Vaccinazioni pediatriche

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Questo argomento contiene 234 risposte, ha 27 partecipanti, ed è stato aggiornato da  meskalito 9 anni, 5 mesi fa.

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  • #53522

    meskalito
    Partecipante

    Grazie al buon Quantico siamo tutti abbastanza informazti sull'argomento che tocca quei gioielli che sono i nostri bambini,pensavo di proporvi un articolo scritto su comedonchisciotte qualche giorno fà che riassume un pò quelle che sono le evidenze scientifiche divulgate dal dottore Heinrich Kremer di cui vi consiglio i libri.

    NUOVE CONOSCENZE SUL SISTEMA IMMUNITARIO
    Postato il Martedi 23 Dicembre 2008 (4:06) di carlo

    Medicina DI LINO ROSSI
    ComeDonChisciotte

    Riporto alcuni stralci della conferenza che il Dr. Heinrich Kremer tenne il 18 febbraio 2001 a Povo di Trento e l’8 aprile dello stesso anno a Rimini (8).

    Da quella conferenza emersero questi fatti:

    1. il rapporto danni/vantaggi della vaccinazione pediatrica di massa è enorme perché i danni sono innumerevoli e pesantissimi, sia a breve che a lungo termine, ed i vantaggi sono pressoché nulli;
    2. la determinazione della causa dell’AIDS è completamente sbagliata; di conseguenza è completamente sbagliata anche la terapia, al punto che è proprio la terapia la principale causa di morte;
    3. la determinazione della causa dei tumori è completamente sbagliata; di conseguenza è completamente sbagliata anche la terapia; “È noto infatti, da ricerche che sono durate anni all'istituto di ricerca oncologica in Germania, che i malati di tumori che vengono sottoposti ai normali cicli convenzionali terapeutici hanno un'aspettativa di vita media di soli 3,5 anni; i pazienti, invece, sempre affetti da cancro, ma che non vengono sottoposti né a chemioterapia né a radioterapia (ma comunque a nessun tipo di terapia convenzionale e non) hanno una sopravvivenza media di 12 anni.”

    Ovviamente, una volta determinate le cause corrette delle malattie, è banale individuare le corrette terapie, come effettivamente avviene per coloro che non hanno ceduto alla tentazione di avere fede in big-pharma e nei suoi bracci armati: il SSN e l’ordine dei medici. Big-pharma infatti lucra sulle nostre malattie; guai per loro se fossimo in salute.

    Da allora né si è avviato un serio approfondimento scientifico delle tematiche proposte, né si è cambiato qualcosa nella pratica clinica. La tecnica di Goebbels risulta sempre vincente.

    Gran parte dei guai nei quali incorriamo sono determinati da pessima alimentazione, pessima medicina e pessimo stile di vita. Le vecchie terapie disintossicanti, abbinate ad una alimentazione crudista, soddisfano il requisito fondamentale dell’equilibrio tra immunità cellulare e risposta anticorpale.

    La nostra vita è come un fiume. L’argine destro è l’immunità cellulare mentre quello sinistro è la risposta anticorpale. Quando l’argine destro cede si assiste inevitabilmente agli straripamenti; la medicina vera lo rimette in sesto, mentre quella di big-pharma risolve il problema bombardando tutto il territorio con bombe atomiche (radioterapie) e bombe chimiche (chemioterapie). In effetti al cospetto delle bombe che piovono dal cielo le esondazioni sono un problema “minore”. Se non fossimo indottrinati dai media, pagati da noi stessi, questo scandalo sarebbe già risolto da un bel pezzo.

    Lino Rossi

    pag. 13

    Sistema Immunitario

    Il sistema immunitario (S.I.) dell'uomo adotta due tipologie di strategie nei confronti delle sostanze estranee. Una cosiddetta del tipo 1 e l'altra del tipo 2.

    La prima (tipo 1), quella più antica, è espressa dalle cellule immunitarie T o linfociti T (1) ed è altamente specializzata per difendersi da virus, batteri intracellulari e protozoi (o protisti) che si insediano prevalentemente all'interno delle cellule umane (infezioni intracellulari). L'”arma”, che le cellule T utilizzano per eliminare le cellule infettate, è il monossido di azoto (NO): un gas molto diffusibile e particolarmente reattivo, che riesce ad oltrepassare la membrana cellulare e, una volta penetrato all'interno, altera la catena di respirazione dei mitocondri, gli organelli che producono l'energia necessaria per la sopravvivenza e l'equilibrio della cellula stessa.

    Dato che il gas NO è particolarmente reattivo (tossico) vi è nell'organismo un delicato equilibrio tra questo gas e le sostanze antiossidanti che devono neutralizzarlo rendendolo così innocuo per le cellule che lo producono.

    Nel corso dell'evoluzione, a partire dai vertebrati, comparve una nuova classe di patogeni: i vermi. I vermi sono, in genere, di dimensioni molto più grandi dei parassiti fino ad allora conosciuti ed il sistema immunitario delle cellule T non era in grado di rispondere efficacemente contro agenti microbici della dimensione dei vermi. Si è sviluppata così l'altra strategia di difesa (tipo 2). Attraverso gli anticorpi prodotti dalle cellule immunitarie B o linfociti B (2). Le cellule B reagiscono a sostanze estranee di grandi dimensioni e alle sostanze tossiche (risposta anticorpale). Per esempio, i vaccini che non contengono virus vivi attenuati (come l'antitetanica e l'antipolio Salk), stimolano una risposta anticorpale; mentre i vaccini a virus vivi (come l'antipolio Sabin e l'antimorbillo) stimolano le cellule T per una maggior produzione del gas NO quindi un'intensificazione dell'immunità contro patogeni intracellulari.

    I due tipi di meccanismi di difesa (tipo 1 e tipo 2) del sistema immunitario interagiscono profondamente e il corretto funzionamento dipende da questo delicato equilibrio tra immunità cellulare e risposta anticorpale.

    Se vi fosse, ad esempio, uno sbilanciamento verso il tipo 1, a sfavore quindi dell'immunità anticorpale (tipo 2), vi sarebbe il rischio di contrarre malattie auto-immunitarie; mentre, uno sbilanciamento verso il tipo 2 (un maggior numero di anticorpi in conseguenza ad una risposta anticorpale eccessiva) vi sarebbe un maggior rischio di malattie di tipo allergico.

    pag. 23

    Dal 1986, da ricerche fatte su cavie, e dal 1991 si ha la conferma anche per l'uomo, è stato scoperto che esistono due sottogruppi di cellule T che sono note con la sigla CD4. Le cellule CD4 hanno un ruolo decisivo nell'AIDS: i cosiddetti HIV positivo hanno un livello molto basso, insufficiente, di cellule CD4. Nel campo della ricerca dell'AIDS, prima del 1991, non era noto il fatto che le cellule CD4 sono differenziate in due gruppi.

    Un gruppo di queste cellule CD4 è quello preposto a generare il monossido di azoto (NO), mentre il secondo gruppo di cellule CD4 non genera monossido di azoto, ma è preposto a stimolare la produzione di anticorpi attraverso la stimolazione delle cellule B (linfociti B). Per questo tipo di cellule denominate Th2 (linfociti T helper 2) si ha una diffusione dal sangue verso il midollo osseo. Questo è anche alla base dell'errore tragico della medicina dell'AIDS, e cioè si riteneva, e si ritiene tuttora, che il livello di cellule CD4 fosse basso perché erano distrutte da un virus. La verità è completamente diversa. I cosiddetti HIV positivi hanno un livello molto elevato di cellule CD4 del secondo tipo.

    Questo è anche un motivo per cui le cellule del primo tipo è basso e quindi risulta abbassata anche la produzione di NO. Questo spiega anche il perché queste persone, che hanno un livello molto basso di cellule CD4 del tipo 1, non producono a sufficienza NO e non sono perciò in grado di eliminare dalle cellule infettate qualsiasi agente patogeno, sia esso virus o parassiti (specie funghi). Questo vale anche per i micobatteri che sono gli agenti patogeni responsabili della tubercolosi che s'insediano all'interno delle cellule (patogeno intracellulare). E così si spiega anche il perché delle cosiddette infezioni opportunistiche che sono tipicamente associate all'AIDS; mentre, sorprendentemente, i malati di AIDS hanno, raramente, infezioni di origine batterica (esclusi i batteri intracellulari) proprio perché hanno una buona produzione di anticorpi. Il problema, in questo caso, è la mancanza dell'equilibrio fra cellule CD4 del tipo 1 e cellule CD4 del tipo 2: molto basso il livello di cellule CD4 del tipo 1 ed elevato il livello di cellule CD4 del tipo 2.

    La risposta di tipo 1 o 2 dipende direttamente dal livello di glutatione (3) all'interno delle cellule che presentano l'antigene (dendritiche, linfociti B e macrofagi) (4).

    Il Glutatione è il principale antiossidante cellulare contenente zolfo. In tutti quelli in cui il test per l'HIV da esito positivo, si evidenzia un calo massiccio del livello di glutatione (5). Da dove deriva questo calo di glutatione?

    Il calo di glutatione è direttamente associato ad un eccessivo stress ossidativo delle cellule (ridotto apporto di antiossidanti con la dieta e uso di sostanze ossidanti come le droghe).

    Un eccessivo stress ossidativo porta ad uno sbilanciamento immunitario verso il tipo 2 (eccessivo livello di anticorpi e ridotta produzione di NO citotossico). Le cellule ossidate o muoiono o producono proteine dello stress e rigenerative.

    Robert Gallo e Luc Montagnier videro, nelle loro colture cellulari (in esperimenti relativi a malati di AIDS) dei fenomeni dovuti all'eccessiva ossidazione e li scambiarono per un retrovirus, l'HIV. Le cellule ossidate possiedono un livello di glutatione ridotto (in termini di reazioni redox) molto basso, e come conseguenza viene inibita la produzione del monossido di azoto citotossico e molte cellule T muoiono. Nella teoria ufficiale HIV/AIDS la morte delle cellule T veniva imputata al retrovirus HIV.

    E' noto, dall'inizio degli anni novanta, che allo stress ossidativo non contribuiscono solo i radicali liberi dell'ossigeno (che devono essere ridotti tramite il glutatione), ma anche i radicali di azoto (che si formano dal gas di azoto). La presenza di radicali di ossigeno, di azoto e di altri ossidanti in genere, evidentemente, influisce sulla catena di respirazione della cellula.

    Quando si verifica uno spostamento eccessivo verso le cellule di tipo 2, non sono coinvolti solamente gli anticorpi ma anche delle sostanze messaggero, molto importanti per la comunicazione, che sono le citochine.

    Oggi si sa che questa dicotomia (cioè questi due tipi di cellule immunitarie T) non vale solamente per le cellule immunitarie; infatti sono solamente un caso specifico. Ai due tipi di cellule CD4 corrispondono anche due configurazioni diverse di queste proteine messaggero addette alla comunicazione: le citochine. Infine, si può considerare un mito la capacità del sistema immunitario di distinguere ciò che è proprio da ciò che è estraneo (esterno).

    pag. 48

    Per un gran numero di tumori è ormai stato documentato e dimostrato che essi si sviluppano con una configurazione di citochine del tipo 2.

    Questo non sorprende affatto considerato che le cellule tumorali non sono altro che una regressione verso uno stadio embrionale precoce. Le cellule tumorali acquisiscono delle caratteristiche che sono identiche a quelle delle cellule umane per un periodo molto breve: una o due settimane dopo l'inseminazione. Anche le cellule embrionali nella placenta presentano questa configurazione del tipo 2. Non sorprende quindi affatto che le cellule tumorali hanno questo stato del tipo 2. Questo ha ovviamente delle conseguenze, anche pesanti, per tutte le terapie contro il cancro come la chemioterapia. È noto infatti, da ricerche che sono durate anni all'istituto di ricerca oncologica in Germania, che i malati di tumori che vengono sottoposti ai normali cicli convenzionali terapeutici hanno un'aspettativa di vita media di soli 3,5 anni; i pazienti, invece, sempre affetti da cancro, ma che non vengono sottoposti né a chemioterapia né a radioterapia (ma comunque a nessun tipo di terapia convenzionale e non) hanno una sopravvivenza media di 12 anni.

    pag. 73

    Come è possibile intervenire per compensare questi processi che portano agli squilibri? Innanzitutto è possibile intervenire a compensare stimolando la sintesi delle citochine tipo 1; effetto che può essere ottenuto con la somministrazione di dosi massicce di cisteina (6) (un amminoacido particolare perché contiene zolfo), sostanza naturale sintetizzata (prodotta) dal metabolismo stesso partendo dalla base metionina (sempre un amminoacido contenente zolfo). Negli immunosoppressi, malati di AIDS o chi e affetto da tumore, si somministrano da 3 a 10 grammi (non mg) al giorno. La cisteina è anche un componente di base per il glutatione: responsabile del 90% del lavoro antiossidante di compensazione dello stress ossidativo, a livello mitocondriale.

    Nei casi acuti con sintomi clinici, come AIDS, polmoniti ecc., in casi cioè di emergenza, viene somministrato glutatione per via endovenosa, da 2 a 6 settimane, 600 milligrammi (mg) endovena al giorno.

    Un altro intervento molto importante è quello del miglioramento del bilancio acido basico dei reni e del metabolismo a livello intestinale. Qui si prevede una somministrazione della glutamina (7) (importante per le cellule cerebrali, per l'approvvigionamento energetico), e quando la catena di respirazione dei mitocondri non funziona perfettamente la glutamina può essere un veicolo per la produzione energetica tramite ossidazione. In particolare, nell'intestino tenue, la glutamina è la principale fonte energetica. Perciò è molto rara anche l'incidenza di carcinomi nell'intestino tenue, contrariamente invece dell'intestino crasso, proprio perché l'intestino tenue provvede al proprio approvvigionamento energetico soprattutto attraverso la glutamina. Questo fatto non era compreso fino a poco tempo fa.

    La glutamina può essere sintetizzata a livello epatico (nel fegato) solamente se vi sono sufficienti riserve di cisteina.

    Mentre invece, nei pazienti affetti da cancro vi è un abbassamento sensibile di entrambi i livelli, sia della glutamina che della cisteina. Determinati processi provocano un maggiore dispendio di proteine a livello di muscolatura perché le proteine muscolari vengono trasformate in glucosio ad uso delle cellule tumorali, e quando per decenni questi pazienti perdevano peso, anche rapidamente, non si faceva altro che somministrare infusioni di proteine. Queste proteine venivano praticamente riespulse in forma di urea. Il glucosio invece, ricavato da queste proteine somministrate per via endovenosa, veniva direttamente utilizzato dalle cellule tumorali. Dalla metà degli anni novanta, quando finalmente si è capito quali sono le dinamiche in gioco: cosa centra il sistema immunitario, il glutatione, la glutamina, la cisteina, il ruolo del monossido di azoto, nei pazienti con immunosoppressione a livello cellulare (affetti da tumore e anche da sepsi), si sono ottenuti dei successi anche abbastanza sorprendenti somministrando dosi massicce di cisteina e di glutatione a livello endovenoso. Anche contro la cachessia dei malati di tumore, che fino a quel momento, veniva considerata inguaribile. Lo stesso vale per la cachessia dei pazienti malati di AIDS che anch'essa era considerata non guaribile fino a tre anni fa.

    È chiaro quindi, quanto sia veramente importante avere compreso la dinamica della biologia cellulare.

    1. I linfociti nel sangue costituiscono dal 20 al 40% dei globuli bianchi (o leucociti ). T (linfociti) deriva da Timo, la ghiandola situata dietro lo sterno dove maturano questi linfociti. I linfociti T si differenziano per i diversi antigeni di membrana in CD4 (helper) e CD8 (suppressor). Vedremo poi che i linfociti helper (CD4), a loro volta, si differenziano in tipo 1 (Th1) e tipo 2 (Th2).
    2. B (linfociti) deriva, secondo gli autori anglosassoni, da Bone marrow (midollo osseo); secondo gli autori italiani da Borsa di Fabrizio, la struttura che negli uccelli produce la differenziazione e maturazione dei linfociti B.
    3. Glutatione. Tripeptide solforato, formato da tre amminoacidi: l'acido glutammico, la cisteina e la glicina. È il principale antiossidante cellulare, necessario per neutralizzare i radicali liberi.
    4. Peterson J. D, Herzenberg L.A. et al. Glutathione levels in antigen-presenting cells modulate Th1 versus Th2 response patterns. Proc. Natl. Acad. Sci USA vol. 95, pp. 3071-76, March 1998.
    5. Buhl R. et al. Systemic glutathione deficiency in symptom-free hiv sieropositive individuals. The Lancet December 2, 1989.
    6. Cisteina. Amminoacido solforato, che si ossida facilmente all'aria dando origine alla cistina. La corteccia surrenale è ricca di cisteina.
    7. Glutamina. Monoamine dell'acido glutammico, derivato dalla reazione dell'acido glutammico con l'ammoniaca. La glutamina, facilmente assimilabile dall'organismo, si ritrasforma nell'acido glutammico nel tessuto nervoso.
    8. http://digilander.libero.it/controinfoaids/zip/atti_Kremer.zip

    Lino Rossi
    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=5384
    22.12.2008

    :K:


    #53523
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    mesk se quest'articolo non è presente su AG, ricordamelo che domani sera o massimo il 26 lo mettiamo in Prima Pagina 🙂


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #53524

    meskalito
    Partecipante

    Bene pasgal, 🙂


    #53525

    skyligth
    Partecipante

    Indian J Med Res. 2008 Oct;128(4):383-411. Links
    A comprehensive review of mercury provoked autism.Geier DA, King PG, Sykes LK, Geier MR.
    The Institute of Chronic Illnesses, Silver Spring, MD, USA.

    Emerging evidence supports the theory that some autism spectrum disorders (ASDs) may result from a combination of genetic/biochemical susceptibility, specifically a reduced ability to excrete mercury (Hg), and exposure to Hg at critical developmental periods. Elemental/inorganic Hg is released into the air/water where it becomes methylated and accumulates in animal tissues. The US population is primarily exposed to methyl-Hg by fish consumption. In addition, many pharmaceuticals have been, and some continue to be, a ubiquitous source of danger because they contain mercurials. Mercurials may be found in drugs for the eye, ear, nose, throat, and skin; in bleaching creams; as preservatives in cosmetics, tooth pastes, lens solutions, vaccines, allergy test and immunotherapy solutions; in antiseptics, disinfectants, and contraceptives; in fungicides and herbicides; in dental fillings and thermometers; and many other products. Hg has been found to cause immune, sensory, neurological, motor, and behavioural dysfunctions similar to traits defining/associated with ASDs, and that these similarities extend to neuroanatomy, neurotransmitters, and biochemistry. Furthermore, a review of molecular mechanisms indicates that Hg exposure can induce death, disorganization and/or damage to selected neurons in the brain similar to that seen in recent ASD brain pathology studies, and this alteration may likely produce the symptoms by which ASDs are diagnosed. Finally, a review of treatments suggests that ASD patients who undergo protocols to reduce Hg and/or its effects show significant clinical improvements in some cases. In conclusion, the overwhelming preponderance of the evidence favours acceptance that Hg exposure is capable of causing some ASDs.


    #53526

    skyligth
    Partecipante

    MERCURY, VACCINES, AND AUTISM, REVISITED
    Ellen K. Silbergeld, PhD

    Ellen K. Silbergeld is with the Department of Environmental Health Sciences, Bloomberg School of Public Health, Johns Hopkins University, Baltimore, MD.

    Correspondence: Requests for reprints should be sent to Professor Ellen K. Silbergeld, PhD, Johns Hopkins University, Bloomberg School of Public Health, Department of Environmental Health Sciences, 615 N Wolfe St, Baltimore, MD 21205 (e-mail: esilberg@jhsph.edu).

    Baker’s recent article1 presented fascinating insights and perspectives on the intertwined stories of mercury, vaccines, and autism. As a researcher in mercury with some involvement in the autism issue (as a participant in expert committees for the National Institutes of Health, the National Research Council, and the Environmental Protection Agency [EPA] as well as an invited reviewer of a proposed clinical trial of mercury chelation in autism), I would like to offer some additions to an excellent article.

    First, it is not entirely correct to suggest that there is no medical knowledge of the potential hazards associated with thimerosal apart from a convergence with the history of knowledge about methyl mercury. Baker omits the separate (but convergent) history of toxicities associated with thimerosal in topical medicines, such as contact lens solution, eye drops, and other products. The literature on this history (first reviewed in 19812) prompted restrictions on the use of thimerosal in these products by the Food and Drug Administration (FDA) in 1998.

    Second, most methyl mercury exposure occurs because of the consumption of fish that has been exposed to environmental biomethylation. Methyl mercury has not been used in paints or pesticides; the organomercurials that have been used in these products are methoxy ethyl mercury chloride and phenyl mercury compounds.3

    Third, although there is experimental evidence that ethylmercury behaves differently from methyl mercury in terms of toxicokinetics,4 it appears to have qualitatively similar effects on the nervous and immune systems.5.6

    Finally, an additional force for convergence not mentioned by Baker is the coincidence of the increasing number of early childhood vaccinations with the increasing knowledge of low-level organomercury toxicity.

    Although Baker’s article is informative, I read history somewhat differently. I believe it illustrates an additional lesson not noted in the article: much trouble could have been avoided if the FDA had made a prudent decision early in the controversy to reduce infant exposures to mercury compounds by removing thimerosal from medications. Such a decision should have been made at least by 1997, when the EPA issued its report to Congress on mercury.7

    This path would have emulated the voluntary cessation of lead soldering in food cans, which the FDA encouraged and the food industry undertook in the early 1970s without a prolonged debate on whether this specific use was associated with specific neurotoxic outcomes in children. To quote my former mentor J. Julian Chisolm, “one should not shy from introducing interim measures” even if they are partial.8 Mercury, like lead, is a chronic and accumulative toxin, and reductions in any source have a public health benefit. No discussion of specific associations with autism would have been necessary, and much heartache could have been avoided. The increased suspicion of the public toward the biomedical profession, the drug industry, and the regulatory community could have been avoided as well.

    Moreover, the intensity of the advocacy response, particularly by parents of children with autism, should be seen in the context of the lack of attention to preventable risk factors for autism, which is clearly not a genetically determined disease although genetic susceptibility may play an important role in modulating response to acquired risks In this sense, mercury may be seen as symbolic of the importance of environmental risk factors (defined broadly and not just chemically) as well as of the lack of a research agenda at the national level for autism despite its status as a major neurodevelopmental disorder of children.

    Accepted for publication March 4, 2008.

    References

    1. Baker JP. Mercury, vaccines, and autism: one controversy, three histories. Am J. Public Health. 2008; 98:244–253.[Abstract/Free Full Text]

    2. Fisher AA. Allergic reactions to merthiolate (thimerosal). Cutis. 1981;27:580–587.[ISI][Medline]

    3. Risher JF, Murray HE, Prince GR. Organic mercury compounds: human exposure and its relevance to public health. Toxicol Ind Health. 2002;18:109–160.[Abstract/Free Full Text]

    4. Clarkson TW, Vyas JB, Ballatori N. Mechanisms of mercury disposition in the body. Am J Ind Med. 2007;50:757–764.[CrossRef][ISI][Medline]

    5. Havarinasab S, Haggqvist B, Bjorn E, Pollard KM, Hultman P. Immunosuppressive and autoimmune effects of thimerosal in mice. Toxicol Appl Pharmacol. 2007;204:109–121.

    6. Hornig M, Chian D, Lipkin WI. Neurotoxic effects of postnatal thimerosal are mouse strain dependent. Mol Psychiatry. 2004;9:833–845.[CrossRef][ISI][Medline]

    7. Environmental Protection Agency. Mercury Study Report to Congress, 1997. Available at: http://www.epa.gov/mercury/report.htm. Accessed March 1, 2008.

    8. Chisolm JJ Jr. The road to primary prevention of lead toxicity in children. Pediatrics. 2001;107:581–583.[Free Full Text]


    #53527

    skyligth
    Partecipante

    Il 13 novembre 2001, il Ministero della Salute, secondo le indicazioni della CUF (Commissione Unica del Farmaco) e in ottemperanza alle direttive dell'EMEA (Agenzia Europea per la Valutazione dei Farmaci), aveva sollecitato le ditte produttrici ad eliminare il thiomersal dagli eccipienti dei vaccini, stabilendo la data del 30 giugno di quest'anno come termine ultimo per il ritiro dal mercato dei prodotti che ancora contenevano questo conservante. Il 27 giugno 2003, tuttavia, il Ministero della Salute, con un suo decreto, ha stabilito che i vaccini contenenti thiomersal possano restare in commercio fino a quando non saranno disponibili i vaccini a nuova composizione. Questo per evitare che, in attesa della nuova formulazione, possano venire a mancare alcuni vaccini importanti. Alla base di questa decisione vi è anche la considerazione, sulla base delle valutazioni di organismi scientifici europei (CPMP – Comitato Europeo per le Specialità Medicinali – ed EMEA) che i benefici offerti dai vaccini esistenti, pur se contenenti thiomersal, siano ampiamente superiori ai rischi. I vecchi vaccini saranno ritirati dal mercato entro 45 giorni dalla commercializzazione dei vaccini senza thiomersal.


    #53528

    skyligth
    Partecipante
    #53529

    skyligth
    Partecipante

    Neuropsychological performance 10 years after immunization in infancy with thimerosal-containing vaccines.Tozzi AE, Bisiacchi P, Tarantino V, De Mei B, D'Elia L, Chiarotti F, Salmaso S.
    Epidemiology Unit, Bambino Gesù Hospital, Piazza S. Onofrio 4, 00165 Rome, Italy. alberto.tozzi@gmail.com

    OBJECTIVE: Thimerosal, a mercury compound used as a preservative in vaccines administered during infancy, has been suspected to affect neuropsychological development. We compared the neuropsychological performance, 10 years after vaccination, of 2 groups of children exposed randomly to different amounts of thimerosal through immunization. METHODS: Children who were enrolled in an efficacy trial of pertussis vaccines in 1992-1993 were contacted in 2003. Two groups of children were identified, according to thimerosal content in vaccines assigned randomly in the first year of life (cumulative ethylmercury intake of 62.5 or 137.5 microg), and were compared with respect to neuropsychological outcomes. Eleven standardized neuropsychological tests, for a total of 24 outcomes, were administered to children during school hours. Mean scores of neuropsychological tests in the domains of memory and learning, attention, executive functions, visuospatial functions, language, and motor skills were compared according to thimerosal exposure and gender. Standard regression coefficients obtained through multivariate linear regression analyses were used as a measure of effect. RESULTS: Nearly 70% of the invited subjects participated in the neuropsychological assessment (N = 1403). Among the 24 neuropsychological outcomes that were evaluated, only 2 were significantly associated with thimerosal exposure. Girls with higher thimerosal intake had lower mean scores in the finger-tapping test with the dominant hand and in the Boston Naming Test. CONCLUSIONS: Given the large number of statistical comparisons performed, the few associations found between thimerosal exposure and neuropsychological development might be attributable to chance. The associations found, although statistically significant, were based on small differences in mean test scores, and their clinical relevance remains to be determined.

    http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19171612?ordinalpos=2&itool=EntrezSystem2.PEntrez.Pubmed.Pubmed_ResultsPanel.Pubmed_DefaultReportPanel.Pubmed_RVDocSum


    #53530

    atlantide
    Bloccato

    buongiorno.
    quindi dopo quello che c'è scritto qui non bisogna vaccinare i bambini ?

    mi risulta che tutti noi siamo stati vaccinati…..

    forse bisognerebbe fare bene attenzione a cio' che si divulga, poichè i bambini senza vaccinazioni nel terzo mondo muoiono come mosche per banalissime malattie…

    o mi sbaglio ?


    #53531
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1234543442=atlantide]
    buongiorno.
    quindi dopo quello che c'è scritto qui non bisogna vaccinare i bambini ?

    mi risulta che tutti noi siamo stati vaccinati…..

    forse bisognerebbe fare bene attenzione a cio' che si divulga, poichè i bambini senza vaccinazioni nel terzo mondo muoiono come mosche per banalissime malattie…

    o mi sbaglio ?
    [/quote1234543442]

    Ciao e benvenuto.

    Noi facciamo attenzione e molta pure.

    2 cose:

    1 http://www.comilva.org/default.asp
    2 Non è che tutti quelli che si vaccinano si ammalano, ci mancherebbe, solo che è un rischio inutile. Tutti noi grandi non abiamo nessun vaccino attivo.

    Ciao!


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

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