un ponte per….le mafie

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Questo argomento contiene 6 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  paolodegregorio 8 anni, 8 mesi fa.

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  • #130445

    paolodegregorio
    Partecipante

    – un ponte per…. le mafie –
    di Paolo De Gregorio, 15 ottobre 2009

    La questione del ponte sullo stretto di Messina mi evoca immediatamente l’opzione nucleare, in quanto in entrambi i casi viene scelta la strada più costosa, più pericolosa, più irrazionale, più lunga come realizzazione, al posto di scelte non pericolose, praticabili subito, senza impatti ambientali.

    Naturalmente, per quanto riguarda l’energia, parlo del fotovoltaico diffuso, che è in grado di dare, se solo lo si volesse, tutta l’energia di cu abbiamo bisogno, basterebbe incentivarlo come si fa con l’auto, rottamando tra l’altro vecchi impianti a gasolio o a gas e sostituendoli con questa meravigliosa, efficiente fonte rinnovabile.
    La resistenza delle lobby del petrolio e del nucleare crea condizioni per cui tale innovazione energetica non venga fatta, anzi viene ostacolata da norme burocratiche tese a scoraggiare chi vuole cambiare, e non incentivata come buon senso vorrebbe.
    E’ chiaro che se l’opinione pubblica si rendesse conto che il fotovoltaico funziona e ci dà vera energia pulita e non pericolosa, e vedesse questo fatto realizzato in concreto, la follia del ritorno al nucleare sarebbe seppellita per sempre.

    Per il ponte sullo stretto di Messina il discorso è identico: si sceglie la via più assurda perché mette in moto una grande mole di denaro, di appalti, di affari che, in quelle regioni (Calabria e Sicilia), significa ingrassare le due mafie, che poi ricorderanno chi devono votare alle elezioni.
    Se invece usassimo il metro di risolvere i problemi senza offrire opportunità alle mafie, la questione del ponte cadrebbe nel ridicolo, poiché non basta velocizzare il traffico tra Sicilia e Calabria, guadagnando qualche decina di minuti rispetto ai traghetti, ma vi è la questione dell’autostrada Salerno-Reggio, che è un budello impercorribile, la cui modernizzazione richiederebbe spese superiori a quelle per il ponte. L’attuale traffico su questa arteria risulta così intasato che i tempi di percorrenza di un TIR, che dalla Sicilia va al Nord, sono tempi commercialmente inaccettabili.
    La soluzione sono le autostrade del mare, con traghetti pensati solo per il trasporto dei TIR, mezzi superveloci, che possono svuotare facilmente la Salerno-Reggio, che possono collegare in poche ore Palermo con Salerno-Civitavecchia-Livorno-Genova e Catania con Bari-Ancona-Ravenna-Trieste, realizzando così anche il compito di ridimensionare il traffico sulla Adriatica.
    Basta fare uno studio sui volumi di traffico su queste due arterie, e mettere a disposizione un numero di navi adeguato. Per il traffico nei due sensi tra Sicilia e continente il conto sarebbe presto fatto, basterebbe chiedere alle Ferrovie dello Stato quanti biglietti vendono al giorno per traghettare i Tir.

    Sarebbe ora di smetterla di occuparci della vita, più o meno dissoluta, del Cavaliere e contrapporre ai suoi programmi, mafiosi e distruttivi, proposte serie, razionali, praticabili, andando a parlare con le popolazioni interessate e mettendo in piedi un movimento anti-ponte e anti-nucleare, fra la gente dei possibili siti nucleari, fra la gente di Messina e Reggio Calabria, e non dai comodi studi televisivi o dai palazzi del potere.
    Paolo De Gregorio


    #130446

    dian
    Partecipante

    Aggiungo che il nucleare non lo vuole il popolo italiano, ma lo hanno deciso i nostri governanti.
    Non hanno ancora smaltito, anzi non sanno ancora come farlo, le scorie nucleari prodotte nelle centrali italiane quando erano in funzione per quel breve periodo, hanno gestito e gestiscono con la criminalità organizzata lo smaltimento di rifiuti pericolosi, e vengono a parlare di nucleare, che ha più costi che benefici oltre che tutti gli altri aspetti negativi.
    Mi fanno schifo


    #130447

    mandri
    Partecipante

    Ma poi è stato fatto un referendum nel 1987 che non possono ignorare. Il popolo italiano ha espresso chiaramente la sua posizione!!
    Invece adesso arrivano questi “farabutti” che si vogliono proiettare sul nucleare in maniera insensata: in altre nazioni le centrali nucleari cominciano a diminuire in termini di funzionamento, perchè i governanti investono sulle fonti di energia rinnovabili già da qualche anno. Noi, invece, non investiamo sul rinnovabile, ma investiamo su un nucleare che porterà scorie, malcontento tra la popolazione, e un notevole ritardo su investimenti verso il rinnovabile rispetto alle altre nazioni, dato che le prime centrali funzioneranno nel 2015(nella migliore delle ipotesi), e per ritornare al rinnovabile ci vorrà del tempo. Inoltre le tecnologie ci vengono fornite proprio da quelle nazioni che cercano di diminuire la dipendenza dal nucleare, come la Francia per esempio.
    Così non si va avanti…cosa ci sarà mai sotto tutto questo???


    #130448

    Mukunda
    Partecipante

    Se potessi me ne andrei da questo paese, questi scellerati non mi rappresentano !!! Provo solo schifo e una totale repulsione !!! #sich


    #130449

    marì
    Bloccato

    Il Ponte sullo Stretto? Una follia. Rischioso e utile solo per chi lo costruisce
    di Stefano Corradino

    “Una follia senza senso resa ancora più vergognosa dalla morte di 30 persone nel fango di Messina proprio lì dove andrebbero i piloni del ponte”. Così il geologo Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, commenta a caldo la notizia del Ponte sullo Stretto i cui lavori, stando a quanto ha detto il ministro Matteoli, inizieranno nel prossimo mese di dicembre. “Rischioso dal punto di vista sismico e idrogeologico. E quando non è dannoso è inutile. E poi tutti quei soldi dovrebbero essere impiegati per risanare quelle zone, non per coprirle di cemento. ..”

    Tozzi, se domani lei andasse in onda con una tua nuova trasmissione di approfondimento dedicata al Ponte sullo Stretto da dove partirebbe?
    Comincerei ricordando che per andare da Villa San Giovanni a Messina in condizioni normali non si fa nessuna fila e si impiegano i 25 minuti canonici di piacevole traversata.

    D'estate qualche coda in più ci sarà…
    Certo, in particolare nei weekend ma con il Ponte ci sarebbero comunque delle code per il pedaggio.

    lei è un affermato geologo. Dal suo punto di vista di studioso della terra quali rischi vede nel Ponte?

    Geologicamente è un azzardo, ci sono frane a rotta di collo sul versante messinese e peggiori ancora sul fronte calabrese; le famose frane “a scivolamento profondo”, quelle che potrebbero addrittura interessare il pilone di sostegno di Cannitello (una frazione nel Comune di San Giovanni, ndr).

    C'è un rischio sismico?
    C'è ed è elevatissimo; e non sanato, dal momento che nessuno di quei paesi non ha più del 25% di costruzioni antisismiche.

    Ci saranno altri ponti nel mondo nelle stesse condizioni…

    L'unico così lungo e sospeso è l'Akashi, in Giappone. Lungo la metà di quello che dovrebbe sorgere in Italia. Nel '95, in occasione del terremoto di Kobe fu spostato dal luogo in cui doveva essere costruito e la ferrovia che ci doveva passare non ci passa più… Se è stato un problema per i giapponesi non voglio dire cosa potrebbe succedere per noi…

    Una delle giustificazioni a sostegno del Ponte riguarda i benefici economici
    Niente di più falso. Si prevede che questa impresa potrebbe essere remunerativa con 100mila passaggi auto al giorno. Si dimentica forse che oggi, quando va bene, passano 12mila auto, con un calo del 30% delle vetture, del 10% dei mezzi pesanti pesanti e del 20% dei passeggeri. Questo il dato degli ultimi 8 anni. Il numero di centomila auto non sarà mai raggiunto.

    Oltre al Giappone di ponti nel mondo ce ne sono numerosi anche in altri Paesi. Non sono “remunerativi”?
    No, le grandi strutture di questo tipo sono tutte in perdita. Il Golden Gate Bridge perde 31 miloni di dollari l'anno nonostante il pedaggio. Il Canale sotto la Manica è in perdita perchè la gente preferisce risparmiare negli spostamenti e quindi utilizza i mezzi di superficie. Il ponte tra Svezia e Danimarca ha avuto già un intervento pari a un terzo del suo impegno finanziario da parte dello stato, perchè nessun privato riesce a reggere quella concorrenza.

    Allora a chi conviene fare un ponte con queste caratteristiche?

    Solo a chi lo costruisce. Il resto è una spesa per la comunità che se la dovrà gravare attraverso un pedaggio altissimo o l'aumento delle tasse.

    Torniamo per chiudere al punto di partenza. Le preoccupazioni idrogeologiche. Quando si realizza un'opera faraonica come questa, in un'area così delicata, non si fa per prima cosa uno studio preliminare?
    Nella relazione di progetto c'è scritto che quella è una delle zone a maggior rischio idrogeologico d'Italia ma che non è previsto alcuno studio. Incredibile. Un'opera rischiosa, rischiosissima. E inutile. Quei soldi dovrebbero essere impiegati per risanare quelle zone, non per coprirle di cemento.

    corradino@articolo21.info

    http://www.articolo21.info/9097/notizia/il-ponte-sullo-stretto-una-follia-rischioso-e.html

    :ok!:


    #130450

    Spiderman
    Partecipante

    Il ponte sullo stretto è solo un atto di megalomania del nano e un ottimo modo di rimpinguare le casse della mafia. Nel caso di disastro “naturale” causa frane o terremoto, ecco spuntare un altro “buon” motivo per una fila di bare coperte con bandiere tricolori, raccolta fondi (sempre per la mafia) tramite sms, servizi strappalacrime sui TG della scatoletta parlante con in sovraimpressione i numeri di telefono per le offerte e l'immancabile minuto di silenzio su tutti i campi di calcio. Nulla di nuovo all' orizzonte, è la solita “Italiata”.


    #130451
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    Ciao Paolo, qualche anno fa hanno fatto un esperimento, sono partiti parallelamente due mezzi per arrivare dalla Sicilia al Nord…una era via mare e qull'altra via terra….il risultato è ovvio… per via mare è stato più veloce e meno costoso…
    ma qui se la gente non si incazza, non c'è niente da fare…io sono già scappata dalla Polonia per non vivere dentro la continua menzogna, ma rivivo la stessa identica cosa….vivere nel mezzo ai corotti….
    che schiffo!!!!!


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

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