Pensiero -Persona

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Questo argomento contiene 3 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  karonte 9 anni, 4 mesi fa.

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    karonte
    Bloccato

    CAPITOLO 3

    pensiero – persona

    Provate ad essere, unicamente essere. Concedetevi giornalmente abbastanza tempo per sedervi nella calma e provare, solo provare a oltrepassare la personalità e le sue ossessioni. Perseverando in tal modo non potete fallire. Quello che importa soprattutto è la serietà e la sincerità; bisogna proprio che abbiate la nausea di essere la persona che siete e che vediate il bisogno urgente di essere libero dalle identificazioni inutili a un fascio di ricordi e di abitudini.

    Nisargadatta Maharaj

    Nella traversata della vita, il senso dell'ego è la mosca cocchiera… che ronza di continuo, sia che la diligenza si inerpichi su una salita, sia che non si muova.

    Occuparsi dell'ego è occuparsi della mosca cocchiera:.. è… confermarle la sua importanza… LA MOSCA COCCHIERA, SIAMO NOI… Essa pretende aspirarvi (alla pace), ma non può gioirne che cessando di esistere: ecco… la contraddizione fondamentale… La coscienza (di sé)… non è che un sotto-prodotto della memoria.

    La conoscenza riflessa (“io so e so che so”) è solo una conoscenza di idee generali… del passato. Conoscersi (sapere che si esiste) è solo un'idea generale disincarnata… un fatto di memoria che si prende per un centro… di decisione, di azione, di vita.

    L'uomo non è un centro di coscienza che ha dei progetti, dei desideri…. L'uomo è il “suo” desiderio, il “suo” progetto… A parte loro, non c'è nulla… è il desiderio che esperimenta se stesso…

    Il senso dell'ego – questa “intuizione” della mia esistenza – è un effetto secondario… di questi desideri, paure… che – facendo l'esperienza di se stessi -… scoprono la loro esistenza… è il risultato di un processo, non ne è la causa.

    La liberazione (dall'ego) è proprio ciò che l'ego desidera, mentre la liberazione non è altro che la fine dell'ego: più esso la desidera, più esso si rinforza.

    Noi siamo già liberi, MA VOGLIAMO SAPERLO, FARNE L'ESPERIENZA. Chi dice esperienza o conoscenza dice idea riflessa,… cioè l'ego.

    LO STATO NATURALE E'… QUALCOSA CHE NON PUO' ESSERE CONOSCIUTO… È IMPOSSIBILE DA ESPERIMENTARE.

    Jean Michel Terdjman

    Egli (l'uomo) non può considerare la possibilità che CIÒ che è sempre stato eternamente presente, non ha bisogno di una forma – visibile o invisibile, materiale o immateriale – per esser presente – poiché egli non può rinunciare ad un “io”, all'idea cioè di un entità separata.

    Il suo istinto di eterna presenza è giusto, ma il suo intelletto non può lasciar perdere il riflesso condizionato di personalizzare questo principio eterno. Il risultato è che egli vede il principio eterno come un “io”, che lascia il corpo esistente al momento della morte, ma che continua la sua esistenza fenomenica altrove.

    Ramesh Balsekar

    Perché l'arte è esperita dalla cultura giapponese come “via”? Hisamatsu, sollecitato dalle domande di Heidegger, ce lo spiega nella sua sintesi di buddismo zen e filosofia: -L'arte è una via con la quale l'uomo è introdotto nell'origine, e trova senso nel fatto che l'uomo, una volta introdotto nell'origine, ritorna alla realtà… L'origine della realtà è la vera vita originaria, il Sé, ed è insieme il divino abbandono di ogni vincolo formale. Questo essere libero è chiamato anche Niente.-

    Franco Volpi

    … Nessuno può' conoscere Dio se prima non conosce se stesso.

    Tutte le creature sono un puro nulla. Non dico che valgano poco o che siano qualcosa: sono un puro nulla. Quel che non ha essere è nulla. Le creature non hanno essere, perché il loro essere dipende dalla presenza di Dio: se Dio si allontanasse un istante, le creature sarebbero annientate.

    Non si deve pensare tanto a ciò che si fa, quanto invece a ciò che si è. Se tu sei giusto, anche le tue opere sono giuste.

    Non pensare che la santità si fondi sulle opere; la santità si deve fondare sull'essere, perché non sono le opere che ci santificano, ma siamo noi che dobbiamo santificare le opere.

    Meister Eckhart

    … allo stesso modo in cui il tempo non esiste all’infuori del presente, ed in cui non esiste nulla se non il tutto, non c’è nulla da guadagnare, nonostante il piacere del gioco stia nel far finta che c’è.

    Dal punto di vista degli occhi, la testa sembra essere un vuoto invisibile… immediatamente dietro a qualsiasi cosa si osservi… l’intero campo che si apre davanti ai nostri occhi è una sensazione che avviene nella parte posteriore-inferiore della testa, dove si trovano i centri ottici del cervello… tutto ciò che si ascolta, si tocca… è un particolare tipo di vibrazione che agisce in rapporto al cervello: è il cervello a tradurre la vibrazione in ciò che si presenta sotto forma di luce, colore, suono… Separate dal cervello, queste vibrazioni sarebbero simili al suono di una mano che applaude da sola.

    Non cercate di liberarvi dalla sensazione dell’io: consideratela, finché dura, un aspetto o un gioco dell’intero processo, come una nuvola o un’onda, il sentir caldo o… freddo… Liberarsi del proprio io è l’ultima possibilità che rimane all’invincibile egoismo. Finirebbe col… rinforzare la realtà di quella sensazione. Quando la sensazione di essere separati è vissuta come tutte le altre, svanisce dimostrandosi il miraggio che è in realtà. Quando (gli “esercizi spirituali”) sono praticati con lo scopo di raggiungere… il risveglio spirituale, rinforzano l’illusione che l’io possa essere strappato e gettato da qualche parte.

    Alan Watts

    Potete osservare una cosa detta “io”? Sfugge. Osservatelo ora e ditemi. Come lo guardate? E cos'è la cosa che sta guardando ciò che chiamate “io”? Ecco il nocciolo della questione…: quello che sta guardando ciò che chiamate “io” è… l' “io”. Sta creando un'illusoria divisione di se stesso, in soggetto e oggetto, ed è grazie a questa divisione che continua … Ed è interessato solo a continuare così… Finché vorrete capire questo “io” o cambiarlo in qualcosa di spirituale, o santo… continuerà. Se lo lasciate in pace, non c'è più, se n'è andato.

    U.G.

    Storia sufi –

    Vi è un banchetto in onore del re. Tanti invitati sono riuniti, ognuno seduto secondo il suo rango. Vi è un solo posto libero per l'arrivo del re. Un discepolo sufi, vestito di stracci, entra e si siede sulla sedia destinata al re. Il primo ministro è indignato, e avvicinandosi al sufi gli chiede:

    Come osi sederti sulla sedia riservata al re? Sei un importante ministro?

    Sufi: No, non sono un importante ministro, ma molto di più.

    Primo ministro: Sei il re?

    Sufi: No, non sono il re. Sono molto più importante.

    Primo ministro: Sei il Profeta?

    Sufi: No, non sono il profeta. Sono molto più importante.

    Primo ministro: Sei Dio?

    Sufi: No, no sono Dio. Sono molto più importante.

    P.M.: (indignato) Come puoi dire questo? Non vi è nulla di più di Dio.

    Sufi: Sono quel “Nulla”.

    E la rinascita?

    C'è il karma e c'è la rinascita, ma non di un individuo. La confusione è causata dal prefisso -ri. Ci sono nuove nascite, nuovi personaggi, nuovi organismi, non qualcuno che rinasce. La confusione è stata causata dal collegamento tra il karma e la rinascita.

    L' Assoluto non è mai nato e non muore mai?

    Esatto. L 'attività procede.

    Dovete sapere che come individui non siete gli agenti dell'azione, ma comportarvi nella vita come se lo foste.

    Ramakrishna

    … devi agire perché‚ di fatto, non puoi non agire. L'organismo corpo-mente deve reagire agli stimoli. Devi prendere decisioni, prendendole come se fossero tue.

    Nel Bhagavadgita… il Signore Krishna, menziona chiaramente la “nullità” (situata prima del sorgere della coscienza, simultanea al concetto di spazio-tempo, e la conseguente manifestazione fenomenale) come la vera natura dell'uomo, benché la “nullità” sia in realtà la pienezza della totalità nello stato noumenale. Ma nella Sua … compassione per l'individuo che invano cerca di concepire l'inconcepibile, il Signore Krishna è pronto al compromesso di trattare con l'individuo nel contesto della fenomenalità concettuale.

    Ramesh Balsekar

    La creatura umana è ancora un nome e una forma. Anche il fiore lo è. Lasciar andare la presa del nome e della forma significa lasciar andare il corpo e la mente. Quello che rimane è la consapevolezza senza tempo, e questo è ciò che lei ha in comune con il fiore. La creatura umana appare in lei proprio come il fiore. Quando lei non pensa a se stesso come uomo, dov'è l'uomo?

    Jean Klein

    Parlo con tutte le lingue e ascolto con tutte le orecchie.

    Strano, non ho tuttavia né lingua né orecchie.

    Iraqui

    Cos'è la vita? Il lampeggiare di una lucciola nella notte. Il respiro di un bisonte in inverno. La piccola ombra che corre tra l'erba e si perde nel tramonto.

    Capo Isapwo Muksika Crowfoot

    Ho eletto domicilio nel cuore della montagna:

    Sulla via degli uccelli, non vi è più traccia umana.

    Sono anni che vivo in questi luoghi:

    Quante volte ho visto fondere l’inverno in primavera.

    Andate dire ai ricchi e alla gente della Corte,

    Che un nome vuoto non serve a nulla!

    Han Shan

    L'Io è fatto di labirinti

    ma io non sono che il mio essere sconosciuto.

    Ho, non so perché,

    un altro modo di vedere…

    nella quale vedere è conoscere,

    la cui vita è fede, afflizione

    respinta dalla mano del dubbio.

    Fernando Pessoa

    Considera questo. Guarda la tua mano. Ora guarda alla luce che proviene dalla lampada vicino a te. E al cane che riposa ai tuoi piedi. Tu non sei fatto solo di quelle stesse cose. Tu sei la stessa cosa. Un'unica cosa.

    Michael Talbot

    D.: Che cos'è il Sé inferiore? E quello superiore?

    P.: Nel Sé non c’è né superiore né inferiore.

    D.: Molti credono a un “ego sano”. Una persona con un “ego sano” può aver fiducia in se stesso, essere conscio del proprio valore e limiti… ecc. Esiste dunque un “ego sano”? E può portarci all'Illuminazione?

    P.: Una persona che ha fiducia e stima di sé (quello che gli psicologi occidentali chiamano un “ego sano”) non è più vicino alla libertà di un altro. Questo tipo di persona sente che è felice e non ha bisogno di cambiamenti nella sua vita. Una persona che ha capito che è il suo ego a procurargli i problemi, sentirà più facilmente il bisogno di cercare una soluzione. Non esiste un ego sano quanto non esiste una malattia sana. L'ego non può portare alla libertà, può solo impedirla. L'ego e la libertà non possono coesistere. Quando l'ego sparisce, la libertà lo sostituisce.

    D.: Nella mia vita, tutto – il momento e il modo in cui morirò – è determinato in precedenza?

    P.: Tutte le attività del corpo sono predeterminate. La sola libertà che possiedi è quella di non identificarti col corpo che esegue le azioni. L'illuminazione non avviene nel tempo. Avviene quando il tempo si ferma.

    Poonja

    Quando un anacoreta entra in una bettola, la bettola diventa la sua cella e quando un cliente assiduo delle bettole entra in una cella, quella cella diventa la sua bettola.

    Hujwîrî

    … Il termine “osservatore” dovrebbe essere sostituito dal termine “partecipante”. Questa sostituzione potrebbe indicare il ruolo radicalmente nuovo della coscienza nella fisica… la realtà soggettiva e oggettiva in un certo senso si creano l'un l'altra… E' possibile che l'universo in uno strano senso sia “portato alla luce” dalla partecipazione di quelli che partecipano?

    John Wheeler fisico di Princeton

    Siamo penetrati nella materia e abbiamo trovato un po’ di mâyâ – e intravisto qualcosa di noi stessi.

    Michael Talbot

    Io non sono Nessuno! Tu chi sei?

    Anche tu – sei – Nessuno?

    Bene allora saremo in due!

    Ma non dirlo a nessuno!

    Ci caccerebbero – e tu lo sai!

    Emily Dickinson

    La vera percezione non è esclusivamente interna o esterna. Quando percepisci l'interno, puoi vedere il cambiamento corrispondente nel mondo “obbiettivo”. Quando percepisci l'esterno che è sempre uno stimolo, puoi vedere il cambiamento corrispondente in te stesso … Ma accorgersi di uno o dell'altro è poco più che un gioco, poiché la percezione totale significa diventar consapevoli della natura limitata di entrambi e dell'illimitata distesa in cui sorgono.

    G. Bluestone

    Possiamo contemporaneamente essere consapevoli della nostra esistenza fenomenica e della nostra presenza, essere. Questo stato appare spontaneamente e all'istante cessano il proiettare e il produrre.

    Ogni tentativo di produrre questo non-stato ci immerge invece più profondamente nella relazione soggetto-oggetto.

    … rimanere in questa relazione soggetto-oggetto – che è tutto ciò che l'assenza di pensieri è – vi impedisce di approdare a un silenzio più profondo. La presenza di uno stato neutro può persino costituire un ostacolo: trattandosi di energia in movimento essa non può venire sostenuta in continuazione. Il vero Silenzio non è né movimento né energia, ma tranquillità.

    Jean Klein

    Se volete essere un Figlio distaccatevi da ogni “no” perché il “no” cerca la distinzione. Come? Fateci caso! Se “non” sei quell'uomo là, questo “non” crea una distinzione tra te e quell'uomo. Perciò se volete essere senza distinzione, separatevi dal “no”.

    Meister Eckhart

    La mente non ha forma, né colore, né sostanza; questo per quanto riguarda il suo aspetto vuoto. Ma essa può conoscere le cose e percepire una varietà infinita di fenomeni; questo è il suo aspetto luminoso, cioè di conoscenza. L'unione inseparabile di questi due aspetti – vacuità e luminosità – costituisce ciò che chiamiamo lo spirito originale immutabile. Per il momento la chiarezza naturale della vostra mente è velata dai turbamenti della mente. Ma via via che questi veli si dissiperanno, voi comincerete a scoprire il fulgore della coscienza risvegliata, fino al momento in cui i vostri pensieri si libereranno al momento stesso in cui appariranno, come il segno fatto sull'acqua sparisce appena lo si traccia. Quando si riconosce direttamente la natura dello spirito, è ciò che si chiama nirvana.

    Quando essa è velata dall'equivoco, lo si chiama samsara. Ma il samsara come il nirvana non sono mai stati distinti dal continuum della natura assoluta.

    La mente che divide le esperienze in soggetto ed oggetto, s'identifica dapprima con il soggetto, l'io, poi con l'idea di mio, infine con il mio corpo, la mia mente ed il mio nome. Via via che questo attaccamento aumenta, noi ci preoccupiamo sempre più del nostro benessere personale. La nostra ricerca accanita del benessere, il rifiuto delle situazioni spiacevoli, la nostra preoccupazione riguardo… alla critica e alla lode sono tutti dovuti a questa nozione di io… Quando realizziamo che l'oggetto dell'attaccamento e la mente che vi si attacca non sono che concetti vuoti, ci è facile vedere che gli altri non sono diversi da noi.

    Dilgo Khyentse

    Ogni desiderio è fondato sull’ “io”, l'identificazione con un'immagine oggettiva nella mente, e quando questa identificazione è stata annientata, tutti i desideri spariscono anch'essi.

    Ramesh Balsekar

    Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo…

    Ramana Maharshi

    Il recinto del cervo

    Sulla montagna vuota l’uomo non ha forma,

    Ove la voce sola vien dall’eco.

    Le ombre del tramonto s’invertono nella foresta

    Sul muschio, rinasce la luce.

    Wang Wei

    Se non riesci ad abbandonare l'idea che morirai, allora accogli questa rivelazione: tu sei l'insieme della manifestazione.

    La stabilità esiste solo nel senza forma.

    Nisargadatta Maharaj

    Che strana creatura l'essere umano:

    brancola nel buio con espressione intelligente!

    Kodo Sawaki Roshi

    In un chicco di grano

    l'intero universo.

    Nella pentola

    bollono montagne e fiumi.

    Taisen Deshimaru Roshi

    La verità è che hai dimenticato quello che sei: e ciò è il peggior delitto, il solo che non si possa perdonare. Tu sei l'unico io… Non ci sei che tu… Ma soprattutto non dedurre niente! Sarebbe pericoloso. Tu sei l'Unico.

    La distruzione da compiere è enorme. Non si può affrontare il sogno a pezzetti. Quando ci si sveglia la mattina, il sogno sparisce di colpo. Dunque bisogna… cavare gli occhi del pensiero, scoprendo però allo stesso tempo che non hai mai visto da un occhio diverso dal pensiero.

    Il cosmo non è che una bolla che l'anima sta soffiando… bisogna far scoppiare questa bolla… di sapone. Lo stato di coscienza abituale non ha alcuna solidità e può scoppiare da un momento all'altro… Tu sei solo di fronte alle tue produzioni mentali. Bisogna solo vedere l'irrealtà della cosa e svegliarsi dal sogno. Lo stato di coscienza abituale è un “io” che si degrada in un “pensiero di me”.

    Stéphen Jourdain

    Diciamo che lei vede una mosca nella sua stanza. Quando segue i movimenti della mosca nello spazio il suo sguardo innocente, non calcolatore, perché non abbozza alcuna conclusione. Semplicemente osserva la mosca. Se la sua attenzione è viva per lungo tempo, lei può arrivare a sentire se stesso che osserva. Può sentire se stesso in osservazione. Questo eccita un senso di immensa libertà nel quale si può sperimentare la presenza della corrente.

    Il maestro non punta sull'assenza del processo mentale. Punta verso ciò che è dietro il processo mentale, dietro il pensiero e la percezione. Egli non pone l'accento sull'oggetto osservato – la mosca nello spazio – ma sull'osservazione stessa.

    Generalmente vi è molta anticipazione nella vostra osservazione. Perché mentre osservate, proiettate già un risultato e focalizzate l'attenzione sull'oggetto del pensiero. Ma l'osservazione reale è un vedere senza che intervenga il pensiero di un risultato e perciò senza tensione tra osservatore e cosa osservata.

    Jean Klein

    D.: Quando contemplo la mia vera natura, sono nell’ “io sono”. Un sentimento d'amore senza causa mi invade allora. Questo sentimento è giusto, o è ancora un'illusione?

    M.: È la felicità dell'essere. Sente la presenza “io sono”… È un' esperienza elevata, ma fa parte della mente. L'essere non prova né piacere né dispiacere. È senza l'io… senza l'esperienza. Se la chiamano, lei risponde, “eccomi”, ma prima di dirlo, lei c'era. Il suo sentimento di esistere non era là, ma quando la chiamano, questo sentimento sorge spontaneamente. Lei sente amore, ma dopo tutto è ancora uno stato condizionato. Il non-condizionato è senza stato….È ed è sempre stato così, ma voi non lo sapete, ecco la difficoltà. Non c'è un solo luogo, dove la realtà non risieda. Poiché lei è la realtà, come può vederla? Per veder il suo viso lei ha bisogno di uno specchio. Non mi domandi se può ottenere la realtà, lei è la realtà.

    Ranjit Maharaj Fonte: Capitolo tratto dal libro del risveglio


    #44497

    altair
    Partecipante

    Un'antologia di profonde riflessioni.

    Ma il senso del 3d non l'ho compreso.


    #44498

    perdi
    Partecipante

    bisogna proprio che abbiate la nausea di essere la persona che siete …

    mamma che brutta cosa…
    si deve proprio?


    #44499

    Omega
    Partecipante

    [quote1248217119=karonte]
    Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, non conoscere o diventare qualcosa. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo…

    Ramana Maharshi
    [/quote1248217119]
    Esattamente. Lo stato che chiamiamo realizzazione è semplicemente essere se stessi, purtroppo tutti o quasi tutti pensano di essere se stessi anche quando non lo sono ed è per questo che è necessario adoperare parole che non esprimono nessuna verità per svegliare un amico permettendogli di “vedere” se stesso ed a rifiutare finalmente il mezzo, falso, della parola scritta utile per il solo passaggio e non per indicare o rappresentare la Realtà, quindi Verità. Non occorre conoscere o diventare qualcosa, perché essere è già conoscere l'essenza, praticamente “tutto”, ma questo, come fai a spiegarlo, a farlo capire a chi non ne vuole sapere, chi ama, venera e adora la propria maschera? Bella domanda. Forse senza risposta. Colui che si è realizzato… non può descrivere quello stato. Può solo esserlo… Certamente. Tuttavia gli uomini ordinari hanno sempre accusato quelli che hanno riscoperto e ri-Conosciuto il proprio Essere, di essere egoisti; in realtà egoisti erano al contrario coloro che hanno cercato la soluzione per i propri problemi esistenziali negli altri. Chi cerca i miracoli, chi il sapere, chi favori e privilegi… ma è tutto DENTRO DI NOI quando siamo Consapevoli del Sé. E' tanto semplice; Ma, l'uomo, generalmente vuole complicare tutto e fa finta di non comprendere l'ovvio mentendo a se stesso, almeno a livello inconscio che è molto influente e potente nell'essere umano.


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