Vivere e/o sopravvivere?

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Questo argomento contiene 50 risposte, ha 11 partecipanti, ed è stato aggiornato da giusparsifal giusparsifal 10 anni, 1 mese fa.

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  • #113219
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Salve, volevo porvi una domanda su un qualcosa che mi “insegue” praticamente da una vita intera.
    Dato che la premessa è piuttosto personale, sarò avaro di dettagli nel tentativo di “oggettivizzare” (quanto non mi piace sta parola…) quanto più la discussione.
    Non sono certo che questo possa essere l'evento principale della mia vita e di sicuro non è l'inizio, ma mancando ricordi su quali possa fare affidamento sicuro, partirò da un veneto accadutomi intorno ai 12 anni.
    Questo evento, molto violento per me ma di per sè non così grave (per questo credo che ci sia qualcosa avvenuto “prima”), mi portò a considerare la morte come fatto che dovesse avvenire da un momento all'altro. Immaginate che adolescenza devo aver avuto, con questa minaccia incombente costantemente. Voglio specificare che questa potenziale minaccia era vissuta in completa solitudine, ed era quella che io chiamo “fissazione” non che stessi male per davvero.
    Nel corso degli anni questa minaccia ha cambiato via via forma, assumendo varie caratteristiche, un'escursus mentale ben spiegato dalla psicologia.
    Se si esclude un evento importante (intorno ai 20 anni ma i miei ricordi su quel periodi sono molto vaghi) in cui una piccola luce bianca entrò direttamente al centro della mia fronte dandomi un'aiuto fondamentale in quel particolare momento (parlo proprio di quel secondo, non metaforicamente), la mia vita è sempre stata accompagnata da sensazioni più o meno cupe, di fondo. E come se questa “cosa” (simile alla depressione apatia ecc.) risieda su un fondo ed ogni tanto appare.
    Me ne sono reso conto particolarmente nelle ultime settimane, ogni tanto vengo “attaccato” da questa sensazione, ed ho realizzato che questa sensazione è uguale a quella provata più volte nella mia vita ma con problematiche fra esse differenti.
    Mi spiego, in questo periodo ho un problema “x” ma mi sono reso conto che la stessa sensazione (stessa qualità intensità ecc.) era presente per il problema “y” così come per il problema “z” ecc.
    Non riesco a spiegarvi la sensazione, ovviamente, però noi tutti distinguiamo, non so, la paura, l'amore , il timore, il terrore, la felicità e via dicendo.
    Questa sensazione è sempre uguale sebbene i periodi e le “cose” della vita siano tra loro anche molto differenti.
    Questo era stato ciò che avevo notato qualche settimana fa.
    In questi giorni mi è venuta un'altra domanda: se questa sensazione sembra staccata dal contesto (cisto che è sempre uguale) allora cosa è? E qual'è il suo scopo?
    Ieri notte sono riuscito a rispondere alla prima domanda, questa sensazione è legata infatti alla morte, e come se, qualsiasi problema io abbia davanti io lo colleghi alla morte.
    Ora, questo è sicuramente materiale per gli psicologi e lo lascio a loro (per così dire).
    La domanda successiva, invece, “qual'è il suo scopo” mi ha fatto immaginare scenari diversi ed è per questo che sto scrivendo questo sul forum perchè ho pensato che quest'altro tipo di problematica possa essere simile alla maggior parte di noi.
    La risposta che mi sono dato, e su questa mi piacerebbe sentire cosa ne pensate, è che lo scopo sia quello di spingermi a sopravvivere e non a “vivere”, tra l'altro ho prove personali che corroborerebbero questa tesi.
    Questo mi spinge a farmi un'ulteriore domanda, perchè percepisco questa spinta alla sopravvivenza come un “trucco”, come se “qualcuno o qualcosa” distogliesse la mia attenzione alla vita, relegandomi al solo ruolo di “sopravvissuto” o, meglio, “sopravvivente”.
    Allora la domanda, per tutti, è quella del post, che ne pensate?


    #113221

    ezechiele
    Partecipante

    sul fatto di reagire al problema A, B o C allo stesso modo credo che le ragioni siano squisitamente psicologiche,

    il nostro cervello istintivamente cerca di riportarci in una condizione che in un momento (a detta del nostro cervello) “simile” ci ha portato al successo … credo

    sul fatto che qualcuno ci spinga a sopravvivere e non a vivere credo tu abbia ragione, chi non ragiona, non sperimenta, non vive e' più facilmente manipolabile dal tubo catodico… le mie sono solo supposizioni non avendo elementi probatori per avvallare la tesi … ma dubbi tanti

    di che prove parli gius? ti va di parlarne?


    #113222

    Mr.Rouge
    Partecipante

    A me non è mai capitato nulla del genere, quindi posso aiutarti poco gius… in linea di massima concordo con ezechiele, riguardo alla possibilità che sia un meccanismo di difesa del cervello. Per quanto riguarda le sensazioni che provi nell'affrontare i problemi:

    Questo mi spinge a farmi un'ulteriore domanda, perchè percepisco questa spinta alla sopravvivenza come un “trucco”, come se “qualcuno o qualcosa” distogliesse la mia attenzione alla vita, relegandomi al solo ruolo di “sopravvissuto” o, meglio, “sopravvivente”

    la prima cosa che mi è venutra in mente è la diffusione di frequenze nell'atmosfera (attraverso l'uso congiunto di HAARP e scie chimiche) in grado di influenzare la percezione umana ed interferire con l'umore. Magari non c'entra nulla, ma ultimamente quando ho questi “flash” nell'affrontare o nel leggere un argomento tendo a credergli. :ummmmm:


    #113223
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    [quote1226254318=ezechiele]

    di che prove parli gius? ti va di parlarne?
    [/quote1226254318]

    Parlavo di prove riferite a me, non in generale, del fatto che questa “cosa” sembrerebbe guidata a farmi sopravvivere e non a vivere, prove pratiche di mie atteggiamenti riguardo alla vita e come mi approcciavo ad essa.
    Comunque, mentre la prima domanda è prettamente personale (ed a cui mi sono dato una risposta, almeno per ora) la seconda, lo scopo e “chi o cosa” guiderebbe ciò, pensavo fosse più condivisibile, nel senso che, per ragioni simili alle mie o per altre, chi di voi si sente “guidato” alla sopravvivenza piuttosto che a vivere? Nel senso più vero del termine, che ne mio caso si esprimerebbero con queste sensazioni “reali”. A voi?


    #113224
    Richard
    Richard
    Amministratore del forum

    non riesco a capire precisamente ..quando hai un problema di salute o altro ti viene paura della morte? (trapasso da una dimensione a un'altra dovresti studiare e ficcartelo in testa 😉 )

    Io ho avuto brevissimi momenti di questa sensazione negli ultimi anni, per 2 o 3 volte, la sensazione di non sentire battere il cuore e timore, controllato, di dover cedere da un momento all'altro, ma senza altre sensazioni di fiacca, giramenti di testa o altro, solo questo timore…mai successo prima, da un bel pò non è piu accaduto, però mi sono accorto chiaramente che se ti ci fissi sono cavoli amari.

    Esami fatti, tutto perfetto…gli ultimi periodo sono stati stressanti, vari periodi di forti emozioni ecc..penso di aver capito il problema momentaneo nel mio caso.

    Non vorrei che tu sia entrato in un labirinto e abbia creato uno schema mentale in cui ogni tanto ti ci ritrovi.
    Se hai paura della morte perchè non ne hai informazione, cerca questa informazione dalle migliori fonti a parte quella fredda per cui il cuore smette di battere o il cervello smette di dare segnale, le tue reazioni biochimiche e bioelettriche si fermano e quindi stop, fine,punto.

    Da quanto ho capito però non sono questi i problemi..?

    Per come funziona ora la società è chiaro che la maggioranza dell'umanità sopravvive come zombie anche, più che vivere..


    #113220

    altair
    Partecipante

    Sei ansioso Gius?


    #113225

    ezechiele
    Partecipante

    uff,

    so di non dire nulla di nuovo ma la mia testa picchia li…

    mi sento guidato alla sopravvivenza dal debito,
    impossibilità di vivere per il fatto di dover galppare per produrre

    mi sento guidato alla sopravvivenza dai bisogni indotti,
    in un sistema in cui l'utile si ottiene AD OGNI COSTO
    mi sento guidato alla sopravvivenza dalla dipendenza dalle energie fossili,
    che avremmo potuto mollare da mo con buona pace di tutti

    mi sento guidato alla sopravvivenza dalla miopia della società,
    in cui per salvare il proprio orticello non si indugia a rimanere immobili sulle proprie posizioni

    mi sento guidato alla sopravvivenza dalla mancanza di prospettiva,
    se non raggiungiamo la massa critica siamo del gatto

    mi sento guidato alla sopravvivenza dall'eccesso di superfluo,
    l'importante e' comprare le scarpe di marca al pupo, avere la macchina tedesca e fare vacanze esotiche, il resto non conta, se riesco a garantirmi di stare dalla parte di chi ce la fa… chissenefotte, sminchio tutto pure io e quando me ne andro' saranno caxxi di chi rimane

    mi sento guidato alla sopravvivenza dall'ineluttabilità dal sistema,
    [u]che sopravvive alle idee del singolo, lo isola, lo ripudia, lo ridicolizza e riesce a tenere sopite le masse[/u]

    mi sento guidato alla sopravvivenza dall'ipocrisia dei politici,
    che rendono questo non solo possibile ma addirittura legale

    mi sento guidato alla sopravvivenza dal palinsesto televisivo,
    … come dire: il gatto e la volpe

    mi sento guidato alla sopravvivenza dalle politiche delle case farmaceutiche
    e dal conseguente stato delle politiche sanitarie su scala mondiale

    MA SOPRATTUTTO MI SENTO GUIDATO ALLA SOPRAVVIVENZA DALLO SCARSO VALORE CHE SI DA ALLA VITA


    #113226

    deg
    Partecipante

    Non so se sarò in tema.

    Mi è venuto in mente il fatto che io non mi sono mai sentita così viva in vita mia che nei momenti di sopravvivenza, vissuti nella (quasi) totale inconscienza delle altre realtà del mondo!
    Quando hai tutto ciò che ti serve in una borsa e che l'unico tuo pensiero è trovare cibo, acqua, e un posto per dormire.
    Quando la gioventù ti rende ignara di tutto ciò che non è la scoperta meravigliata del mondo e di tutti gli esseri che lo abitano, fiduciosa che esso ed essi ti forniranno il necessario per vivere, convinta della bontà di tutto ciò che ti circonda,
    Quando ti muovi nella vita come se il mondo esistesse per rispondere a tutti i tuoi bisogni, naturalmente.
    Gli episodi brutti vanno lasciati da parte e vai avanti, anche se non conosci la meta, anche se non sai se c'è una meta oltre al fatto di “sopravvivere” appunto, facendo esperienze di vita e imparando e basta.

    Dopo anni, ho giudicato la me stessa dell'epoca come una perfetta cretina.
    Invece, ripensandoci ora, forse nello spirito c'era qualche cosa di giusto…..
    Forse dovrebbe essere così, ma il sistema nel quale viviamo, sistema che noi alimentiamo ogni giorno, è semplicemente un'utopia..


    #113227
    giusparsifal
    giusparsifal
    Partecipante

    Ok, provo a rispondere.

    @richard
    No, sebbene le crisi di panico siano intervenuto come “normale escursus” circa 7 anni dopo quell'evento e continuate poi per altri 5 anni circa.
    Sul fatto della paura della morte, quanto ho scritto ha evidenziato che mentre la stessa è stata esorcizzata anni ed anni fa a livello mentale (credo sia avvenuto dopo la lettura di un libretto di Erodoto, se non ricordo male) quello che ho scritto mi fa capire che ad un altro livello detta paura è più che mai viva, e mi guidi, pertanto, a mia insaputa.
    Non so se mi son spiegato Richard…

    @altair
    come non avrei potuto esserlo 🙂
    Ora che hai letto delle crisi di ansia/panico penso avrai capito, ma anche qui uno spostamento o, al limite, l'aver creduto di aver superato l'ansia (e così è stato, letteralmente, dalla notte alla mattina) e, un anno dopo circa, arriva la psoriasi… un caso?

    @eze
    pur condividendo il tutto, la mia è una sensazione più che altro fisica piuttosto che metaforica…


    #113228

    ezechiele
    Partecipante

    ho capito cosa intendi gius,

    anche la mia e' una sensazione fisica, non somatizzata a livello fisiologico ma lo e' ….

    non a caso non mi riproduco…


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