HOAGLAND, LA LUNA E NOI (1° Parte)

Il Giornale Online
“…Alcuni Ricercatori sono così ossessionati nella ricerca di mattoni e mattonelle che, quando si imbattono in una costruzione finita, finiscono con il non vederla …”

Tutti gli operatori del campo delle Scienze Planetarie in generale e, come alcuni oggi ne definiscono un ramo, dell’Archeologia Planetaria in particolare, sanno chi è il Prof. Richard Hoagland.

Non è certo compito nostro fornirVi un suo Curriculum – essendo sufficiente recarsi sul Sito creato per l’Associazione da lui stesso fondata (The Enterprise Mission) e quindi leggere qualcuno dei suoi tantissimi articoli per farsi un’idea più precisa dell’Uomo e del Ricercatore – ma ci sembra giusto spendere qualche parola per descrivere, sia pure solo sommariamente, questo grande Personaggio della Scienza Moderna.

Richard Hoagland assurse agli onori della cronaca intorno alla metà degli anni ‘80 quando acquisì fama e notorietà grazie ai suoi studi analitici sulle immagini della superficie di Marte inviate dal Viking Orbiter.

Egli divenne familiare nel mondo dei Ricercatori Scientifici di tutto il Mondo – come dei semplici Appassionati di Scienza (e Fantascienza) – allorché la Stampa Americana lo etichettò come l’Uomo della Sfinge di Marte. Perché questo appellativo? Perchè fu grazie al suo lavoro ed alla sua pazienza che il Mondo, guardando attraverso i suoi occhi alcuni frames Viking Orbiter (ora già consegnati alla Storia), scoprì la presenza delle strane e tutt’ora profondamente controverse architetture di Cydonia Mensae (su tutte citiamo la Sfinge di Cydonia – nota pure come la “Faccia di Marte” – e la Piramide D&M).

Richard Hoagland, Uomo di grande cultura, di grandissime vedute ed intuizioni e di decisamente cospicue capacità relazionali (è stato anche un Consulente della NASA e, sarete d’accordo, non tutti i Ricercatori possono vantare un simile “fiore all’occhiello”…) ha, letteralmente, fondato una Scuola di Pensiero – naturalmente alternativa rispetto alla Scuola Scientifica Tradizionale – la quale, fra le altre cose, ci propone una visione differente in ordine alla possibile evoluzione di una porzione del Sistema Solare (una porzione che, come forse già sapete, ci riguarda MOLTO da vicino…).

Questa Scuola di Pensiero creata dal Prof. Hoagland si fonda su una serie di assunti che noi, ora, cercheremo di riassumere in maniera fortemente schematica (ed ultra-semplificativa: lo sappiamo e ci scusiamo con il Prof. Hoagland e con Voi, ma lo spazio è tiranno…).

Diciamo che possiamo individuare 5 punti-chiave:

1) Il Sistema Solare, così come lo vediamo oggi, è profondamente diverso rispetto a come esso doveva essere/era qualche centinaio di milioni di anni fa (o anche di più, ma non oltre un miliardo di anni terrestri orsono);

2) Marte e la Luna avevano un “ruolo strategico” nell’economia del Sistema Solare stesso mentre la Terra aveva un ruolo – diciamo così – piuttosto “marginale”;

3) Marte si trovava ad una distanza dal Sole presumibilmente (di molto) inferiore alla distanza media odierna e, forse, formava una sorta di “Sistema Ternario Anomalo” assieme alla Terra ed alla Luna

4) Dopo Marte – più o meno dove oggi si trova la Fascia degli Asteroidi –, molto probabilmente si trovava un altro Corpo Celeste di un qualche tipo (probabilmente un Pianeta leggermente più grande della nostra Terra);

5) Marte e la Luna erano due Mondi sicuramente abitati, così come forse lo era questo Corpo Celeste trans-Marziano di cui si è detto al punto precedente e così come – probabilmente – lo era anche la Terra (la quale rimaneva comunque il “fanalino di coda” di questa splendida Catena Planetaria).

Per motivi che, con ogni probabilità, sono destinati a rimanere sconosciuti (e non è da escludersi – come ci è sembrato di intuire da alcuni passaggi dello stesso Hoagland – l’origine NON naturale dell’evento che portò allo sconvolgimento degli antichi equilibri planetari), l’assetto del Sistema Solare mutò repentinamente e, riteniamo, catastroficamente.

Il possibile Sistema Ternario “Marte-Luna-Terra” si scompose: la Luna rimase aggrappata al Pianeta Azzurro mentre Marte si “sganciò” dalla sua orbita originaria per andare a parcheggiarsi su un’altra orbita, anch’essa stabile, ma posta ad una distanza media dal Sole nettamente superiore rispetto a quella del suo “Periodo Aureo”.

Un’orbita che costrinse Marte a cambiare e, in un certo senso, a “morire”.

Il Corpo Celeste trans-Marziano la cui esistenza è stata comunque ipotizzata anche da altri insigni Scienziati, andò completamente distrutto e, con esso, anche la Civiltà che lo abitava.

Idem dicasi per Marte e per la Luna: insomma, stiamo descrivendo una catastrofe di dimensioni così immense che non dovette passare inosservata…

Ma l’intero Universo, sebbene siano in molti a contestare questo Principio, si fonda sopra degli equilibri (magari instabili, ma pur sempre degli equilibri).

Fu così che, dopo la tempesta e la contestuale perdita di stabilità, il Tempo, unito alla costante azione di quelle Leggi che governano il Cosmo – e, quindi, anche il Sistema Solare – riportò equilibrio laddove c’era stato solo caos.

Riportò quiete laddove era passata una tempesta violentissima e distruttiva.

Ed è in questo (senz’altro immaginifico) scenario che il Genere Umano si inserisce e rappresenta, forse, il frutto (anche se alcuni direbbero che si potrebbe tecnicamente parlare di “by-product”…) di quell’armonia ritrovata.

Marte infatti, com’era inevitabile, degradò rapidamente (anche se, riteniamo, non completamente) mentre la Luna divenne un mondo del tutto impervio ed inospitale: tutto quello che era stato costruito attraverso ere ed ere di civilizzazione e di conquiste, andò distrutto.

Proprio tutto? Forse no, ed ecco che possiamo ritornare a Richard Hoagland ed alla sua Teoria.

Secondo il Prof. Hoagland, infatti, qualcosa rimase.

Dell’incredibile (ed incredibilmente evoluta?) Civiltà che aveva occupato la Catena Planetaria formata da Marte, il Corpo Celeste trans-Marziano, la Luna e la Terra, sono rimaste, dice Richard, delle tracce.

Residui di incredibili costruzioni realizzate in qualcosa che noi, oggi, potremmo far assomigliare al vetro, ma che non era vetro. Qualcosa che, a dispetto dei catastrofici eventi che occorsero, sopravvisse e giunse sino a noi, per farci da promemoria e, nel contempo, forse, da monito.

Parliamo della Sfinge di Cydonia, appunto, della Piramide D&M e di altre costruzioni Marziane (alcune situate sempre nell’area di Cydonia ed altre, invece, in altre zone e, soprattutto, nelle Regioni Polari del Pianeta Rosso).

Forse anche lo stesso Monolito di Phobos faceva parte di un’antica costruzione e, come ovvio, l’elencazione potrebbe andare avanti per pagine e pagine…

Ma noi, in questa sede, dobbiamo parlare della Luna e quindi citiamo le tre Grandi Anomalie Lunari sulle quali il Prof. Hoagland ha focalizzato, in passato, la sua attenzione e delle quali parleremo anche noi: si tratta della ciclopica Colonna Lunare conosciuta come “Shard”; del “Castello” e di una stranissima configurazione del suolo Lunare, ubicata sul far-side della Luna e conosciuta come “l’Anomalia di Lobachevsky”.

Per una strabiliante (ma forse non tanto…) coincidenza, lo Shard ed il Castello vennero individuate all’interno di un medesimo frame Apollo 10 il quale, ormai, è stato anch’esso consegnato alla Storia.

Si tratta del frame AS 10-4822 che Vi proponiamo in questa versione restaurata dallo stesso Hoagland.

Che cosa stiamo guardando, esattamente?

Lo Shard è, effettivamente, un rilievo Lunare semplicemente incredibile e, come ovvio, è stato completamente ignorato.

Ma ascoltiamo ora che cosa ci dice un Ricercatore della Scuola di Hoagland a proposito dello Shard:” … The Shard is a very anomalous structure which rises above the Moon's surface by more than a mile. Its overall irregular spindly shape – containing a regular geometric pattern – with constricted nodes and swollen internodes, if natural, has got to be a real Wonder of the Universe and no known natural processes can explain such a structure.

Computer enhancement with about 60 mt resolution shows an irregular outline with more reflective and less reflective surfaces.

The amount of sunlight reflecting from parts of the Shard indicate a composition inconsistent with that of most natural substances.

Only crystal facets and glass can reflect that much light (polished metallic surfaces are unnatural). Single crystals the size of city blocks are currently unknown.

Prof. Hoagland says that the Shard may be a highly eroded remnant of some sort of artificial structure made of glass-like material.

Other larger structures and their reflectivity in the area support this theory.”

Il residuo “corroso” di un qualche tipo di struttura artificiale: semplicemente affascinante!

E le sorprese non finiscono certo qui: anche il Castello, infatti, costituisce una Meraviglia dell’Universo.

L’immagine che Vi proponiamo, pur se incredibile ed ambigua – e, nella sua natura, comunque indefinibile – non ci fornisce né spazi, né motivazioni valide per pensare ad un photographic-artifact o ad una qualche specie di “trucco”.

Forse quello che dovrebbe farci pensare di più è il fatto che questa Anomalia sembra – diciamo “sembra” perché gli studi al riguardo sono ancora inconcludenti – che “fluttui” nello spazio circum-Lunare a quasi 10 Km di altezza rispetto al datum (o altitudine “0”).

Si, avete letto bene: il Castello non poggia sulla superficie della Luna…

Infine abbiamo l’Anomalia di Lobachevsky, vista e fotografata molto bene dall’Apollo 16 (frame AS 16-121-19407).

Si tratta, in apparenza, di un’apertura del suolo (sovrastata da una struttura colonnare o, comunque, avente delle caratteristiche che la renderebbero simile ai menhir di celtica memoria) la quale, a ben guardare, assomiglia ad una porta d’ingresso.

Una “porta” che si aprirebbe su un mondo sotterraneo decisamente affascinante ed inquietante.

Questa almeno è l’impressione che si ricava dal menzionato frame Apollo 16 ma, con le immagini Clementine, l’apparenza del rilievo sembra che sia cambiata con la conseguenza che il mistero si è infittito ancora di più.

Ciò premesso, che cosa ha detto, sempre in sommissimi capi, il Prof. Hoagland a proposito di queste “Moon Structures”?

Ha detto quello che solo un Ricercatore acuto e “Visionario”, nel senso più bello della parola, avrebbe potuto dire.

Noi lo citiamo:“…sulla Luna ci siamo già stati, milioni di anni prima di Apollo 11.

Ci siamo già stati perché la Civiltà dalla quale discendiamo c’era già stata ed Essa (cioè quella grandissima Civiltà) era stata capace di realizzare Opere memorabili e colossali.

Opere che sono state capaci di resistere allo sconvolgimento del Sistema Solare ed ai successivi eventi – bombardamenti meteorici inclusi – i quali hanno, di fatto, cancellato il 95% di quanto era stata realizzato…(…)

Avevamo costruito delle gigantesche Cupole di Cristallo (nota Lunar Explorer: Hoagland parla di un qualcosa che chiamiamo, per semplicità, “cristallo”, ma che doveva essere un elemento sì trasparente, ma resistentissimo) le quali, forse, ospitavano intere Città. (…)

Inoltre avevamo realizzato delle Opere rivolte a perseguire finalità (a noi) sconosciute, ma caratterizzate da profondi valori “simbolici” – purtroppo oggi non più decifrabili – i quali restano tuttora evidenti a causa delle simmetrie che informano molte, se non tutte, queste “Necropoli Lunari (…)

Oggi sono rimasti, con ogni probabilità, dei “Guardiani” a curare che queste antiche vestigia di una Civiltà estinta, ma che fu capace – probabilmente – di raggiungere vette tecnologiche (e spirituali) elevatissime, non vengano presi ed usati da una Civiltà non all’altezza di comprendere il valore ed il significato di quanto “sopravvissuto” alla catastrofe più grande nella Storia del Sistema Solare.

(…) e, forse, sono stati proprio questi Guardiani (nota Lunar Explorer: Hoagland ha parlato anche di “Entità”. Noi abbiamo pensato che definire queste “Entità” come “Guardiani” potesse rendere l’intera costruzione più facile da cogliersi nei suoi aspetti essenziali) gli “Esseri” che hanno interferito con il Programma Apollo, spingendo gli USA dapprima a rivederlo, ridefinirlo e ridurlo e quindi, infine, a fermarlo del tutto…(…) probabilmente in cambio di qualche “regalo” i cui benefici sono ancora oggi percepibili nel nostro Mondo”. (nota Lunar Explorer: Hoagland ci parlò espressamente e specificamente delle “fibre ottiche” – anch’esse un “dono” (uno dei tanti?) dei Guardiani ai Terrestri – come della forma d’impiego più elementare di questo elemento cristallino sul quale venne, a suo dire, fondata tutta o quasi l’architettura Lunare)

Nota: queste poche – ma affascinanti – annotazioni sono state raccolte, oltre che dagli scritti e dagli interventi pubblici del Prof. Hoagland, anche durante un’informale chiacchierata che colui che scrive ebbe occasione di fare, più o meno un anno fa, con il Prof. Hoagland stesso, a Milano, grazie all’interessamento ed alla collaborazione dell’Amico Tom Bosco e di parte dello Staff di NEXUS.

Lo Shard, quindi, al pari del Castello, oggi, sarebbero sostanzialmente dei “ruderi”.

Originariamente, in realtà, si trattava di Creazioni che dividevano la loro Natura – almeno ai nostri occhi e per i nostri limitatissimi intelletti – a metà fra l’essere delle Opere di Scienza le cui finalità restano comunque un mistero, e l’essere, invece, delle Opere Artistiche, il cui orientamento – che le vede “proiettate verso le Stelle” – le rende in fondo chiare nel loro più generale Significato Cosmico (anche se, nei loro contenuti più stretti, esse restano comunque due grandissimi enigmi, per di più – e diremmo anche “ovviamente”… – in tutto e per tutto ignorati dalla Scienza Ufficiale e dalla Comunità Scientifica mondiale).

Purtroppo non siamo al corrente di quelle che siano state – o siano tuttora – le opinioni del Prof. Hoagland relativamente all’Anomalia di Lobachevsky, ma sarà nostra premura tentare di trovare qualche informazione al riguardo (quello che possiamo già dire è che alcuni dei suoi Discepoli si sono già pronunciati sull’argomento ma in termini – a nostro parere – troppo speculativi per meritare – almeno per adesso – dei commenti specifici).

Questa dunque, in poche e sicuramente imperfette parole, è “la Luna di Hoagland”: un mondo meraviglioso e misterioso che fu teatro (assieme a Marte) di eventi incredibili e, ad un certo punto, violentemente sconvolgenti.

Un mondo tutt’altro che scontato e banale, assolutamente lontano dall’essere stato “rivelato” al Mondo nei suoi veri contenuti e nella sua vera Natura (sebbene la NASA, l’ESA e le maggiori Istituzioni Scientifiche ed Universitarie del Pianeta – tramite i loro Scienziati, Ricercatori e Professori – si rivolgano spesso alla Luna con un fare talmente sufficiente e distaccato da risultare, spesso, irritante).

In tre parole: della Luna noi non sappiamo nulla. O quasi.

Non è inutile rilevare, inoltre (e prima di aggiungere, accanto a quello del Prof. Hoagland, anche il nostro punto di vista riguardo a queste spettacolari Anomalie Lunari), il dato per cui anche i Russi (anzi: l’allora Unione Sovietica) ebbe occasione di raccogliere del materiale fotografico – sebbene di qualità mediocre o appena sufficiente – sullo Shard.

Fu la Sonda Sovietica ZOND 3, infatti, durante il suo fly-by della Luna, a scattare, su un totale di appena 25 frames, una fotografia in cui si vedeva, sebbene in toni fortemente sfuocati e sovraesposti, il profilo di un corpo affusolato e luccicante che “emergeva”, letteralmente, dalla superficie Lunare e si innalzava in cielo per oltre un chilometro e mezzo.

Peccato che l’Agenzia Spaziale Sovietica non spese neppure una riga per commentare ufficialmente quell’immagine…

Ma ecco qualche dato su quella comunque memorabile missione:”… On July 20, 1965 lunar flyby occurred approximately 33 hours after launch at a closest approach of 9200 Km. 25 pictures of very good quality were taken of the lunar farside from distances of 11.570 to 9960 Km over a period of 68 minutes. The photos covered 19.000.000 square Km of the lunar surface. Photo transmissions by facsimile were returned to Earth from a distance of 2.200.000 Km and were retransmitted from a distance of 31.500.000 Km (some signals still being transmitted from the distance of the orbit of Mars), thus proving the ability of the communications system. After the lunar flyby, Zond 3 continued space exploration in a heliocentric orbit…”.

Un’impresa davvero unica e sensazionale, se ci pensate con attenzione e, soprattutto, se considerate che eravamo solamente nel 1965 – il che significa, fra l’altro, televisione in bianco e nero, niente personal pc e videofonini ed uno stile di vita molto lontano e profondamente diverso, umanamente e tecnologicamente parlando, da quello che abbiamo oggi, però… Però eravamo capaci di arrivare e di far arrivare, in poco tempo e con assoluta precisione, veicoli robotizzati sulla Luna, Mercurio, Venere e Marte: incredibile, vero?!?

Il Prof. Hoagland, come avrete compreso, ha studiato a fondo questa Materia e poi, forte delle sue competenze, ha dapprima indicato e quindi tracciato una strada.

Una strada che, come dicevamo all’inizio, tutti i Ricercatori nel Campo delle Scienze Planetarie (compreso chi sta scrivendo adesso) hanno imboccato, all’inizio della loro carriera.

Una strada fatta di intuizioni brillanti e di considerazioni, talvolta un po’ speculative, ma sempre audaci e circostanziate.

Una strada che ha aperto, letteralmente, nuove ed incredibilmente vaste ed affascinanti frontiere nella ricerca di segnali di vita intelligente nei “paraggi” della nostra Terra: è per questo che il contributo di Hoagland, qualunque sia l’opinione di coloro che lo leggono e commentano, deve essere rispettato.

Ma, come spesso accade, anche i discepoli hanno le loro opinioni e, nel tempo, queste opinioni tendono a trasformarsi rispetto a quelle dei loro precettori e ad acquisire una propria dignità ed autonomia: e così è accaduto anche a noi.

Talvolta, queste opinioni (che ci piace definire “derivate”) restano comunque nell’ambito delle Teorie più generali che vennero espresse dal Fondatore della Scuola di Pensiero originale (come nuovi rami su un albero già esistente); altre volte, invece, tali idee si distaccano completamente da quelle del Fondatore e quindi, con il tempo, diventano “alberi indipendenti”.

Noi non sappiamo che cosa abbia spinto il Prof. Hoagland ad uscire fuori dai binari, stretti ma razionali, delle sue Teorie Originali sui Manufatti Lunari e Marziani, per condurlo a diventare una specie di “Guru” della Fisica Iperdimensionale e di allarmistici Complotti Globali (se siete scettici potete sempre verificare le nostre asserzioni visitando il Sito “The Enterprise Mission”: ormai più un Santuario New Age che un Laboratorio di Ricerca), ma non importa: ogni Ricercatore deve percorrere la sua strada, sino in fondo.

Noi siamo grati a Richard (e, comunque, rispettiamo e rispetteremo sempre il suo lavoro ed i suoi punti di vista) perché è stato lui a darci idee, metodi ed intuizioni, oltre ad un enorme quantitativo di materiale su cui riflettere; tuttavia, adesso riteniamo di essere in grado di poter proporre e proporVi qualche alternativa rispetto a quello che è stato il cammino esplorativo da lui indicatoci, sin dai primi giorni di Cydonia…

di Lunar Explorer Italia e Paolo C. Fienga
Fonte: nexusitalia.com

HOAGLAND, LA LUNA E NOI (1° Parte) ultima modifica: 2008-01-02T11:21:25+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)