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Questo argomento contiene 52 risposte, ha 17 partecipanti, ed è stato aggiornato da  orsoinpiedi 3 anni, 6 mesi fa.

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  • #58903
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    NO GLOBAL DISTRUGGONO IL CAMPO DI MAIS DI VIVARO. È POLEMICA.

    L'agricoltore, Giorgio Fidenato, aveva annunciato nei mesi scorsi di voler coltivare Ogm malgrado i divieti. Il ministro Galan: “Squadristi”. Il governatore Zaia: “Hanno fatto bene”.
    Giorgio Fidenato

    MILANO – Sono entrati nel campo e hanno distrutto, calpestando le piantine, la coltivazione di mais dell'imprenditore agricolo Giorgio Fidenato che nei mesi scorsi aveva annunciato di seminare mais geneticamente modificato nonostante il divieto di semine ogm in Italia. È successo ieri in Friuli Venezia Giulia a Vivaro (Pordenone): protagonisti dell'azione una settantina di no global appartenenti ai Centri Sociali del Nord Est e dell'associazione YaBasta.

    LA POLEMICA. Il blitz ha scatenato una bagarre politica tra il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, e il governatore del Veneto e suo predecessore Luca Zaia. Di “azione di violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso”, parla Galan. Di tutt'altro parere Zaia: “È stata ripristinata la legalità. Non bisogna confondere i fatti con i principi: abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione”. Ma Galan ribatte: «Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi» aggiunge il ministro che nei giorni scorsi ha inviato dei tecnici sui campi incriminati.

    LEGA. “Galan si decida a prendere una posizione: sugli ogm non dice niente e, con il suo comportamento, apre una strada come ha fatto con gli animali clonati, il latte e la carne. Il ministro batta un colpo così sappiamo cosa vuol fare”. I senatori della Lega Nord in commissione Agricoltura del Senato, Gianpaolo Vallardi ed Enrico Montani, criticano il comportamento del titolare del dicastero di Via XX Settembre dopo l'ultimo episodio relativo all' irruzione da parte dei no global nel campo Ogm in provincia di Pordenone.
    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-53522120-dcbb-4038-950d-fe8b754d2e70.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #58904
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [quote1286265205=farfalla5]
    NO GLOBAL DISTRUGGONO IL CAMPO DI MAIS DI VIVARO. È POLEMICA.

    L'agricoltore, Giorgio Fidenato, aveva annunciato nei mesi scorsi di voler coltivare Ogm malgrado i divieti. Il ministro Galan: “Squadristi”. Il governatore Zaia: “Hanno fatto bene”.
    Giorgio Fidenato

    MILANO – Sono entrati nel campo e hanno distrutto, calpestando le piantine, la coltivazione di mais dell'imprenditore agricolo Giorgio Fidenato che nei mesi scorsi aveva annunciato di seminare mais geneticamente modificato nonostante il divieto di semine ogm in Italia. È successo ieri in Friuli Venezia Giulia a Vivaro (Pordenone): protagonisti dell'azione una settantina di no global appartenenti ai Centri Sociali del Nord Est e dell'associazione YaBasta.

    LA POLEMICA. Il blitz ha scatenato una bagarre politica tra il ministro dell'Agricoltura Giancarlo Galan, e il governatore del Veneto e suo predecessore Luca Zaia. Di “azione di violenti, squadristi della peggior specie, intolleranti da condannare in ogni senso”, parla Galan. Di tutt'altro parere Zaia: “È stata ripristinata la legalità. Non bisogna confondere i fatti con i principi: abnorme era la situazione di Vivaro, in cui vi era una coltivazione di mais ogm assolutamente illegale. Non è possibile pensare di introdurre arbitrariamente organismi geneticamente modificati in Italia. Ci sono delle regole che vanno rispettate, e bisogna far capire alle multinazionali che nel nostro paese non si possono introdurre coltivazioni Frankenstein senza autorizzazione”. Ma Galan ribatte: «Confermo che le istituzioni preposte a seguire la vicenda degli Ogm in Friuli Venezia Giulia stanno proseguendo nell'attività di accertamento e a giorni saranno resi noti i risultati di verifiche e analisi» aggiunge il ministro che nei giorni scorsi ha inviato dei tecnici sui campi incriminati.

    LEGA. “Galan si decida a prendere una posizione: sugli ogm non dice niente e, con il suo comportamento, apre una strada come ha fatto con gli animali clonati, il latte e la carne. Il ministro batta un colpo così sappiamo cosa vuol fare”. I senatori della Lega Nord in commissione Agricoltura del Senato, Gianpaolo Vallardi ed Enrico Montani, criticano il comportamento del titolare del dicastero di Via XX Settembre dopo l'ultimo episodio relativo all' irruzione da parte dei no global nel campo Ogm in provincia di Pordenone.
    http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/articoli/ContentItem-53522120-dcbb-4038-950d-fe8b754d2e70.html
    [/quote1286265205]

    Ogm in Friuli. Multa a Fidenato #fisc
    25 mila euro di multa e la confisca e la distruzione dei prodotti del campo di Fanna (Pordenone) dove è stato seminato il mais ogm. “Giustizia troppo lenta”. Il giudice per le indagini preliminari di Pordenone ha imposto una multa e ha ordinato la distruzione delle colture transgeniche al centro della querelle da aprile al centro dell'attenzione pubblica.
    In estate, dopo che la procura di Pordenone aveva avviato un'inchiesta, Greenpeace fece analizzare il mais transgenico rinvenuto in due campi in provincia di Pordenone, ottenendo la conferma che si trattava del Mon 810, prodotto dal gigante del biotech Monsanto e bandito in diversi paesi europei.Il 30 luglio, poi, dopo aver denunciato per giorni la piantagione “illegale”, i militanti ambientalisti compirono un blitz su uno dei due terreni per distruggere le piante. Giunti finalmente i riscontri scientifici arriva la sentenza del giudice: si tratta del Mon 810. La Gip di Pordenone Piera Binotto ha disposto dunque una multa da 25mila euro più la confisca e la distruzione dei prodotti. Questione chiusa? “I legali hanno 15 giorni per opporsi… adesso inizia la vera battaglia legale”, ha detto Fidenato in una dichiarazione audio sul sito del suo cosiddetto movimento. Tra le reazioni, quella di Federica Ferrario, responsabile ogm per Greenpeace: “finalmente si riporta la legalità in Friuli e si pone fine a questa incomprensibile dilazione dei tempi, che durava ormai da mesi”.

    Per il presidente di Aiab Andrea Ferrante “i danni di queste semine vanno ben al di là dei campi incriminati e bisognerà valutare attentamente quanto siano state le contaminazioni provocate da questi campi e i danni all'immagine dell'agricoltura di qualità e biologica del Friuli”. “La decisione del Gip di Pordenone – conclude – dimostra come il caso Ogm in Friuli sia stato gestito in maniera veramente superficiali dalle autorità giudiziarie”.

    http://it.greenplanet.net/index.php?option=com_content&view=article&id=%09%09%09%09%0926532


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #58905

    deg
    Partecipante

    Il governo sempre più “pro Ogm”
    6 dicembre 2010 – Redazione Rees Marche
    Fonte: aamterranuova.it – 06 dicembre 2010

    Il ministro Galan si scaglia contro la messa al bando degli ogm decisa dal Consiglio Provinciale dell'Alto Adige e, benchè travolto dalle critiche, traghetta il governo verso lo sdoganamento degli organismi geneticamente modificati.

    Il ministro delle Politiche Agricole Galan si è scagliato ferocemente contro la messa al bando degli ogm approvata dal Consiglio provinciale dell'alto Alto Adige. Da più parti lo hanno investito le critiche per questa di posizione che si differenzia sostanzialmente dal percorso intrapreso dal suo predecessore. Ma lui replica:”ho solo ribadito quanto più volte detto sia in sede parlamentare che in altre sedi istituzionali”. E cioè che la decisione assunta dalla Provincia di Bolzano “non sarebbe attualmente compatibile con quanto previsto dalla legislazione nazionale, nè dalle vigenti normative europee”.”Galan deve tenere conto delle scelte del territorio e anche del fatto che l'Ue sta applicando progressivamente il principio di sussidiarietà alla questione degli Ogm, quindi sono i territori che devono scegliere”, incalza il sindaco di Roma Gianni Alemanno commentando la posizione del ministro sugli Ogm. Secondo Alemanno “occorre essere consapevoli che quando gli Ogm vengono utilizzati, creano dei problemi di contaminazione ambientale che finiscono per scacciare e vietare coltivazioni normali. L'Italia – ha concluso – non ha bisogno degli Ogm”. In linea con Galan, invece, la Confagricoltura che da sempre sostiene gli ogm, a differenza di Coldiretti che ha una posizione più cauta. Violente critiche hanno poi investito il Vaticano che, attraverso la Pontificia Accademia, ha anch'essa dato un sostanziale via libera agli organismi geneticamente modificati.

    Ogm: il Vaticano non si è schierato

    02/12/2010 – Tratto da: aamterranuova.it

    Il direttore della Sala Stampa Vaticana precisa che non c'è una presa di posizione ufficiale pro-ogm. Ma allora qual è la posizione del Vaticano?
    La dichiarazione sugli ogm firmata da studiosi riuniti in Vaticano l'anno scorso “non esprime la posizione della Santa Sede”. “Le piante transgeniche per la sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, il documento pubblicato al termine della Settimana di studio presso la Pontificia Accademia delle Scienze in Vaticano dal 15 al 19 maggio 2009, non può “essere considerata posizione ufficiale della Santa Sede o del Magistero della Chiesa” sull'argomento. Lo ha chiarito il direttore della Sala Stampa Vaticana, padre Federico Lombardi, in merito alla pubblicizzata (e strumentalizzata) presunta apertura del Vaticano agli ogm. Ala Settimana di studio, ha spiegato Lombardi, hanno partecipato 40 studiosi, sette dei quali accademici pontifici, fra cui l'allora presidente prof. Nicola Cabibbo, scomparso quest'anno, “mentre gli altri esperti partecipanti erano esterni”. ”
    Lo Statement conclusivo, ora pubblicato nel volume degli Atti della Settimana di studio dalla Casa editrice Elsevier, è stato firmato dai partecipanti, e ha quindi il valore della loro autorità scientifica”, ha affermato padre Lombardi che tuttavia, ha precisato, “non deve essere considerato come Statement della Pontificia Accademia delle Scienze, poiché l'Accademia come tale, che conta 80 membri, non è stata consultata su di esso, né è in programma una tale consultazione”. Resta da capire quale sia dunque la posizione del Vaticano in materia di ogm e sovranità alimentare.
    Fonte: Greenplanet
    http://web.resmarche.it/resmarche/articles/art_2075.html


    #58906
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Biosafety scanner: software contro gli OGM

    La Fondazione dei Diritti genetici ha presentato qualche giorno fa il Biosafety Scanner. E’ un software messo a punto da Francesco Pazzi che serve a conoscere la provenienza di prodotti di origine vegetale, parzialmente o completamente trasformati come farine, sementi e mangimi, per stabilire se siano OGM o meno. Per la serie: se li conosci li eviti.

    Spiega la FDG:

    In questo contesto, il software “Biosafety Scanner” ha l’obiettivo di supportare gli operatori nella programmazione e realizzazione delle attività di vigilanza e controllo degli OGM sul territorio italiano. I principali destinatari sono gli istituti di controllo e di tutela dell’ambiente, dell’igiene e della sicurezza alimentare, i ricercatori dei centri di ricerca pubblici e privati, le società di certificazione e le università. Ma il software si rivolge anche ad importatori di sementi e prodotti agroalimentari, alle associazioni ambientaliste, degli agricoltori e dei consumatori.

    Qui la spiegazione dettagliata del funzionamento del database. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Ministero per l’Ambiente.

    Foto | Flickr


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #58907
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Biosafety scanner: software contro gli OGM

    La Fondazione dei Diritti genetici ha presentato qualche giorno fa il Biosafety Scanner. E’ un software messo a punto da Francesco Pazzi che serve a conoscere la provenienza di prodotti di origine vegetale, parzialmente o completamente trasformati come farine, sementi e mangimi, per stabilire se siano OGM o meno. Per la serie: se li conosci li eviti.

    Spiega la FDG:

    In questo contesto, il software “Biosafety Scanner” ha l’obiettivo di supportare gli operatori nella programmazione e realizzazione delle attività di vigilanza e controllo degli OGM sul territorio italiano. I principali destinatari sono gli istituti di controllo e di tutela dell’ambiente, dell’igiene e della sicurezza alimentare, i ricercatori dei centri di ricerca pubblici e privati, le società di certificazione e le università. Ma il software si rivolge anche ad importatori di sementi e prodotti agroalimentari, alle associazioni ambientaliste, degli agricoltori e dei consumatori.

    Qui la spiegazione dettagliata del funzionamento del database. Il progetto è stato realizzato con il contributo del Ministero per l’Ambiente.

    http://www.ecoblog.it/post/11716/biosafety-scanner-software-contro-gli-ogm?utm_source=newsletter&utm_medium=mail&utm_campaign=Newsletter:+ecoblog/it+(ecoblog)


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #58908
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    I documenti esposti recentemente da Wikileaks rivelano che gli Stati Uniti hanno fatto pressione sui paesi europei perchè accettino i prodotti geneticamente modificati (OGM) per le colture. Sebbene il supporto del governo degli Stati Uniti per le aziende biotech non è una novità – i cablo rilasciati da Wikileaks rivelano alcuni dettagli interessanti sul ruolo della Spagna come un alleato chiave degli Stati Uniti per spingere sugli Ogm.
    http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2011/01/wikileaks-gli-americani-vogliono.html

    http://wikileaks.ch/cable/2007/12/07PARIS4723.html


    #58909
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1293992734=Richard]
    I documenti esposti recentemente da Wikileaks rivelano che gli Stati Uniti hanno fatto pressione sui paesi europei perchè accettino i prodotti geneticamente modificati (OGM) per le colture. Sebbene il supporto del governo degli Stati Uniti per le aziende biotech non è una novità – i cablo rilasciati da Wikileaks rivelano alcuni dettagli interessanti sul ruolo della Spagna come un alleato chiave degli Stati Uniti per spingere sugli Ogm.
    http://onaocn-finanzaetica.blogspot.com/2011/01/wikileaks-gli-americani-vogliono.html

    http://wikileaks.ch/cable/2007/12/07PARIS4723.html
    [/quote1293992734]
    Rich, così per curiosità, cose ne pensa Wilcock di Wikileaks?


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
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    #58910

    deg
    Partecipante

    La Corte Costituzionale tedesca riconferma gli avversi effetti degli Ogm

    Pronunciandosi sul ricorso presentato dal Land Sassonia-Anhalt contro la “Legge federale sull’ingegneria genetica”, la Corte costituzionale tedesca ha riaffermato la legittimità e costituzionalità delle misure in essa contenute.

    La Corte ha riconosciuto che l’ingegneria genetica comporta una modifica irreversibile delle strutture elementari della vita e che è difficile, se non impossibile, arginare la diffusione del materiale geneticamente modificato immesso nell’ambiente.

    Mancando ancora una conoscenza scientifica degli effetti a lungo termine dell’ingegneria genetica, è compito del legislatore preservare dai possibili effetti avversi delle colture gm i cittadini e l’ambiente, anche in virtù del vincolo di responsabilità che lega le generazioni attuali a quelle future.

    Resta in piedi, così, l’obbligo per chi contamina coltivazioni tradizionali o biologiche di risarcire i propri vicini, nonché quello di iscrivere le coltivazioni gm sperimentali in un registro di pubblico accesso che ne consenta il costante e trasparente monitoraggio.

    Fonte: Ufficio stampa Corte costituzionale
    http://www.ecplanet.com/node/2121


    #58911

    deg
    Partecipante

    Gli orrori tossici della soya OGM

    “Un diffuso inquinamento ambientale, una agricoltura avvelenata e contaminata; innumerevoli lesioni, deformità e morti tra gli esseri umani: questi e molti altri gli eventi orribili quale risultato dei raccolti OGM (geneticamente modificati) e della soya OGM in particolare.

    Un recente documentario inchiesta trasmesso alla televisione tedesca ha mostrato la massiccia distruzione causata dalla coltivazIone di soya OGM ed ha allertato i consumatori su come la catena del cibo sia più carica di materiali OGM di quanto si possa pensare.

    In Germania e in tutta l'Europa (EU), i prodotti alimentari che contengono OGM devo essere accuratamente etichettati. Di conseguenza sono pochi i prodotti OGM sugli scaffali, poichè una volta avvisati della loro presenza, i consumatori quasi all'unanimità li rifiutano. Ma ciò che molti non riescono a comprendere, sia in EU che in USA, è che il bestiame convenzionale è spesso nutrito di grano e soya OGM, che alla fine finisce comunque sugli scaffali dei negozi in forma di carne, latte e uova convenzionali.

    Il documentario tedesco però va oltre, mettendo il luce l'altro danno causato dalla soya OGM, inclusi molti casi di avvelenamento che sono avvenuti in aree dove quest'ultima è coltivata. Soprattutto in Sudamerica, da cui provengono la maggior parte dei 41 milioni di tonnellate annue di soya consumate in EU, alcuni residenti in aree OGM sono avvelenati, paralizzati se non uccisi al contatto con l'erbicida ROUNDUP della Monsanto, noto anche come glifosato nonchè da altre applicazioni usate nelle coltivazioni OGM.

    “Prima dell'avvelenamento, eravamo una famiglia felice,” dice una giovane ragazza, Sofia, che vive con la sua famiglia vicino ad un campo di soya OGM dove vengono fatte molte applicazioni di Roundup.
    “Avevamo le nostre piante e alberi da frutta, ma le abbiamo perse tutte, incluso il mio fratello.”
    Continua dicendo che suo figlio era nato con malformazioni e che i medici le hanno detto di non avere più figli nei prossimi dieci anni, perchè nascerebbero con malformazioni.

    Sofia però non è la sola. Ci sono numerosi casi di disturbi e di malformazioni alla nascita che sono state riportate in tutto il Sud America come un risultato della coltivazione OGM. Ed il problema sta solo peggiorando in modo esponenziale.

    Secondo le ricerche, la produzione di soya OGM è aumentata di 35 volte tra il 1996 e 2003 e tra queste date, l'uso del Roundup sono aumentate di un agghiacciante 5600 percento, poichè i contadini ogni anno devono applicare sempre maggiori quantità di erbicida per renderlo funzionante. In aggiunt al Roundup, ora devono applicare anche l'acido 2,4-diclorofenossiacetico (2,4-D) altamente tossico, che è noto per causare danni neurologici ed infiammazioni croniche.

    I test eseguiti sui glifosati hanno rivelato che tali sostenze chimiche inibiscono un adeguato sviluppo cerebrale, cosa che sembra spiegare perfettamente perchè Magui Arguello di Buenos Aires, Argentina, è nata con problemi mentali . Come molti altri in aree simili, che sono passati attraverso simili problemi, i genitori di Magui dicono che il tutto è da imputarsi all'uso delle tossine pericolose nell'agricoltura OGM.

    “Un diffuso inquinamento ambientale, una agricoltura avvelenata e contaminata; innumerevoli lesioni, deformità e morti tra gli esseri umani: questi e molti altri gli eventi orribili quale risultato dei raccolti OGM (geneticamente modificati) e della soya OGM in particolare.

    Un recente documentario inchiesta trasmesso alla televisione tedesca ha mostrato la massiccia distruzione causata dalla coltivazIone di soya OGM ed ha allertato i consumatori su come la catena del cibo sia più carica di materiali OGM di quanto si possa pensare.

    In Germania e in tutta l'Europa (EU), i prodotti alimentari che contengono OGM devo essere accuratamente etichettati. Di conseguenza sono pochi i prodotti OGM sugli scaffali, poichè una volta avvisati della loro presenza, i consumatori quasi all'unanimità li rifiutano. Ma ciò che molti non riescono a comprendere, sia in EU che in USA, è che il bestiame convenzionale è spesso nutrito di grano e soya OGM, che alla fine finisce comunque sugli scaffali dei negozi in forma di carne, latte e uova convenzionali.

    Il documentario tedesco però va oltre, mettendo il luce l'altro danno causato dalla soya OGM, inclusi molti casi di avvelenamento che sono avvenuti in aree dove quest'ultima è coltivata. Soprattutto in Sudamerica, da cui provengono la maggior parte dei 41 milioni di tonnellate annue di soya consumate in EU, alcuni residenti in aree OGM sono avvelenati, paralizzati se non uccisi al contatto con l'erbicida ROUNDUP della Monsanto, noto anche come glifosato nonchè da altre applicazioni usate nelle coltivazioni OGM.

    “Prima dell'avvelenamento, eravamo una famiglia felice,” dice una giovane ragazza, Sofia, che vive con la sua famiglia vicino ad un campo di soya OGM dove vengono fatte molte applicazioni di Roundup.
    “Avevamo le nostre piante e alberi da frutta, ma le abbiamo perse tutte, incluso il mio fratello.”
    Continua dicendo che suo figlio era nato con malformazioni e che i medici le hanno detto di non avere più figli nei prossimi dieci anni, perchè nascerebbero con malformazioni.

    Sofia però non è la sola. Ci sono numerosi casi di disturbi e di malformazioni alla nascita che sono state riportate in tutto il Sud America come un risultato della coltivazione OGM. Ed il problema sta solo peggiorando in modo esponenziale.

    Secondo le ricerche, la produzione di soya OGM è aumentata di 35 volte tra il 1996 e 2003 e tra queste date, l'uso del Roundup sono aumentate di un agghiacciante 5600 percento, poichè i contadini ogni anno devono applicare sempre maggiori quantità di erbicida per renderlo funzionante. In aggiunt al Roundup, ora devono applicare anche l'acido 2,4-diclorofenossiacetico (2,4-D) altamente tossico, che è noto per causare danni neurologici ed infiammazioni croniche.

    I test eseguiti sui glifosati hanno rivelato che tali sostenze chimiche inibiscono un adeguato sviluppo cerebrale, cosa che sembra spiegare perfettamente perchè Magui Arguello di Buenos Aires, Argentina, è nata con problemi mentali . Come molti altri in aree simili, che sono passati attraverso simili problemi, i genitori di Magui dicono che il tutto è da imputarsi all'uso delle tossine pericolose nell'agricoltura OGM.

    Il documentario porta alla luce la sporca realtà delle coltivazioni della soya OGM e il modo in cui il raccolto è “discretamente ” usato in tutta la catena alimentare. Persino in Europa, dove i consumatori respingono grandemente gli OGM, la soya OGM è tranquillamente usata per nutrire il bestiame in modo convenzionale. Poichè i prodotti alimentari che derivano da animali nutriti ad OGM tecnicamente non devono essere etichettati come tali (ossia contenenti OGM) , la più parte dei consumatori non ha idea che questi sono invece presenti”.

    Il documentario porta alla luce la sporca realtà delle coltivazioni della soya OGM e il modo in cui il raccolto è “discretamente ” usato in tutta la catena alimentare. Persino in Europa, dove i consumatori respingono grandemente gli OGM, la soya OGM è tranquillamente usata per nutrire il bestiame in modo convenzionale. Poichè i prodotti alimentari che derivano da animali nutriti ad OGM tecnicamente non devono essere etichettati come tali (ossia contenenti OGM) , la più parte dei consumatori non ha idea che questi sono invece presenti”.

    QUI tutto il video del documentario sulla soya OGM (in tedesco con sottotitoli in inglese):

    [youtube=]mqXId_-dTbw

    http://www.megachipdue.info/tematiche/beni-comuni/5753-gli-orrori-tossici-della-soya-ogm.html


    #58912

    Anonimo

    http://comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=9395

    GUERRA CHIMICA: GLI ORRIBILI DIFETTI ALLA NASCITA COLLEGATI AI PESTICIDI
    Postato il Giovedì, 24 novembre @ 12:00:00 CST di supervice

    PER I POMODORI

    DI BARRY ESTABROOK
    The Ecologist
    I “bambini di Immokalee” hanno riportato alla nascita gravi malformazioni a causa delle infezioni da pesticidi contratte dalle loro madri durante la raccolta dei pomodori. Barry Eastbrook ci parla del caso che ha scioccato gli Stati Uniti.

    Tower Cabins è un campo di lavoro costituito da una trentina di baracche e qualche roulotte in rovina, tenute insieme da un recinto di legno non verniciato a sud di Immokalee, nel cuore delle grandi piantagioni di pomodori della Florida sud-occidentale.

    La comunità di poveri braccianti immigrati è desolata nel migliore dei casi, ma poco prima del Natale di qualche anno fa avevano di che rallegrarsi. Tre donne, tutte vicine di casa, stavano per partorire a breve distanza l’una dall’altra, nel giro di sette settimane. Ma nella vita dei raccoglitori di pomodori è sottile il confine tra speranza e tragedia.

    Il primo bambino, figlio del 20enne Abraham Candelario e della moglie 19enne Francisca Herrera, arriva il 17 dicembre. Lo chiamano Carlos. Carlitos (come è soprannominato) nasce con una rarissima forma di “sindrome di tetra-amelia”, che gli provoca in breve la perdita sia delle braccia che delle gambe.

    Circa sei settimane più tardi, un paio di capanne più in là, Sostenes Maceda dà alla luce Jesus Navarrete. Il bambino soffre della sequenza di Pierre Robin, una disfunzione della mascella inferiore per cui la lingua tende continuamente a riversarsi all’interno della gola, rischiando di farlo morire soffocato. I genitori sono costretti a nutrirlo per mezzo di un tubo di plastica.

    Due giorni dopo la nascita di Jesus, Maria Meza mette al mondo Jorge. Ha un orecchio solo, niente naso, una palatoschisi, un unico rene, niente ano e nessun organo sessuale visibile. Solo dopo un esame dettagliato di quasi due ore, i dottori riescono a stabilire che Jorge è in effetti una femmina. I genitori le cambiano il nome in Violeta. Ma le malformazioni congenite sono così gravi che sopravvive soltanto tre giorni.
    Oltre al fatto di vivere nel raggio di cento metri l’una dall’altra, Herrera, Maceda, e Meza hanno un'altra cosa in comune. Lavorano tutte per la stessa compagnia, l’Ag-Mart Produce, e nello stesso sconfinato campo di pomodori. I consumatori conoscono Ag-Mart soprattutto per i suoi pomodori commercializzati con il nome Ugly-Ripe e i grappoli di Santa Sweets venduti in contenitori di plastica a forma di conchiglia, abbelliti con tre sorridenti e danzanti pupazzi-pomodoro di nome Tom, Matt e Otto. “I bambini amano fare merenda con le nostre sorprese”, dice lo slogan della compagnia.
    Dalle file di pomodori dove lavoravano le tre donne durante i mesi di gravidanza, non si godeva di una visione così confortevole. Un cartello all’entrata avvertiva che la piantagione era stata trattata durante la stagione della semina con almeno trentun tipi diversi di composti chimici, molti dei quali erano indicati come “altamente tossici” e almeno tre l’erbicida Metribuzin, il fungicida Mancozeb e l’insetticida Avermectin sono noti per i loro effetti nocivi “per lo sviluppo e la riproduzione”, secondo il Pestice Action Network. Sono teratogeni, ossia possono provocare malformazioni alla nascita.

    Violazioni della sicurezza
    Per l'utilizzo agricolo di questi veleni negli Stati Uniti, l'Environmental Protection Agency impone “intervalli d'accesso ristretto” (REI nel gergo dell'agricoltura chimica) tra il momento in cui i pesticidi vengono applicati e quello in cui è consentito ai lavoratori di accedere alla piantagione. In tutti e tre i casi, le donne hanno dichiarato di aver ricevuto ordine a procedere al raccolto in violazione della normativa REI.

    “Mentre lavoravamo alla piantagione, sentivamo distintamente l'odore degli agenti chimici”, ha raccontato Herrera, madre di Carlitos. Accertamenti successivi hanno dimostrato che Herrera lavorò in campi trattati di fresco con il mancozeb dai ventiquattro ai trentasei giorni dopo la concezione, la fase in cui il feto inizia a svilupparsi fisicamente e neurologiamente.

    Meza ricorda: “Mi è successo diverse volte al lavoro di respirare l'agente chimico una volta che si era seccato e polverizzato.” Nonostante la normativa imponga a chi maneggia simili pesticidi l'utilizzo di maschere protettive, guanti appositi, grembiuli di gomma e respiratori al vapore, le tre donne hanno dichiarato di non esser state avvertite dei rischi dell'esposizione agli agenti chimici. Non indossavano equipaggiamenti protettivi, a parte le bandane con cui si coprivano (inutilmente) la bocca per cercare di evitare l'inalazione.

    Herrera ha inoltre raccontato di essersi sentita male durante tutto il periodo in cui lavorò alla piantagione, di esser stata soggetta a attacchi di nausea, vomito, vertigini e a svenimenti. Occhi e naso le bruciavano per l'irritazione. Aveva sviluppato anche eruzioni cutanee e ferite aperte.

    Mollare il lavoro non era possibile. Herrera ricorda che il suo capo, un sub-appaltatore di Ag-Mart, le disse che se si fosse ritirata sarebbe stata cacciata a pedate dall'alloggio fornitole presso la piantagione. Ironia della sorte, l'imminente arrivo del primo figlio rendeva ancor più indispensabile per lei e il marito un tetto sopra la testa. Lavorò alla piantagione a partire dal concepimento fino al settimo mese di gravidanza, una manciata di settimane prima dell'arrivo prematuro di Carlitos. E anche dopo aver lasciato la piantagione, continuò a lavare a mano gli abiti contaminati di suo marito e del fratello, Epifanio.

    La malformazione alla mascella di Jesus si dimostrò meno pericolosa di quanto era sembrato all'inizio, e i dottori dissero alla madre che le condizioni del bambino sarebbero probabilmente migliorate con la crescita.
    I genitori di Violeta dovettero piangere la morte della bambina. Ma dopo la nascita di Carlitos, i problemi di Herrera e Candelario non fecero che aumentare. Si avvicinava la fine della stagione del raccolto invernale in Florida, e la famiglia sarebbe dovuto emigrare a nord per trovare lavoro. Ma Carlitos necessitava di cure mediche costanti che gli venivano fornite per mezzo di un'agenzia locale, la Children’s Medical Services della contea di Lee. Pur essendo cittadino americano per nascita, i suoi genitori erano messicani e privi di documenti. L'espulsione dal Paese era un rischio reale.

    Le cose peggiorarono ulteriormente quando a tre mesi di età il bambino sviluppò problemi respiratori. Periodicamente doveva essere trasportato in aereo da Immokalee al Miami Children's Hospital. Privi di automobile, Herrera e Candelario dovettero farsi accompagnare dagli operatori sociali da un capo all'altro dello Stato, in viaggi che potevano durare anche cinque ore e che erano possibili solo nei giorni in cui Candelario non veniva chiamato alla piantagione, dove era ancora costretto a lavorare per pagarsi l'affitto.

    Assistenza giuridica
    Uno degli operatori sociali giunto in aiuto dei genitori di Carlitos si rese conto delle insostenibili difficoltà che la famiglia stava affrontando. In cerca di assistenza legale, contattò un avvocato del posto e questi gli confidò che il caso era talmente complesso che avrebbe sarebbe stato un rompicapo per chiunque. Ma l'operatore aveva comunque un collega specializzato in lesioni personali, affidabilità dei prodotti e in cause per illeciti sanitari.

    Alzò la cornetta del telefono e digitò il numero di Andrew Yaffa, partner della Grossman Roth, con uffici a Miami, Fort Lauderdale, Boca Raton, Sarasota e Key West. Senza saperlo, Abraham Candelario, Francisca Herrera e Carlitos stavano per andare incontro a una prima cesura della lunga catena di sventure che avevano segnato sinora la loro esistenza. Chiunque sia stato coinvolto in incidenti d'auto, infortuni sul lavoro o danneggiato da un medico negligente non può fare scelta migliore che affidarsi alle cure di Andrew Yaffa.

    Quando lo incontrai, capii subito perché Yaffa è arrivato a essere un avvocato di grido. Il giorno del nostro appuntamento, era indaffarato fuori dalla sala di rappresentanza della sede della sua azienda a Boca Raton. “Vivo come fosse una scatola di Federal Express,” mi disse, “ho pratiche da sbrigare in tutti gli uffici della ditta.” Quel pomeriggio si era impossessato del tavolo dell'aula solitamente adibita alle conferenze. Faldoni e raccoglitori sparpagliati ovunque. Il computer portatile aperto. Un suo costoso cappotto buttato sullo schienale di una sedia e la cravatta sciolta. Ogni due minuti sul tavolo suonava un cellulare a cui lui dava un'occhiata veloce per poi rimetterlo a posto senza perdersi un solo squillo.

    All'epoca della nascita di Carlitos nel 2004, Yaffa aveva poco più di quarant'anni ed era già uno degli avvocati più quotati di tutto lo Stato. Si era aggiudicato sentenze da milioni e milioni di dollari in processi sostenuti di fronte ad alcuni fra i giudici più esigenti della Florida. Uno dei suoi avversari me lo descrisse in una e-mail come “un grande avvocato […] una persona di solidi principi […] integra […] associato di uno studio prestigioso […] creativo […] innovativo […] brillante […] eticamente ineccepibile.”

    Yaffa è di statura alta e ha un aspetto fotogenico che lo renderebbe perfetto per la parte da protagonista se qualcuno decidesse di girare una versione cinematografica delle sue crociate forensi. I suoi capelli corti, scuri, sono pettinati all'indietro e laccati a puntino. Il suo bell'aspetto è temperato da una franchezza tipica del Midwest. (In realtà è nativo della Virginia)
    Yaffa stabilì con me una confidenza immediata, parlando con voce calma e tono costante. Quando gli chiesi perché avesse accettato un caso così complicato come quello di Carlitos, mi lanciò un'occhiata come a un teste poco collaborativo e disse: “Con questo mestiere ne vedo di tutti i colori. Ma quando vedo un bambino o una famiglia che hanno subito un torto e sono in pericolo, non ho bisogno di molte altre motivazioni.”

    In principio, Yaffa aveva stentato a credere al racconto fattogli dal collega. Doveva vedere coi propri occhi e parlare con i genitori del bambino. Erano persone credibili? Una giuria avrebbe potuto fidarsi di loro? Avevano proprio bisogno del suo aiuto? Lasciato in garage il suo abituale mezzo di trasporto – una BMW nuova di zecca – per evitare di attirare l'attenzione, salì su un vecchio Chevy Suburban riservato alle uscite di pesca nei fine settimana e ai viaggi al mare con la famiglia, si allontanò dal suo ufficio di Miami, attraversò per chilometri le praterie disabitate degli Everglades fino alla cadente capanna a due stanze che i genitori di Carlitos dividevano, assieme al loro povero figlio, con altri sette lavoratori immigrati.
    Quando Yaffa bussò alla porta, si ritrovò davanti Herrera. Fu colpito dal fatto che quella minuta donna, dalla faccia tonda, era poco più che una bambina. Tutti gli altri inquilini della baracca erano fuori, a lavorare alla piantagione. Carlitos fu piazzato in un seggiolino per bambini. Brandelli di carne secca pendevano da un filo tirato da una parte all'altra del salotto e l'aria umida aveva un odore fetido e pungente. Le mosche erano ovunque. Quanto Carlitos iniziò a fare chiasso, Herrera lo prese (aveva appena sei mesi) e lo mise sul pavimento. Un cucciolo di cane che gli inquilini della baracca avevano adottato si mise ad abbaiare in giro, e il bambino lo osservava sorridente.

    “Né braccia né gambe”
    Il cucciolo guaiva, saltellava, e cominciò a mordicchiare Carlitos. Il bambino iniziò a gridare: non aveva possibilità di scacciare una mosca o di allontanare un cagnolino, andava incontro a una vita piena di bisogni. “I pesticidi si erano insinuati dentro di lei colpendo quel bambino e guarda un po', nasce senza braccia né gambe”, mi disse Yaffa.
    Parlando in spagnolo, l'avvocato tentò di cavare qualcosa da Herrera, che a sua volta lo parlava assai poco. Come per molti braccianti immigrati, la sua prima lingua e quella con cui si sentiva più a suo agio era un dialetto dei nativi indiani. Yaffa spiegò di essere stato contattato da un operatore sociale e di essere lì con un solo scopo: aiutarla. Le disse che il processo non sarebbe pesato sulle sue spalle. Come d'abitudine per gli avvocati nel suo campo, si sarebbe fatto carico lui di tutte le spese processuali e, come retribuzione, avrebbe avuto una percentuale dell'eventuale risarcimento.

    Quando Herrera finalmente fece con la testa un cenno d'assenso, Yaffa promise che avrebbe fatto tutto il possibile per aiutarla. Ma si trattava di un rompicapo persino per un avvocato di successo e d'esperienza come lui. Per via delle quasi infinite variabili – ereditarietà, esposizione ad agenti chimici su altri luoghi di lavoro, possibili abusi di fumo o di droga, fattori ambientali – dimostrare le connessioni tra esposizione a pesticidi e malformazioni fetali è notoriamente un'impresa ardua.

    Anziché adottare l'approccio convenzionale e cercare di identificare i veleni all'origine del danno, per citare la compagnia che lo aveva prodotto Yaffa decise di fare qualcosa che non aveva mai fatto. Avrebbe provato a ottenere un rimborso dalla fattoria dove Herrera lavorava. In sostanza, avrebbe chiamato in causa l'intero sistema di coltivazione moderno e la filosofia dei pesticidi su cui è basato.

    **********************************************
    Fonte: Chemical warfare: the horrific birth defects linked to tomato pesticides

    01.09.2011

    Traduzione per http://www.comedonchisciotte.org a cura di DAVIDE ILLARIETTI


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