Freebioenergy: La bioenergia al servizio dell’ambiente


INTRODUZIONE

Utilizzando le “energie naturali” – effettivamente già colte ed acutamente gestite in antichità quando l’uomo (ancora analogico) sapeva sentirsi e sentire la Realtà a prescindere dal concetto – Freebioenergy sviluppa una tecnologia che promuove la riorganizzazione di fase delle strutture coerenti dell’acqua liquida, ottenendo così due principali risultati: evitare la formazione di calcare incrostante ed abbattere drasticamente la carica batterica. Inoltre, nei luoghi in cui sono installati i dispositivi Quantum Freebioenergy (QFBE) si ottiene un’organizzazione dei potenziali elettromagnetici ambientali arrivando ad implementare la ionizzazione negativa dell’aria e l’attitudine al mantenimento di un buono stato vitale e dell’equilibrio del vivente. Freebioenergy persegue la ricerca e sviluppa il proprio know-how senza ghettizzazioni gnoseologiche, consapevole che la realtà fisica espone all’uomo evidenze sperimentali che, sebbene non ancora inquadrate entro precise modellizzazioni teoriche, sono innegabili.

Quindi, è la teoria che va adeguata alla Realtà, non il contrario.

Ecco che lo studio e la ricerca si sostanziano tanto in ambito quantistico, elettrodinamico, chimico-fisico, fisiologico, microbiologico e botanico quanto in quello radiestesico da cui è stato estratto il core applicativo della tecnologia e che, al momento, in maniera ineccepibilmente empirica, costituisce uno dei metodi più precisi per l’orientamento della produzione e la gestione tecnica della tecnologia stessa. Ricordiamo che la radiestesia è una prassi antropologica millenaria e cosmopolita che, ritenuta dall’oscurantismo scientifico appartenente (come ogni cosa a cui i modelli epistemologici non sanno dare conforto) all’ambito “magico” ed “esoterico”. Oggi, attraverso la sempre più profonda comprensione biofisica delle strutture viventi basata su un approccio quantistico di campo, comincia ad inserirsi una possibilità di spiegazione centrata sulla concreta essenza elettromagnetica della materia biologica. Tanto concreta da rendere un essere vivente una sensibilissima “antenna” capace di rilevare variabili elettromagnetiche a debolissima energia tramite il dialogo di fase, parametro fondamentale per ogni struttura coerente come quelle biologiche.

La sensibilità estrema a variazioni sistemiche (cosmologiche-astronomiche, telluriche-sismiche, meteorologiche-climatiche, stagionali) da parte di piante ed animali (gli uccelli è stato dimostrato che sono in grado di orientarsi in campi magnetici statici anche di soli 10 nT, le api arrivano a sensibilità persino intorno a 1 nT) è da tempo risaputa, ma solo ultimamente inizia a palesarsi la possibilità di ricondurre tali fenomeni ad una dinamica biofisica consistente e rigorosa, per es. all’interno dell’Elettrodinamica Coerente (CED). L’obbiettivo principale che orienta l’attività di FBE è il benessere biofisico dell’uomo, del mondo animale e di quello vegetale, nel pieno rispetto e mantenimento delle risorse e dell’armonia della natura, come massima espressione della Vita.
Ora, prima di illustrare i principi fisici che sottendono una simile possibilità tecnologica a costo energetico nullo e comprendere meglio l’autentica connotazione fisica dell’elemento acqua e, insieme, di cosa significhino realmente gli stati fisici condensati (solido, liquido) della materia, esponiamo subito le modalità di funzionamento dei dispositivi QFBE ed alcune caratteristiche tecniche.

La Tecnologia Quantum di Freebioenergy

I dispositivi QFBE sono “distributori” di sequenze coerenti di fase e possono essere progettati per un’azione sia a livello locale (decine di centimetri) tramite supporti in vari materiali – Alluminio, Argento, polimeri termoplastici, vetro, ed altro – sia a livello ambientale (decine di metri). Nelle applicazioni ambientali a lungo raggio (quelle che qui intendiamo più dettagliatamente descrivere), per “trasportare” i potenziali informanti si sfruttano i campi naturali presenti sulla crosta terrestre che sono: il campo magnetostatico (di intensità media pari circa a 0.5 Gauss), i modi elettromagnetici di Schumann (propri della cavità risonante ionosferica, dei quali il fondamentale oscilla a circa 7.83 Hz, valori che possono comunque cambiare secondo ciclicità naturali ed in funzione di massicce attività elettriche antropiche) e la radiazione cosmica di fondo, congiuntamente al cosiddetto “vento solare”. In pratica, essi fungono come mezzo d’accoppiamento e sorgente energetica su cui far viaggiare la configurazione di fase prodotta dal dispositivo (analogamente a onde portanti carrier waves).
Nei dispositivi QFBE “l’alimentazione” (per usare un termine di senso comune, ma impreciso in quanto non si ha a che fare con alcun consumo energetico) è totalmente free, poiché di origine naturale, perpetua e rinnovabile.

L’azione dei dispositivi non consiste in un “emissione” elettromagnetica in senso stretto, in quanto l’output energetico proveniente dal dispositivo è riconducibile al solo “rumore” elettromagnetico ambientale e termico (in quanto siamo a Temperature diverse dallo zero Kelvin!), perciò, al netto, esso è nullo (tanta energia entra – dall’ambiente – quanta ne viene restituita). Entro il raggio d’azione del dispositivo che, a seconda della tipologia e della programmazione, varia da 10 a 60 metri, si sfruttano quindi dei campi (a basse e bassissime frequenze), già presenti in un luogo, per distribuirvi le sequenze di fase volute, cioè i potenziali elettromagnetici ed i bassissimi campi biofotonici associati alle strutture elettroniche coerenti del materiale attivo, precedentemente informato ed opportunamente sagomato costituente il dispositivo. Nel caso dei dispositivi QFBE per azione ambientale a lungo raggio, il materiale principale è l’Alluminio (anche se si stanno conducendo studi anche su altri “substrati”).

La programmazione dei dispositivi, dato che la fase è una variabile che, per l’indeterminazione di Heisemberg, è coniugata al numero di oscillatori di un sistema, non è gestibile ed “afferrabile” direttamente, perché nel momento in cui si analizza od interagisce con il sistema, senza la capacità di risuonarvi, la si distrugge (questo è il modo in cui un fisico classico può percepire un sistema oscillante microscopico: non cogliendone la fase, ma solo i singoli elementi oscillanti). Per tale motivo la programmazione dei dispositivi è condotta in maniera indiretta, tramite metodiche in parte elettroniche, in parte biofisiche (radioniche) che, come risultato del processo, producono l’imprinting nel materiale trattato delle sequenze fasiche capaci di produrre gli effetti voluti sull’acqua (“elemento” fisico altamente sensibile, come vedremo a breve). Le sequenze di fase sono opportunamente programmate per conferire all’acqua caratteristiche fisiche (in funzione di scopi molteplici) così riassumibili:

*Abbassamento della tensione superficiale ed aumento del potere solvatante e dilavante.
*Lieve riduzione del potenziale redox.
*Aumentata capacità di cessione elettronica a cationi di metalli ossidati in soluzione e conseguente riduzione degli stessi: inversione dei processi corrosivi (ad es Fe(2+,3+)).
*Lieve innalzamento del pH.
*Lieve diminuzione dell’assorbanza nel range di frequenze del visibile (in particolare nel verde-azzurro).
*Capacità di favorire assemblaggio dei sali degli ioni in soluzione in forme isomeriche differenti rispetto a quanto prevedibile dalle condizioni di pressione e temperatura riportate in un diagramma di fase (ad es: si ha la conversione allotropica dei carbonati di calcio e magnesio da forma calcitica, concrescente ed incrostante, a forma aragonitica – polverosa, talcotropa e dilavabile).
*Shift delle variabili elettromagnetiche ed elettrochimiche associate ai domini di coerenza dell’acqua che rendono difficile il metabolismo e la riproduzione delle specie batteriche infestanti e/o patogene quali i ceppi della Legionella Pneumophila, della Pseudomonas Aeruginosa, di vari batteri coliformi, Salmonella, Escherichiacoli e del biofilm in genere. Per giunta, il dilavamento del calcare dalle pareti interne delle condutture e dei serbatoi promuove il distacco del biofilm e l’asportazione della carica batterica suddetta, in quanto sdomiciliata dal micro ambiente in cui proliferare.
*Aumento della ionizzazione negativa media dell’aria entro il raggio d’azione previsto.
*Parziale inertizzazione (al 60%) delle frequenze elettromagnetiche (e relative modulazioni) dalla dimostrata significativa interferenza con i processi fisiologici e citologici (wi-fi, telefonini, emissioni degli elettrodomestici vari, antenne radiotelevisive, tralicci e cavi dell’alta tensione, ecc). Accoppiando a queste radiazioni elettromagnetiche un opportuno pacchetto di fase si può riscontrare a medio-lungo termine una minore loro efficacia nell’abbattimento o distorsione dei normali processi fisiologici (come trasporto ionico di membrana, mantenimento del potenziale elettrostatico superficiale, frequenza di pulsazione elettrodinamica, energy management della cellula).
*Ottima riorganizzazione della distribuzione dei potenziali elettromagnetici nell’ambiente:
quelle che spesso sono indicate come “geopatie”, “reti di Hartmann e Curry”, acque sotterranee in scorrimento, tensioni meccaniche e piezoelettriche di faglie sotterranee, non sono in realtà strutture regolari e isotrope, ma distribuzioni complesse, polimorfe e tridimensionali del campo magnetico ed elettromagnetico terrestre che, sito per sito, sono la risultante di moltissime variabili.
Poiché la salute dipende strettamente dalle grandezze elettromagnetiche, è assolutamente prevedibile che vi siano luoghi le cui configurazioni dei campi e dei potenziali siano meno adatte all’attività fisiologica che in altri; in tal senso gli animali sono molto “competenti”, affidando alla loro sensibilità fisiologica la scelta del luogo di un giaciglio, di una tana, di un nido, ecc. Come sopra, la riorganizzazione di fase mirata e programmata nei Quantum, entro il raggio d’azione del dispositivo, conferisce all’ambiente grande attitudine al mantenimento del benessere dell’uomo, delle piante e degli animali da compagnia.
*L’organizzazione super-coerente prodotta nell’acqua dal QFBE la rende estremamente più assimilabile dalle piante; questo avviene non tanto per un processo di micronizzazione dei domini (che a T ambiente sono comunque aggregati istantanei il cui tempo di vita è circa 100 femtosecondi, che coinvolgono decine di milioni di molecole) quanto per una risonanza con le frequenze proprie delle strutture viventi delle piante, con le quali l’acqua “segnalizzata” si accoppia meglio elettrodinamicamente e viene assorbita e gestita dal sistema vegetale in maniera ottimale.
*Questo implica uno “stato vitale” delle piante molto più stabile, con capacità significativamente accresciuta di resistere a parassiti ed infestanti e di assimilazione dei metaboliti; l’acqua necessaria per l’irrigazione e l’utilizzo di concimi ed antiparassitari sono riducibili di quasi la metà in quanto la pianta è in grado di compiere le proprie ciclicità biochimiche a resa decisamente maggiore e, per la stessa ragione, i prodotti edibili (ortaggi, frutta, verdura) risultano organoletticamente più ricchi e salutari (anche l’emissione biofotonica è nettamente incrementata).

Com’è possibile agire su molti fronti, tramite la sola acqua?

Dobbiamo capire cosa è l’acqua liquida, cosa significhi, secondo la Teoria Quantistica dei Campi (QFT), il termine “stato condensato” della materia e quale ruolo giochi la coerenza in fisica della materia.

Per approfondire e maggiori informazioni: www.freebioenergy.it/


La fisica dell'informazione alla base di una nuova tecnologia biodinamica, eco-etica e cosmopolita a cura di Paolo Renati (Freebioenergy R&D Department).
L’ACQUA E L’AZIONE DEI DISPOSITIVI QUANTUM FREEBIOENERGY

LA TERMODINAMICA CLASSICA

Secondo la termodinamica classica, le transizioni di fase sono, semplicemente, passaggi da regimi della materia in cui prevalgono forze di tipo repulsivo, entropico, disordinante (come nei gas), ad altri in cui “vincono” quelle di tipo attrattivo, ordinante ed associate ad un alto valore di energia libera (nei liquidi, nei vetri, nei cristalli). Quest’ultimo tipo di forze è per lo più considerato di natura prevalentemente elettrostatica. In tal modo si è sempre sostenuto, per esempio, che il passaggio da vapore a liquido avvenga perché ad una temperatura sufficientemente bassa (e ad una data pressione) le interazioni attrattive tra le molecole (forze dipolari, di Van der Waals, legami a H, a seconda dei casi) riescono a prevalere sulle energie cinetiche delle collisioni (disgreganti) a cui le molecole sono soggette. Eppure se si effettuano delle simulazioni al calcolatore, ad esempio per la molecola d’acqua, inserendo i parametri reali propri di questo tipo di interazioni elettrostatiche (dette nel caso legami a Idrogeno), il cui tempo di vita a temperatura ambiente, circa 300 K, è di appena 2 picosecondi(1), non emerge affatto uno stato condensato, ma si avrebbe ancora un gas incoerente e stocastico.

L’approssimazione elettrostatica, con tempi di interazione così brevi, risulta non verosimile. Questo quadro teorico lascia poi scoperti alcuni aspetti non trascurabili al fine di comprendere la reale natura della materia e dei campi (forse, in fondo, non così distinguibili tra loro) e al fine di cogliere il rationale che sta alla base di un certo modo di inter-agire su essi come quello della tecnologia QFBE, così come altre fenomenologie legate alle cosiddette acque vibrazionali, o alle procedure omeopatiche, alla chinesiologia e molto altro. Anche evidenze sperimentali ordinarie sono impossibili da ricondurre ad un simile modello, ad esempio: la sonoluminescenza(2) delle bolle di vapore disperse in fase liquida, l’eziologia dell’entalpia di condensazione (o calore latente), la dissoluzione ionica e la fenomenologia elettrolitica, il ponte d’acqua sospeso… solo per citare le più salienti.

LA TEORIA QUANTISTICA DEI CAMPI

L’elettrodinamica quantistica (QED) propone una prospettiva davvero interessante, fisicamente consistente, che privilegia il concetto di campo, più che quello di particella, andando di conseguenza a svelare quanto la natura di certe dinamiche fisiche sia sostanzialmente collettiva e quanto la relazione-tra-elementi sia forse ben più significativa dei singoli elementi. Questa “attenzione” riesce impossibile alla fisica classica, per la quale la realtà è una sommatoria di corpi isolabili interagenti per mezzo di forze ed energie. Non potendo in questa sede esporre tutta la trattazione elettrodinamica (per la quale rimandiamo a [1]), ci limitiamo a riferire che l’acqua allo stato liquido, come molte altre sostanze, si compone di due fasi:

*una coerente, molto ordinata, in cui gli elettroni delle molecole oscillano in fase tra loro e con un campo elettromagnetico (CEM), auto-intrappolato nell’insieme di molecole, tra due livelli energetici (un fondamentale sp(3) ed un eccitato 5d);
*una incoerente, disordinata, sostanzialmente gassosa, in cui le molecole sono soggette alle dinamiche stocastiche dell’agitazione termica.

Nella fase coerente gli insiemi istantanei delle molecole oscillanti in fase sono detti domini di coerenza (CD). Nei CD gli elettroni danno luogo ad orbite collettive sulla superficie esterna in grado di accoppiarsi con deboli campi elettromagnetici e magnetici che permettono di abbassare ulteriormente il costo energetico della fase coerente, aumentandone la stabilità termodinamica. Stabilizzare ulteriormente la fase coerente implica un aumento della nettezza della fase di oscillazione, questo significa un aumento d’ordine del sistema coerente. Collettivamente, questo può essere fatto, ad esempio, ordinando i momenti di dipolo magnetico associati ad ogni CD, se presente un campo magnetico ambientale. Come si può vedere, una dinamica di abbassamento di entropia, quale l’ordinamento dipolare, è associata ad un aumento della stabilità termodinamica. Questo sembra contrario ai postulati della termodinamica classica, in particolare al Secondo Principio, solo se, però, ci si dimentica che esso vale per i sistemi isolati.

I domini di coerenza si comportano infatti come strutture dissipative, cioè sistemi aperti, che possono esportare energia all’esterno abbassando il proprio ground state (il livello di vacuum), ponendosi in favore termodinamicamente all’aumento d’ordine. Ecco perché è possibile una liquefazione dal vapore: se l’espulsione di energia in eccesso (il calore latente di liquefazione) da parte delle molecole che si organizzano in domini fosse impedita, la condensazione della fase liquida non potrebbe avvenire. Per descrivere termodinamicamente questo tipo di sistemi bisogna allargare la modellizzazione alla termodinamica dei processi fuori equilibrio, delle trasformazioni irreversibili e dei sistemi aperti come già condotto da vari studiosi, tra cui il Premio Nobel Ilya Prigogine [32,33]

Attraverso il dialogo dei potenziali elettromagnetici tra i domini, è possibile rendere questi ultimi risonanti tra loro, facendo accedere così il sistema ad una super-coerenza in cui gli elettroni possono frequentare ulteriori livelli eccitati molto vicini tra loro (al di sotto della soglia di ionizzazione). In base alle condizioni al contorno (campi, irraggiamento, contatto con superfici, temperatura, potenziali e fasi, ecc.) vengono selezionati alcuni dei molti livelli possibili, generando una precisa “configurazione” fisica pertinente ad un dato “tipo” d’acqua, distinguibile da altri per le sue proprietà fisiche, seppur chimicamente vi sia totale identità. In base alla configurazione elettromagnetica super-coerente del sistema liquido, cambiano le proprietà chimico-fisiche dello stesso[2-30, 38-41].

Infatti, ad una data super-coerenza corrispondono certe fasi elettromagnetiche del sistema, proprie dei vari livelli di oscillazione appartenenti ad una gerarchia autocorrelante, che dal livello elettronico-molecolare arriva fino a scale meso e macroscopiche dei domini di domini e di interi volumi d’acqua, fino agli ecosistemi (questo suggerisce perché l’acqua sia così indispensabile per la vita: la ragione non è solo chimica, ma elettromagnetica, è il dialogo di fase di cui essa è garante).

I DISPOSITIVI QUANTUM DI FREEBIOENERGY
L’azione dei dispositivi QFBE è in un certo senso non-locale, in quanto incentrata sui potenziali elettromagnetici che dialogano con l’ambiente alla velocità di fase (ben maggiore di c). Questo significa che non è necessario alcun contatto tra il dispositivo e l’acqua da informare, l’interazione si svolge a livello ambientale. La portata di tali dispositivi è in grado di estendersi fino a volumi sferici (3D) del raggio di 60 metri. I dispositivi QFBE, attraverso la cessione dei segnali elettromagnetici ultra-deboli interagiscono con le strutture super-coerenti proprie dell’acqua presente nel raggio d’azione. Così come in omeopatia si fa con la succussione a seguito di ogni diluizione al fine di renderla “attiva”, per instaurare stabilmente tra tutti i domini la nuova configurazione super-coerente indotta dal dispositivo, l’acqua deve almeno per alcuni secondi essere in movimento (meglio se turbolento): l’energia cinetica del moto del fluido permette ai domini di superare un piccolo potenziale termodinamico che va valicato, al fine di facilitare il processo dissipativo associato all’instaurarsi della nuova configurazione collettiva.

L’acqua liquida, una volta recepite le sequenze di fase ed adeguatasi nella nuova configurazione elettromagnetica, mantiene le proprietà assunte per distanze molto maggiori del raggio d’azione del dispositivo (fino a qualche Km) e per tempi dell’ordine delle settimane (valori fisicamente congrui, persino conservativi con le dinamiche chimico-fisiche in atto). Sottolineiamo che il processo informante non comporta affatto una diminuzione delle dimensioni degli aggregati molecolari, chiamati spesso clusters (niente affatto corrispondibili ai domini di coerenza). Le molecole d’acqua infatti, come ogni altra specie, lo ribadiamo, non potrebbero mai dare luogo ad una fase condensata (il liquido) se non costituissero degli ensemble collettivi in cui accoppiarsi con un campo elettromagnetico auto intrappolato. E affinché ciò accada il numero di molecole coinvolte in ciascun ensemble deve essere maggiore di un valore critico, Nc, tale da permettere una densità critica nell’aggregato, Dc (calcolata rispetto al volume uguale al cubo della lunghezza d’onda del quanto di campo intrappolato) che, superatala, lo pone in una condizione termodinamicamente favorevole ed elettrodinamicamente stazionaria. Nel caso dell’acqua la densità critica è circa 0.31 g/cm^3 equivalente ad un Nc di almeno 2×10^4 molecole.

Questi valori, inoltre, sono validi in condizioni ancora metastabili, cioè mentre il sistema sta transendo dalla fase gassosa a quella liquida: all’equilibrio, a temperatura ambiente, il CD consta di circa 12 milioni di molecole! [1-6,39]. Se di cluster (modificabili) si vuole parlare (riferendosi alle strutture “modificabili”), bisogna al più riferirsi ai “domini dei domini coerenti”, cioè alla struttura super-coerente dell’acqua, il che significa che ci si sta riferendo a quantitativi enormi di molecole. Le osservazioni empiriche di Masaru Emoto [40,41] hanno mostrato, seppur senza stabilire una quantitativa corrispondenza tra frequenze e forme, che acque con differenti sequenze di fase (cioè con differenti configurazioni elettroniche super-coerenti) ripropongono geometrie di cristallizzazione diverse. Il ricondurre l’azione dei potenziali e delle fasi, comunque, alla geometria e volumetria delle strutture super-coerenti è fortemente riduttivo, se non fuorviante. Infatti, essendo le strutture coerenti delle strutture quantistiche, in perenne fluttuazione (anzi, si costituiscono proprio dell’oscillazione continua tra vari livelli energetici ed il tempo di vita sul livello eccitato del CD ha una durata istantanea di appena 100 femtosecondi), ha poco significato fisico pretendere di “visualizzare” geometricamente gli effetti del processo informativo.

Altrettanto riduttivo e meccanicistico risulta pensare a singole e precise frequenze, individuabili ed estrapolabili in uno spettro di Fourier. Come fanno notare A. Tedeschi ed E. Del Giudice, “un sistema coerente è soprattutto un sistema frattale olografico” [31] in cui, in realtà, si hanno complessi insiemi multilivello di frequenze che costituiscono, e sono a loro volta costituenti, sottoinsiemi di frequenze a molteplici scale, pressoché infinite: le oscillazioni e le frequenze man mano che si sale nella scala frattale diventano sempre più basse e coinvolgono livelli materici e spaziali sempre più vasti; mentre, più ci si spinge a livello dimensionalmente microscopico, si ha a che fare con oscillazioni sempre più fini e, quindi, di frequenza grande ed alta energia. Questo reciproco “incastro” esprime perfettamente la coniugazione quantistica tra materia ed energia (cioè frequenza) propria del principio di indeterminazione di Heisemberg che sottende in una magia analogica l’intera Realtà.

Le dimensioni dei CD sono un parametro che dipende esclusivamente dalla lunghezza d’onda del CEM auto intrappolato (che è a sua volta relativa alla distanza energetica tra i livelli molecolari coinvolti nell’oscillazione coerente), per l’acqua siamo intorno a circa 1000 Å, e dalla temperatura cioè dall’energia cinetica delle molecole della sola frazione incoerente che tendono a mandare fuori tune quelle sul bordo del dominio. Nella fase coerente le molecole si muovono tutte all’unisono quindi tra loro è come se avessero velocità reciproca nulla, quindi tra loro non si verificano collisioni (disordine assente, entropia praticamente nulla). I potenziali sono grandezze fisiche che, a differenza dei campi, non sono associate al trasporto di energia quindi nell’approccio classico non si possono “misurare”; se ne possono misurare solo le differenze (come la tensione, ΔV, in un circuito). In un approccio quantistico si può invece risalire ai potenziali (non solo alle differenze) tramite gli effetti quantistici (in special modo sulla fase) che essi producono. Essi, in particolare il potenziale vettore (A), “trasportano” solo informazione, fase appunto. Un potenziale può essere diverso da zero e “portare” quindi con sé una fase di oscillazione (informazione) anche dove del campo non v’è traccia(3).

Facendo un interessante inciso, nella QFT e nel contesto della CED emerge che la fase è legata, tramite il principio di indeterminazione di Heisemberg, al numero di quanti oscillanti (N), cioè al numero di quasi-particelle auto intrappolate risonanti nell’ensemble coerente: in unità naturali(4) risulta valere la relazione , ove esprime l’incertezza sulla grandezza fisica che la segue [2]. Ciò significa che, se il numero degli oscillatori vibranti ad una certa fase è definibile con precisione infinita (approccio classico), quest’ultima (la fase) risulta completamente indeterminata, non definita (non può assumere certamente un auto-valore); viceversa, facendo una similitudine musicale, per avere un oscillazione “pulita” e ben definita, il numero degli “orchestrali” deve essere ignoto, ossia esso deve avere la massima incertezza-indeterminazione (approccio QFT in cui non si ha più a che fare con particelle isolabili, ma con quasi-particelle entangled, perciò indistinguibili, dalla funzione d’onda comune).

Per aumentare sempre più l’incertezza sul numero degli oscillatori allora, ed avere sempre meglio definita la fase di questo unicum di quasi-particelle coerenti, l’unico modo è far tendere il numero degli oscillatori ad infinito. Questa è la ragione fondamentale per cui un sistema coerente di dimensioni finite (come un singolo dominio di coerenza), una volta raggiunto un proprio primo equilibrio termodinamico, tenderà, per raggiungere un ulteriore minimo energetico, a porsi in risonanza con altri sistemi simili in grado di oscillare con la stessa fase, sulle stesse “righe spettrali”. E’ così che si instaura la super coerenza tra i CD i quali mettono in comune i livelli di eccitazione degli elettroni dei vortici freddi, dissipando ulteriormente entropia: aumentando N, l’incertezza sulla fase, , tende a zero, perciò la coerenza, termodinamicamente favorevole, risulta ulteriormente stabilizzata dalla super-coerenza. Come ha già fatto notare Ilya Prigogine [32,33], questo è possibile se il sistema è termodinamicamente aperto, cioè dissipativo. Proprio per questo non è possibile descrivere i sistemi viventi attraverso la sola termodinamica classica, la quale descrive bene i processi reversibili ed i sistemi chiusi o isolati.

L’approccio “classico” si centra sull’isolabilità dei componenti, ignorando e distruggendo completamente la fase. Nella maggior parte dei casi questa approssimazione può risultare efficace, finché non ci si spinge a voler interpretare aspetti più “sottili”. La descrizione di un sistema coerente non può prescindere da questa seconda modalità di approccio, esigente una prospettiva quantistica di campo, appunto. Un sistema coerente non è riducibile ad una macchina termica perché l’energia fornita dall’esterno per fargli compiere del lavoro non è il prodotto dell’energia necessaria per “azionare” un elemento, moltiplicata N elementi: questa sarebbe la risposta di una serie di elementi indipendenti, incoerenti. Laddove la coerenza è la condizione vigente, invece, la risposta del sistema ad un input energetico può essere di entità decisamente rilevante e molto maggiore dello stesso input, anche se questo è molto minore dell’energia che sarebbe necessaria per far mutare di stato la somma degli N elementi se questi fossero scorrelati (incoerenti). Anzi, la risposta a tale stimolo, in un sistema coerente risulta addirittura maggiore tanto più esso è minimo. Questo è proprio un tratto tipico dei sistemi viventi(5).

Nella “versione di campo” del principio di indeterminazione, poco fa enunciata, si trova il razionale fisico per comprendere quanto abbiamo accennato all’inizio in merito al fatto che in Natura la prima “forza” (vitale) è quella della risonanza e dell’organizzazione cooperativa (autopoietica) e non quella della collisione, della “lotta”, del caos. In ambito biologico, dato che un sistema vivente è un sistema super-coerente in cui gli stati psicofisici sono dimostrabilmente ascrivibili a configurazioni di fase EM [25,26,28,29], questo principio fisico fondamentale include anche il fatto che la tendenza alla risonanza, all’empatia, alla condivisione sono dinamiche di interazione (auto consistenti) primarie rispetto a quelle collisive [2,6,24], meccanicistiche e stocastiche, basate sull’isolamento dei singoli elementi i quali, come abbiamo già visto all’inizio in merito al paradigma quantistico, ora sappiamo non avere una necessità ontologica in sé, se non come approssimazione. Per concludere, il dr. Nolfang Ludwing nel 1990/91 scoprì che i materiali che vengono a contatto con l'acqua lasciano dietro a loro un biglietto di visita sotto forma di frequenze (vibrazioni). L'acqua ha una memoria formidabile, non dimentica nulla. Il Dr. Ivan Engler, ricercatore medico per i procedimenti naturali di Salisburgo scrive:

“L'acqua è sfruttata da tempo nei procedimenti di guarigione naturali in quanto portatrice di informazioni. Osservazioni sperimentali e cliniche hanno dimostrato che l'acqua è capace di memorizzare per tempo prolungato le frequenze del campo elettromagnetico globale. Possiamo così spiegare gli effetti dannosi e quelli positivi, curativi. L'acqua è la madre di tutte le forme di vita e della dinamica del processo energetico vitale. In natura l'acqua rappresenta il miglior elemento per l'accumulo e il trasporto del calore e per la propagazione delle onde”.

Note:


1 – 1 picosecondo: 1 psec = 1×10^-12 sec.
2 – Una bolla di vapor d’acqua, immersa in acqua liquida e perturbata acusticamente, viene posta in oscillazione meccanica tramite emissione di onde sonore: durante i picchi di massimo della pressione dell’onda sonora, parte del vapore della bolla passa alla fase liquida e accade viceversa quando si è in concomitanza dei minimi pressori dell’onda. A questa fluttuazione dimensionale volumetrica della bolla, si è notato in [2,18] che nel passaggio da vapore a liquido (quindi nella fase contrattiva della bolla) si ha una debole emissione nel vicino ultravioletto (~ 270 nm) il che esprime un abbassamento di energia del sistema nel transire a stato condensato (liquido): questo è possibile solo se a questo stato è associata un’uscita di energia libera ad alto ordine (bassa entropia, quindi senza termalizzazione), il che significa che il sistema è in qualche modo strutturato in maniera organizzata, tale da far rispondere i propri elementi vibranti in fase, cioè essendo un sistema coerente, il cui significato è approfonditamente specificato a breve. Si vedrà inoltre più avanti perché l’emissione è piccata a ~ 270 nm nello spettro elettromagnetico.
3 – Ben noto a questo proposito è l’effetto Bohm-Aharonov che riguarda le alterazioni della figura d’interferenza prodotta da elettroni transienti in prossimità di solenoidi o toroidi quando questi ultimi sono percorsi da corrente (il campo magnetico è completamente intrappolato al loro interno, mentre all’esterno di essi è nullo, ma non lo è il potenziale vettore; se invece non viene fatta circolare corrente entrambi sono nulli in ogni punto dello spazio interno ed esterno al toroide); il fatto che la figura d’interferenza subisca alterazioni quando circola corrente implica che è stata alterata la fase dell’onda pilota associata all’elettrone, la quale ha appunto subito l’influenza del potenziale vettore. Questa influenza è rilevabile solo tramite questo effetto indiretto perché il potenziale non è una grandezza “misurabile” direttamente, in quella regione non vi è alcuna emissione di campi e.m.. Altre versioni dell’esperimento che mostrano peraltro quanto i sistemi biologici siano sensibili ai potenziali elettromagnetici più che ai campi, sono quelle in cui si vede che le modalità ed i tempi di precipitazione e separazione in campioni di sangue della parte corpuscolare dal plasma (VES), cambiano se il toroide posto in prossimità delle provette è percorso da corrente o meno, ed ancora che, anche a seconda della frequenza della corrente alternata si evidenziavano ulteriori differenziazioni nel processo. Significativi risultano gli esperimenti compiuti dal Prof. G. Piccardi, condotti in varie parti del mondo ed in varie condizioni di potenziale del campo magnetico terrestre (luna piena, terremoti, eclissi, ecc.), che mostravano rilevabili differenze sulla fluorescenza dell’acqua, sulle modalità di reazione di certi sistemi chimici, sull’assorbimento cellulare e la precipitazione di soluzioni ioniche ed aminoacidiche [75].
4 – Le unità “naturali” in fisica costituiscono sistemi di misura definiti partendo dalle costanti fisiche universali in modo che alcune di esse, prescelte, assumano valore unitario, per tale motivo i sistemi di unità naturali sono più d’uno; in quello considerato, “di Plank”, la carica dell’elettrone vale e=0.3, la velocità della luce (c), la costante di Plank (h), la Costante di Boltzmann (KB) sono tali che c=h=KB =1.
5 – Weber e Fechner misero in evidenza il principio fondamentale della fisiologia (quello del Minimo Stimolo), in cui si vede che la funzione che correla lo stimolo dato ad un sistema biologico e la risposta di quest’ultimo è un logaritmo[19]: , dove C è una costante che varia da sistema a sistema. Questo significa che sotto un certo valore, S0, tale per cui la risposta vale zero, si ha un aumento in modulo del valore di R quanto più S si avvicina a zero; inoltre il segno è negativo, il che significa che la “reazione” all’input esterno è rivolta all’interno del sistema stesso il quale sta quindi rispondendo con un adattamento implicante la modifica di se stesso rispetto all’ambiente. Ciò non accadrebbe se gli stimoli fossero grandi perché provocherebbero solo reazioni volte all’esterno (algebricamente il segno di R sarebbe positivo) e sempre minori in proporzione all’aumento di intensità degli stessi.

Bibliografia – References

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Freebioenergy: La bioenergia al servizio dell’ambiente ultima modifica: 2013-07-27T17:31:10+00:00 da Richard
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Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)