Petizioni da firmare

Home Forum L’AGORÀ Petizioni da firmare

Questo argomento contiene 134 risposte, ha 15 partecipanti, ed è stato aggiornato da prixi prixi 2 anni, 2 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 135 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #137720
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Apro questo topic per inserire qui le petizioni di vario tipo e comincio con:
    Guatemala: attivista dei diritti umani minacciata!
    http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4833/P/5060?utm_source=Newsletter&utm_medium=Email&utm_campaign=Speciale50anni
    Data di pubblicazione dell'appello: 10.05.2011
    Status dell'appello: aperto

    Norma Cruz è costantemente minacciata di morte perché documenta col suo lavoro casi di violenza sulle donne e perché le aiuta nella loro lotta per la giustizia. Norma Cruz guida un’organizzazione per i diritti delle donne, la Fondazione delle sopravvissute (Fundación Sobrevivientes) che ha sede a Città del Guatemala. Anche i suoi familiari hanno subito minacce e attacchi ma, a oggi, nessuno è stato portato di fronte alle giustizia. Norma Cruz e altri difensori dei diritti umani in Guatemala sono esposti a costanti rischi.

    Da maggio 2009, Norma Cruz ha ricevuto decine di minacce perché la sua organizzazione ha fornito assistenza legale a una ragazza vittima di stupro. Le minacce, che arrivano sia tramite sms sia attraverso chiamate al cellulare e al telefono dell’ufficio della Fondazione, mettono in guardia Norma Cruz dalle conseguenze fatali cui andrebbe incontro se non smettesse di lavorare sul caso.

    La mattina del 30 agosto 2010, alle 8:51, Norma Cruz ha ricevuto una chiamata sul suo cellulare. Un uomo ha lasciato un messaggio dicendo che le avrebbero consegnato la testa di sua figlia. Ha rivolto minacce anche all’organizzazione. L’uomo infatti ha detto: “A mezzanotte la Fondazione esploderà in 1000 pezzi”.

    Un uomo è stato arrestato per aver minacciato di morte la donna in due circostanze nel 2009. È stato successivamente rilasciato su cauzione. L’ufficio del procuratore non ha fatto progressi nelle indagini sulle altre minacce contro Norma Cruz, la sua famiglia e i membri della sua organizzazione. Sebbene le autorità guatemalteche abbiamo garantito a lei, ai familiari e alla Fondazione delle sopravvissute la protezione della polizia, le minacce non cessano e nessuno è stato portato di fronte alla giustizia.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137721
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Turchia: obiettore di coscienza perseguitato!
    http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/4858/P/5060?utm_source=Newsletter&utm_medium=Email&utm_campaign=Speciale50anni
    Halil Savda è un difensore dei diritti umani, obiettore di coscienza, processato più volte in passato per essersi rifiutato di prestare il servizio militare in Turchia. Ha scritto articoli, rilasciato interviste, tenuto discorsi pubblici e organizzato proteste contro il servizio militare obbligatorio in diverse occasioni.

    Halil Savda è stato condannato a 100 giorni di carcere in base all'articolo 318 del codice penale turco, che prevede una pena per chi cerchi di “allontanare il pubblico dal servizio militare”. La sentenza è relativa a un episodio dell'agosto 2006, quando Savda fu arrestato per aver espresso, durante una conferenza stampa, il suo sostegno a due obiettori di coscienza israeliani – Itzik Shabbat e Amir Paster – che si rifiutavano di partecipare all'operazione militare di Israele contro il Libano. L'uomo è stato accusato nel maggio 2007 e il processo a suo carico si è concluso nel giugno 2008. La condanna è stata confermata in appello il 30 novembre 2010 e comunicata a Savda il 15 febbraio 2011.

    La Corte suprema d'appello dovrebbe pronunciarsi anche su un'altra condanna nei suoi confronti sempre in base all'articolo 318. La sentenza è stata emessa da un tribunale locale nel giugno 2010 che ha condannato Savda a sei mesi di carcere per aver sostenuto pubblicamente Enver Aydemir, un obiettore di coscienza detenuto dal 24 dicembre 2009 per essersi rifiutato di svolgere il servizio militare in Turchia.

    Nel gennaio 2011, un nuovo procedimento è stato aperto nei confronti di Halil Savda, e di altre quattro persone accusate in base all'articolo 318, anche in questo caso per aver partecipato a una manifestazione in sostegno di Aydemir. Dopo aver dichiarato di essere obiettore di coscienza, nel 2004, Halil Savda è stato arrestato in quattro occasioni e ha trascorso un totale di 17 mesi in cinque anni in un carcere militare.

    Amnesty International ritiene che l'articolo 318 violi l'articolo 10 della Convenzione europea dei diritti umani e all'articolo 19 del Patto internazionale sui diritti civili e politici che sanciscono il diritto alla libertà di espressione e dei quali la Turchia è stato parte.


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137722
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    grazie farfi..condividerò tutto per spargere la voce


    #137723
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    :fri:


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #137724
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Firmate contro la strage delle foche
    http://www.thepetitionsite.com/takeaction/590/374/008/?z00m=19987217


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137725
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    firmato farfalla.Grazie.


    #137726
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1306863321=sphinx]
    firmato farfalla.Grazie.
    [/quote1306863321]
    Grazie te, Sphinx :fri:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137727

    Erre Esse
    Partecipante

    http://www.avaaz.org/it/end_the_war_on_drugs/?cl=1089367525&v=9263

    [size=18]72 ore per mettere fine alla guerra alle droghe!

    Nel giro di 72 ore potremmo finalmente assistere all'avvio della fine della “guerra alle droghe”. Questa costosissima guerra contro la piaga della dipendenza dalle droghe ha fallito miseramente, mentre ha lasciato sul campo numerose vite umane, ha devastato intere comunità, e ha versato miliardi di euro nelle casse di violente organizzazioni criminali.

    Gli esperti sono d'accordo nel sostenere che la politica più efficace sia la regolamentazione, ma i politici hanno paura di toccare l'argomento. Fra 72 ore una commissione globale, cui parteciperanno fra gli altri i Capi di stato e i responsabili degli affari esteri di ONU, UE, USA, Brasile, Messico e molti altri, romperà il tabù e chiederà pubblicamente un nuovo approccio, che comprenda la depenalizzazione e la regolamentazione delle droghe.

    Questo potrebbe essere un momento cruciale, di quelli che capitano rarissimamente; se però saremo in molti a chiedere la fine di tutta questa follia. I politici dicono di capire che la guerra alle droghe ha fallito, ma ritengono che l'opinione pubblica non sia preparata per l'alternativa. Dimostriamo loro che siamo pronti ad accettare solo una politica sana e umana: lo esigiamo. Clicca a destra per firmare la petizione e condividerla con tutti: se raggiungeremo mezzo milione di voci, la consegneremo personalmente ai leader mondiali presenti alla commissione globale.

    E' da 50 anni che l'attuale politica sulle droghe ha fallito con chiunque e ovunque, ma il dibattito pubblico si è impantanato nella palude della paura e della disinformazione. Tutti, persino il dipartimento ONU sulle Droghe e il Crimine, che è responsabile dell'implementazione di questa politica, ritengono che l'utilizzo di militari e poliziotti per bruciare le fattorie della droga, la caccia ai trafficanti, e il carcere per gli spacciatori e i drogati, siano uno sbaglio che stiamo pagando molto caro. E con il costo enorme in termini di vite umane, dall'Afganistan al Messico agli USA, il traffico illegale di droga sta distruggendo paesi in tutto il mondo, mentre la dipendenza, le morti per overdose e le infezioni di AIDS/HIV continuano a crescere.

    Nel frattempo i paesi che non usano il pugno duro, come la Svizzera, il Portogallo, l'Olanda e l'Australia, non hanno registrato l'esplosione nell'uso di droghe che i promotori della guerra alle stesse avevano predetto. Al contrario, hanno visto un declino significativo dei crimini legati alla droga, delle dipendenze e delle morti, e sono in grado di focalizzarsi esclusivamente sulla lotta contro gli imperi del crimine.

    Lobby molto potenti stanno cercando di ostacolare la via del cambiamento, inclusi i militari, le forze dell'ordine, e i dipartimenti carcerari, i cui budget sono ora in pericolo. E i politici temono che gli elettori li mandino a casa se sosterranno politiche alternative, perché potrebbero apparire deboli nelle politiche sulla sicurezza. Ma molti ex Ministri sulle droghe e Capi di stato si sono espressi in favore della riforma non appena hanno lasciato il loro incarico, e i sondaggi dimostrano che i cittadini in tutto il mondo sanno che le politiche attuali sono un disastro. Sta arrivando l'ora delle nuove scelte, particolarmente nelle regioni devastate dal traffico di droga.

    Se nelle prossime 72 ore riusciremo a creare un appello globale in favore delle dichiarazioni coraggiose della Commissione Globale sulle Politiche sulla Droga, potremo essere più forti delle scuse per il mantenimento dello status quo. Le nostre voci hanno in mano la chiave del cambiamento: firma la petizione e fai il passaparola.

    Abbiamo la possibilità di cominciare il capitolo conclusivo di questa “guerra” brutale che ha distrutto milioni di vite. L'opinione pubblica globale determinerà se questa politica catastrofica sarà fermata o se i politici sgattaioleranno via dalla riforma. Attiviamoci immediatamente per spingere i nostri leader, esitanti dal dubbio e dalla paura, fino alla ragione.


    #137728
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1306868873=Erre Esse]
    http://www.avaaz.org/it/end_the_war_on_drugs/?cl=1089367525&v=9263

    [size=18]72 ore per mettere fine alla guerra alle droghe!

    Abbiamo la possibilità di cominciare il capitolo conclusivo di questa “guerra” brutale che ha distrutto milioni di vite. L'opinione pubblica globale determinerà se questa politica catastrofica sarà fermata o se i politici sgattaioleranno via dalla riforma. Attiviamoci immediatamente per spingere i nostri leader, esitanti dal dubbio e dalla paura, fino alla ragione.

    Fatto, grazie RS :ok!:
    [/quote1306868873]


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #137729

    Erre Esse
    Partecipante

    Grazie a te, qui ce n'è un'altra

    http://www.avaaz.org/it/no_f1_in_brutal_bahrain/?cl=1099939592&v=9298

    Cari amici,

    Venerdì gli spietati governanti del Bahrein potrebbero ottenere di ospitare il prestigioso Grand Prix di Formula 1.
    Ma sono molti i piloti a essere contrari a gareggiare in un paese che ha torturato infermiere, studenti e manifestanti innocenti. Chiediamo a Red Bull, la squadra principale, e ai suoi rivali di boicottare il Bahrein finché non fermerà le violenze!

    Red Bull si è costruita la reputazione di essere una bibita divertente e sportiva; ma da questo venerdì, insieme alle principali squadre della Formula Uno, potrebbe essere ricordata per aver sostenuto un governo che tortura e uccide i suoi cittadini. La F1 ha 24 ore per decidere se effettuare la gara – al momento rimandata – in Bahrein, uno degli stati mediorientali più brutali nella repressione contro i manifestanti.

    Se Red Bull si rifiuterà di gareggiare in Bahrein, e le altre squadre la seguiranno, la gara di Formula Uno potrebbe essere cancellata, mandando così un segnale fortissimo allo spietato governo del Bahrein e inviando il messaggio inequivocabile che il mondo non rimane indifferente davanti alle torture di stato. Già in passato i boicottaggi sportivi hanno influenzato altri regimi, come quello dell'apartheid in Sud Africa: possiamo riuscirci di nuovo.

    Red Bull agirà soltanto se saremo in molti a chiedere insieme che il suo marchio e la sua reputazione non siano macchiati. Leviamo un grido fortissimo che gli aguzzini del governo del Bahrein non potranno silenziare, e chiediamo a Red Bull di non gareggiare in Bahrein quest'anno. Se 300.000 di noi firmeranno la petizione, Avaaz acquisterà inserzioni pubblicitarie per mandare il nostro messaggio ai dirigenti Red Bull. Ci rimane un solo giorno – firma ora e fai il passaparola con tutti:

    http://www.avaaz.org/it/no_f1_in_brutal_bahrain/?vl

    Il governo del Bahrein ha cacciato i media di tutto il mondo, ed è arrivato persino a torturare una giornalista che lavora per una tv francese. Nel buio di questo blackout sostiene che tutto è calmo e in ordine: una bugia sfacciata. La scorsa settimana alcune bombe lacrimogene sono state lanciate contro la finestra di un attivista pro-diritti umani. E' riuscito a salvare suo fratello, sua moglie e sua figlia, che stavano per morire per soffocamento. Si è ora rivolto ad Avaaz per chiederci di “fare tutto quello che potete per fermare il governo dall'attaccare la mia persona e la mia famiglia”.

    Il Bahrein ha persino derubato e malmenato un quarto dei lavoratori della sua gara di F1. Un lavoratore della pista gravemente ferito ha raccontato: “un poliziotto mi ha messo la testa fra le sue gambe, mi ha sbattuto a terra e ha cominciato a picchiarmi pesantemente”. Molte persone sono scomparse, come uno studente che era stato ferito durante un attacco all'università del Bahrein. Medici, giornalisti e altri hanno raccontato cose atroci riguardo alle torture e agli abusi commessi dalla polizia.

    All'inizio dell'anno, prima che i manifestanti riuscissero a portare il Bahrein sulle prime pagine di tutti i giornali, la gara in Bahrein era stata rimandata. Ma ora il capo della F1 vuole andare fino in fondo e fare la gara. Dice che quello che sta succedendo non lo riguarda, ma è ben consapevole che gareggiare in Bahrein davanti alle telecamere di tutto il mondo farebbe il gioco di questo governo sanguinario. Mettiamoci dalla parte delle infermiere, degli studenti e di tutti gli altri abitanti del Bahrein che sono stati feriti e massacrati per aver chiesto a Red Bull di dire no alla F1 nel loro paese. Se Red Bull sarà d'accordo, anche gli altri team seguiranno. Firma la petizione ora e inviala a tutti:

    http://www.avaaz.org/it/no_f1_in_brutal_bahrain/?vl

    Gli sport che facciamo e seguiamo in tv possono migliorarci, ma possono anche essere utilizzati come pedine di giochi politici. Insieme possiamo dimostrare che le persone che si battono in favore dei diritti umani possono avere la meglio contro i soldi e la brutalità.

    Con speranza e determinazione,

    Alex, Sam, Ricken, Mia, Pascal e tutto il team di Avaaz


Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 135 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.