origini e significato del carnevale

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 9 anni, 8 mesi fa.

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    Articoli
  • #121517

    ezechiele
    Partecipante

    IL SIGNIFICATO ESOTERICO DEL CARNEVALE

    “Semel in anno licet insanire”: una volta all'anno è lecito impazzire,
    questo antico detto rappresenta lo spirito del Carnevale, il
    rovesciamento dell'ordine per un breve periodo, che risale alle
    tradizioni dei saturnalia latini e dei culti dionisiaci con cui si
    salutava il passaggio dall'inverno alla primavera. Il Carnevale è una
    festa che ha inizio il 17 gennaio e termina il martedì che precede il
    mercoledì delle Ceneri, inizio della Quaresima. La parola stessa,
    secondo una delle etimologie più diffuse, deriva dal latino carnis
    laxatio, evolutosi nell'italiano antico “Carnasciale”, con il
    significato di “abbandono della carne”. Caratteristiche delle
    rappresentazioni simboliche erano le maschere, che sono rimaste nella
    storia del Carnevale. La pratica del travestimento risale al
    Paleolitico, quando, in occasione dei riti magici, gli stregoni si
    adornavano di piume e sonagli e si coprivano il volto con maschere
    dipinte dall'aspetto terrificante per scacciare gli spiriti maligni. In, Al passaggio delle stagioni erano legati anche i
    Saturnalia, le feste sacre a Saturno, che si celebravano in marzo e
    dicembre per sette giorni, durante i quali gli schiavi diventavano
    padroni e viceversa, mentre un “Re della Festa”, eletto dal popolo, si
    occupava dei giochi nelle piazze e degli spettacoli dei gladiatori. Il
    tema del rovesciamento è rimasto nello spirito del Carnevale, periodo
    in cui apparentemente tutto era lecito, che consentiva, in realtà, di
    circoscrivere in un tempo prestabilito e limitato la libertà di
    abbandonarsi agli eccessi e di dare agli umili l'illusione di essere
    simili ai potenti, un modo per alleggerire le tensioni e mantenere il
    consenso..
    La partecipazione al rito,
    di carattere religioso-liturgico, era vivamente sentita ed ognuno,la riteneva necessaria per la
    propria sussistenza scongiurando così ogni tipo di carestia
    ., in modo che la natura offesa dalle
    malefatte si fosse placata e non avesse abbandonati gli uomini. Ma non bastava
    la sola esecuzione del rito: la distruzione del male aveva bisogno di
    un “capro espiatorio”,, su cui fare ricadere tutte le colpe che sarebbero
    state cancellate soltanto dall'olocausto del “capro” prescelto. Il
    sacrificio avrebbe purgato la società di ogni male, ma esso, però, non
    doveva essere accompagnato da pianto o da strazianti dolori, ma di
    infinito gaudio perché quella morte era la salvezza futura della
    collettività e di ogni singolo uomo. E' per questo che la morte del
    Carnevale “non ha carattere tragico”: sia la morte e sia il dramma che
    da essa nasce sono uniti nello stesso rito, ma con forma la più
    tragicomica possibile Le stesse fiamme che si sprigionano dal fantoccio che
    brucia ha carattere profilattico, di prevenzione dei malanni,
    attraverso l'opera distruttrice del fuoco. I salti,
    le danze, i balli, le musiche preparano lo spirito alle maggiori gioie,
    sapendo che calcando la terra si richiama questa a fruttificare con
    abbondanza ed allora più in alto si salta, maggiore è la richiesta alla
    terra di essere generosa. Le burle, gli scherzi e le satire hanno lo
    scopo di giungere alla maggiore liberalità, sino alla follia, allo
    scioglimento dei freni inibitori che avevano mantenuto l'uomo sino
    allora nei binari della correttezza e della morale.

    Il Carnevale Esoterico

    Una volta veniva definito
    carnevale solo il martedì grasso, veniva dalla parola “levare la carne”
    perché il giorno dopo era il mercoledì delle “ceneri” quindi si entrava
    nella quaresima e nell'astinenza dalla carne, per questo il martedì
    grasso veniva detto il carnevale, il giorno dopo il quale cominciava la
    penitenza, il digiuno. Nel Natale andiamo a lavorare sulla
    nostra natura superiore, nel Carnevale diamo spazio alla nostra natura
    inferiore e questo visto dal punto di vista esoterico, non è qualcosa
    di banale, è comunque un entrare in un meccanismo in cui c'è la discesa
    agli inferi, cioè c'è questa attenzione forte, imponente nei confronti
    di quello che è il divertimento, il lasciarsi andare, è chiaro che
    quello che vi sto dicendo lo vediamo nei suoi simboli e nei suoi
    significati, nella realtà non è così, magari tranne in quei momenti in
    cui ci si lascia andare un po' di più che sono giovedì e martedì
    grasso, originariamente aveva il significato di entrare in contatto con la
    parte oscura di noi, per prepararci al periodo della Quaresima, del
    cosiddetto “pentimento”. Una volta che siamo entrati in contatto con la
    nostra natura inferiore, entriamo in quel periodo di purificazione che
    prelude alla resurrezione. Discesa agli inferi e resurrezione, questo è
    un meccanismo attraverso il quale noi ci muoviamo nella nostra vita,
    cioè entrare nel profondo di noi stessi dove troviamo anche l'inferno,
    però con la certezza che questo è un viaggio che noi stiamo facendo, un
    viaggio importante ma non è lì che dobbiamo rimanere, è proprio il
    fatto di rendersi conto che esistono certe realtà dentro di noi, che la
    nostra natura è fatta di molti aspetti, la capacità di andare a
    controllare, a gestire anche questi aspetti di noi
    c'è il periodo della purificazione, cioè il periodo del
    considerare quello che abbiamo visto, vissuto, sperimentato in una
    certa parte di noi per poi trasformarlo. Questa è la grande alchimia,
    l'immondizia che attraverso il fuoco diventa energia, noi possiamo
    bruciare del materiale di scarto, attraverso il fuoco che
    simbolicamente rappresenta lo spirito tirarne fuori l'energia per farne
    altre cose, trasformare i metalli in oro, trasformare quello che non
    vale in ciò che vale attraverso la forza dello spirito.

    Il Carnevale Miti e Simboli

    L'irriducibile essenza del carnevale quale rivelazione degli aspetti
    più autentici dell'anima individuale riemerge costantemente al di là di
    ogni tentativo di inglobarlo in ritualità che non lo riguardano. Il
    carnevale ha mantenuto parte della propria struttura originaria ed il
    suo significato psichico, legato alla maschera, al viaggio sulle acque
    ed alla manifestazione gioiosa, ponendosi così come evento indipendente
    riguardo ai riti delle culture dominanti. E' questa sua intatta
    funzione originaria di ricongiungimento con le proprie radici psichiche
    individuali che fa del carnevale una festa ed una ricorrenza diversa da
    tutte le altre. Assegnando ai singoli partecipanti la piena
    responsabilità individuale dell'attribuirsi un destino già noto,
    appunto la “maschera”, il carnevale rende ogni membro della festa più
    consapevole del ciclo vita-morte e delle periodiche metamorfosi della
    natura. Il clima della festa del carnevale è pervaso da un fervore
    visionario, quasi si fosse in attesa di un sortilegio o di un
    cambiamento stupefacente. C'è una grande aspettativa, una tensione
    verso l'ineffabile, gioia e senso di liberazione.
    TRALASCIANDO quella visione che previlegia
    l'ascolto e l'accoglienza. Sono infatti queste le componenti
    significative dell'originaria cerimonia del carnevale. Nella sua storia
    incontriamo una divinità monoteistica femminile, regina ed essenza
    dell'universo, volta al soccorso ed alla compassione. Noi siamo
    abituati a ritenere positiva e giusta la figura di un maschio dominante
    e vincente, la cui sublimazione avviene, eventualmente, con lo sviluppo
    della logica e delle facoltà dello spirito. Il nostro moderno modo di
    pensare non previlegia certo la passività, la ricezione dell'altro da
    sé, come atteggiamenti da incoraggiare e diffondere. L'amore, anche se
    ne parliamo spesso, gode all'interno della nostra cultura di un certo
    discredito; . Parlare delle
    origini del carnevale vuol dire invece incontrare il Principio
    femminile che deriva il proprio potere dal possesso della calma
    dell'anima, dall'atteggiamento ricettivo e passivo, vuol dire
    incontrare Iside.

    fonte:
    http://forum.premashanti.org/draghi-fiabe-e-creature-magiche-f17/le-origini-e-il-significato-del-carnevale-t251.htm


    #121519
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Eze non ho letto ma non mi è mai piaciuto il carnevale….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #121520

    ezechiele
    Partecipante

    mi stavo appunto chiedendo come avessi fatto a leggere in cosi poco tempo…. :hehe:


    #121521
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1235247162=ezechiele]
    mi stavo appunto chiedendo come avessi fatto a leggere in cosi poco tempo…. :hehe:

    [/quote1235247162]

    stavo seguendo il topic su giove…
    non ho capito anccora nulla…
    dovremmo dormire….magari….


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #121522

    ezechiele
    Partecipante

    :hehe:

    … io sto vagando come uno scemo cercando un post letto oggi di corsa che non riesco a ritrovare…


    #121518

    my
    Partecipante

    non pensavo che dietro a questa festa ci fosse tutta questa storia, grazie ezechiele!


    #121523
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    anche per me è stata una scoperta…
    non sapevo niente di questa festa….
    comunque siamo proprio umani….prima di cominciare a digiunare per ripulirsi dobbiamo darci a pazze gioie…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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