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Questo argomento contiene 22 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  ezechiele 9 anni, 7 mesi fa.

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  • #113193

    ezechiele
    Partecipante

    non so per voi,

    per me e' sempre stata una domanda chiave:

    ORO… perche proprio l'oro?

    quali sono le caratteristiche che rendono questo metallo tanto prezioso?

    il petrolio, la corrente, l'acqua, sono fonti di energia ESPLICITE

    l'oro….

    interessante l'ipotesi che vede questo metallo in sospensione nell'atmosfera dei nostri colonizzatori ma forse c'e' qualche spiega piu' semplice…


    #113195

    altair
    Partecipante

    E' facile, Wikipedia è nostra amica. :hihi:

    http://it.wikipedia.org/wiki/Oro


    #113196

    deg
    Partecipante

    L'oro si lavora facilmente…… Potrebbe essere una delle risposta!


    #113197

    altair
    Partecipante

    Ha molte altre caratteristiche che lo hanno reso il metallo più apprezzato in tutto il mondo.


    #113198

    deg
    Partecipante

    [quote1225927470=altair]
    Ha molte altre caratteristiche che lo hanno reso il metallo più apprezzato in tutto il mondo.
    [/quote1225927470]

    Si, Altair, scusa, non avevo letto Wiki!! :hihi:
    Però la sua malleabilità l'ha reso sicuramente prezioso per gli antichi che possedevano (forse) meno tecnologia.


    #113199

    ezechiele
    Partecipante

    ne ha un fracco di caratteristiche… pregevoli,

    tuttavia non ne vedo una che l'abbia reso TANTO ma tanto, tanto tanto importante fino a poco tempo fa…..

    ora che il corso legale del denaro e' slegato dalla riserva aurea questo discorso ha implicazioni solo come insegnamento…..

    ma se ci penso… alle miniere, alla vittime…..

    la scienza moderna e' relativamente recente, l'uso dell'oro come moneta…..

    da wikipedia

    Il prezzo dell'oro è fissato dai mercati, tuttavia dal 1919 la borsa di Londra stabilisce due volte al giorno un prezzo di riferimento (il cosiddetto fixing dell'oro). I cinque mercanti più grandi del mondo per lo scambio di oro fisico sono: Johnson Matthey, Mocatta & Goldsmith, Samuel Montagu, Rothschild e Sharps Pixley.
    Storicamente l'oro è stato impiegato per supportare le valute in un sistema economico basato sul gold standard, in cui il valore di ogni valuta è stabilito equivalente ad una certa quantità di oro. Come parte di questo sistema, i governi e le banche centrali tentarono di controllare il prezzo dell'oro fissandone le parità con le valute. Per un lungo periodo gli Stati Uniti fissarono il prezzo dell'oro a 20,67 $/oncia (0,66456 $/g) che poi elevarono a 35 $/oncia (oncia troy,che corrisponde a circa il dieci per cento più dell'oncia inglese) (1,12527 $/g) nel 1934. Nel 1961 mantenere questo prezzo era diventata un'impresa difficile; le banche centrali statunitense ed europee iniziarono a coordinare le loro azioni per mantenere il prezzo stabile contro le forze di mercato.
    Il 17 marzo 1968 le circostanze economiche causarono il fallimento di questi sforzi congiunti; venne introdotto un doppio regime che fissava il prezzo dell'oro a 35 $/oncia per le transazioni valutarie internazionali, lasciandolo però libero di fluttuare per quanto concerneva gli scambi tra privati. Questo doppio regime fu abbandonato nel 1971, quando il prezzo dell'oro fu lasciato libero di variare in accordo alle leggi di mercato. Le banche centrali possiedono ancora oggi riserve auree a garanzia del valore delle proprie valute, anche se il volume globale di queste riserve è andato via via calando (causa la progressiva coniazione di moneta in assenza di controvalore aureo o di qualunque altro metallo).
    Dal 1968 il prezzo dell'oro sui mercati ha subito ampie oscillazioni, con un record massimo di 1.030,00 $/oncia (33,10 $/g) l' 18 marzo 2008 (al Comex di New York) ed un minimo di 252,90 $/oncia (8,131 $/g) il 21 giugno 1999 (fixing di Londra). Il prezzo è salito a 420 $/oncia (13,503 $/g) nel 2004 a causa della svalutazione del dollaro statunitense; il prezzo dell'oro in altre valute – ad esempio l'euro – ha subito nello stesso periodo un aumento inferiore, comunque consistente, al 10% dalla quota di 330 €/oncia (10,6 €/g). La massa di dollari attualmente circolante esclude la possibilità di un ritorno a livello internazionale a un sistema valutario di cambi fissi e la continua creazione di massa monetaria da parte delle banche centrali, e in particolare della Riserva Federale americana, rende estremamente probabile un ulteriore aumento del valore dell'oro; dato che per la prima volta i grandi acquirenti del metallo giallo non sono solo gli Occidentali e gli Arabi ma tutti i popoli coinvolti nella globalizzazione dell'economia, ci si può attendere un rialzo di proporzioni mai viste, non appena ci si renderà conto che il dollaro è destinato a crollare per evitare che a crollare sia l'economia tutt'intera: a quel punto, con l'oro ben oltre i $ 1000 l'oncia, si sarà conclusa, in un'ondata imponente di speculazione, la grande rivalutazione.


    #113200

    Mr.Rouge
    Partecipante

    L'oro il metallo più malleabile in natura, conduce molto bene il calore e l'elettricità e non viene alterato dall'aria e dalla maggior parte dei reagenti. viene usato in Crisoterapia. L'oro, come e più del giallo, viene associato al colore del Sole (simbolo di vita e di divinità creatrice) e per empatia e risonanza con esso si ritiene che infonda energia e vigore a livello fisico e che trasmetta saggezza e conoscenza a chi lo possiede. Probabilmente un misto di tutte queste cose ha portato l'oro al rango attuale, poi a coniare le monete e poi a stampare banconote con la sua garanzia. :lente: :lente:


    #113201

    mudilas
    Partecipante

    semore da wikipedia

    Storia
    L'oro (in sanscrito jval, in greco χρυσος (khrusos), in latino aurum cioè “alba scintillante”, in antico anglosassone gold e geld, in cinese 金 (jīn), in arabo dhahab ( ذهب ), in egizio nwb\nub\nebu ( da cui Nubia), è noto e molto apprezzato dagli uomini fin dalla preistoria. È possibile che sia stato il primo metallo mai usato dall'uomo, anche prima del rame, per ornamenti, gioielli e rituali. L'oro viene descritto in geroglifici egiziani del XIV secolo a.C., in cui il re Tushratta di Mitanni dichiarava che fosse “comune come la polvere” in Egitto. L'Egitto e la Nubia avevano infatti risorse tali da renderli i maggiori produttori d'oro per la maggior parte della storia antica.

    L'oro è anche menzionato molte volte nell'Antico Testamento. La parte sudorientale del Mar Nero è famosa per le sue miniere d'oro, sfruttate fin dai tempi di Mida: questo oro fu fondamentale per l'inizio di quella che fu probabilmente la prima emissione di monete metalliche in Lidia, fra il 643 a.C. e il 630 a.C.

    Secondo il Vangelo secondo Matteo, l'oro fu uno dei doni portati dai Re Magi al Bambino Gesù. Secondo la tradizione simboleggia la regalità di Cristo.

    Le prime monete d’oro vennero coniate dal re Creso, sovrano della Lidia, nell’Asia Minore occidentale, dal 560 al 546 a.C., la cui ricchezza proveniva dall’oro delle miniere e della sabbia del fiume Pactolus.

    Il materiale principale dell'alchimia era il mercurio per le particolari proprietà di questo elemento, l'unico che si presenta in natura allo stato liquido. In effetti gli elementi sono in corrispondenza biunivoca, ossia individuati dal loro numero atomico che per il mercurio è 80, mentre per l'oro è 79. I metalli hanno una duttilità e altre proprietà simili che la chimica ha confermato poi a livello microscopico (un solo protone di differenza). La vicinanza dei numeri atomici ha fatto pensare anche a scienziati del '900 di ricavare oro bombardando provette di mercurio con radiazioni nel tentativo di disgregarne alcuni nuclei e di arricchirne altri con qualche neutrone, e di dimostrare l'interconvertibilità degli elementi chimici.

    L'esplorazione europea delle Americhe fu spinta in non piccola parte dai resoconti dei primi esploratori che narravano della gran quantità di monili d'oro indossati dalle popolazioni native, soprattutto in America Centrale, Perù e Colombia.

    L'oro è stato a lungo considerato uno dei metalli più preziosi, e il suo valore è stato usato come base per le valute di molti stati (sistema noto come il Gold standard) in vari periodi storici. L'oro è inoltre simbolo di purezza, valore, lealtà, e particolari ruoli che combinano queste qualità.

    Anche se dal punto di vista geologico l'oro nell'antichità era relativamente facile da ottenere, il 75% di tutto l'oro mai prodotto è stato estratto dopo il 1910: [1]. Si stima che se tutto l'oro raffinato del mondo venisse messo insieme in un solo pezzo, formerebbe un cubo di 20 metri (66 piedi) di lato. A causa del suo alto valore, gran parte dell'oro estratto nel corso della storia è tuttora in circolazione, in qualche forma.

    Lo scopo principale degli alchimisti era di produrre l'oro da altre sostanze, come il piombo – presumibilmente tramite una mitica sostanza chiamata pietra filosofale. Sebbene non abbiano avuto successo nei loro intenti, l'alchimia promosse un interesse nella trasformazione delle sostanze che pose le basi per lo sviluppo della chimica moderna. Il simbolo alchemico per l'oro era un cerchio con un punto nel centro, che è anche il simbolo astrologico, il simbolo geroglifico e l'ideogramma cinese per indicare il sole (日). Per quanto riguarda i tentativi moderni di ottenere artificialmente l'oro si ha Stefano H. Emmens con l'argentaurum.


    #113202

    mudilas
    Partecipante

    (8) L'ORO ALCHEMICO
    L'idea della trasmutazione naturale di un minerale in oro, una sostanza incorruttibile e immutevole, implica la nozione di esaurimento del tempo. Riproducendo quel ciclo attraverso i “tempi del fuoco”, l'alchimista raggiunge il medesimo stadio. La sostanza che prepara attraverso la sua opera ha le stesse proprietà dell'oro, e viene infatti solitamente definita “oro” nei testi quali che siano gli ingredienti da cui si ottiene.

    Come si vede, l'alchimia agisce sul tempo in due modi opposti nelle forme ma identici nella sostanza. Da una parte, all'interno del crogiolo vengono ripercorse all'indietro le fasi del processo cosmogonico. Dall'altra, i “tempi del fuoco” portano il tempo al suo esaurimento. L'elisir che si condensa nel crogiolo è materia pura, vista nel primo caso così come è prima della corruzione prodotta dal tempo, e nel secondo caso così come è quando il tempo è annullato e la materia riassume la sua qualità originaria, simboleggiata dall'oro. Abbiamo già visto il significato simbolico e rituale del crogiolo, e quello del fango, che permette di risalire al suo interno sino alle prime fasi della cosmogonia. Dobbiamo adesso osservare quali sono le proprietà dell'elisir dal punto di vista dell'accelerazione del tempo e della sua portata a termine. Per far questo è necessario richiamarci a una terza concezione cinese della cosmogonia.

    Secondo questo terzo schema cosmogonico, il cosmo si genera spontaneamente dal Soffio Primordiale (yuanqi), che corrisponde al Puro Yang (chunyang), ovvero l'Uno prima della separazione nei due principi complementari. Il Soffio Primordiale si espande con un movimento spesso paragonato alla rotazione dell'Orsa Maggiore intorno al proprio asse. Durante questo processo, il Puro Yang si divide nei due principi complementari, lo yin e lo yang. Quando lo yin e lo yang si riuniscono viene generato il cosmo manifesto. (In una delle rappresentazioni che abbiamo esaminato prima la riunione di yin e yang è descritta come unione del Cielo e della Terra.)

    In questo schema, il Soffio Primordiale è uno dei tre modi del Principio, ed è più esattamente la forza che determina e governa la manifestazione del Principio nel cosmo. Gli altri due modi del Principio — lo Spirito Primordiale (yuanshen) e l'Essenza Primordiale (yuanjing) — agiscono da fondamento rispettivamente per la manifestazione non-materiale (ad esempio, il pensiero) e per la manifestazione materiale. Un aspetto centrale di questo processo è che durante il suo svolgimento lo yin e lo yang originari vengono racchiusi in entità di segno opposto. Negli esseri umani, ad esempio, lo Spirito Primordiale (yin) si trova racchiuso nella mente/cuore (yang), e l'Essenza Primordiale (yang) si trova racchiusa nelle reni (yin).

    Una volta prodotto, il cosmo è soggetto all'azione corruttrice del tempo. Ciò nonostante, il cosmo e ciascuna entità al suo interno continuano a conservare una “particella” (dian) del Soffio Primordiale, o Puro Yang, nello stato in cui esso è prima della cosmogonia. Per rappresentare questa “particella” si usa, tra l'altro, la linea yang o intera del Libro dei Mutamenti. Anch'essa, ovviamente, si adatta alle leggi del tempo e dello spazio, che è soltanto un altro modo per dire che le leggi del tempo e dello spazio sono una delle forme che il Principio assume quando si manifesta nel cosmo. I dodici esagrammi sovrani servono dunque non soltanto a determinare l'intensità del fuoco, ma prima ancora a rappresentare, con la salita e la discesa della linea yang, la presenza del dao nel cosmo e nei suoi cicli temporali.

    Attraverso il rituale alchemico, l'alchimista fa sì che le essenze degli ingredienti assumano le stesse proprietà, pure e incorruttibili, del Principio o dello Yang Puro. L'elisir non è altro che una rappresentazione della “particella” di Yang Puro. L'alchimia cinese non avrebbe potuto concepire una via di liberazione che lasciasse la materia separata dallo spirito come lo è nello stato condizionato. Per riunire i due termini di questa dicotomia, però, la materia deve essere dapprima riportata al suo stato di principio, alla sua essenza (jing). L'elisir è una rappresentazione di quel principio: come la Pietra Filosofale dell'alchimia occidentale, una volta ottenuto — ovvero, una volta che il principio che soggiace alla materia viene ri-conosciuto — esso può essere “proiettato” su altre sostanze e riportare la materia alla sua perfezione originaria.

    Questo aspetto dell'opera alchemica ci permette di comprendere più precisamente come il termine “rituale” può essere applicato alla preparazione degli elisir. Servendosi di simboli astratti e di supporti materiali, l'alchimista cinese basa la sua opera sui modo in cui il dao si manifesta nel cosmo; produce una sostanza che rappresenta l'Essenza Primordiale, ovvero il principio che permette la manifestazione del dao; e ritrova nel cosmo la qualità non corrotta del Principio primo. Quali che siano le forme che assume la sua opera e i procedimenti di cui si serve, questo aspetto è centrale nel suo lavoro.

    I rituali preliminari, per quanto necessari, hanno finalità diverse e più limitate. Lo riconoscono gli stessi testi che li descrivono. Come leggiamo nel commento al Libro dei Nove Elisir, le medicine che curano le malattie vanno ingerite prima dei pasti, cosicchè possano avere più facilmente effetto: ingerendole dopo i pasti esse esaurirebbero la loro efficacia attaccando i cereali. Le medicine che danno nutrimento alla natura vanno invece ingerite dopo i pasti, perchè sarebbero altrimenti espulse dai cereali prima ancora che possano avere effetto. Se il proprio destino appartiene all'agente Terra, inoltre, non si devono ingerire medicine di colore verde, e così via per gli altri agenti e gli altri colori. Il commento definisce queste “piccole interdizioni”, e aggiunge che, quando si tratta delle “Grandi Medicine”, le norme di questo tipo perdono ogni importanza.
    Fonte:
    http://venus.unive.it/dsao/pregadio/articles/ritual/ritual_8.html

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]fwHizRGPbpk[/link]

    :denten:


    #113203
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Comunque quello che ho letto su wiki non risponde alla domanda, da solo una giustificazione. Anche io (come ezechiele) da tempo mi chiedo perchè l'oro, la sensazione è che abbia delle caratteristiche davvero uniche, ma mi sfuggono… E non parlo della sua malleabilità come metallo.
    Può essere perchè non si ossida? Che poi non sono sicuro che non si ossidi 🙂


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