Sri Aurobindo-Mère e la nuova Coscienza

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Questo argomento contiene 220 risposte, ha 12 partecipanti, ed è stato aggiornato da  viandante 5 anni, 8 mesi fa.

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    Articoli
  • #48997

    viandante
    Partecipante

    Abbiamo allora due principi nella Vita: la necessità o la volontà dell'ego separato di sopravvivere come essere distinto e di conservare la propria identità, e la costrizione che gli è imposta dalla Natura di fondersi con gli altri …
    … l'ultimo stadio [evolutivo] può essere raggiunto solo quando si siano armonizzati i due principi, quando l'individuo diventi capace di persistere nella coscienza della propria individualità e tuttavia di fondersi con gli altri senza turbare l'equilibrio preservatore e interrompere la sopravvivenza

    La Vita Divina – Libro 1 – Cap. 21 – pag. 160


    #48998
    prixi
    prixi
    Amministratore del forum

    [quote1358956245=viandante]

    Grazie cara, ho un evidente handicap con la tecnologia. :o( #sudo
    [/quote1358956245]

    .. ebbene, devo confidarti che al mio arrivo qui sul forum, il mio handicap era di gran lunga superiore al tuo attuale #secret
    è stata la pazienza e la gentilezza di molti del forum, a rendere possibile una mia piccola “evoluzione” :hehe:

    quindi è con tutta umiltà che ti passo l'informazione informatica (bisticcio di parole :kkk: ) sul come postare i video sul forum …

    anzichè copiare (://www.youtube.com/watch?v=YKgO9-WC5Ac) prendi solo quello che trovi dopo il primo =
    cioè, in questo caso: YKgO9-WC5Ac

    fatto questo, lo evidenzi con il mouse e clicchi sull'icona di “YouTube” che trovi sotto l'area di editazione del messaggio (l'ultimo tastino a destra) … quindi vedrai comparire [ youtube ] … [ /youtube ] prima e dopo il codice del video … ed il gioco è fatto :VV:


    "Il cuore è la luce di questo mondo.
    Non coprirlo con la tua mente."

    (Mooji - Monte Sahaja 2015)

    #48999
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    che tesoro che sei prixi


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #49000

    viandante
    Partecipante

    [quote1358961656=prixi]
    [quote1358956245=viandante]

    Grazie cara, ho un evidente handicap con la tecnologia. :o( #sudo
    [/quote1358956245]

    .. ebbene, devo confidarti che al mio arrivo qui sul forum, il mio handicap era di gran lunga superiore al tuo attuale #secret
    è stata la pazienza e la gentilezza di molti del forum, a rendere possibile una mia piccola “evoluzione” :hehe:

    quindi è con tutta umiltà che ti passo l'informazione informatica (bisticcio di parole :kkk: ) sul come postare i video sul forum …

    anzichè copiare (://www.youtube.com/watch?v=YKgO9-WC5Ac) prendi solo quello che trovi dopo il primo =
    cioè, in questo caso: YKgO9-WC5Ac

    fatto questo, lo evidenzi con il mouse e clicchi sull'icona di “YouTube” che trovi sotto l'area di editazione del messaggio (l'ultimo tastino a destra) … quindi vedrai comparire [ youtube ] … [ /youtube ] prima e dopo il codice del video … ed il gioco è fatto :VV:
    [/quote1358961656]
    :salu: :tk:


    #49002

    Kappa82
    Partecipante

    Scusate ma chi è che parla in questi due video ??? secondo me sono fatti veramente male, e quello che parla non ha capito molto del messaggio Aurobindo/merè…


    #49001

    viandante
    Partecipante

    [quote1359111481=Kappa82]
    Scusate ma chi è che parla in questi due video ??? secondo me sono fatti veramente male, e quello che parla non ha capito molto del messaggio Aurobindo/merè…
    [/quote1359111481]

    hai ragione kappa,sembra un venditore di pentole, inoltre dice anche delle inesattezze, ma la sua aspirazione a me è sembrata sincera.


    #49003

    viandante
    Partecipante

    La mente delle cellule.

    Edit Doc Agenda di Mère – libro sesto 31 agosto 1965

    Satprem: Come definiresti questa mente fisica che è stata oggetto del trasferimento di potere? Mère: Non si tratta della mente fisica. La mente fisica da un pezzo… È la mente materiale – neanche la mente materiale: la mente DELLA MATERIA [Mère ha aggiunto questa precisazione in seguito. E´ la sostanza mentale che appartiene proprio alla Materia, alle cellule.] . E´ quello che una volta chiamavano `spirito della forma´, riferendosi alle mummie che conservavano il corpo intatto per tanto tempo [In un vecchio Entretien del marzo 1951 Mère aveva detto a proposito delle violazioni dei sepolcri dell´antico Egitto: «Nella forma fisica si trova lo `spirito della forma´; e questo spirito della forma persiste per un certo tempo, anche quando esteriormente la persona viene dichiarata morta. E il corpo non si disgrega per tutto il tempo che persiste lo spirito della forma. Nell´antico Egitto avevano questa conoscenza: sapevano che, predisponendo il corpo in un certo modo, lo spirito della forma non se ne sarebbe andato e il corpo non sì sarebbe dissolto». Si veda anche, in questo 6° volume, la conversazione del 25 febbraio 1965.]. È quella mente lì, una mente assolutamente materiale. L´altra, la mente fisica, era già organizzata da un pezzo. Satprem: Allora qual è la differenza fra mente materiale e mente fisica? Come definiresti la mente fisica in rapporto alla mente materiale? Mère: La mente fisica è la mente della personalità fisica formata dal corpo. Cresce col corpo, ma non è la mente della Materia: è la mente dell´essere fisico. Per esempio è proprio la mente fisica a definire il carattere: carattere del corpo, carattere fisico, formato in gran parte dagli atavismi e dall´educazione. Tutto questo insieme lo definiamo `mente fisica´. Sì, è il risultato degli atavismi, dell´atavismo e dell´educazione del corpo: è quel che forma il carattere fisico. Per esempio ci sono persone pazienti, resistenti e così via: sai, non è per motivi vitali o mentali, ma fisici, che uno ha il carattere che ha. Si tratta della mente fisica. E fa parte dello yoga integrale: si impara a disciplinare questa mente fisica. Io sono più di sessant´anni che lo faccio. Satprem: Ma allora, per esempio, quella mente che è disfattista in modo automatico, che ha mille paure e timori, che prevede sempre il peggio, che ripete sempre le stesse cose, è la mente fisica o la mente materiale? Mère: È la parte più cosciente della mente fisica, ed è lei a fare da ponte fra la mente fisica e la sostanza materiale. Ma si tratta di una mente già organizzata, capisci? E la parte più materiale, quella che tocca appena la mente… (come posso chiamarla questa mente?) non si può neanche chiamarla `mente del corpo´: è la mente delle cellule, la mente cellulare. La mente cellulare esiste negli animali, e ce n´è persino un inizio (ma minimo, come un indizio) nelle piante: le quali infatti rispondono a un´ azione mentale. Negli animali è chiarissima. Mentre la mente fisica comincia ad esistere soltanto nell´uomo. Un bambino appena nato ce l´ha già, ha già questa mente fisica; vale a dire che non esistono due neonati uguali, con reazioni uguali, c´è sempre una differenza. Soprattutto quella che riceviamo attraverso la FORMA particolare del nostro corpo, per atavismo, e che poi si sviluppa pienamente con l´educazione. No, della mente fisica uno è costretto ad occuparsene appena si mette a fare uno yoga integrale. Mentre questa mente materiale, cellulare, ti assicuro che è una cosa completamente nuova! Completamente nuova. Questa mente qui era come una sostanza non coordinata, aveva un´attività costante, non organizzata (Mère fa un gesto di trepidazione continua). E questa mente qui che sta cominciando a organizzarsi. Ed è lei il punto importante. Sri Aurobindo aveva detto che non era organizzabile, che non restava altro da fare che rifiutarne l´esistenza. E così sembrava anche a me. Ma quando c´è un´azione trasformatrice costante sulle cellule questa mente cellulare comincia ad organizzarsi, ecco la cosa meravigliosa! Incomincia ad organizzarsi. E a mano a mano che si organizza, impara a TACERE – è questo il bello! Impara a starsene zitta e tranquilla, lasciando agire la Forza suprema senza interferire. La parte più difficile è nei nervi. I nervi sono talmente abituati a farsi guidare dalla volontà cosciente comune che quando questa volontà cessa e interviene un richiamo all´Azione diretta dall´alto, è come se impazzissero. Ieri mattina ho fatto proprio questa esperienza. È durata più di un´ora, ed è stata difficile; ma mi ha insegnato parecchie cose – parecchie cose. Ecco cos´è che possiamo chiamare `trasferimento di potere´: quando il vecchio potere si tira da parte. Allora, prima che il corpo si adatti al potere nuovo, c´è un momento critico. Siccome tutte le cellule sono in uno stato di aspirazione cosciente, va relativamente in fretta; comunque… i minuti sono lunghi. Ma c´è sempre di più nelle cellule una specie di certezza che tutto succede in vista di questa trasformazione e del trasferimento del potere dirigente. E persino quand´è doloroso materialmente (neanche fisicamente: doloroso materialmente), le cellule conservano questa certezza. E perciò resistono, reggono la sofferenza senza deprimersi, senza esserne minimamente intaccate, con la certezza che questo prepara la trasformazione, anzi, che è il procedere stesso della trasformazione e del trasferimento del Potere dirigente. Come ti dicevo, è nei nervi che l´esperienza è più dolorosa (ovviamente, perché si tratta delle cellule più sensibili, quelle che hanno le sensazioni più acute). Ma hanno una ricettività considerevole, molto spontanea, spontaneamente forte – non c´è da forzarle in nessun modo – di fronte alla vibrazione fisica armoniosa (rarissima, ma che pur esiste in certi individui). I nervi sono estremamente sensibili e ricettivi a questa vibrazione, che li rimette immediatamente a posto. È interessantissimo. Spiega tante e tante cose. Verrà un giorno in cui tutto sarà chiaro e tutto andrà a posto: adesso non è ancora il momento di fare rivelazioni; ma è molto interessante. Mi sembra proprio che [la mente delle cellule] stia cominciando a organizzarsi, il lavoro comincia a organizzarsi. Ovviamente bisogna stare attenti ad evitare qualsiasi intervento dell´organizzazione mentale. Ecco perché cerco di non dare troppe spiegazioni. Se interviene l´intelletto, la cosa non è più la stessa.


    #49004

    viandante
    Partecipante

    Il silenzio mentale secondo Aurobindo – Satprem

    Meditazione attiva

    Quando ci si siede, con gli occhi chiusi – per fare il silenzio mentale – si è immediatamente invasi da un torrente di pensieri che sorgono da tutte le parti, in maniera confusa e aggressiva. Non esiste un manuale con diversi metodi per venire a capo di questo baccano infernale; non c’è che da tentare e tentare ancora, pazientemente, ostinatamente. Soprattutto non c’è da commettere l’errore di lottare mentalmente contro la mente; bisogna spostare il centro.

    Ciascuno di noi possiede al di là della mente o ancora più in profondità, un’aspirazione; quella stessa aspirazione che ci spinse verso il sentiero dello yoga. Un bisogno intimo dell’essere, come se fosse una parola d’ordine con virtù solamente per noi, per noi soli. Aggrappandoci a questa aspirazione, il lavoro riuscirà più facile giacché passeremo da un’attitudine negativa ad un’attitudine positiva. Più ripeteremo la nostra parola d’ordine, più essa acquisterà potenza. Ma si può ricorrere anche ad un’immagine, come per esempio: quella di un mare immenso, senza una sola increspatura, sul quale ci abbandoniamo galleggiando fino a divenire parte di quella tranquilla immensità. Ci si lascia andare, dolcemente, seguendo il moto ondoso fino a che, a poco a poco, si viene assorbiti da quella tranquilla pace.

    Avremo in tal modo non solo il silenzio, ma anche l’allargamento della coscienza.

    Ognuno deve trovare il metodo che più gli si addice e quanto più completo sarà l’abbandono, più presto si riuscirà.

    “Si può cominciare con qualsiasi sistema – che normalmente richiederebbe un lungo lavoro – ed essere afferrati fin dal principio da un rapido intervento o da una manifestazione del silenzio, e ottenere effetti assolutamente sproporzionati ai mezzi utilizzati. S’incomincia con un metodo, ma il lavoro è preso in mano da una grazia proveniente dall’alto, da ciò a cui si aspira o dall’irruzione delle immensità dello Spirito. In questo modo io stesso ho trovato il silenzio assoluto della mente, inimmaginabile per me prima di aver avuto l’esperienza concreta”. (Sri Aurobindo, On Himself, 1953 pag. 135).

    Abbiamo toccato qui un punto di singolare importanza, giacché saremmo indubbiamente tentati di pensare che queste esperienze yogiche sono veramente belle e interessanti, ma che in fondo sono ben lontane dalla nostra umanità ordinaria. Com’è possibile che noi – così come siamo – possiamo arrivare fin là? L’errore consiste nel fatto che si giudica con un “sé attuale” delle possibilità che appartengono ad un altro “se stesso”. Infatti, per il solo fatto di essersi messi in cammino, lo yoga sveglia automaticamente una gamma di facoltà latenti e di forze invisibili che vanno molto al di là delle possibilità esteriori del nostro essere e che possono fare per noi quello che normalmente saremmo incapaci di compiere.

    “… è necessario chiarificare il passaggio tra mente esteriore ed essere interiore… perché la coscienza yogica e i suoi poteri sono già in voi”. (D. K. Roy, Sri Aurobindo Came to Me, 1952, pag.219)

    e il miglior sistema per “chiarificare” è quello di fare il silenzio mentale. Non sappiamo ancora chi siamo e nemmeno quello di cui siamo o non siamo capaci.

    Ma gli esercizi di meditazione, a dire il vero, non sono la vera soluzione del problema – quantunque, al principio, la loro spinta sia necessaria per dare l’impulso – perché potremmo anche arrivare ad un relativo silenzio, ma… appena messo il piede fuori dalla nostra stanza o dal luogo di isolamento scelto per la meditazione, ricadremmo ancora una volta nella ressa abituale e continuerà l’eterna separazione del ‘di dentro’ dal ‘di fuori’, della ‘vita interiore’ dalla ‘vita mondana’. Noi abbiamo bisogno di una vita completa, abbiamo bisogno di vivere la verità del nostro essere, tutti i giorni, in ogni momento, non solamente qualche volta oppure nella solitudine.

    “Rischiamo di incrostarci nella nostra reclusione spirituale… e dopo, trovar difficile proiettarci al di fuori, vittoriosamente, per applicare alla vita quello che avremo conquistato nella Natura Superiore. Quando vorremo annettere questo regno dell’esterno alle nostre conquiste interne, ci troveremo troppo abituati ad un’attività puramente soggettiva e non potremo esercitare una pressione efficace sul piano materiale. Avremo gran difficoltà a trasformare la vita esteriore e il corpo. Oppure ci accorgeremo che la nostra azione non risponde alla luce che ci illumina interiormente, ma che obbedisce ancora ai vecchi imperfetti influssi; un abisso doloroso separerà ancora la Verità che è in noi, dal meccanismo ignorante della nostra natura esteriore… come se vivessimo in un altro mondo, più vasto e più sottile, ma senza presa divina, o può darsi senza presa di nessuna specie sull’esistenza materiale e terrestre”. (Sri Aurobindo, The Synthesis of Yoga, 1955 pag. 105).

    La sola possibile soluzione è quindi di praticare il silenzio mentale nell’ambiente e nel posto dove apparentemente sembra più difficile: in strada, in metropolitana, al lavoro e ovunque. Invece di passare quattro volte al giorno per il Boulevard Saint Michel come poveracci stanchi e obbligati a camminare svelti, si può passare le stesse quattro volte coscientemente, come ricercatori. Invece di vivere in un modo qualsiasi, sperduto in una moltitudine di pensieri – non solamente privi di interesse, ma che esauriscono sfibrando l’essere – si possono riunire i fili sparsi della coscienza e lavorare, lavorare su se stessi ad ogni istante. Allora la vita comincerà a prendere interesse, un interesse assolutamente inaspettato, perché le minime circostanze diventeranno l’occasione di una vittoria su se stessi. Avremo allora un orientamento, sapremo dove andare invece di camminare alla cieca.

    Lo yoga non è una maniera di fare, ma una maniera di essere.

    Adattato da: Satprem. Sri Aurobindo. L'avventura della coscienza. Galeati. Imola. 1968


    #49005
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1359383726=viandante]

    La mente delle cellule.

    Edit Doc Agenda di Mère – libro sesto 31 agosto 1965

    Satprem: Come definiresti questa mente fisica che è stata oggetto del trasferimento di potere? Mère: Non si tratta della mente fisica. La mente fisica da un pezzo… È la mente materiale – neanche la mente materiale: la mente DELLA MATERIA [Mère ha aggiunto questa precisazione in seguito. E´ la sostanza mentale che appartiene proprio alla Materia, alle cellule.] . E´ quello che una volta chiamavano `spirito della forma´, riferendosi alle mummie che conservavano il corpo intatto per tanto tempo [In un vecchio Entretien del marzo 1951 Mère aveva detto a proposito delle violazioni dei sepolcri dell´antico Egitto: «Nella forma fisica si trova lo `spirito della forma´; e questo spirito della forma persiste per un certo tempo, anche quando esteriormente la persona viene dichiarata morta. E il corpo non si disgrega per tutto il tempo che persiste lo spirito della forma. Nell´antico Egitto avevano questa conoscenza: sapevano che, predisponendo il corpo in un certo modo, lo spirito della forma non se ne sarebbe andato e il corpo non sì sarebbe dissolto». Si veda anche, in questo 6° volume, la conversazione del 25 febbraio 1965.]. È quella mente lì, una mente assolutamente materiale. L´altra, la mente fisica, era già organizzata da un pezzo. Satprem: Allora qual è la differenza fra mente materiale e mente fisica? Come definiresti la mente fisica in rapporto alla mente materiale? Mère: La mente fisica è la mente della personalità fisica formata dal corpo. Cresce col corpo, ma non è la mente della Materia: è la mente dell´essere fisico. Per esempio è proprio la mente fisica a definire il carattere: carattere del corpo, carattere fisico, formato in gran parte dagli atavismi e dall´educazione. Tutto questo insieme lo definiamo `mente fisica´. Sì, è il risultato degli atavismi, dell´atavismo e dell´educazione del corpo: è quel che forma il carattere fisico. Per esempio ci sono persone pazienti, resistenti e così via: sai, non è per motivi vitali o mentali, ma fisici, che uno ha il carattere che ha. Si tratta della mente fisica. E fa parte dello yoga integrale: si impara a disciplinare questa mente fisica. Io sono più di sessant´anni che lo faccio. Satprem: Ma allora, per esempio, quella mente che è disfattista in modo automatico, che ha mille paure e timori, che prevede sempre il peggio, che ripete sempre le stesse cose, è la mente fisica o la mente materiale? Mère: È la parte più cosciente della mente fisica, ed è lei a fare da ponte fra la mente fisica e la sostanza materiale. Ma si tratta di una mente già organizzata, capisci? E la parte più materiale, quella che tocca appena la mente… (come posso chiamarla questa mente?) non si può neanche chiamarla `mente del corpo´: è la mente delle cellule, la mente cellulare. La mente cellulare esiste negli animali, e ce n´è persino un inizio (ma minimo, come un indizio) nelle piante: le quali infatti rispondono a un´ azione mentale. Negli animali è chiarissima. Mentre la mente fisica comincia ad esistere soltanto nell´uomo. Un bambino appena nato ce l´ha già, ha già questa mente fisica; vale a dire che non esistono due neonati uguali, con reazioni uguali, c´è sempre una differenza. Soprattutto quella che riceviamo attraverso la FORMA particolare del nostro corpo, per atavismo, e che poi si sviluppa pienamente con l´educazione. No, della mente fisica uno è costretto ad occuparsene appena si mette a fare uno yoga integrale. Mentre questa mente materiale, cellulare, ti assicuro che è una cosa completamente nuova! Completamente nuova. Questa mente qui era come una sostanza non coordinata, aveva un´attività costante, non organizzata (Mère fa un gesto di trepidazione continua)

    [/quote1359383726]
    LA VITA NELLE SUE MANIFESTAZIONI E’ VIBRAZIONE
    D- Quell’unica sostanza vibra a livelli dinamici differenti, e suono, calore, luce, elettricità sono ciò che quell’unica sostanza effettua per mezzo di livelli specifici dell’Unica Energia, e non c’è differenza fra una cosa come l’elettricità e, diciamo, il ferro, salvo per la velocità dell’effettuazione. E’ un’affermazione corretta ?
    R- Affermazione corretta.

    Elettricità o vibrazione è quella stessa energia, la stessa potenza che chiamate Dio. Non che Dio sia una luce elettrica o una macchina elettrica, ma la vibrazione che è creativa è della stessa energia della vita stessa. 2828-4

    La forma più bassa di vibrazione dà elettricamente delle forze creative, piuttosto della più alta. E’ l’alta vibrazione che distrugge. 933-3
    http://www.edgarcayce.it/media/vitamanifest.htm

    In ogni essere fisico il corpo intero è costituito delle forze atomiche del sistema, con la mente di ogni atomo, quando viene costruito, sorvegliata da tutta la mente mentale del corpo, modificato dalle sue diverse fasi e attributi, poiché, come è visto nelle sue analisi, un atomo del corpo è un intero universo in sé, nello stato più minuto. (137-81)
    http://www.edgarcayce.org/uploadedFiles/member_section/Circulating_files/21028PrinciplesofHealing.pdf

    D- Quando sono esistito dapprima come entità separata ?
    R- Questo aggiungerebbe qualcosa alla tua conoscenza ? La prima esistenza fu naturalmente nella mente del Creatore, quando tutte le anime diventarono una parte della creazione. Quanto al tempo, questo sarebbe in principio. Quando è stato il principio ? La prima coscienza ! 2925-1

    Perciò troviamo che l’evoluzione dell’anima, come è stato dato, e come si manifesta nel mondo materiale, ebbe luogo prima dell’apparizione dell’uomo, l’evoluzione dell’anima nella mente del Creatore, non nel mondo materiale. 900-19


    #49006

    viandante
    Partecipante

    Il silenzio mentale ( o pittosto la trasparenza mentale secondo la sua ( di Mère) espressione preferita è la prima breccia nella corazza che ci separa dall'Avvenire, è l'equivalente umano del minuto distratto dalla scimmia tra due rami, di quel minuto che preparava l'avvento dell' Homo Sapiens.(…)

    In questo silenzio- che non è un silenzio ” come in una scatola”, ma un silenzio vivo, attivo, ” in direzione di”un silenzio che non ha bisogno di quattro muri e che va in giro tra la folla e sulla piazza del mercato tra i milioni di pistoni pensanti degli uomini, come in una grande steppa immobile, un'immensa trasparenza di tutto- allora in questo silenzio il mondo diventa chiaro.

    Satprem – Mère – Il Materialismo Divino


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