Yogananda: i mondi astrali, l'immortalità, l'anima… la liberazione.

Home Forum SPIRITO Yogananda: i mondi astrali, l'immortalità, l'anima… la liberazione.

Questo argomento contiene 4 risposte, ha 4 partecipanti, ed è stato aggiornato da  windrunner 10 anni, 1 mese fa.

Stai vedendo 5 articoli - dal 1 a 5 (di 5 totali)
  • Autore
    Articoli
  • #40459

    windrunner
    Partecipante

    Ciao a tutti,
    con davvero tanto piacere che condivido con tutti voi questo passo di Yogananda.
    E' molto molto lungo. Davvero. Ma credetemi… vale la pena di leggerlo.
    Spero che possa illuminare il cammino di tutti voi.
    Leggendolo più di una volta ho provato malinconia nella descrizione di luoghi che solo l'immaginazione e la memoria possono restituirmi.
    Qualunque cosa stiate pensando ora, abbandonatela. Leggete questo testo senza alcun pregiudizio fino alla fine. Solo dopo pensate a quello che vi pare.

    Tratto da:

    'Autobiografia di uno yogi'

    – di Yoganandaji –

    CAPITOLO XLIII

    LA RESURREZIONE DI SRI YUKTESWAR

    “Krishna Signore!” La forma gloriosa dell'avatar apparve in un
    tremolante sfolgorio, mentre sedevo nella mia stanza al Regent
    Hotel di Bombay. Sospesa sopra il tetto di un grande edificio che
    mi stava di fronte, l'ineffabile visione era sorta a un tratto
    dinanzi a me, mentre guardavo fuori dalla finestra aperta del
    terzo piano.

    La divina figura mi fece un cenno di saluto, sorridendo e
    chinando il capo. Quando vide che non potevo comprendere con
    precisione il suo messaggio, il Signore Krishna se ne andò con un
    gesto di benedizione, lasciandomi in uno stato di meravigliosa
    elevazione interiore; sentii che si preannunziava un evento
    spirituale.

    Per il momento il mio viaggio in Occidente era stato rinviato.
    Dovevo tenere varie conferenze pubbliche a Bombay prima di
    ripartire per una visita d'addio a Calcutta e a Puri.

    Seduto sul mio letto nell'albergo a Bombay, alle tre del
    pomeriggío del 19 giugno 1936, una settimana dopo la visione di
    Sri Krishna, fui strappato alla mia meditazione dall'apparire di
    una luce divina. Dinanzi ai miei occhi aperti e stupiti tutta la
    stanza si era trasformata in un mondo strano, e la luce del sole
    in un superno splendore. Ondate di rapimento mi sommersero quando
    vidi dinanzi a me, in carne ed ossa, la figura di Srí Yukteswar!

    “Figlio mio!”. Il Maestro parlava con tenerezza e il suo volto
    era soffuso di un sorriso da incantare gli angeli.

    Per la prima volta in vita mia non m'inginocchiai ai suoi piedi
    per salutarlo, ma mi slanciai istantaneamente verso di lui per
    stringerlo bramosamente fra le mie braccia. Momento indicíbile!
    Tutta l'angoscia dei mesi passati era ripagata e cancellata dal
    torrente di felicità che si riversava ora su di me.

    “Maestro mio, amato del mio cuore, perché mi avete lasciato?”.

    L'eccesso della gioia mi rendeva incoerente. “Perché mi lasciaste
    andare al Kumbha Mela? Quanto amaramente mi sono rimproverato
    d'essere andato via!”.

    “Non volevo guastare la tua gioia alla prospettiva di vedere il
    luogo di pellegrinaggio dove per la prima volta incontrai Babaji.
    Ti ho lasciato solo per un poco! Non sono forse ancora con
    te?”.”Ma siete proprio voi, Maestro, proprio il Leone di Dio?
    Avete ancora un corpo come quello che seppellii sotto le crudeli
    sabbie di Puri?”.

    “Sì, figlio mio, sono lo stesso. Questo è un corpo di carne e
    ossa. Sebbene io lo veda etereo, alla tua vista esso è fisico.
    Dagli atomi cosmici ho creato un corpo completamente nuovo,
    esattamente uguale a quel corpo fisico del cosmico sogno che tu
    ponesti sotto le sabbie di sogno a Puri, nel tuo mondo di sogno.
    Sono in verità risorto; non sulla terra, ma su un pianeta astrale
    i cui abitanti possono, meglio degli uomini, porsi al mio livello
    spirituale. Là, un giorno, tu e i grandi spiriti che ami, verrete
    con me”.

    ''Guru immortale! Ditemi di più”.

    Il Maestro scoppiò in una risatina rapida e allegra. “Ti prego,
    caro, non puoi allentare un poco la tua stretta?”.

    “Solo un poco!”. Lo abbracciavo con una stretta tentacolare e
    percepivo lo stesso lieve, fragrante odore naturale che era stato
    caratteristico del suo corpo terreno. L'elettrizzante contatto
    della sua carne divina ancora si rinnova nella parte interna
    delle mie braccia e nelle palme delle mie mani ogni volta che
    richiamo alla memoria quelle ore gloriose.

    “Come i profeti vengono inviati sulla terra per aiutare gli
    uomini a liberarsi del loro karma nel mondo fisico, così io fui
    mandato da Dio a servire su un pianeta astrale come salvatore”,
    spiegò Srí Yukteswar. “Questo pianeta si chiama Hiranyaloka, o
    'Illuminato Pianeta Astrale'. Là aiuto gli esseri progrediti a
    liberarsi del loro karma astrale e a giungere così alla
    liberazione da nuove rinascite astrali. Coloro che vivono
    sull'Hiranyaloka sono altamente sviluppati spiritualmente; tutti,
    nella loro ultima incarnazione terrena, avevano già acquisito il
    potere che si ottiene attraverso la meditazione, di abbandonare
    coscientemente il corpo fisico al momento della morte. Nessuno
    può entrare nell'Hiranyaloka se non ha conseguito, oltre lo stato
    del sabikalpa samadhi, anche il più alto stato del nirbikalpa
    samadhi .
    “Coloro che abitano l'Hiranyaloka hanno già attraversato le
    comuni sfere astrali, dove quasi tutti gli esseri della terra
    devono andare al momento della morte. Là essi hanno bruciato
    molti semi del loro karma accumulato nel cosmo astrale. Solo gli
    spiriti progrediti possono compiere efficacemente tale opera di
    redenzione nei mondi astrali . Allora per liberarsi d'ogni
    traccia di irredento karma astrale, questi esseri superiori
    furono condotti dalla legge cosmica a rinascere con nuovi corpi
    astrali sull'Hiranyaloka, il sole astrale o cielo, dove io sono
    risorto per aiutarli. Là si trovano pure esseri quasi perfetti
    venuti da un mondo superiore, cioé quello causale, allo scopo di
    imparare certe lezioni”.

    La mia mente era ormai in sintonia così perfetta con quella del
    mio Guru, che egli mi comunicava tutto ciò in parte con parole e
    in parte mediante la trasmissione del pensiero. Perciò accoglievo
    rapidamente i suoi schemi di idee.

    Il Maestro proseguì: “Hai letto nelle Scritture che Dio
    racchiuse l'anima umana successivamente in tre corpi: il
    corpo-idea, o corpo causale; il sottile corpo astrale, sede della
    natura mentale e emotiva dell'uorno; e le spesso corpo fisico.
    Sulla terra, l'uomo è munito dei suoi sensi fisici. Un essere
    astrale opera con la coscienza e i sentimenti e con un corpo
    fatto di vitatroni . Un essere dotato del solo corpo causale
    rimane nel mirabile regno delle idee. Il mio compito si svolge
    presso quegli esseri astrali che si preparano a entrare, o a
    rientrare, nel mondo causale”.

    “Adorabile Maestro, vi prego, ditemi ancora qualcosa sul cosmo
    astrale”. Sebbene avessi un po' allentato la mia stretta, secondo
    la richiesta di Sri Yukteswar, le mie braccia ancora lo
    cingevano. Tesoro al di là di ogni tesoro il mio Guru, che si era
    fatto beffe della morte per raggiungermi!

    “Vi sono molte sfere astrali piene di tali esseri”, ricominciò a
    dire il Maestro. “I loro abitanti usano veicoli astrali, o masse
    di luce, per viaggiare da un pianeta all'altro più velocemente,
    dell'elettricítà e delle energie radioattive.

    “L'universo astrale, fatto di sottili vibrazioni di luce e di
    colori, è centinaia di volte più grande del cosmo materiale.
    Tutta la creazione fisica è appesa come un solido, piccolo
    paniere all'immensopallone della sfera astrale. Come vi sono
    molti soli e molte stelle fisiche che viaggiano nello spazio,
    così vi sono pure innumerevoli sistemi solari e stellari
    astrali.”I soli e le lune astrali sono assai più belli di quelli
    fisici.

    Le luci astrali assomigliano alle aurore boreali; ma la
    solare aurora astrale è più splendente della mite aurora lunare.
    I giorni e le notti astrali sono più lunghi di quelli della
    terra.

    Il mondo astrale è bello, nitido, puro, ordinato. Non vi sono
    pianeti morti nè terre sterili. Tutte le imperfezioni della
    terra: erbe cattive, batteri, insetti, serpi, sono assenti. A
    differenza dei climi variabili e delle stagioni terrestri, i
    pianeti astrali mantengono costantemente la temperatura di
    un'eterna primavera, interrotta a volte da bianche nevi luminose
    e piogge di luci multicolori. Nei pianeti astrali abbondano laghi
    opaliní, mari lucenti e fiumi iridati.

    “L'universo astrale comune – non il più etereo cielo astrale di
    Hiranyaloka – è popolato da milioni di esseri astrali che vi sono
    giunti dalla terra in periodi più o meno recenti, e anche da
    miriadi di fate, sirene, pesci, animali, folletti e gnomi,
    semidei e fantasmi: tutti risiedono in pianeti astrali diversi,
    secondo le loro qualifiche karmiche. Differenti zone sferiche o
    regioni vibratorie sono pronte per ricevere gli spiriti buoni e
    cattivi. I buoni possono spostarsi liberamente, ma gli spiriti
    cattivi sono confinati in zone limitate. Come gli esseri umani
    vivono sulla superficie della terra, i vermi nell'interno del
    suolo, i pesci nell'acqua e gli uccelli nell'aria, così gli
    esseri astrali di gradi diversi vengono assegnati a regioni
    vibratorie diverse a loro adatte.

    “Fra i tenebrosi angeli caduti, espulsi da vari mondi astrali,
    avvengono liti e guerre mediante bombe vitatroníche, o raggi
    vibratori di mantram mentali . Questi esseri sono relegati nelle
    oscure regioni del cosmo astrale inferiore, dove opera il loro
    cattivo karma.

    “Nei vasti reamí al di là dell'oscura prigione astrale, tutto è
    bello e luminoso. Il cosmo astrale è più naturalmente intonato
    alla volontà e al piano di perfezione divini che non la terra.
    Ogni oggetto astrale è manifestato primariamente della volontà di
    Dio, e in parte dal richiamo della volontà degli esseri astrali.
    Essi hanno il potere di modificare la forma o di aumentare la
    grazia di qualsiasi cosa già creata dal Signore. Egli diede alle
    sue creature astrali il felice privilegio di mutare o ricombinare
    a volontà le sostanze astrali. Sulla terra un corpo solido deve
    esser trasformato in liquido o in altra forma mediante un
    processo naturale o chimico; ma i corpi solidi astrali si
    trasformano in liquidi, in gas o energia atomica istantaneamente
    e unicamente per il volere degli abitanti. Questi effettuano
    trasformazioni istantanee nei loro corpi o in altri oggetti
    mediante l'uso della forza vitatronica (o pranica) e per mezzo di
    vibrazioni mantricbe.

    “Il mondo è funestato da guerre e assassinii in mare, in terra e
    nell'aria”, continuò il mio Guru, «ma i reami astrali conoscono
    solo una felice armonia e giustizia. Gli esseri astralí
    smaterializzano o materializzano le loro forme a volontà; i
    fiori, i pesci e gli altri animali possono trasformarsi, per un
    certo tempo, in uomini astrali. Tutti gli esseri astrali sono
    liberi di assumere qualsiasi forma e possono facilmente
    comunicare fra loro. Nessuna legge naturale fissa può limitarli;
    per esempio, a ogni albero astrale si può richiedere di produrre
    un mango astrale o un altro frutto o fiore o qualsiasi cosa si
    desideri. Esistono alcune restrizioni karmiche, ma nel mondo
    astrale nessuna forma è più o meno desiderabile. Ogni cosa vibra
    della luce creativa di Dio.

    “Nessuno è nato da donna. Gli esseri astrali possono
    materialízzare la loro progenie in forme astrali di conformazione
    significativa, mediante la sola volontà intonata alla volontà
    divina. L'essere disíncarnato di recente sulla terra giunge in
    una famiglia astrale dietro invito, attratto da tendenze mentali
    e spirituali affini.”Il corpo astrale non è soggetto al freddo,
    al caldo o ad altre condizioni naturali. L'anatomia annovera un
    cervello astrale, in cui l'onnisciente loto di luce dai mille
    petali è parzialmente attivo, e sei centri risvegliati nel
    sushumna, l'asse cerebro-spinale astrale. Il cuore assorbe
    energia cosmica e luce dal cervello astrale e le pompa nei nervi
    e nelle cellule corporee astralí, o vítatroni.

    “Gli esseri astrali sono in grado di effettuare cambiamenti dello
    loro forma mediante la forza vitatronica e sacre vibrazioni
    mantriche. Nella maggior parte dei casi il corpo astrale è una
    copia esatta dell'ultima forma fisica. Il volto e la figura d'una
    persona astrale rassomigliano a quelli della sua giovinezza nel
    precedente soggiorno terreno. Talvolta qualcuno, come me, sceglie
    di serbare l'aspetto della sua vecchiaia”. Il Maestro, che
    emanava l'essenza stessa della gioventù, ebbe una gaia risatina.
    “A differenza del mondo fisico spaziale e tridimensionale
    conosciuto dall'uomo solo mediante i cinque sensi”, continuò Sti
    Yukteswar, “le sfere astrali sono percepite dal sesto senso che
    include tutto, cioé l'intuizione. Per pura sensazione intuitiva,
    tutti gli esseri astrali vedono, odono, odorano, gustano e
    toccano.

    Essi posseggono tre occhi, due dei quali sono
    parzialmente chiusi. Il terzo e principale occhio astrale,
    piazzato verticalmente sulla fronte, è aperto. Gli uomini astrali
    hanno tutti gli organi sensori esterni: orecchi, occhi, naso,
    lingua, pelle; ma usano il senso intuítívo per avvertire le
    sensazioni con qualsiasi parte del corpo; essi possono vedere con
    l'orecchio o il naso o la pelle, udire con gli occhi o con la
    lingua, gustare sapori attraverso le orecchie o la pelle, e così
    via .'

    Il corpo fisico dell'uorno è esposto a infiniti pericoli e
    può facilmente esser ferito o mutilato; l'etereo corpo astrale
    può a volte esser lacerato o contuso, ma risana subito mediante
    la sola volontà.

    “Gurudeva, sono tutti belli gli esseri astrali?”.
    “Nel mondo astrale si sa che la bellezza è una qualità spirituale
    e non una conformazione esteriore”, mi rispose Sri Yukteswar.
    “Perciò gli esseri astrali danno poca importanza ai tratti del
    volto; tuttavia essi hanno il privilegio di potersi rivestire a
    volontà di corpi nuovi, coloriti, materializzati astralmente.
    Proprio come gli uomini sulla terra mettono vesti nuove per i
    giorni di gala, così gli esseri astrali in date occasioni
    assumono forme particolari.

    “Le grandi e gioiose feste sui più alti pianeti astrali come
    l'Hiranyaloka, hanno luogo quando un essere si libera dal mondo
    astrale mediante il progresso spirituale, ed è perciò pronto per
    entrare nel cielo del mondo causale. In tali occasioni
    l'Invisibile Padre Celeste e i Santi immersi nel Suo Essere, si
    materializzano in meravigliosi corpi astrali e partecipano alla
    celebrazione. Per compiacere il Suo amato figlio, il Signore
    assume qualsiasi forma che sia a questi più cara. Se il devoto Lo
    ha adorato sotto forma della Madre Divina, egli Lo vede in tale
    veste. Gesù era attratto soprattutto dall'aspetto paterno
    dell'Uno Infinito. L'individualità di cui il Creatore ha dotato
    ognuna delle Sue creature avanza pretese concepibili e
    inconcepibili alla versatilità del Signore”. Il mio Guru ed io
    ridemmo insieme, felici.

    “Coloro che furono amici in altre vite, facilmente si riconoscono
    nel mondo astrale”, continuò a dire Sri Yukteswar con la sua
    bellissima voce flautata. “Rallegrandosi dell'immortalità
    dell'amicizia, essi realizzano l'indistruttibilità dell'amore,
    tante volte messa in dubbio al momento delle tristi e ingannevoli
    separazioni nella vita terrena.
    «L'intuizione degli esseri astrali penetra attraverso il velo e
    osserva le attività umane sulla terra, ma l'uomo non può scorgere
    il mondo astrale, a meno che il suo sesto senso non sia
    sviluppato in modo particolare. Migliaia di persone sulla terra
    hanno intravisto per un attimo un essere astrale o un mondo
    astrale .”Gli esseri progrediti dell'Híranvaloka rimangono
    generalmente svegli nell'estasi del nirbikalpa durante i lunghi
    giorni e le lunghe notti astrali, aiutando a risolvere gli
    intricati problemi del governo cosmico e adoperandosi per la
    redenzione dei figliuoli prodighi, le anime legate alla terra.
    Quando dormono, gli esseri dell'Hiranyaloka hanno a volte
    esperienze e visioni astrali simili ai sogni.

    “Ma gli abitanti di tutte le parti del cosmo astrale sono ancora
    soggetti alle sofferenze mentali. Le menti sensibili degli esseri
    superiori, sui pianeti come l'Hiranyaloka, provano un'acutissima
    pena se vedono compiere errori nella condotta o nella percezione
    della verità. Questi esseri superiori si sforzano di adeguare
    ogni loro atto e pensiero alla perfezione della legge spirituale.
    Le comunicazioni fra gli abitanti di tutti i mondi astrali si
    attuano unicamente mediante la telepatia e la 'televisione
    astrale'. Le confusioni e i malintesi causati sulla terra dalla
    parola, enunciata o scritta, sono sconosciuti nei regni astrali.
    Come noi possiamo capire che i personaggi sullo schermo sono
    immagini prodotte dalla luce, che si muovono e agiscono senza
    respirare, così si possono concepire gli abitanti dei mondi
    astrali quali persone la cui essenza è luce, e che camminano e
    lavorano quali esseri intelligentemente guidati e coordinati,
    senza che la loro animazione dipenda dall'ossigeno. L'uomo ha
    bisogno, per il suo sostentamento, dei corpi solidi, liquidi,
    gassosi e dell'energia vitale dell'aria; ma gli esseri astrali si
    alimentano principalmente di luce cosmica”.
    “Maestro mio, gli esseri astrali mangiano?”.
    Mi abbeveravo dei suoi meravigliosi chiarimenti con tutte le mie
    facoltà: mente, cuore e anima. Le fuggevoli esperienze e le
    impressioni dei sensi non sono che temporaneamente e
    relativamente vere, e presto, nel ricordo, perdono ogni sembianza
    di vita. Ma le percezioni supercoscienti della verità sono
    perennemente reali e immutabili. Le parole del mio Guru sono
    impresse così profondamente in me che in qualsiasi momento,
    entrando nel samadhi, posso chiaramente rivivere la divína
    esperienza.
    “Luminosi ortaggi di natura radiante abbondano nei terreni
    astrali”, egli mi rispose. «Gli esseri astrali mangiano verdure e
    bevono un nettare che sgorga da gloriose fontane di luce e da
    ruscelli e fiumi astrali. Come, sulla terra, immagini invisibili
    possono essere captate dell'etere, rese visibili mediante un
    apparecchio televisivo e poi di nuovo svanire nello spazio, così
    gli invisibili modelli astrali di ortaggi, frutta e piante creati
    da Dio e fluttuanti nell'etere, vengono precipitati sui pianeti
    astrali dalla volontà dei suoi abitanti. Allo stesso modo, dalle
    casuali fantasie degli esseri astrali nascono immensi giardini di
    fiori fragranti, per essere poi restituiti alla loro eterea
    invisibilità.
    “Benché gli abitanti dei pianeti celesti come l'Hiranyaloka siano
    pressoché liberi dalla necessità di prender cibo, ancora più
    libera e incondizionata èl'esistenza degli esseri quasi perfetti
    del mondo causale, che non si nutrono che della manna
    dell'estasi.
    'T'essere astrale incontra una moltitudine di figli, padri,
    moglí, mariti e amici avuti durante le varie incarnazioni sulla
    terra , quando di tanto in tanto, quegli esseri appaiono in varie
    parti del cosmo astrale. Egli perciò non sa più chi amare in
    particolare e impara a donare un divino e uguale amore a tutti,
    quali figli e manifestazioni individualizzate di Dio. Sebbene
    l'aspetto esteriore di coloro che abbiamo amati possa essere più
    o meno mutato secondo lo sviluppo di nuove qualità acquisite
    nell'ultima vita vissuta da ogni singola anima, l'essere astrale
    fa uso del suo infallibile intuito per riconoscere tutti coloro
    che gli furori cari su altri piani d'esistenza, e li accoglie
    nella loro nuova dimora astrale. Poiché nella creazione ogni
    atomo è munito di inestinguibile individualità , un amico astrale
    verrà sempre riconosciuto, qualsiasi veste egli indossi, proprio
    come accade sulla terra ove è possibile riconoscere l'identità di
    un attore, se lo si osserva attentamente, a dispetto d'ogni
    travestimento.
    ” Un individuo rimane sul pianeta astrale per un periodo
    determinato dal suo karma materiale il quale, dopo un certo tempo
    prestabilito, inesorabilmente lo attira nuovamente sul piano
    terrestre. Alcuni individui, dopo la morte fisica, ritornano
    immediatamente sulla terra, di solito sospinti dal loro forte
    desiderio. La durata media dell'incarnazione astrale di esseri
    abbastanza progrediti è dai cinquecento ai mille anni (misurati
    in termini terrestri). Ma, come le sequoíe sopravvivono ad altri
    alberi per millenni e come alcuni yoghi vivono varie centinaia
    d'anni, mentre la maggioranza degli individui muore prima dei
    sessanta, così alcuni esseri astrali eccezionali vivono nella
    sfera astrale anche fino a duemila anni.
    ” L'essere astrale non deve combattere penosamente con la morte
    al momento di separarsi dal suo corpo luminoso; tuttavia alcuni
    di questi esseri provano un leggero nervosismo al pensiero di
    perdere la loro forma astrale per assumere quella più sottile nel
    mondo causale.”Il mondo astrale è libero da morte non voluta, da
    malattie e vecchiaia: queste tre minacce sono la maledizione
    della terra, dove l'uomo ha permesso alla sua coscienza
    d'identificarsi quasi completamente con un fragile corpo fisico
    che reclama il costante aiuto d'aria, cibo e sonno per continuare
    ad esistere.
    “La morte fisica avviene con la cessazione del respiro e la
    disintegrazione delle cellule della carne. La morte astrale
    consiste invece nella dispersione dei vitatroni, le manifeste
    unità di energia che costituiscono la vita corporea degli esseri
    astrali. Al momento della morte fisica l'essere perde coscienza
    della carne e diviene consapevole del suo corpo sottile nel mondo
    astrale. Poiché a suo tempo sperimenterà anche la morte astrale,
    l'essere passa così dalla consapevolezza della nascita e della
    morte astrale a quella della nascita e morte fisica. Questi cicli
    ricorrenti di rivestimenti astrali e fisici sono l'ineluttabile
    destino di tutti gli esseri non illuminati. Le definizioni che le
    Scritture danno del cielo e dell'inferno, a volte agitano
    nell'uorno ricordi che sorgono da regioni più profonde del
    subcosciente, della lunga serie di esperienze avute nel felice
    mondo astrale e nel deludente mondo terreno”.
    “Maestro amatissimo”, gli chiesi, “volete per favore descrivermi
    con maggiori particolari la differenza tra la rinascita sulla
    terra e quella in altre sfere?”.”L'uomo quale anima
    individualizzata, è essenzialmente dotato di un corpo causale”,
    egli mi spiegò. “Quella forma è una matrice delle trentacinque
    idee di Dio, ossia di quelle forze-pensiero basilari, o causali,
    che Egli in seguito divise onde formare il sottile corpo astrale
    composto di diciannove elementi, e il denso corpo fisico di
    sedici elementi.”I diciannove elementi del corpo astrale sono
    mentali, emotivi e vitatronici. Essi sono: intelligenza, ego,
    sentimento, mente (coscienza sensoria); cinque strumenti di
    conoscenza, ossia i duplicati sottili dei sensi (vista, udito,
    olfatto, gusto e tatto); cinque strumenti d'azione, ossia la
    controparte mentale delle facoltà esecutive: procreazione,
    escrezione, favella, deambulazione, esercizio delle capacità
    manuali; e infine cinque strumenti di forza vitale, che hanno la
    facoltà di svolgere le funzioni della cristallizzazione,
    assimilazione, eliminazione, metabolismo e circolazione. Questo
    sottile involucro astrale di diciannove elementi sopravvive alla
    morte del corpo fisico, che è costituito da sedici elementi
    densi, chimici e organici.
    'In trentacinque categorie-pensíero del corpo causale, Dio
    elaborò tutte le complessità dei corrispondenti diciannove
    elementi astrali e dei sedici elementi fisici nell'uomo. Mediante
    la condensazione delle forze vibratorie, prima sottili e poi
    spesse, Egli produsse il corpo astrale dell'uorno e infine la sua
    forma fisica. In virtù della legge di relatività, per cui la
    Semplicità Originaria divenne una sconcertante molteplicità, il
    cosmo e il corpo causali sono diversi dal cosmo e dal corpo
    astrali; e il cosmo fisico e il corpo fisico sono pure
    caratteristicamente diversi dalle altre forme della creazione.
    “Dio pensò in Se stesso idee diverse e le proiettò in sogni.
    Nacque così il Sogno Cosmico, abbellito da tutti i colossali e
    infiniti ornamenti della relatività.
    “Il corpo carnale è fatto dei sogni fissati e oggettivati del
    Creatore. Il dualismo è sempre presente sulla terra: malattia e
    salute, dolore e gioia, perdita e guadagno. Gli esseri umani
    trovano limitazione e resistenza nella materia tridimensionale.
    Quando la brama di vivere dell'uomo è gravemente scossa dalla
    malattia o da altre cause, sopraggiunge la morte; il pesante
    rivestimento di carne viene temporaneamente deposto. L'anima però
    resta racchiusa nei corpi astrale e causale. La forza coesiva per
    cui i tre corpi si mantengono uniti è il desiderio. Il potere
    dinamico dei desideri inappagati è la radice della schiavitù
    dell'uomo.
    “Le brame fisiche scaturiscono dall'egoismo e dai piaceri dei
    sensi. La coercizione, o tentazione, che spinge all'esperienza
    sensoria è più potente della forza del desiderio derivante dagli
    attaccamenti astralí o dalle percezioni causali.”
    “I desideri astrali sono accentrati nel godimento in termini di
    vibrazioni. Gli esseri astrali gioiscono dell'eterea musica delle
    sfere e sono affascinati dalla vista di tutta la creazione quale
    inesauribile emanazione di luce cangiante. Così gli esseri
    astrali odorano, gustano e toccano la luce. I desideri astrali
    sono connessi al potere degli esseri astrali di precipitare tutti
    gli oggetti quali forme di luce e di vivere vibranti esperienze
    nel pensiero o nel sogno”.
    “I desideri causali vengono appagati dalla sola percezione. Gli
    individui quasi liberi, racchiusi solo nel corpo causale, vedono
    l'intero universo quale proiezione dei sogni-idea di Dio; tali
    esseri vivono ogni esperienza solo nel puro pensiero. Essi
    considerano perciò il godimento delle sensazioni fisiche o delle
    delizie astrali come grossolano e soffocante per la fine
    sensibilità dell'anima. Gli esseri causali appagano ed eliminano
    i loro desideri materializzandoli istantaneamente'. Coloro che
    sono ricoperti solo del delicato velo del corpo causale possono
    render manifesti interi universi, proprio come il Creatore.
    Poiché ogni creazione è fatta del materiale di sogno cosmico,
    l'anima rivestita del lievissimo corpo causale possiede grandi
    poteri di realizzazione”.
    “L'anima, essendo per sua natura invisibile, può essere distinta
    solo per la presenza del suo corpo o dei suoi corpi. Basta la
    presenza di un corpo per significare che la sua esistenza è resa
    possibile da desideri inappagati “.
    “Finché l'anima dell'uomo è racchiusa in uno, due o tre gusci
    corporei saldamente suggellati dai tappi dell'ignoranza e del
    desiderio, essa non può fondersi nel mare dello Spirito. Quando
    il grossolano ricettacolo fisico è reciso dalla falce della
    morte, gli altri due involucri (l'astrale e il casuale) rimangono
    ad impedire all'anima di ricongiungersi consciamente alla Vita
    Onnipresente. Quando attraverso la saggezza, si raggiunge
    l'annullamento dei desideri, il potere della saggezza disintegra
    i due involucri restanti. Allora la minuscola anima umana ne
    emerge finalmente libera, e diviene tutt'uno con
    l'Incommensurabile Ampiezza”.
    Chiesi al mio Guru divino di illuminarmi ancora sull'alto e
    misterioso mondo causale.”La sfera causale è indescrivíbilmente
    sottile”, egli rispose. “Per comprenderla, si dovrebbero
    possedere tali tremendi poteri di concentrazione da riuscire a
    visualizzare, chiudendo gli occhi, il cosmo astrale e il cosmo
    fisico in tutta la loro immensità: il pallone luminoso con il
    solido paniere, come esistenti solamente in idea. Se, mediante
    questa sovrumana concentrazione, si riuscisse a convertire o a
    risolvere in pure idee i due cosmi con tutte le loro complessità,
    allora l'essere raggiungerebbe il mondo causale e si troverebbe
    sul limite della fusione tra mente e materia. Qui si percepiscono
    tutte le, cose create: solidi, liquidi, gas, elettricità, energia
    e tutti gli esseri: divinità, uomini, animali, piante, batteri,
    quali forme di coscienza, così come un uomo può chiudere gli
    occhi ed essere conscio di esistere, anche se il suo corpo
    è invisibile al suo occhio fisico e gli è solamente presente come
    idea.
    “Tutto ciò che un essere umano può fare nella fantasia, un essere
    causale può attuarlo nella realtà. La più grande e fantasiosa
    intelligenza umana è solo mentalmente capace di andare col
    pensiero da un estremo all'altro, di balzare da pianeta a
    pianeta, o di precipitare senza fine in un abisso d'eternítà, di
    lanciarsi come un razzo verso la volta celeste o di scintillare
    come una meteora fra le galassie e gli spazi siderali.”
    “Ma gli esseri del mondo causale hanno una libertà d'azione assai
    maggiore e possono senza sforzo proiettare i loro pensieri
    oggettivandoli immediatamente, senza nessun ostacolo materiale o
    astrale o limitazione karmica.”
    “Gli esseri causali realizzano che il cosmo fisico non è
    primariamente costruito di elettroni, né il cosmo astrale è
    formato basilarmente di vitatroni; entrambi sono in realtà creati
    da minute particelle del pensiero di Dio, spaccate e divise da
    maya, la legge di relatività che in apparenza interviene a
    separare il Fenomeno dal Noumeno, la creazione dal suo Creatore”.
    “Gli esseri del mondo causale si riconoscono fra di loro come
    particelle individualizzate del gioioso Spirito; le loro
    cose-pensiero sono i soli oggetti che li circondano. Gli esseri
    causali vedono che le differenze tra i corpi e i pensieri non
    sono che idee. Come un uomo, chiudendo gli occhi, può
    visualizzare un'abbagliante luce bianca o una nebbia di un
    pallido azzurro, così gli esseri causali possono vedere, sentire,
    udire, gustare e toccare solo attraverso il pensiero; essi creano
    tutte le cose, o le dissolvono, col potere della mente cosmica”.
    “Sia la morte che la rinascita nel mondo causale avvengono nel
    pensiero. Gli esseri dal corpo causale si nutrono solo
    dell'ambrosia di una conoscenza eternamente nuova, si dissetano a
    sorgenti di pace, vagabondano per le terre vergini delle divine
    percezioni, nuotano nell'oceanica infinità dell'estasi. Oh!
    vedere i loro luminosi corpi pensiero elevarsi al di sopra di
    trilioni di pianeti creati dallo Spirito, fresche bolle di
    universi, stelle di saggezza, sogni spettrali di nebulose d'oro
    sul seno celestiale dell'Infinito!
    “Molti esseri rimangono per migliaia d'anni nel cosmo causale.
    Attraverso estasi più profonde, l'anima si libera e si ritira
    allora dal tenue corpo causale per rivestirsi della vastità del
    cosmo causale. Tutti i singoli turbini d'idee, le separate onde
    di potere, di amore, volontà, gioia, pace, intuizione, calma,
    autocontrollo e concentrazione si fondono nell'inesauribile Mare
    dell'Estasi. L'anima non è più costretta a percepire la sua gioia
    quale onda individualízzata di coscienza, ma è fusa con l'Oceano
    Cosmico Unico con tutte le sue onde: riso eterno, brividi,
    palpiti eterni, la varietà nell'Unità da tanto tempo agognata.
    “Quando un'anima è uscita dal bozzolo dei tre involucri corporei,
    si sottrae per sempre alla legge della relatività e diviene
    l'ineffabile Sempre Esistente. Oh! mira farfalla
    dell'Onnipresenza con le ali bordate di stelle, di lune e di
    soli! L'anima che si è perduta nello Spirito rimane sola nella
    regione della luce senza luce, nell'ombra senz'ombra, del
    pensiero senza pensiero, ebbra della sua estasi di gioia nel
    sogno divino della creazione cosmica”.
    “Un'anima libera!”, balbettai con riverente rispetto.
    “Quando alla fine l'anima si svincola dai tre recipienti delle
    illusioni corporee”, continuò il Maestro, “essa diviene tutt'uno
    con l'Infinito, senza perdere la sua individualità. Il Cristo
    aveva conquistato questa finale liberazione anche prima di
    nascere col nome di Gesù. In tre stadi del suo passato,
    simboleggiati nella sua vita terrena nei tre giorni della sua
    esperienza di morte e resurrezione, Egli aveva raggiunto
    pienamente il potere di entrare nello Spirito.
    “L'uomo deve passare per innumerevoli incarnazioni terrene,
    astrali e causali per emergere dai suoi tre corpi. Quando ha
    finalmente raggiunto la sua libertà finale, egli può scegliere di
    ritornare sulla terra come profeta per ricondurre a Dio altri
    esseri umani, oppure, come ho fatto io, di risiedere nel cosmo
    astrale. Ivi un salvatore prende su di sé parte del peso karmico
    dei suoi abitanti , e in tal modo li aiuta a terminare i loro
    cicli di reincarnazioni nel cosmo astrale – ad avviarsi per
    sempre verso le sfere causali. Oppure, un'anima liberata può
    entrare nel mondo causale per aiutare quegli esseri ad abbreviare
    il loro periodo di permanenza nel corpo causale e giungere così
    alla Libertà Assoluta”.
    “Oh! Risorto, voglio sapere ancora di più sul karma che obbliga
    le anime a ritornare nei tre mondi”. Avrei potuto ascoltare
    all'infinito il mio onnisciente Maestro. Mai, durante la sua vita
    terrena, mi era stato concesso di assimilare in una volta sola
    tanta sua saggezza. Ora per la prima volta, ricevevo una chiara e
    precisa visione degli enigmatici interspazi sulla scacchiera
    della vita e della morte.
    “Il karma fisico, ossia ogni desiderio dell'uomo, deve essere
    completamente bruciato prima che sia possibile all'anima di
    risiedere in permanenza nei mondi astrali”, mi spiegò il Guru con
    la sua voce vibrante. “Due categorie di esseri vivono nelle sfere
    astrali. Quelli che ancora serbano del karma terreno, e debbono
    perciò tornare ad abitare un rozzo corpo fisico per riscattare i
    loro debiti karmíci, possono essere classificati, dopo la morte
    fisica, tra i visitatori temporanei del mondo astrale e non fra i
    suoi abitatori permanenti. Agli esseri che non hanno riscattato
    il loro karma terreno non è concesso, dopo la morte astrale, di
    penetrare nell'alta sfera causale delle idee cosmiche; essi
    debbono andare e venire solo tra i mondi fisico e astrale,
    successivamente consci del loro corpo fisico composto di sedici
    elementi spessi, e del loro corpo astrale di diciannove elementi
    sottili. Tuttavia un essere terreno inevoluto rimane, dopo ogni
    perdita del corpo fisico, in massima parte nel profondo stupore
    del sonno della morte, e difficilmente si accorge delle bellezze
    della sfera astrale. Dopo il riposo astrale, tale essere ritorna
    sul piano materiale per ricevere ulteriori insegnamenti, e si
    abitua così solo gradualmente, attraverso ripetuti viaggi, ai
    mondi dalla sottile struttura astrale”.
    “I residenti normali, stabiliti colà da molto tempo, sono invece
    quelli che, liberati per sempre da tutti i desideri materiali,
    non hanno più necessità di ritornare alle grossolane vibrazioni
    della terra. Tali esseri non hanno più che da riscattare il loro
    karma astrale e causale. Al momento della morte astrale essi
    migrano nel mondo causale, assai più fine e delicato. Alla fine
    di un dato periodo stabilito dalla legge cosmica, essi,
    spogliandosi della forma-pensiero del corpo causale, ritornano
    all'Híranyaloka o a un altro simile, altissimo pianeta astrale,
    rinati in un nuovo corpo astrale, per eliminare ciò che rimane
    del loro karma astrale.
    “Figlio mio, adesso potrai meglio comprendere ch'io son risorto
    per decreto divino”, continuò Sri Yukteswar, “soprattutto quale
    salvatore delle anime che si rincarnano astralmente tornando
    dalla sfera causale, piuttosto che di quegli esseri astrali che
    arrivano dalla terra. Questi, se ancora serbano in sé vestigia di
    karma materiale, non si elevano agli altissimi pianeti astrali
    come l'Hiranyaloka.
    “Come la maggior parte degli uomini sulla terra non ha appreso,
    mediante la veggenza acquisita con la meditazione, ad apprezzare
    le gioie e i vantaggi superiori della vita astrale, e perciò al
    momento della morte desidera ritornare ai limitati e imperfetti
    piaceri della terra, così molti esseri astrali, durante il
    normale! dissolvimento dei loro corpi astrali, non riescono; a
    figurarsi lo stato avanzato di gioia spirituale di cui si gode
    nel mondo causale; dimorando nel pensiero della più densa e
    gaudiosa felicità del paradiso astrale, essi bramano di
    ritornarvi. Tali esseri devono riscattare un greve karma astrale
    prima di poter ottenere, dopo la morte astrale, permanente dimora
    nel mondo-pensiero causale, che solo un velo sottilissimo divide
    dal Creatore.
    “Solo quando un essere non nutre più alcun desiderio di ulteriori
    esperienze nel cosmo astrale che soddisfa l'occhio, e non può più
    esser tentato di ritornarvi, esso rimane nel mondo causale.
    Completando ivi l'opera di riscatto del proprio karma causale
    mediante la distruzione d'ogni germe di desideri passati, l'anima
    confinata fa saltare l'ultimo tappo d'ignoranza, e emergendo
    dall'ultimo suo recipiente, il corpo causale, si fonde con
    l'Eterno”
    ''Comprendi adesso?”. Il Maestro sorrise in modo così
    incantevole!
    “Sì, per grazia vostra. Sono ammutolito dalla gioia e dalla
    gratitudine”. Mai, né da un canto né da un racconto, avevo
    ricevuto una conoscenza così ispirante. Sebbene le Scritture indù
    accennino ai mondi causale e astrale e ai tre corpi dell'uomo,
    quanto lontane e insignificanti sembravano quelle pagine a
    paragone con la viva autenticità delle parole del mio Maestro
    risorto! Per lui davvero non esisteva più alcun «paese
    sconosciuto da cui nessun viaggiatore ritorna”.
    “L'interpenetrazione dei tre corpi dell'uomo si esprime in molte
    maniere attraverso la sua triplice natura”, disse ancora il mio
    grande Guru. “Allo stato di veglia, l'uomo è più o meno conscio
    dei suoi tre veicoli. Quando i suoi sensi sono attivi, intenti a
    gustare, odorare, toccare, ascoltare o guardare, egli opera
    soprattutto mediante il suo corpo fisico. Quando esercita
    l'immaginazione o la volontà, agisce principalmente attraverso il
    corpo astrale. Il suo mezzo causale entra in azione quando l'uomo
    pensa o si addentra profondamente nell'introspezione o nella
    meditazione; i cosmici pensieri del genio vengono' a colui che è
    abitualmente in contatto con il corpo causale. In questo senso un
    individuo può essere classificato a grandi tratti come
    prevalentemente: 'uomo materiale', 'uomo attivo' o 'uomo
    intellettuale'.”
    “L'uomo si identifica per circa sedici ore al giorno con il suo
    mezzo fisico. Poi dorme; se sogna, rimane nel corpo astrale
    creando senza sforzo qualsiasi oggetto, come fanno gli esseri
    astralí. Se il sonno dell'uomo è profondo e senza sogni, egli può
    trasferire per varie ore la sua coscienza, o senso dell'Io, al
    corpo causale; un tale sonno è corroborante. Chi sogna è in
    contatto col proprio corpo astrale e non col corpo causale; il
    sonno non lo riposa completamente”.
    Mentre Sri Yukteswar diceva queste cose, lo osservavo con amore.
    “Angelico Guru”, dissi, il vostro corpo sembra identico a quello
    sul quale piansi nell'eremitaggio di Puri”.
    “Oh sì! Il mio nuovo corpo è una copia perfetta dell'antico.
    Materializzo o dissolvo questa forma a volontà, assai più spesso
    di quanto facessi quand'ero sulla terra. Con istantanea
    disintegrazione adesso mi sposto per luce-espresso da un pianeta
    all'altro, o per meglio dire dal cosmo causale a quello astrale o
    a quello fisico”. Il mio divino Guru sorrise. “Benché in questi
    giorni tu corressi continuamente in giro, non ho avuto difficoltà
    a trovarti a Bombay!”.
    “Oh Maestro! Soffrivo tanto per la vostra morte!”.
    “Ah, sono morto? Non ti pare che ci sia una contraddizione?”.
    Gli occhi di Sri Yukteswar brillavano amorevoli e divertiti.
    “Tu sognavi soltanto, sulla terra; su questa terra-di-sogno
    vedevi il mio corpo-di-sogno”, continuò. “Più tardi hai sepolto
    quell'immagine sognata. Adesso il mio corpo-di-sogno più sottile
    che tu vedi – e che ancora stringi un po' troppo! – è risorto in
    un altro più sottile pianeta-sogno di Dio. Un giorno questo più
    sottile pianeta sognato e questo corpo sognato scompariranno;
    essi non sono eterni. Tutte le chimere sognate devono infrangersi
    al tocco finale del risveglio. Figlio mio Yogananda, impara a
    distinguere i sogni dalla Realtà”.
    Queste vedantiche idee mi colpirono di meraviglia. Mi vergognai
    di aver compianto il Maestro vedendo a Puri il suo corpo senza
    vita. Compresi alla fine che il mio Guru era sempre stato
    perfettamente desto in Dio, poiché aveva percepito la sua vita e
    morte terrena e la sua attuale resurrezione, come null'altro che
    relatività delle idee divine nel sogno cosmico.
    “Adesso ti ho detto, Yogananda, le verità della mia vita, morte e
    resurrezione. Non piangermi, ma piuttosto divulga in ogni luogo
    la storia della mia resurrezione dal mondo terreno, sognato da
    Dio, in un altro pianeta, anch'esso sogno di Dio, abitato dalle
    anime astrali. Una nuova speranza si infonderà nei sognatori del
    mondo, folli d'infelicità e di paura della morte!”.
    “Sì, Maestro!”. Con quale gioia avrei condiviso con gli altri il
    mio giubilo per la sua resurrezione!
    ” Sulla terra le mi.- esigenze erano troppo elevate per esser
    comode; erano inadatte alla natura della maggioranza degli
    uomini. Spesso ti ho redarguito più di quello che avrei dovuto.
    Hai superato la prova che ti imposi; ” il tuo amore risplendeva
    attraverso le nubi di qualsiasi rimprovero . E aggiunse con
    tenerezza: “Sono venuto anche per dirti questo: mai più avrò il
    severo cipiglio della critica. Non ti sgriderò più! “.
    Quanto mi erano mancati i rimproveri del mio grande Guru! Ognuno
    di essi era stato per me un angelo custode che mi proteggeva!
    “Carissimo Maestro! Rimproveratemi ancora un milione di volte!
    Sgridatemi anche adesso!”.”Non brontolerò più”. La sua voce
    divina era grave, eppure vi echeggiava un riso trattenuto. “Tu ed
    io sorrideremo insieme fintanto che le nostre due forme
    appariranno diverse nel mayico sogno di Dio. Alla fine ci
    fonderemo come una cosa sola nell'Amato Cosmico; i nostri sorrisi
    saranno il Suo sorriso; il nostro unico canto di gioia vibrerà
    attraverso l'eternità per essere trasmesso alle anime che sono in
    armonia col Signore!”.

    Sri Yukteswar mi illuminò su alcuni argomenti che non posso qui
    rivelare. Durante le due ore trascorse con me nella camera
    d'albergo di Bombay, rispose a ogni mia domanda. Molte profezie
    sul mondo, dette da lui in quella giornata di giugno del 1936, si
    sono già avverate.
    “Adesso ti lascio, mio amatissímo!” A queste parole sentii il
    Maestro dissolversi entro le mie braccia che ancora lo cingevano.
    “Figlio mio”, la sua voce risuonò vibrante nel firmamento
    interiore dell'anima mia: “Ogni volta che varcherai la soglia del
    nirbikalpa samadhi e mi chiamerai, verrò a te in carne e ossa
    come oggi”.
    Con questa celestiale promessa Sri Yukteswar svanì dal mio
    sguardo. Una voce che sembrava provenire da una nube ripeteva
    musicalmente: “Dillo a tutti! Chiunque conosce, attraverso la
    realizzazione del nirbikalpa, che la terra è un sogno di Dio, può
    raggiungere il più fine pianeta dell'Hiranyaloka, anch'esso
    creato dal sogno, e là mi
    troverà risorto in un corpo esattamente uguale a quello che avevo
    sulla terra. Yogananda, dillo a tutti!”.

    Non vi era più lo schianto del distacco. Il dolore per la sua
    morte, che a lungo aveva minato la mia pace, s'era dileguato in
    profonda vergogna. La beatitudine sgorgava in me come una fonte
    da infiniti pori riaperti dell'anima. Nell'erompente flutto
    dell'estasi i pori dell'anima, già ostruiti dal lungo disuso, ora
    si riaprivano in purezza. Le mie passate incarnazioni apparirono
    al mio sguardo interiore in sequenze simili a immagini
    cinematografiche. Il karma buono e cattivo appartenente a quelle
    figure di sogno era stato dissolto nella luce cosmica riversatasi
    su di me durante la visita divina del Maestro.
    In questo capitolo della mia autobiografia ho ubbidito al comando
    del mio Guru di divulgare la lieta novella, anche se potrà
    sconcertare una volta di più una generazione indolente. L'uomo sa
    bene come grufolare nella terra: raramente ignora la
    disperazione; eppure queste sono cose perverse e non fanno parte
    della vera eredità umana. Il giorno che veramente lo vuole,
    l'uomo viene posto sul sentiero della liberazione. Troppo a lungo
    egli ha prestato orecchio al cupo pessimismo di coloro che gli
    ripetevano: “sei polvere”, senza curarsi del l'anima invincibile.
    Non fui il solo ad avere il privilegio di vedere il Guru risorto.
    Una chela di Sri Yukteswar era una donna anziana, conosciuta
    affettuosamente col nome di Ma (Madre). La sua casa era vicina
    all'eremitaggio di Puri. Spesso, durante la sua passeggiata
    mattutina, il Maestro si fermava per scambiare con lei qualche
    parola.

    La sera del 16 marzo 1936 Ma giunse all'eremitaggio e chiese di
    vedere il Guru.

    “Ma il Maestro è morto una settimana fa!” le rispose Swami
    Sebananda che ora dirige l'eremítaggio di Puri, guardandola
    tristemente.

    “Non è possibilel” protestò ella sorridendo. “Forse volete
    proteggere il Guru dai molesti visitatori?”.

    “No”. Sebananda le raccontò i particolari della sepoltura.
    “Vieni” le disse, “ti condurrò nel giardino davanti alla casa per
    mostrarti la tomba di Sri Yukteswar”.

    Ma scrollò il capo. “Non vi è tomba per lui! Questa mattina alle
    dieci èpassato dinanzi alla mia porta come al solito, durante la
    sua passeggiata. Ho parlato con lui per vari minuti all'aperto
    sotto il sole: Vieni stasera all'ashram – mi ha detto.

    “Eccomi qua! Benedizioni piovono su questo mio vecchio capo
    grigio! Il Guru immortale ha voluto farmi comprendere in quale
    corpo trascendente egli mi ha visitata stamane!”.

    Sebananda, sconvolto, s'inginocchiò dinanzi a lei.

    “Ma”, le disse, “quale enorme peso di dolore togli dal mio cuore!
    Egli è risorto!”.

    http://www.oasidelpensiero.it/saggezza_indiana/Yogananda/resurrezione.htm


    #40461
    Pasquale Galasso
    Pasquale Galasso
    Amministratore del forum

    wind non posso ora, chiribbio è un libro quello che hai postato.
    Vedo se riesco questa sera…


    CONOSCERE NON È AVERE L'INFORMAZIONE

    #40460

    windrunner
    Partecipante

    [quote1224843124=pasgal]
    wind non posso ora, chiribbio è un libro quello che hai postato.
    Vedo se riesco questa sera…
    [/quote1224843124]

    😀 ehm…………… :hihi:


    #40462

    Pyriel
    Bloccato

    Secondo certi professori terreni Gesù sarebbe venuto per
    condurli alla clonazione. Non farci caso Windrunner.


    #40463
    farfalla5
    farfalla5
    Partecipante

    [quote1224864920=windrunner2012]
    Ciao a tutti,
    con davvero tanto piacere che condivido con tutti voi questo passo di Yogananda.
    E' molto molto lungo. Davvero. Ma credetemi… vale la pena di leggerlo.
    [/quote1224864920]

    Wind, questo libro è uno dei più belli che ho letto…..


    IL PARADOSSO DELLA NOSTRA ERA: "Abbiamo case più grandi e famiglie più piccole; Piu comodità, ma meno tempo; Piu esperti, ma piu problemi; Piu medicine, ma meno salute;
    E’ un tempo in cui ci sono tante cose in vetrina e niente in magazzino.
    Parliamo troppo, amiamo troppo poco e odiamo troppo spesso.

Stai vedendo 5 articoli - dal 1 a 5 (di 5 totali)

Devi essere loggato per rispondere a questa discussione.