Silenzio, parla il governo.

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Questo argomento contiene 27 risposte, ha 8 partecipanti, ed è stato aggiornato da  Spiderman 8 anni, 2 mesi fa.

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  • #134376

    Spiderman
    Partecipante

    Vietato parlare con la stampa Bavaglio a presidi e prof

    Bavaglio agli insegnanti che parlano con la stampa o dissentono dalle linee del governo. Se non si “ubbidisce” via alle sanzioni disciplinari. È quello che accade in questi giorni in Emilia-Romagna, dove il dirigente dell’Ufficio scolastico regionale Marcello Limina invia ai presidi una circolare «riservata» (si legge in alto nel documento, ndr) in cui manifesta la volontà di porre uno stop a «dichiarazioni rese da personale della scuola con le quali si esprimono posizioni critiche con toni talvolta esasperati e denigratori dell’immagine dell’amministrazione di cui lo stesso personale fa parte». Toni che – prosegue la nota – vengono inviati sotto forma di documenti ad autorità politiche, fatti circolare a scuola o distribuiti alle famiglie. Nella circolare Limina “invita” quindi ad «astenersi da dichiarazioni o enunciazioni che in qualche modo possano ledere l’immagine dell’Amministrazione pubblica».

    Si scatena il putiferio quando il coordinamento degli insegnanti modenesi Politeia viene a conoscenza dell’esistenza di questa circolare, non ancora resa pubblica da nessun preside, ma datata 27 aprile. La Cgil insorge: «Ritiro immediato della nota e dimissioni del direttore dell’Usr», la richiesta del segretario generale Flc-Cgil Mimmo Pantaleo. Immediata la difesa del ministro Mariastella Gelmini: «Condivido e sostengo pienamente l’operato del direttore Limina che ha invitato tutto il personale della scuola a osservare un comportamento istituzionale – afferma il ministro – È lecito avere qualsiasi opinione ed esprimerla nei luoghi deputati al confronto e al dibattito. Quello che non è consentito è usare il mondo dell’istruzione per fini di propaganda politica: chi desidera fare politica si candidi alle elezioni e non strumentalizzi le istituzioni».

    PRESIDI SCERIFFI
    Tutto parte da Modena, dove alcuni insegnanti vengono a conoscenza dell’esistenza della circolare. «Qualche dirigente troppo zelante l’ha messa tra quelle visibili a tutti», riferisce un insegnante. Presa la palla al balzo di una manifestazione contro i tagli della riforma Gelmini che si è svolta a Modena giovedì, i docenti hanno reso pubblica la notizia e firmato una mozione per denunciare il «carattere intimidatorio e lo spirito antidemocratico della circolare che cerca di reprimere le legittime proteste del mondo della scuola». Fatto altrettanto grave, per i “prof” modenesi, quello di «far passare l’idea che i dirigenti, destinatari del documento, siano soggetti superiori di grado, quando in realtà, nel collegio docente, sono figure inter pares. Poi, vuoi per l’avidità di qualcuno, vuoi per il clima autoritario generale, passa l’idea di un ruolo diverso». La scuola, insomma, non è quella che dipingono Limina e il governo anche per Bruno Moretto della cellula bolognese del comitato Scuola e Costituzione: «Gli insegnanti sono autonomi: lo spirito dell’articolo 33 della Costituzione è quello di creare nella scuola un clima di confronto di posizioni». Meglio per il comitato che «Limina si occupi di ciò che gli compete e risponda ad esempio ai 600 bambini che a Bologna e provincia non avranno posto alla scuola materna l’anno prossimo».

    http://www.unita.it/news/scuola/99011/vietato_parlare_con_la_stampa_bavaglio_a_presidi_e_prof


    #134377
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    che “coincidenza” che sia venuto a galla per “caso”


    #134378

    Erre Esse
    Partecipante

    [quote1274529965=Richard]
    che “coincidenza” che sia venuto a galla per “caso”
    [/quote1274529965]

    Cosa intendi, Richard?


    #134379
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    [youtube=425,385]LJBN5hI9460


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #134380
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    Se ci volete silenti dovete spararci” – LETTERA APERTA A SILVIO BERLUSCONI

    Gentilissimo Presidente

    Le scrivo in rappresentanza delle centinaia di testate locali che ogni giorno, nel nostro paese, si battono per la libertà d’espressione. Piccoli “nidi di ragno” innestati in territori spesso difficili o come, nel nostro caso, in terra di mafia, clientelismo e corruzione. Gentilissimo Presidente, ogni giorno “giornalisti per amore” vengono pestati, minacciati, intimiditi per l’unica colpa di volere raccontare la verità, di tentare di rendere onore ai padri costituenti che ci regalarono l’Articolo 21 della Costituzione ed, insieme ad esso, la democrazia e la libertà col costo di migliaia di vite umane.
    Siamo carne da macello, signor Presidente, alla mercé di mafiosi, politici corrotti e scagnozzi che vogliono rendersi belli agli occhi dei capi. Spesso soli nelle nostre battaglie, nelle denunce da Trento a Trapani. Siamo anche quelli che conoscono meglio il territorio, perché lo viviamo ogni giorno. Perché col mafioso o col politico corrotto che denunciamo spesso ci tocca dividere il bancone dello stesso bar. Siamo anticorpi democratici di un paese che, anche grazie al suo governo, sta andando in cancrena.
    Abbiamo mille volti e mille mezzi. Siamo blogger, speaker, redattori, scriviamo via web, parliamo via etere, raccontiamo su carta. Non siamo giornalisti ma veniamo perseguitati come tali. Abbiamo i nostri eroi, alcuni scolpiti nella storia come Peppino Impastato, altri fortunatamente ancora liberi di esprimere il loro pensiero come Carlo Ruta o Pino Maniaci. Ma soprattutto gentilissimo Presidente abbiamo fatto la nostra scelta: la nostra libertà vale molto di più delle nostra vita.
    Dove non hanno potuto i bossoli, le lettere intimidatorie, le minacce, le denuncie, le querele mirate, dove non ha potuto la più potente ed influente famiglia politico/mafiosa della Sicilia, non potrà una legge canaglia come quella sulle intercettazioni.
    Lei e il suo fido Alfano v’illudete che una norma moralmente illegale possa diventare prassi solo perché vergata su crismi di burocratica legalità.
    Signor Presidente noi continueremo a fare il nostro lavoro, raccontando quello che avviene, anticipando la notizia, veicolando le news e se il caso, scrivendo quello che (secondo voi) non si deve raccontare.
    “Disonorare i mascalzoni è cosa giusta, perché, a ben vedere, è onorare gli onesti”.
    Sa perché gentilissimo Presidente non potrà mai batterci? Perché giochiamo su un terreno a Lei sconosciuto. Quello della libertà individuale che diventa patrimonio collettivo. Non siamo in vendita e sappiamo “resistere” a tutto.
    Siamo liberi e quello che facciamo lo facciamo di tasca nostra, rischiando di nostro. Perché è facile dire per una grande testata “noi resisteremo” dall’alto d’avvocati ben pagati e gruppi editoriali forti ma è ben più difficile farlo quando quel poco che hai in soldi di carta e rabbia ti serve anche per mangiare ogni giorno.
    Ma lo facciamo in tutta Italia, da classici signor nessuno, senza enfasi o protagonismi. Perché amiamo il bello del nostro paese e ogni muro amico che ci ha visto piangere o sognare. Perché diciamo ogni giorno di voler mollare ed ogni giorno troviamo la forza di andare avanti. Perché amiamo le nostre donne e ci perdiamo negli occhi dei nostri figli a cui vorremmo consegnare qualcosa di più bello del paese attuale.
    Ed abbiamo riferimenti etici alti: Pietro Ingrao, Vittoria Giunti, Luigi Ciotti, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e quel Piero Calamandrei che dei partigiani italiani diceva così:” Essi sono morti senza retorica, senza grandi frasi, con semplicità, come se si trattasse di un lavoro quotidiano da compiere: il grande lavoro che occorreva per restituire all’Italia libertà e dignità. Di questo lavoro si sono riservata la parte più dura e più difficile: quella di morire, di testimoniare con la fede e la morte la fede nella giustizia. A noi è rimasto un compito cento volte più agevole: quello di tradurre in leggi chiare, stabili ed oneste il loro sogno di una società più giusta e più umana, di una solidarietà di tutti gli uomini alleati a debellare il dolore. Assai poco, in verità, chiedono a noi i nostri morti. Non dobbiamo tradirli”.
    Non li tradiremo signor Presidente.
    “Se ci volete silenti dovete spararci” dicemmo da ragazzini, di un piccolo giornale locale (Ad Est) di un piccolo paese dell’entroterra agrigentino, ad uno scagnozzo mafioso che ci intimava di tacere.
    Lo ripetiamo a Lei che con l’aureola della legalità vuole imporci lo stesso mafioso silenzio.
    Non taceremo e non molleremo neppure un centimetro. Quindi signor Presidente non ha altra scelta: ritiri la legge o prepari tanti proiettili, perché siamo in molti. Indietro non torniamo…neanche per prendere la rincorsa.

    Il Potente ed i Ragazzi
    http://gaetanoalessi.blogspot.com/2010/01/il-potente-ed-i-ragazzisette-anni-di.html

    http://gaetanoalessi.blogspot.com/ #=

    DISOBBEDIENZA CIVILE ALLA LEGGE BAVAGLIO (ARRESTATECI TUTTI) :hehe:

    http://www.facebook.com/pages/DISOBBEDIENZA-CIVILE-ALLA-LEGGE-BAVAGLIO-ARRESTATECI-TUTTI/123596294337253?v=wall#!/pages/DISOBBEDIENZA-CIVILE-ALLA-LEGGE-BAVAGLIO-ARRESTATECI-TUTTI/123596294337253


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #134381
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    [youtube=480,385]wAuyX_Ve4dw


    #134382
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Legge bavaglio: ecco come mettere la museruola al giornalismo d’inchiesta!

    E’ un terremoto: la politica sta nuovamente cercando di mettere un freno alla libera informazione anche sui libri. “Non era mai successo”, scrive sorpreso l’editore di Chiarelettere sul Fatto Quotidiano. “Il ddl sulle intercettazioni che sta per essere approvato oltre a colpire i giornalisti, punisce gli editori di libri nel caso essi pubblichino prima di un processo inchieste giornalistiche con all’interno parti di atti giudiziari o testi di intercettazioni telefoniche (anche se non più coperti da segreto istruttorio). L’editore ha il compito di vigilare che ciò non avvenga, se non lo fa, le conseguenze sono pesanti, innanzitutto per lui: la multa può arrivare oltre 460 mila euro. La legge così formulata sembra avere un obiettivo preciso: limitare l’azione a chi in questi anni ha provato a raccontare verità scomode riportando all’attenzione dei lettori episodi trattati nelle cronache dei giornali e poi dimenticati. In una parola: limitare la pubblicazione di libri scomodi per chi ha o chi è al potere”.
    Intanto fioccano le proteste: mentre è stata avviata una petizione on line attraverso la pagina web nobavaglio.adds.it a cui hanno già aderito 190.000 persone tra gruppi, sindacati, associazioni e singoli individui, su facebook il popolo dei post-it moltiplica le iniziative che chiedono di metterci la faccia e sui media (oltre all’annunciato ricorso di Sky) si aggiungono ai tanti anche Striscia la Notizia e Report, che parlano dei rischi della legge bavaglio anche dentro le trasmissioni in onda.

    (L’intervento di Milena Gabanelli su Report: http://www.youtube.com/watch?v=Hq9u4tUzmgI)

    Un monito arriva anche dal sottosegretario al Dipartimento di Giustizia Usa: “Non vorremmo mai che accadesse qualcosa che impedisse ai magistrati italiani di continuare a fare l’ottimo lavoro finora svolto: le intercettazioni sono uno strumento essenziale per le indagini”, specie nella lotta alla mafia. Beppe Grillo (dal suo sito e in una lunga intervista) propone disobbedienza civile e si dice pronto a non rispettare il ddl: “Possono fare tutte le leggi che vogliono, ma se io non ci credo non le rispetto. Io sono già al di fuori. Se imbrigliano la stampa, non mi fermo e nemmeno la gente della Rete. Poi ci saranno conseguenze per me, ma anche per chi fa queste leggi. Lo dico senza rabbia, con serenità. Se pago le tasse, se rispetto la legge, non è perché mi obbligano o per paura. Lo faccio perché mi sembra moralmente giusto. Mettiamola così… e se introducessero le leggi razziali, voi che cosa fareste?”.

    Così, mentre tra polemiche e tafferugli continua l’iter burocratico di una discutibile legge, si cominciano a porre dei dubbi sulla leggittimità di quanto stabilito con tanto di consenso politico e popolare. Si cerca di limitare l’informazione ma si intacca prima di tutto la giustizia! Tempo fa (in un articolo proposto sempre su AgoraVox) ci ponevamo una domanda: cosa sarebbe accaduto ad alcune eclatanti indagini del nostro passato più vicino, senza l’uso e la pubblicazione delle intercettazioni? Ve ne riproponiamo uno stralcio…

    Con l’applicazione della legge contro le intercettazioni non avremmo scoperto che…

    Ricucci stava operando le scalate alle banche!
    Una storia venuta alla luce attraverso le indagini telefoniche che ha come protagonista un capitalismo particolare, con valigette passate di mano ricolme di milioni di Euro. La gravità dei fatti emersi dalle intercettazioni e dai verbali degli interrogatori di Ricucci e degli altri “furbetti del quartierino” ha permesso di scoprire la scalata alle banche Antonveneta e BNL.

    Calciopoli e Moggiopoli
    Il costoso mondo del calcio ha subìto uno scossone quando le intercettazioni a Luciano Moggi fecero scoperchiare pentoloni fatti di partite truccate, corruzione ed arbitraggi artistici.

    Lo stupro della Caffarella
    Senza le intercettazioni del cellulare rubato della vittima, gli inquirenti non sarebbero mai riusciti a risalire ai veri autori dello stupro di una ragazza nel parco della Caffarella e non sarebbero riusciti nemmeno a scagionare i due romeni che erano innocenti.

    Vallettopoli
    Un’inchiesta che coinvolse anche i Savoia in un turbine di scandali emersi grazie alle intercettazioni. L’inchiesta ha coinvolto personaggi noti dello sport, dello spettacolo e della politica, oltre a noti imprenditori. Le accuse rivolte al fotografo Fabrizio Corona, titolare dell’agenzia Corona’s, sono state di estorsione, spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione. Sotto accusa finì anche il super manager Lele Mora, amico intimo e iniziatore di Corona.

    Violenze al G8 di Genova
    “Fu una spedizione punitiva sanguinosa e violenta quella alla scuola Diaz”, così commentano le vittime dei pestaggi da parte di forze dell’ordine che la notte del 20 luglio fecero irruzione nell’istituto Diaz e violarono sistematicamente le regole (perché quelle regole erano di impaccio alla loro violenta azione) e su cui adesso gravano delle sentenze di condanna. Un pestaggio violento ed indiscriminato e poi l’inquinamento delle prove: i poliziotti portarono dentro l’istituto delle bombe incendiare molotov, poi praticarono una falsa perquisizione per trovarle ed avere così il pretesto per operare violenza gratuita.Grazie alle intercettazioni si è potuto così indagare sull’ex capo della polizia De Gennaro per istigazione alla falsa testimonianza.

    Clinica degli Orrori
    Nella clinica è successo di tutto: le accuse sono di truffa, falso ideologico, falsificazione delle cartelle cliniche e sopratutto, una serie di interventi inutili o dannosi che hanno provocato lesioni gravi o gravissime per circa novanta persone, oltre alla morte di cinque pazienti. Infatti, tra le accuse mosse agli indagati (in tutto, non meno di diciotto), figura anche l’omicidio volontario aggravato da crudeltà. Per smascherare questa colossale truffa è stato necessario ricorrere alle intercettazioni, che proprio in questi giorni sono sotto il dibattito per ridurne l’uso.

    Inchieste su casi di pedofilia
    Un’inchiesta che è durata più di 6 mesi attraverso intercettazioni ha portato tempo fa alla scoperta di un giro di pedofilia nei campi rom di Roma. Con la nuova legge sarebbe impossibile sostenere un periodo così lungo di intercettazioni.
    http://www.agoravox.it/Legge-bavaglio-ecco-come-mettere.html


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #134383
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    MA VOI SAPEVATE CHE C'E' STATO UN ACCORDO SUL CAMBIAMENTO CLIMATICO DA BERLUSCONI-AMERICA???
    Mundo Civilizado In Italia le irrorazioni sono iniziate nel 2003: il governo (Berlusconi) ha stipulato un accordo di collaborazione con gli USA senza informare la popolazione, denominato “Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei cambiamenti climatici”, eccolo: http://www.scribd.com/doc/9381320/Piano-dettaglio-Accordo-Italia-USA-sul-Clima


    https://www.facebook.com/brig.zero

    #134384

    ezechiele
    Partecipante

    si Brig, era noto…. ma anora ignoto ai più!!!!!! …

    comuqnue grazie, come diceva quello? la ripetizione e' la mamma della memoria…


    #134385
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    non so se serve, ma facciamo qualcosa:
    [code][/code]

    E' scandaloso — tra pochi giorni, il Parlamento potrebbe approvare una legge che renderebbe intoccabili il governo — e tutti i politici– da ogni indagine in materia di corruzione!

    La coalizione guidata da Berlusconi sta tentando ancora una volta di far passare la cosidetta “legge bavaglio”, che limiterebbe terribilmente i poteri del nostro sistema giudiziario nella lotta al crimine e alla corruzione e imporrebbe pene draconiane a editori e giornalisti che osassero documentare le responsabilità dei politici.

    I Parlamentari sono sotto un'enorme pressione perchè appoggino il disegno di legge; dimostriamo loro che è in gioco la loro reputazione! Già 220.000 Italiani hanno richiesto al Senato di respingere la “legge bavaglio” e difendere la nostra democrazia — cerchiamo di raggiungere le 300.000 firme questa settimana — clicca qui per firmare, e poi inoltra questa email a tutti i tuoi contatti e noi consegneremo la petizione direttamente ai Parlamentari e attraverso i media:

    http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/?vl

    Ora che non sono più sui titoli dei giornali recenti scandali di tangenti, gli scandali sessuali e quello dello sfruttamento del terremoto dell'Aquila a fini di arricchimento personale, il governo Berlusconi sta tentando ancora una volta vergognosamente di riproporre misure per restringere il controllo giudiziario – come per esempio l'uso delle intercettazioni telefoniche – che erano già state respinte dal Parlamento 2 anni fa, e anche di intimidire editori e giornalisti.

    In questi anni hanno cercato sistematicamente di consolidare il loro controllo sui media e l'opinione pubblica, di ottenere l'immunità giudiziaria per le alte cariche dello stato e di limitare il raggio d'azione delle leggi in materia di corruzione.

    Se la “legge bavaglio” verrà approvata, non potremo più raccogliere prove necessarie nei processi per corruzione e un pilastro fondamentale della nostra democrazia verrà demolito. Firma la petizione, clicca qui in basso e inviamo questo messaggio a tutti i nostri amici e familiari:

    http://www.avaaz.org/it/no_bavaglio/?vl

    Siamo sempre più numerosi in tutta Italia — giornalisti, avvocati, e comuni cittadini — a dichiaraci pronti a difendere attivamente la nostra democrazia e le libertà sancite dalla nostra Costituzione. Uniamoci per sollevare le nostre voci per spingere le istituzioni a lavorare per il bene comune. Clicca qui in basso e inoltra questa email a tutti i tuoi contatti:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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