I media si perdono la storia più grande: Esiste un Dio, dice il giornalista del Flint Journal, John Tomlinson

Il Giornale Online
di John Tomlinson, The Flint Journal

Qualcosa è avvenuto la scorsa settimana, che nonostante la sua importanza, ha ricevuto scarsa attenzione dai media.
Per mettere questa notizia in prospettiva, dobbiamo prima capire cosa significa diventare astronauta NASA.
Iniziano con una lista di candidati.

Per arrivare a tanto, devi essere favoloso. Per andare oltre, si devono avere capacità accademiche, emozionali e di giudizio straordinarie.
Per completare tutti i test mentali, fisici e psicologici si deve essere giudicati come una delle persone più solide del pianeta.
In questo contesto, Edgar Mitchell è uno dei migliori, dei migliori, dei migliori. L'ex astronauta NASA ha il record per la camminata più lunga sulla Luna, nove ore e 17 minuti, durante una missione del 1971.

Questo rende la sua affermazione della scorsa settimana su una radio Britannica nazionale, particolarmene di valore: “Mi è capitato il privilegio di essere informato del fatto che siamo stati visitati su questo pianeta da extraterrestri e che il fenomeno UFO è reale.” Ha continuato dicendo, “Sono stati nei circoli militari e di intelligence che sanno che siamo stati visitati e che questo è tenuto nascosto.”

Mitchell, 77, ha affermato che la nostra tecnologia non è “vicina ad essere così sofisticata” come la loro e “se fossero stati ostili, non saremmo arrivati ad oggi”.
Cosa dobbiamo fare con questo? Sono parole di un vecchio sciocco? Oppure sono approfondimenti di una delle persone più solide del pianeta?

Negli anni recenti, altre persone si sono fatte avanti con evidenze e testimonianze giurate che attestano la correttezza delle parole di Mitchell.
Un gentiluomo, il Col Philip J.Corso, è stato l'uomo di punta del Pentagono (in base alle sue parole) nella retroingegnerizzazione della tecnologia ottenuta dal crash di Roswell. Come direttore della Foreign Technology Division, Corso afferma nel suo libro, The Day After Roswell (pieno di dati a verifica), è stato direttamente coinvolto nella questione di Roswell.

In base alle parole di Corso, comunque, l'Esercito lo spinse all'”inseminazione” dell'industria Americana con queste scoperte, che di conseguenza hanno acceso la miccia per la rivoluzione tecnologica. Se guardate History Channel, scoprirete simili individui di alto calibro che hanno parlato delle stesse cose.

La cosa interessante, comunque, è che non solo i media non hanno dato voce alle rivelazioni di Mitchell, nonostante le sue grandi credenziali, hanno mancato tutta la questione. La più grande notizia di tutto questo: significa che esiste un Dio. La formazione della vita può accidentalmente violare le probabilità 1 volta in 13 miliardi di anni, ma non un mucchio di volte.

La cosa più grande per me? Se gli alieni atterrano nel cortile della Casa Bianca, spero che lo facciano dopo la chiusura dei mercati. Perchè francamente, a questo punto, non penso che il mio portafoglio possa resistere.

3 Agosto 2008
John Tomlinson is a local conservative columnist for The Flint Journal. He lives in the Genesee County area. You can e-mail him. Read more columns by John Tomlinson.

Fonte: http://www.mlive.com/flintjournal/voices/index.ssf/2008/08/media_misses_biggest_story_the.html

[youtube=425,344]WcDSl0LaFLI

Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?item.641.10 , http://www.altrogiornale.org/news.php?item.1692.10

Clifford Stone:
“Nessuno si chiede perche’ il denominatore comune e’ la forma umanoide ? Non sarebbe cosi se non derivassimo tutti da uno stesso stampo galattico. ..”

“Abbiamo identificato ,finche’ non ne sono uscito, 57 specie differenti. Vengono chiamati affettuosamente “Heinz 57” . “

I media si perdono la storia più grande: Esiste un Dio, dice il giornalista del Flint Journal, John Tomlinson ultima modifica: 2008-09-06T12:40:36+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)