Un corso in miracoli

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 2 partecipanti, ed è stato aggiornato da  sephir 8 anni, 8 mesi fa.

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  • #45105

    sephir
    Partecipante

    UN pò di volte in questi anni mi è capitato di imbattermi in citazioni varie di questo libro. Oggi dopo tanto ho deciso di vedere cosa si trova su internet in italiano… http://www.ucim.it/index2.htm

    Helen Schucman, Ph.D., era una psicologa clinica e ricercatrice, che occupava una posizione di incaricata in qualità di Professore Associato di Psicologia Medica nell'Istituto di Medicina e Chirurgia del Columbia Presbiterian Medical Center (Centro Medico Presbiteriano Columbia) di New York. Un corso in miracoli fu “trascritto” dalla D.ssa Schucman tra il 1965 ed il 1972 con un processo di dettato interiore.

    Il Dr. William Thetford e la D.ssa Helen Schucman nel 1975.

    Lei sentì una sorta di dettato chiaro e distinto da una voce interiore, che in precedenza si era fatta riconoscere da lei come Gesù. La trascrizione di Helen di Un corso in miracoli ebbe inizio con queste parole: “Questo è Un corso in miracoli, per favore, prendi nota”.

    Willilam Thetford, Ph:D., era Professore incaricato di Psicologia Medica presso il Columbia University's College of Physician and Surgeons (Istituto Universitario di Medicina e Chirurgia Columbia) e Direttore del Dipartimento di Psicologia presso l'Ospedale Presbiteriano di New York per il quale lavorava la Dottoressa Schucman. Sia come collega che come amico fidato, il Dr. Thetford assistette e sostenne la Dottoressa Schucman per tutto il periodo della trascrizione del Corso, compresi gli eventi che portarono ad essa. Partecipante attivo, il Dr. Thetford agì da “trascrittore” durante l'intero processo, dattilografando il materiale che la Dottoressa Schucman aveva precedentemente annotato e che gli dettava quasi quotidianamente.

    Helen Schucman e Bill Thetford erano un team male assortito per la trascrizione di Un corso in miracoli. Psicologi orientati alla carriera, lavoravano insieme al Centro Medico Presbiteriano Columbia, e stavano cercando di sviluppare e rafforzare il Dipartimento di Psicologia del Centro. Seppure i loro interessi ed i loro obiettivi professionali per il dipartimento erano vicendevolmente compatibili, le loro personalità certamente non lo erano. L'atteggiamento apertamente critico e giudicante di Helen si contrapponeva alla personalità quieta e più passivamente aggressiva di Bill, e si scontravano costantemente.

    Si trattò quindi di un evento piuttosto sbalorditivo quando, nella primavera del 1965, Bill esordì con un discorso appassionato a Helen col quale le disse che ne aveva abbastanza della competizione, dell'aggressività e della rabbia che permeava la loro vita professionale, che si estendeva ai loro atteggiamenti ed al loro rapporto e che pervadeva l'intero dipartimento. Concluse dicendole che “doveva esserci un altro modo” di vivere – in armonia piuttosto che nella discordia – e che lui era determinato a trovarlo. Altrettanto strabiliante, e con sorpresa di entrambi, fu la risposta di Helen che concordò con Bill e si offrì volontariamente e con entusiasmo di unirsi a lui in una ricerca fatta in collaborazione per trovare quest'altro modo migliore.

    Fu come se Helen avesse atteso per tutta la vita quel particolare momento, che fece scattare in lei una serie di esperienze interiori che portò avanti per tutta l'estate. Tra queste esperienze vi furono immagini oniriche crescenti, episodi psichici, visioni ed un'esperienza di voce interiore. Le esperienze divennero sempre più di carattere religioso, con l'immagine di Gesù che le appariva con sempre maggior frequenza sia con espressioni visive che uditive.

    Questo periodo di preparazione culminò la sera del 21 ottobre 1965, quando la voce di Gesù, ormai familiare, disse a Helen: “Questo è Un corso in miracoli, per favore prendi nota”. Agitata, chiamò Bill immediatamente, il quale la riassicurò dicendole che non stava impazzendo. Le suggerì di prendere nota di ciò che le veniva dettato, affermando che avrebbero guardato insieme il materiale l'indomani mattina presto, in ufficio. Helen fece semplicemente così, e questo fu il modo in cui ebbe inizio la trascrizione di Un corso in miracoli. Ecco come Helen descrisse in seguito l'esperienza:

    “La Voce non produceva suono, ma sembrava darmi un tipo di dettato interiore rapido che annotavo sul mio blocco di stenografia. La scrittura non era mai automatica. Poteva essere interrotta in qualsiasi momento e ripresa successivamente. Era ovvio che faceva uso del mio background educativo, dei miei interessi e della mia esperienza, ma questo avveniva per una questione di stile e non di contenuto. Di certo la materia in questione era di per sé l'ultima cosa sulla quale mi sarei aspettata di scrivere.”

    L'effettivo processo di trascrizione non fu difficile, e per la maggior parte fluì piuttosto scorrevolmente. Helen scriveva sul suo blocco di stenografia le parole di Gesù, e in qualunque momento lei e Bill avessero trovato del tempo tra i loro numerosissimi impegni, lei dettava a Bill cià che le era stato dettato. Bill dattilografava direttamente ciò che Helen gli dettava, agendo da “trascrittore”. Si trattò effettivamente di un'impresa fatta in collaborazione. Questo garantiva anche che il Corso – la risposta alla loro domanda di trovare “un altro modo” – sarebbe stato assolutamente fedele alle parole ed al messaggio che Helen aveva ricevuto da Gesù. Il processo durò sette anni, e fu completato nell'ottobre 1972.
    Sebbene di per sé la trascrizione avvenne relativamente senza sforzo, generò un'ansia tremenda in Helen, meno in Bill. Come Helen ebbe occasione di scrivere:

    “Mi faceva sentire molto a disagio, ma non mi venne mai seriamente in mente di fermarmi. Mi sembrava di avere un compito speciale che in qualche modo, da qualche parte, avevo concordato di portare a termine. Rappresentava un'impresa collaborativa tra me e Bill, e molto del suo significato, ne sono certa, sta in questo. Non potevo né contare sui miei atteggiamenti ovviamente contradditori, né riconciliarmi con essi. Da un lato continuavo a considerarmi ufficialmente come agnostica, ero risentita per il materiale che stavo trascrivendo, e mi sentivo fortemente spinta ad attaccarlo per provare che era sbagliato. D'altro canto passavo una considerevole quantità di tempo nel prenderne nota e nel dettarlo a Bill, quindi era evidente che lo prendevo piuttosto seriamente. In effetti mi trovai a definirlo come il lavoro della mia vita. Come fece rilevare Bill, dovevo credere in esso anche solo per il fatto che ne discutevo così tanto. Sebbene questo fosse vero, non mi era di aiuto. Ero nella condizione impossibile di non credere al lavoro della mia stessa vita. La situazione era chiaramente ridicola ed anche dolorosa.”

    E come ricordava Bill:

    “Il materiale era qualcosa che trascendeva qualsiasi cosa che chiunque di noi potesse concepire. E siccome il contenuto era alquanto alieno alla nostra educazione, ai nostri interessi ed alla nostra formazione, era per me evidente che provenisse da una fonte ispirata. La qualità del materiale era molto avvincente, e la sua bellezza poetica aumentava il suo impatto”.

    Quanto all'impatto che Un corso in miracoli aveva avuto su Bill, lui stesso disse:

    “Ha cambiato totalmente la mia vita. Ricordo di aver battuto i primi cinquanta principi dei miracoli che sono arrivati tramite Helen nell'autunno del 1965 e mi sono reco conto che se questo materiale era vero allora assolutamente tutto ciò in cui credevo doveva essere messo in dubbio – dovevo ricostruire il mio intero sistema di credo. In quel momento, tuttavia, pensavo che sarebbe stato impossibile: non sapevo quanto potessi farlo. Tuttavia sentivo che era una necessità, dal momento che il materiale che veniva attraverso Helen nella fase iniziale sembrava molto autentico e genuino. Per un breve periodo fui colto da shock, e mi domandai come sarebbe stato possibile fare un cambiamento così repentino nella mia percezione della vita e del mondo. Più tardi mi resi conto che Dio è misericordioso, e che non ci chiede di fare dei cambiamenti così repentini, che ci sarebbe stato un tempo adeguato per incominciare a cambiare gradualmente la mia percezione. Penso che ciò che importava era l'essere disposto a cambiare, e non l'avere padronanza del materiale”.

    Una volta, quando gli fu chiesta la sua definizione di Un corso in miracoli, Bill rispose:

    “Per aiutarci a cambiare la nostra mente in merito a ciò che siamo e a ciò che Dio è, e per aiutarci a lasciare andare, attraverso il perdono, la nostra credenza nella realtà della nostra separazione da Dio. Imparare a perdonare noi stessi e gli altri è in realtà l'insegnamento fondamentale del Corso. Il Corso ci insegna a conoscerci e a disimparare tutte quelle cose che interferiscono con il nostro riconoscimento di chi siamo e siamo sempre stati.”

    Helen scelse di nascondere il suo viaggio spirituale a quasi tutti i suoi amici ed a tutti i membri della sua famiglia, con la sola eccezione, naturalmente, di suo marito Louis. Sarebbero stati increduli se avessero conosciuto la sua vita nascosta e i suo ruolo di scriba, che includeva anche due opuscoli – “Psicoterapia: Scopo, Processo e Pratica” e “Il canto della preghiera” – che le furono dettati dopo il completamento di Un corso in miracoli. Helen trascrisse anche ben più di un centinaio di poesie, pubblicate postume nel 1982 come The Gifts of God (I doni di Dio) dalla Foundation for Inner Peace. Se malamente a proprio agio con il Corso, Helen era ancora più a disagio con la poesia, che talvolta rifletteva un rapporto più intimo e personale con Gesù. Dal momento che le poesie esprimevano i suoi segreti, non aveva voluto che fossero pubblicate mentre lei era ancora i vita. Inoltre voleva preservare il suo anonimato come scriba di Un corso in miracoli, sostenendo fermamente che sarebbe stato in piedi da solo, con il suo vero autore, Gesù, come unica figura ispirante. Sapeva che qualsiasi riconoscimento pubblico del suo ruolo avrebbe creato distrazione, spostando l'attenzione.
    Helen andò in pensione dal Centro Medico Presbiteriano Columbia nel 1977, e morì a New York il 9 febbraio 1981. Bill andò in pensione nel 1980 e si trasferì a Tiburon, California, e successivamente a La Jolla. Morì il 4 luglio 1988, nel corso di una visita alla Foundation for Inner Peace a Tiburon.

    Nel sito vi sono elencati cinaquanta principi che vogliono descrivere funzioni e genesi dei miracoli….

    Qualcuno di voi ha avuto esperienze, positive o negative che siano, o hanno qualche conoscenza in materia… il protagonista scrittore del libro Emissario di luce http://www.ciao.it/Emissario_di_luce_Twyman_J_F__189772, Twyman J.F., libro che a mio avviso contiene molte cose interessanti, era coinvolto in questo corso, che potrebbe essere la solita creazione a tavolino o un messaggio reale e positivo.
    Chi lo sa… c'è tanto da imparare.


    #45106
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    Larry Seyer http://www.larryseyer.com/ che sta lavorando con Wilcock in ambito musicale
    ne ha parlato in una chiaccherata con David poi messa su divinecosmos.com
    Ne ho sentito parlare in quel caso, Larry ha fatto il corso, i concetti sono buoni secondo me, ma queste cose dei corsi le prendo con le pinze, poi magari e' interessante
    vedo che molte persone preferiscono scegliersi il proprio corso di filosofia di vita in qualche modo

    http://www.larryseyer.com/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=56&Itemid=94
    “Below are some of my teachings from ACIM Gather (a study group for “A Course In Miracles”)”

    In America sono piu abituati a queste cose credo..

    http://en.wikipedia.org/wiki/Helen_Schucman
    Helen Schucman

    non conoscevo tutta questa storia


    #45107

    sephir
    Partecipante

    Ok… si anche io infatti uso due o tre pinze quando si tratta di autodidattismo spirituale… ma in fondo non è mai detto che non ci sia del buono… e in questi campi in fondo vuoi o non vuoi quelle che chiami vie personali, sono una sorta di corso con scelta di letture e incontri apparentemente in shuffle.

    sarebbe interessante sentirne parlare lo stesso wilcock.

    thanks richard.


    #45108

    sephir
    Partecipante

    Tu sei come Dio ti ha creato, e così
    ogni cosa vivente che vedi,
    indipendentemente dall’immagine che
    vedi. Ciò che vedi come malattia,
    dolore, debolezza, sofferenza e perdita,
    non è che la tentazione di percepirti
    indifeso… Non cedere a ciò e vedrai
    ogni dolore, in ogni forma, ovunque
    accada, svanire semplicemente come
    foschia al sole… Scegli di nuovo…
    Ricordando che ogni scelta che fai
    stabilisce la tua identità come la vedrai
    e crederai che sia

    http://www.ucim.it/index2.htm

    in fondo i principi convergono sempre su certi punti.. il problema è applicazione, volontà costanza e fede… tutto insomma! 🙁


    #45109
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    [quote1254845310=sephir]
    Ok… si anche io infatti uso due o tre pinze quando si tratta di autodidattismo spirituale… ma in fondo non è mai detto che non ci sia del buono… e in questi campi in fondo vuoi o non vuoi quelle che chiami vie personali, sono una sorta di corso con scelta di letture e incontri apparentemente in shuffle.

    sarebbe interessante sentirne parlare lo stesso wilcock.

    thanks richard.
    [/quote1254845310]
    Hanno dialogato, Wilcock e Larry, trovando punti in comunque fra le due esperienze in questo ambito
    Quando parlo di prendere con le pinze i corsi, non dico che ci sia il male ovunque, ma che se prendo e scelgo da me diciamo una fonte o piu fonti e ne traggo insegnamenti e una filosofia e lo faccio da solo e' un conto
    un altro e' andare a dei corsi…poi magari ci sono i cialtroni e ci sono dei corsi puliti..


    #45110
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum
    #45111

    sephir
    Partecipante

    ho letto il link richard, molto interessante e illuminante sul concetto di scopo spirituale per arrivare ad un reale mutamento positivo/evolutivo nella propria vita…vedi, quanti nessi! un abbraccio a tutti :amicil:


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