onde elettromagnetiche

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  titostar 8 anni, 2 mesi fa.

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  • #133758

    titostar
    Partecipante

    Ciao ragazzi,volevo chiedere a qualcuno di voi se gentilmente saprebbe darmi informaziomi sui rischi per la salute all`esposizione di onde elettromagnetiche.
    Lavoro in una centrale di cogenerazione dove si producono all`incirca 10 000 kw , sono un po` preoccupato visto che sono costantemente soggetto a onde elettromagnetiche.
    Grazie mille a tutti.


    #133759
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ciao intanto, benvenuto Tito!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #133761

    deg
    Partecipante

    Le onde dei telefoni cellulari sono mortali. Finalmente lo hanno ammesso ufficialmente

    http://www.ecplanet.com/sites/ecplanet.com/files/u3/02561_onde_letali_telefonini.jpg

    Dopo molti anni di dibattito sui rischi per la salute derivanti dai telefoni cellulari, un recente rapporto finalmente fornisce delle risposte.

    Il rapporto completo è stato presentato di recente al Dipartimento di Telecomunicazioni dal Prof Girish Kumar del dipartimento IIT di Bombay di ingegneria elettrica. Kumar, che ha svolto approfondite ricerche sulle radiazioni del telefono cellulare e i suoi effetti, mette in guardia contro l'uso eccessivo dei telefoni cellulari perchè espone gli utenti ad un aumento del rischio di cancro, tumore al cervello e di molti altri rischi per la salute. Per i bambini la cosa è ancor più accentuata.

    I principali rischi per la salute derivanti dalle radiazioni dei telefoni cellulari e dai ripetitori sono i seguenti:

    – Un aumento del 400% del rischio di cancro al cervello tra gli adolescenti che usano per i telefoni cellulari. I bambini sono più vulnerabili alle radiazioni dei cellulari. Più piccolo è il bambino, tanto più profonda è la penetrazione della radiazione elettromagnetica perché il cranio dei bambini è più sottile.

    – Un eccessivo uso dei telefoni cellulari può provocare il cancro a chiunque. L'uso dei cellulari per più di 30 minuti al giorno per 10 anni aumenta il rischio di cancro al cervello e neuroma acustico.

    – La radiazione dei cellulari provoca danni irreversibili alla fertilità maschile. Gli studi hanno scoperto un conteggio inferiore del 30% nel liquido seminale degli utenti che fanno uso intensivo di telefoni cellulari.

    – Le frequenze utilizzate dai cellulari possono causare danni al DNA delle cellule del corpo. La radiazione provoca la formazione di 'formazioni di radicali liberi' all'interno delle cellule; tali radicali sono notoriamente cancerogeni.

    – Le frequenze dei cellulari interferiscono con il corretto funzionamento di altri dispositivi salvavita, inclusi gli impianti di pace-maker, e possono, quindi, provocare la morte improvvisa.

    – L’esposizione ai cellulari può scatenare la risposta allo stress nelle cellule umane e animali e provocare la produzione di proteine da stress. Questa è una prova sufficiente del fatto che l'organismo riconosce la radiazione dei telefoni cellulari come potenzialmente nociva.

    – I campi elettromagnetici generati dai telefoni cellulari e dalle cellule dei ripetitori debilita il sistema immunitario e stimola risposte allergiche \ infiammatorie, comprese eruzioni cutanee, piaghe, sensazione di oppressione e lesioni.

    – Le persone che utilizzano i telefoni cellulari per più di 30 minuti al giorno per più di quattro anni sono a rischio più elevato di perdita dell'udito. La radiazione dei telefonini può causare tinnito e danneggiare le cellule ciliate presenti nell'orecchio interno. Una volta danneggiate, queste cellule non possono più rigenerarsi.

    – L’uso frequente dei telefoni cellulari può danneggiare il sistema visivo in molti modi. Le frequenze dei cellulari (900, 1800 MHz e 2450 MHz), danneggiano le cellule epiteliali e aumentano la temperatura all'interno dell'occhio.

    – Le emissioni dei cellulari indeboliscono le ossa e possono causare un deficit dei livelli di melatonina, un antiossidante potenziatore del sistema immunitario.

    – Un aumento del rischio di tumore delle ghiandole salivari è legato all'uso dei telefoni cellulari.

    – L’esposizione ai campi elettromagnetici può causare disturbi del sonno e malattie neurodegenerative come l’Alzheimer e il morbo di Parkinson.

    – A causa del rumore elettromagnetico di fondo, le api e gli uccelli diventano disorientati e non possono tornare negli alveari e nei nidi. Ci sono effetti nocivi per animali, piante e l’ambiente.
    http://www.ecplanet.com/node/2446

    10 REGOLE PER L’USO CORRETTO DEL TELEFONINO
    http://www.ecplanet.com/sites/ecplanet.com/files/Le_10_regole_per_usare_bene_il_cellulare.pdf


    #133762
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    :tk:
    Grazie Deg cara


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #133760
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.bibliotecapleyades.net/archivos_pdf/implosion_grandattractor.pdf
    Implosions’ GrandAttractor

    http://www.lombardia.cisl.it/doc/626/documentazione/2006/campielettromagnetici.pdf
    Rischi da esposizione a campi elettromagnetici
    a bassa frequenza

    http://www.elettrosmog.rm.it/home.html
    ELETTROSMOG: LE SOLUZIONILe soluzioni: misurazioni elettromagnetiche, informazione, schermature da elettrosmog e risanamento,

    DIFESA DALL' INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO

    PROTEZIONE DA ONDE ELETTROMAGNETICHE

    CAMPI MAGNETICI e SALUTE
    (studi del prof. Levis)
    http://www.mednat.org/elettrosmog/CEM_salute_studi_levis.htm

    http://www.itispanella.it/elettrosmog/bassefreq.htm

    http://www.elettrosmogcontrol.com/main_sicurezzaelettro.htm

    Benvenuto :bay:


    #133763
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Elettrosmog, cosa dice la scienza in Italia

    Che correlazione c'è tra emissioni elettromagnetiche e disfunzioni biologiche? Qual è lo stato della ricerca scientifica? Quali gli strumenti legislativi? Se ne è parlato a un convegno organizzato da A.M.I.C.A.
    Roma – Si è svolto presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Marini a Roma il convegno dal titolo “Telefonia mobile, Wi-Fi e Wi-Max: un pericolo per la salute?”, organizzato dall'Associazione malattie da intossicazione cronica e/o ambientale (A.M.I.C.A.). Una giornata di confronto tra scienziati, avvocati, volontari ambientalisti e rappresentanti delle istituzioni per fare il punto sui rischi per la salute connessi ai dispositivi mobili e alle radiofrequenze. Una carrellata di interventi di spessore scientifico e giuridico dai quali sono emerse due conclusioni fondamentali: la necessità di continuare e incrementare gli studi indipendenti, l'urgenza che i soggetti politici affrontino seriamente e concretamente il problema.

    La prima sessione di interventi, volta a scandagliare le evidenze scientifiche sul rischio connesso all'esposizione ai campi elettromagnetici delle comunicazioni wireless, ha dato spazio alla presentazione di ricerche di carattere sperimentale ed epidemiologico condotte da scienziati italiani e internazionali.

    Fiorenzo Marinelli, ricercatore dell'Istituto di Genetica Molecolare presso il CNR di Bologna, ha illustrato i risultati degli studi in vitro e in ambiente per evidenziare l'interazione tra WiFi, radar e telefoni mobili con la vitalità cellulare. Gli esperimenti relativi alla rete wireless hanno mostrato che l'irradiamento del sistema cellulare ha provocato la diminuzione delle cellule vitali e l'aumento di quelle cancerose a partire da un'ora di esposizione. Gli effetti biologici documentati relativi alle radiofrequenze e alle microonde hanno segnalato danni al DNA, ai cromosomi, produzione di radicali liberi, l'alterazione dei neurotrasmettitori, invecchiamento precoce, perdita di memoria e la comparsa di alcune allergie. L'indagine epidemiologica condotta nel comune di Potenza Apicena (originata dalla presenza di un'epidemiologia misconosciuta che colpiva le persone esposte a onde elettromagnetiche) ha dimostrato, evidenzia Marinelli, che l'esposizione a radar produce la devitalizzazione cellulare dopo 24-48 ore. Il ricercatore, tuttavia, ha altresì espresso l'esigenza di compiere studi più approfonditi allo scopo di osservare il nesso di causalità tra esposizione e malattie rilevate (tumore al seno, alla tiroide, autismo, leucemie ecc). Secondo Marinelli, inoltre, il Tasso di assorbimento specifico o SAR, vale a dire il sistema di misurazione utilizzato per calcolare la percentuale di energia elettromagnetica assorbita dal corpo umano in condizioni di esposizione a un campo elettromagnetico a radiofrequenza, risulta di “un'approssimazione estrema”.

    Dal canto suo Settimio Grimaldi, del CNR di Roma, si è impegnato a dimostrare e spiegare le basi teoriche e biologiche del danno da esposizione ai campi elettromagnetici. Secondo il biofisico, gli effetti provocati da questi ultimi sono di tipo biologico oltre che termico; in particolare, si rendono rilevanti le conseguenze nocive sul sistema nervoso centrale, le cui proteine, rese mal funzionanti, si legano al sopraggiungere di patologie quali demenza senile e schizofrenia.

    La dottoressa Valeria Pacifico, dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata, ha invece analizzato lo stress ossidativo in relazione alle radiazioni non ossidanti. Monitorando un campione di 541 pazienti elettrosensibili, è stato evidenziato che, a oggi, non sono ancora stati identificati i marcatori utili a definire criteri diagnostici, quindi le linee terapeutiche volte alla cura delle disfunzioni. Al momento è soltanto ipotizzato che la vicinanza e l'utilizzo di videoterminali, cellulari, telefoni cordless e altri apparecchi elettromagnetici siano la causa delle disfunzioni a livello chimico e metabolico rilevate. Il paziente, dunque, non ha altra scelta che eliminare ciò che considera essere il fattore scatenante dei propri malesseri, con un peggioramento evidente della qualità di vita.

    Una dei richiami più interessanti e incalzanti della giornata è arrivato dal dottor Ernesto Burgio, presidente dell'Associazione Internazionale Medici per l'Ambiente (ISDE), il quale ha espresso a gran voce la necessità di elaborare modelli biologici, genetici ed epigenetici invece che fisici per lo studio dell'elettrosensibilità, poiché il modello lineare elaborato dai fisici non ha attinenza alcuna con gli studi epidemiologici. In questo modo, sostiene Burgio, da Hiroshima a Chernobyl sarebbero rivalutati in maniera critica i numeri dei contaminati, calcolati, secondo Burgio, in modo “astratto” e “fuorviante”. Entrando nel merito dello studio presentato, è stato mostrato come i danni delle radiazioni ionizzanti non si evidenziano immediatamente nel soggetto esposto, ma addirittura nei soggetti di seconda e terza generazione: ciò è indice, secondo Burgio, della necessità di modificare le linee di studio passando dal paradigma fisico a quello epigenetico.

    In questo solco si colloca anche la durissima critica rivolta al mega studio Interphone, considerato da alcuni scienziati italiani fuorviante per la scelta dei fattori di rischio. Un apprezzamento, invece, per l'ultima azione della IARC che ha inserito i campi elettromagnetici nella categoria 2B ossia “potenzialmente cancerogeno per gli individui”, con l'auspicio, espresso dai medici presenti, che possa presto essere considerato anche il gruppo 2A.

    La plausibilità tra l'esposizione alle radiazioni elettromagnetiche e l'alterazione del genoma è stata indagata da Morando Soffritti, direttore scientifico dell'Istituto Ramazzini di Bologna, il quale ha presentato i primi risultati di un grande progetto sperimentale condotto su oltre 18mila ratti e dal quale emerge che l'esposizione a bassa dose di radiazioni gamma procuri un aumento significativo dell'incidenza di tumori mammari sui topi femmina. Inoltre, sostiene Soffritti, i limiti di esposizione al campo magnetico della corrente elettrica nell'ambiente di lavoro stabiliti dall'ICNIRP devono essere rivisti.

    Il panel della mattina ha ospitato come ultimo intervento il professor Olle Johansson (dell'Unità di Dermatologia Sperimentale del Karolinksa Institute in Svezia, e membro del Royal Institute of Technology di Stoccolma), considerato uno dei “campioni” della lotta all'elettrosensibilità. Johansson ha ripercorso le tappe mediche e politiche percorse verso l'adozione del principio di precauzione sancito dalla Comunità Europea e in base al quale si chiede, in particolare, di adottare un quadro di linee guida per limitare l'utilizzo di cellulari e cordless da parte dei bambini e dei gruppi vulnerabili. Johansson ha anche polemizzato con i criteri di selezione degli esperti all'interno di organismi di massima rilevanza internazionale come l'OMS, i quali, afferma il medico svedese, spesso si avvalgono di consulenti collusi con le telco.

    La sessione del pomeriggio ha ospitato il confronto tra legali e rappresentanti delle istituzioni in merito agli aspetti normativi della tutela dai campi elettromagnetici. Il quadro disegnato non è stato per nulla confortante: alla sostanziale carenza e inadeguatezza della normativa vigente si aggiunge anche una sorta di crisi del diritto penale in toto, alle prese con l'intricato problema dell'accertamento causale del danno e, conseguentemente, con l'emissione del giudizio di colpevolezza.

    A Lorenzo Lomabrdi, responsabile della Sezione Inquinamento Acustico ed Elettromagnetico del Ministero dell'Ambiente, è spettato il compito di illustrare il contento della legge 26 del 2001 volta alla tutela degli effetti dell'esposizione agli impianti radioelettrici e alla telefonia mobile. Pur prevedendo anche degli obiettivi di qualità, si tratta di una legge quadro “monca”, almeno secondo l'avvocato Matteo Ceruti, il quale non ha esitato a definire come “allarmante” lo stato delle cose. La legge quadro, infatti, risulta essere secondo l'amministrativista un provvedimento inattuato nei suoi passaggi fondamentali per la clamorosa assenza dei decreti attuativi. Oltre che per non poter irrogare le sanzioni in mancanza dell'indicazione di un'autorità preposta, la legge si presenta fallimentare per quattro motivi fondamentali: la mancata attuazione di molte sue parti, i problemi intrinseci in essa rilevati, il depotenziamento, talvolta rovesciamento dei principi e, infine, l'applicazione giurisprudenziale largamente insufficiente. A questo si aggiunge, secondo Ceruti, la mancanza dell'aggiornamento scientifico previsto dalla stessa legge.

    Citando il caso di Radio Vaticana, Maria Cristina Tabano (avvocato del Codacons) prima e Nicola Bramante (penalista) dopo hanno messo in chiara luce un punto fondamentale che attiene al nesso di causalità tra danno e colpa. Data la significativa mancanza di certezze scientifiche in merito, i due legali hanno citato alcune sentenze della Corte di Cassazione secondo cui, perché possano essere determinati danno e colpevolezza sono sufficienti le leggi statistiche, anche con coefficiente medio-basso, purchè siano in grado di spiegare l'evento specifico.

    Tale interpretazione riguarda un problema rilevante: è possibile affermare, oltre ogni ragionevole dubbio, che certi eventi lesivi (addirittura omicidi colposi) siano ricollegabili all'elettrosmog? Come evidenziato anche dagli interventi degli esponenti del mondo della medicina, una correlazione esatta non potrà mai essere verificata. In questo senso, dunque, il massimo grado della giustizia italiana non richiede la certezza assoluta, ma una conoscenza probabilistica che, insieme alle circostanze del caso concreto, possa dimostrare l'evento.

    Cristina Sciannamblo
    http://punto-informatico.it/3190276/PI/News/elettrosmog-cosa-dice-scienza-italia.aspx


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #133764
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    praticamente siamo fritti


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