I misteri nei cieli italiani e il "clamoroso" Ufo di Punta Raisi

Il Giornale OnlineScritto da: Flavio Vanetti
Pubblicato il 19.02.09

Io e il collega Felice Cavallaro, che in estate sul Magazine del Corriere della Sera aveva realizzato un bel servizio sui fatti di Canneto di Caronia e sugli X files italiani, ci stavamo lavorando da un po'. Quanto pubblicato dalle cronache del Corriere cartaceo e ora inserito anche nel Corriere.it è solo una piccola parte di fenomeni particolari, episodi strani, vicende speciali che stanno caratterizzando il nostro Paese (e non solo…).

Per carità, ho il massimo rispetto per chi a certe cose non crede e non crederà mai, almeno finché
qualche alieno non gli si parerà davanti al naso, bello o brutto che sia, piccolo e con la testa a forma di zucca o alto e con le cuspidi, come i terribili Dargos che avrebbero terrorizzato il povero Piero Zanfretta.

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Però, al di là di tutto, ci sono due aspetti di quanto è stato pubblicato che mi hanno colpito, da cittadino prima che da giornalista. Innanzitutto la sequenza di immagini dell'oggetto volante immortalato a Punta Raisi il 3 settembre 2006 dal comandante Vincenzo Garofalo, un pilota di linea e dunque non un “bamba” qualsiasi; e nemmeno un ubriacone sparacavolate.

Garofalo stava fotografando la sua auto, che aveva deciso di vendere, quando all'improvviso notò in cielo un oggetto dalla traiettoria irregolare. Fu istintivo e automatico alzare la camera digitale e scattare.
Sono le prime foto tridimensionali di un disco volante (chiamiamolo così per comodità), dalle quali si può comprendere come è fatto. Il suo moto non omogeneo, il suo procedere a scatti e poi la sua repentina sparizione consentono di dire che si tratta di un qualcosa scagliato per aria da un buontempone con una fionda. E gli esperti, che hanno certificato l'autenticità degli scatti, hanno pure escluso che si tratti di un modellino, anzi di un “modellone” telecomandato.

L'aspetto inquietante, in compenso, è la clamorosa somiglianza con un oggetto disegnato nel 1942 da un contadino cinese dello Yunnan.

Una pubblicazione del 1980 ne diede conto e questo genera una riflessione: se ci fosse stata prima la foto e poi fosse seguito il disegno, ci sarebbe forse il rischio (per quanto remoto, viste le distanze tra Sicilia e Cina) che ci sia stata una contaminazione. O una suggestione. Essendo invece capitato il contrario, sono curioso di sapere quali spiegazioni daranno i sostenitori della “bufala ad oltranza”.

Aggiungo che circola un'ulteriore foto, scattata questa volta in Inghilterra, in tempi analoghi a quelli delle istantanee di Punta Raisi: pure in quella appare un cono tanto simile a quello di Garofalo, un oggetto che ricorda un po' un lampadario. L'altro episodio che ci tengo a sottolineare è quello accaduto lo scorso 15 ottobre.

Sopra il Boeing 737 di una compagnia italiana, in volo da Catania a Napoli, si verificò una sorta di esplosione: i piloti avvistarono una macchia nero petrolio, con tanto di striscia color grigio che scendeva verso il mare; e poco dopo l'aereo, in crociera a 0.80 di mach, fu seminato da un oggetto (era un caccia militare?) che schizzò via a velocità pazzesca. Ma le tracce radar e l'Ami assicurano che nella zona c'era solo il Boeing…

Di più: i piloti ebbero la netta sensazione, parlando con gli enti di controllo, che la cosa fosse nota; addirittura venne loro chiesto se intendessero presentare un rapporto ufficiale, cosa poi puntualmente e doverosamente fatta. Perché questo? Che cosa c'è dietro? C'è sempre tempo per dare una risposta, detto che l'ipotesi “terrestre” (manovre militari segrete; test di armi nuove; attività di “allenamento” di gruppi terroristici) è perfino peggiore dell'eventualità che si tratti di alieni.

Non solo: siamo nella zona del Basso Tirreno, tra Eolie e Sicilia, vicino a quella Caronia che nel 2004 fu al centro di stranissimi fenomeni di autocombustione, di spiaggamento di animali marini, di flussi elettromagnetici anomali (certificati da ricerche rigorose e da strumenti ad hoc), di avvistamenti, di elicotteri che atterrarono in emergenza con le pale del rotore principale danneggiate dopo che, nei loro paraggi, furono notati oggetti non identificati di colore argentato e dalla forma, guarda caso, discoidale.

Sì, siamo nel cosiddetto triangolo delle Bermude italiano. Ne riparleremo, anche perché il gruppo di lavoro coordinato dal dottor Francesco Venerando, istituito con decreto del presidente del consiglio (all'epoca Prodi), si trova ora su un binario morto. Stranamente. O forse no. More to come…

Fonte: http://misterobufo.corriere.it/2009/02/ufo_x_files_dischi_volanti_avvistamenti.html

I misteri nei cieli italiani e il "clamoroso" Ufo di Punta Raisi ultima modifica: 2009-03-03T13:38:46+00:00 da Quantico
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