogna comunque ammettere che il suo piano le è sopravvissuto e si è imposto, forse più e meglio di quanto avrebbero sperato i suoi padri segreti.

    Paolo Cortesi
    Bibliografia:

    J. Saunier, La Synarchie, Paris, 1971
    A. Ulmann et H. Azeau, Synarchie et pouvoir, Lausanne, 1968
    P. Bauchard, Les Technocrates et le pouvoir, Paris, 1966
    H. Coston, Les Technocrates et la Synarchie, Paris, 1962
    J.R. Tournoux, L’histoire secréte, Paris, 1962

    Il presente articolo è stato pubblicato originariamente su NEXUS New Times n. 58 (Ottobre – Novembre 2005). Ogni ripubblicazione è gradita previo riferimento all’autore ed a questa citazione.

    Non è esattamente ciò che vediamo oggi?


    #320238
    camillo
    camillo
    Partecipante

    MISTERO!!!
    Qualcuno ha capito le motivazioni con cui Visco è stato riconfermato Governatore della Banca d’Italia?
    1° durante il suo mandato l’inefficienza dei controlli si è rivelata enorme.
    2° l’Italia è peggiorata sotto tutti i fronti
    3° non sono emerse particolari capacità da parte sua

    Tuttavia in nome di indipendenza delle banche è stato PREMIATO CON RICONFERMA!!!
    Intanto le banche Dominano e non sono dominate fanno quello che vogliono, taroccano i conti entrano nei media ecc.
    Che cavolo significa dire che devono essere indipendenti?
    Devono smettere di essere dominanti…

    Quindi perchè Visco è stato confermato senza motivazioni?
    Al sottoscritto viene un dubbio… non è che molti politici sono ricattabili?
    Certo opinione personale senza prove… ma in Italia invece che premiare l’efficienza si premia l’IN-efficienza.
    Ed è così un po’ dappertutto.
    Solo nell’industria gioccoforza per sopravvivere nella concorrenza si vede un po’ di efficienza (a volte anche tanta con strategie di sopravvivenza in un mare di vampiri burocratici strapagati e inefficienti)


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