TAV: no grazie! Autostrade del mare? Subito!

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 6 anni, 5 mesi fa.

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  • #140956

    paolodegregorio
    Partecipante

    – TAV: no grazie! Autostrade del mare? Subito! –
    di Paolo De Gregorio, 4 marzo 2012

    Il “governo tecnico” ci spiega in modo esauriente che la TAV : “si deve fare perché si deve fare” e sembra affidarsi più alla repressione poliziesca, auspicata anche da PDL, PD, Terzo Polo e Lega, che ad un tavolo di riflessione.
    L’unica altra “motivazione tecnica” è che la nostra economia e le nostre infrastrutture devono essere agganciate all’Europa.

    Orbene, in Italia abbiamo un problema gigantesco, che è quello di avere le due direttrici fondamentali della nostra viabilità, l’autostrada del Sole più la Salerno-Reggio Calabria, e l’Adriatica da Bari a Ravenna, perennemente intasate nei due sensi di marcia, soprattutto da mezzi pesanti, con tempi di percorrenza molto lunghi e costosi.

    Sarebbe lungimirante organizzare un sistema di “autostrade del mare”, con navi moderne e veloci, studiate per imbarcare Tir e container, grandi per partire con ogni tempo, che colleghino da una parte Bari a Trieste con una penetrazione immediata in Europa, e dall’altra Palermo con Livorno e Marsiglia, in numero sufficiente per smaltire il traffico esistente, progettate e costruite in Italia in quei cantieri che sono fermi per la concorrenza cinese e coreana.

    E’ un progetto industriale che porterebbe lavoro, innovazione, diminuzione del costo del trasporto, diminuzione dell’inquinamento, renderebbe ridicolo il solo pensiero di fare il ponte sullo stretto di Messina con le conseguenti enormi spese per allargare la Salerno-Reggio Calabria.
    Naturalmente i porti interessati dovrebbero progettare una viabilità speciale per rendere fluidi e facili imbarchi e sbarchi, e anche qui si tratta di lavoro e di modernizzazione, senza i tempi biblici della Tav.

    Anche i “No Tav” dovrebbero appoggiare questa soluzione perché non si può dire solo no e bisogna essere capaci di proporre alternative e, visto che gli argomenti del governo sono: penetrazione in Europa e lavoro, la soluzione delle “autostrade del mare” contiene entrambe le cose.

    Voglio contenere al massimo la lunghezza di questo appello perché spero che qualche giornale lo pubblichi, e chiedo alla Rete di aiutarmi a diffonderlo per quel che ognuno può. In seguito, se l’idea va avanti, se ne può parlare in modo più approfondito.
    Paolo De Gregorio


    #140957
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    non è una risposta ma…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #140958
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Val di Susa: gli imprenditori che hanno detto no alla violenza

    Quando si parla di Val di Susa, il pensiero corre subito alle cronache legate alla costruzione della TAV Torino-Lione, ma forse non tutti sanno che in valle esiste anche un gruppo di imprenditori virtuosi che, stanchi di essere associati ad episodi di distruzione, si sono uniti per dimostrare che i valsusini hanno non solo spirito critico, ma anche spirito propositivo.

    Questa rete imprenditoriale si chiama “Etinomìa” (dall’unione delle parole “etica” ed “economia”) ed è nata esattamente due anni fa, a febbraio 2012, con l’obiettivo di superare la contrapposizione tra etica ed economia e rafforzare la tutela del territorio e la sostenibilità delle attività economiche locali.

    “La genesi del progetto è emblematica”, ha dichiarato Daniele Forte, presidente e co-fondatore di Etinomìa. “Ci siamo ritrovati a giugno 2011, eravamo un centinaio di imprenditori. Ci guardavamo intorno e ovunque vedevamo l’immensa “ricchezza sociale” che il movimento NoTav aveva innescato sul territorio e tra le persone, ricchezza che si tramutava in gesti di solidarietà fuori dal comune, con esperienze di mutualità, scambio e dono. Il fatto che questo progetto sia nato in Val di Susa ci ha agevolato: qui c’è il giusto mix di sensibilità verso certi valori e un tessuto imprenditoriale molto vasto, che comprende un po’ tutte le figure di imprenditoria tradizionale”.

    “Così ci siamo detti: sarà mai possibile trasformare tutto ciò in un’esperienza imprenditoriale nuova, far nascere da tutto questo fermento anche un modello imprenditoriale diverso? Un modello, cioè, che non neghi l’importanza del profitto, ma che – al tempo stesso – non trasformi il profitto in un demone che condiziona la condotta etica”, ha spiegato Daniele. “Noi volevamo creare lavoro, ma in modo sostenibile, rispettando l’ambiente, i diritti dei lavoratori, la società. Creando allo stesso tempo lavoro di qualità sia per l’imprenditore, sia per i suoi collaboratori e dipendenti.”

    Pur vicini al movimento NoTav, questi imprenditori valsusini erano stanchi di essere associati alla violenza e l’idea da cui sono partiti era molto semplice: “facciamo rete ed elaboriamo uno strumento che consenta di rendere visibili tutti quegli imprenditori che si riconoscono in un certo modo di pensare. Questa idea si è rivelata dirompente, come se imprenditori, cittadini, associazioni aspettassero questo messaggio da anni!”. E lo conferma il fatto che, quando l’associazione si è formalmente costituita nel 2012, il numero di aderenti ad Etinomìa era già passato da 100 a 250, ed oggi sono quasi un migliaio.

    Le attività imprenditoriali sono le più varie – dall’agricoltura all’artigianato, dall’energia al commercio, dall’ITC alla grafica, dalla ristorazione al turismo – ma tutte legate da un unico denominatore: creare economia tra chi in Valsusa fa impresa con passione e umanità e non solo con finalità di profitto a tutti i costi. Per gli imprenditori di Etinomìa il cliente, il dipendente, il fornitore sono risorse da valorizzare e persino la concorrenza può costituire un’opportunità di scambio di competenze, piuttosto che un “nemico” contro cui lottare per spartirsi il mercato.

    “Il progetto”, ha detto ancora Daniele, “si basa sui valori positivi proposti in questi anni dal Movimento No Tav. Dopo aver scritto lo statuto, abbiamo redatto il nostro manifesto etico, che riassume i valori nei quali ci riconosciamo. Oggi siamo in tanti; sono le persone stesse che ci danno fiducia e che, se devono chiamare un idraulico o un elettricista, lo fanno tramite Etinomìa. La rete sta funzionando. Gli imprenditori si scambiano prestazioni e la gente chiede sempre più spesso dei professionisti aderenti ad Etinomìa”

    “E’ questa la sfida che Etinomia accetta di affrontare, confortata dai risultati brillanti e concreti ottenuti dagli imprenditori aderenti: affermare come la condotta etica e pulita rappresenti una strategia vincente”.

    http://www.buonenotizie.it/in-evidenza/2014/01/15/val-di-susa-gli-imprenditori-che-hanno-detto-alla-violenza/


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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