Semi di albicocca contro i tumori – Vit B17

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Questo argomento contiene 28 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da farfalla5 farfalla5 7 anni, 3 mesi fa.

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    farfalla5
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    Semi di albicocca (Amigdalina/Laetrile/vitamina B17)contro i tumori
    Gio 26 Mar 2009, 20:14
    Semi di albicocca contro i tumori venerdì 30 gennaio 2009

    Regala un semino di mela e di altra frutta a tutte le persone che conosci, spiegando loro che TUTTI i semi di frutta contengono la vitamina B 17 la vitamina che cura anche il cancro – quindi ricordatevi di mangiare i semi della frutta !Pubblico rapidamente una notizia molto interessante. Dietro questa storia ci sono anni di riuscite, sacrifici e battaglie di un onesto medico americano.
    Questo medico è stato perseguitato per decenni dalle case [color=#ff0000][/color]farmaceutiche.
    E' una storia di mafia della medicina, dietro la quale vi sono interessi di potenti fra cui ritroviamo il nostro grande “benefattore” dell'umanità Rockefeller, i nazisti e tutta la loro combriccola.
    Una storia che cercherò di raccontarvi prima possibile.(Dal Blog di Menphis 75).

    Il LAETRILE, ovvero il misterioso caso della Vitamina B 17 nella cura del cancro.

    Quando si sente che un grande personaggio ha vinto la sua battaglia contro il cancro, una domanda mi torna angustiante: ma, visto lo stato nel quale la chemio e/o radio terapia riducono il povero ammalato, questi “vincitori del cancro” si saranno curati anche loro con le stesse cure alle quali siamo destinati noi, invece, comuni mortali?

    Ciò premesso.

    Il Laetrile o vitamina B 17 purificata, ha una storia di un paio di secoli. Sostanzialmente ed in estrema sintesi, è il principio attivo amarognolo che si trova nei semi della frutta: la mandorla amara dei semi di albicocche, pesche, ciliegie ecc.

    Chiunque può apprendere questa storia girando per la Rete. Meglio se conosce un po’ di chimica. Ma vale la pena di perdere tempo per conoscere questa storia “infinita”?

    Direi di si, a mio modestissimo avviso. Ne vale sicuramente la pena: è un buon investimento di tempo.

    Una delle maggiori preoccupazioni della ricerca ortodossa anticancro, a quanto mi pare, è quella di discriminare le cellule malate dalle cellule sane: in mancanza di questa discriminazione si fa terra bruciata con la chemio che, distruggendo tutto, colpisce anche quelle malate. E’ come buttare il bambino con l’acqua sporca.

    Fortunatamente c’è Madre Natura.

    Questa ha un efficacissimo sistema discriminatorio delle cellule cancerose, invece.

    Funziona nella seguente maniera:

    Si è notato che le SOLE cellule malate sono ricchissime dell’enzima glucosidase. Orbene, assumendo la Vitamina B 17 o Laetrile, questa vitamina, ESCLUSIVAMENTE in presenza di questo enzima ed in VIRTU’ dello STESSO, reagisce sprigionando cianuro il quale distrugge le cellule malate contenenti il glucosidase mentre, le cellule sane, non avendo questo enzima non vengono attaccate perché non avviene nessuna reazione di scissione da laetrile a cianuro.

    “Quando aggiungiamo laetrile ad una coltura di cancro al microscopio, premesso che sia presente anche l’enzima glucosidase, possiamo osservare le cellule cancerose che muoiono come mosche”. (Dott. Dean Burk, cofondatore del Cytochemistry Department del National Cancer Institute – cit. da Nexus n° 45 – 2003).

    In realtà la Vitamina B 17 era già in uso nella Russia zarista per curare il cancro mentre si era notato che le popolazioni con alimentazione ricca di questa vitamina non erano soggette allo stesso.

    Ma il vero problema non è, a mio modesto avviso, l’efficacia o meno del Laetrile o Vitamina B 17 che dir si voglia. In ultima analisi questa molecola si potrebbe sempre testare (ma è già stato fatto), per verificarne o meno l’effettiva efficacia. Così come si potrebbero testare gli altri approcci alla lotta al cancro basati su molecole naturali. Finalmente si potrebbero comparare con la ufficiale chemio e vedere quale è più valida. Si scoprirebbe, perché no, che il re è nudo, chissà. Perché non provare?

    Ed è qui il problema. La chemioterapia è un affare colossale e non c’è affatto intenzione ed interesse a ricercare terapie alternative e meno invadenti che hanno il “difetto” di non essere brevettabili. Perché mai grandi multinazionali del farmaco dovrebbero spendere intere fortune per ricercare sul nocciolo di albicocca non brevettabile e quindi, a disposizione di tutti? Non è più logico che sperimentino su molecole artificiali ma, brevettabili? Il brevetto equivale a guadagni stellari. Ne consegue che, i princìpi medicamentosi che la Natura ci offre sono abbandonati a favore dei princìpi chimici artificiali ma brevettabili.

    Ed ecco che questo è un eclatante caso di mancanza dello Stato. Una ricerca medica statale dovrebbe essere obbiettiva e non tendere al profitto.

    E qui viene da pensare ai vari Poggiolini, De Lorenzo, al sangue infetto, alle vaccinazioni obbligatorie, al feroce boicottaggio attuato nei confronti del dott. Di Bella, al terrorismo sulle SARS, ai vaccini stagionali, vaccini contro mucche pazze, pecore pazze, maiali pazzi, galline pazze ecc. ecc., ai sedativi dati ai bambini. Siamo lontani. Altro che se si fanno sfilare l’osso di bocca dai semini di albicocca di Madre Natura, dalla vitamina C e dalla B 17 !!!

    In parallelo la televisione nazionale, eppure prende il canone, dovrebbe dare una informazione scientifica obbiettiva. Ed anche qui siamo lontani. I programmi “ufficiali” di divulgazione scientifica, diciamo così, sono totalmente e vilmente proni alla ortodossia scientifica: si, d’accordo, su cose già acclarate si perdono in dettagli ed effetti speciali e scenografici ma, quando si tratta di affrontare questioni dibattute, controverse, non c’è spazio per un minimo di contraddittorio sicchè diventano una banale divulgazione parascientifica. E’ questa la minestra che ci passa la RAI nazionale. Del resto chi ha il coraggio di mettersi contro potentati economici, multinazionali del farmaco?

    E’ la guerra, impari dirò, tra farmaco chimico brevettabile e farmaco naturale non brevettabile.

    Come diceva qualcuno, il nostro corpo è una poderosa macchina da soldi per l’industria farmaceutica.

    A noi, comuni mortali, la chemio è servita. E così sia.

    Parole per la ricerca: Amigdalina; Vitamina B 17; Vitamina C; Laetrile.

    Aggiornamento a quanto scritto:

    La scienza e la ricerca devono essere studiate nel contesto di tutte le parti interessate che vi sono coinvolte. Bisogna porsi domande che mirino a determinare il peso relativo dei vari alleati nel processo di creazione dei fatti, quali i finanziatori, le aziende, il Ministero dell’Interno, le professioni e gli altri scienziati. Nell’analisi dei dibattiti scientifici, ci si dovrebbe sempre chiedere quali interessi sociali, istituzionali, politici e filosofici si trovano dietro ad asserzioni che spesso appaiono neutre e tecniche. (Manuale di metodologia della ricerca, Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Università di Manchester)

    “………l'amigdalina non è una vitamina ma una sostanza derivata dallo zucchero che, in seguito alla sua degradazione ad opera degli enzimi digestivi, sviluppa cianuro. La potenziale attività antitumorale dell’amigdalina è stata suggerita da una presunta azione tossica nei confronti delle cellule neoplastiche: queste conterrebbero un enzima che scinde l’amigdalina producendo la formazione di cianuro, a sua volta letale per le stesse cellule tumorali. Tuttavia l’efficacia clinica dell’amigdalina come farmaco antitumorale, nonostante i ripetuti studi iniziati negli anni ‘60, non è stata dimostrata. Uno studio clinico che ha ben evidenziato l'inutilità e la pericolosità di questo trattamento è stato pubblicato nel 1982 sul The New England Journal of Medicine. Gli autori affermano “Nessun beneficio è stato osservato in termini di cura, miglioramento o stabilizzazione del tumore o dei sintomi o prolungamento della vita. I rischi della terapia con amigdalina sono stati evidenziati in molti pazienti con sintomi di tossicità da cianuro o con livelli ematici di cianuro vicini all'intervallo letale”. (Veronesi 25-05-2007)

    “La grande industria farmaceutica in generale è impegnata nella deliberata seduzione della professione medica a livello mondiale, nazione dopo nazione. Sta spendendo una fortuna per influenzare, assoldare e acquistare il giudizio accademico, al punto che nel giro di qualche anno, se essa continuerà indisturbata nel suo attuale e felice cammino, sarà difficile trovare un’opinione medica che non sia stata comprata.” (The Nation, New York, intervista a John Le Carrè del 9 aprile 2001)

    “Non fatevi fuorviare dalle autorità mediche o dai politici. Scoprite i fatti e decidete per conto vostro come vivere una vita felice e lavorare per un mondo migliore.” (Il due volte Nobel, 1 per la Pace, Linus Pauling, fondatore della chimica moderna)
    (da “Fort il cannocchiale”: : http://www.fort.ilcannocchiale.it/?TAG=vitamina%20B17)

    http://palermo.repubblica.it/notizie-dal-web/dettaglio/Il-LAETRILE-ovvero-il-misterioso-caso-della-Vitamina-B-17-nella-cura-del-cancro/30062295

    Fonte: http://tuttouno.blogspot.com/2009/01/semi-di-albicocca-contro-i-tumori.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59918
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    !amazed interessante !
    Grazie cara 🙂


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #59919

    contrario
    Partecipante

    i semi della mela sono facilmente mangiabili essendo piccoli e relativamente teneri.
    mi chiedo invece come fare con quelli di albicocca.
    sono all'interno del nocciolo duro?


    #59920
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1308503045=contrario]
    i semi della mela sono facilmente mangiabili essendo piccoli e relativamente teneri.
    mi chiedo invece come fare con quelli di albicocca.
    sono all'interno del nocciolo duro?
    [/quote1308503045]
    Bisogna schiacciarli…
    Io da bambina senza sapere di questo mangiavo tutti semi possibili, schiacciavo i noccioli e li mangiavo…poi però persi questa abitudine perchè mi dicevano che mi cresceva un albero dentro la mia pancia….


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    #59921
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1308503256=prixi]
    !amazed interessante !
    Grazie cara 🙂
    [/quote1308503256]
    Pri da bambina mangiavo tutto quello che era masticabile….mannaggia se sapevo che faceva così bene continuavo….
    era una conoscenza innata in me…


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    #59922

    contrario
    Partecipante

    l'ho appena mangiati due, uno di albicocca e uno di pesca.
    in effetti il primo è molto più grande e amaro.


    #59923
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1308503711=contrario]
    l'ho appena mangiati due, uno di albicocca e uno di pesca.
    in effetti il primo è molto più grande e amaro.
    [/quote1308503711]
    Domani vado a fare la spesa….naturalmente quella giusta!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #59924

    contrario
    Partecipante

    Una mela al giorno leva il medico di torno… Tutti conosciamo questo famoso detto popolare, ma forse non tutti conoscono il proseguo di questo detto e non tutti sanno perché la mela, questo comune frutto, è l’ icona indiscussa del benessere e del mangiar sano.
    Ma cominciamo dal famoso detto, che appartiene a James A. Duke, un esperto di fitoterapia del Dipartimento dell’ Agricoltura degli Stati Uniti, nonchè poeta. Egli riassunse il grado di sicurezza della mela come segue:
    “Una mela al giorno leva il medico di torno,
    O almeno questo è quel che alcuni dicono.
    Ma un uomo, si legge,
    Mangiò una tazza piena di semi,
    E quest’ uomo morì.
    Di una dose eccessiva. Cianuro“.
    Ed è proprio vero: i semi della mela contengono quantità molto elevate di cianuro, il potente veleno.
    Ecco tutto quello che non sapete sulle mele…

    Si stima che sia sufficiente mezza tazza di semi per provocare la morte di un adulto, e che bastino quantità molto inferiori per i bambini e gli anziani. Ecco il motivo del mal di stomaco dei bambini piccoli dopo aver mangiato i torsoli delle mele. Ma tranquilli: visto il numero assai modesto dei semi presenti in un torsolo, il rischio di intossicazioni gravi è minimo. E’ però necessario educare i bambini a non ingerire i semi di mela.


    #59925
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [youtube=]Tj8E1y_eI70


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    #59926
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    La vitamina B17, articolo del dott. G.Nacci

    La vitamina B17, contenuta soprattutto nel nocciolo (Gheriglio) di Prunus armeniaca (Albicocca) fu di nuovo al centro di interessanti studi all'inizio degli anni '70, da parte dei giapponesi. E’ presente anche nei semini amari del Prunus amygdalus (Mandorla, var.amara), della Prunus avium (Ciliegia), della Prunus domestica (Susina), della Prunus persica (Pesca), della Prunus spinosa (Prugna), della Malpighia punicifolia (Acerola), della Cydonia oblonga (Mela cotogna). Sono oltre 1.200 le specie di piante che contengono questa preziosa vitamina (vedi tabelle sotto).
    Tale vitamina risulta particolarmente utile nella terapia oncologica poiché sfrutta il diverso metabolismo delle cellule tumorali rispetto a quello delle cellule sane dell'organismo umano.
    Le cellule neoplastiche, soprattutto se in anaerobiosi, presentano una elevata concentrazione di beta- Glucosidasi, con assenza di Rodanese: pertanto fagocitano subito la B17, decomponendola poi per idrolisi in 2 veleni: benzaldeide e ioni cianuri; le cellule sane, invece, essendo normo-ossigenate e ricche di Rodanese, tendono a convertire rapidamente i due veleni rispettivamente in acido benzoico e tiocianati, entrambi innocui ed anzi utili per le stesse cellule sane. Secondo il giapponese Kanematsu Sugiura, la beta-Glucosidasi si ritrova nelle cellule tumorali di mammella, stomaco, utero, mesentere ed esofago, in concentrazioni molte volte superiori a quelle sane; l’enzima Rodanese è invece assente nelle cellule tumorali.
    La storia “moderna” della vitamina B17 iniziò nel 1830, quando due scienziati francesi, Roubiquet e Bontron-Chariand, purificarono per la prima volta una strana vitamina, a cui fu dato il nome di Amigdalina, o vitamina B17 (1187). Sette anni dopo, due scienziati tedeschi, Von Liebig e Woehier, scoprirono che questa strana vitamina, normalmente contenuta in tutti i semi della frutta (ad eccezione degli agrumi) poteva essere scomposta da uno specifico enzima, e soltanto da esso, in ioni-Cianuro, Benzaldeide e Glucosio.
    Il passaggio all’uomo, per terapie medico-oncologiche, seguì di pari passo, così, quindici anni dopo le prime esperienze scientifiche francesi, nel 1845, la rivista medico-scientifica francese “Gazette Medicale de Paris”, (1188) e, successivamente, anche quella tedesca “Journal Chirurgie und Augenheilkunde” (1189), descrissero il primo caso di terapia metabolica con vitamina B17 per la “cura del cancro”, ad opera del medico russo Inosmetzeff, professore presso l’Università Imperiale di Tutte le Russie di Mosca:
    la terapia era stata eseguita su un ventenne tumorale, e la terapia era consistita in 46 grammi di Amigdalina somministrata per 3 mesi; il grande medico russo aveva curato anche una donna di 48 anni, con estese metastasi da cancro ovarico, e questa donna, nel 1845, risultava essere ancora viva dopo ben 11 anni dalla terapia metabolica con Amigdalina: in entrambi i casi, il dott. Inosmetzeff affermò di non aver notato mai effetti collaterali da parte della vitamina scoperta dai francesi nel 1830 e meglio caratterizzata dai tedeschi nel 1837.

    Ma fu soltanto più di un secolo dopo, nel 1950, che uno scrupoloso ricercatore americano, Ernest Krebs, iniziò a curare di nuovo il cancro con questa strana vitamina, che, dopo averla fatta bollire, evaporare in
    alcool, e quindi decantare in piccoli cristalli bianchi, ribattezzò “Laetrile”. La parola “Laetrile” è un acronimo della parola “LAEvomandeloniTRILE- glucoside. Essa è quasi equivalente all’Amigdalina naturalmente
    contenuta nei semini amari della frutta, con l’unica differenza di una molecola in meno di glucosio. Infatti la sua struttura chimica è: D-1 mandelonitrile-beta- glucuronide, mentre l’Amigdalina è Dmandelonitrile- biglucoside.

    Per aver maggiori informazioni: http://www.salutenatura.org/request.php?50

    Il caso del Dottor Giuseppe Nacci

    L'oncologia ufficiale – quella ben rappresentata dai Veronesi di turno e dalle corporation del farmaco – non sa spiegare cos'è il tumore, quali sono i motivi che spingono delle cellule a “impazzire” e proliferare invadendo tutto il corpo; non sa proporre altri strumenti oltre la chirurgia, la radio e chemioterapia (questi ultimi devastanti per l'organismo già debilitato e totalmente nelle mani delle case farmaceutiche).
    L'oncologia ufficiale – nonostante le incoraggianti parole degli esperti di turno – non riesce ad ottenere alcun risultato serio e infatti si continua a morire sempre e più di prima.
    L'oncologia ufficiale adotta programmi di screening di massa, spacciandoli per “prevenzione”, per cercare e trovare sempre nuovi “pazienti” (lo screening infatti NON previene, ma diagnostica, cioè “trova”). La vera prevenzione è un'altra cosa: alimentazione sana, biologica e integrale e comprende l'intero nostro stile di vita.
    Questa oncologia – nonostante i risultati totalmente fallimentari – si arroga il diritto di estromettere, radiare e/o sospendere medici, nonostante i risultati terapeutici siano positivi, semplicemente perché non abbracciano il paradigma e non usano gli strumenti e i protocolli imposti dell'establishment scientifico (i farmaci delle lobbies).
    Emblematici i casi di Pantellini, Bonifacio, Hamer, Di Bella, Simoncini e moltissimi altri ricercatori.
    Oggi nel Malleus Maleficarum (il “Maglio o Martello delle Streghe, il manuale dell'inquisizione redatto nel 1486), è stato iscritto il nome del dottor Giuseppe Nacci…

    http://www.disinformazione.it/images/nacci.JPG

    Pubblicato da “Il Piccolo” giovedì 26 marzo 2009

    Medicina
    La terapia NACCI

    Di recente l’Ordine dei Medici di Trieste ha nuovamente sospeso dall’Ordine il dottor Giuseppe Nacci. Ma chi è questo dottore e cosa ha fatto di tanto grave ? Il dottor Nacci, medico specializzatosi in medicina nucleare al San Raffaele di Milano ha contribuito anche con una sua scoperta, protetta da brevetto, alla diagnosi e terapia dei tumori, come descritto nel suo libro “La terapia dei tumori con Gadolinio 159 in Risonanza Magnetica Nucleare” (671 pagg.). Considerato tuttavia che le normali terapie dei tumori (radioterapia, ormonoterapia e soprattutto chemioterapia) presentano forti effetti collaterali, ha sviluppato lo studio per la cura dei tumori secondo il metodo metabolico Gerson. Tale metodo, seguito con molto successo in parecchie cliniche all’estero, si basa principalmente su un apporto vitaminico fitoterapico accompagnato da un’adeguata dieta. Tutto ciò è ampiamente illustrato nel suo libro “Diventa Medico di Te Stesso” che è stato premiato dall’Associazione “Mare Nostrum” di Wildon (Graz) come il miglior libro a tema scientifico dell’anno 2006. Per i suoi studi i sindaci di Trieste e di Padova lo hanno insignito del Sigillo delle loro città e il rettore e il Senato accademico dell’Università di Padova gli hanno conferito il premio “Città di Padova 2008” .
    Nonostante l’alto riconoscimento dei suoi studi e il felice esito delle sue cure, l’Ordine dei Medici di Trieste ha deciso di sospenderlo ulteriormente perché le sue cure non sono in linea con quelle ufficiali.
    Ci chiediamo allora quale sia l’effettivo significato del concetto di tutela della salute e di libertà di cura dei cittadini, sancito dall’art. 32 della Costituzione, stante che i pazienti oncologici del dottor Nacci sono ora impossibilitati a proseguire le cure intraprese e sono lasciati al loro destino.
    Chiediamo all’Ordine dei Medici di Trieste quali siano le reali motivazioni che si celano dietro a questa sospensione: i molteplici successi terapeutici ottenuti dal dottor Nacci, testimoniati anche recentemente da articoli apparsi in questa stessa rubrica, dimostrano inconfutabilmente la validità della sua terapia che, non presentando effetti collaterali, risulta, in termini di guarigione e qualità di vita, nettamente superiore a quelle derivanti dall’applicazione delle terapie ufficiali.
    Ridateci la possibilità di scegliere come curarci con il medico di nostra fiducia.

    Pubblicato da “Il Piccolo” del 31 marzo 2009

    Risposta del Presidente Ordine dei Medici di Trieste

    L’intervento
    Ordine dei Medici: provvedimenti e sanzioni scattano solo dopo un lungo iter fissato dalla legge.
    In qualità di presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi ed Odontoiatri della Provincia di Trieste mi vedo costretto a rispondere alla segnalazione apparsa sul quotidiano “IL PICCOLO” del 26 marzo 2009. E’ doveroso ricordare che l’Ordine è un ente ausiliario dello Stato ed è chiamato a vigilare sull’operato dei propri iscritti.
    In Italia per esercitare la professione medica è necessaria l’iscrizione all’albo professionale, iscrizione che obbliga alla conoscenza e al rispetto del Codice Deontologico.
    L’Ordine pertanto interviene nei casi in cui un iscritto contravviene agli articoli del Codice Deontologico.
    In tal caso viene istruita una pratica, viene convocato il collega interessato dal procedimento che ha la possibilità di visionare la medesima, presentare le proprie controdeduzioni e sostenere un contradditorio di fronte alla Commissione Medica, organo di cui fanno parte i medici eletti dagli stessi iscritti in seno al Consiglio direttivo dell’Ordine.
    Nel contradditorio il medico può farsi assistere da un legale di fiducia.
    Concluso il contradditorio la Commissione medica delibera l’eventuale sanzione da irrogare all’iscritto in misura proporzionale alla gravità del fatto commesso.
    Il medico destinatario della sanzione può infine ricorrere avverso la decisione dell’Organo di disciplina ordinistico innanzi alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni Sanitarie (CCE-PS), con sede presso il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, che valuta le motivazioni della stessa, l’operato della Commissione locale e si pronuncia per confermare, ridurre o annullare la sanzione irrogata.
    Fino a che il provvedimento non supera tutte queste fasi, la sanzione non diventa esecutiva. La procedura garantisce la massima trasparenza ed è comune a tutte le categorie professionali ordinistiche.
    Ricordo per completezza che l’articolo 13 del Codice Deontologico recita: omissis “le prescrizioni e i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche…” ed ancora: “sono vietati l’adozione e la diffusione di terapie e di presidi diagnostici non provati scientificamente o non supportati da adeguata sperimentazione e documentazione clinico-scientifica, nonché di terapie segrete” omissis
    Nel caso in oggetto l’Ordine ha rispettato tutte le procedure previste dall’Ordinamento vigente nel rispetto delle norme del Codice Deontologico.

    Claudio Pandullo

    Pubblicato da “Il Piccolo”, 19 aprile 2009

    Lettera aperta al Presidente dell’Ordine dei Medici di Trieste

    Gent.mo dott. Claudio Pandullo,
    la ringraziamo per la sollecita risposta alla nostra segnalazione, pubblicata su “IL PICCOLO” il 31 marzo u.s.
    Ci dispiace dover proseguire il dialogo attraverso questo quotidiano che, d’altra parte, è l’unico che ci ha permesso di far sentire la nostra voce.
    Non sarà certo sorpreso nell’apprendere che i pazienti e i sostenitori del dott. Nacci sono ben al corrente di quanto prescrive il Codice Deontologico e dell’iter procedimentale necessario ad addivenire ad una pronuncia definitiva del provvedimento emesso dall’Ordine, così come delle vicissitudini che hanno determinato la sua sospensione (e ciò in ordine al fatto che ha dovuto in qualche modo giustificare l’obbligata cessazione della sua attività ai suoi pazienti, che hanno continuato a rivolgergli pressanti richieste di aiuto).
    Niente di nuovo quindi è stato scritto nel Suo articolo, che in realtà si è rivelato null’altro che una esposizione acritica delle procedure previste dall’Ordinamento vigente nel rispetto delle norme del Codice Deontologico.
    La questione però è un’altra, e – per correttezza nei confronti dei tanti lettori che, altrimenti, hanno giustamente diritto di ritenere motivato un provvedimento disciplinare così gravoso e che in fin dei conti colpisce soprattutto i pazienti – va valutata nel merito, anche a ragione del fatto che non solo l’ultimo libro del dott. Nacci (“Diventa Medico di Te stesso”, 3° ed., Supermercato del Libro, Treviso 2008, in vendita presso la libreria Borsatti di Trieste e che ben illustra e documenta la terapia da lui proposta) – è stato premiato motu proprio dall’Associazione per la Promozione della Ricerca Mare Nostrum di Wildon (Graz); non solo al dott. Nacci è stato conferito il Sigillo Trecentesco da parte della città di Trieste e di quello della città di Padova in riconoscimento del suo appassionato impegno nello studio e nella ricerca scientifica; ma il suo lavoro è anche stato tradotto e messo in rete (internet) dalla National Health Federation degli Stati Uniti (www.thenhf.com ) e premiato il 30 ottobre 2008, nell’Aula Magna dell’Università di Padova, dal Rettore e dal Senato Accademico.

    Procediamo quindi con ordine ad analizzare quanto riportato nell’articolo di risposta alla nostra segnalazione del 26/3 u.s.

    1) “nel contradditorio il medico può farsi assistere da un legale di sua fiducia”:
    Nel caso specifico al difensore di fiducia (avv. A.S.) del dott. Nacci NON è stato permesso di parlare, in violazione di quanto previsto dal Codice Deontologico e affermato dalla Corte di Cassazione (v. sentenza Cass. S.U. , n. 4630 del 7.5.1998). D’altra parte lo stesso art. 165 c.p.c. stabilisce che l’attore (e, a norma del successivo art. 166 c.p.c. , il convenuto) deve costituirsi in giudizio a mezzo del procuratore o personalmente;

    2) “eventuale sanzione da irrogare all’iscritto in misura PROPORZIONALE alla gravità del fatto commesso …”:
    una sospensione di 6 mesi per aver il dott. Nacci omesso di far firmare due consensi informati da altrettanti pazienti ci sembra un provvedimento inaccettabile (tanto più che un consenso è stato semplicemente firmato in ritardo); sappiamo bene che sia prassi abbastanza comune sottoporre i pazienti ai più svariati trattamenti terapeutici/diagnostici senza far firmare alcunché (basti guardare alla casistica giurisprudenziale !): non ci consta che tutti questi medici abbiano avuto procedimenti e sospensioni da parte dei rispettivi Ordini; oltretutto dal comportamento omissivo del dott. Nacci non è derivato alcun danno, al di là del fatto che, in base alla legge italiana, il consenso, al di fuori di specifici casi previsti per legge, non necessita della forma scritta. Va ribadito che il diritto costituzionalmente garantito del paziente di autodeterminarsi con riguardo alle proprie scelte sanitarie è assoluto. Inoltre la Corte di Cassazione (sent. n. 301/2001) ribadisce la libertà terapeutica del medico, mancando l’arte medica, per sua natura, di protocolli scientifici a base matematica. E se il punto è che il dott. Nacci reputa controindicata, al fine del successo della terapia da lui suggerita, la chemioterapia, allora è il medico che ha proposto tale cura a doversi procurare il consenso informato con il rifiuto del paziente a sottoporsi alla stessa;

    3) “le prescrizioni e i trattamenti devono essere ispirati ad aggiornate e sperimentate acquisizioni scientifiche”:
    a nostro parere è stata messa in dubbio la validità scientifica dei “crismi scientifici” solo nel tentativo di rafforzare la motivazione di un provvedimento abnormemente severo, tant’è vero che le prove cliniche della validità della terapia (in possesso del medico che, per oltre 7 anni, ha preso in cura diversi pazienti e che, tra l’altro, hanno ben dichiarato in più occasioni a diversi sanitari di essere sottoposti alla “sua” cura metabolica senza che venissero presi provvedimenti di alcun genere) sono documentate da oltre 1.600 casi clinici pubblicati in precedenti lavori scientifici su riviste mediche ufficiali da diversi medici, oltre che basati su statistiche di sopravvivenza ben documentate.

    Quindi riformuliamo le domande: perché al dott. Nacci è stato precluso il diritto di esercitare la sua professione, con circa 40 pazienti già in carico con regolare consenso informato scritto?
    Come può oggi il dott. Nacci conformarsi a quanto previsto dall’art. 23 del Codice Deontologico in base al quale “il medico deve garantire al cittadino la continuità delle cure” quando è evidente che non è possibile procedere ad una sua sostituzione in quanto in Italia non vi sono altri medici a praticare questo tipo di terapia ? Quali sono gli studi scientifici e quali sono le statistiche di guarigione che fanno assurgere il trattamento chemioterapico a terapia convenzionale d’eccellenza nel trattamento dei tumori e che dovrebbero quindi far propendere per tale approccio terapeutico?
    Nel rispondere ai quesiti posti, contiamo sulla coscienza della categoria medica ed in particolare vogliamo richiamare il giuramento di Ippocrate cui ogni medico ha fatto voto : “…di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo della sofferenza…di rispettare i colleghi anche in caso di contrasto di opinioni….di rispettare e facilitare in ogni caso il diritto del malato alla libera scelta del suo medico, tenuto conto che il rapporto tra medico e paziente è fondato sulla fiducia e in ogni caso sul reciproco rispetto…”
    Ringraziamo per la cortese attenzione ed inviamo distinti saluti

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    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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