RIFIUTI TOSSICI

Home Forum SALUTE RIFIUTI TOSSICI

Questo argomento contiene 85 risposte, ha 10 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 9 anni, 7 mesi fa.

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 86 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #55059

    marì
    Bloccato

    BRINDISI / 15-05-2009
    RIFIUTI TOSSICI CENTRALE ENEL A CARBONE, 10 ARRESTI/ disastro ambientale, arrestati anche funzionari ENEL

    BRINDISI (UnoNotizie.it)

    Centrale a carbone di Cerano a Brindisi. Disastro ambientale e associazione a delinquere finalizzata all'attività organizzata di traffico illecito di rifiuti pericolosi.

    Questi i reati ambientali che hanno portato all'arresto di 10 persone nell'ambito di un'importante operazione del Corpo forestale dello Stato eseguita nelle province di Brindisi, Lecce e Reggio Calabria.

    Gli arrestati, tra cui 4 portati in carcere e 6 agli arresti domiciliari, sono accusati di traffico illecito di rifiuti e associazione a delinquere.

    Tra gli arrestati alcuni funzionari ENEL della centrale a carbone di Brindisi.

    Notevole è il danno ambientale provocato dallo smaltimento illecito dei rifiuti tossici pericolosi.

    L'inquinamento provocato dal rilascio di composti solubili ha effetti dannosi sulla salute pubblica a causa delle sostanze contaminanti nel suolo, nel sottosuolo e nella falda idrica, oltre all'alterazione paesaggistica ed idrogeologica, con conseguenti rischi di dissesto in un'area sottoposta a vincoli rigorosi.

    Le indagini iniziate nel 2005 e condotte dal nucleo investigativo provinciale della Polizia Ambientale e Forestale di Reggio Calabria, sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria.

    Alle indagini hanno collaborato anche i servizi segreti italiani, l'AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) l'ex SISDE, una collaborazione di rilievo visto che l'AISI ha fornito il suo importante e valido supporto al Corpo Forestale dello Stato.

    La delicata attività investigativa, iniziata dopo la segnalazione dei cittadini, ha accertato l'esistenza di un'organizzazione malavitosa dedita al traffico illecito di rifiuti pericolosi prodotti in Puglia presso la centrale a carbone Enel “Federico II” di Brindisi, in località Cerano e smaltiti illecitamente nel Comune di Motta S. Giovanni (Reggio Calabria), in località Lazzaro. Tra l'altro il tratto di costa di fronte Lazzaro è un sito di importanza comunitaria denominato “Fondali da Punta Pezzo a capo dell'Armi”.

    I rifiuti tossici, provenienti dalla più grande centrale termoelettrica d'Italia a carbone, di proprietà dell'Enel, ed una delle più grandi d'Europa, venivano occultati in una cava di argilla adiacente un'industria di laterizi nella preziosa area sottoposta oltretutto a vincolo idrogeologico e paesaggistico.

    Gli scarti, classificati come rifiuti pericolosi, venivano declassificati e trasformati, con certificati di analisi ad hoc, in rifiuti non pericolosi ed avviati, apparentemente, al recupero per la produzione dei laterizi.

    L'enorme traffico illecito di rifiuti tossici è stato scoperto grazie all'acquisizione di documenti, riprese video ed intercettazioni telefoniche.

    Diversi anche i sopralluoghi realizzati dal Corpo Forestale presso le imprese produttrici dei rifiuti pericolosi e presso il sito di ultima destinazione.

    Migliaia sono le tonnellate di rifiuti tossici smaltiti spacciandoli per rifiuti non pericolosi e occultandoli in un'area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale a poca distanza dal mare, vicino a terreni agricoli, infatti sono circa 100mila le tonnellate di rifiuti pericolosi smaltiti dal gruppo criminale nel 2006 e 2007 per un profitto di oltre 6milioni e 400mila euro l'anno.

    Sono stati posti sotto sequestro dal Corpo Forestale anche la cava, l'industria di laterizi con automezzi e macchine per movimento terra e 15 autoarticolati utilizzati per i trasporti dalla centrale a carbone di Brindisi a Reggio Calabria, per un valore totale di circa 7 milioni di euro.

    La centrale ENEL Federico II, da dove provenivano i rifiuti tossici, è una centrale termoelettrica a carbone e si trova presso la località Cerano nel territorio di Brindisi. Per estensione è la più grande centrale a carbone d'Italia, addirittura più grande della centrale ENEL a carbone di Civitavecchia, infatti ha un'estensione di circa 270 ettari ed è tra le centrali a carbone più grandi d'Europa. – Uno Notizie –

    nel sito troverete anche due video

    http://www.unonotizie.it/5353-rifiuti-tossici-centrale-enel-a-carbone-10-arresti-disastro-ambientale-arrestati-anche-funzionari-enel.php


    #55060

    marì
    Bloccato

    … ecco i video

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]vGF-QkCTtpw[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=400,302]moogaloop.swf

    CENTRALE A CARBONE, APPELLO DA BRINDISI A CIVITAVECCHIA: NON LA FATE ACCENDERE! 2^ PARTE from UnoNotizie.it on Vimeo.

    [/link]


    #55061

    marì
    Bloccato

    [link=hyperlink url][youtube=400,302]moogaloop.swf

    CENTRALE A CARBONE, APPELLO DA BRINDISI A CIVITAVECCHIA: NON LA FATE ACCENDERE! 3^ PARTE from UnoNotizie.it on Vimeo.

    [/link]


    #55062

    meskalito
    Partecipante

    :aaaa:

    [youtube=320,265]_9WQtUGq544


    #55063

    Omega
    Partecipante

    [quote1248218410=Marì]

    … ecco i video

    [youtube=425,344]vGF-QkCTtpw
    [/quote1248218410]
    I rifiuti tossici non andrebbero prodotti se no poi non sanno dove, perché, cosa e chi seppellire.


    #55064

    Marcopan
    Partecipante
    #55065

    marì
    Bloccato

    Arsenico da record
    di Emiliano Fittipaldi

    Una ricerca del Cnr conferma che il comune di Gela è tra le aeree più inquinate del mondo. Nel sangue dei campioni esaminati ci sono veleni di ogni tipo. Dal piombo al mercurio

    Ora avete il petrolio, disse l'ingegnere. “Il petrolio? Mi creda, se lo succhiano – disse il professore – se lo succhiano. E così finisce col petrolio: una canna lunga da Milano a Gela, e se lo succhiano”. Leonardo Sciascia aveva capito. Aveva scritto in un racconto del 1966, 'Il mare colore del vino', che il petrolchimico della città siciliana non avrebbe portato una lira nelle tasche dei suoi abitanti. Mai, però, avrebbe potuto immaginare che, dopo 40 anni, la città sarebbe diventata famosa in tutto il mondo per i tassi mostruosi di malformazioni e tumori.

    L'area di Gela è una delle più inquinate del mondo, ed è cosa nota. Ma ora l'Oms ha scoperto che nelle vene degli abitanti scorre anche arsenico. Il biomonitoraggio effettuato dal Cnr è durato mesi, e ha dato risultati choccanti: il sangue del 20 per cento del campione, composto in tutto da 262 persone, è pieno di veleno. Oltre all'arsenico ci sono tracce di rame, piombo, cadmio e mercurio. Non si tratta di operai esposti sul lavoro, ma di casalinghe, impiegati, giovani sotto i 44 anni. Residenti a Gela, Niscemi e Butera. Nelle loro urine sono stati trovati livelli di arsenico superiori del 1.600 per cento al tasso-limite. Facendo una proporzione sul totale dei residenti, a rischio avvelenamento potrebbero trovarsi più di 20 mila persone.

    Non stupiscono, visti i risultati delle analisi, i nuovi dati sulla mortalità e le malattie, statistiche che arrivano fino al 2007: “Nell'area in studio”, si legge nel rapporto pubblicato su 'Epidemiologia&Prevenzione', si osserva una mortalità generale per tutti i tumori significativamente più elevata, sia negli uomini sia nelle donne”. Il boom riguarda il cancro alla pleura, ai bronchi e ai polmoni, con eccessi di patologie per lo stomaco, la laringe, il colon e il retto. Un disastro sanitario che è evidente anche nelle tabelle sulle malattie generiche, con troppi ricoveri per malattie psichiatriche e avvelenamenti. Che a Gela si muore d'ambiente sembra provarlo anche un'altro report firmato dall'Istituto superiore di sanità: tra i lavoratori del petrolchimico, i più a rischio sono quelli che, finito il turno, tornano a casa in città. I pendolari non residenti hanno tassi di mortalità per cancro polmonare molto più bassi.

    Lo studio è uno spartiacque. Per la prima volta gli scienziati hanno in mano un potenziale nesso tra inquinamento del territorio e mortalità in eccesso. Un legame che dovrebbe indurre le istituzioni a darsi una mossa, mettendo in campo politiche di prevenzione più efficaci: anche se non sappiamo ancora il tipo di arsenico che circola nel corpo dei gelesi (quello inorganico è cancerogeno, quello organico è tossico, ma assai meno pericoloso) gli scienziati chiedono subito maggiori controlli sugli alimenti, in particolare su verdure, pesci e crostacei.

    Fabrizio Bianchi, epidemiologo del Cnr, ha coordinato la ricerca e non nasconde la sua preoccupazione: “L'impatto ambientale è indubitabile. In mare, nelle acque, sulla terra ci sono concentrazione di metalli superiori fino a un milione di volte i livelli accettabili. L'arsenico non era già presente in forme naturali, come dice qualcuno, ma è stato immesso dall'uomo. La 'pistola fumante'? Diciamo che abbiamo trovato i proiettili, ora dobbiamo capire chi ha sparato”.

    La procura indaga, ma il compito dei pm non è facile. Oggi a Gela è attiva la grande raffineria dell'Eni, ma nell'area per decenni hanno fabbricato clorosoda, acido cloridico e altri prodotti chimici. Le bonifiche già partite sono poche, la stragrande maggioranza dei veleni resta a terra. “Siamo ancora alle conferenze istruttorie”, chiosa Bianchi: “Bisognerebbe accelerare l'iter, anche perché l'arsenico è un composto che non rimane a lungo nel corpo. Le grandi quantità che abbiamo trovato dimostrano che l'esposizione è tutt'ora in corso”.
    (30 luglio 2009)

    http://espresso.repubblica.it/dettaglio/arsenico-da-record/2105667&ref=hpsp

    Fosse solo questo ~grrr

    Io qua in giro ho sentito storie molto strane … donne che hanno dato alla luce bambini malformati.

    :grrr:


    #55066

    marì
    Bloccato

    Londra «rimpatria» tonnellate di rifiuti pericolosi dal Brasile

    L’ultima delle discariche illegali di rifiuti tossici che dalle nazioni industrializzate si riversano nei Paesi in via di sviluppo è il Brasile. Qui sono state scoperte oltre 1.400 tonnellate di rifiuti «pericolosi»: stipate in 90 container, sono arrivate da Felixstowe (Inghilterra orientale) nel porto di Santos (vicino a San Paolo) e in altri due scali nello Stato meridionale del Rio Grande do Sul.
    Dopo la forte condanna delle autorità brasiliane e l’apertura di un’inchiesta, ieri Londra ha promesso che riporterà in patria tutto il carico pericoloso. Liz Parks, direttore dell’Agenzia britannica per l’Ambiente, ha precisato che il rimpatrio richiederà alcune settimane.
    Le aziende che hanno ricevuto i container si attendevano plastica riciclabile. Invece, aprendo i container, cosa hanno trovato? Scarti ospedalieri – sacchetti pieni di sangue, siringhe -, rifiuti tossici domestici – residui di cibo in decomposizione, pannolini e preservativi – e rifiuti elettrici, come batterie.
    La scoperta ha generato rabbia a Brasilia. I funzionari dell'Agenzia dell'Ambiente (Ibama) specificano che «il Brasile non è la discarica del mondo» e sottolineano che in questo modo Londra ha violato la Convenzione di Basilea che vieta l’esportazione di rifiuti pericolosi verso i Paesi poveri. Le autorità brasiliane sono convinte che sia in atto un tentativo di sfruttare il Paese più esteso dell'America latina come una nuova discarica per i rifiuti pericolosi, così come già succede altrove in maniera incontrollata, in particolare in India, Cina e Africa.
    Nel presunto traffico illegale, l’Ibama ha verificato il coinvolgimento di due società britanniche – la Worldwide Biorecyclables e la Uk Multiplas Recycling di Swindon – appartenenti a un brasiliano. Su entrambe le ditte è in corso un’indagine ordinata dal ministro britannico dell’Ambiente, Hilary Benn. L'ambasciata del Regno Unito precisa che, se dai controlli risulteranno violazioni internazionali, il governo non esiterà a prendere provvedimenti.
    Per la Gran Bretagna, però, non si tratta di una prima volta. Di recente il ministro della Difesa non è stato in grado di spiegare perché uno dei suoi computer sia stato trovato dai giornalisti del Times in una discarica tristemente famosa alla periferia di Accra, in Ghana.
    http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=367859

    Articoli correlati

    http://shippingonline.ilsecoloxix.it/p/ambiente/2009/07/18/AMJn1HlC-rifiuti_sporchi_segreti.shtml

    http://periodicoitaliano.info/2009/07/18/la-discarica-brasiliana/

    http://periodicoitaliano.info/2009/07/18/scoperta-lultima-discarica-rifiuti-tossici-dallinghilterra-al-brasile/

    ~grrr


    #55067

    marì
    Bloccato

    AHHHhhhhhh che bello … a volte ri-tornano al mittente 😉

    06 agosto 2009 | 14:36

    Il Brasile restituisce 1500 tonnellate di rifiuti tossici al Regno Unito

    Brasile. Circa 1.500 tonnellate di pericolosi prodotti tossici arrivati in Brasile e provenienti dal Regno Unito stanno tornando al paese d'origine, dopo che l'Istituto Brasiliano per l'Ambiente e le Risorse Naturali Rinnovabili ha verificato che l'etichetta di “plastica riciclabile” non era veritiera. Nel cargo infatti erano rinchiuse siringhe, profilattici e pannolini sporchi. I tre responsabili dello scherzetto, tre uomini di 24, 28 e 49 anni, sono stati arrestati e rischiano una multa e più di due anni di carcere.
    Gli 81 container con materiali di scarto casalinghi e ospedalieri, secondo l'Istituto, sono arrivati in Brasile fra Febbraio e maggio di quest'anno ed erano etichettati come materiale adatto al riciclaggio. Il governo brasiliano ha detto che presenterà una denuncia al WTO per questa spedizione, che infrange una norma della Convenzione di Basilea che proibisce esplicitamente il traffico fra nazioni di materiale tossico.
    http://www.sabatoseraonline.it/home_ssol.php?site=1&n=articles&category_id=16&article_id=119752&l=it

    :hehe:


    #55068
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Mamma mia…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

Stai vedendo 10 articoli - dal 1 a 10 (di 86 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.