I limiti esterni dell’Anima

I limiti esterni dell'AnimaUn numero crescente di addotti e di esperti che li trattano, dicono che le loro esperienze hanno a che fare col loro spazio interno, tanto quanto con lo spazio esterno.

La prima volta che Catherine è stata ipnotizzata, ha pianto. Ricordava la notte di diverse settimane prima, quando loro sono tornati ancora per lei e l’hanno presa dall’auto. Lei ha ricordato i piccoli corpi e gli occhi penetranti a mandorla. Ha ricordato l’interno della loro astronave, la dimensione di un hangar per aerei e le file e file di letti su ogni lato, la metà occupati da persone. Lei ricordava di essere svestita e il più alto che era al comando. Quello che la fissava negli occhi per calmarla.

“Lui prese questo lungo ago e lo mise dentro di me”. “Potevo sentirlo tagliare, è servito molto tempo e non è stato piacevole. Quando lo tirò fuori c’era un feto con esso. Avevo questo senso di orgoglio da lui, tipo “Oh buona cosa, dovresti essere orgogliosa.”

Catherine, una studente di 25 anni, ride nervosamente. Sono passati due anni dall’esperienza, ma lei è ancora esitante e imbarazzata nel descriverla. Afferma ancora che è diverso rispetto al giorno della sua prima regressione ipnotica, quando le memorie hanno iniziato ad emergere. “Non potevo credere all’intensità di quello che sentivo. Stavo singhiozzando come quando ero bambina, singhiozzavo istericamente. Anche se potessi ignorare tutto come fosse una fantasia o qualche illusione, non posso negare l’intensità della sensazione di terrore. Con un’esperienza come questa, la tua base di realtà viene sconvolta.”

Catherine è una presunta addotta dagli UFO. Lei crede che creature aliene l’abbiano rapita innumerevoli volte da quando era bambina, l’abbiano portata a bordo di un disco volante e abbiano abusato di lei sessualmente con propositi di ibridazione. La sua storia non è unica. Recenti stime quantificano il numero di persone che affermano di essere state addotte, da centinaia di migliaia a circa 3 milioni. Ascoltando gli addotti e gli esperti che cercano di dare senso ai loro racconti, diviene chiaro che la profondità e l’ampiezza del fenomeno è molto più complessa degli stereotipi da fantascienza, con piccoli invasori verdi dallo spazio. Le abductions UFO, una volta considerate provincia dei fumetti, sono divenute un mistero che tocca, tra altre cose, il sesso, la psicologia, la religione e le presunzioni della mente Occidentale.

“L’unica teoria che ha senso dice che ciò che accade è esattamente quello che raccontano le persone coinvolte”, dice John Mack, lo psichiatra che si occupa di Catherine. “Ovvero, qualche tipo di entità, qualche intelligenza, entra nel nostro mondo, prende le persone e fa questo a loro”. Una stella nascente nel campo delle abductions, Mack arriva col tipo di credenziali richieste che per gli scettici sarebbero assenti nell’ufologia, lo studio degli UFO. Professore di psichiatria alla Harvard Medical School, Mack è uno psichiatra rispettato e vincitore del Premio Pulitzer. Egli ha condotto regressioni ipnotiche su oltre 100 addotti e guida un gruppo di supporto con 15-20 persone come Catherine. Insiste dicendo che l’esperienza di abduction è molto complicata, ma è convinto che sia, almeno, basata su realtà oggettiva e usa degli aneddoti da bridivo per provarlo.

“Una donna arriva in un incontro del mio gruppo di supporto, dopo essersi svegliata con del sangue secco sulle gambe. Questa è una persona molto credibile e coscenziosa. Sotto ipnosi descrive nel dettaglio l’esperienza di abduction: è su un tavolo, un feto viene rimosso, lei sanguina e il sangue cade sul pavimento dell’ufo dove si trova. Lei viene riportata nella sua stanza e il giorno dopo nota il sangue secco sul suo piede. Ho avuto centinaia di queste prove fisiche correlate.”

Il coinvolgimento di Mack con gli addotti iniziò nel 1989, quando lo psichiatra Cecoslovacco Stanislav Grof, che aveva incontrato due anni prima all’Istituto Esalen, gli diede un documento sugli UFO di Keith Thompson. Mack non pensava agli UFO dagli anni ’60, quando chiese di essi al suo amico Carl Sagan. Secondo Mack, Sagan era scettico e Mack lasciò perdere brutalmente la questione. Il pezzo di Thompson però richiamò il suo interesse. Un collega si offrì di presentarlo a Budd Hopkins, un artista di New York che lavora con gli addotti ed è autore di due libri sul soggetto, Missing Time e Intruders. Mack rimase impressionato dalla sincerità di Hopkins e dalla sua conoscenza e anche dalla consistenza dei dettagli nelle storie che Hopkins stava ascoltando da persone che non si erano mai incontrate tra loro.

Mack iniziò a ricevere addotti o “esperienti”, un termine che molti dei suoi pazienti preferiscono, nella sua pratica terapeutica l’anno seguente. Mentre la paura del ridicolo tiene lontani molti addotti dal medico di famiglia e dai professionisti medici convenzionali, lo shock e l’ansia derivante dai ricordi che riaffiorano, li forza a chiedere aiuto e la reputazione di Mack come ascoltatore simpatetico, spinge molti addotti alla sua porta. Inizialmente Mack ne verifica gli eventuali disturbi psichiatrici, come depressione o psicosi, quindi usa una sessione per esplorare le fonti della paura dei pazienti e le loro ragioni per cui cercano cure.

Se sospetta che siano addotti, Mack usa l’ipnosi e la tecnica di respirazione di Grof, per aiutarli ad accedere a memorie represse. Dato che la natura non ortodossa di una abduction spesso tiene lontani gli esperienti dal supporto della famiglia e degli amici, che spesso hanno problemi a capire tale esperienza, Mack incoraggia gli esperienti ad unirsi al suo gruppo di supporto e ad un gruppo di auto-aiuto con altri addotti.

Molte delle storie di abduction sentite da Mack dai suoi pazienti, sono simili a quella di Catherine. In uno scenario tipico, la vittima viene presa dal suo ambiente e spesso dal letto mentre dorme o poco dopo aver visto un UFO, da piccole creature umanoidi che sono in grado di attraversare mura e finestre. La persona viene portata a bordo di un’astronave, solitamente un disco con luci splendenti, dove viene svestita e si trova soggetta a procedure mediche, inclusa la rimozione di sperma dai maschi e il test di gravidanza alle femmine.

Spesso all’addotto vengono mostrate immagini di distruzione globale; molti descrivono una enorme stanza contenente file di incubatori che accolgono feti che sembrano ibridi tra umani e alieni. Dopo l’abduction la vittima viene riportata sul luogo di prelevamento e praticamente non ricorda l’incidente e a volte gli rimangono piccole cicatrici. Gli alieni o visitatori, come alcuni addotti li chiamano, spesso li forzano a dimenticare l’episodio di abduction o impiantano “memorie schermo” per rimpiazzare gli eventi traumatici. Ipnosi seguenti o altri stimoli, ad esempio vedere un alieno rappresentato in tv, può risvegliare i ricordi.

Sarah, madre di 36 anni con due figli e che ha visto Mack per quasi tre anni, membro del suo gruppo di supporto, spiega che le memorie delle sue abductions ritornarono dopo un episodio di “Unsolved Mysteries”, dove si affermava che il 95% di chi vede un UFO vive episodi di abductions.

“In quel momento mi è successo”, lei dice, “Ero seduta sul divano e ho pianto per circa mezz’ora. Improvvisamente tutte quelle strane cose che mi sono avvenute…si unirono. Tutto dai fantasmi in casa, a strani sogni con gli UFO molto dettagliati. Tutto si unì in quel momento.”

Come molti degli addotti di Mack, Sarah ha fatto dei test psicologici per identificare ansia e depressione, assieme ad una raccolta di sintomi generali e un Rorschach. Il test ha indicato che lei è una “donna in perfette condizioni”, senza “evidenze di alcun disordine di pensiero”, ma ha evidenziato che “le sue risposte sono consistenti con quelle di un individuo relativamente sano nella fase di negazione di un recupero post-traumatico”.

Sarah è ben consapevole della stranezza della sua esperienza. Infatti molti esperienti che sono arrivati a Mack tramite amici o gruppi di appassionati degli UFO, risultano normali persone confuse e spaventate per quello che accade loro. Molti persino sperano che Mack confermi il sospetto che hanno di essere pazzi. L’alterativa per cui le creature li prendano dai loro letti, dalle auto e dai cortili realmente, è troppo dura da accettare.

Il primo impulso che molti hanno riguardo gli addotti, è pensare che siano in qualche modo disturbati. Lo stereotipo di qualcuno che racconta di aver volato su un disco volante esiste nell’immaginario della fantascienza anni ’50, quando dei falsificatori affermavano di essere in contatto con i Marziani e le loro storie di viaggi sulla luna erano molto comiche. Persino Mack, che dice di essere stato un “supremo razionalista”, riteneva gli addotti degli “illusi”, quando emersero le prime storie 20 anni fa. Dopo aver studiato le testimonianze di abduction e aver interagito faccia a faccia con gli addotti, Mack è rimasto colpito dalla bassa incidenza di malattie mentali tra gli esperienti, impressionato dagli effetti fisici rimasti dopo una abduction e affascinato dai racconti dettagliati dell’evento, molti di bambini anche di soli due anni.

Infatti, dopo aver parlato ad alcuni esperienti per qualche tempo, credere che abbiano visto o vissuto qualcosa, diviene la parte semplice. Dopo questo, la mente cerca possibili spiegazioni e molte risultano confuse. Come ha scritto il giornalista Erik Davis in un recente saggio sugli UFO in Village Voice Literary Supplement: “Inizi con l’atto innocente del credere che le persone non mentono o non hanno avuto allucinazioni… Però da qui dove vai? Fai un passo in ogni direzione e il paesaggio inizia a sciogliersi”.

Una persona che ha viaggiato nel paesaggio è Kenneth Ring, Ph.D., professore di psicologia alla Università del Connecticut. Ring è autore di The Omega Project: UFOs, Near Death Experiences and Mind at Large, un libro basato sulla sua ricerca in cui ha confrontato oltre 200 persone che hanno avuto una esperienza pre-morte (NDE) e incontri con UFO. Ring ha diverse teorie sugli UFO e le abductions, una delle più controverse è basata sull’abuso di minori che secondo Ring, viene testimoniato da persone che hanno fatto esperienza sia di NDE che di incontri con UFO.

“Le persone che in modo particolare riportano le esperienze di abduction o altri tipi di incontri insoliti, sono quelle persone che hanno subito un trauma di un certo livello nella loro vita”, dice Ring. “Le persone con questo tipo di passato apprendono più facilmente a dissociarsi, da bambini. Quindi quando vivono un trauma in età più avanzata…è più facile che entrino in stato dissociativo e questo le rende più suscettibili alle realtà alterative”.

Ring sottolinea che questi dati non rifiutano la realtà dello stato di coscienza in cui entrano gli addotti. Piuttosto, vede la realtà alternativa in cui avviene l’incontro alieno, reale quanto quella in cui normalmente abitiamo. Confronta gli esperienti a televisioni in grado di ricevere segnali che altri non ricevono.

“Io penso che l’abuso infantile stimoli lo sviluppo dell’abilità a muoversi tra stati alterati”, aggiunge June Steiner, ipnoterapista della California, che tratta gli addotti e conosce il lavoro di Ring. “Questa capacità di sapersi muovere tra gli stati, li aiuta a vedere il fenomeno. Io non so se ci siano parole per descriverlo scientificamente, ma io credo che molte di queste cose possano essere viste solo quando osserviamo attraverso il nostro condizionamento, che dice che qualcosa sia o meno esistente”.

Secondo Philip Klass, un grande scettico degli UFO, le storie di Steiner, di Ring e di Mack e dei pazienti, sono tutta spazzatura e anche pericolosa. Klass ha indagato in ambito UFO per oltre 25 anni ed è autore di UFO Abductions: A Dangerous Game. La sua posizione può essere riassunta nella prefazione del libro: “Il pubblico è stato infinocchiato e confuso”. Klass pensa che quando i ricercatori in campo UFO e i terapisti come Mack, pronunciano le abductions aliene come causa dell’angoscia dell’esperiente, senza sfruttare altre possibili spiegazioni, portano gli addotti a divenire paranoici. Dato che l’abduction può avvenire in ogni momento, dice Klass, avere una persona autorevole che conferma l’evento, rende “la paura parte della vita degli addotti”.

Klass attribuisce l’aumento delle testimonianze di abductions a due possibilità: “Potrebbe significare che abbiamo visitatori alieni, cosa di cui personalmente dubito, ma se è così allora amano la pubblicità e di conseguenza rapiscono ancora più persone – oppure potrebbe significare che una piccola percentuale di popolazione è suggestionabile e avendo letto di queste cose, avendo scoperto quanto sia facile raccontarle, molte più persone lo fanno.”

Klass, comunque, crede che gli UFO possano rappresentare qualcosa che è in giro da secoli. Cita il lavoro dell’ufologo Britannico Hilary Evans, che ha scritto sulle radici del fenomeno abduction, nel folclore e nella mitologia. “In Europa un paio di secoli fa”, dice Klass, “un certo numero di donne ha affermato d’essere rapite dal diavolo, nelle proprie stanze da letto e di aver ballato con lui. Se avessero avuto la televisione in quei giorni, sono sicuro che molte altre lo avrebbero raccontato. E’ possibile che quelle abductions non fossero opera del diavolo, ma degli extraterrestri? Oppure ogni secolo, ogni generazione, ha la propria versione dello stesso mito?”

La teoria di Klass in merito agli UFO e alle abductions, come simboli che possono riflettere miti di ogni era, ironicamente richiama le idee dello psichiatra Svizzero C.G.Jung, che espresse un interesse sugli UFO all’inizio del 1946, quando oggetti brillanti che sembravano palle di fuoco (soprannominate “foofighters” di conseguenza al termine Francese feu che significa “fuoco”), vennero visti dai piloti della IIa Guerra Mondiale. Nel suo libro del 1958 Flying Saucers: A Modern Myth of Things Seen in the Sky, Jung non trae conclusioni sul fenomeno, ma nota delle similitudini tra gli avvistamenti degli UFO e gli eventi mitici e religiosi. Paragonava i dischi a mandala, simbolo archetipo dell’interezza e unità che si trova in molte mitologie.

Alcuni ufologi hanno espanso le teorie di Jung. In The Omega Project, Ring descrive gli stadi di una abduction come “quasi un viaggio archetipo di iniziazione con la invariante sequenza trinitaria: separazione, prova, ritorno”. L’individuo, scrive Ring, “viene portato via improvvisamente contro la sua volontà…arriva in un mondo sconosciuto dove subisce una ispezione rituale e test che ricordano delle iniziazioni sciamaniche tradizionali”. Ring cita anche la descrizione di Holger Kalweit del viaggio sciamanico nei cieli, dove Saajitani “lo tormenta in modo orribile, gli taglia la pancia e pezzi di carne per buttarli via… L’iniziato ottiene la sua conoscenza interiore durante questa procedura e può comunicare con le regole della saggezza sciamanica”.

Come Ring, la scrittrice Keith Thompson, i cui testi hanno fatto cambiare strada a Mack tre anni fa, trova correlazioni tra gli UFO e il mito, le esperienze mistiche, i rituali sciamanici, le visite angeliche, il folklore e le esperienze pre-morte. Nel suo libro del 1991 Angels and Aliens: UFOs and the Mythic Imagination, Thompson scrive che può non essere la natura degli UFO a cambiare, ma piuttosto la cultura di chi li vede: “Ezechiele vide una ruota infuocata. Nel Medio Evo, angeli e croci infuocate e scudi apparivano nel cielo e una leggendaria regione celestiale detta Magonia, si diceva abitata da esseri straordinari che viaggiavano in “nubi volanti” e a volte scendevano per rapire umani. Nell’America del 19° secolo, le persone vedevano mezzi aerei che sembravano dirigibili. Dal 1947 abbiamo visto i dischi volanti.

Thompson pensa che tali episodi siano centrali non solo nel mito, ma anche nel folklore. Il suo libro cita il lavoro di Thomas Bullard, un folclorista della Università dell’Indiana, che ha scritto molto sugli UFO e che vede un collegamento tra le abductions e i visitatori delle fiabe.

“Le persone venivano prese dalle case”, dice Bullard, “o dal loro letto da un gruppo di fate che scendevano e le portavano nel regno sotterraneo”. Dato che la tradizione delle fate è molto diffusa, dice Bullard, “potresti trovare esempi in tutto il mondo di esseri supernaturali che rapiscono persone”. Come Ring e Thompson, anche Bullard dice che le iniziazioni sciamaniche e i viaggi nell'”altro-mondo” offrono “un continuum di similarità” con i racconti delle abductions. Però evidenzia che vedere un episodio di abduction solo come avventura mitologica o metaforica, tende ad ignorare gli aspetti più fisici del fenomeno, dischi ripresi in video, cicatrici sui corpi degli esperienti e altro. “Le persone che si concentrano sulle similarità possono creare una tesi convincente”, dice, “ma stanno ignorando molto”.

“Io penso che la maggioranza delle persone vedano e vivano cose reali”, dice June Steiner, “Però anche se questo non fosse un fenomeno reale, dev’essere affrontato per aiutare le persone attraverso ciò che l’ha creato”.
Steiner è una rarità nel trattamento degli addotti, un professionista della salute mentale, che non si è bloccato nel cercare di provare che gli alieni siano entità vere.

Mentre la psichiatria convenzionale tende ad ignorare -“L’American Psychiatric Association non ha una posizione sulle abductions UFO”, è stato un commento del portavoce dell’APA, “e dubito che l’avremo”- Steiner trova la miope missione del trovare un pezzo di prova aliena o il circuito cerebrale che possa causare tale allucinazione, una ossessione che distoglie dall’effettivo trattamento degli addotti, che a livello semplice, sono persone che soffrono. Cosa causi la crisi, dice Steiner, è irrilevante. Il punto è che le vittime delle abductions soffrono e le visite mediche possono essere un modo per far loro elaborare il trauma, qualunque sia la causa.

“Se non ci lavori”, dice, “lasci la persona bloccata in comportamenti negativi e paure, almeno devi lavorarci come fosse una esperienza interiore che spinge ad esprimere qualcosa che è avvenuta”.

Data la carenza di terapeuti come Steiner, gli addotti tendono ad evitare tutti gli specialisti, “temono che il loro caso sia forzato nei preconcetti diagnostici del praticante”, come Mack ha scritto lo scorso anno su International UFO Reporter. Infatti Mack sostiene che negare le storie degli esperienti, può incrementare il loro trauma.

“Negando la realtà delle abductions, contribuisci alla loro afflizione, allo stesso modo in cui contribuisci a quella dei sopravvissuti all’olocausto, dicendo che l’olocausto non è mai avvenuto”. Il respingimento della medicina mentale convenzionale è il motivo per cui molti addotti vanno da persone come Mack o Steiner, spesso per passaparola o come riferimento dai gruppi di studio degli UFO. Terapeuti alternativi spesso lavorano al problema senza chiedersi la validità delle affermazioni dei pazienti e professionisti della salute e scettici, sono sempre bloccati nei loro metodi. Recentemente l’ipnosi, lo strumento più comune ed efficace per scavare nei ricordi degli addotti, è divenuta punto favorito per i debunkers.

“Quando sei sotto ipnosi, sei suggestionabile”, dice Phil Klass. “Diviene quasi una relazione maestro-schiavo. Il soggetto vuole compiacere l’ipnotista. Se l’ipnotista crede nelle abductions UFO, allora posso garantire che crederai almeno per metà d’essere stato addotto.” L’ipnosi, secondo Klass, può essere usata come forma di lavaggio del cervello per impiantare storie nelle teste delle vittime e coprire le vere ragioni del loro trauma. Molti ricercatori in campo UFO contraddicono le affermazioni di Klass. “Che l’abduction sia ricordata come sogno o tramite ipnosi o spontaneamente”, scrive Ken Ring in The Omega Project, “la natura dell’episodio è identica..; anche se gli investigatori in campo UFO spesso usano le tecniche ipnotiche per esplorare gli incontri ravvicinati..queste procedure non possono prima di tutto creare tali incontri. In breve, ci sono moltissimi casi in cui le persone hanno raccontato spontaneamente le abductions UFO allo stesso modo di quelle ipnotizzate.”

Klass rimane inammovibile. “La cosa delle abduction UFO è una materia veramente seria”, dice, “potrei predire che arriverà il tempo in cui ci saranno cause legali contro psicoterapeuti come il Dr.Mack”. Klass crede che chi racconta di interferenze aliene nella sua vita, necessita di buona psicoterapia e invece che aiutare i pazienti, i terapeuti come il Dr.Mack, “abbracciano questa teoria dell’abduction UFO”, cementandola nella mente degli esperienti.

Dalla sua parte, Mack insiste dicendo che gli scienziati non dovrebbero mettere in discussione l’ipnosi, ma la presunzione Occidentale sulla natura dell’universo. Egli crede che le abductions siano basate su realtà fisica, ma che il nostro linguaggio e la nostra visione del mondo, siano mezzi inadeguati per spiegarle. “Tutti conoscete la storia del contadino del Vermont che si arrese nel cercare di dare direzioni dicendo “Semplicemente non potete andare la da qua”, spiegò lo scorso anno al pubblico in una conferenza sulle abductions tenutasi, ma non sponsorizzata da, al MIT. “Non possiamo andare dove vogliamo andare, senza cambiare il modo in cui vediamo questo fenomeno”.

Il cambiamento di cui parla Mack è decisamente spirituale. E’ cosa controversa anche nei circoli UFO. Le teorie per cui gli UFO siano qui in risposta ad una esperienza spirituale o crisi, risalgono alle origini della moderna era UFO, alla fine degli anni ’40 e ai primi anni ’50. Mentre al tempo la cultura popolare si divideva equamente tra invasori spaziali, con film che dipingevano gli alieni come invasori cattivi in la Guerra dei Mondi o come moderni Jeremiahs che ci avvisano dei pericoli della bomba-A in The Day the Earth Stood Still, molti contattati affermavano che gli alieni erano salvatori in grado di curare malattie e portatori di pace mondiale.

Anche Carl Jung vedeva gli UFO come simbolo di unificazione per un mondo letteralmente diviso dalle paure della guerra fredda. “Un fenomeno psichico di questo tipo avrebbe un signifcato di compensazione”, scrisse Jung in una lettera del 1958, “dato che sarebbe una risposta spontanea del subconscio alla situazione presente, a paure create da una situazione politica apparentemente irrisolvibile, che potrebbe in ogni momento portare alla catastrofe.”

Quasi 30 anni dopo la pubblicazione del libro di Jung, apparve un addotto che interpretava il fenomeno come esperienza spirituale. La notte di Natale del 1986, lo scrittore Whitley Strieber visse una esperienza di abduction a New York. Più tardi sotto ipnosi ricordò rapimenti avvenuti in età scolastica. Nel 1987 scrisse il libro Communion sui suoi incontri con “i visitatori” e divenne un best seller nazionale.

In Communion, Strieber scrisse che le visite potevano essere una forma di trasformazione (Transformation è stato il nome del seguito di Communion) in una forma superiore di essere: “Gli antichi astronomi dell’India credevano che i Siddhas (esseri umani arrivati alla perfezione) girassero tra le nubi e la luna, essendosi trasformati in uno stato meno materiale”. Secondo Strieber, gli alieni potrebbero essere agenti apparsi per aiutare l’umanità ad evolvere in uno stato superiore di coscienza.

Strieber ha avuto problemi con la comunità UFO fin dall’inizio. La prima persona fu Budd Hopkins che gli disse di vedere uno psicoterapeuta. Molte persone nella comunità UFO dubitavano della storia di Strieber e della sua salute mentale e rifiutavano le interpretazioni mistiche di Strieber, riguardo quella che molti ufologi consideravano una letterale invasione extraterrestre. Strieber risentì del rigetto dalla comunità UFO e sentì che il fenomeno abductions non era affrontato appropriatamente dagli ufologi, che evitavano gli aspetti per lui spirituali e mistici del fenomeno. Strieber pubblicò una lettera prima di uscire dall’ambito UFO due anni fa.

“I cosiddetti UFOlogi”, scrisse in questo ultimo numero, somigliando ironicamente a Phil Klass, “sono probabilmente i più crudeli, cattivi e pazzi che abbia mai incontrato. La loro interpretazione dell’esperienza dei visitatori, è spazzatura dall’inizio alla fine. I “rapporti sulle abducions” che generano non sono reali. Sono artefatti della ipnosi e condizionamento culturale.”

Strieber indicò anche in “modo obliquo” che il fenomeno può avere più a che fare con l’anima umana e il suo moderno distaccamento dalla natura, che con la fantascienza: “C’è una semplicissima ragione per cui abbiamo fatto così poco progresso nel capire gli UFO e i visitatori. Siamo un mondo che sta divenendo cieco:

Siamo accecati davanti all’esistenza dell’anima e quindi all’antico e immensamente conscio mondo dal quale emerge”.

Strieber ha sottolineato che i primi UFO ad essere stati visti in grande scala, sono apparsi nel 1947, poco dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando “abbiamo iniziato a vivere nel terrore giornaliero della bomba atomica” e abbiamo fatto un altro passo gigante, tentando di conquistare la natura, “nel divenire cechi animicamente”.

Le implicazioni degli argomenti di Strieber sono che le visite aliene potrebbero essere considerate la via dell’anima per rivalutarsi, perchè l’avidità e le devastazioni prodotte dalla nostra tecnologia, ci hanno portati lontani dal nostro sè spirituale. I visitatori, ha scritto Strieber, possono essere per noi integrali quanto i nostri cuori e le nostre menti – “allo stesso tempo separati da noi e parte di noi”, la nostra migliore natura chiede aiuto in un tempo di degrado spirituale.

Anche Ken Ring ha descritto gli incontri alieni come pianto di dolore dell’anima umana, che vive ancora nell’ombra della paura portata dalla guerra fredda. “L’esperienza aliena può essere l’esperienza collettiva del vedere il nostro futuro allo specchio.” Ring disse nel 1991 ad una conferenza del Parapsychological Services Institute, “come gli alieni, stiamo divenendo grigi e malati come specie. Il messaggio è che non dovremmo vivere come facciamo”.

L’idea di Strieber e di Ring, per cui i visitatori siano un nostro riflesso, è anch’essa tema frequente suggerito dagli addotti. Joe Noonan, un paziente di Mack – e l’unico addotto che ha usato il suo nome reale e ha accettato d’essere fotografato – tocca inconsciamente la teoria di Strieber di loro-come-noi, quando descrive la sua prima esperienza con gli alieni. “L’alieno disse, “Questo non deve far male, guarda nei miei occhi”. Questa fu la cosa più incredibile del mondo, perchè fu come guardare la mia stessa anima. Era così vasto.”

Come conseguenza dell’interiorizzare e vedere sè stessi negli oscuri occhi dei visitatori, gli addotti spesso riportano profondi cambiamenti spirituali. “Gli addotti hanno parlato di esperienze di grande crescita spirituale”, dice Ken Ring. “Crescita di compassione per gli altri, maggior comprensione di sè. Hanno anche parlato di diversi cambiamenti fisici e psicologici, del metabolismo, del funzionamento neurologico, della sensibilità psichica, tutti elementi che sembrano suggerire un funzionamento a livello di coscienza superiore e con maggior consapevolezza spirituale rispetto a prima”.

Però molti addotti che sentono di essere cresciuti spiritualmente, ancora non hanno parole per descrivere l’esperienza. Come Strieber, possono solo avvicinarsi all’argomento in modo obliquo. “E’ vero, c’è un componente spirituale”, dice Chris, uno dei pazienti di Mack. “Tutti buttano parole, cosa buona – voglio dire, devi comunicare qualcosa. Però quando dici spiritualmente, molti subito pensano che hai messo le ali da angelo. Per me, è più consapevolezza, come realizzazione”. Si ferma, fatica a spiegarsi e quindi si scusa per essere stato “disarticolato”. Infatti Chris è lucido in ogni altro argomento, ma quello che cerca di descrivere è per molti addotti, inafferrabile.

“Circa un anno fa ho iniziato a ricevere molti messaggi che dicevano di andare in chiesa”, dice Sarah, che ha preso una forma di spiritualità più tradizionale. “Sentivo pensieri in momenti silenziosi e sapevo che non erano i miei. Alla fine ci sono andata. Quella domenica ero lì seduta a pensare, “Perchè sono qua?” Improvvisamente ho sentito all’orecchio destro “Questo è giusto”. Io non mi considero religiosa. Non seguo alcuna religione. Però ora apprezzo un luogo spirituale. Io penso che gli alieni siano parte di un mondo spirituale superiore. Io penso che anche noi lo siamo, ma di un piano inferiore.”

“Io penso che ci stiano aiutando ad evolvere”, dice Joe Noonan. “Io penso che vedano che abbiamo raggiunto i bordi del dischetto di petri della nostra crescita – non dico che siamo un esperimento, ma sono abbastanza obiettivi per vedere la nostra situazione. Sta scadendo il tempo e loro si coinvolgono maggiormente.”

La credenza che i visitatori alieni rappresentino il passo seguente dell’evoluzione umana – che gli alieni siano, come una volta disse Whitley Strieber, come farfalle che tornano per evitare che i caterpillars distruggano gli alberi – è popolare fra parte degli addotti ed è molto legata alla loro sensazione di spiritualità. Ken Ring esamina la connessione in The Omega Project, definendo la presenza aliena una possibile Mente “che è conscia, ha un proposito, è intelligente e può intervenire negli affari terrestri per spingere certi effetti” – effetti che per molti pazienti di Mack sono di natura ecologica.

Ring ipotizza che le abductions possano anche essere un avviso di cosa ci aspetti. “Sulla copertina di un recente numero del magazine Life, c’era l’immagine di un bambino africano denutrito della Somalia con enormi occhi penetranti”, dice. “Se sovrapponi quella immagine alla rappresentazione solita delle entità sugli UFO, combacerebbe. C’è qualcosa di simbolico in quelle immagini, dice forse che se non ci curiamo del nostro pianeta e tra di noi e non apprendiamo a vivere in armonia, forse produrremo questo tipo di persona.”

Secondo Mack, le preoccupazioni ecologiche degli addotti sono una forma di spiritualità. Egli evidenzia che un risveglio spirituale è spesso doloroso – come esempio cita i maestri Zen che usano una pala per svegliare gli studenti – motivo per cui agli addotti vengono mostrate visioni di una distruzione planetaria. “La terra è la più grande creazione della Divinità”, dice Mack, “e la sua distruzione è il più grande crimine che può essere commesso. La creazione di una relazione armoniosa è un obiettivo spirituale.”

Però per gli ufologi pugni e pistole, parlare dei visitatori come salvatori ecologici non ha senso. “Le abductions non sono benigne in alcun modo o forma”, insiste David Jacobs, professore di storia alla Temple University. Jacobs, autore di Secret Life: Firsthand Accounts of UFO Abductions, ha ipnotizzato oltre 75 addotti. Egli vede l’abduction come “situazione traumatica” che “richiede un pensiero serio”. I visitatori, conclude, non sono qua per aiutarci. “Non vediamo benevolenza, non vediamo malevolenza”, dice. “Vediamo un programma clinico che deve portare a termine loro interessi e ha molto poco a che fare con noi, se non l’uso dei nostri copri per loro propositi.”

Jacobs afferma che le visioni dei disastri nucleari ed ecologici sono il modo degli alieni per testare le nostre emozioni, come scienziati che manipolano topi da laboratorio. Egli evidenzia che la piccola percentuale di addotti che parla di un significato spirituale, sono tutti pazienti di Mack, implicando che Mack – e non gli alieni – sia responsabile delle interpretazioni spirituali e di consapevolezza dei suoi pazienti.

Mack ammette che in parte può essere vero. “Esiste una specie di relazione tra terapista e paziente in cui co-creano”, dice. “Però non li ho mai spinti in qualche direzione”. Secondo lui gli addotti servono come “una specie di correzione cosmica”, che ci spingerà su un altro scalino evolutivo. “L’argomento UFO è un passaggio enigmatico nel tessuto del 20° secolo”, conclude Erik Davis nel suo saggio di Voice, “e tutte le nostre spiegazioni sono segnali sparati nei cieli – si diffondono fra le stelle o rimbalzano, echeggiando le nostre stesse descrizioni”. Mentre gli alieni rimangono un enigma, gli scettici e i credenti potrebbero stimolare una nuova scienza e almeno un nuovo consenso riguardo i termini del dibattito.

In un numero di Parade, pubblicato a Marzo (’93), l’astronomo e scettico sugli UFO, Carl Sagan – che rigettò il fenomeno quando Mack chiese il suo parere negli anni ’60 – scrisse un articolo sulle abductions. Il pezzo era notevole, perchè fu la prima volta che uno scettico riconosceva la realtà del terrore percepito dagli addotti e ammetteva che poteva esserci altro nel fenomeno oltre a fantasie personali, persino se la risposta fosse risultata molto umana.

“Se in effetti i racconti sulle abduction aliene fossero allucinazioni” scrisse Sagan, “non abbiamo davanti una materia di suprema importanza – che tocca..le nostre credenze e forse persino le origini delle nostre religioni? C’è un valore scientifico genuino nelle abductions aliene e nel discorso UFO”, concluse.

Mentre Sagan relega il fenomeno a “distinte origini terrestri”, le sue teorie sono ironicamente simili a quelle espresse da Whitley Strieber nel numero finale della newsletter di Communion, pubblicato nella primavera del 1991. “Quando una persona cerca dentro il cambiamento e raggiunge il punto di rottura psicologico”, scrisse Strieber, “i visitatori possono passare nella fessura delle credenze della persona. Ci sono cose nella notte dell’anima; i visitatori vivono lì…sono riflesso della mia stessa anima.”

Dopo aver letto il saggio di Strieber, ho chiamato Joe Noonan e gli ho chiesto delle idee di Strieber sugli alieni come riflesso, come specchio di noi, direbbe Ken Ring, il bimbo futuro. “Ragazzo, posso identificarmi con questo”, disse Noonan. “Quando sono arrivato faccia a faccia con uno di loro la prima volta, era come se avessi incontrato me stesso”.

The Outer Limits of the Soul © 1993 Mark Gauvreau Judge. All Rights Reserved. Originally published in Common Boundary, vol. 11, no. 4, pp. 24-33, July/August 1993

Mark Gauvreau Judge, giornalista premiato, contribuisce con New York Press. I suoi numerosi articoli sull’arte e la cultura popolare sono apparsi sul Washington Post, il Weekly Standard, Salon, First Things e altri giornali. Il suo primo libro, Wasted: Tales of Gen-X Drunk, è stato pubblicato nel 1997. E’ anche autore di Damn Senators: My Grandfather and the Story of Washington’s Only World Series Win e If It Ain’t Got that Swing: The Rebirth of Grown-Up Culture. Vive a Potomac, Maryland.

Mark Gauvreau Judge

johnemackinstitute.org
Tradotto da Richard per Altrogiornale.org
Si ringrazia il John E Mack Institute per la gentile concessione

I limiti esterni dell’Anima ultima modifica: 2011-11-18T16:15:14+00:00 da Richard
About the Author
Richard

Noi siamo l'incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all'autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)