Scandalo delle mozzarelle blue

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 8 anni fa.

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  • #58968
    farfalla5
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    MOZZARELLE BLU A TORINO:
    APERTA INCHIESTA -VIDEO

    La procura di Torino ha aperto un fascicolo sulle mozzarelle che, una volta estratte dalla confezione, assumevano una colorazione blu. L'iniziativa fa seguito alle indagini e alle scoperte dei carabinieri del Nas. A coordinare gli accertamenti giudiziari è il pubblico ministero Raffaele Guariniello, capo del pool dei magistrati torinesi che si occupano di tutela del consumatore.

    ESPERTO: «UNA SOSTANZA NELL'IMBALLAGGIO» La sostanza che ha fatto diventare blu le mozzarelle sequestrate a Torino, una volta aperta la confezione, può essere stata messa durante il processo di salatura o provenire dall'inchiostro dell'imballaggio, che non si è fissato bene: sono queste le due ipotesi che si sente di fare Mario Malinconico, direttore di ricerca del Cnr presso l'istituto di chimica e tecnologia dei polimeri di Pozzuoli. «Il colore blu della mozzarella – spiega – si produce per una reazione di ossidazione con l'aria. Deve quindi esserci qualche sostanza fotossidabile che è finita nella mozzarella o nell'ultima fase di lavorazione, che è quella della salatura che avviene in una salamoia per alcune ore, oppure con l' imballaggio. Nelle fasi precedenti non è possibile, perchè altrimenti sarebbe stato già visibile all'azienda produttrice». Se non si è trattato della salamoia, dice Malinconico, che lavora con il Cnr alla realizzazione di imballaggi con sostanze naturali, allora il problema può essersi verificato con l' imballaggio. «L'inchiostro usato per la confezione, che contiene pigmenti con complessi metallici – continua – può non essersi fissato bene e quindi, tramite le componenti grasse del liquido di governo della mozzarella, trasferitosi sulla superficie del latticino. Una volta imballata, sulla mozzarella non arrivano più ossigeno nè luce, quindi non si può vedere quello che succede».

    TOSSICITA' ANCORA SCONOSCIUTA Non si sa ancora se le mozzarelle sequestrate dai Nas di Torino siano tossiche, nè quale sia la sostanza che, al contatto con l'ossigeno, causa la colorazione blu. Potrebbe essere a base di rame, nichel, piombo, ma la certezza ci sarà solo dopo i risultati delle analisi dell' istituto zooprofilattico. Gli inquirenti vogliono mantenere il riserbo sul nome della catena dei discount interessata, anche perchè, è stato spiegato, «la società si è comportata bene disponendo l'immediato ritiro di tutti i pezzi dai vari punti di rivendita e procedendo con diverse contestazioni presso il produttore tedesco». Il lotto interessato dal problema è quello delle mozzarelle con scadenza 20 giugno, ma a scopo cautelativo sono state sequestrate anche quelle con scadenza prima e anche più in là nel tempo. Questo perchè se la sostanza inquinante fosse nell' acqua, questa potrebbe essere stata usata per confezionare più lotti. Le confezioni di mozzarelle sequestrate erano in vendita a un euro e 75 centesimi o a due euro, a seconda della grandezza.

    CONSORZIO BUFALA: CONTROLLARE LATTE ESTERO «Prima di tutto va ben chiarito che le mozzarelle sequestrate a Torino sono prodotte con latte vaccino e non di bufala. Non si tratta quindi del prodotto dop, ma di un prodotto a basso costo e bassa qualità». Così il presidente del Consorzio di Tutela della Mozzarella di bufala Campana Dop, Luigi Chianese, commenta la notizia del sequestro di circa 70 mila mozzarelle eseguito dai Nas a Torino. «Spero che i mass-media trasmettano un messaggio corretto ai consumatori, che eviti danni di immagine alla mozzarella di bufala». Quanto alla colorazione blu assunta dalle mozzarelle sequestrate, Chianese avanza l'ipotesi che si tratti della reazione chimica di sostanze utilizzate per aumentare la durabilità del prodotto. «Di latte vaccino proveniente dall' estero, ed a costi più bassi, in Italia ne arriva molto ma per la produzione di mozzarella di bufala, che è concentrata in Campania ed in un' area limitata, non viene utilizzato. Noi del Consorzio auspichiamo controlli rigorosi sulla qualità del latte importato, anzi auspichiamo che la magistratura sia severa». Secondo i dati dei produttori riuniti nel Consorzio di Tutela della mozzarella di bufala, la mozzarella Dop non conosce crisi. «Anche l' effetto dell'allarme, poi rientrato, sulla brucellosi e la diossina è svanito e adesso la nostra produzione non riesce a soddisfare la richiesta per mancanza di latte – dice Chianese – quest'anno non abbiamo effettuato la promozione nella grande distribuzione. Sulla mozzarella di bufala nei supermercati non c'è neanche un volantino perchè non riusciamo a soddisfare le richieste».

    GALAN: ATTENDO VERIFICHE ADEGUATE «Prima di esprimere un giudizio di merito su di una vicenda che presenta alcuni aspetti in apparenza inquietanti, ho dato immediate disposizioni ai competenti uffici del Ministero al fine di avere tutti i dati indispensabili per formulare un parere adeguato alla necessità di garantire massima sicurezza ai nostri consumatori». È quanto si legge in una nota del ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali, Giancarlo Galan, in merito al sequestro di circa 70mila mozzarelle effettuato dai Carabinieri Nas di Torino.

    COLDIRETTI: 50% LATTE ESTERO La metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte straniero o addirittura una su quattro con cagliate industriali (semilavorati) provenienti dall'estero. Lo denuncia la Coldiretti esprimendo apprezzamento per l'operazione dei Nas di Torino che «fa luce su un fenomeno che inganna consumatori e allevatori italiani e mette a rischio la salute dei cittadini». Dalle frontiere italiane sono passati in un anno – sostiene la Coldiretti – ben 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi all'insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori. «Il risultato è che – precisa la Coldiretti – tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro venduti in Italia sono stranieri mentre la metà delle mozzarelle in vendita sono fatte con latte o addirittura cagliate provenienti dall'estero ma nessuno lo sa perchè non è obbligatorio indicarlo in etichetta». Secondo l'indagine Coldiretti-Swg sulle abitudini degli italiani la quasi totalità dei cittadini (97%) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti. «Colmare questo ritardo – continua l'associazione – è una grande responsabilità nell'interesse degli imprenditori agricoli ma soprattutto dei consumatori e della trasparenza e competitività dell'intero sistema Paese. Un segnale incoraggiante arriva dal Parlamento Europeo che ha votato finalmente a favore dell'obbligo di indicare il luogo di origine/provenienza per carne, pollame, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce».
    Gli importanti risultati delle attività di controllo vanno accompagnati da misure strutturali come l'obbligo di estendere al latte e a tutti i prodotti derivati l'obbligo di indicare in etichetta l'origine per smascherare l'inganno del falso Made in italy rischioso per la salute. È quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente l'operazione dei Carabinieri dei Nas di Torino che hanno sottoposto a sequestro cautelativo sanitario settantamila mozzarelle prodotte in Germania che si colorano di blu all'apertura. In Italia l'indicazione della reale origine per i prodotti lattiero caseari è obbligatoria solo per il latte fresco, ma – spiega la Coldiretti – non per quello a lunga conservazione, per lo yogurt, i latticini o i formaggi. Per questo va sostenuto in Parlamento l'approvazione del disegno di legge sull' etichettatura obbligatoria di origine degli alimenti presentato che al Senato è già stato ampiamente condiviso sia in commissione Agricoltura che in Aula.

    SEQUESTRATE MOZZARELLE BLU Quelle mozzarelle, una volta aperta la confezione, si coloravano di blu. Un fenomeno filmato con un telefonino da una donna e denunciato ai carabinieri del Nas di Torino, che ne hanno sequestrate 70 mila presso una importante piattaforma della grande distribuzione. Erano destinate a numerosi discount di tutto il Nord Italia. Le mozzarelle dei 'puffì provenivano da uno stabilimento industriale tedesco, presso il quale era stato commissionato dalla società italiana che lo commercializza. Al momento i militari dell'Arma non conoscono i motivi della strana pigmentazione che l'alimento assume a contatto con l'aria. I campioni del prodotto sono stati inviati ai laboratori dell'istituto Zooprofilattico di Torino e a centro antidoping dell'ospedale San Luigi Gonzaga di Orbassano (Torino). Ci vorrà qualche giorno per stabilire se contengono sostanze tossiche e solo in questo caso potranno essere formulate ipotesi di reato. I carabinieri hanno comunque scongiurato pericoli alla salute pubblica: tutte le mozzarelle blu in circolazione sono state ritirate dal mercato e non c'è il pericolo di trovarne qualche esemplare nei banchi frigo della grande e piccola distribuzione.

    http://www.leggo.it/articolo.php?id=68599&sez=ITALIA


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #58969
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    stanno usando i puffi per fare il latte ? 😀


    #58970
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1277037642=Richard]
    stanno usando i puffi per fare il latte ? 😀
    [/quote1277037642]
    Buona questa :hehe:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #58971
    NEGUE72
    NEGUE72
    Partecipante

    oddio che orrore!
    purtroppo tutti ci riforniamo nei supermercati…ma quando posso vado in un caseificio vicino Roma dove fanno la Bufala vera,e la differenza si sente.
    In generale (anche se non è una regola d0'oro) bisogna diffidare da ciò che costa troppo poco.
    ma in periodi come questi come si fa?


    #58972

    Erre Esse
    Partecipante

    Ho paura che questa non sia una bufala!!!
    :hehe:


    #58973

    xxo
    Partecipante

    [quote1277060611=NEGUE72]
    purtroppo tutti ci riforniamo nei supermercati…
    [/quote1277060611]
    Con un minimo di attenzione si riesce a non andare nei supermercati. Ci sono un sacco di piccoli market biologici, in ogni cittadina. Mi stupirei non ci fossero a Roma. Personalmente è del tempo che non vado nei supermercati e, pur abitando in una piccola cittadina, trovo sempre prodotti giusti attraverso i quali esaltare i gusti della mia alimentazione vegetariana, spessissimo vegana.

    Cerca bene Negue, sono sicuro che troverai il modo di cancellare i supermercati :fri:


    #58974
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Latte sorvegliato speciale

    Questa volta le mozzarelle color blu sono italiane
    . E il ministero della Salute interviene a razzo. Il caso delle confezioni di latticini contaminate a marchio Granarolo non poteva passare inosservato, così il ministro Ferruccio Fazio per ora non apre un’inchiesta, ma intanto ordina controlli a tappeto. E rassicura sulle azioni continue di monitoraggio degli stabilimenti di produzione di mozzarelle, come sulle fasi di lavorazione e commercializzazione dei prodotti caseari. Nas, istituti zooprofilattici sperimentali, servizi veterinari delle Asl, delle Regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano: tutti allertati per l’emergenza del latticino azzurro. Non solo, il dicastero ha convocato un tavolo operativo con l’Istituto superiore di sanità e gli istituti zooprofilattici per valutare i risultati delle analisi effettuate finora con i dati scientifici a disposizione. Obiettivo del vertice ministeriale, poter offrire indicazioni operative agli organi di controllo ed alle aziende. L’intervento ministeriale è davvero massiccio: previsto a breve anche un incontro con le associazioni del settore lattiero caseario per sensibilizzare quanti operano nell’alimentare, chiedere collaborazione alle autorità sanitarie ed elaborare un piano strategico comune sul fronte igienico sanitario. Da parte sua Granarolo, dopo la dichiarazione di estraneità rispetto alla provenienza del latte tedesco, ora punta il dito. Il colosso bolognese infatti, fa sapere che i loro tecnici si erano accorti che nella Milchwerk Jager non tutto funzionava a dovere e tira anche fuori una raccolta di documenti (già consegnata agli investigatori) in cui sembra abbiano espresso le loro perplessità. Granarolo conferma di aver acquistato dall’azienda della Germania formaggio a pasta filata, poi trasformato in provola dolce. Soprattutto rivela di aver verificato negli anni che la Jager non era “conforme” agli standard. Eppure ha continuato ad acquistare i suoi prodotti.

    http://ricerca.gelocal.it/ilcentro/archivio/ilcentro/2010/07/26/CA3PO_RA201.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
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    #58975
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Quando le mozzarelle di bufala sono di latte congelato

    Manfredonia – UN articolo pubblicato due giorni fa dal Financial Times , e ripreso dalla Coldiretti, ha sostenuto che in Campania si sta sempre più diffondendo il fenomeno dell’importazione di latte di bufala congelato proveniente dalla fazenda brasiliana Ilha Grande Investments (fondata da un italiano). Tale azienda, che alleva bufale su 80 mila ettari dovrebbe consegnare, già a partire da agosto, oltre 20mila chili al giorno di latte di bufala in Campania.

    LA SMENTITA DEL MINISTERO – Una nota Ministero della Salute diffusa ieri, 30 luglio, smentiva seccamente la notizia partita dal prestigioso giornale americano. “In merito a notizie diffuse da organi di informazione- si legge nella comunicazione- su possibili importazioni di latte o prodotti lattiero caseari dal Brasile in Italia destinati alla produzione di mozzarella di bufala campana si precisa che sulla base della normativa comunitaria e nazionale, è vietata l’importazione in provenienza dal Brasile di tali prodotti”. La mozzarella di bufala campana, garantita dal marchio e dalla denominazione di origine (Dop), stabilite dal disciplinare approvato dall’Unione Europea, è prodotta anche da alcune aziende casearie nei comuni delle province di Foggia, come Manfredonia, San Giovanni e Torremaggiore.

    MANCATA ORIGINE DEL PRODOTTO – In base ad una normativa votata lo scorso giugno dal Parlamento Unione Europea, è obbligatorio, per gli Stati membri della UE, indicare il luogo di origine o provenienza per carne, pollame, prodotti lattiero caseari, ortofrutticoli freschi, tra i prodotti che si compongono di un unico ingrediente (che oltre al prodotto agricolo prevedono solo degli eccipienti come acqua, sale, zucchero) e per quelli trasformati che hanno come ingrediente la carne, il pollame ed il pesce. Tale disposizione però non è ancora stata resa esecutiva dall’Unione.

    LA MOZZARELLA BLU A FOGGIA – In tre settimane i NAS hanno provveduto a sequestrare ben 70.000 mozzarelle “blu” destinate al mercato del Nord Italia. Ciononostante, anche a Foggia, lo scorso 24 luglio, una mozzarella comprata in un supermercato, proveniente dalla Germania, fu sequestrata dai carabinieri dopo la denuncia dell’acquirente che aveva aperto la confezione alcuni giorni dopo l’acquisto. A quanto si è appreso il latticino, oltre al colore inusuale, emanava un cattivo odore. L’alimento è preso in consegna dai militari del Nas in arrivo a Foggia da Bari.

    MOZZARELLA TEDESCA, NOME ITALIANO – I prodotti contaminati, provenienti dall’azienda tedesca “Milchwerk Jaeger Gmbh & Co.” venivano venduti sotto il marchio di 3 famosi discount: Land (Eurospin), Lovilio (Lidl) e Malga Paradiso (MD discount) e presentavano nomi italiani come Fattoria Paradiso, Fattorie Torresina e Monteverdi. A causare l’insolita pigmentazione, un batterio presente nell’acqua di refrigerazione. Si trattava, di conseguenza di prodotti caseari prodotti con latte congelato. E nello scandalo delle “mozzarelle dei puffi” è stata coinvolta anche una nota azienda italiana.

    LA GRANATOLO E’ SEMPRE PIU’ BLU- L’azienda Granarolo era consapevole che il suo fornitore tedesco di materia prima, Milchwerk Jager Gmbh, gli vendeva prodotti non conformi che comunque erano utilizzati per produrre una provola dolce. Questo emergerebbe, secondo quanto riferito dall’Aduc, Associazione per i diritti degli utenti e consumatori, dal sopralluogo nella sede della Granarolo effettuato dalla polizia giudiziaria, lo scorso 24 luglio, inviata dal pm Raffaele Guariniello. Per l’Aduc si tratta di ”uno schiaffo a tutti coloro che, fin dall’inizio, hanno giocato a ‘dagli allo straniero’ e ‘il made in Italy garantisce contro queste schifezze’ perche’ la prima mozzarella blu era di questa azienda tedesca, ma le successive no”.

    UN NUOVO SISTEMA DI ANALISI, messa a punto con la collaborazione della facoltà di Agraria della Università di Bari, consente di rilevare se una mozzarella vaccina è stata realmente prodotta con latte fresco o se, invece, è stata realizzata utilizzando cagliate congelate o cagliate refrigerate vecchie. Dalle prove effettuate su un totale di 13 campioni di mozzarelle provenienti da diversi caseifici ben 6, e cioè quasi la metà (46 per cento), sono risultate non ottenute esclusivamente con il latte fresco. Lo ha reso noto la Coldiretti nel corso della mobilitazione al valico del Brennero dove migliaia di allevatori e coltivatori provenienti dalle diverse regioni stanno manifestando a difesa del Made in Italy.

    IL MADE IN ITALY- La mozzarella è il formaggio più’ acquistato in quantità ed è presente sulle tavole di quasi sei italiani su dieci. La mozzarella è il simbolo del Made in Italy all’estero dove viene destinato ben il 18 per cento della produzione nazionale per una quantità di quasi 50 milioni di chili e un valore di 208 milioni di euro nel 2009 (fonte: gazzettaeconomica.com). Ma all’estero proliferano però le imitazioni come negli Stati Uniti dove la mozzarella è il formaggio di tipo italiano più imitato con una produzione di quasi 2 miliardi di chili all’anno.

    LATTE CONGELATO DALLA LITUANIA- Complessivamente in Italia sono arrivati 8,8 miliardi di chili in equivalente latte (fra latte liquido, panna, cagliate, polveri, formaggi, yogurt e altro) utilizzati in latticini e formaggi all’insaputa dei consumatori e a danno degli allevatori perché non è obbligatorio indicare la provenienza in etichetta. Si utilizza anche moltissima cagliata congelata (un semilavorato industriale) proveniente da paesi lontani come la Lituania che nel 2009 ha aumentato le importazioni verso il nostro paese del 20 per cento rispetto anno 2008. Le cagliate congelate da impiegare nella produzione di mozzarelle arrivano principalmente da Lituania, Ungheria, Polonia, Germania, ma la loro presenza non viene indicata in etichetta perché non è ancora obbligatoria l’indicazione di origine.

    LA CONCORRENZA SLEALE- Oltre ad ingannare i consumatori, denunciano gli allevatori italiani, si tratta di una concorrenza sleale nei confronti dei produttori che utilizzano esclusivamente latte fresco, perché per produrre un kg di mozzarella “tarocca” occorrono 900 grammi di cagliata dal costo di meno di 3 euro/kg, mentre il prezzo al pubblico di un kg di mozzarella vaccina di qualità non può essere inferiore ai 6/7 euro/kg. Le stalle italiane peraltro sono le più controllate e ci sono circa 6000 veterinari contro i mille della Francia, con una media di un controllo ogni 5/6 giorni. E in periodo di crisi molti consumatori potranno essere allettati dall’acquisto di in prodotto economico ma dalla dubbia provenienza e sicurezza.
    http://www.statoquotidiano.it/31/07/2010/quando-le-mozzarelle-di-bufala-sono-di-latte-congelato/32473/


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    #58976
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Piombino: è allarme latte blu
    sul Tirreno il primo giorno c'era scritta la marca di questo latte, Candia.

    http://libero-news.it/news/465857/Piombino____allarme_latte_blu_.html


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    #58977
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Mozzarelle blu in una mensa scolastica di Genova

    Si torna a parlare di mozzarelle blu, dopo l’allarme diossina e il maxisequestro di circa 70mila latticini tossici a Torino nel giugno scorso; mozzarelle e latticini “dei puffi” destinati alla grande distribuzione nei discount del Nord Italia.
    Oggi le maestre della scuola elementare Brignole Sale di Genova, alla vista delle mozzarelle blu, hanno bloccato il pranzo e chiesto controlli. Per la Commissione mense del comune ligure si tratta di semplice muffa, o di lievito, non c’è pericolo per la salute e non si teme il rischio diossina. Si attendono ugualmente le analisi dell’Asl per maggiore sicurezza. Nella città di Genova questo è il quinto caso di mozzarelle o formaggi blu.
    [Fonte: Ansa]


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