Via tutte le tasse ecco perché si può

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Questo argomento contiene 2 risposte, ha 3 partecipanti, ed è stato aggiornato da  AlessioDa 5 anni, 1 mese fa.

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    Articoli
  • #95778

    AlessioDa
    Partecipante

    Da sempre, la cultura è stata monopolio esclusivo dei detentori del potere e quest'ultimo è stato spesso utilizzato dalla classe dominante per discriminare i popoli, assoggettandoli tramite manipolazioni strumentali che passeranno sempre e comunque attraverso inganni che riescono a estrinsecarsi grazie all'ignoranza dei popoli.

    Così l'economia, da sempre vista con osticità dalle masse per la sua incomprensibilità, è da secoli stata lo strumento più efficace al fine di coercizzare i popoli. Ben vengano, quindi, economisti e scrittori che cercano di svelare i meccanismi ingannevoli con cui gli economisti e le banche centrali hanno schiavizzato gran parte della popolazione mondiale, togliendo la dignità della vita e fomentando guerre tra poveri, al fine di trarne vantaggi personali.

    In realtà l'economia, al di fuori dell'osticità delle parole, è molto semplice, così come i meccanismi di truffa – e quindi l'inesigibilità del debito pubblico, creato attraverso queste frodi – che le possono essere intrinsecamente annessi. Se si provasse a chiedere, a persone di medio livello culturale, il motivo per cui si debbono pagare le tasse, la maggior parte di esse darebbe una risposta perlomeno scontata: «le tasse servono per pagare gli impiegati statali e tutti coloro che lavorano per lo stato, per costruire infrastrutture, per la scuola, la sanità, per finanziare la ricerca e per gli ammortizzatori sociali». Se avete mai sentito una risposta del genere, sappiate che ciò non corrisponde a verità. Partiamo da un presupposto semplice: i produttori di beni e servizi siamo noi. Per scambiare ciò che produciamo, nell'antichità veniva usato il sistema del baratto; successivamente, venne introdotta la moneta, al fine di attuare la semplificazione degli scambi.

    Clicca qui per leggere l'articolo intero: [link=Clicca qui]http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.8528[/link]

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    #95779

    ezechiele
    Partecipante

    Grazie Alessio

    Ps a me il link non funziona


    #95780

    orsoinpiedi
    Partecipante

    “Non possiamo misurare lo spirito nazionale sulla base dell'indice Dow Jones né i successi del Paese sulla base del Prodotto Interno Lordo. Il PIL comprende l'inquinamento dell'aria, la pubblicità delle sigarette, le ambulanze per sgombrare le nostre autostrade dalle carneficine del fine settimana… Comprende programmi televisivi che valorizzano la violenza per vendere prodotti violenti ai bambini. Cresce con la produzione di napalm, missili e testate nucleari. Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione e della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la bellezza della nostra poesia e la solidità dei valori familiari. Non tiene conto della giustizia dei nostri tribunali, né dell'equità dei rapporti fra noi. Non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio né la nostra saggezza né la nostra conoscenza né la nostra compassione. Misura tutto, eccetto ciò che rende la vita degna di essere vissuta”
    Discorso di Robert Kennedy alla Kansas University del 18 marzo 1968.

    Allora parlare di debito pubblico è fuorviante,visto che il PIL non è altro che un assieme di valori che nulla hanno a che fare con il benessere delle persone.
    Infatti Simon Kuznets, colui che invento il Pil da subito scrisse “The
    welfare of a nation can scarcely be inferred from a measure of national income”( Il benessere di una nazione difficilmente può essere dedotta da una misura del reddito nazionale).
    E allora perche si continua ad insistere sul PIL e le sue storture?
    Perche conviene ad una certa elit finanziaria,per tenere sotto il suo controllo gli Stati che si assoggettano agli imput di detta finanza.
    Il PIL è una stumento non democratico ed invasivo di controllo repressivo,nel momento in cui si accetta la non sovranita nazionale.


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