Vitamine – Minerali ed Erbe che fanno bene alla salute

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Questo argomento contiene 184 risposte, ha 27 partecipanti, ed è stato aggiornato da elerko elerko 9 anni, 11 mesi fa.

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  • #51210
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Postiamo qui la nostre conoscenze su prodotti naturali che fanno bene alla salute


    #51212
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Inizio Io:

    Quando ho mal di testa invece dei soliti medicinali prendo prodotti a base di Partenio:

    PARTENIO: UN AIUTO PER L'EMICRANIA

    Il Partenio è una pianta erbacea simile nell'aspetto alla comune Camomilla e al Crisantemo, e come queste appartiene alle Compositae (o Asteracee), famiglia di piante ricchissima di specie officinali, caratterizzata dalla presenza di sostanze chiamate sesquiterpeni, considerati veri e propri indicatori tipici di questa famiglia. Botanicamente, il Partenio oggi è classificato come Tanacetum parthenium, ma è conosciuto anche con il nome di Chrysanthemum parthenium.

    L'utilizzo a scopo medicinale del Partenio è antichissimo. Infatti sono stati rinvenuti reperti negli scavi di villaggi neolitici del Caucaso, mentre nell'area del Mediterraneo troviamo osservazioni sulle proprietà del Partenio in numerosi autori greci e latini, quali Plinio nella sua Naturalis Historia, e Dioscoride nel De Materia Medica.
    Nell'antichità questa pianta era conosciuta ed utilizzata soprattutto per alleviare i dolori mestruali: la sua etimologia infatti rivela questo uso, poiché il nome della specie parthènion deriva dal greco pàrthenos, che significa fanciulla, vergine. Il nome Tanaceto viene fatto derivare dal greco tànaos = lungo e akéomai = io guarisco, mentre nel latino medievale la parola tanasìa sembra derivare dal greco athanasìa = immortalità (da non confondere con eutanasia = buona morte), e probabilmente da questo derivava l'usanza di mettere rametti di Tanacetum vulgare nel sudario dei morti, forse per garantir loro una qualche immortalità.

    Ma già nell'Inghilterra del XVII secolo c'era chi riconosceva alla pianta una buona efficacia “per tutti i dolori del capo”, anticipando i risultati degli studi più recenti, risalenti agli anni settanta, che dimostrano l'attività del Partenio contro l'emicrania. Una sperimentazione, realizzata con metodi scientifici moderni presso la City of London Migraine Clinic, diede i primi esiti incoraggianti, poi confermati da successive ricerche. Nel 1988 i risultati positivi ottenuti da questi studi furono pubblicati sulla prestigiosa rivista medica Lancet (Lancet, 1988 Jul 23;2(8604):189-92), evidenziando come il Partenio contribuisca a migliorare la sindrome emicranica, anche se non la guarisce; infatti a fine trattamento il problema si ripresenta. I benefici della pianta quindi necessitano di un'assunzione costante, per cui si consiglia a chi soffre di emicrania un uso preventivo per periodi abbastanza lunghi. Tuttavia, poiché ancora non ci sono studi sufficienti sull'innocuità a lungo termine, l'assunzione non può essere effettuata per un tempo indefinito.

    Recenti ricerche, per la maggior parte anglosassoni, hanno evidenziato una notevole attività nei confronti delle emicranie, in particolar modo quelle definite vasomotorie, nelle quali si ha un'alternanza di stimoli sui vasi sanguigni che determina una vasocostrizione e una successiva vasodilatazione. Questo provoca una deformazione delle pareti dei vasi stessi, che vanno così a premere sulle terminazioni nervose vicine, innescando il dolore, che può diventare sempre più lancinante a causa della concomitante produzione di mediatori che potenziano il segnale doloroso.

    PartenioGli elementi della pianta che contengono i principi attivi sono le parti aeree, in particolar modo le foglie, il cui periodo balsamico, in cui la concentrazione di sostanze officinali attive è massima, è poco prima della fioritura. Le sostanze principali contenute nel Partenio sono i Flavonoidi, i Sesquiterpeni, i Polifenoli. Fra questi i più importanti per l'attività medicinale della pianta sono i Sesquiterpeni Lattonici e in particolare il Partenolide, dimostratosi il principio attivo di riferimento, la cui concentrazione può servire per il controllo di qualità della pianta e per la sua titolazione.

    Una prima raccolta di dati ha verificato e confermato le proprietà spasmolitiche di alcuni Sesquiterpeni contenuti nel Partenio; queste sostanze hanno la capacità di ridurre la contrazione della muscolatura liscia e la sua eccitabilità. Questo spiega perché la pianta agisca sia a livello dell'apparato ginecologico, sia sui vasi sanguigni: infatti sia le pareti uterine che quelle dei vasi sono formate da muscolatura liscia, che è proprio quella che risponde all'azione di questa pianta.

    Sono quindi spiegati e confermati sia l'utilizzo antico che quello più moderno del Partenio, utile quindi per la dismenorrea e contro l'emicrania. Negli studi condotti sull'emicrania sono state evidenziate anche proprietà ipotensive, antispasmodiche a livello del tratto digestivo, sempre per l'azione sulla muscolatura liscia. Si avrebbe anche come conseguenza un blando effetto tranquillante che faciliterebbe il sonno, se la pianta viene assunta la sera. La sua azione antinfiammatoria ha anche un buon effetto lenitivo a livello dei dolori articolari, inclusi quelli derivanti dall'artrite reumatoide.

    L'abbinamento con altre piante antinfiammatorie, come ad esempio l'Artiglio del diavolo, è consigliabile per aumentare il campo d'azione del Partenio e potenziare la sua azione antinfiammatoria.
    Per la sua azione emmenagoga ne è sconsigliato l'uso in gravidanza, allattamento e nell'infanzia. Anche l'usanza di masticare le foglie fresche è da sconsigliare, poiché può provocare ulcerazioni della mucosa della bocca e irritazione gastrica. La somministrazione della pianta è inoltre controindicata in quei soggetti che presentano allergie alle piante della famiglia delle Asteracee, e durante terapie anticoagulanti.

    Dott.ssa Marina Multineddu


    #51213
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Dolori articolari o di tipo infiammatorio?

    Questo è meglio dell'Aulin:

    ARTIGLIO DEL DIAVOLO

    L'artiglio del diavolo è una pianta originaria del Sud Africa. Questo nome particolare deriva dai piccoli uncini presenti sul frutto della pianta.
    I componenti attivi delll’ artiglio del diavolo sembrano essere gli arpagosidi, che si trovano nella radice secondaria
    L’artiglio del diavolo proviene in maggior parte dalla Namibia e in minima parte anche dal Sud Africa e dal Botswana.
    L’artiglio del diavolo è stato utilizzato per secoli in Africa per curare la febbre, i l’artrite reumatoide, pancreas, stomaco e intestino.
    Nei primi del ‘900, con l'occupazione della Namibia da parte dei tedeschi, l’artiglio del diavolo è stato importato in Europa.

    Viene anche utilizzato per migliorare la digestione, poiché si dice che il sapore amaro del te all’artiglio del diavolo stimoli i succhi gastrici.
    Ma ad oggi l’uso primario è prevalentemente per infiammazione e dolori:
    – Mal di schiena
    – Dolori al collo
    – Artrite reumatoide
    – Artrite ossea
    – Tendinite

    Per questo motivo, stando ad uno studio riportato sulla rivista di Etnofarmacologia, la vendita dell’artiglio del diavolo in Germania è stata stimata sui 30 milioni di euro nel 2001, e pare rappresenti il 74% delle prescrizione mediche per reumatismi.

    Ricerche sull’artiglio del diavolo
    Una ricerca tedesca ha esaminato l’uso dell’artiglio del diavolo per dolori e tensioni muscolari alla schiena al collo e alle spalle. Nelle 4 settimane di studio 31 persone hanno assunto 480 mg per due volte al giorno e 32 hanno assunto un placebo. I risultati hanno dimostrato che c’è stata una significativa riduzione del dolore nelle persone che avevano assunto l’artiglio del diavolo
    Uno studio pubblicato nella rivista di Reumatologia faceva un confronto fra l’artiglio del diavolo e l’anti infiammatorio Vioxx (non più in vendita) per 6 settimane in 79 pazienti. L’artiglio del diavolo è stato più efficace dell’antinfiammatorio nella riduzione del dolore.
    In una rivista Europea di Anestesiologia una ricerca di 4 settimane ha coinvolto 197 persone con mal di schiena con alto livello di dolore percepito. Ad alcune di queste persone è stato somministrato una dose di arpagosidi (artiglio del diavolo) ad altre solo un placebo. Le persone che hanno assunto l’artiglio del diavolo hanno avuto riduzione del dolore.
    L’artiglio del diavolo sembra dunque avere gli stessi effetti delle medicine anti-infiammatorie e produce cambiamenti anche nelle leucotrine, un gruppo di molecole coinvolte nei dolori infiammatori

    Metodi comuni d’assunzione

    L’artiglio del diavolo si trova in capsule, tintura e in bustine da te
    Per infiammazioni e dolori è assunto nella forma di capsule. Sulla base delle ricerche effettuate, la dose giornaliera di artiglio del diavolo deve fornire almeno dai 25mg ai 50mg di arpagosidi al giorno. Nell'esatrtto secco lo si trova indicato sulle confezioni.

    Indicazioni
    L’artiglio del diavolo non deve essere utilizzato in presenza di ulcere gastriche o duodenali.
    Le persone con diabete o che stanno assumendo medicinali che interferiscono con gli zuccheri nel sangue devono usare l’artiglio del diavolo solo sotto la supervisione di medici specializzati.
    L’artiglio del diavolo non deve essere utilizzato in gravidanza o in caso di sospetta tale, poichè potrebbe dare contrazioni uterine.

    Possibile interazione con medicinali
    Non noto

    Effetti collaterali
    L’artiglio del diavolo potrebbe dare reazioni allergiche Alcuni studi hanno riportato nausea, sensazione di pienezza, aritmia e glucosio nel sangue.

    Fonte: http://www.erbe-officinali.com/artiglio_del_diavolo.html


    Questo è un prodotto che uso da tempo a base di partenio e artiglio del diavolo http://www.erboristeriadulcamara.com/public/shopping/dettagli.asp?id=766 Funziona :ok!:


    #51214
    elerko
    elerko
    Partecipante

    Magnesio

    Il magnesio è un elemento essenziale alla vita, di cui gran parte della popolazione è carente.

    È utile nella vita di tutti i giorni e nelle attività sportive.

    Proprietà

    Una funzione fondamentale della vita e della natura in genere (comprese le masse cosmiche) è il meccanismo di contrazione/espansione. Come criterio generale possiamo dire che nell’organismo il magnesio sovrintende alla fase di espansione.

    Sono state individuate nell’uomo più di 300 reazioni biochimiche (enzimatiche) che l’utilizzano, ed è fondamentale nella produzione di energia (a partire dal glucosio) e nella sintesi proteica.

    Per questo la sua carenza a livello subclinico (che non dà una patologia diretta) è cofattore, e spesso elemento primario di molte patologie (v. Carenza di magnesio).

    Questa lista, apparentemente eterogenea, acquista un significato semplice esaminando le principali caratteristiche del magnesio.

    Iniziamo la relazione con lo stress, l’elemento centrale delle patologie moderne.

    Sotto stress(o meglio distress) l’organismo lo usa massicciamente, a causa della sua capacità calmante ed equilibrante. D’altra parte, in un circolo vizioso, con la sua carenza, il livello di stress aumenta.

    A chi ha seguito i nostri articoli verrà subito in mente la relazione tra magnesio e sistema immunitario; in effetti è stato accertato che la sua carenza è collegata ad un forte effetto immunodepressivo, fino al 60%.

    In naturopatia la carenza di magnesio è ben conosciuta, e all’indagine iridologica si rivela nettamente. L’iride presenta degli archi di cerchio ampi, di una forma che richiama le smagliature.
    Questi hanno un nome molto azzeccato: anelli di crampo.

    Infatti il magnesio gioca un ruolo primario nel mantenere l’elasticità delle cellule, che in particolare si riflette anche a livello della tensione i muscoli, soprattutto in stato di riposo (tono muscolare).

    Uno dei primi sintomi della sua carenza è una sensazione di tensione muscolare, spesso lievissima, di cui non ci si accorge se non ce la fanno notare, ma sottilmente irritante.

    Questa può sfociare poi in veri propri crampi.

    L’effetto stress e tensione muscolare portano a dolori, anche delle ossa, esaurimento, ipereccitabilità ecc.

    È nota anche che il magnesio ha la funzione di regolazione del battito cardiaco e più in generale la sua azione è importante nel corretto funzionamento di tutto il sistema cardiovascolare.

    Il magnesio ha un ruolo importante nel sistema nervoso col suo forte effetto calmante sulle cellule neurali; in carenza, le cellule nervose non trasmettono bene i messaggi, ed entrano in uno stato di ipereccitabilità.

    Nella produzione di energia e nella sintesi proteica, la carenza di magnesio provoca debolezza, fino all’astenia, ed inappetenza.

    Un altro ruolo molto importante è la relazione con il potassio (elemento importante per l’accrescimento, i muscoli e l’equilibrio del sodio) ed del calcio, che merita un approfondimento (box Dall’osteoporosi all’infarto). Dunque il magnesio è importante anche nel sistema osteoarticolare.

    È molto utile anche nella sindrome premestruale, SPM, per il suo effetto calmante, tonico ed energetico.

    L’effetto di mantenimento del tono vascolare lo rende utile anche per le cefalee muscolotensive.

    Il magnesio viene consumato, e quindi va riequilibrato, in patologie come il diabete, ipertiroidismo, iperattività surrenalinica.

    È indispensabile per contrastare l’acidosi, un’alterazione dell’equilibrio acido – base largamente diffuso di cui parleremo in un prossimo articolo.

    È ovviamente indicato per le attività sportive e fisiche.

    Controindicazioni

    Non esistono controindicazioni, il massimo che può capitare, in caso di forte sovradosaggio, è che l’organismo lo espella … in seduta! Cioè con una leggera diarrea.

    Dove trovarlo

    È difficile trovarlo anche negli alimenti che lo contengono (v. Perché la carenza subclinica è così diffusa), che sono: frutta oleaginosa (mandorle ecc.), legumi, cerali integrali ed ortaggi verdi.

    Che vanno bene se coltivati nell’orticello o biologici.

    In pratica la supplementazione è necessaria.

    Un’ottima fonte sono le acque minerali ad alto contenuto di magnesio, che però è difficile trovare.


    http://www.macrolibrarsi.it/prodotti/__magnesio_supremo.php?cid=39
    Questo prodotto lo prendo da qualche mese Io e la mia famiglia:

    Mio figlio aveva dei tic nervosi che gli sono passati

    Mia moglie ha una protusione L5/S1 e il dolore gli è passato

    Le mie frequenti cervicali (per via di vari incidenti) si sono attenuate.


    #51215
    elerko
    elerko
    Partecipante

    ALOE VERA

    COS'E' ALOE VERA

    Spesso chiamata la 'Pianta del Miracolo' oppure il 'Guaritore Naturale', Aloe Vera è una pianta dalle infinite sorprese.
    Predilige i climi caldi e secchi, e molti persone la scambiano per un cactus, ma, in realtà, appartiene alla famiglia del giglio. Sopravvive dove altre piante appassirebbero e morirebbero potendo chiudere i suoi pori per impedirne la perdita di umidità.
    Ci sono oltre 200 varietà di aloe, ma solo l'Aloe Barbadensis Miller (Aloe Vera) è la pianta che ha la maggior utilità per l'uomo grazie alle sue proprietà medicinali.
    Antichi documenti mostrano che i benefici dell'Aloe Vera erano conosciuti da molti secoli. I suoi vantaggi terapeutici e le sue proprietà salutari sopravvivono da più di 5000 anni.
    Nel 1862 per primo George Ebers scoprì su di un papiro egiziano, risalente al 1500 avanti Cristo, quanto fosse già nota fin dall'antichità l'Aloe Vera. Medici greci e romani l'usavano con effetti eccezionali come un'erba medicinale. Ricercatori hanno scoperto che le antiche culture Cinese e Indiane usavano l'Aloe Vera. Le regine egiziane le attribuivano un ruolo primario nella loro grande ricerca per la bellezza fisica, mentre nelle Filippine lo utilizzano col latte per le infezione renali. Riferimenti all'Aloe si ritrovano nella Bibbia, e la leggenda dice che Alessandro il Grande conquistò l'isola di Socrotra, nell'Oceano Indiano, per disporre di una buona riserva di Aloe per poter curare le ferite in battaglia dei suoi soldati. Comunque, il rapido progredire della documentazione della scienza medica nel mondo occidentale, e lo spostamento del polo della civiltà verso climi meno temperati, hanno portato in ribasso la popolarità e la disponibilità dell'Aloe Vera che è così caduta in disuso.
    Oggigiorno, nonostante che le medicine chimiche siano molto efficaci per guarire, il loro uso prolungato porta a complesse interazioni con altre sostanze e farmaci e possono causare degli effetti collaterali terribili per il paziente. Di conseguenza, molti consumatori e scienziati stanno ritornando a prendere in considerazione le più tradizionali e naturali terapie che per molto tempo sono state ignorate.
    Di conseguenza, l'Aloe Vera ancora una volta sta attirando l'attenzione perché da questa pianta si possono avere molti benefici per la salute e per lo stile di vita.
    Se si taglia a fette una mela e la si lascia all'aria, la frutta velocemente cambia colore. E cosi con l'Aloe. In natura, il gel contenuto all'interno della sua foglia è ben protetto dalla scorza esterna carnosa che ne impedisce la perdita di umidità e la protegge dall'atmosfera. Una volta che la foglia è stata tagliata, il processo di ossidazione inizia e, se lasciato incontrollato, priverebbe il prezioso gel di molte delle sue proprietà benefiche.
    La stabilizzazione è il metodo di conservazione del gel che lo mantiene in uno stato il più vicino possibile alla sua forma originale, senza perdere la potenza e l'efficacia originale della foglia fresca. Senza la stabilizzazione, se ne avrebbe un deterioramento, anche sotto refrigerazione.
    La nostra società possiede dei brevetti per il processo di stabilizzazione che le permettono di raggiungere una competenza in Aloe che non è seconda a nessuno. Un distributore della nostra società può ora partecipare al successo di questa eccezionale società portando genuini benefici ai propri clienti in un mercato che non conosce nessuna barriera d'età, di genere o di cultura.

    Approfondimenti: http://www.aloevera.it/aloe.html


    #51211
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    [quote1214934740=elerko]

    Mio figlio aveva dei tic nervosi che gli sono passati

    Mia moglie ha una protusione L5/S1 e il dolore gli è passato

    Le mie frequenti cervicali (per via di vari incidenti) si sono attenuate.

    [/quote1214934740]

    Ho 3 protusioni che spesso mi causano lombalgia, come lo prendete?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #51216
    elerko
    elerko
    Partecipante

    [quote1214935394=pasgal]
    [quote1214934740=elerko]

    Mio figlio aveva dei tic nervosi che gli sono passati

    Mia moglie ha una protusione L5/S1 e il dolore gli è passato

    Le mie frequenti cervicali (per via di vari incidenti) si sono attenuate.

    [/quote1214934740]

    Ho 3 protusioni che spesso mi causano lombalgia, come lo prendete?

    [/quote1214935394]

    Devi sciogliere in mezzo bicchiere di acqua tiepida mezzo cucchiaino raso di magnesio supremo,
    lasciarlo scioglire e aspettre che l'acqua diventi limpida e bere.
    Questo per 2 volte al giorno (mattina e sera).

    Se esageri non preoccuparti.
    Vai solo un pò a diarrea ( :hehe: ) quindi non devi far altro che diminuire la dose

    Questo prodotto lo trovi in quasi tutte le erboristerie e alcune farmacie ormai.

    Spero di esserti stato utile e che le tue protusioni trovino sollievo (come mia moglie) :ok!:


    #51217
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    Ma le protusioni rimangono tali, giusto?
    Serve solo da antidolorifico?


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #51218
    elerko
    elerko
    Partecipante

    [quote1214937856=pasgal]
    Ma le protusioni rimangono tali, giusto?
    Serve solo da antidolorifico?
    [/quote1214937856]

    Non è un antidolorifico!

    Il magnesio aiuta ad assimilare il calcio, se sei carente di magnesio il calcio, non lo assimili qundi il tuo organismo non riesce a riformare la cartillagine utile per le tue protusioni.
    Se il tuo problema è dovuto a una carenza di magnesio (oggi ne siamo tutti carenti) ti guarisce.
    Se il tuo problema non dipende da questa carenza ti allevia.


    #51219

    zret
    Partecipante

    Mi sembra utile una breve trattazione sulle alghe.

    Le alghe sono delle piante acquatiche molto utili alla corretta alimentazione umana. Utilizzate nella cottura di altri cibi o come integratore alimentare, forniscono preziosi elementi in grado di svolgere le fondamentali funzioni biologiche. Sono ricche di sali minerali, di calcio, riducono il colesterolo, puliscono il sangue e le arterie, migliorano la circolazione sanguigna. Agiscono sul sistema immunitario e donano flessibilità all'intestino. Questa loro caratteristica rende le alghe un vero e proprio superalimento. Come per ogni buona regola alimentare, vanno introdotte nella dieta gradualmente ed è preferibile non superare l'assunzione di una quantità superiore al cinque percento dell'intero pasto. Questo per non incorrere in problemi intestinali per le troppe fibre ingerite. La proporzione tra sodio e potassio presente nelle alghe, che serve per mantenere l’organismo in equilibrio, è molto simile a quella del sangue. Questo rapporto è fondamentale per mantenere l’equilibrio acido-basico. Un'altra caratteristica importante delle alghe è che, nonostante la massiccia presenza di inquinanti nel mare, non vengono attaccate da tali sostanze come avviene per la fauna marina: addirittura non riescono a crescere dove l’inquinamento supera un certo livello. Hanno un forte potere alcalinizzante sul sangue, controbilanciando gli effetti acidificanti della dieta moderna. Inoltre hanno un’alta digeribilità, un basso tenore calorico, contengono fattori antibiotici, antitossici, ipotonici, anti-colesterolo, antireumatici, anti-infiammatori e sostanze fluidificanti e depurative del sangue, senza contare la loro azione marcata contro lo stress.

    Esistono vari tipi di alghe, ognuna con la sua prerogativa e funzione alimentare.

    Le più comuni sono:

    Kombu (Kelp)
    Nori
    Wakame
    Hijiki
    Dulse
    Arame

    Sono fondamentali per la chelazione dei metalli pesanti. Viviamo in un mondo inquinato e costantemente alterato e sofisticato. I metalli pesanti sotto forma di inquinamento ambientale e alimentare, sono alla base della nostra dieta moderna. Involontariamente ingeriamo grandi quantità di sostanze dannose al nostro organismo, con scarse possibilità di un adeguato smaltimento, in mancanza di diete alcalinizzanti ed incentrate su cibi crudi, possibilmente biologici.

    Le velenose scie chimiche, ogni giorno, cospargono milioni di particelle di metalli pesanti ed altri patogeni nocivi al nostro corpo. Questa criminale operazione contro ogni essere vivente contribuisce ad innalzare i livelli di metalli pesanti nell'organismo, con conseguenti sviluppi di malattie e problemi respiratori, problemi all'apparato neurovegetativo o, peggio ancora, porta all'insorgere di malattie autoimmuni.

    Non potendo vivere sotto una campana di vetro, possiamo tuttavia cercare di limitare i danni mantenendo una sana e corretta alimentazione. Possiamo in qualche modo combattere coloro che ci avvelenano facendo la nostra parte e prendendoci cura del nostro corpo in maniera più naturale.

    Fonti:

    http://freenfo.blogspot.com/

    http://www.tankerenemy.com


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