Terremoto 8,9 in Giappone con Tsunami di 10 metri !

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Questo argomento contiene 567 risposte, ha 37 partecipanti, ed è stato aggiornato da NEGUE72 NEGUE72 7 anni, 9 mesi fa.

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  • #90689
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ho sentito ora alla tv nazionale polacca, tipo rai qui, un corrispondente dal Giappone raccontava che un suo amico arrivato dall' Australia con un strumento che misura le radiazioni ha confermato che le radiazioni sono minime…sempre che l' apparecchio sia credibile. :ummmmm:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90690
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Dal forum Nibiru2012
    Tutti i siti online con i rilevatore di radiottività sono inaccessibili.
    strano, no? :ummmmm:


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90691
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    RAI NEWS 24 IN PERICOLO ANCHE IL REATTORE 5


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90692
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    50 eroi che si sono sacrificati per salvare il salvabile, sono gli operai delle centrali in fumo che cercano di rimediare il più grande disastro nucleare nucleare.
    Mi vengono i brividi…


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90693
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Cresce l'allarme radiazioni. Il premier Kan: rischi per la salute umana – Nuova esplosione a Fukushima

    AEROPORTO DI HANEDA (TOKYO) – È panico e fuga degli stranieri da Tokyo, non ancora per i giapponesi. Dopo l'esplosione di questa mattina presso un altro reattore della centrale di Fukushima Dai-ichi, la radioattività fuoriuscita,la conferenza stampa del premier Kan (che ha ammesso gi alti rischi di danni per la salute umana), l'eventualità che la situazione si aggravi e le fughe radioattive investano l'area metropolitana di Tokyo e i suoi 30 milioni di persone ha indotto la popolazione straniera – consigliata in tal senso da molte ambasciate – a cercare di lasciare la metropoli ora che è possibile farlo con mezzi ordinari e non c'è ancora troppa congestione. È però difficile trovare posto sugli aerei diretti all'estero…..
    http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-03-15/tokio-fuga-stranieri-084119.shtml?uuid=AazBDbGD


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

    #90694
    brig.zero
    brig.zero
    Partecipante

    https://www.facebook.com/brig.zero

    #90695
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Se solo il Giappone non fosse stato il Giappone
    15 marzo 2011

    di Valentina Murelli

    TERREMOTO – “È ancora presto per una stima precisa dei danni strutturali provocati dal terremoto, anche perché tutte le informazioni che circolano al momento riguardano la situazione alla centrale nucleare di Fukushyma e i danni da tsunami”. A parlare è Yoshiki Ikeda, del dipartimento di ingegneria strutturale della Kajima Corporation, una delle cinque grandi firme di architettura (insieme a Obayashi, Shimizu, Taisei e Takenaka) che dalla fine dell’Ottocento a oggi hanno contribuito a rendere il Giappone il paese più avanzato al mondo in fatto di ingegneria e design urbano antisismici. Al momento del sisma di venerdi scorso, Yoshiki Ikeda si trovava nel suo ufficio a Tokyo: “Nel nostro edificio abbiamo sperimentato un’accelerazione pari a quella di un terremoto di media entità. Abbiamo avuto piccoli danni all’interno, ma nessuno strutturale, e direi che – almeno per quanto ho potuto sapere finora – non ci sono in città danni strutturali. Del resto, a Tokyo, come pure in molte altre parti del Giappone molti edifici sono costruiti con stringenti criteri antisismici”.

    Già, lo ripetono in molti in questo momento. Il bilancio del terremoto e dello tsunami che venerdì scorso hanno colpito il Giappone è orrendo e drammatico, con oltre 6000 decessi accertati (e il conteggio è sicuramente destinato a salire), ma è molto probabile che la situazione avrebbe potuto essere ben peggiore, se solo il Giappone non fosse stato il Giappone.
    Un paese, cioè, non solo abituato a convivere con i terremoti (ce ne sono per pranzo, per colazione e per cena, come scriveva nel 1876 l’ingegnere minerario inglese John Milne, appena arrivato a Tokyo per una docenza temporanea all’università), ma soprattutto attivo da molto tempo in una precisa strategia di prevenzione e gestione del rischio sismico. Non per nulla, il Giappone è stato il primo paese al mondo a istituire una cattedra universitaria di sismologia (1886) e uno dei primi, insieme all’Italia, nella metà dell’Ottecento, a gettare le basi dell’ingegneria antisismica. Da allora in continuo sviluppo, parallelamente a una legislazione sulle costruzioni sempre più stringente a ogni aggiornamento (in genere successivo a grandi terremoti).

    Tre i punti di forza principali di questa strategia di sicurezza. Primo: i materiali da costruzione. Già dagli anni venti del secolo scorso, il Giappone si è specializzato nella produzione di diverse varietà di cemento armato, concentrandosi oggi soprattutto sul cemento precompresso. L’utilizzo di questo materiale, caratterizzato da una tensione interna prodotta artificialmente per migliorarne la resistenza, permette alle strutture sottoposte all’accelerazione di un terremoto di tornare nella posizione originale dopo lo shock senza frantumarsi. E quindi senza richiedere, dopo, lunghi e costosi interventi di riparazione. Come dire: l’obiettivo non è neppure più evitare che gli edifici collassino, ma addirittura che si danneggino.

    Secondo: l’isolamento sismico degli edifici, che vengono “appoggiati” su speciali strutture capaci di assorbire l’energia trasmessa durante un terremoto, in modo che l’edificio stesso oscilli, ma senza cadere. Si tratta in genere di cuscinetti di gomma o di acciaio con proprietà elastiche, che possono essere utilizzati anche per edifici già esistenti: basta “tagliarli” alla base e inserire i cuscinetti stessi. Dopo il grande terremoto di Kobe nel 1995, in tutto il Giappone c’è stato un vero e proprio boom di edifici isolati. Terza strategia: il controllo attivo, ritenuta da molti commentatori l’innovazione più grande mai proposta in fatto di ingegneria antisismica. In pratica, gli edifici sono dotati di sistemi, come masse inerziali e pendoli, capaci di contrastare attivamente le forze applicate dal terremoto.

    “Certo, è vero che l’epicentro del terremoto di venerdì scorso è stato abbastanza distante dalla costa del Giappone, per cui sulle isole lo scuotimento del suolo non è stato così intenso come è successo in passato per terremoti pure di magnitudo inferiore, per esempio 6 o 7″ afferma Robert Reitherman, direttore del Consorzio universitario internazionale per la ricerca in ingegneria antisismica (Curee), con sede a San Francisco. “Però è indubbio che gli altissimi standard costruttivi del Giappone abbiano fatto la loro parte nella difesa della popolazione”.

    Il problema, purtroppo, è stata la successiva e devastante onda di tsunami, rispetto alla quale la possibilità di difesa è stata inevitabilmente minore. “Certo, alcune strutture protettive si possono realizzare, ma è impossibile pensare di costruire muri massicci di difesa che corrano lungo tutte la costa”, precisa Reitherman. “In alcuni punti in Giappone, come pure in altre aree del mondo soggette a tsunami, sono stati realizzati alcuni rifugi a prova di tsunami. Si possono immaginare come piccoli fari: la gente può correre al piano superiore e aspettare lì i soccorsi”. Ci sono anche tentativi di costruzione di edifici resistenti, anche questi in Giappone e California. “Le tecniche principali sono due: lasciare libero, senza pareti, il piano inferiore di ogni edificio, in modo che l’acqua e i rifiuti, alla loro massima velocità, possano scorrere liberamente, senza incontrare ostacoli. Allo stesso scopo, prevedere grandi aperture – finestre, porte – proprio nella direzione da cui è previsto l’arrivo dell’onda in caso di tsunami”.

    Se l’onda però è particolarmente devastante, come è successo proprio questa volta, è difficile che anche queste tecniche possano servire a molto: abbiamo tutti negli occhi le tremende immagini di intere abitazioni strappate al suolo e trascinate via come fossero le casette del Lego. “Non c’è niente da fare: per salvare vite umane, la strategia primaria rimane l’avvertimento precoce e la fuga”, sottolinea l’esperto americano. “Del resto, i giapponesi che vivono sulla costa conoscono bene una regola d’oro: appena senti un terremoto, scappa il più lontano possibile dall’acqua. Purtroppo, non sempre questo è possibile, magari perché l’onda arriva troppo presto. O perché si pensa di avere il tempo di tornare a casa a recuperare qualcosa o a controllare che siano tutti fuori. È terribile, ma in casi come quello appena successo in Giappone, la perdita di vite umane è ancora inevitabile”.
    di Valentina Murelli

    http://oggiscienza.wordpress.com/2011/03/15/se-solo-il-giappone-non-fosse-stato-il-giappone/


    #90687
    kingofpop
    kingofpop
    Partecipante

    ad ogni modo per me la verità la sanno solo loro la dentro perchè che un giorno dicano che le radiazioni sono in fuga e un altro che è tutto sotto controllo non tranquillizza proprio…


    #90696
    Siberian Khatru
    Siberian Khatru
    Partecipante

    Contatore giger in tempo reale di Tokio

    http://www.ustream.tv/channel/geiger-counter-tokyo#utm_campaigne=synclickback&source=http://gadget.wired.it/blog/otaku_news/il-livello-di-radioattivita-a-tokyo-live-su-ustream.html&medium=7503767


    « Con la modernità, in cui non smettiamo di accumulare, di aggiungere, di rilanciare, abbiamo disimparato che è la sottrazione a dare la forza, che dall’assenza nasce la potenza.
    E per il fatto di non essere più capaci di affrontare la padronanza simbolica dell’assenza, oggi siamo immersi nell’illusione inversa, quella, disincantata, della proliferazione degli schermi e delle immagini »
    Jean Baudrillard

    #90697

    FREESPIRIT
    Partecipante

    C'è stata la scossa tanto temuta e prevista proprio pochi minuti fa.

    Speriamo in bene ragazzi le centrali nucleari sono veramente una minaccia mondiale.
    :scare:


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