SCOPERTE

Home Forum L’AGORA SCOPERTE

Questo argomento contiene 0 risposte, ha 1 partecipante, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 11 mesi fa.

Stai vedendo 1 articolo (di 1 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #129259

    marì
    Bloccato

    Viaggio da Petra a Shawbak
    l'arte dell'incrocio tra civiltà



    FIRENZE
    – Il titolo della mostra è di quelli che piacciono tanto agli archeologi, ma che fanno cadere le braccia e scegliere un'altra destinazione, “Archeologia di una frontiera”. Ma attaccatevi alla prima parte del titolo, “Da Petra a Shawbak”, e allora vi si apriranno incredibili, sconosciuti orizzonti su questa parte del deserto della Giordania meridionale, a circa metà strada fra Mar Morto e Mar Rosso. Frontiera, non come separazione, piuttosto occasione di incroci culturali fra civiltà, reciproche influenze e convivenza di religioni (anche nello stesso castello), fra il Mediterraneo Orientale e il mondo sconfinato del deserto arabico.

    In una zona, per dirne una, di transito delle carovane fra Siria ed Egitto, di snodo fra queste vie e quelle per la Mecca. In un periodo che va dai Nabatei (i creatori in una valle rocciosa di Petra che in greco vuol dire “la roccia”), dal 312-313 avanti Cristo; alla conquista romana nel 106 dopo Cristo, alla piena età romano-bizantina dal II al VII secolo; al primo periodo islamico degli Omayyadi-Abbasidi-Fatimidi; all'occupazione e stabilizzazione crociata dal 1100 al 1189; agli Ayyubidi di origine curda, la nuova dinastia di Ayyub Salah al-Din (il Saladino, conquistatore di Gerusalemme e di Shawbak), fra 1174 e 1250; al sultanato mamelucco, la dinastia militare di ex schiavi che si impadronì della Giordania (e degli Stati ayyubidi) verso il 1263.

    Gli orizzonti su una delle più straordinarie aree archeologico-monumentali del Vicino Oriente, sono aperti da questa mostra (fino all'11 ottobre alla Limonaia del Giardino di Boboli, Palazzo Pitti), frutto di venti anni di scavi, studi e ricerche della cattedra di archeologia medievale dell'Università di Firenze, diretta da Guido Vannini che è anche il curatore della mostra e curatore con Michele Nucciotti del catalogo (Giunti). L'esplorazione è cominciata dai castelli di Petra di Al-Habis e Al Wu'ayra ed è continuata sul castello di Shawabak. Con scavi, documentazione e progetto di restauro condotto insieme al dipartimento delle antichità e l'autorità delle risorse naturali della Giordania. A Shawbak l'Università fiorentina guida una équipe internazionale. Questa ricerca “sta preparando una diversificazione sostenibile delle attrazioni” turistiche della Giordania.

    il resto dell'articolo
    http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/arte/recensioni/petra-mostra/petra-mostra/petra-mostra.html


Stai vedendo 1 articolo (di 1 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.