Se i poli della Terra dovessero invertirsi…

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Questo argomento contiene 12 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da franco franco 1 anno, 10 mesi fa.

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  • Autore
    Articoli
  • #306893

    Il David
    Partecipante

    “..Un terremoto farebbe tremare il globo intero. Aria e acqua si muoverebbero di continuo per inerzia, la Terra sarebbe spazzata da uragani e i mari investirebbero i continenti… La temperatura diverrebbe torrida e le rocce verrebbero liquefatte, i vulcani erutterebbero, la lava scorrerebbe dalle fratture nel terreno squarciato, ricoprendo vaste zone.”

    EDITATO da pasgal: se sei venuto sul forum solo per portare link al tuo sito, puoi anche accomodarti fuori, link rimosso.


    #306899

    Erre Esse
    Partecipante

    Grazie per avermi riempito di allegria il dopocena.


    #306929

    Rebel
    Partecipante

    Che l’allegria sia con lui


    #306935
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Evviva!


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #306960

    Rebel
    Partecipante

    Deve essergli rimasto impresso il film 2012, non ha la minima idea di come si muove il pianeta nel cosmo, quello che ha descritto potrebbe accadere se il pianeta andasse a sbattere su un muro, ma poiche non ci sono muri tutto questo è paura mista a fantasia di mente vacillante.


    • Questa risposta è stata modificata 3 anni, 1 mese fa da  Rebel.
    #307079

    traghettatore
    Partecipante

    Ciao a tutti vecchi amici
    Ho avuto molto da studiare nel tempo che non ci siamo sentiti ma vedo che siete sempre attivi.
    I Poli …
    Quando da giovane (non so per quale ragione) valutavo come la terra potesse slittasse su se stessa, non trovavo risposte.
    Un giorno, leggendo “La grande moria dei Dinosauri” scoprii che questo è un fatto che è accaduto un centinaio di volte.
    Le ragioni e le cause possono essere … molte.
    Immaginate per esempio che un continente d’improvviso si sposti dalla sua attuale posizione o sprofondi squilibrando la stabilità attuale …

    E se quel continente si sciogliesse.

    a presto
    Traghettatore


    #308001

    Rebel
    Partecipante

    Caro Traghettatore, esiste la teoria di Hapgood-Einstein, cercala su google.


    #308005

    traghettatore
    Partecipante

    Evidentemente, caro Rebel, non hai avuto il tempo di leggerti i due documenti che nel 2008 ho inserito nel mio sito “oltre2012” ne tantomeno hai visto la mia conferenza del 2009 in esso contenuto.
    Io, che pratico una vita isolata e non ho necessità di apparire, ho investito un’intero Inverno del mio tempo per raggruppare … in maniera un po’ criptica ed in certi punti fuorviante, …. quasi tutte le informazioni che potranno un giorno servire ai pochi che davvero vorranno comprendere ed usare la propria materia grigia: ovviamente se non sono in malafede o al servizio di controlli superiori.
    Il MURO …. arriva, ed è molto più vicino di quanto si creda.


    #308006

    traghettatore
    Partecipante

    Ora voglio sottolineare che:
    E’ poco utile avere nozioni se non ci si impegna poi a collegarle fra loro.
    Conoscere una serie di informazioni può far fare bella figura nei salotti, (in quella dove non si è dietro il velo dell’anonimato ancor più ) ma solo se se ne prende COSCIENZA di quelle CONOSCENZE, si inizia ad ILLUMINARSI ed allora tutto diviene chiaro e ciò che fino a ieri si derideva, diviene ovvia realtà.
    Un abbraccio
    Traghettatore


    #312001

    orsoinpiedi
    Partecipante

    “Il Polo Nord? Potrebbe svanire già entro quest’anno”
    La previsione choc di un climatologo di Cambridge. Gli altri scienziati: scenario realistico, ma forse ci vorrà più tempo
    VITTORIO SABADIN

    Sembra l’inizio di un film catastrofico: un acclamato docente dell’Università di Cambridge, il professor Peter Wadhams, studia da anni i mutamenti climatici nell’Artico. Lancia continui allarmi nelle conferenze e in trattati che scrive sullo scioglimento dei ghiacci polari, ma nessuno gli presta molta attenzione. Un giorno però, esaminando gli ultimi dati del National Snow e Ice Data Centre americano, scopre che al 1° giugno di quest’anno la superficie ghiacciata intorno al Polo Nord si è ridotta a 11,1 milioni di km quadrati, mentre la media degli ultimi 30 anni è stata di 12,7 milioni. In pochissimo tempo è scomparsa un’estensione di ghiaccio pari a cinque volte l’Italia e questo significa una sola cosa: la catastrofe può essere molto vicina.

    QUARANTA SPEDIZIONI
    Il professor Wadhams, barba e capelli bianchi, perfetto nel ruolo di se stesso nel film, ha guidato 40 spedizioni polari, è docente di Oceanografia fisica ed è responsabile a Cambridge del Polar Ocean Physics Group: quando parla di Artico sa dunque che cosa dice. Rileggendo le previsioni che aveva fatto quattro anni fa sullo scioglimento dei ghiacci e confrontandole con gli ultimi dati in arrivo dagli Stati Uniti, è arrivato a una conclusione davvero allarmante: il Polo Nord potrebbe essere completamente libero dal ghiaccio già a settembre di quest’anno o al più tardi nello stesso mese dell’anno prossimo. L’ultima volta che è accaduto è stato 100 mila anni fa, quando l’uomo di Neanderthal viveva sulle montagne dell’Altai, in Siberia.

    «La mia previsione – ha detto Wadhams al quotidiano Independent – è che il ghiaccio artico scompaia o si riduca a meno di un milione di km quadrati. In ogni caso è sicuro che quest’anno si stabilirà un record sotto i tre milioni di km quadrati, che sarà battuto di nuovo il prossimo anno». Secondo lo studioso i segni che lo scioglimento dei ghiacci accelera in modo drammatico sono evidenti. Lungo la costa della Russia il ghiaccio non si forma ormai più e questo determina il riscaldamento delle acque del Mar Glaciale Artico e dei suoi fondali, che liberano metano rimasto congelato per millenni. Altro metano è immesso nell’atmosfera dal permafrost siberiano che si riscalda, aggravando l’effetto serra. Wadhams, in un articolo su «Nature», ha affermato che questo metano causerà un riscaldamento della temperatura globale di 0,6 gradi in soli cinque anni, mettendo in moto un rapidissimo processo non più controllabile.

    Per avere un’idea delle conseguenze del riscaldamento in atto nel Mare Artico, dice Wadhams, basta guardare qualunque tg. Gli eventi meteorologici estremi sono quotidiani: cicloni «bomba» e tornado fuori stagione, inondazioni negli Usa e in Europa, tempo sempre più violento e imprevedibile. Ma il peggio deve ancora arrivare, se davvero il Polo Nord sarà presto libero dai ghiacci. Il livello dei mari s’innalzerà e l’acqua dolce immessa negli oceani modificherà il ciclo delle correnti, con conseguenze devastanti.

    PREOCCUPAZIONI CONDIVISE
    Gli scienziati che studiano i mutamenti climatici sono più prudenti di Wadhams, anche se condividono le sue preoccupazioni. Peter Gleick, che lavora al Pacific Institute di Oakland, in California, ritiene che si debba essere molto attenti, perché «le previsioni che si rivelano poi sbagliate gettano discredito su tutta la comunità scientifica». Secondo Gleick, lo scenario ipotizzato dal collega di Cambridge è realistico, ma non si realizzerà prima del 2030-2050. Ma anche lui non si fa illusioni sulla possibilità che il processo possa essere fermato: «Siamo come su un treno impazzito – ha detto – sul quale gli scienziati azionano continuamente il fischio, mentre i politici gettano carbone nella caldaia del motore».

    Fonte http://www.lastampa.it/2016/06/06/scienza/…guI/pagina.html


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