Presentazione e manifesto del MOVIMENTO ZERO

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Erre Esse 8 anni, 5 mesi fa.

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  • #86776

    Erre Esse
    Partecipante

    Cari forumisti di AG,
    voglio proporvi la presentazione del MOVIMENTO ZERO – e relativo manifesto con i punti fermi – da parte di Massimo Fini.
    Secondo me è un'ottima base di partenza su cui ragionare politicamente in modo serio nel punto di sviluppo storico in cui ci troviamo.

    Un Modello di sviluppo atroce, sfuggito dal controllo anche di chi pretende di governarlo, ci sta schiacciando tutti, uomini e donne di ogni mondo. Proiettandoci a una velocità sempre crescente, che la maggioranza non riesce più a sostenere, verso un futuro orgiastico che arretra costantemente davanti a noi – perché è lo stesso modello che lo rende irraggiungibile – crea angoscia, depressione, nevrosi, senso di vuoto e inutilità.
    In occidente questo modello paranoico è riuscito nell'impresa di far star male anche chi sta bene (566 americani su mille fanno uso abituale di psicofarmaci).
    Esportato ovunque, per la violenza dei nostri interessi e quella, ancor più feroce, delle nostre buone intenzioni, il modello occidentale ha disgregato popolazioni, distrutto culture, identità, specificità, diversità, territori, tutto cercando di omologare a sé.
    Il marxismo si è rivelato incapace di contenere e di sconfiggere il capitalismo. Perché non è che una variante inefficiente dell'Industrialismo. Capitalismo e marxismo sono due facce della stessa medaglia. Nati entrambi in occidente, figli della Rivoluzione industriale, sono illuministi, modernisti, progressisti, positivisti, ottimisti, materialisti, economicisti, hanno il mito del lavoro e pensano entrambi che industria e tecnologia produrranno una tale cornucopia di beni da far felice l'intera umanità.
    Si dividono solo sul modo di produrre e di distribuire tale ricchezza.
    Questa utopia bifronte ha fallito.
    L'Industrialismo, in qualsiasi forma, capitalista o marxista, ha prodotto più infelicità di quanta ne abbia eliminata.
    Per due secoli Capitalismo e Marxismo, apparentemente avversari, in realtà funzionali l'uno all'altro, si sono sostenuti a vicenda come le arcate di un ponte. Ma ora il crollo del marxismo prelude a quello del capitalismo, non fosse altro che per eccesso di slancio.
    Su questi temi fondanti però si tace o li si mistifica. Anche le critiche apparentemente più radicali si fermano di fronte alla convinzione indistruttibile che, comunque, quello industriale, moderno, è 'il migliore dei mondi possibile'.
    Sia il capitalismo sia il marxismo, nelle loro varie declinazioni, non sono in grado di mettere in discussione la Modernità perché nella Modernità sono nati e si sono affermati.
    Danno per presupposto ciò che deve essere invece dimostrato.
    Stanchi di subire la violenza dell'attuale modello di sviluppo e il silenzio complice o la sordità di coloro, politici ed intellettuali, che dovrebbero farci da guida e invece ci stanno portando all'autodistruzione, in una società che non è più capace di recepire argomenti ma solo 'coup de thèatre' abbiamo quindi pensato, recuperando una antica tradizione, di ricorrere ad un MANIFESTO in 11 punti che traccia le linee ideali e culturali di un programma che intendiamo portare anche in campo politico, extraparlamentare e parlamentare.
    Vogliamo passare all'azione . Levate la testa, gente. Non lasciatevi portare al macello docili come buoi, belanti come pecore, ciechi come struzzi che han ficcato la testa nella sabbia.
    In fondo non si tratta che di riportare al centro di Noi stessi l'uomo, relegando economia e tecnologia al ruolo marginale che loro compete.
    Chi condivide in tutto o in parte lo spirito del Manifesto lo firmi.
    Chi vuole collaborare anche all'azione politica, nei modi che preferisce e gli sono più congeniali, sarà l'arcibenvenuto.
    Abbiamo bisogno di forze fresche, vogliose, determinate, di uomini e donne stufi di vivere male nel “migliore dei mondi possibili” e di farsi prendere in giro.
    Forza ragazzi: si passa all'azione.

    MASSIMO FINI


    #86778

    Nuzzi
    Partecipante

    Francamente non sono d'accordo con la tua analisi.
    Non credo che il marxismo sia fallito perchè è una variante non efficente dell'industrialismo. Inoltre se Capitalismo e Marxismo (ma io lo chiamerei Stalinismo o Lenenismo perchè di Marx c'è ben poco nella russia Comunista) si sostenessero a vicenda il “Comunismo” sarebbe dovuto creollare con la crisi del 29 che di fatto ha spazzato via il Fronte Capitalista e invece non ci sono particolarmente tracce di ciò nella storia. Idem per il post-crollo-del-muro-di-Berlino in occidente. Ci sono stati ancora diversi anni prima della crisi attuale che è del 2008-2009. Parli di assenza di democrazia rappresentativa e quella diretta deve essere in ambiti “limitati e controllati”, domanda: chi prende le decisioni nel tuo modello di stato?
    Concludo aggiungendo che secondo me il manifesto ha troppi no importanti e pochi si che colmino i vuoti lasciati dai no, non è demagogo dire no a a un sacco di cose e dire si alla autodeterminazione dei popoli? E se i popoli scegliessere il giogo capitalista? Che fare? Andiamo contro il secondo punto o contro il sesto?
    Con simpatia.


    #86779

    texeira
    Partecipante

    Perchè darsi tanta pena??
    Il sistema occidentale è prossimo al collasso, sta facendo tutto da solo.
    Quando questo sarà avvenuto ricominceremo tutto d'accapo e forse, memori dell'esperienza (e dico forse), ci organizzeremo diversamente.


    #86780

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1263549836=Nuzzi]
    Francamente non sono d'accordo con la tua analisi.
    [/quote1263549836]

    Ciao Nuzzi,
    l'analisi non è mia ma di Massimo Fini, io l'ho solo riportata.
    Già un altro commentatore, comunque, mi ha fatto notare il possibile sbaglio di aver sostanzialmente equiparato il marxismo al capitalismo.
    Forse si dovrebbe parlare di “socialismo reale”, l'unico modello a riferimento marxista che ha aderito a ciò che Fini chiama “industrialismo”.

    [quote1263549836=Nuzzi]
    Con simpatia.
    [/quote1263549836]

    Con altrettanta simpatia.


    #86781

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1263550174=texeira]
    Perchè darsi tanta pena??
    Il sistema occidentale è prossimo al collasso, sta facendo tutto da solo.
    Quando questo sarà avvenuto ricominceremo tutto d'accapo e forse, memori dell'esperienza (e dico forse), ci organizzeremo diversamente.
    [/quote1263550174]

    Giustamente se un modello sociale è prossimo al collasso ci si domanda come mai non funzioni più.
    Può essere che ciò sia dovuto al fatto che il modernismo è nato in un momento in cui il pianeta era molto più grande rispetto a ora. e in cui poteva avere ancora un senso parlare di “magnifiche sorti, e progressive” di industria-capitale-democrazia rappresentativa o, a scelta, di industria-pianificazione-democrazia “popolare”(ciò però è venuto fuori dal 1917 in avanti, il primo modello, invece, nella seconda metà del XIX secolo).


    #86782

    Anonimo

    Un esempio di autodeterminazione dei popoli lo stiamo vedendo in questi giorni ad Haiti.
    Crollato persino il palazzo Presidenziale, le caserme, il palazzo ONU, gli ospedali ecc…..
    la gente è rimasta in balia di sè stessa e delle bande con machete che fanno razzie.
    Non credo che i popoli siano abbastanza maturi per autodeterminarsi e lo si vede attraverso chi ci governa, poichè, è chiaro, che chi ci governa viene dal popolo. Io non credo che ci governino (e male) gli Extraplanetari.


    #86783

    zret
    Partecipante

    Solo una pericolosa utopia. Il sistema non può essere riformato, ma solo abolito e poi tanto è tardi…


    #86777

    texeira
    Partecipante

    appunto. crascerà da solo. non è necessaria nessuna ideologia.
    L'autodeterminazione avrebbe senso se esistessero uomini “giusti” in mano ai quali affidare il governo. Ma questo è un concetto che la razza umana ancora non conosce.


    #86784

    Erre Esse
    Partecipante

    Allegria…Ottimismo…


    #86785

    zret
    Partecipante

    Infatti, “Giusti son due (così tanti?) e non vi sono intesi.” (D. Alighieri)


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