Pirati del terzo millennio

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sev7n 9 anni fa.

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    Articoli
  • #125355

    sev7n
    Partecipante

    Somalia. Pendagli da forca.

    No, non sono sicuramente belli e ganzi come Johnny Depp, i pirati somali che mandano in crisi le marine mercantili e militari di mezzo mondo praticamente ogni settimana. Sono brutti, sporchi e cattivi. Certo, stando a quel che dice la stampa. Anche nel 18° secolo, d'altronde, la stampa inglese dipingeva i “pirati” come una manica di manigoldi e tagliagole da perseguire con ogni mezzo. Gli storici hanno poi scoperto che certo non erano delle mammolette, ma furono forse i primi veri ribelli. I marinai dell'epoca vivevano un inferno in Terra: capitani tirannici, frustate, 24 ore di lavoro, poco da mangiare… se sbagliavi potevi finire gettato fuoribordo, e spesso al ritorno a terra venivi fregato sul salario.

    Il sistema dai pirati era molto diverso: assolutamente equanime la divisione delle risorse a bordo e a terra, gestione collettiva della nave, un capitano liberamente “eletto” dalla ciurma. Talvolta salvavano uomini dalle navi schiaviste e li arruolavano come pari. Insomma: facile comprendere come alle autorità tale atteggiamento non garbasse e si facesse di tutto per infangarne, come dire, l'immagine.

    Oggi, nell'era digitale, ci ritroviamo alle prese con i pirati al largo della Somalia, dove dopo il collasso del governo nel 1991 sono arrivati i cattivi. Che no, non sono ancora i pirati, ma i soliti noti: navi europee che si sono precipitate in quel bel mare pescoso per farne razzia approfittando dell'assenza di controlli, e lasciando a morire di fame i pescatori locali.

    Ma non solo. Sono arrivati anche i cattivissimi. Avete letto Saviano? Bene: quelli. Si, proprio gli stessi, i camorristi che gestiscono il traffico internazionale di rifiuti tossici. E così, gli abitanti delle coste somale assistono da anni allo sversamento in mare di fusti di materiali ignoti, che provengono dalle nostre industrie e persino…dai nostri ospedali. Cadmio, mercurio, materiali nucleari, e adulti e bambini hanno cominciato ad ammalarsi e a morire.

    Così, i pescatori si sono organizzati e hanno cominciato ad attaccare le navi, cercando di respingerle o pretendendo una tassa per le attività illecite. Ecco come è nata la pirateria somala.

    E adesso avete un'idea più chiara su chi siano i pendagli da forca.

    (Un bel riassunto generale qui, http://www.vittorioprodi.org/pages/diario/02022008/56-63_Iacu... in un articolo di Alessandro Iacuelli, forse il giornalista più informato sulla faccenda. Il suo sito è questo, una miniera di info: http://articoli.alessandroiacuelli.net/ )

    fonte: http://crisis.blogosfere.it/#


    #125356

    eroinelvento
    Partecipante

    Je suis d'accord et solidaire avec les actions de pirateria somalien!
    #sang
    C'è sempre un punto (per me sacro) dove si apre un varco di rabbia degna, dove si forma la linea del fronte tra occidente e il resto del Mondo!
    Spalleggiare questa apertura del varco con l'intelletto e l'arte mi sembra la minima cosa da fare, scartando l'opzione molotov e bombe carta (che di certo non mancheranno nè oggi e nè domani), poichè la LiberazioNe passa anche attraverso queste estreme lotte e soprattutto nell'eco culturale che esse possono suscitare in chi ha compreso l'inganno mondiale e si sente per sempre coinvolto a capovolgerlo e a dirottarlo su temi diversi come il Rispetto mancato, per esempio, nei confronti di Mama Africa


    #125357

    eroinelvento
    Partecipante

    Anarchia e “sicurezza”
    Il vivere insieme ad altri comporta non solo l'accordo, ma anche il disaccordo.
    La variabilità dei comportamenti umani significa libertà ma può anche essere percepita come insicurezza.
    Il Potere, il Dominio ha sfruttato l'insicurezza, e con il pretesto di ridurla toglie la libertà.
    Da una parte alimentando proprio tale sentimento di insicurezza, andando a creare direttamente situazioni
    di ingiustizia e degrado sociale, e dall'altra parte ergendosi poi a paladino e difensore della
    incolumità dei propri governati
    .
    La paura generale ed i modi repressivi per poterla apparentemente “gestire” (tribunali, guardie, carceri,
    manicomi…) è una delle principali motivazioni con cui il Potere, lo Stato, giustifica la sua esistenza.
    La società anarchica futura, ovviamente, non si doterà di tali strumenti repressivi, né alimenterà le
    situazioni economiche di disuguaglianza che sono oggi le cause principali della cosiddetta “criminalità”
    ,
    né negherà ad alcuno condizioni di sufficiente benessere, di modo da ridurre in maniera naturale
    la medesima conflittualità sociale.
    Ma anche in questo caso la rivoluzione, sia pure apportatrice di notevoli vantaggi per tutti, presumibilmente
    non eliminerà qualsiasi tipo di contrasto, anche violento, nei gruppi umani. La novità sarà
    però data dall'inesistenza di Istituzioni dedite ad un loro controllo.
    La sicurezza di tutti, così come accade per gli altri elementi necessari alla vita collettiva, sarà data
    da tutti.
    Senza deleghe o mediazioni.
    L'anarchismo sociale
    I conflitti residui, con ogni probabilità, saranno ridotti a conflitti passionali, interni a microsocietà
    (gruppi di lavoro, famigliari, etc.): sarà quest'ultima che, se vorrà, provvederà a cercare nel proprio
    ambito le forme più adatte al risolverli (allontanamento, esclusione, isolamento dalla comunità, ripristino
    di una data situazione, consiglio di esperti, transazione, etc.)
    Così facendo non si elimineranno forse del tutto le momentanee sopraffazioni o altro, ma si eviterà di
    ricreare situazioni ben peggiori ed avvilenti per la dignità umana.
    Sarà in ogni caso esclusa quella che già oggi gli anarchici considerano come la più inumana delle
    torture: il carcere, la reclusione coatta.
    Perché a volte la “cura” finisce con il diventare ben peggiore e mortale della “malattia” stessa.

    (estratto da “A come Anarchia”, Gruppo Errico Malatesta
    [u]http://acrataz.oziosi.org/malatesta[/u]
    Via Bixio 62, 00185 Roma
    Pubblicato Estate 2008-Un testo sull'anarchia nato da quattro serate sull'anarchia al Gruppo Errico Malatesta – Roma)
    !amazed
    http://acrataz.oziosi.org/article.php3?id_article=3205


    #125358

    ezechiele
    Partecipante

    si sentiva puzza di marcio sin da qui….


    #125359

    marì
    Bloccato
    #125360

    deg
    Partecipante

    Grazie Sev! :ok!:


    #125361

    Pyriel
    Bloccato

    [quote1240404890=eroinelvento]
    Anarchia e “sicurezza”
    Il vivere insieme ad altri comporta non solo l'accordo, ma anche il disaccordo.
    La variabilità dei comportamenti umani significa libertà ma può anche essere percepita come insicurezza.
    Il Potere, il Dominio ha sfruttato l'insicurezza, e con il pretesto di ridurla toglie la libertà.
    Da una parte alimentando proprio tale sentimento di insicurezza, andando a creare direttamente situazioni
    di ingiustizia e degrado sociale, e dall'altra parte ergendosi poi a paladino e difensore della
    incolumità dei propri governati
    .
    La paura generale ed i modi repressivi per poterla apparentemente “gestire” (tribunali, guardie, carceri,
    manicomi…) è una delle principali motivazioni con cui il Potere, lo Stato, giustifica la sua esistenza.
    La società anarchica futura, ovviamente, non si doterà di tali strumenti repressivi, né alimenterà le
    situazioni economiche di disuguaglianza che sono oggi le cause principali della cosiddetta “criminalità”
    ,
    né negherà ad alcuno condizioni di sufficiente benessere, di modo da ridurre in maniera naturale
    la medesima conflittualità sociale.
    Ma anche in questo caso la rivoluzione, sia pure apportatrice di notevoli vantaggi per tutti, presumibilmente
    non eliminerà qualsiasi tipo di contrasto, anche violento, nei gruppi umani. La novità sarà
    però data dall'inesistenza di Istituzioni dedite ad un loro controllo.
    La sicurezza di tutti, così come accade per gli altri elementi necessari alla vita collettiva, sarà data
    da tutti.
    Senza deleghe o mediazioni.
    L'anarchismo sociale
    I conflitti residui, con ogni probabilità, saranno ridotti a conflitti passionali, interni a microsocietà
    (gruppi di lavoro, famigliari, etc.): sarà quest'ultima che, se vorrà, provvederà a cercare nel proprio
    ambito le forme più adatte al risolverli (allontanamento, esclusione, isolamento dalla comunità, ripristino
    di una data situazione, consiglio di esperti, transazione, etc.)
    Così facendo non si elimineranno forse del tutto le momentanee sopraffazioni o altro, ma si eviterà di
    ricreare situazioni ben peggiori ed avvilenti per la dignità umana.
    Sarà in ogni caso esclusa quella che già oggi gli anarchici considerano come la più inumana delle
    torture: il carcere, la reclusione coatta.
    Perché a volte la “cura” finisce con il diventare ben peggiore e mortale della “malattia” stessa.

    (estratto da “A come Anarchia”, Gruppo Errico Malatesta
    [u]http://acrataz.oziosi.org/malatesta[/u]
    Via Bixio 62, 00185 Roma
    Pubblicato Estate 2008-Un testo sull'anarchia nato da quattro serate sull'anarchia al Gruppo Errico Malatesta – Roma)
    !amazed
    http://acrataz.oziosi.org/article.php3?id_article=3205

    [/quote1240404890]

    Ciao.


    #125362

    deg
    Partecipante

    Anche qui, come per tutte le facende umane, non è tutto bianco o tutto nero.

    I primi pescatori che attaccavano le barche hanno lasciato il posto a grosse organizzazioni messe in piede dai Signori somali che probabilmente se ne strafregano dell'inquinamneto e dei pesci ma mirano solo al guadagno per acquistare sempre più armi.
    Credo che sia giusto ricordarlo. :eyebro:


    #125363

    zret
    Partecipante
    #125364

    eroinelvento
    Partecipante

    [quote1242310278=deg]
    Anche qui, come per tutte le facende umane, non è tutto bianco o tutto nero.

    I primi pescatori che attaccavano le barche hanno lasciato il posto a grosse organizzazioni messe in piede dai Signori somali che probabilmente se ne strafregano dell'inquinamneto e dei pesci ma mirano solo al guadagno per acquistare sempre più armi.
    Credo che sia giusto ricordarlo. :eyebro:
    [/quote1242310278]

    Oui, oui! D'accordo con Deg, infatti ho notato che gli scagnozzi della mala somala indossano pantaloncini arancioni con simbolo 'mercedes'…. d'altra parte che devono fare, se non si attaccano al rivolo di denaro che attraversa Mama Africa assieme a tutti gli interessi occidentali che ci sono (rifiuti tossici ed quant'altro a seguire)!

    Dal Movimento per l'emancipazione del Delta del Niger (Mend)
    (ANSA) – ROMA, 14 MAG – Un gruppo affiliato al Mend ha sequestrato una nave con 15 passeggeri stranieri nel Delta del Niger. ''Il Mend puo' confermare che un gruppo ha sequestrato ieri la Mv Spirit nello Stato del Delta, prendendo in ostaggio 15 membri dell'equipaggio straniero'', scrive il Mend in una mail inviata ai media. Alcune ore fa il Mend aveva prorogato di 48 ore un ultimatum imposto ieri alle compagnie petrolifere perche' evacuassero il loro personale.

    Ragazzi e ragazze, sono sincera, non vedo l'ora che non solo il denaro non varrà più nulla, ma vorrei anche che le risorse petrolifere finissero adesso!

    Trovo comunque una forte contraddizione borghese nel fatto che per andare alle 8 ore di lavoro per 900 euri mensili una tizia come me, nel senso che mi rendo conto dell'assurdità, è costretta ad utilizzare l'autovettura indi a consumare e inquinare, nonchè a restare all'interno di un FOLLE ingranaggio autodistruttivo!
    Come devo fare per azzerare questa pazzia?
    L'unica via è l'autogestione dei mezzi di sussistenza!

    Indi mi stenderò sopra al prato verde con l'erba alta nei pressi del fiume e comincerò a pianificare la [color=#006633]coltivazione di ortaggi[/color] e dell'autovettura ne farò un pollaio per le mie gallinelle padovane!
    Monopolio di stato? no grazie


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