Gli stivali magnetici degli astronauti (stivali Radus)

Il Giornale Online

Cercate di trovare gli stivali magnetici originali degli astronauti che furono sviluppati dalla NASA. Gli stivali originali erano eccellenti. Per i test di accettazione, un ingegnere vestito da astronauta camminò lungo la base di una trave di acciaio in una grande area di ricerca, sottosopra contro l’attrazione della gravità terrestre. Camminava passo a passo, posando “giù” il piede e poi rialzandolo “su”.

Non ci sono problemi nel trovare magneti abbastanza potenti da tenere saldamente l’astronauta in una tale posizione capovolta. Il problema con semplici stivali magnetici che usano magneti così potenti è che, una volta che viene appoggiato il piede, a meno che egli non sia King Kong, l’astronauta non riesce a sollevare di nuovo il piede.
Comunque, gli stivali Radus risolsero completamente il problema. Se i campi magnetici permanenti vengono spenti per il piede che l’astronauta vuole sollevare, egli lo può alzare facilmente e compiere un altro passo. Poi se i campi vengono riaccesi di nuovo quando egli appoggia il piede, quest’accensione/spegnimento dei campi gli permette di camminare in maniera simile a quella naturale, anche se un po’ più lentamente.

Effettuare quest’accensione/spegnimento con normali “batterie e bobine” sarebbe assolutamente ingombrante e pesante – e perlomeno scomodo.

Con gli stivali Radus, l’astronauta poteva sollevare il piede semplicemente spegnendo con facilità I campi magnetici permanenti. Questi si accendevano di nuovo quando egli posava il piede. E non doveva portarsi dietro un’enorme batteria, per fornire l’enorme corrente necessaria per farlo.

Beh, non ci voleva un genio per capire che, quando puoi facilmente accendere/spegnere I campi magnetici di un magnete permanente, e il magnete possiede anche una memoria interna come avevano I magneti di Radus, allora con un po’ di ingegno nell’accendere/spegnere uno avrebbe potuto usare questi magneti a interruttore per produrre un motore a magneti permanenti auto-alimentato e auto-switching. Il magnete, essendo un dipolo permanente, è già un tipo particolare di “generatore free energy”, dal momento che fa passare l’energia magnetica direttamente dal vuoto a causa della sua asimmetria nel flusso energetico del vuoto.

Dal punto di vista dei baroni dell’energia, quei magneti Radus e quegli stivali Radus dovevano sparire, e sparire subito. E così fecero.

Perciò la NASA sviluppò il tipo di stivali magnetici “shuffler” dove l’astronauta non può sollevare lo stivale dalla superficie, ma deve far “correre” i suoi piedi su di essa in maniera scivolosa e terribilmente scomoda. In questo modo, come si può notare, nessuno può utilizzare gli stivali magnetici – che ora sono solo magneti permanenti quasi ordinari, senza memorie e senza campi switchabili – per creare un dispositivo overunity o un motore a magneti permanenti auto-alimentato.
Negli stivali originali sviluppati da Radus et al. A Westinghouse, i campi magnetici stessi – dei magneti permanenti – venivano semplicemente accesi/spenti.! E i magneti avevano una memoria. (Da quel che si sa, persino oggi nessuno vi dice che in molti magneti vergini freschi di fabbrica, il loro primissimo utilizzo ne condiziona la memoria! Questo fatto può essere utilizzato, ad esempio, per creare magneti i cui campi sembrano normali, ma che deviano dal normale comportamento dei magneti ordinari, inclusa la produzione di anomalie nei loro campi magnetici.
Questo fatto – l’induzione deliberata di memoria magnetica in un magnete permanente vergine con il suo primo utilizzo – cerca disperatamente un giovane e preciso studente universitario che faccia una ricerca pionieristica e sostanziale su questo fenomeno, e faccia la sua tesi di laurea in fisica su questo. C’è un premio Nobel che attende un futuro giovane e preciso scienziato che decifri completamente questo meccanismo di “condizionamento della memoria magnetica”. L’intero modo di creare magneti permanenti con memoria , e di come usarli in sistemi operanti, è ancora un territorio oscuro e largamente inesplorato. Infatti, molti ricercatori non sono neppure consapevoli dell’esistenza del fenomeno. Ai baroni dell’energia piace così!

Comunque, torniamo agli stivali di Radus. Con essi, l’astronauta poteva realmente alzare il suo stivale e assumenre un’andatura a passo quasi normale.
Così ovviamente questi stivali scomparvero dopo solo pochi anni dal loro sviluppo.
Come sono state recuperate le informazioni sui veri stivali magnetici

C’è voluto molto per ricostruire la vera storia degli stivali di Radus scomparsi. La maggior parte di questo lavoro è stata fatta, sfortunatamente, prima dell’avvento dei grandi database per computer. Molto del lavoro originario non è semplicemente contenuto nei database computerizzati. Perciò non si sarebbe ottenuto nulla (eccetto per i più recenti “shufflers”) cercando, in quei database, descrizioni e termini relativi agli stivali magnetici degli astronauti.
Un ricercatore eccellente, John Reed, venne in aiuto. John è un ricercatore di prim’ordine. Rintracciò realmente la sorella di Radus (Radus era deceduto), che gli permise molto gentilmente di accedere ad alcuni fascicoli che Radus aveva lasciato. Con il suo permesso, John copiò i fascicoli. Così in questo modo la maggior parte della strana storia dei veristivali magnetici degli astronauti poté essere ricostruita, prima che il controllo della trama venisse applicato da chi-sapete-voi.

Esprimiamo ceramente il nostro sincero apprezzamento verso la sorella di Radus per la sua cortese assistenza e gentilezza. Diamo pieno credito a John Radus per l’invenzione del magnete switchabile e del condizionamento dei magneti con una memoria. Ed esprimiamo il nostro profondo apprezzamento a John Reed per aver profudo un tale impegno per trovare qualcosa che certe parti intendevano far scomparire dalla storia, o perlomeno dissolvere in una confortevole oscurità.
Se siete interessati nei motori a magneti permanenti, assicuratevi di controllare le referenze di Radus citate alla fine di questo articolo, e assicuratevi di controllare le referenze di Kawai.

Il ricercatore deve comprendere I fenomeni dei materiali magnetici non lineari
E per inciso, ecco alcuni consigli per il ricercatore di motori magnetici che non ha una buona conoscenza dei materiali magnetici. Dovete andare oltre la visione superficiale che “il magnete ha un polo nord e sud e un campo tra di essi” e oltre la nozione dei soli “semplici domini magnetici” – cioè la nozione che “i magneti grandi sono composti da magneti piccoli”. Dovete andare più a fondo con i materiali magnetici ed il loro comportamento.

I materiali magnetici sono altamente non lienari. Non è così semplice come semplicemente “allineare i domini”. Ci sono molti fenomeni non lineari che avvengono nei magneti oltre a quello che è indotto dai semplici polo nord e sud! Il campo derivante da ogni magnete permanente ha una struttura interna, nascosta e dinamica. Ci sono dinamiche che avvengono all’interno del campo di un magnete permanente, e comprendenti tale campo. Ci sono almeno 14 tipi di magnetismo – e addirittura, più di questo se controllate il lavoro di Ehrenhaft sui monopoli magnetici, convalidato da Mikhailov e Barrett, e se controllate il lavoro di Evans e Vigier dul campo scalare magnetico B(3) che ha origine da un monopolo magnetico topologico ed è evidenziato ad esempio in interferometria ed in altri esperimenti.

Il magnetismo è intimamente connesso con la rotazione delle particelle fondamentali, e dovete comprendere anche quest’area. Perciò, a meno che non vogliate essere uno sperimentatore in fasce, prima lavorate molto sulle aree dei fenomeni dei materiali magnetici, sui diversi tipi di magnetismo, sui potenziali magnetici multivalore, sui monopoli magnetici, sull’interferometria, sulle onde e i fenomeni di spin, etc. Se riuscite a reperirlo, un libro veramente buono (che è relativamente semplice per gli ingegneri ed è diretto e comprensibile) è il libro fuori-commercio di Cullity (citato). Se siete molto seri, contattate l’editore ed ottenete il permesso di riprodurlo legalmente in copisteria per un piccolo prezzo, come abbiamo fatto noi. Sarete molto felici di averlo fatto. È probabilmente l’unico libra più comprensibile del suo genere. Un altro libro veramente buono da recuperare è l’”Handbook of Magnetic Phenomena” (“Manuale dei fenomeni magnetici”) (citato). Un libro estremamente utile “quick reference” per il taschino è “The Nature of Magnetism” (“La natura del magnetismo”) (citato).

Perché gli stivali degli astronauti vennero cambiati
Ma torniamo agli stivali degli astronauti. Hangar e Rosener (citati) vi parleranno degli attuali stivali “shuffler”. Semplicemente dimenticateveli; sono inutili a voi in quanto intraprendenti ricercatori di sistemi overunity. La lettura del lavoro di Radus (citata) vi ragguaglierà sui precedenti stivali, molto migliori.
Se trovate ulteriori riferimenti sul lavoro di Radus e sui veri stivali magnetici degli astronauti, per favore condivideteli con noi, e noi li aggiungeremo qui in questa sezione per tutti.
Perché pensate che la NASA più tardi rimpiazzò l’eccellente stivale Radus con il tipo “shuffler” di molto inferiore?
Vedete, se potete facilmente commutare i campi di un magnete permanente come volete, e fare in modo che il magnete abbia anche una memoria che avete deliberatamente condizionato in esso, potreste facilmente costruire un motore auto-alimentato a magneti permanenti adattando tale memoria (comportamento asimmetrico) e la commutazione. Questo è perfettamente ammissibile dalle leggi della fisica e dalle leggi della termodinamica, poiché si usa un sistema dissipativo aperto lontano dall’equilibrio termodinamico. Qualsiasi dipolo come quello di un magnete permanente è un sistema aperto legittimo che riceve liberamente energia dal suo ambiente (il vuoto attivo) e che ri-emette parte di quella energia in forma di un flusso utilizzabile di energia Poynting.

L’altro motivo interessante è che non usate correnti elettriche attraverso i dipoli sorgente per ucciderli! Zounds! Questo significa che potete avere mezza soluzione già pronta sin dall’inizio; non avete “consumato corrente” per respingere attraverso il dipolo o deviarlo in giro liberamente con mezzi straordinari. Tutto quello di cui dovete preoccuparvi è la comprensione e la commutazione temporizzata molto intelligente e precisa. (E deve essere intelligente; non dobbiamo sminuire l'abilità e la perseveranza necessarie per il raggiungimento di tale compito!)
Ma gli stivali Radus rappresentavano una grande minaccia per I baroni dell’energia e per I cartelli dell’energia mondiali. Quindi quegli stivali a “commutazione di campo” dovevano sparire. E così fecero!

Quindi quei treni carichi di carbone e quelle petroliere continuarono ad arrivare. E i sottoprodotti di tutta quella combustione di idrocarburi continuò ad inquinare le città ed il pianeta.
Questa è un’area che chiede disperatamente l’azione del Congresso e del Senato. Perché non forzare quei “servi del governo”, ai quali noi tassati mandiamo così tanti miliardi di dollari, a tornare indietro e a compilare tutte le informazioni ed i dati disponibili sugli stivali di Radus dalla NASA? E rilasciarli pubblicamente?
Ehi, attivisti dell’ambiente! State ascoltando?

Referenze:
• A. W. Hangar and A. A. Rosener, “The use of permanent magnets in zero-gravity mobility and restraint “footwear” concept,” IEEE Transactions on Magnetics, Vol. MAG-6, No. 3, Sept. 1970, p. 464-467. Questi crudi stivali “shuffler” sono abbastanza in contrasto con gli eleganti stivali “a passo” di Westinghouse/Radus “stepping” sviluppati in precedenza ed utilizzati dalla NASA.
• “Human fly has magnetic sole,” Electrical Engineering, Apr. 1963, p. 294.
• Raymond J. Radus and William G. Evans, “Apparatus Responsive to Direct Quantities,” U.S. Patent No. 2,892,155, June 23, 1959.
• R. J. Radus, “Permanent Magnet Flux Transfer Principle,” Internal Westinghouse paper, data sconosciuta; ______ “Permanent-Magnet Circuit using a 'Flux-Transfer' principle,” Engineers' Digest, data sconosciuta (Luglio 1963???), p. 86.
• J. Astleford, Jr. and R. J. Radus, “Distribution Transformer with Zero-Percent Impedance,” Westinghouse Engineering, 23(5), Sept. 1963, p. 148-151; ______ “Zero Impedance Distribution Transformer,” IEEE Transactions on Power Apparatus & Systems, 83(9), Sept. 1964, p. 918-926.

Grazie a Darryl Morris in Australia per aver fornito le foto degli stivali Radus originali dalla pubblicazione:
“Attraction and Repulsion”
Autore: Malcom McCaig Ph.D.
Editore: Oliver and Boyd ltd – 1967

Attualmente, McCaig è l’assistente Direttore della Ricerca per la 'Permanent Magnet Association', Sheffield.

Informazioni addizionali dai membri della famiglia Radus
Saluti a T. E. Bearden.

Questo dispositivo è ciò che la nostra famiglia ritiene essere una dimostrazione portatile del magnete permanente di papà, con il “sandwich” e la bobina posizionati su una delle piastre ataccate.

Semplice ma elegante, come era la maggior parte del suo lavoro.

Foto dello stivale originale

( ndr, per visionare le foto originali accedete direttamente alla fonte sottocitata)

Questi sono disegni di modelli con cui abbiamo giocato da piccoli. Il sandwich centrale è di circa un pollice quadrato. Uno dei miei fratelli (fuori città) ha l’originale. Mio figlio ha ralizzato il disegno partendo dalla mia descrizione. Sta cercando di replicare il modello.

Questi magneti funzionavano nello stesso modo in cui facevano I modelli alimentati (la scarpa e il test alimentato a batteria che ho inviato in precedenza). Un cuneo si stacca facilmente, con un aumento della forza richiesta per muovere il secondo pezzo. Non è necessaria energia elettrica.

[Inviata da mmmgroup]

Fonte: http://www.scribd.com/doc/4496380/Gli-stivali-magnetici-degli-astronauti-stivali-Radus

Gli stivali magnetici degli astronauti (stivali Radus) ultima modifica: 2008-08-25T11:03:53+00:00 da sev7n
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