Scienziati "tossici"

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Questo argomento contiene 8 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  altair 10 anni, 8 mesi fa.

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    Articoli
  • #50963

    altair
    Partecipante

    Notizia fresca fresca.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/farmaci-ritalin/farmaci-ritalin/farmaci-ritalin.html

    Spazio ai commenti.

    p.s.
    iniziato fa il bravo… :p


    #50964

    deg
    Partecipante

    Ambè!…..
    Gli atleti si dopano per la muscolatura….(!)….
    Difficile giudicare…..
    A livello individuale sarei tentata di dire che ognuno fa quello che meglio crede per raggiungere l'obiettivo che più gli preme. 'Sti scenziati sapranno pure cosa fanno…
    Ma c'è sempre un livello di responsabilità comune che non posso ignorare: i bambini, mica lo decidono loro se prendere o no il Ritalin!


    #50966

    altair
    Partecipante

    I bambini non decidono mai nulla.
    Sono sempre gli adulti che decidono per loro.

    Schierarsi contro l'uso del Ritalin somministrato ai bambini e basta significa esaminare il problema in maniera parziale.

    A monte c'è ben altro.

    In una news pubblica qui su AG si collegava la sindrome da deficit dell'attenzione e l'irrequietezza all'abuso di zucchero contenuto nelle bevande analcoliche e nelle merendine consumate in quantità industriali dai bambini.

    Molti chiacchieroni che si scagliano contro il Ritalin lo fanno magari mentre sorseggiano bicchieroni delle più famose bevande gassate o mentre sgranocchiano i più “sintetici” prodotti dolciari che l'industria offre senza badare a spese pubblicitarie.

    Si bada alle conseguenze, alle soluzioni estreme che la società adotta per cercare di porre rimedio alle storture e si perdono di vista le cause, ovvero ciò che il perverso sistema agro-alimentare ha prodotto.

    Manca la consapevolezza di cosa significhi condurre un'esistenza sana e il genitore che permette al figlio di rimpinzarsi come gli pare acquistando tutto ciò che nell'immaginario collettivo passa come “salutare” “piacevole” “indispensabile” non afferra la matrice del problema.

    Tutto alla fine risulta interconnesso; il problema (cattiva alimentazione) – il rimedio (Ritalin), il cerchio del sistema produttivo si compenetra attraverso i suoi elementi e si chiude.

    Finché non si afferra questo e il problema continua quotidianamente a reiterarsi l'unico rimedio resta il Ritalin poichè non si può abbandonare a se stessi bambini già “drogati” da tutte le schifezze in libera vendita che assumono ogni giorno, regolarmente, a colazione, pranzo, cena e anche fuori dai pasti.

    Il problema non è il Ritalin, il Ritalin è una toppa, la pezza che la società tenta di mettere quando il malessere generato da uno pseudo-progresso sfugge al controllo e non si sa più cosa fare.

    Tornare indietro?
    Iniziare a dire alla gente attraverso i grossi media che l'immane consumo di schifezze alimentari va evitato?

    Impossibile.

    Giornali, riviste, televisioni campano e prosperano grazie alla pubblicità delle aziende che andrebbero criticate e quindi non le criticano, magari pubblicano lunghe e dettagliate inchieste sull'uso del Ritalin, magari si schierano contro, ma evitano di approfondire: non si sputa nel piatto nel quale si mangia, è questa la logica ferrea che guida il mercato.

    Piccole voci indipendenti come AG e tutti i blog, siti, testate giornalistiche che tentano di fare luce hanno un pubblico di nicchia, fatto di persone già avvertite da un percorso personale fatto di ricerca, curiosità, mancanza di pregiudizi.

    Questo pubblico consapevole trova conferme e approfondimenti su quello che più o meno già sa e apprende cose nuove poichè è pronto a farlo.

    Il paziente lavoro di persone che con passione tentano di fare controinformazione non raggiunge la cosiddetta “massa critica” *, che continua a vivere nel limbo mediatico orchestrato ad arte dai signori del profitto.

    L'inizio di un percorso di consapevolezza parte da noi stessi e nessuno può servirci la pappa pronta: le migliori pietanze non possono essere apprezzate da chi non è pronto a gustarle.

    * Quando attorno a un'opinione o a un'idea si raccoglie una massa critica di consenso, questo può comportare la sua accettazione generale, modifiche all'opinione comune sull'argomento, e possibilmente anche conseguenze pratiche. fonte: Wikipedia. http://it.wikipedia.org/wiki/Massa_critica


    #50965

    deg
    Partecipante

    Bella analisi. Consapevole ed amara (per forza!).

    La domanda suggerita implicitamente è: ci potrà essere un allargamento di presa di coscienza nonostante la “massa critica” sia stata raggiunta ormai in questa società del consumo e le persone stiano perdendo la loro capacità di giudizio?

    Abbiamo del lavoro… 😕


    #50967

    iniziato
    Partecipante

    Per raggiungere massa critica occorre energia.
    Energia in termini qualitativi più che quantitativi.

    Mi spiego.

    Io do poco a tanti; risultato scarso
    Do molto a pochi; il risultato potrebbe essere sufficiente.

    I pochi che hanno ricevuto il seme saranno nuovi nodi. Il problema che prima di poter avere la giusta energia (consapevolezza) passa del tempo. Quindi la massa critica si raggiunge a lungo / lunghissimo termine.

    Unica alternativa, uno shock o una sofferenza di massa capace di sconvolgere un insieme davvero grande di individui.

    Riprendendo il discorso di altair: Io do energia (consapevolezza) ad un individuo, l'individuo riceve il messaggio e lo comprende in base alle proprie capacità meno il grado di intossicazione (culturale, ambientale e soprattutto Alimentare) che ha maturato nell'arco della sua propria esistenza.

    Più le genti sono intossicate (addormentate, rese superficiali a livello di capacità logica) più è difficile che il messaggio arrivi. Risultato occorre avere una quantità di energia davvero elevata per dare un messaggio che attecchisca e occorre anche scegliere il terreno al quale dare il seme ( le perle ai porci) a meno che si non essere un Cristo e quindi avere l'energia necessaria da risvegliare un cieco….


    #50968

    deg
    Partecipante

    Infatti intendevo “massa critica” (tra virgolette) di intossicazione!
    Voleva essere ironico !dodge
    Concordo con quanto dici a proposito di scegliere il terreno e ribadisco: c'è tanto lavoro! Le persone non sempre (qualche volta) vengono da sole a raccogliere il messaggio da chi può dare loro qualcosa, bisogna muoversi, darsi da fare per incontrarle, perlomeno non rinchiudersi in casa ad aspettare.
    Se potessi scegliere, preferirei questo percorso alla sofferenza di massa di cui parli……mi suona troppo come il :”Qui ci vorrebbe una buona guerra” che ho sentito a volte da anziani nostalgici! !mistrust


    #50969

    altair
    Partecipante

    Eccola qui la “consapevolezza”.

    http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/politica/elezioni-2008/montalcini/montalcini.html

    E a questi cosa gli vai a raccontare?

    Se ero lì mi giocavo la fedina penale incensurata. ~:(


    #50970

    iniziato
    Partecipante

    al di la di massa critica, dalla massa in se e per se è bene stare lontani.
    Bel mondo !


    #50971

    deg
    Partecipante

    Cavolo Altair….Siamo proprio arrivati alla frutta….. !sad


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