Scoperto il primo "fossile galattico" nel cuore della Via Lattea

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 5 partecipanti, ed è stato aggiornato da  marì 8 anni, 11 mesi fa.

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  • #29996

    marì
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    Scoperto il primo “fossile galattico” nel cuore della Via Lattea

    Mercoledì 25 Novembre 2009 21:22 Marco Galliani

    Si tratta di un sistema stellare dalle caratteristiche sorprendenti: un relitto dell’epoca della formazione della Via Lattea. Se ne sono accorti alcuni ricercatori che, sotto la guida dell’Università di Bologna, hanno deciso di usare un nuovo occhio hi-tech per penetrare le fitte nubi cosmiche che lo avvolgono. Al lavoro hanno preso parte anche alcuni studiosi dell’Istituto nazionale di astrofisica che ha pure collaborato allo sviluppo della tecnologia ottica impiegata.

    Si chiama Terzan 5 ed è il primo “fossile galattico” scovato dagli astronomi nel cuore della Via Lattea. Si tratta di un grande e affollatissimo sistema stellare che, a differenza degli altri normalmente popolati da stelle tutte relativamente simili e coeve, risulta invece formato da diverse generazioni di astri, di età e composizione chimica variabili. Potrebbe essere, dicono gli scienziati, quel che resta di un antico sistema proto-galattico 500 volte più grande, che 12 miliardi di anni fa si unì ad altri dando origine, come mattoni primordiali, alla Via Lattea (la nostra galassia).

    continua
    http://www.reportonline.it/2009112538522/scienze-e-tecnologie/scoperto-il-primo-qfossile-galatticoq-nel-cuore-della-via-lattea.html

    altre foto
    http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/scienze/via-lattea/1.html

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]7z3aKPXNJ4U[/link]

    :bay:


    #29997

    marì
    Bloccato
    #29998
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    “buco nero”=fonte di Creazione

    “Presto! Black Hole Creates a Galaxy
    By Clara Moskowitz
    Staff Writer
    posted: 30 November 2009
    04:47 pm ET

    Astronomers have long wondered which came first, the black hole or the galaxy around it. The leading theory holds that the two co-evolve, starting small and building over time.

    But colossal black holes may zap galaxies into existence from scratch, new observations suggest.

    Astronomers recently observed a peculiar large black hole that did not belong to a surrounding galaxy as expected. Until now, scientists thought that this black hole's host galaxy was merely shrouded in dust and rendered invisible to us. ”
    http://www.space.com/scienceastronomy/091130-black-hole-galaxies.html

    (ANSA) – ROMA, 2 DIC – Un potente raggio che parte da un quasar, un oggetto simile a una stella ma molto piu' luminoso,'rifornisce' di stelle una galassia. E' cosi' che si formano alcune galassie, secondo lo studio di un gruppo europeo. La scoperta e' stata fatta osservando il comportamento di un quasar, a 5 miliardi di anni luce dalla Terra. In particolare c'e' un potente raggio che dal quasar parte verso una galassia: si e' pensato, cosi', che sia il quasar a 'fornire' stelle alla galassia.
    http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/scienza/2009/12/02/visualizza_new.html_1623121405.html

    “Tutto è nato dallo studio di una ventina di quasar che normalmente risplendono al centro di lontanissime galassie. Ricordiamo che i quasar (il cui nome sta per Quasi Stellar Object), sono stati pensati a lungo come galassie in formazione. Oggi si sa che essi corrispondono più esattamente a buchi neri in piena attività che emettono un’impressionante quantità di energia visibile anche a distanze enormi. Questi quasar occupano sempre il centro di una galassia. Lo stesso è stato osservato per quella ventina di candidati. O meglio, per tutti meno uno: il relativamente vicino quasar HE0450-2958. Posto a una distanza di circa 5 miliardi di Anni Luce appariva isolato, privo di qualsiasi galassia attorno a lui. A lungo si è pensato che quest’ultima fosse oscurata da nubi di polvere, finché un gruppo di ricercatori internazionali non ha utilizzato il Very Large Telescope dell’ESO nella lunghezza d’onda del medio infrarosso, dove la nube di polvere doveva sicuramente mostrarsi. E invece non si è vista nessuna nube. Tuttavia, una galassia vicina al quasar, che sembrava non avere niente a che fare con lo straordinario oggetto, stava producendo stelle a un ritmo impressionante. ..”
    http://www.astronomia.com/2009/12/02/e-nato-prima-luovo-o-la-gallina/

    https://www.altrogiornale.org/comment.php?comment.news.3962
    “Il NASA’s Chandra X-Ray Observatory non smette mai di fornirci immagini incredibili e di fare scoperte a volte stupefacenti. L’osservazione continua della galassia M84 e del suo buco nero centrale ha mostrato che l’ energia liberata dall’oggetto centrale non viene espulsa violentemente in modo repentino e drammatico, ma con un ritmo continuo ed estremamente dolce. E’ come se fosse un “cuore” che a ritmo costante pompasse la sua energia verso l’esterno mantenendosi vivo e aiutando la nascita di nuove stelle. Il “cibo” che proviene dalla materia circostante viene catturato dal buco nero e poi rilasciato sotto forma di energia, ritmicamente e con estrema gentilezza. Nessuna violenza, ma un’attenta gestione del delicatissimo equilibrio che regola una struttura così complessa come una gigantesca galassia.”
    http://www.astronomia.com/2008/11/20/buchi-neri-galattici-cuori-solitari/

    ————–
    INTERVISTATORE: Intendo fare un'asserzione e vorrei che tu la correggessi. Sto cercando di fare un piccolo modello della porzione dell' universo su cui ci troviamo. Partendo dal sub-Logos, il nostro sole, abbiamo la luce bianca, che ne viene emanata, composta dalle frequenze che vanno dal rosso al viola. Presumo che questa luce bianca contenga le esperienze di tutte le densità e quando entriamo in ottava densità entriamo nel buco nero che diventa un altro Logos, o sole, e dà inizio ad un'altra ottava di esperienza. Cosa ne dici?

    RA: Sono Ra. Possiamo commentare fino a un certo punto. Il concetto della luce bianca del sub-Logos che si separa in modo prismatico e che, in seguito, viene nuovamente assorbita è sostanzialmente corretto. Tuttavia, vi sono delle sottigliezze che sono più che semantiche.

    La luce bianca emanata che forma il sub-Logos articolato si origina da ciò che, metafisicamente, può essere considerata l'oscurità. La luce penetra in quell'oscurità e la trasfigura, trasformando il caos in qualcosa di riflettente o luminoso. Così hanno inizio le dimensioni.

    All'opposto, l'oscurità del buco nero, metafisicamente parlando, è una concentrazione di luce bianca che viene sistematicamente assorbita nell'Uno Creatore. Questo assorbimento nell'Uno Creatore continua fino a che l'infinito delle creazioni ha raggiunto una massa spirituale sufficiente a formare ancora una volta il grande sole centrale, se vuoi così immaginarlo, dell'infinito intelligente che attende di essere potenziato dal libero arbitrio. Quindi la transizione dell'ottava entra in un processo che si può considerare di un'eternità di natura inimmaginabile, che sarebbe inutile tentare di calcolare con la vostra misurazione di tempo.

    https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.3308


    #29999

    Anonimo

    Gli astronomi seguono l’evento dal vivo per la prima volta
    La morte in diretta di un exopianeta «divorato» dalla stella-madre
    Il cannibalismo cosmico è noto e fa parte della storia violenta dell’universo. La vittima è Wasp-12b
    Gli astronomi seguono l’evento dal vivo per la prima volta

    La morte in diretta di un exopianeta «divorato» dalla stella-madre

    Il cannibalismo cosmico è noto e fa parte della storia violenta dell’universo. La vittima è Wasp-12b

    Wasp-12b (a sinistra) risucchiato dalla sua stella
    Una stella sta divorando il suo pianeta. Gli astronomi seguono l’evento in diretta per la prima volta. Il cannibalismo cosmico è noto e fa parte della storia violenta dell’universo. Già si conoscono diverse galassie nate dall’inglobamento di altre. In questo caso, però, è interessante seguire come il tutto stia avvenendo scoprendo i vari meccanismi in azione.

    VITTIMA – La vittima è il pianeta Wasp-12b che ruota attorno a una stella della taglia del nostro Sole appartenente alla costellazione Auriga. Quando il pianeta venne scoperto nel 2008 rivelò subito la sua stranezza da record fra gli oltre 400 pianeti extrasolari finora scoperti. Da allora è sotto stretta osservazione da parte di un team internazionale di astronomi che comprende da Shu-lin Li dei National Astronomical Observatory in Cina, al professor Douglas N.C. dell’Università americana di Santa Cruz, al Jet Propulsion Laboratory della Nasa, alla National Science Foundation statunitense. Ora sulla rivista britannica Nature raccontano la loro interessante scoperta.

    PIANETA GASSOSO – Scrutando il soggetto hanno visto che si tratta di un pianeta gassoso analogo al nostro Giove, ma sei volte più grande in volume e purtroppo vicinissimo alla stella madre: 75 volte più vicino della Terra rispetto al Sole. Questa prossimità causa su di esso negative conseguenze perché la potente gravità della stella genera paurosi effetti di marea con pesanti deformazioni della forma e movimenti interni dai quali si genera un riscaldamento per frizione. Di per sé ha già una temperatura elevata, circa 2.500 gradi centigradi: ma tende a essere sempre più caldo e per questo si espande come una bolla. I suoi strati esterni diventano di conseguenza meno densi e la materia di cui sono costituiti viene assorbita dalla forza gravitazionale dell’astro-madre distribuendosi intorno ad esso e formando anelli sul piano equatoriale, simili a quelli esistenti intorno al nostro Saturno, per farci capire.

    RISUCCHIATO – La materia risucchiata è notevole: hanno calcolato che la massa perduta è di sei miliardi di tonnellate al secondo. Quindi sarà fagocitato interamente e ciò accadrà fra 10 milioni di anni. La cifra potrà sembrare un tempo lungo, ma per gli astronomi e per i cicli dell’universo è un battito di ciglia. Eppure è un pianeta ancora giovane, però la sua sorte è segnata. Alla fine vivrà 500 volte meno della nostra Terra calcolata fino a oggi. Tuttavia la lunga agonia planetaria sta almeno facendo felici gli scienziati per la straordinaria opportunità che offre. In fondo è una variazione della sorte riservata pure alla nostra Terra, la cui vita è legata alla vita del Sole. E, quando si spegnerà, per il pianeta azzurro sarà finita. Tutto cambia in continuazione, anche in cielo.

    Giovanni Caprara
    25 febbraio 2010(ultima modifica: 26 febbraio 2010)

    fonte: http://www.corriere.it/scienze_e_tecnologie/10_febbraio_25/pianeta-divorato-stella_9b5a239a-223f-11df-8195-00144f02aabe.shtml


    #30000
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ma quante belle cose..io amo l universo


    #30001

    Detective
    Partecipante

    Universo = Il paese delle meraviglie


    #30002

    Anonimo

    Tenete presente questo simbolo


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