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    Spiderman
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    Banca Etica critica verso i sindacati italiani

    [color=#ff0000]Non ci sono più scuse per gli investitori istituzionali che ancora
    investono tutti i loro patrimoni usando strumenti privi di certificazione etica responsabilità sociale e ambientale.[/color]

    Unicredit e Mediolanum sono state le prime banche per venir incontro a chi volesse rimpatriare denaro in tutta segretezza, in virtù della recente normativa sullo scudo fiscale.
    Banca Popolare Etica al contrario ha preso posizione puntando i piedi contro una pratica di dubbia moralità finanziaria. Con un comunicato Banca Etica ha fatto sapere che al loro interno “non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo scudo fiscale” e di conseguenza non predisporranno alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro.

    “I principi della finanza etica che ispirano per intero la nostra attività prevedono la piena tracciabilità e la provenienza lecita del denaro che raccogliamo – ha spiegato Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro Dna e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro”.

    Durante un convegno sull'investimento etico tenutosi nei giorni scorsi il presidente di Banca Etica e di Etica sgr, Fabio Salviato, è andato oltre puntando il dito contro la mancanza di un minimo controllo etico sul denaro investito da parte di investitori istituzionali, i sindacati, gli Enti religiosi e del Terzo Settore. “E' incredibile pensare che i sindacati gestiscono 60 miliardi di euro di fondi pensione dei lavoratori e li investono senza valutare se con queste risorse si vanno a sostenere aziende attente ai diritti dei lavoratori o meno” – ha aggiunto Salviato.

    Il richiamo di Salviato non è certo un appello privo di coerenza. Proprio nei giorni scorsi in prossimità dell' approvazione da parte del Parlamento della nuova normativa sullo “scudo fiscale”, Banca Popolare Etica e la la società di risparmio gestito del gruppo, Etica Sgr, con un comunicato hanno dichiarato che “non accetteranno la raccolta di capitali che dovessero rientrare in Italia grazie allo scudo fiscale” e di conseguenza non predisporranno alcuna misura commerciale e operativa al fine di attirare tali capitali o facilitarne il rientro. “I principi della finanza etica che ispirano per intero la nostra attività prevedono la piena tracciabilità e la provenienza lecita del denaro che raccogliamo – ha spiegato Mario Crosta, direttore generale di Banca Etica. Accettare capitali accumulati anche grazie al mancato rispetto delle leggi e che, al già grave reato di evasione fiscale, potrebbero sommare il falso in bilancio, sarebbe una violazione del nostro Dna e un tradimento dei clienti che ci scelgono quotidianamente in nome di un uso responsabile del denaro”.

    In occasione del convegno la direttrice generale di Etica sgr, Alessandra Viscovi, ha illustrato il trend del mercato degli investimenti socialmente responsabili in Italia, in Europa e negli Usa. “A livello mondiale i patrimoni gestiti con criteri di responsabilità sociale hanno raggiunto il 10% del mercato. Secondo la società di ricerca Vigeo, l'industria europea dei fondi socialmente responsabili ha resistito alla crisi, aumentando il proprio patrimonio del 23% nel 2008 e del 27% nei primi sei mesi di quest'anno. Un incremento esponenziale, che ha riguardato soprattutto paesi come Francia, Germania e Belgio”.

    “In Europa – ha aggiunto Viscovi – sono presenti 683 fondi etici per un totale di 53 miliardi di euro collocati a clienti retail, mentre l'Italia è rimasta indietro rispetto agli altri Stati europei e conta oggi 20 fondi per un patrimonio complessivo di circa 1,5 miliardi, in calo da tre anni consecutivi. Peraltro, anche in Italia i fondi socialmente responsabili hanno dimostrato almeno di resistere meglio degli altri alla crisi (i patrimoni di tali fondi nell’ultimo anno sono diminuiti del 10,9% contro un dato del mercato pari a -16,6%), con alcuni casi in netta controtendenza, come i fondi di Etica Sgr che nello stesso periodo hanno registrato un +27,1%”.

    http://www.aamterranuova.it/article3872.htm


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