Sei affetto da Iad?

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Questo argomento contiene 1 risposta, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da Pasquale Galasso Pasquale Galasso 11 anni, 1 mese fa.

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  • #96504
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Ecco le mie risposte:

    1. bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione: effettivamente si’, considerando che ancora, per ora, e’ possibile trovare quelle verita’ e quelle informazioni che il mondo off-net tende a negarci;

    2. marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet:
    Assolutamente no.

    3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, classici sintomi astinenziali; negativo, non e’ attribuibile esclusivamente alla rete: domanda stupida, almeno per me…

    4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale: Come in tutte le cose; ci sono persone che passano le domeniche dalla 14 alle 24 d’avanti a teleschermi che parlano solo di pallone, e non per questo, credo che il CISP, ci abbiano fatto dei test per monitorare la dipendenza;

    5. impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet: hahahhaha

    6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete: assolutamente si’, ma questo e’ soggettivo; personalmente mi applico nelle cose che mi interessano veramente. Amassi il calcio avrei conseguentemente avuto un dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate al pallone;

    7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.”: Se si hanno problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici, difficilmente questi possono essere recati, solo, dalla rete!

    Alcune risposte sono copiate da sev7n, ero daccordo con lui 🙂

    Dimenticavo, l'articolo e' questo: https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1008.11


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #96505
    Quantico
    Quantico
    Partecipante

    [quote1193500946=pasgal]
    Ecco le mie risposte:

    1. bisogno di trascorrere un tempo sempre maggiore in rete per ottenere soddisfazione: effettivamente si’, considerando che ancora, per ora, e’ possibile trovare quelle verita’ e quelle informazioni che il mondo off-net tende a negarci;

    2. marcata riduzione di interesse per altre attività che non siano Internet:
    Assolutamente no.

    3. sviluppo, dopo la sospensione o diminuzione dell’uso della rete, di agitazione psicomotoria, ansia, depressione, classici sintomi astinenziali; negativo, non e’ attribuibile esclusivamente alla rete: domanda stupida, almeno per me…

    4. necessità di accedere alla rete sempre più frequentemente o per periodi più prolungati rispetto all’intenzione iniziale: Come in tutte le cose; ci sono persone che passano le domeniche dalla 14 alle 24 d’avanti a teleschermi che parlano solo di pallone, e non per questo, credo che il CISP, ci abbiano fatto dei test per monitorare la dipendenza;

    5. impossibilità di interrompere o tenere sotto controllo l’uso di Internet: hahahhaha

    6. dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate alla rete: assolutamente si’, ma questo e’ soggettivo; personalmente mi applico nelle cose che mi interessano veramente. Amassi il calcio avrei conseguentemente avuto un dispendio di grande quantità di tempo in attività correlate al pallone;

    7. continuare a utilizzare Internet nonostante la consapevolezza di problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici recati dalla rete.”: Se si hanno problemi fisici, sociali, lavorativi o psicologici, difficilmente questi possono essere recati, solo, dalla rete!

    Alcune risposte sono copiate da sev7n, ero daccordo con lui 🙂

    Dimenticavo, l'articolo e' questo: https://www.altrogiornale.org/news.php?extend.1008.11
    [/quote1193500946]

    ma cosa si sono inventati, una nuova malattia?

    dove siamo arrivati 🙁

    perchè invece non parliamo di quelle persone sempre dedite al lavoro, così
    impegnate da mettere da parte persino la famiglia
    ore e ore a lavoro da mattina a sera e quando
    i dipendenti se ne vanno
    lui sempre lì a lavoro fino a sera tardi, a pianificare progettare
    il modo per continuare a fare soldi.
    poi quando torna tardi a casa
    la moglie molto probabilmente sarà in salotto sul divano
    che sonnecchia e il figlio a letto da
    un bel pezzo
    è vita questa?
    non è anche questa dipendenza da lavoro?

    mhà ~:(
    queste cose non le capisco


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