SCOPERTI 3 NUOVI GENI LEGATI ALL'INSORGERE DELL'ALZHEIMER

Home Forum SALUTE SCOPERTI 3 NUOVI GENI LEGATI ALL'INSORGERE DELL'ALZHEIMER

Questo argomento contiene 3 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 10 mesi fa.

Stai vedendo 4 articoli - dal 1 a 4 (di 4 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #57371

    marì
    Bloccato

    (ASCA) – Roma, 7 set – Due nuovi geni strettamente legati all'insorgenza della malattia di Alzheimer: la scoperta, di cui si legge sull'ultimo numero di Nature Genetics, arriva dallo studio inglese Gwas (Alzheimer's genome-wide association study), il piu' grande mai realizzato sulle origini genetiche dell'Alzheimer. I due geni individuati, CLU – neuroprottettore – e PICALM – importante per le connessioni tra le cellule cerebrali – sono i primi geni ad essere associati all'Alzheimer a partire dal 1993, quando venne scoperto il primo gene correlato all'insorgenza della patologia. La ricerca, eseguita su 16 mila individui, e' stata guidata da Julie Williams, responsabile della divisione scientifica dell'Alzheimer's Research Trust, ed e' stata condotta dai ricercatori di diverse universita' inglesi in collaborazione con istituti irlandesi, tedeschi, belgi, greci e americani.

    Questa scoperta, spiegano i ricercatori, potrebbe fornire agli scienziati nuovi elementi per lo sviluppo di nuovi trattamenti: ''Dallo studio emerge inoltre che altri geni possono essere identificati utilizzando questo metodo – spiega Rebecca Wood, direttrice dell'Alzheimer's Research Trust – e per il prossimo anno i ricercatori stanno gia' progettando uno studio piu' ampio che coinvolga 60 mila persone''.

    Un terzo gene associato all'Alzheimer (noto come CR1), di cui si legge in un altro studio pubblicato nello stesso numero di Nature Genetics, e' stato recentemente individuato da un gruppo di ricercatori francesi.

    http://www.asca.it/news-SALUTE__SCOPERTI_3_NUOVI_GENI_LEGATI_ALL_INSORGERE_DELL_ALZHEIMER-857199-ORA-.html

    Qui c'e' il video di Repubblica

    http://tv.repubblica.it/tecno-e-scienze/alzheimer-importante-scoperta/36530?video

    🙂


    #57372

    zret
    Partecipante

    L'Alzheimer è causato dai metalli.


    #57373

    Spiderman
    Partecipante

    Come diventare dementi per il gusto di mangiare
    un hamburger

    È disponibile un grosso numero di ricerche che dimostrerebbe che la malattia di Alzheimer sarebbe correlata con il consumo di carne e latticini. Allora perché non è stata divulgata anche questa informazione? Una percentuale compresa tra il 6 e l'8 % della popolazione di età superiore ai 60 anni è affetta da malattia di Alzheimer, e l'incidenza sta crescendo rapidamente.

    È realmente possibile non intraprendere nessun provvedimento sul piano nutrizionale per cercare di influenzare le nostre probabilità di evitare questa malattia? Che cosa è noto dalla letteratura scientifica sui rapporti tra dieta ed Alzheimer?

    Evitare l'Alluminio
    La più importante correlazione trovata nel corso di una ricerca su Medline è l'associazione tra Alluminio e morbo di Alzheimer. La National Library of Medicine individua 488 articoli pubblicati su altrettante riviste mediche che trattano dei rapporti tra questo metallo e la malattia. Già nel lontano 1978, alcuni ricercatori hanno riportato che i livelli ematici di Alluminio dei pazienti affetti da Alzheimer erano 1.4 volte più elevati di quelli dei soggetti sani [Trapp GA, Miner GD, Zimmerman RL, Mastri AR, Heston LL Aluminum levels in brain in Alzheimer's disease, Biol Psychiatry 1978 Dec;13(6):709-18].

    Studi successivi hanno dimostrato che le concentrazioni di Alluminio erano particolarmente elevate a livello di lesioni presenti all'interno dei neuroni, denominate placche neurofibrillari [Perl DP, Good PF Aluminium and the neurofibrillary tangle: results of tissue microprobe studies, Ciba Found Symp 1992;169:217-27; discussion 227-36]. Un altro sStudio ha riportato come i livelli ematici di Alluminio erano più elevati di 3-4 volte in pazienti con demenza rispetto a volontari sani [Roberts NB, Clough A, Bellia JP, Kim JY Increased absorption of aluminium from a normal dietary intake in dementia, J Inorg Biochem 1998 Feb 15;69(3):171-6], mentre un altro Studio riportava che pazienti affetti da Alzheimer con frattura di femore presentavano concentrazioni di Alluminio nell'osso significativamente più elevate rispetto ai controlli sani [Acta Orthop Scan 1997;68:511-512]. Questo è solo un esempio delle centinaia di studi medici che mostrano come elevati livelli di Alluminio contribuirebbero alla malattia di Alzheimer.

    Il messaggio da cogliere: non temporeggiare, eliminare l'Alluminio dalla dieta a tutti i costi -non cucinare con pentolame di Alluminio, evitare cibi preparati al forno con Alluminio o contenenti polvere di forno particolarmente cibi già confezionati cotti al forno), ridurre od eliminare altre fonti dietetiche di Alluminio come il formaggio americano, il pudding al cioccolato e le bevande contenute in lattine di Alluminio-e le gomme americane.

    Alcuni farmaci, particolarmente gli antiacidi, contengono significative quantità di Alluminio -così come molti cosmetici. Una delle fonti di Alluminio più largamente usate sono gli antitraspiranti -evitare i deodoranti che contengano come ingrediente attivo l'Alluminio cloridrato.

    Evitare le Proteine animali
    L'altro aspetto molto sorprendente che emerge da una rassegna di Studi pubblicati nel corso degli ultimi due anni getta una luce importante su un altro fattore di rischio centrale nell'Alzheimer-elevati livelli ematici di una sostanza denominata Omocisteina.

    L'Omocisteina è un aminoacido, e gli aminoacidi sono i mattoni per la sintesi delle Proteine. La fonte esclusiva di Omocisteina per l'utilizzo da parte del nostro organismo è la sintesi da parte del fegato, a seguito dell'assunzione di un altro aminoacido, la Metionina. La Metionina si trova nei cibi proteici, e le Proteine animali tengono da 2 a 3 volte la quantità di Metionina contenuta nelle Proteine vegetali.

    Tra alcuni Studi recenti che hanno investigato il significato di elevati livelli di Omocisteina nell'Alzheimer citiamo:

    1.Miller JW Homocysteine and Alzheimer's disease, Nutr Rev 1999 Apr;57(4):126-9.
    “In uno studio recente concernente una casistica di 164 pazienti con malattia di Alzheimer clinicamente diagnosticata, che includeva 76 pazienti con diagnosi di Alzheimer confermata postmortem, il livello medio di Omocisteina totale nel siero è risultato essere significativamente più elevato rispetto a quello di un gruppo di controllo formato da individui anziani senza evidenza di disturbi cognitivi.”

    2.Clarke R, Smith AD, Jobst KA, Refsum H, Sutton L, Ueland PM Folate, Vitamin B12, and serum total homocysteine levels in confirmed Alzheimer disease, Arch Neurol 1998 Nov;55(11):1449-55.
    “Livelli elevati di Omocisteina erano associati alla malattia di Alzheimer.”

    3.McCaddon A, Davies G, Hudson P, Tandy S, Cattell H Total serum homocysteine in senile dementia of Alzheimer type, Int J Geriatr Psychiatry 1998 Apr;13(4):235-9.
    “I pazienti con demenza senile di tipo Alzheimer hanno livelli di Omocisteina significativamente elevati”.

    Questo Studio che conferma il rapporto tra Omocisteina ed Alzheimer, è stato condotto nel Regno Unito.

    4.Gottfries CG, Lehmann W, Regland B Early diagnosis of cognitive impairment in the elderly with the focus on Alzheimer's disease, J Neural Transm 1998;105(8-9):773-86.
    “Abbiamo riscontrato che l'Omocisteina del siero è un precoce e sensibile marker di declino cognitivo. In pazienti affetti da modesta compromissione cognitiva, non meno del 39% presentava livelli patologici di Omocisteina sierica.”

    Questo Studio, condotto in Svezia, non solo ha dimostrato come livelli di Omocisteina plasmatica correlino strettamente con la malattia di Alzheimer, ma hanno indicato come elevati livelli di Omocisteina sarebbero utili nel predire quali siano gli individui che poi potrebbero sviluppare la malattia di Alzheimer.

    In un altro Studio, presentato al Congresso Mondiale sull'Alzheimer nel luglio 2000, i Ricercatori hanno analizzato 5.395 individui di età superiore ai 55 anni non affetti da demenza. Dopo avere esaminato questi soggetti nel 1993 e poi riesaminati nel 1999, i Ricercatori hanno riportato le seguenti osservazioni:

    “In media, i soggetti che non hanno sviluppato alcun tipo di demenza avevano consumato più elevate quantità di beta-carotene, vitamina C, vitamina E ed alimenti vegetali rispetto ai soggetti dello studio che hanno sviluppato la malattia di Alzheimer.”

    I Ricercatori hanno pure osservato che, in questo Studio, la storia familiare o la presenza di un marcatore genetico denominato allele ApoE4 (entrambi considerati fattori di rischio per la malattia di Alzheimer) non influenzavano il risultati. In altre parole, elevati consumi di cibi vegetali sembrerebbero annullare uno degli altri noti fattori di rischio di Alzheimer.

    Come è possibile ridurre il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer?
    Oltre ad evitare tutte le fonti di Alluminio nella dieta e nei prodotti cosmetici, è importante mantenere bassi i livelli di Omocisteina, riducendo in modo significativo il consumo del precursore dell'Omocisteina, l'aminoacido Metionina, attraverso la riduzione o l'eliminazione di prodotti a base di carne e latticini.

    Se state seguendo una di quelle diete iperproteiche, sappiate che assieme ai chili di troppo che potrete perdere temporaneamente, potrete perdere pure il cervello, preparandovi il terreno per diventare più tardi una vittima di Alzheimer.

    Siamo già a conoscenza, grazie ad uno Studio del 1993, che i soggetti che hanno mangiato carne, compresa quella di pollame e pesce, hanno il triplo di probabilità di diventare dementi rispetto ai soggetti vegetariani [Giem P et al The incidence of dementia and intake of animal products: preliminary findings from the Adventist Health Study, Neuroepidemiology 1993;11:28-36].

    Un altro Studio recente ha riportato come soggetti che adottino una dieta vegana vedono crollare il loro livelli ematici di Omocisteina del 13-20 % in una sola settimana [DeRose DJ, Charles-Marcel ZL, Jamison JM, Muscat JE, Braman MA, McLane GD, Keith Mullen J Vegan diet-based lifestyle program rapidly lowers homocysteine levels, Prev Med 2000 Mar;30(3):225-33].

    Altre recenti Ricerche hanno riscontrato come le statine -farmaci che servono per ridurre i livelli ematici di Colesterolo- sembrano abbassare significativamente il rischio di sviluppare Alzheimer e demenza (di circa il 73%) [Wolozin B, Kellman W, Ruosseau P, Celesia GG, Siegel G Decreased prevalence of Alzheimer disease associated with 3-hydroxy-3-methyglutaryl coenzyme A reductase inhibitors, Arch Neurol 2000 Oct;57(10):1439-43].

    In un altro Studio, i Ricercatori hanno osservato le abitudini dietetiche di circa 8.000 uomini e donne esenti da demenza alla data di arruolamento nello studio. Quando riesaminati sei anni più tardi, coloro i quali erano soliti assumere cibi ricchi in vitamina E e C (cibi vegetali) avevano meno probabilità di aver sviluppato la malattia di Alzheimer. [Mulnard RA, Cotman CW, Kawas C, van Dyck CH, Sano M, Doody R, Koss E, Pfeiffer E, Jin S, Gamst A, Grundman M, Thomas R, Thal LJ Estrogen replacement therapy for treatment of mild to moderate Alzheimer disease: a randomized controlled trial. Alzheimer's Disease Cooperative Study, JAMA 2000 Feb 23;283(8):1007-15].

    Qual è il messaggio che deve cogliere chi è preoccupato di contrarre l'Alzheimer? Evitare carne e latticini, assumere frutta e verdura.

    Marcatori per la cardiopatia
    Alcuni Studi molto vasti e ben pianificati hanno dimostrato una chiara associazione tra livelli di Omocisteina ed infarto miocardico e ictus. Non solo il consumo di carne e latticini eleva i livelli di Colesterolo, ma eleva anche i livelli di Omocisteina, che è oggi ampiamente riconosciuta come un fattore di rischio indipendente di malattia coronarica.

    Le vitamine e gli integratori non sono così efficaci come la dieta nell'abbassare i livelli di Omocisteina. Questo ha fatto sì che la American Heart Association abbia emesso l'anno scorso il seguente Statement: “Frutta e verdura fresca, piuttosto che supplementi vitaminici, sono la migliore linea di difesa nei confronti di una elevazione dei livelli di Omocisteina, un fattore di rischio di cardiopatia.”

    Aiutare a prevenire la cardiopatia, il cancro e l'Alzheimer attraverso la dieta Rimaniamo in attesa di vedere se comparirà qualche ulteriore Ricerca a conferma di quell'unico curioso studio che avrebbe la pretesa di dimostrare una correlazione tra Alzheimer e consumo di soia.

    Nel frattempo, i dati scientifici disponibili sono più che esaurienti nel dimostrare come sia possibile ridurre il rischio di diventare una vittima della malattia di Alzheimer, così come di contrarre alcuni tipi di tumore e la cardiopatia, semplicemente nutrendosi con una dieta sana basata su alimenti vegetali, ricca in frutta e verdura fresche, cereali integrali e legumi.

    L'articolo originale, dal titolo “Alzheimers: Losing Your Mind for the Sake of a Burger” è pubblicato sul sito di Vegsource.com

    http://www.indicius.it/archivio/hamburger.htm


    #57374

    zret
    Partecipante

    Evitare anche le scie chimiche il cui ingrediente principale è l'alluminio.


Stai vedendo 4 articoli - dal 1 a 4 (di 4 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.