SULLE ORME DI NICHOLAS ROERICH, ALLA RICERCA DI SHAMBALA

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Questo argomento contiene 9 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  windrunner 9 anni, 7 mesi fa.

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    windrunner
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    Un bellissimo articolo che incrocia mistero, sogno e realtà tra le folcloristiche strade del mondo un'avventura fatta articolo, un viaggio verso Shambala la risplendente.

    (E' un po lungo… ma vale davvero la pena di leggerlo! 😉 )

    Archeologo, antropologo, pittore, disegnatore, costumista, scrittore, viaggiatore, diplomatico, conferenziere ed esperto di occultismo: tutto questo, e altro ancora, è stato Nicholas Konstantinovic Roerich: un personaggio che sembra uscito dalla fantasia di un romanziere e i cui dipinti, effettivamente, ricordano un po' le atmosfere oniriche e vagamente surreali descritte in certi racconti del soprannaturale di H. P. Lovecraft.

    Era nato a San Pietroburgo nel 1874 e, incoraggiato dal pittore Mikhail O. Mikhesine, aveva incominciato a dipingere, iscrivendosi poi alla Accademia di Belle Arti. Nello stesso tempo conduceva anche gli studi di legge, per volontà del padre, che era avvocato.
    Nel 1898 ottenne una cattedra nell'Istituto Imperiale Archeologico; tre anni dopo si sposò con Elena Ivanovna Shaposnikov, nipote del celebre musicista Mussorgskij, che gli diede due figli.
    Ai primi del Novecento, Roerich era già una figura di spicco nel mondo culturale della capitale russa, interessandosi a svariate discipline, tra le quali l'archeologia, la pittura, la scenografia. Fra le altre cose, disegnò le scene e i costumi per l'impresario teatrale Serghej Dagilev e per il balletto di Igor Stravinsky “La sagra della Primavera”.
    Membro, dal 1909, dell'Accademia imperiale russa di Belle Arti, nel 1917 fu anche, per un brevissimo periodo, presidente del Comitato di artisti creato dallo scrittore Maksim Gorki, che si riuniva nello storico Palazzo d'Inverno a San Pietroburgo (ribattezzata nel 1914, allo scoppio della prima guerra mondiale, Pietrogrado, per ragioni di germanofobia).
    Dopo la Rivoluzione di Ottobre, Roerich dapprima trasferì la sua famiglia in Finlandia; poi, nel 1920, decise di accettare l'invito del direttore dell'Istituto d'Arte di Chicago ed emigrò negli Stati Uniti, che divennero la sua seconda patria.
    Nel 1923 alcuni suoi ammiratori fondarono il Roerich Museum, che si arricchì di un gran numero di opere dell'artista; mentre egli partiva, insieme alla moglie, per un lungo viaggio nelle regioni più interne e meno conosciute dell'Asia Centrale, visitando l'India, il Sikkim, il Tibet, la Cina e la Mongolia.
    Nel corso di quel viaggio, come si vedrà nel brano qui sotto riportato, egli si imbatté anche in alcune testimonianze relative alla presenza di Gesù Cristo nella regione dell'Himalaia e, addirittura, nel suo presunto sepolcro, nella città di Srinagar, nel Kashmir, tuttora venerato come quello di un grande santo venuto a predicare dal lontano Occidente. Ma, di questo argomento, avremo occasione di riparlare in una sede più appropriata.
    Tornato in America, nel 1928 Roerich fondò un Centro di ricerca per gli studi himalaiani, le cui finalità erano l'approfondimento dell'etnografia e dell'antropologia di quella regione dell'Asia, sulla base del ricco materiale raccolto sul campo.
    Nel corso del viaggio in Asia Centrale egli non aveva, peraltro, interrotto la sua attività artistica; si calcola che in quegli anni abbia dipinto non meno di 500 tele, su un totale di circa 7.000 opere realizzate nel corso della sua intera vita. A queste bisogna aggiungere qualcosa come 1.200 testi letterari di vario genere: per cui il corpus della produzione complessiva di questo genio eclettico, sia nell'ambito artistico che in quello scientifico, è veramente enorme e tale da lasciare sbalorditi.
    Roerich si era anche notevolmente impegnato a livello umanitario e filantropico, tanto che per ben due volte, nel 1929 e nel 1935, il suo nome era stato fatto quale candidato al Premio Nobel per la Pace.
    In particolare, egli si era adoperato affinché le nazioni giungessero a un trattato internazionale che si impegnasse, in caso di guerra, al rispetto dei musei, delle biblioteche, delle cattedrali e delle università, le quali avrebbero dovuto godere di una immunità simile a quella accordata alle strutture sanitarie della Croce Rossa. La cosa giunse a compimento con la stipulazione, nel 1935, del cosiddetto patto Roerich, sottoscritto a Washington dai governi degli Stati Uniti e di una ventina di Paesi latino-americani.
    Nicholas Roerich si è spento nel dicembre del 1947 e le sue ceneri sono state sepolte ai piedi dell'Himalaia, in vista delle grandiose montagne che aveva tanto amato, e che aveva ritratto in decine e decine di quadri pervasi da una misteriosa atmosfera di spiritualità e animati da un vivo e suggestivo senso del colore.

    Recentemente sono stati tradotti e pubblicati in italiano due volumi di scritti relativi al suo grande viaggio esplorativo fra le montagne e i deserti dell'Asia Centrale, che hanno riproposto i temi ormai “classici” relativi alla mitica Shambala e al regno sotterraneo di Agharti, di cui aveva parlato, a suo tempo, anche il viaggiatore polacco Ferdinand Ossendowski, specialmente nel suo celebre libro “Bestie, uomini, dei”. Roerich tratta l'argomento con l'atteggiamento positivo dello studioso di etnologia, ma anche con la passione del mistero che lo ha accompagnato in tutto il corso della sua vita, spingendolo a intraprendere studi di occultismo dei quali non sappiamo molto.
    Tutto quello che si può dire con certezza è che il suo maestro di pittura, Kundizi, era anche un iniziato al sapere esoterico e dovette istruire il suo allievo, oltre che nel campo dell'arte, anche in quello delle dottrine occulte; e, inoltre, che in diversi luoghi dell'Asia Centrale, Roerich venne accolto dai monaci buddhisti non come un semplice viaggiatore – curioso ed erudito fin che si vuole, ma pur sempre distaccato – bensì come un maestro di saggezza, degno della massima considerazione.

    Scrive, dunque, Nicholas Roerich in “Shambala, la risplendente” (1):

    «In ogni città, in ogni accampamenti dell'Asia ho cercato di scoprire quali ricordi la memoria popolare custodiva con più ardore. Attraverso questi racconti conservati e preservati, si può riconoscere la realtà del passato. (…)
    Tra le innumerevoli leggende e fiabe di vari paesi si possono trovare storie che raccontano di tribù perdute e di popoli che vivono all'interno della Terra. Da tutte le parti, e in luoghi diversi e molto lontano gli uni dagli altri, la gente parla di fatti identici. Ma correlandoli fra loro ci si accorge immediatamente che non sono altro che capitoli di un'unica storia. All'inizio sembra impossibile che possa esistere un legame scientifico fra questi mormorii distorti, raccontati alla luce dei fuochi di bivacchi del deserto. Ma in seguito, si comincia a cogliere la bizzarra coincidenza di queste molte leggende, raccontate da popoli che non si conoscono neppure di nome. (…)
    In Kashmir si racconta della tribù perduta di Israele, certi eruditi rabbini potrebbero spiegarvi che Israele è il nome di coloro che cercano, e che non sta ad indicare una nazione, ma il carattere di un popolo. In rapporto con queste credenze, vi mostreranno, a Srinagar la tomba del grande Issa, Gesù. Potrete sentire la storia dettagliata di come il salvatore fu crocifisso, ma non morì, e di come i suoi discepoli portarono via il corpo dal sepolcro e scomparvero. Si dice che in seguito Issa si sia ripreso, e abbia passato il resto della vita in Kashmir a predicare il Vangelo. Si dice che, da questa tomba sotterranea, emergano vari profumi. A Kashgar, dove la santa madre di Issa si rifugiò dopo la crudele persecuzione subita da suo figlio, vi mostreranno la tomba della Vergine Maria. Ovunque trovate storie diverse di viaggi e spostamenti molto significativi; e a mano a mano che avanzate con la vostra carovana, questo vi procura il massimo piacere e una grande cultura. (…)
    Ogni imboccatura di grotta suggerisce che qualcuno vi sia già penetrato. Ogni corso d'acqua, soprattutto quelli sotterranei, volge l'immaginazione verso i passaggi sotterranei. In diversi punti dell'Asia Centrale si parla degli Agharti, il popolo dell'interno della Terra. Molte leggende delineano essenzialmente la stessa storia, che racconta come i migliori abbandonarono la terra traditrice, cercando salvezza in contrade nascoste in cui acquisire nuove forze e conquistare potenti energie.
    Sui monti Altai, nella bella valle di Uimon, sulle alte terre, un venerabile vecchio credente (Starover) mi disse: “Vi proverrò che la storia dei Chiud, il popolo che vive all'interno della Terra, non è solo frutti dell'immaginazione! Vi condurrò all'ingresso di questo regno sotterraneo.”
    Sulla strada che attraversa la valle circondata da montagne innevate, il mio ospite ci raccontò molte leggende sui Chud. È notevole che la parola “chud”, in russo, abbia la stessa origine della parola “meraviglia”. Allora, forse potremmo considerare i Chud come una tribù meravigliosa. La mia barbuta guida spiegò:
    “Una volta, in questa valle, viveva la potente e fiorente tribù dei Chud. I Chiud erano in grado di fare prospezioni minerarie e di ottenere i migliori raccolti. Davvero pacifica e industriosa era questa tribù. Ma un giorno venne uno Zar Bianco, con innumerevoli orde di crudeli guerrieri. I pacifici e industriosi Chid non erano in gradi di opporre resistenza agli assalti dei conquistatori, e siccome non volevano perdere la libertà, rimasero quali servitori dello Zar Bianco. Allora, per la prima volta, crebbe in quella regione una betulla bianca e, secondo le antiche profezie, i Chud capirono che era giunta l'ora di partire. E i Chud, non volendo rimanere sotto il giogo dello Zar Bianco, se ne andarono sottoterra. Solo qualche volta potete udire cantare il sacro popolo; ora le loro campane risuonano nei templi sotterranei. Ma verrà il giorno glorioso della purificazione umana, e, in quei giorni, i grandi Chud riappariranno in tutta la loro gloria.”
    Così concluse il vecchi credente. Ci avvicinammo a una piccola collina pietrosa e, orgoglioso, egli mi indicò:
    “Eccoci: qui c'è l'ingresso del grande regno sotterraneo. Quando i Chud penetrarono dai passaggi sotterranei chiusero l'entrata con le pietre. In questo momento siamo proprio accanto alla sacra entrata.”
    Ci trovavamo di fronte a un'enorme tomba circondata da grosse pietre, tipica del periodo delle grandi migrazioni. Di tombe di questo genere, con vestigia di reliquie gotiche, ne abbiamo viste nelle steppe della Russia meridionale sui contrafforti del Caucaso settentrionale; e, studiando questa collina, mi ricordai che, attraversando il colle del Karakorum, il mio sais, un ladakhi, mi aveva chiesto:
    “Sapete perché le alte terre hanno un aspetto così particolare, da queste parti? Sapete che molti tesori sono nascosti nelle grotte sotterranee e che in esse vive una tribù meravigliosa, che ha orrore dei peccati della terra?”
    Quando ci avvicinarmi a Khotan, inoltre, gli zoccoli dei nostri cavalli risuonavano a vuoto, come se stessimo cavalcando sopra alle grotte o a delle cavità. La gente della nostra carovana attirò la nostra attenzione su questo fenomeno, dicendo:
    “Sentite che stiamo attraversando un passaggio sotterraneo cavo? Chi conosce bene questi passaggi, può servirsene per raggiungere paesi lontani.”
    Quando vedevamo l'entrata di una grotta, ci dicevano:
    “Molto tempo fa, qui viveva un popolo. Ora, costoro si sono rifugiati nell'interno, hanno trovato un passaggio verso un regno sotterraneo. È ben raro che uno di essi ricompaia sulla terra. Questi personaggi vengono nei nostri bazar con una strana moneta antichissima, tanto che nessuno si ricorda neppure più del tempo in cui questa moneta era in uso dalle nostre parti.”
    Chiesi loro se ci era possibile vedere questa gente, ed essi risposero:
    “Sì, se i vostri pensieri sono in armonia con quelli di questo santo popolo, e se sono altrettanto elevati, perché sulla terra vivono soltanto peccatori, e i più puri e coraggiosi passano a qualcosa di meglio.”
    Grande è la credenza in questo Regno del popolo che vive all'interno della terra. In tutta l'Asia, attraverso vasti deserti, dal Pacifico agli Urali, potete ascoltare le stesse leggende di un popolo santo, scomparso. E anche più lontano, al di là degli Urali, l'eco di questa stessa storia vi raggiungerà. Spesso si sente parlare di tribù all'interno della terra: a volte si dice che un popolo sacro e invisibile viva dietro una montagna, a volte gas velenosi o rigeneranti si spandono sulla terra, per proteggere qualcuno; a volte si sente dire che le sabbie dei grandi deserti si spostano e, per un attimo, lasciano vedere i tesori negli ingressi dei regni sotterranei. Ma nessuno oserebbe toccarli. Sentirete dire che nelle rocce, nelle catene montuose più deserte, si possono vedere le aperture che portano a questi passaggi sotterranei, e che, un tempo, belle principesse abitavano in questi castelli naturali.
    Da lontano si potrebbero scambiare queste aperture per nidi d'aquila, perché tutto ciò che fa parte del popolo sotterraneo è nascosto. Talvolta la Città Santa è sommersa, come nel folclore dei Paesi Bassi e della Svizzera. E questo folclore coincide con vere scoperte nei laghi, e sulle sponde degli oceani e dei mari. In Siberia, Russia, Lituania e Polonia troverete numerose leggende e fiabe sui giganti che vivevano un tempo vivevano in questi paesi ma che, in seguito, non amando i nuovi usi e costumi scomparvero. In queste leggende si possono riconoscere le basi tipiche degli antichi clan: i giganti sono fratelli, e molto spesso le sorelle dei giganti vivono su altre rive dei laghi o dall'altra parte delle montagne; molto spesso essi non desiderano abbandonare il luogo, ma un evento speciale li spinge lontano dalla dimora. Gli uccelli e gli animali sono sempre accanto a questi giganti, e come testimoni li seguono e annunciano la partenza.
    Tra le storie delle città sommerse, quella della città di Kerjenetz, nella regione di Ninji Novgorod,, è davvero magnifica: questa leggenda ha una tale influenza sulla gente che anche ora, una volta all'anno, molti credenti si raccolgono in processione attorno al lago in cui la città santa fu sommersa. È toccante vedere quanto siano vitali le leggende, vitali quanto i fuochi di bivacco e le torce della stessa processione che echeggia dei santi canti dedicati alla città. Poi, in assoluto silenzio, la gente attende intorno al fuoco di bivacco, e ascolta le campane a festa di chiese invisibili.
    Questa processione ricorda la festa sacra del lago Manasarowar nell'Himalaia. La leggenda russa di Kerjenetz risale al periodo del dominio tartaro: sai racconta che quando le orde mongole vittoriose si avvicinarono, l'antica città di Kerjenetz fosse incapace di difendersi; allora tutto il santo popolo di questa città si recò al tempio e pregò per la salvezza. Davanti agli occhi stessi degli impietosi conquistatori, la città sprofondò solennemente nel lago che da allora è considerato sacro. Anche se la città si riferisce all'epoca del giogo tartaro, è possibile distinguere in essa basi molto più antiche, e le tracce dei tipici effetti delle migrazioni.. Questa leggenda non soltanto diede luogo a numerose varianti, ma ispirò anche numerosi compositori e artisti moderni., Tutti si ricordano dalla bella opera di Rimsky-Korsakoff “La città di Kitege”.
    Gli innumerevoli “kurgan” delle steppe meridionali sono circondati da molte storie che parlano dell'apparizione di un guerriero conosciuto di cui nessuno conserva la provenienza. I monti Carpazi, in Ungheria, conservano storie simili di sconosciute tribù, guerrieri giganti e città misteriose.
    Se, liberi da pregiudizi, segnerete con pazienza su un mappamondi tutte le leggende e i racconti di questo tipo, sarete sorpresi del risultato. Quando raccogliete tutte le storie di tribù perdute e che vivono all'interno della Terra, non ottenete forse la mappa completa delle grandi migrazioni? Un vecchio missionario cattolico, un giorno ci disse casualmente che il luogo dove sorge Lhassa era un tempo chiamato Gotha. Nella regione transhimalaiana, a un altitudine tra i quindicimila e i sedicimila piedi, abbiamo trovato parecchi gruppi di menhir. Nessuno sa di questi menhir in Tibet. Una volta, dopo un intero giorno di viaggio attraverso le nude colline e le rocce transhimalaiane, vedemmo di lontano le nere tende che erano state preparate per accogliere il nostro accampamento. Contemporaneamente notammo, non lontano e nella stessa direzione, quelle lunghe pietre che sono così significative per qualsiasi archeologo. Anche da lontano potevamo distinguere la forma particolare di quella costrizione.
    “Cosa sono quelle pietre, su quel pendio?”, chiedemmo alla nostra guida tibetana.
    “Oh – rispose – sono dei 'doring', delle pietre lunghe: è un antico luogo sacro. È molto utile mettere del grasso in cima alle pietre, così le deità locali aiutano i viaggiatori.”
    “Chi mise qui queste pietre?”
    “Nessuno lo sa. Ma, dai tempi antichi, questo distretto si è sempre chiamato Doring, 'le pietre lunghe'. La gente dice che, molto tempo fa, da qui passò un popolo sconosciuto.”
    Sui rilievi transhimalaiani abbiamo visto distintamente lunghe file di pietre verticali. Questi viali terminavamo in cerchio con tre altre pietre nel centro.»

    In effetti, da tempi immemorabili si vocifera di una rete di gallerie sotterranee che percorrerebbero in lungo e in largo i deserti dell'Asia Centrale; così come di un regno sotterraneo, Agharti o Agharta, nella cui capitale, Shambala, vivrebbe un misterioso popolo sottomesso a un monarca sovrumano, il Re del Mondo (di cui parla anche René Guénon in “Roi du Monde” (2)). A detta di Ossendowski, quando la natura tace improvvisamente e un fremito inspiegabile percorre le piante e gli animali, i Mongoli si prostrano a terra, perché sanno che il Re del Mondo, in quel momento, sta rivolgendo i suoi pensieri alla terra e sta pregando per alleviare le sofferenze e le ingiustizie che martoriano gli esseri umani.
    Anche i racconti di popoli misteriosamente scomparsi sono antichi e relativamente numerosi, come ha osservato, giustamente, lo stesso Roerich; così come i numerosi “menhir”, disposti talvolta in lunghe file, come quelli di Carnac, in Francia, continuano a sfidare la scienza, che non è stata in grado di dirci quasi nulla su di essi (quelli europei sono molto meglio conosciuti, ovviamente, ma neppure su di essi, in realtà, è mai stata detta una parola veramente chiarificatrice).
    Uno di questi popoli scomparsi nel nulla è quello dei Chazari, di stirpe turca, che tra il VII e il X secolo fondarono un impero fra le rive del Mar Nero e quelle del Mar Caspio, e che si erano stranamente convertiti al giudaismo intorno al secolo VIII; per poi scomparire dalla scena della storia, lasciando dietro di sé mille interrogativi.
    Un altro popolo ancora più enigmatico è quello degli Hsing Nu, dei quali pochissimo sappiamo tuttora, se non che praticavano una curiosa forma di religione astrale, per cui sono stati definiti “adoratori delle stelle”.
    Di loro, e del mistero che li avvolge e che avvolge specialmente la loro fine, ha parlato – tra gli altri – anche il pioniere dell'archeologia spaziale in Italia, Peter Kolosimo, in uno dei suoi libri più famosi e intriganti, “Terra senza tempo” (3), nei seguenti termini:

    «Gli Hsinhg Nu non erano certo contraddistinti da un alto livello civile, ma, per molti versi, le testimonianze indirettamente pervenuteci sui loro monumenti c'indurrebbero a pensare il contrario: ci troviamo di fronte, insomma, ad uno dei tanti inspiegabili contrasti propri alle antiche culture.
    Gli Hsing Nu abitavano una regione del Tibet settentrionale, a sud della grandiosa catena del Kun Lun, una zona ora desertica, in gran parte inesplorata. Non erano d'origine cinese: si pensa fossero arrivati laggiù dalla Persia o dalla Siria; i rinvenimenti effettuati, infatti, ci riportano ad Ugarit e, in particolare, alle raffigurazioni del dio Baal, dal lungo elmo conico e dal corpo ricoperto d'argento.
    Quando, nel 1725, l'esploratore francese padre Duparc scoprì le rovine della capitale degli Hsing Nu, quel popolo, annientato dai Cinesi, apparteneva già da secoli alla leggenda. Il monaco poté ammirare i ruderi d'una costruzione nel cui interno s'ergevano più di mille monoliti che dovevano un tempo essere rivestiti con lamine d'argento (qualcuna, dimenticata, dai predatori, era ancora visibile), una piramide a tre piani, la base d'una torre di porcellana azzurra ed il palazzo reale, i seggi del quale erano sormontati dalle immagini del Sole e della Luna. Duparc vide ancora la “pietra lunare”, un masso d'un bianco irreale, circondata da bassorilievi raffiguranti animali e fiori sconosciuti.
    Nel 1854 un altro francese, Latour, esplorò la zona, rinvenendo alcune tombe, armi, corazze, vasellame di rame e monili d'oro e d'argento ornati con svastiche e spirali. Le missioni scientifiche che, più tardi, si spinsero laggiù, reperirono soltanto qualche lastra scolpita, avendo la sabbia, nel frattempo, seppellito i resti della grande città. Fu nel 1952 che una spedizione sovietica tentò di portare alla luce almeno una parte dei ruderi. Gli avventurieri della scienza si sottoposero a un lungo, massacrante lavoro, senza poter contare su strumenti adeguati, il cui trasporto in quelle regioni appariva impossibile; purtroppo essi riuscirono soltanto a strappare al deserto l'estremità d'uno strano monolite aguzzo, che sembrava la copia identica di quello della città morta africana di Simbabwe, con alcuni graffiti.
    Dai monaci tibetani, però, gli studiosi russi appresero vita, morte e miracoli degli Hsing Nu. Furono loro mostrati antichissimi documenti in cui la piramide a tre piani era descritta sin nei minimi particolari. Dal baso all'alto, le piattaforme avrebbero rappresentato “la Terra Antica, quando gli uomini salirono alle stelle; la terra di Mezzo, quando gli uomini venero dalle stelle; e la Terra Nuova, il mondo delle stelle lontane.”
    Che cosa significano queste parole sibilline? Vogliono forse dirci che gli uomini raggiunsero chissà quale pianeta in un passato senza ricordo, che tornarono poi al loro globo d'origine e che, alfine, non ebbero più modo di comunicare attraverso lo spazio? Non lo sapremo probabilmente mai, ma i Tibetani pensano che sia in effetti così, affermano che quel popolo cercò nella religione il proseguimento dei viaggi cosmici, cullandosi nella credenza che le anime dei defunti salgano in cielo per trasformarsi in astri.
    Interessantissima è la descrizione dell'interno del tempio, che collima in parecchi punti con quella resa da padre Duparc. Su un altare – rivelano le vecchie cronache tibetane – era posta la “pietra portata dalla Luna” (“portata”, non “venuta”; non si sarebbe trattato, quindi, d'una meteorite), un frammento di roccia d'un bianco latteo, circondato da magnifici disegni rappresentanti la fauna e la flora della “stella degli dei”. E dei monoliti a forma di fusi sottili, rivestiti d'argento. Sono animali e piante d'un pianeta colonizzato da cosmonauti preistorici, monumenti eretti a simboleggiare le loro astronavi?
    Prima d'un “cataclisma di fuoco”, gli Hsing Nu sarebbero stati civilissimi ed avrebbero coltivato diverse straordinarie scienze, le stesse che sono ancor oggi vive fra i Tibetani: essi sarebbero stati non solo in grado di “parlarsi a distanza”, ma addirittura di comunicare con il pensiero attraverso lo spazio. Gli individui sopravvissuti alla catastrofe sarebbero precipitati nella barbarie, non conservando dell'antica grandezza che il ricordo deformati dalla superstizione.»

    Leggende, favole, superstizioni?
    Forse.
    Tuttavia, noi sappiamo che le leggende non nascono mai per caso: si tratta solo di avere l'umiltà e la perseveranza di continuare a scavare intorno ad esse, con mente sgombra da pregiudizi scientisti, per veder riemergere, poco alla volta, il fondo di verità da cui sono nate.
    Del resto, se non bisogna commettere l'errore di interpretare simili tradizioni in modo troppo letterale, non si dovrebbe cadere neppure nell'errore opposto: di negare tutto, di attribuire ogni cosa alla sola immaginazione o, tutt'al più, a un racconto allegorico.
    Perciò, ritornando alla misteriosa Shambala e al regno sotterraneo di Agharti, bisognerebbe attribuire un fondo di verità sia all'interpretazione letterale, secondo la quale si tratta di un luogo fisico e materialmente raggiungibile; sia a quella esoterica, seconda la quale si tratterebbe di un luogo allegorico, ossia di una dimensione interiore della coscienza.
    Che cosa significa, infatti, ciò che le persone interpellate dicevano a Roerich a proposito di quel regno sotterraneo: che il suo ingresso, cioè, è visibile “anche” fisicamente, ma solo a determinate condizioni, prima fra tutte la purezza di cuore e di mente di coloro che vi si accostano?
    Ci troviamo in presenza di una dimensione che sta a metà strada fra quella fisica, materiale, e quella spirituale e religiosa; e della quale non potremo mai capire nulla, se non ci sbarazziamo del fardello di un Logos strumentale e calcolante che procede solo in termini oppositivi di vero-falso, giusto-sbagliato, possibile-impossibile.
    Molti pensano che Nicholas Roerich si sia spinto nei luoghi più inaccessibili dell'Asia inseguendo proprio il sogno di poter individuare almeno l'accesso alla mitica Shambala; se non, addirittura, di potervi penetrare e di accedere ai suoi antichissimi tesori di sapienza.
    Certo, è possibile.
    Tutta la sua vita, comunque – anche dopo il ritorno negli Stati Uniti – sta a testimoniare che egli non era affatto un ingenuo sognatore e che aveva ben compreso il nucleo più riposto della saggezza orientale: che non incoraggia certo ad inseguire la conquista della verità con mezzi puramente fisici (ivi compresa la stessa magia, che è pur sempre una forma di manipolazione di forze naturali), ma a spostarsi sempre verso piani di consapevolezza più elevati, più puri e spirituali.

    Note:
    1. Titolo originale: “Shambala: in Search of the New Era”, 1930; traduzione italiana di Daniela Muggia, Edizioni Amrita, Torino, 1997, vol. 2, pp. 43-49, passim.
    2. René Guénon, “Roi du Monde” (nel 1924 come saggio su rivista e nel 1927 ampliato a libro).
    3. Peter Kolosimo, “Terra senza tempo”, (Sugar Editore, Milano, 1964, 1972, pp. 84-86),

    http://www.edicolaweb.net/dimen34a.htm


    #5122
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    http://www.edicolaweb.net/nonsoloufo/eldorado.htm

    EL DORADO RISORGERÀ

    CON UN NUOVO CIELO
    E UNA NUOVA TERRA

    INTRODUZIONE

    Con ogni rispetto per la scienza terrestre, sono cosciente di fare considerazioni di portata alquanto vasta per la concezione umana, ma intendo farli per amore verso il Pianeta e la necessità di esaminare più da vicino alcune rivelazioni, consigli ed ammonimenti offertici dai nostri Vicini di casa planetaria attraverso il Loro messaggero Eugenio Siragusa.
    In questo lavoro ho condotto approfondimenti specifici di alcuni argomenti già trattati nel mio precedente libro “L'Aquila d'Oro”.
    Il presente saggio coinvolge scrittori ispirati, studiosi, esploratori, piloti, racconti mitologici di varie popolazioni, suffragati da testimonianze visive anche attuali, conclusioni di emeriti scienziati, ma più che altro le rivelazioni fatteci dai nostri fratelli superiori, che da sempre controllano il nostro Pianeta.
    In fin dei conti, così come per ogni grande sconvolgimento della mente umana dovuto all'accettazione di cambiamenti cosmodinamici, alle rivoluzioni naturali, ai rifacimenti di teorie scientifiche sulla realtà dell'uomo universale e sulla vita, ci sono sempre stati precursori coraggiosi, che hanno visto ed hanno raccontato verità a volte scomode.

    l'autore Orazio Valenti
    ————————

    http://www.edgarcayce.it/media/Atlantidec.htm

    Atlantide secondo Edgar Cayce
    Nel 1932 Cayce dichiarò che le anime di Atlantide si stavano reincarnando sulla Terra e “stanno esercitando e eserciteranno un‘influenza sugli eventi del mondo attuale.” Cayce insegnò che in una nuova era di rapido avvento tutti i poteri e le consapevolezze conosciute ad Atlantide sarebbero tornati da noi. Allora essi avevano portato alla distruzione. Come li useremo noi adesso ? Egli spiegò che riacquisteremo la nostra capacità di avere una consapevolezza cosciente della nostra unione con le forze della Natura e le Forze Cosmiche e saremo in grado di usare questa consapevolezza per prenderci cura delle nostre necessità materiali. Ma dovremo stare attenti nell’usare tale consapevolezza e potere preoccupandoci dell’effetto sull’Insieme della Vita. Atlantide e tutto ciò che aveva di buono e di cattivo stanno sorgendo di nuovo. Come ce la caveremo questa volta ? (Ancient Mysteries, ottobre 2005)


    #5123

    windrunner
    Partecipante

    Ho trovato, gratuitamente, il primo capitolo di “Shambala, la risplendente” scritta da Nicholas Roerich e che posto qui per tutti gli amici di AG. E' molto interessante in quanto si recò realmente in tutti questi posti… ciò che è scritto può essere vista come una testimonianza dell'epoca. Buona lettura a tutti! 🙂

    Fonte: http://www.edicolaweb.net/librs70i.htm

    POSTILLA ALL'EDIZIONE ITALIANA

    “Shambhala, la risplendente” di Nicholas Roerich viene pubblicato in due volumi. Rispetto all'edizione originale americana, il primo volume contiene i capitoli da “Shambhala, la risplendente” a “Elogio dei nemici” e il secondo volume i capitoli da “Una lettera” a “Guru, il Maestro”.

    Le Edizioni Amrita

    NOTA

    L'occhio dell'artista e lo spirito del filosofo in Roerich sono come un magnete; attratto dalla loro forza, in Roerich scorre un flusso di esperienze che egli riesce a trasmutare in bellezza mediante quell'alchimia spirituale che è propria dei maestri fra gli uomini.
    In “Shambhala, la risplendente” Roerich racconta il suo periplo attraverso l'Asia centrale e il Tibet in termini spirituali; è una raccolta di leggende, parabole, note (ciò di cui, di fatto, si compone la realtà più grande) e tutte rivelano le varie sfaccettature del tema di Shambhala. In questo libro, come in “Altai – Himalaia” e in “Cuore dell'Asia”, ci si rende conto che la visione di Roerich è molteplice. Facendo la sua strada, percepisce tutta la bellezza dello spettacolo naturale che lo circonda, e nelle sue opere (come nei suoi quadri) racconta questo panorama con scintille di luce successive che scorrono in una sfilata incessante. Inoltre, Roerich percepisce anche quella manifestazione più sottile dei luoghi e dei popoli che visita; discerne i loro pensieri, percepisce le credenze, il palpitare delle speranze che, vibrando, percorrono lo spazio come il vento. Ed è questa percezione, così scarsamente visibile per quasi tutti noi, a costituire la forza vitale del messaggio di Roerich.
    Bisogna sottolineare il suo stile: ha l'impareggiabile qualità e l'aspetto sintetico che sono propri della vita; ci trasmette l'essenziale e indoviniamo che questi frammenti di apparente immaginario si tessono in una trama di verità essenziale e di essenziale bellezza.
    Saggiamente Roerich ha intitolato questo libro “Shambhala”, aggiungendo “la risplendente”: leggendolo, ci si rende conto che egli ha intrecciato una ghirlanda, offerta con venerazione a quel grande principio che è Shambhala, l'Era Nuova, perché in verità è il vento salutare del pensiero e della fede della gente che nutrirà i fuochi di cui Shambhala risplende. E ancora una volta, come tutte le azioni dettate dal fervore creativo e inestinguibile, “Shambhala, la risplendente” evoca la fiamma di un nuovo sviluppo dell'umanità e di un nuovo destino umano.

    CAPITOLO I – SHAMBHALA, LA RISPLENDENTE:

    “Lama, parlatemi di Shambhala!”
    “Ma voi, Occidentali, non sapete nulla di Shambhala, e non volete saperne nulla; le vostre domande, probabilmente, sono solo frutto della curiosità e pronunciate questa parola sacra senza alcun rispetto.”
    “Lama, non è senza scopo la mia richiesta. Ovunque la gente conosce questo grande simbolo sotto nomi diversi; i nostri scienziati sono in attesa del minimo indizio su questo regno famoso. Xoma di Koros ha saputo dell'esistenza di Shambhala durante il suo lungo soggiorno nei monasteri buddhisti, Grunwedel ha tradotto il libro del famoso Tashi Lama, Pal-den ye-she su 'La via per Shambhala'. Sentiamo che una grande verità si nasconde sotto i simboli segreti; davvero il ricercatore ardente desidera sapere tutto sul Kalachakra.”
    “Com'è possibile, quando ci sono Occidentali che profanano i nostri templi, fumano nei santuari sacri, non comprendono e non hanno alcuna voglia di riverire la nostra fede e il nostro insegnamento. Deridono e ridicolizzano i simboli di cui non comprendono il significato. Se visitassimo: i vostri templi, il nostro comportamento sarebbe del tutto diverso perché il vostro grande Bodhisattva, Issa, in verità è un essere elevato. E nessuno di noi disprezzerebbe l'insegnamento della misericordia e della virtù.”
    “Lama, soltanto una persona molto ignorante e stupida potrebbe ridicolizzare il vostro insegnamento. Tutti gli insegnamenti della virtù sono come uniti in un solo sacro luogo, e un uomo con tutte le rotelle a posto non violerebbe i luoghi sacri. Lama, perché credete che l'essenza dell'insegnamento dell'Illuminato sia sconosciuta in Occidente? Perché credete che in Occidente non conosciamo l'esistenza di Shambhala?
    Lama, sul mio tavolo potete vedere il Kalachakra, l'insegnamento che il grande Atisha portò dall'India; so che se uno spirito nobile, già preparato, sente una voce proclamare 'Kalagiya' questo è il richiama di Shambhala. Sappiamo quale Tashi Lama visitò Shambhala, conosciamo il libro del gran sacerdote T'alshan, 'Il rosso sentiero per Shambhala'; conosciamo anche il canto mongolo su Shambhala. Chissà, forse sappiamo cose che sarebbero nuove per voi. Sappiamo che, molto di recente, un giovane lama mongolo ha pubblicato un nuovo libro su Shambhala.”
    Il lama ci studia con il suo sguardo penetrante, poi dice: “La grande Shambhala è lontana, al di là dell'oceano. È il possente regno celeste. Non ha nulla a che vedere con la nostra terra; come mai e perché vi interessa tanto, voi uomini di mondo? Potete discernere i raggi splendenti di Shambhala solo in alcuni luoghi, all'Estremo Nord.”
    “Lama, noi conosciamo la grandezza di Shambhala. Sappiamo che questo regno indescrivibile è reale, ma sappiamo anche che esiste una Shambhala terrestre. Sappiamo che alcuni grandi lama ci sono andati, e che lungo il loro cammino hanno visto le cose fisiche abituali. Conosciamo le storie del lama burlata, e come sia stato accompagnato in un passaggio segreto, strettissimo. Sappiamo che un altro visitatore ha visto la carovana della gente di montagna, carica del sale che veniva dai laghi, alle frontiere di Shambhala. Inoltre, noi stessi abbiamo visto una pietra miliare bianca che segnava la frontiera di uno dei tre avamposti di Shambhala. Allora, non parlatemi solo della Shambhala celeste, ma anche di quella che è sulla terra; perché sapete quanto me che, su questa terra, Shambhala è collegata alla sua controparte celeste e che, per mezzo di questo legame, i due mondi sono uno.”
    Il lama si fa silenzioso. Con le palpebre semichiuse esamina i nostri volti; nella penombra del crepuscolo, comincia a raccontare:
    “In verità, si avvicina il tempo in cui l'Insegnamento dell'Illuminato verrà, ancora una volta, da nord verso sud. Il grande sentiero della parola di Verità, aperto a Bodhigaya, tornerà di nuovo in quegli stessi luoghi. E dobbiamo accettare questo fatto così com'è, semplicemente: il vero insegnamento lascerà il Tibet per apparire di nuovo nel sud. E, in tutti i paesi, i precetti del Buddha si manifesteranno. Veramente, si avvicinano grandi eventi. Voi venite dall'ovest, eppure portate notizie di Shambhala. In verità, è così che dobbiamo accettarlo. Il raggio che viene dalla torre di Rigden-jyepo ha probabilmente toccato tutti i paesi.
    La luce sulla Torre di Shambhala brilla come un diamante. Rigden-jyepo è sempre presente, instancabile, sempre a vigilare per la causa dell'umanità. I suoi occhi non si chiudono mai. Nello specchio magico vede tutti gli eventi terrestri e il potere del suo pensiero penetra anche nei più lontani territori. La distanza per lui non esiste, e può dare il suo aiuto istantaneamente a chi lo merita. La sua luce possente può distruggere ogni oscurità, le sue risorse incommensurabili sono disponibili per aiutare tutti coloro che, pur essendo nel bisogno, offrono di servire la causa della virtù. Può anche modificare il karma degli esseri umani…”
    “Lama, mi sembra che stiate parlando del Maitreya, non è vero?”
    “Non dobbiamo pronunciare questo mistero! Molte cose non devono essere rivelate. Moltissime cose non devono essere cristallizzate nel suono: con il suono riveliamo il nostro pensiero; con il suono proiettiamo il nostro pensiero nello spazio e questa azione può creare dei danni gravissimi. Perché tutto ciò che viene divulgato prima della data predestinata si trasforma in un danno incalcolabile. Persino le più grandi catastrofi possono essere provocate da queste azioni inconsulte. Se Rigden-jyepo e l'Illuminato Maitreya sono una e una sola persona per voi, così sia. Non sono stato io ad averlo detto!
    Innumerevoli sono gli abitanti di Shambhala; numerose e splendide sono le nuove forze e i nuovi conseguimenti che laggiù si preparano per l'umanità…”
    “Lama, il Vedanta ci dice che ben presto nuove energie verranno date all'umanità. È vero?”
    “Innumerevoli sono le grandi cose predestinate e preparate. Grazie alle Sante Scritture conosciamo l'Insegnamento dell'Illuminato sugli abitanti delle stelle lontane. Dalla stessa fonte abbiamo sentito parlare dell'uccello d'acciaio che vola, dei serpenti di ferro che divorano lo spazio con fumo e fuoco. Tathagata, l'Illuminato, ha predetto tutto per il futuro. Sapeva che gli ausiliari di Rigden-jyepo si sarebbero reincarnati al momento opportuno, e che il sacro esercito avrebbe purgato Lhassa di tutte i suoi nemici infami, fondando in modo stabile il regno della virtù.”
    “Lama, se i grandi guerrieri sono incarnati, le attività di Shambhala non si svolgeranno sulla nostra terra?”
    “Dappertutto; qui come nei cieli. Tutte le forze benevole si uniranno per distruggere l'oscurità. Tutti coloro che collaboreranno a questo grande compito saranno ricompensati cento volte, e su questa stessa terra, in questa incarnazione. Tutti coloro che peccheranno contro Shambhala periranno in questa stessa incarnazione, perché hanno consumato la misericordia.”
    “Lama, voi sapete la verità. Allora, ditemi perché ci sono tanti indegni sacerdoti?”
    “Questa non è certo una scusa, ma se gli Insegnamenti devono spostarsi verso sud, allora non c'è da sorprendersi che molti lama eruditi abbiano lasciato il Tibet. In occidente, sanno che Pan-Chen-Rinpoche (il Tashi Lama) è in contatto con Shambhala?”
    “Lama, sappiamo certamente che Pan-Chen-Rinpoche gode ovunque della più alta stima. In diversi paesi abbiamo sentito come non soltanto i buddhisti ma persone di tante nazioni parlano con grande rispetto di Sua Santità. Si dice anche che, nei suoi appartamenti privati, molto prima che partisse, siano .stati dipinti degli affreschi che descrivono i dettagli dei suoi viaggi futuri. Sappiano che Pan-Chen-Rinpoche segue le abitudini di tutti i grandi lama; ci è stato detto come, durante la sua fuga, i suoi discepoli e lui stesso sfuggirono a molti e grandissimi pericoli.
    Sappiamo che ad un certo momento i suoi perseguitatori di Lhassa gli erano davvero alle calcagna, quando una grossa valanga tagliò loro la strada. Un altro giorno, Pan-Chen-Rinpoche giunse ad un lago fra le montagne: doveva affrontare un problema difficile perché i nemici lo seguivano dappresso e, per sfuggire, avrebbe dovuto fare una lunga svolta per contornare il lago. Allora Pan-Chen-Rinpoche si sedette e restò in meditazione profonda per un po'. Quando si alzò ordinò che, malgrado il pericolo, l'intera carovana passasse la notte in riva al lago. Poi accadde l'imprevedibile. Durante la notte fece molto freddo e il lago si coprì di ghiaccio e neve, e prima del levar del sole, quando era ancora buio, Tashi Lama diede l'ordine ai suoi di avanzare rapidamente. Con i suoi trecento discepoli attraversò il lago ghiacciato, prendendo la strada più breve, sfuggendo così al pericolo.
    Quando i nemici arrivarono in quello stesso punto, il sole era già alto nel cielo e i raggi avevano fuso il ghiaccio. Non restò loro che fare il periplo del lago. Non andò così?”
    “In verità, è così che andò. Pan-Chen-Rinpoche fu aiutato dalla Santa Shambhala in tutti i suoi viaggi. Vide molti segni meravigliosi mentre attraversava le alte terre, affrettandosi verso nord.”
    “Lama, non lontano da Ulan-Davan abbiamo visto un enorme avvoltoio nero che volava basso, vicino al nostro accampamento. Ha incrociato proprio sopra al campo la rotta di un bell'oggetto volante diretto verso sud, che brillava sotto i raggi del sole.”
    Gli occhi del lama scintillarono. Ansioso chiese: “Avete anche sentito nel deserto il profumo dell'incenso dei templi?”
    “Lama, avete visto giusto. Nel deserto di pietre, a parecchi giorni da qualsiasi abitato, molti di noi hanno percepito contemporaneamente la fragranza di un profumo meraviglioso. Questo è avvenuto diverse volte. Non avevamo mai sentito un profumo tanto gradevole, e a me ricordava un certo incenso che mi era stato dato un giorno da un amico in India. Non ho idea da dove egli l'avesse ottenuto.”
    “Ah! Siete dunque protetto da Shambhala. Il grosso avvoltoio nero è il vostro nemico e vuole ad ogni costo distruggere la vostra opera, ma la forza protettiva di Shambhala vi segue in questa forma Radiante della Materia. Questa forza è sempre accanto a voi, ma non potete percepirla sempre. Solo qualche volta si manifesta per ridarvi forza e dirigervi. Avete notato la direzione vero la quale si spostava la sfera? Dovete seguire quella stessa direzione. Avete menzionato il sacro richiamo, 'Kalagiya'! Quando qualcuno ode questo richiamo imperioso, deve sapere che la via per Shambhala gli è aperta. Deve ricordarsi dell'anno in cui è stato chiamato, perché da quel momento in poi e per sempre l'Illuminato Rigden-jyepo lo assiste. Dovete soltanto conoscere e comprendere il mondo in cui le persone vengono aiutate, perché spesso esse respingono l'aiuto che è loro inviato.”
    “Lama, ditemi, come viene aiutata la gente comune da Shambhala? Conosciamo gli adepti di Shambhala e i loro aiutanti incarnati; ma come avviene che la potenza di Shambhala si manifesti fra gli umili?”
    “In modi molteplici e segreti. Ognuno di coloro che, in una precedente incarnazione, hanno seguito gli insegnamenti della virtù e sono stati utili alla Causa Comune, vengono aiutati da questa stessa Causa Comune. Non molto tempo fa, durante la guerra e l'agitazione, un uomo chiese ad un lama se doveva cambiare luogo di residenza. Il lama rispose che poteva restare dov'era ancora per sei mesi ma che, in seguito, avrebbe corso grave pericolo e avrebbe dovuto fuggire immediatamente. Nei sei mesi seguenti l'uomo raggiunse l'apice del successo nel suo lavoro: tutto procedeva tranquillamente e i suoi beni si moltiplicavano. Quando i sei mesi furono trascorsi, pensò: 'Perché mai dovrei rischiare i miei beni, lasciando questo luogo tranquillo? Tutto sembra così prospero per me, e non vi è alcun apparente pericolo. Il lama probabilmente si è sbagliato'. Ma l'influsso cosmico non fu fermato, e il pericolo predestinato si manifestò all'improvviso. Le truppe nemiche si avvicinarono a quel posto a gran velocità da due direzioni, e l'uomo si rese conto che aveva perso la migliore occasione e che gli avevano tagliato la strada. Corse dal lama e gli raccontò quanto era accaduto.
    Il lama gli disse che era necessario, per determinate ragioni, che egli si salvasse. 'Ma – aggiunse – ora è più difficile aiutarti. Hai perso l'occasione più favorevole, tuttavia posso ancora fare qualcosa per te. Domani prendi con te la tua famiglia e cavalca verso nord. Lungo la strada incontrerai i tuoi nemici: questo è inevitabile. Quando li vedrai arrivare, allontanati dalla strada e resta in silenzio. Anche se si avvicinano a te, anche se ti parlano, resta in silenzio e non muoverti finché non se ne saranno andati'.
    E così fu: l'uomo prese la sua famiglia e i bagagli e si mise per strada di primo mattino. Improvvisamente, nella luce tenue di quelle prime ore, essi distinsero la sagome dei soldati che rapidamente si avvicinavano. Si allontanarono dalla strada e restarono silenziosi, tesi.
    I soldati si facevano sempre più vicini e il pover'uomo udì uno di loro gridare: 'Sono qui. C'è della gente, qui. Ci deve essere un bel bottino per noi.'
    Un altro gli rispose ridacchiando: 'Amico, probabilmente hai dormito male la notte scorsa, perché non sai più distinguere le pietre dagli uomini. Le pietre sono vicine, eppure dici che non sono pietre!'
    Il primo insistette: 'Ma vedo anche un cavallo!' L'altro rideva: 'Non andrai lontano su un cavallo di pietra come questo. Come fai a pensare che un cavallo, sentendo tutti i nostri cavalli, se ne stia lì fermo, così?'
    I soldati risero di cuore e, prendendo in giro il compagno per il suo errore, passarono accanto al gruppo immobile. Scomparvero nella nebbia. Così, pur nella più difficile delle situazioni, l'uomo fu salvato. Perché era stato utile a Shambhala una sola volta.
    Shambhala sa tutto, ma i segreti di Shambhala sono ben custoditi.”
    “Lama, come vengono custoditi i segreti di Shambhala? Si dice che molti di quelli che operano per Shambhala, molti messaggeri, vengano mandati in tutto il mondo. Come possono mantenere i segreti che sono loro affidati?”
    “I Grandi Guardiani dei misteri vegliano da vicino su tutti coloro a cui hanno affidato un compito e che sono stati investiti di alte missioni. Se devono affrontare un ostacolo inatteso, vengono aiutati immediatamente, e il tesoro loro affidato verrà custodito. All'incirca quarant'anni fa, un grande segreto fu confidato a un uomo che viveva in Mongolia, nel gran deserto del Gobi. Gli venne detto che poteva servirsi di quel segreto con uno scopo molto speciale, ma che, quando avesse sentito avvicinarsi l'ora di lasciare questo mondo, avrebbe dovuto affidare questo tesoro a qualcuno che ne fosse degno. Trascorsero molti anni e, infine, quell'uomo si ammalò; durante la malattia, una forza maligna lo avvicinò ed egli perse conoscenza. In quello stato, naturalmente, non poteva trovare qualcuno che fosse degno di ricevere il suo tesoro, ma i Grandi Protettori sono sempre vigili e all'erta e uno di essi immediatamente lasciò il grande Ashram e attraversò l'immenso Gobi, restando in sella più di sessanta ore senza mai riposarsi. Giunse dal malato in tempo e, anche se l'uomo venne rianimato per un periodo limitato, questo gli permise di trovare qualcuno a cui trasmettere il messaggio. Forse vi chiederete perché il Protettore non prese lui stesso il Tesoro, e perché dovesse prodursi questa successione. Perché il grande Karma ha le sue vie e, a volte, anche i più grandi Protettori dei misteri non desiderano toccare i fili del Karma. In quanto ogni filo del Karma, se viene rotto, provoca un danno immenso.”
    “Lama, a Turfan e in Turkestan ci sono state mostrate delle caverne con lunghi passaggi inesplorati: si possono raggiungere gli Ashram di Shambhala attraverso di essi? Ci è stato detto che, in qualche occasione, ne sono usciti degli stranieri, che poi si sono recati nelle città. Essi volevano pagare con monete antiche e strane, non più in uso.”
    “A dir la verità, a dir la verità, gli abitanti di Shambhala emergono a volte nel mondo. Incontrano gli operatori terrestri di Shambhala. Per amore dell'umanità inviano doni preziosi, reliquie importanti. Posso raccontarvi parecchie storie sui doni meravigliosi ricevuti dallo spazio. Anche lo stesso Rigden-jyepo di quando in quando si manifesta con un corpo umano. Improvvisamente si mostra in luoghi santi, in monasteri e, nel momento predestinato, pronuncia le sue profezie.
    Di notte o all'alba, prima che si alzi il sole, il Reggente del Mondo arriva al Tempio, entra, e tutte le lampade si accendono da sole, contemporaneamente. Alcuni già riconoscono il Grande Straniero. I lama si riuniscono in profonda venerazione, ascoltano con la massima attenzione le profezie del futuro: una grande epoca si avvicina. Il Reggente del Mondo è pronto a combattere. Molte cose sono manifeste, il fuoco cosmico di nuovo si avvicina alla Terra. I pianeti manifestano l'era nuova. Ma molti cataclismi si produrranno prima dell'era nuova di prosperità: l'umanità sarà di nuovo messa alla prova per vedere se lo spirito è progredito sufficientemente. Ora il fuoco sotterraneo cerca il contatto con l'elemento del fuoco dell'Akasha. Se tutte le forze del bene non combinano insieme il loro potere, i più grandi cataclismi sono inevitabili. Si racconta che Rigden-jyepo si manifesta per dare ordini ai suoi messaggeri, e che il potente Reggente appare alla roccia nera, sulla strada del Ladakh. E, da tutte le direzioni, i cavalieri-messaggeri si avvicinano per ascoltare in profonda venerazione. A tutta velocità corrono ad eseguire ciò che viene ordinato dalla grande saggezza.”
    “Lama, come mai la Shambhala della Terra non è ancora stata scoperta dai viaggiatori? Sulle carte si possono vedere tante rotte tracciate dalle spedizioni, sembra che tutte le cime siano state contrassegnate, tutte le valli e tutti i fiumi esplorati.”
    “In verità c'è molto oro nella terra, e tantissimi diamanti e rubini nelle montagne, e tutti desiderano tanto possederli! E quanti cercano di scovarli! Ma fin qui queste persone non hanno trovato tutto, ed allo stesso modo l'uomo può pure cercare di raggiungere Shambhala senza esservi chiamato! Avete sentito parlare di fiumi avvelenati che circondano le alte terre; forse avete anche visto persone morire per quei gas, quando vi si avvicinano; forse avete visto animali e uomini cominciare a tremare quando si avvicinano a certe località. Sono in molti a tentare di raggiungere Shambhala senza esservi stati chiamati, e alcuni di essi sono scomparsi per sempre. Solo pochi raggiungono il santo luogo, e soltanto se il loro karma è pronto.”
    “Lama, parlate di un luogo santo sulla Terra. È ricco di vegetazione? Le montagne sembrano spoglie e le tempeste e il freddo devastante paiono insolitamente duri.”
    “Nel mezzo delle montagne esistono valli chiuse, di cui non si sospetta l'esistenza. Molte sorgenti calde nutrono una ricca vegetazione, e le erbe medicinali, le piante rare prosperano in gran numero su quell'insolito suolo vulcanico. Forse avrete notato dei geyser sulle alte terre? Forse avrete sentito dire che a due soli giorni da Nagchu, dove non si vedono né piante né alberi, esiste una valle con alberi, erba e acqua tiepida. Ma chi mai conosce i labirinti di queste montagne? Sulla superficie rocciosa è impossibile distinguere tracce umane; non si può comprendere il pensiero della gente, e chi è capace di farlo, tace! Forse avete incontrato numerosi viaggiatori nei vostri spostamenti: stranieri vestiti in abiti semplici che camminano silenziosi nel deserto, nel caldo o nel freddo, verso la loro ignota destinazione; non crediate, solo perché i loro abiti sono semplici, che siano persone insignificanti! Se hanno gli occhi semichiusi, non crediate che il loro sguardo non sia penetrante. È impossibile discernere la direzione da cui sopraggiunge l'energia. Sono vani tutti gli avvertimenti, e vane tutte le profezie: soltanto percorrendo l'unico sentiero di Shambhala potete raggiungere il vostro compimento; rivolgendovi direttamente all'Illuminato Rigden-jyepo, potete avere successo.”
    “Lama, avete detto che i nemici di Shambhala moriranno. E come moriranno?”
    “A dir la verità, muoiono quando è ora. Vengono distrutti dalle vili ambizioni che essi stessi alimentano. Rigden-jyepo è misericordioso, ma i peccatori si aggrediscono da soli. Chi può dire quando riceveranno la meritata paga? Chi può discernere quando l'aiuto è davvero necessario? E quale sarà, la natura di questo aiuto? Molti sconvolgimenti sono necessari, e hanno tutti il loro scopo. Fino al momento in cui il nostro umano e limitato intendimento si sarà convinto che tutto è stato distrutto, che ogni speranza è perduta: allora la mano creatrice del Reggente proietterà il suo raggio potente.
    Come verranno distrutti i peccatori? Un lama pittore aveva un grande talento per dipingere con incomparabile bellezza le immagini sacre; dipingeva in modo superbo le immagini di Rigden-jyepo, del Buddha Illuminato e di Dukhar, Colei che Tutto Vede. Ma un altro pittore cominciò ad essere geloso di lui e, preso dalla collera, decise di fare del male al lama virtuoso. Quando cominciò a diffamarlo, la sua casa prese fuoco per un causa sconosciuta: tutto ciò che possedeva andò distrutto e le mani del diffamatore furono gravemente bruciate sicché, per molto tempo, non poté lavorare.
    Un altro calunniatore minacciò di distruggere tutto il lavoro di un uomo onesto; e poco dopo annegò, attraversando lo Tsanpo. Un altro, che aveva compiuto numerosi bei gesti di carità, fu aggredito da qualcuno che cercò di distruggere tutti i beni che egli aveva dedicato alla causa dell'umanità. Ma ancora una volta il possente raggio di Rigden-jyepo raggiunse l'aggressore e in un sol giorno la sua ricchezza fu spazzata via, sicché divenne un mendicante. Forse lo vedrete, ancora oggi, mendicare nel bazar di Lhassa.
    In tutte le città potete sentir parlare della punizione di queste indegne creature che hanno rivolto il loro veleno contro i valorosi. Solo sul sentiero di Shambhala il vostro cammino è sicuro; qualsiasi diversione da questa strada di gloria vi condurrà ai più grandi pericoli. Qualsiasi cosa sulla Terra può essere cercata e misurata. L'Illuminato non ordina né la fede né l'adorazione cieca, ma la conoscenza e l'esperienza.”
    “Proprio così, lama. Posso anche dirvi come uno dei nostri amici più cari divenne un Fratello di Shambhala. Sappiamo che venne in India con una missione scientifica e che scomparve all'improvviso dalla carovana; molto tempo dopo, un messaggio inatteso portò la notizia che si trovava a Shambhala.”
    “Posso dirvi che molti Antichi Credenti lasciarono il lontano Altai in cerca della cosiddetta 'Belavodye' (le Acque Bianche) e non fecero mai più ritorno. Ho udito pronunciare i nomi delle montagne, dei fiumi e dei laghi che si incontrano sulla strada per i luoghi santi. Sono segreti; alcuni di questi nomi sono corrotti, ma è possibile discernere la loro verità fondamentale.
    Posso dirvi che un meritevole studente di questo alto insegnamento volle recarsi a Shambhala prima che il suo tempo fosse venuto. Aveva uno spirito puro e sincero, ma non aveva esaurito il karma, e la sua missione terrestre non era compiuta. Per lui era dunque prematuro, ed uno dei Grandi Maestri gli andò incontro, a cavallo, fra le montagne, per parlare personalmente a quel viaggiatore colmo di speranza. Con misericordia e compassione lo rimandò indietro, a completare ciò che non aveva terminato. Posso parlarvi degli Ashram al di là di Shigatsè, e dirvi come i Fratelli di Shambhala siano apparsi in diverse città, e come abbiamo impedito le più gravi calamità umane quando l'umanità riuscì a comprenderli davvero…”
    “Lama, avete incontrato degli Azara e dei Kuthumpa?”
    “Se tanti eventi vi sono familiari, dovete conoscere il successo nel vostro lavoro. Tutto questo sapere su Shambhala, di per sé è un fiume di purificazione. Molti di noi, nel corso della vita, hanno incontrato gli Azara e i Kuthumpa e gli uomini delle nevi che li servono. Che gli Azara non siano più visibili nelle città, è un fatto recente; si sono tutti riuniti fra le montagne. Sono molto alti, con capelli e barba lunga, e ricordano gli Indù. Un giorno, camminando lungo il Brahmaputra, vidi un Azara: cercai di raggiungerlo, ma improvvisamente svoltò dietro le rocce e scomparve. Eppure, lì non c'era né una grotta né una caverna, soltanto un piccolo 'stupa'. Probabilmente non voleva essere disturbato.
    I Kuthumpa, ormai, non si vedono più: una volta si mostravano abbastanza apertamente nel distretto di Tsang e a Manasarowar, quando i pellegrini andavano al santo Kailash. Anche gli uomini delle nevi ai giorni nostri si vedono di rado. Le persone comuni, nella loro ignoranza, li prendono per apparizioni. I Grandi hanno profonde ragioni per non apparire più così apertamente, ora. Il mio vecchio maestro mi ha molto parlato della saggezza degli Azara. Conosciamo diversi luoghi in cui questi Grandi Esseri risiedevano ma, per il momento, questi luoghi restano deserti. Una grande ragione, un grande mistero!”
    “Lama, allora è vero che gli Ashram non sono più dalle parti di Shigatsè?”
    “Questo mistero non va pronunciato. Ho già detto che gli Azara non si trovano più nel distretto di Tsang.”
    “Lama, perché i monaci dicono che Shambhala si trova lontano, al di là degli oceani, mentre la Shambhala terrestre è molto più vicina? Xoma di Koros dice anche, e ne fornisce le prove, dove si trova la meravigliosa valle fra le montagne in cui avvenne l'iniziazione del Buddha.”
    “Ho sentito dire che Xoma di Koros ha mietuto disgrazie nella sua vita, e che Grunwedel, che voi stesso avete menzionato, diventò pazzo; il fatto è che avevano toccato il grande nome di Shambhala per curiosità, senza realizzarne il significato prodigioso. Giocare col fuoco è pericoloso, ma il fuoco può essere di grande utilità per l'umanità. Probabilmente avete udito parlare di certi viaggiatori che hanno tentato di penetrare nel territorio proibito, e di come le loro guide si siano rifiutate di accompagnarli dicendo: 'Preferiamo essere uccisi'. Anche quelle persone semplici comprendevano che degli argomenti tanto elevati non potevano essere affrontati se non con la massima venerazione.
    Non sfidate le leggi! Aspettate lavorando con ardore finché il messaggero di Shambhala verrà a voi nel mezzo di costanti risultati. Aspettate che l'Essere dalla Voce Possente pronunci 'Kalagiya'. Allora potrete cominciare senza alcun rischio ad approfondire quest'argomento meraviglioso. La vana curiosità deve essere trasformata in apprendimento sincero e applicazione dei principi più elevati nella vita quotidiana.”
    “Lama, voi siete nomade: dove potremo incontrarvi di nuovo?”
    “Vi supplico, non chiedetemi il mio nome. Inoltre, se doveste incontrarmi in una città o in qualsiasi altro luogo abitato, non date segno di riconoscermi. Sarò io ad avvicinarvi.”
    “E se dovessi avvicinarmi a voi, vi limitereste ad andarvene o mi ipnotizzereste?”
    “Non obbligatemi ad utilizzare queste forze naturali. Fra i Berretti Rossi è permesso usare certi poteri, ma possiamo servircene solo in casi eccezionali. Non dobbiamo infrangere le leggi della natura. L'Insegnamento essenziale del nostro Illuminato ci ingiunge di essere prudenti nella rivelazione delle nostre possibilità interiori.”
    “Lama, ditemi ancora se avete visto Rigden-jyepo personalmente.”
    “No, non ho ancora visto il Reggente in carne ed ossa. Ma ho udito la Sua Voce. Durante l'inverno, quando il gelo copriva le montagne, Egli mi fece dono di una rosa, un fiore di quella valle lontana. Dalle molte cose su cui mi interrogate, vedo che conoscete a fondo parecchi argomenti. Che fareste se cominciassi ad esaminarvi?”
    “Lama, starei zitto.” Il lama sorrise:
    “Allora la sapete davvero lunga! Forse sapete anche come usare le forze della natura e che, in Occidente, negli ultimi anni, si sono visti molti segni, soprattutto durante la guerra, che voi, o uno di voi occidentali, ha provocato.”
    “Lama, quel massacro di esseri umani senza precedenti deve aver fatto certamente precipitare un inatteso flusso di reincarnazioni. Molta gente è morta prima dell'ora predestinata, in quelle circostanze, e tante cose sono state snaturate e sconvolte.”
    “Probabilmente non siete a conoscenza delle profezie che, molto tempo fa, predissero queste calamità. Se soltanto aveste saputo, non avreste mai cominciato quell'orribile olocausto.
    Se conoscete Shambhala, se sapete usare le vostre forze naturali latenti, allora dovete conoscere anche Namig, le Lettere Celesti. E allora saprete come ricevere le profezie del futuro.”
    (continua)


    #5124

    shanty
    Partecipante

    !amazed Molto bello questo testo di questo meraviglioso ricercatore, così poliedrico. :uuu:
    Anch'io penso che Gesù non sia morto come ci hanno fatto credere e che la città di Agharti esista.
    ….. :bravo: quanti misteri….
    :dance: sono felice di aver conosciuto Voi… niente avviene a caso!!!!


    #5125

    windrunner
    Partecipante

    [quote1225457903=shanty]
    !amazed Molto bello questo testo di questo meraviglioso ricercatore, così poliedrico. :uuu:
    Anch'io penso che Gesù non sia morto come ci hanno fatto credere e che la città di Agharti esista.
    ….. :bravo: quanti misteri….
    :dance: sono felice di aver conosciuto Voi… niente avviene a caso!!!!

    [/quote1225457903]

    C'è molto su cui riflettere e molti argomenti da studiare ma una cosa certa è che abbiamo tanto da crescere insieme! 🙂

    Un'abbraccio 🙂


    #5126

    deg
    Partecipante

    [quote1225457820=windrunner2012]
    (E' un po lungo… ma vale davvero la pena di leggerlo! 😉 )
    [/quote1225457820]

    Lungo? Come mai? 😀

    Stampato tutto, Wind! :K:


    #5127

    windrunner
    Partecipante

    [quote1225457976=m.degournay]
    [quote1225457820=windrunner2012]
    (E' un po lungo… ma vale davvero la pena di leggerlo! 😉 )
    [/quote1225457820]

    Lungo? Come mai? 😀

    Stampato tutto, Wind! :K:

    [/quote1225457976]

    Allora eh !!! Facciamo mica gli spiritosi qui !!!! !lol

    :amicil:


    #5128
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    SHAMBALA, il Regno della Luce ed il suo passaggio dall'Oriente all'Occidente

    – PARTE PRIMA –
    (21/06/2002)

    Premessa: Quanto scrivo in queste pagine potrebbe essere difficile da assimilare per una mente che non è abituata a sconfinare e andare oltre. Come ho già detto in un altro mio articolo, questo tipo di comprensione è ben diverso da quello cerebrale e accademico, perciò, se si vuole intendere e comprendere, si deve utilizzare il “cuore” come se fosse un centro intuitivo ed essere aperti a quelle idee che potrebbero funzionare da “detonatore” aprendo mondi sconosciuti e bellissimi.

    Per i lettori non informati su questo argomento, è necessario fare una piccola introduzione per spiegare le basi di questo aspetto della Tradizione spirituale ed iniziatica dei nostro pianeta. Da sempre nella Terra, come in ogni essere vivente, esistono dei centri o vortici energetici comunemente chiamati Chakras, secondo la Tradizione Orientale, o Chiese, secondo l'Apocalisse di Giovanni, restando nell'ambito del nostro patrimonio Occidentale Cristiano. Questi “Centri” o “Vortici energetici” canalizzano le energie o impulsi dei Sole verso la Terra e i suoi abitanti, creando uno stimolo costante per la crescita e l'evoluzione dell'Uomo e di tutte le specie. I Centri terrestri sono anche in stretto contatto con i centri dei pianeti del nostro Sistema Solare e dell'intero Universo, come in una grande tela ove il tutto è unito in un unico disegno infinito, sia nell'immensamente grande che nell'immensamente piccolo. Ugualmente, questo centri hanno una corrispondenza con quelli che si trovano nel corpo umano, principalmente con i sette Chakras e con altri punti che corrispondono a quelli dell'agopuntura. Secondo la Tradizione di ogni popolo questi luoghi hanno nomi diversi: Sgambala, Regno di Agarthi, Thule, Isola dei Beati, Pardes, Paradiso, Januah?aladn, Regno Perduto, Isola Bianca, El Dorado, Terre Bianche o Albania, Mont Salvat, Terra di Smeraldo, Avalon, Camelot, Shangri?là, Paititi, Iperborea, Terra Pura, Terra dei Viventi, Terra dei Giusti, Terra dei Giovani, Terra degli Immortali, Terra Celeste, Terra d'Oro, Terra del Sole, Terra della Luna, Salem, Gerusalemme Celeste, Monte Sion, Monte Meru, Monte Qaf, Ogigia, Aztlàn, Isola di Iside, Regno Immutabile, Città degli Dèi, Città de los Cesares, Regno del Prete Gianni, ecc. Dice la Tradizione che il Sole non vi tramonta mai e che è situata tra il Cielo e la Terra, un luogo dove vivrebbero “gli uomini dell'invisibile” o Veglianti, i nostri co-creatori e “Sorveglianti” spirituali. Nel secolo o scorso alcuni studiosi e scrittori parlarono nelle loro opere di questo Regno Segreto e alcuni di loro addirittura lo cercarono fisicamente e si racconta che pochissimi furono coloro che riuscirono ad entrare, tornare e raccontare storie trasformatesi, coi passare dei tempo, in un mito. Alcuni di questi furono Ossendowski, Roerich, Gurdieff, R. Guénon, che parlando di questi centri di potere spirituale hanno dato chiare informazioni sul trasferimento di questo centro da Nord-Est verso Sud, e in particolare verso il Sud America! Shamballah si è attivata nel centro dell'Argentina con il nome ERKS.
    In questi tempi d'inizio di un nuovo ciclo o di una Nuova Era, l'uomo si rende conto che l'energia non è più come quella di qualche anno fa e ne sta prendendo coscienza, si rende conto che le catene che lo tenevano soggetto a situazioni di potere stanno spezzandosi. In conseguenza di questo risveglio l'Uomo, la Terra e sicuramente il nostro Sistema Solare si stanno attivando per prepararci ad un nuovo cambiamento radicale, aumentando le nostre vibrazioni. Così, grazie a questa attivazione, l'uomo inizia ad emanare qualità diverse di energia, cominciando a risvegliare le infinite possibilità del proprio cervello assopito ed utilizzato al minimo delle sue funzioni e capacità. Questa nuova e straordinaria esperienza crea in alcuni una grandissima confusione, profondi timori e addirittura malattie di diversi tipi, ma sono principalmente i giovani a ricercare nelle Scienze Esoteriche ed Ermetiche una spiegazione logica o un nuovo modello di comportamento per questi tempi.

    Questo Centro Spirituale chiamato ERKS, che significa “Encuentros de Remanentes del Kosmos Sideral” ossia “Incontro dei Rimanenti del Cosmo Siderale”, si trova nel cuore dell'Argentina, nella provincia di Còrdoba, nei pressi di una ridente cittadina chiamata Capilla del Monte, situata ai piedi di una montagna di nome Cerro Uritorco.
    Questo sito è visitato continuamente da ricercatori di diverse nazionalità e tutti vivono le proprie esperienze, facendosi coinvolgere, soprattutto energeticamente, fino a raggiungere la catarsi. Una ventina di anni fa, il maestro spirituale Angel Christos Akoglanis, il cui nome iniziatico era Sarhuma, mi riferì di questo “magico” luogo e del suo risveglio. Disse: “Erks è esistito sempre, però il luogo fu mantenuto segreto ai profani così solo pochi eletti erano al corrente dell'esatta ubicazione geografica. Nel passato i colonizzatori spagnoli la cercarono confondendola con El Dorado, dove mai nessuno riuscì a mettere piede, anche se le spedizioni furono moltissime”. Continua il maestro Sarhuma: “In questo magico sito si trova una città dimensionale edificata in profondità nelle viscere della terra, e quello che noi vediamo non è che un riflesso della realtà; però, secondo quanto detto dai maestri, ERKS non è altro che la Shambala tibetana e orientale trasferitasi qui nel cuore dell'America del Sud diventando il più importante centro trascendentale della Spiritualità per questo nuovo Ciclo. Così una nuova e potente energia emana da questo punto del pianeta ed un nuovo insegnamento cosmico basato sul padroneggiamento delle leggi spintali; sarà per l'autoconvocato un ritrovarsi di livello universale, insieme a tutte le fratellanze cosmiche che da tempo ci visitano. Una volta che il risveglio sarà avvenuto, l'AMORE sarà Ia fonte codificata che potrà aiutare gli altri ancora dormienti a risvegliarsi”.
    Nel libro di N. Roerich “Alla ricerca di Shamballah” a pag.93, fra le altre cose si dice: “Dobbiamo semplicemente accettare tutto ciò, il fatto che i veri insegnamenti lasceranno il Tibet e ricompariranno nel Sud. In verità grandi cose stanno per accadere…”

    Sicuramente questo ricercatore si riferiva al Sud America, il Nuovo Mondo, come anche F. Ossendowski, che in “Bestie, Uomini e Dèi”' a pag.79 scrive: “Questo regno” disse “è chiamato Agharti. Si sviluppa attraverso una rete planetaria di gallerie sotterranee. Ho udito un dotto lama in Cina riferire a Bogdo Khan che tutte le caverne d'America sono abitate dall'antico popolo che era scomparso nel sottosuolo. Ancora oggi ne vengono trovate tracce sulla superficie della terra. Queste genti e regioni del sottosuolo sono governate da sovrani che debbono obbedienza al Re del Mondo…”.
    Chi è questo Re dei Mondo che governa questi magici punti del pianeta Terra? Qui per rispondere devo citare René Guénon, che nel suo libro “Il Re del Mondo” (ed. Adelphi) scrive: “Il titolo di Re del Mondo è attribuito al Manu, ossia il Legislatore Primordiale e Universale. Questo nome è proprio dell'Intelligenza Cosmica e della Luce Spirituale. Nella tradizione giudeo?cristiana il significato del Re del Mondo si esprime attraverso il nome Melchisedech oppure MeIki?Tzedeq. Colui che porla questo nome è un importante personaggio biblico, ecco il passo della Bibbia: 'E Melki?tzedeq, re di Salem, fece portare dei pane e dei vino, egli era sacerdote dell'Altissimo (El Elion). E benedice Abramo dicendo: Benedetto sia Abramo dall'Altissimo, Signore dei Cieli e della Terra, e benedetto sia l'Altissimo che ha messo i nemici nelle tue mani. Ed Abramo gli diede le decime di tutto ciò che aveva preso”.
    Il nome Melkitzedeq significa “Re di Giustizia”, ma allo sesso tempo è re di Salem = pace (Gerusalemme) ciò fa di lui Re di Giustizia e Re di Pace; questi sono i due attributi del “Re del Mondo”. Le tradizioni esoteriche narrano che milioni di anni fa si presentarono sulla Terra esseri eterici provenienti da Venere, i “Signori della Fiamma”. Tra di loro esisteva un essere di etere puro, di tale elevata energia ed evoluzione da non poter assumere un corpo fisico. La sua aurea luce rende vivi e pieni tutti i regni della Terra, Colui è Sanat Kumara, Melchisedech o Melkitzedeq, Zorocotora, grande personaggio storico biblico, Re del Mondo, Anziano dei Giorni, Egli risiede in Shamballah, luogo occulto e sacro del pianeta Terra, Sanat Kumara Melkitzedeq, il Custode silenzioso, colui che regge la vita dei mondo nella sua energia.
    Egli forma oggi, con altri tre gloriosi signori, il governo occulto e spirituale della Terra. Il Sancta Sanctorum di Shamballah ? ERKS in Sud America, luogo sacro in cui è custodita la tradizione primordiale per questa Nuova Era.
    Il nome cosmico di Melkitzedeq è Amuna?Kur.
    Nella valle di ERKS, ai piedi della montagna Cerro Uritorco, la presenza invisibile dei fratelli di luce si avverte per un fortissimo profumo di gerani e, a volte, d'incenso, segnalandoci così presenze di alti sacerdoti cosmici o entità spirituali. In questo vortice energetico del Pianeta, punto di risveglio dell'attuale energia di luce di polarità femminile, a volte si avverte la presenza dell'intera Gerarchia Cosmica che costituisce la rappresentazione superiore, destinata a risvegliare Saggezza, Forza e Bellezza nella mente cosmica dei ricercatori di tutto il mondo.
    In questo periodo di chiusura ed apertura di un nuovo ciclo si sta operando il risveglio del Cosciente Destro del cervello, per integrarci alla chiamata universale di tutti i figli degli Dèi sparsi e persi nelle pieghe del tempo e dello spazio. Silenziosi maestri indirettamente ci stanno assistendo per prepararci al cambiamento maggiore. Il maestro
    Sarhuma diceva che l'uomo sta vivendo la quarta tappa, che la Materia rinuncerà al libero arbitrio (dotata questa di qualità, poteri e attributi). La Materia si concederà a moltissime relazioni con il suo reggente animatore che in questo tempo inizia a compenetrarsi con lei. Questo evento viene chiamato la “Grande Battaglia dell'Universo” ed è l'eterno conflitto tra Materia e Spirito. In questo campo di battaglia c'è un punto di equilibrio, che si attua dopo che Spirito e Materia sono entrate per parecchie volte in relazione, dando luogo ad un equilibrio perfetto; in tal modo, la dualità trova il punto, tutte e due le polarità creano l'androginia ed il conflitto finisce.
    Allora il Due “partorirà” il Tre.

    (di Alfredo Di Prinzio- tratto dalla rivista “Hera”, n°27 – Marzo 2002)

    http://www.kuthumadierks.com/pageopen.asp?r=erks&id=4


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #5129

    Anonimo

    Ecco un bellissimo dipinto di questo genio poliedrico.
    Cliccare sulla icona per ingrandire.

    [URL=http://imgur.com/maqnb.jpg][/URL]


    #5130

    skorpion75
    Partecipante

    Vengono affrontati tanti argomenti.

    Bellissima intervista a Miguel Serrano, parte 1

    [youtube=480,385]nB1dIuK8o80

    Bellissima intervista a Miguel Serrano, parte 2

    [youtube=480,385]P_Ib3RV2jzo


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