Una ghiandola chiamata GRAAL

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Questo argomento contiene 14 risposte, ha 7 partecipanti, ed è stato aggiornato da  windrunner 9 anni, 9 mesi fa.

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  • #39018

    windrunner
    Partecipante

    Ragazzi io non ne sapevo nulla… ed ora che so voglio condividere con tutti voi… che siano stro… o meno solo il tempo sarà a dirlo… ma sembra reale e dimostrato.
    Ci sono due articoli ed il secondo ad approfondimento del primo…

    DAVVERO INTERESSANTE !
    Ciao ! 🙂

    Articolo 1 (da dove tuttoi è copminciato… 🙂 )

    L'INTUIZIONE
    Tutti noi abbiamo sentito quella storia che racconta come Dio volle nascondere la regalità e l'illuminazione dell'uomo nell'unico posto dove egli non le avrebbe potute trovare. Ma non in fondo agli oceani, ai vulcani, o sulle cime delle montagne più alte, come gli consigliavano dei o angeli a seconda della provenienza di questa favola universale. Dio la nascose dentro all'uomo perché lì era sicuro che lui non l'avrebbe mai cercata.

    Il Graal non soltanto è dentro di noi (e questo sarebbe perfettamente in linea sia con la teoria secondo la quale noi siamo piccoli universi, sia con il postulato “come nel grande così nel piccolo”… Trismegisto docet) ma è un ben preciso organo, anzi una ghiandola: non un simbolo o un archetipo ma un corpuscolo vero, fatto di “materia”.

    LA COPPA dell'ETERNA GIOVINEZZA
    Prima di svelarvi di quale ghiandola si tratti, vi chiedo di seguirmi nel seguente ragionamento. Il graal si dice sia una coppa, però nessuno lo ha mai visto. E' noto, tuttavia, che chi beve dal graal ottiene l'eterna giovinezza, la guarigione da tutte le malattie e l'illuminazione. In definitiva, al di là della sua forma reale, il graal è sicuramente un contenitore che porta in sé un liquido in grado di offrire tali doni a chi lo beve.

    Ma noi abbiamo nel nostro meraviglioso corpo proprio un piccolissimo contenitore dal quale possiamo “bere” un liquido di questa portata. Si tratta della ghiandola pineale, un corpuscolo grande come una lenticchia, a forma di cono (quindi ricorderebbe una minuscola coppa), situata alla base del nostro cervello (quindi dentro di noi come racconta la storia citata all'inizio dell'articolo).
    La ghiandola pineale – o epifisi in gergo scientifico – produce, tra l'altro, la melatonina, un ormone prodigioso le cui caratteristiche sono state scoperte solo di recente ma che ricordano incredibilmente quelle del liquido contenuto nel graal.
    La melatonina viene elaborata dal corpo nel periodo notturno, durante il quale la ghiandola raggiunge il massimo della sua attività. Proprio di notte sappiamo bene che la conoscenza intuitiva e le nostre facoltà più sottili emergono e “si impossessano di noi”.
    (NdR: la nostra melatonina si trova anche e sopra tutto nell'Urina…)
    Descrive Laurence Gardner in “I Signori degli Anelli” (Newton Compton Ed.) “… la melatonina esalta e rafforza il complesso del sistema immunitario del corpo, accresce la produzione di energia fisica alzando il livello di sopportazione della fatica, regola la temperatura interna contribuendo a un'ottimale gestione del sistema cardiovascolare ed è per eccellenza la sostanza antiossidante del corpo, con effetti evidenti sui meccanismi antinvecchiamento e sulla mente, sviluppando facoltà paranormali”.
    Ecco dunque che chi beve le secrezioni contenenti melatonina dalla ghiandola pineale diventa “immortale” (effetto antinvecchiamento e rafforzamento del sistema immunitario) e ottiene “l'illuminazione” (aumento delle facoltà paranormali, dell'intuizione e altro).
    Il piccolo cono, dunque, come la coppa graaliana, elargisce questo succo miracoloso: ma come fare a berlo ?

    Jasmuheen, una dolcissima donna australiana che dal '93 si astiene dal cibo, nei suoi seminari, dove spiega tra l'altro come vivere nutrendosi esclusivamente di “luce liquida”, racconta che è possibile “bere” la divina Amrita, come viene chiamata nella tradizione sanscrita, ovvero la secrezione che scende come una piccola goccia stimolando, con la lingua arrotolata all'indietro, il palato verso l'epiglottide, guarda caso proprio sotto la ghiandola pineale.
    Forse l'Amrita, l'ambrosia degli dei, il nettare divino, non è nient'altro che la secrezione di cui abbiamo parlato, ovvero quella contenente melatonina. Se così fosse, ognuno di noi avrebbe in sé la chiave della longevità e della riscoperta della propria sovranità, e potrebbe accedervi in ogni momento, semplicemente arrotolando al massimo la lingua verso l'epiglottide e aspettando che fuoriesca una piccola goccia che sembra muco.
    Ma proviamo a vedere se nella tradizione graaliana vi sono altre prove che ratifichino tale ipotesi.

    La TORRE
    Nella tradizione graaliana vi sono due simboli che vengono considerati interscambiabili tra loro e “sinonimi” della sacra coppa: la torre e la scala. Tant'è che Dante, iniziato e Gran Maestro del Priorato di Sion, un ordine templare, coinvolto nello studio dell'alchimia e quindi nella ricerca del graal ed esiliato da Firenze, si rifugiò a Verona dal suo amico Cangrande “Della Scala”.

    Il simbolo degli Scaligeri è una scala che si restringe verso l'alto ricordando proprio una torre: sarà un caso ?
    La Scala-Torre, come il graal, è legata a una tradizione che permette il raggiungimento della Vera Luce e dell'Immortalità. Un particolare interessante e inspiegabile è che molte dee, regine e importanti donne legate alla discendenza graaliana portano una torre in testa, come copricapo. Per esempio la dea egizia Serapide reca sul capo il “Gradal”, una sorta di torre, dove viene conservato il “Fuoco Celeste” di Phtah, la scintilla divina incarnata in ogni essere.

    In Francia, a Rennes le Chateaux dove si vocifera sia o sia stato sepolto il graal, vi è la statua di una dea (forse Diana ?) con il capo sormontato da una torre e gli scrittori latini Strabone e Lucano, come viene spiegato in Sulle tracce del graal di Bizzarri e Scurria (Mediterranee) parlano della regione di Rennes Le Chateaux come di una “[…] regione 'lunare' dove un tempio dedicato a Diana di innalzava sopra l'Oppidum Ra, che designa una torre”.

    In egiziano e in ebraico la parola “torre” viene scritta “MGDL” ovvero “Magdal” o “Migdal”, da cui Magdalena, la donna per eccellenza connessa al mito del graal. Karidven, la Dea Bianca e Grande Madre, regina incontrastata degli dei nella tradizione celtica dal V al I millennio a.C., dea della fecondità, della terra, detentrice del calderone che dava l'immortalità (in Bizzarri e Scurria il calderone della tradizione celtica è assimilato al graal) e definita da Apuleio l'omologa di Venere, Diana, Proserpina e Iside, veniva chiamata dai celti anche Rhiannon, ovvero “regina coronata da torre”.

    Karidven significa “porta divina” ed è raffigurata con una scala in testa. Il calderone associato a Karidven-Rhiannon è fonte di inesauribile ricchezza ed eterna giovinezza ed è strettamente legato alla resurrezione del corpo che diventa immortale.

    Forse, questa torre-graal posta sul capo delle regine graaliane sta a indicare che il graal va cercato nel capo ? Insomma potrebbe essere una indicazione di dove cercarlo? Tanto più che la produzione di melatonina da parte dell'epifisi viene stimolata dalla serotonina, una sostanza secreta dalla sottostante ghiandola pituitaria, più nota come ipofisi: quindi un'ulteriore indicazione di un processo chimico che si svolge nel nostro capo.

    Nei Tarocchi, l'arcano chiamato La Torre rappresenta proprio una torre sormontata da una corona (ma le corone non si mettono in testa ?), che viene colpita a metà della sua altezza da un fulmine e si spezza, mentre dal cielo piove manna, ovvero l'alimento divino. L'immagine ricorda in modo raccapricciante quella dell'aereo che si schianta contro la prima torre di Manhattan il 9 settembre 2001, divulgata dalla BBC ed entrata ormai nel nostro immaginario collettivo: il fulmine che colpisce la torre dei tarocchi spezzandola è proprio alla stessa altezza del lampo di luce provocato dall'aereo in collisione.

    La carta seguente a La Torre è chiamata Le Stelle e, nella serie di Alesteir Crowley, Gran Maestro rosacrociano, raffigura una donna con due coppe in mano. Potrebbe indicare che una donna scopre la seconda coppa, ovvero il piccolo graal inserito nel nostro capo il cui doppio esterno (“come nel grande così nel piccolo”) è sepolto in qualche luogo in Europa ? Non è singolare che questa intuizione sul graal sia venuta a una donna (io) all'indomani della caduta della torre, esattamente come sembrano descrivere i Tarocchi ?

    La manna che scende dalla torre potrebbe indicare la divina Amrita contenuta nella ghiandola pineale ?
    La Torre viene chiamata la Casa di Dio ed è collegata (come spiegato in Gardner, op.cit.) alla linea femminile di discendenza del graal. Ma perché linea femminile ?

    IL GRAAL, IL VENTRE E IL SANGREAL
    Parlando di graal viene in mente immediatamente un classico della letteratura sul tema, amato o odiato ma sicuramente letto da moltissimi ricercatori: il celeberrimo Il Santo Graal, di Baigent, Leigh e Lincoln (Oscar Mondadori). In quell'appassionante ricerca si ipotizzava che il Graal, anzi il Sangraal usando il nome per esteso, fosse in realtà la contrazione di Sangréal, il sangue reale, l'erede messianico partorito da Maddalena e figlio di Gesù suo marito: quindi il Sangréal diventava la discendenza messianica e per traslato il ventre della Maddalena.

    Il legame tra ventre e graal si può conservare in maniera convincente anche nella teoria della ghiandola pineale. In Gardner si legge infatti che il mestruo femminile, in particolare quello delle regine della “discendenza graaliana”, era ed è ricchissimo di secrezioni a base di melatonina e serotonina, tant'è vero che si trovava sulle mense reali in diluizione. Sembra che alla base del rito cristiano della coppa contente il sangue di Cristo con cui si celebra l'eucaristia, e anche alla base del mito del vampiro che bevendo sangue mantiene la sua immortalità, ci sarebbe proprio il mestruo femminile con il suo altissimo contenuto di secrezioni endocrine.

    Tra l'altro Gardner spiega egregiamente come la parola vampiro derivi da “oupire”, ovvero “essere superiore” da greco “uper” che significa “sopra”. Inoltre quando le donne erano ancora tali e vivevano in sintonia con Madre Terra, avevano il ciclo mestruale tutte insieme, durante la luna piena (le tribù native considerano le donne mestruate come esseri divini ed esse, durante il ciclo, si ritirano tutte insieme per qualche giorno a compiere riti di pruficazione).

    Anche in questo caso, dunque, la presenza di melatonina è connessa all'influenza della luna. Tali secrezioni sono anche presenti nei fluidi prodotti dal “grembo” delle donne particolarmente eccitate (nella tradizione fatata, spiega Gardner, le principesse risvegliate dal bacio del principe producono la divina Amrita).

    Nell'un caso e nell'altro si associa il liquido dell'immortalità al ventre femminile, dove viene prodotto sia il sangue mestruale (sangréal) sia il fluido che precede l'atto d'amore. Ecco dunque perché il graal inteso come coppa da cui bere il nettare dell'immortalità è stato legato al sangue e al ventre femminile.

    Oggi, però, sappiamo che melatonina e serotonina sono prodotte autonomamente da ogni individuo sano all'interno del suo capo, dall'epifisi e dall'ipofisi, ghiandole poste all'interno della massa cerebrale ma indipendenti da essa. Ognuno di noi, quindi, con un semplice allungamento del muscolo sublinguale, può “bere” dal graal la secrezione che dà immortalità (rallenta l'invecchiamento) e illuminazione, senza bisogno di andare nei Pirenei o in Provenza a cercare la vera coppa.

    Un'ultima chicca. Ormai siamo lanciatissimi in questo gioco di specchi e rimandi così affascinante da poterci permettere un'ulteriore scoperta. L'arcano che segue Le stelle è La Luna. Aleister Crowley, questo personaggio misterioso e legatissimo alla ricerca del graal (il quale si dice abbia “ricevuto” la visione dei tarocchi a lui intitolati durante una meditazione e li abbia poi descritti alla pittrice che li realizzò), nella sua Luna non indica nessun corpo celeste luminoso e bianco.

    La Luna di Crowley è composta da 2 torri parallele molto stilizzate che sembrano sostenere al centro tra loro, in alto, una sfera dalla quale scendono piccole fiammelle che si immettono in un'altra sfera sottostante, più piccola, dalla quale si irradia una luce.

    L'immagine ricorda in maniera stilizzata, un cervello in sezione visto dall'alto, con le torri che formano i due emisferi cerebrali, la ghiandola pituitaria, più grande, in alto, ovvero verso il naso in sezione, la ghiandola pineale più piccola in basso verso la nuca. Le fiammelle potrebbero indicare la serotonina prodotta dalla pituitaria, che immettendosi nella pineale stimola la produzione di melatonina, la quale fa “brillare” la sfera più piccola.
    By Alessandra Devana D'Elia

    Fonte: http://www.auraweb.it/articolo_benavere.asp?cid=17&aid=168

    Approfondimento per chi fosse interessato a “bere il nettare degli dei”…


    Il termine composto Khechari Mudra significa chiusura della lingua, una posizione particolare di questo muscolo, che rivolto verso l'interno solletica la parte molle del palato, attraverso un movimento ritmico e continuo. E' interessante annotare come nella tradizione induista rivolgere all'interno della gola la lingua, è un segno di devozione a Ganesh, la divinità con la testa di elefante. Ed è proprio in relazione alla testa, e con maggior precisione a della ghiandole che in essa si trovano, che tale mudra acquisisce di significato. Ganesh è una divinità antropomorfa, che proprio nella “diversità” della testa trova la propria peculiarità esteriore, e attraverso questo mudra è in tale zona che andiamo ad operare, alla ricerca di un cambiamento interiore.

    Nella sua veste operativa Il Khechari Murdra rappresenta un connubio di due tecniche, l'una riconducibile al Tantra e l'altra all'Hatha-Yoga, che sfociano in una pratica autoerotica molto particolare. In questo mudra la lingua non rivolge la propria punta verso l’esterno, ma verso la parte molle del palato venendo sospinta nella regione naso-faringea, e attraverso una stretta coordinazione con il respiro la stimola. Attraverso una pratica giornaliera, non indolore, possiamo vedere come la lingua acquisiste maggior capacità di estensione e articolazione.

    La lingua è l'estremità del caduceo interno, un canale di energia, come il pene, e attraverso di essa l'energia viene indirizzata, oppure in essa trova un ponte per irrorare direttamente una specifica zona corporea. Inoltre il Khechari mudra porta alla chiusura dello sfintere anale, attuando nei fatti una chiusura ermetica.

    Se la lingua è il pene, la zona molle del palato è la vagina che riceve adeguato stimolo, e fecondazione: la coda del serpente alchemico si raccoglie nella testa del serpente, chiudendo il cerchio e rendendolo sacro.

    Fondamento di questa pratica è quello di stimolare le ghiandole poste nella regione cervicale, e direttamente corrispondenti a tale posizione, in modo da aumentare la produzione di determinate sostanze chimiche, in grado di agevolarci nella percezione delle realtà sottili. Nella base del cranio, e più precisamente nella sella turcica dell'osso sfenoide è collacata l'ipofisi, o pituitaria, che stimola la produzione di spermatozooi nell’uomo, e nella donna la maturazione dei follicoli. Questa ghiandola è centro di regolazione della vita endocrina e secerne l'ormone somatotropo, la prolattina, l'ormone adenocorticotropo, l'ormone tireostimolante, e altri. Oltre all'ipofisi, abbiamo, annessa all'encefalo, un'altra ghiandola a secrezione interna: la pineale, che in alcune culture misteriche veniva strappata a coloro ai sacrificati alla divinità e assorbita dai sacerdoti, per divinare il futuro, o entrare in stati alterati di coscienza. Tali ghiandole rappresentano la radice energetica, il ponticello, posto fra il corpo fisico, la mente e l'anima, assieme alle ghiandole sessuli, trasmutano le energie grossolane, in energie sottili; ponendole a disposizione della volontà e il genio dell'operatore. In parche parole sono intimamente collegate alle ruote superiori.

    Edè proprio la pineale a sostenere direttamente la stimolazione del massaggio orale, provocando il secernimento, non immediato, di un particolare nettare che contiene la serotonina, precursore delle endorfine: la sostanza psicotropica prodotta dal corpo umano. Si constata, infatti, che uno degli effetti riconducibili a questa pratica, risulta focalizzarsi nella dilatazioni delle percezioni, e in un maggior ricordo dell’attività onirica fin dalle prime sedute: portandoci a navigare nello spazio del nostro mondo interiore.

    Inoltre attraverso il Khechari Mudra riusciamo ad arrestare la cantilena della mente, il chiacchiericcio interiore, e ci induciamo in uno stato di rilassamento e di abbandono.

    Presupposto: Attraverso determinate pratiche sollecitiamo coscientemente dei cambiamenti del nostro stato coscienziale e conoscenziale. Il corpo umano è il Tempio Sacro di cui noi siamo l'unico sacerdote.

    Corollario: Di niente abbiamo necessità che sia posto oltre noi stessi.

    Localizzazione:
    Nella cavità retrostante il palato vi sono la ghiandola pineale e la ghiandola pituitaria. Che secernano importanti sostanze regolatrici del sistema endocrino.

    Tecnica:
    Chiudere la bocca, portare all'indietro la lingua il più possibile, e per più tempo possibile, massaggiando ritmicamente la parte molle del palato. Fino ad ottenere una secrezione dolciastra, chiamata nettare degli dei. Negli stati avanzati della pratica possiamo raggiungere uno stato di alterazione della percezione. Sospendere la pratica se si avverte una secrezione amara.


    #39019

    iniziato
    Partecipante

    ci hai provato ? 😕


    #39020

    mudilas
    Partecipante

    Bhe, è stato già pubblicato ma… wind, non faticherai a mettere in relazione questi:
    [link=hyperlink url][youtube=425,344]04fnDGyXVxM[/link]

    [link=hyperlink url][youtube=425,344]aWnBW0DU-dc[/link]


    #39021

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221225716=iniziato]
    ci hai provato ? 😕
    [/quote1221225716]

    Comincio da oggi (visto che l'ho scoperto oggi !!! 😉 )

    Tu hai mai provato? Oppure cominci con me ? 😉

    Ciao !!! 🙂


    #39022

    windrunner
    Partecipante

    [quote1221225768=mudilas]
    Bhe, è stato già pubblicato ma… wind, non faticherai a mettere in relazione questi:

    […]
    [/quote1221225768]

    Praticamente conferme su conferme… sai cosa penso Mudilas?
    Che anche se ben occultate… ora sta venendo tutto fuori… tutto… e come possiamo definire tutto questo se non la vittoria della Luce sulle tenebre?

    Ciao !!! 🙂


    #39023

    Analfabeta
    Partecipante

    Preannuncio che non mi fido dei farmaci, per questo ho un mal di gola che mi porto avanti da parecchi mesi sperando che passi da solo hahaha

    Il dolore prende le gengive in fondo alla bocca, il palato e tutta la gola, per alleviare il dolore passo spesso la lingua su la parte del palato indicato per lunghi periodi, subito dopo il “massaggio” quando la lingua torna alla posizione naturale, sento uno strano sapore amaro ai lati della lingua!
    Forse è il caso che prenda qualcosa per la gola :si:

    Come mai se si sente il sapore amaro è consigliato smettere?


    #39024

    iniziato
    Partecipante

    probabilmente nella tua dieta vi sono troppi cereali raffinati.


    #39025

    Analfabeta
    Partecipante

    Mangio pasta praticamente tutti i giorni! Quel sapore amaro è dovuto alla dieta? e cosa comporta?

    Scusa l'ignoranza :denten:


    #39026

    iniziato
    Partecipante

    il sapore amaro penso possa essere dovuto al fegato che non ce la fa più con il lavoro che gli procuri giornalmente… :hihi:


    #39027

    Analfabeta
    Partecipante

    Questo è molto probabile 😀
    Effettivamente dovrei lavorare un pò sulla mia alimentazione prima di pensare alla mia evoluzione spirituale !lol


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