quel popolo del 57%

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 6 anni, 6 mesi fa.

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  • #142139

    paolodegregorio
    Partecipante

    – quel popolo del 57% –
    di Paolo De Gregorio, 12 maggio 2012

    Tutti gli attuali partiti sono irriformabili e fare appelli affinché cambino pelle o aspettarsi che diventino virtuosi è un esercizio da bamboccioni un po’ suonati.
    I partiti politici devono essere COSTRETTI a cambiare da regole nuove e severe di cui non vogliono nemmeno sentire parlare:

    -la principale di queste regole è che nessuna carica politica elettiva può durare più di due legislature

    -la politica (come dimostra il Movimento 5 stelle) non deve avere costi. Il finanziamento statale va abolito, ed è possibile fare campagna elettorale solo con il porta a porta sul territorio, i comizi in luoghi predisposti dai Comuni e gratuiti, via internet, e con la diffusione del proprio programma in forma scritta. Aboliti gli spot televisivi, radiofonici, sui giornali, aboliti i manifesti. Ecco un possibile confronto politico ad armi pari, dove la televisione, i giornali, i soldi non contano niente.

    -i parlamentari non possono avere una retribuzione superiore a 5.000 euro e nessun vitalizio dopo due legislature. Durante il periodo di attività parlamentare all’eletto vengono riconosciuti solo i contributi che egli versa nella sua attività civile ai fini pensionistici.

    Per ottenere questo risultato di salute pubblica e per poter restituire credibilità alla politica è necessario che si faccia appello agli italiani, ed in particolare a quel 57% che ci diede la enorme soddisfazione di bocciare nucleare, acqua privata e impunità per Berlusconi, chiedendo loro, alle prossime elezioni politiche, di votare quel partito che si impegna a fare diventare legge queste regole.

    E’ inutile illudersi o complicare le cose semplici, l’unica strada per arrivare all’azzeramento della attuale classe dirigente diventata Casta, cricca, inamovibile, imbullonata alle poltrone del potere, è quella di una maggioranza che esiste realmente, non è utopia, alla quale si chiede semplicemente di votare per cambiare le regole del gioco in una sorta di Referendum propositivo in cui il popolo è infinitamente più avanti delle istituzioni politiche.

    Bisogna volare alto, e quel 57% degli italiani esiste. Si aspetta solo una organizzazione credibile, di persone oneste che ci portino queste regole di democrazia, liberandoci dal potere di gerarchie politiche da 40 anni intrecciate con mafie, massonerie, preti, poteri forti, monopoli mediatici,servizi segreti, guerrafondai.
    Paolo De Gregorio


    #142140

    Anonimo

    Meglio che non vieni a L'Aquila che ti sparano, sono arretrati di 100 anni, quando si sveglieranno saranno tutti sudati e si domanderanno in che mondo hanno vissuto fino a oggi!

    Però almeno posso dire che non siamo lo specchio d'Italia, perchè almeno in Italia qualcosa sta cambiando


    #142141
    sphinx
    sphinx
    Partecipante

    Si Paolo assolutamente….mi aspetto GRANDI cambiamenti..sono sicura che avverrà qualcosa. DEVE avvenire qualcosa. Stiamo precipitando in picchiata e bisogna cambiare SUBITO! o siamo perduti…


    #142142

    Anonimo

    La gente per cambiare, almeno in Italia, deve arrivare all'impoverimento, finchè starà bene tirerà a campare.
    Siamo MIOPI


    #142143

    Anonimo

    http://www.abruzzoweb.it/contenuti/lavvocato-che-denuncia-monti-e-napolitano–ci-hanno-scippato-la-liberta-e-svenduta-italia/476636-308/

    L'AVVOCATO CHE DENUNCIA MONTI E NAPOLITANO
    ''CI HANNO SCIPPATO LA LIBERTA' E SVENDUTA ITALIA''

    Giorgio Napolitano e Mario Monti

    di Roberto Santilli
    L'AQUILA – Lo scorso 2 aprile ha denunciato alla procura della Repubblica presso il tribunale di Cagliari il presidente della Repubblica, il presidente del Consiglio, i ministri, i membri del Parlamento e altre persone “eventualmente coinvolte nei reati” dei quali li ritiene colpevoli.

    Li ha denunciati seguendo le indicazioni di un documento da lei stessa stilato. Paola Musu, avvocato sardo con studio legale tributario nel capoluogo, si è messa ufficialmente contro i “poteri forti”.

    I reati della denuncia contro Giorgio Napolitano, Mario Monti e gli altri sono gravissimi: “attentato contro l'integrità, l'indipendenza o l'unità dello Stato”, “associazioni sovversive”, “attentato contro la Costituzione dello Stato”, “usurpazione di potere politico”, “attentato contro gli organi costituzionali”, “attentato contro i diritti politici del cittadino”, “cospirazione politica mediante accordo”, “cospirazione politica mediante associazione”.

    La stessa denuncia, aggiornando e completando ciò che a suo modo di vedere mancava nel supporto legale, è stata inoltrata dal giornalista Paolo Barnard sulla scia del summit su euro, crisi, golpe finanziario in Europa e Modern money theory di Rimini del 24-26 febbraio scorsi.

    In Italia, gli appelli della Musu e di Barnard affinché gli italiani facciano la stessa cosa, denuncino cioè “i responsabili del golpe finanziario che sta smantellando l'Europa”, sono stati raccolti da diverse centinaia di persone nel Paese, che hanno scelto entrambi i documenti necessari alla denuncia.

    AbruzzoWeb ha intervistato l'avvocato Musu, alla prima uscita ufficiale sulla stampa.

    Avvocato Musu, il suo gesto, se non fosse per il supporto legale allegato, sarebbe a dir poco clamoroso.

    Sono nata libera, ho vissuto da libera, ho fatto scelte da persona libera. Nell’arco degli ultimi vent’anni tutta un’intera classe politica, con metodo scientifico ha distrutto l’economia italiana e con essa tutto quello che pezzo per pezzo io, come tanti italiani, hanno costruito con sacrificio. Ogni parola nella denuncia è stata profondamente sofferta, in quanto in ogni parola mi sono passati davanti anni di sudore, di studio, che rischiano di essere vanificati dalla cieca follia di queste persone.

    Tutto questo in una terra già segnata dalla crisi economica. La sua Sardegna, da cui in molti vanno via.

    Anch’io pensato di andarmene via, ma la verità è che anche andare via è praticamente impossibile perché hanno fatto il deserto intorno. Questa, poi, è la mia, la nostra terra, non siamo noi a dovercene andare.

    Riesce a dire in poche parole perché ha deciso di intraprendere la strada della denuncia?

    Ci sono uomini e ragazzi che anni fa sono morti per consegnarci la libertà e la democrazia di cui abbiamo goduto per anni, prima che la classe politica degli ultimi vent’anni ce ne privasse. Ma la libertà e la democrazia non sono mai scontate, vanno meritate e difese. Chi può e chi sa ha il sacrosanto dovere morale di difenderle e lo deve fare ora, domani sarà troppo tardi.

    Quand’è che le è scattata l’ultima molla in questo percorso?

    Nel luglio 2011, quando è crollata la Borsa. Era evidente che quello che stava accadendo andava ben al di là delle favole sui cicli economici. Da lì ho cercato di mettere insieme tutti i pezzi del puzzle, dalla privatizzazione di banche ed enti pubblici e soprattutto della Banca d’Italia, alla secretazione degli atti in materia di politica monetaria e di finanza con il decreto ministeriale numero 561 del 13 ottobre 1995, per finire con l’ingresso nell’euro e la cessione completa della sovranità monetaria ed economica. Praticamente un suicidio del Paese.

    In particolare, nel 1995 viene posto il segreto su “atti, studi, analisi, proposte e relazioni che riguardano la posizione italiana nell’ambito degli accordi internazionali sulla politica monetaria(…)”, “ atti preparatori del Consiglio della Comunità europea”, “atti preparatori dei negoziati della Comunità europea(…)”, “atti relativi a studi, indagini, analisi, relazioni, proposte, programmi, elaborazioni e comunicazioni( …) sulla struttura e sull’andamento dei mercati finanziari e valutari (…) (articoli 2 e 3 del Decreto Ministeriale numero 561 del 1995).

    In pratica, tutti gli atti che hanno portato alla consegna della nostra moneta, e con essa del Paese, a poteri e istituzioni oligarche extranazionali, in perfetto contrasto con la nostra Carta costituzionale. Questa crisi economica è stata creata da quei poteri e da quei poteri è ora alimentata. Non passerà un anno e mezzo e qui sarà il deserto.

    Perché secondo lei?

    A mettere insieme le condotte di politica economica adottate in Italia negli ultimi 10, 15 anni almeno, anche una persona dotata di solo buon senso e priva dei rudimenti di economia non potrebbe che pensare che tutti quelli che si sono alternati nelle varie legislature fossero completamente ciechi o folli, perché hanno fatto tutto e il contrario di tutto quello che si sarebbe dovuto fare per alimentare la crescita economica o comunque preservare la nostra economia.

    Una domanda ricorrente è: ma che vantaggio ne possono trarre dal ridurre le persone alla fame? La mia risposta è molto semplice: che vantaggio poteva avere Hitler a rinchiudere milioni di ebrei nei campi di sterminio? La risposta è solo una, si chiama “potere”, quello vero, dato dalla consapevolezza, che poi diventa certezza, di avere il potere di vita e di morte su una persona. Moltiplicate questa sensazione per milioni di persone e otterrete la risposta.

    Ha in mente quale o quali debbano essere i prossimi passi?

    La mia speranza è che quelle che io chiamo “le anime dei giusti” possano riuscire a unirsi per guidare il popolo a riprendersi democraticamente quello che con l’inganno gli è stato sottratto, ossia la propria sovranità e con essa quella democrazia che, come ho già detto, altri, con il loro sacrificio, ci hanno consegnato. È chiaro che questo può essere possibile solo se, nel pur breve tempo che si ha a disposizione, si riescono a mettere insieme le teste e i cuori per raggiungere quei numeri che consentirebbero in Parlamento, alle prossime elezioni, di restituire l’Italia agli Italiani.


    #142144

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2012/05/luso_tecnico_de.html

    L'uso “tecnico” dell'Esercito

    “Ci vedo poco chiaro in questa faccenda dell'escalation terroristica. Gambizzano un manager pinco pallino, vengono trovati volantini “br” scopiazzati da quelli degli anni '70… e subito dopo il governo paventa l'uso dell'esercito per contrastare il terrorismo! Ma guarda il caso! Poi magari, arriveranno leggi speciali, controlli, perquisizioni e magari troveranno materiale sospetto o compromettente nelle sedi e nelle abitazioni di quelli che “disturbano il manovratore”…Non mi fido, troppe ne ha combinate a macchinate questa gentaglia senza scrupoli… in campana gente!”. Nicola Valente


    #142145

    Anonimo

    http://www.beppegrillo.it/2012/05/il_tallone_dell.html

    Il tallone della Cancellieri

    “Uno viene ferito a un tallone e il Governo parla di esercito? La reazione è talmente sproporzionata all'offesa che, a buon diritto, troppi pensano che tutto sia stato preordinato per montare una campagna reazionaria governativa per limitare alcune libertà civili e creare un forte diversivo nell'opinione pubblica demonizzando inesistenti nemici di Stato, in perfetto stile Kossiga o Bush 'Crea un nemico per incaprettare lo Stato!' Si pensi al Patrioct Act, mai corretto e che, con l'alibi di Al Qaeda,ha limitato i diritti civili degli Americani! L'attuale richiamo della Cancellieri all'esercito fa pensare a un atto programmato che sfrutta per un'operazione di disinformazione di massa per far passare delle manovre repressive che potrebbero avere come obiettivo anche censure sui blog, da aspettarsi prima o poi, visto che la televisione è sotto controllo del regime, è la corte del potere, ma il web no, e ciò in pieno stile reazionario e antidemocratico.
    Questa manovra infame l'abbiamo visto altre volte in questa sciagurata repubblica e sempre quando il Governo traballava o veniva indicato dalla gente come il maggiore nemico di questo paese. Se pensiamo poi che in una noticina del Trattato di Lisbona c'è la possibilità di ripristinare la pena di morte in caso di rivolte popolari, il quadro è completo. Il prof. Albrecht Schachtschneider, uno dei quattro giuristi che stilarono uno storico esposto contro il Trattato di Maastricht, ha spiegato come la pena di morte venga reintrodotta alla chetichella. Non è citata nel testo del trattato, ma in una nota di una nota a piè di pagina. E chi accetta il Trattato di Lisbona accetta con ciò anche la Carta dell’Unione Europea,la quale proclama:”La pena di morte è abolita”, ma poi rimanda ad una nota a piè di pagina, in cui si legge: “Eccetto che in caso di guerra, di disordini, di insurrezione”. La cosa è di estrema gravità giuridica. E' una minaccia per tutti di finire come la Siria!”. viviana v., Bologna


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