I nucleotidi componenti del DNA provenienti dallo spazio, by NASA!


(Immagine, credit NASA Goddard Space Flight Center/Chris Smith)

NEWS SPAZIO :- Ecco una nuova notizia di quelle che possono ampliare a dismisura i nostri orizzonti. In una ricerca finanziata dalla NASA un gruppo di scienziati ha individuato le prove che alcuni nucleotidi – i mattoni che costituiscono il “programma” genetico racchiuso nel DNA – possono effettivamente crearsi nello spazio. Ma vediamo tutto dall'inizio. Sin dagli anni '60 del secolo scorso i ricercatori trovano componenti del DNA all'interno di meteoriti, ma la domanda era sempre stata se questi mattoni fondamentali per la vita provenissero effettivamente dallo spazio oppure se tali componenti fossero il frutto di contaminazioni con la vita terrestre.

Le parole del Dr. Michael Callahan del NASA Goddard Space Flight Center, Greenbelt ed autore principale di una pubblicazione sulla scoperta (Proceedings of the National Academy of Sciences of the United States of America): “Per la prima volta abbiamo tre linee di prove che insieme ci danno la fiducia che questi blocchi costituenti del DNA siano effettivamente stati creati nello spazio”. Il gruppo di ricercatori ha prelevato campioni da 12 meteoriti ricchi di carbonio, nove dei quali ritrovati in Antartide. Ogni campione è stato estratto con una soluzione di acido formico ed è stato passato ad un cromatografo, il quale che separa i vari composti presenti. I ricercatori hanno poi analizzato i campioni con uno spettrometro di massa, il quale aiuta a determinare la struttura chimica dei composti. Ebbene, gli studiosi hanno trovato la presenza di Adenina e Guanina (due dei nucleotidi che insieme a Timina e Citosina costituiscono il DNA).
Sono state trovate anche ipoxantina e xantina, le quali non appartengono al DNA ma sono coinvolte in altri processio biologici.

Inoltre in due dei meteoriti esaminati sono state scoperte – anche qui per la prima volta – tracce di altre tre molecole correlate ai nucleotidi: la purina, la 2,6-diaminopurina e la 6,8-diaminopurina (le ultime due praticamente mai utilizzate in biologia). E proprio queste molecole chiamate anche 'nucleobase analoghi' rappresentano il primo pezzo di prova a favore dell'ipotesi che tali composti provengano dallo spazio e non da una contaminazione terrestre. “Non ci si aspetterebbe di trovare questi nucleobase analoghi se la sorgente fosse una contaminazione da parte di vita terrestre, perché esse non sono usate in biologia a parte un annuncio sulla presenza di 2,6-diaminopurina in un virus (cyanophage S-2L)” ha dichiarato Callahan. “Tuttavia se gli asteroidi si comportano come 'fabbriche' chimiche che sfornano materiale prebiotico, allora ci si aspetterebbe che producessero molte varianti dei nucleotidi, non solamente quelli biologici, a causa della grande varietà di ingredienti e di condizioni in ogni asteroide”.

Il secondo elemento di prova per eliminare la possibilità di contaminazione terrestre proviene da una ulteriore ricerca in cui è stato analizzato un campione di ghiaccio di 8 Kg proveniente dall'Antartide, dalla stessa zona in cui erano stati rinvenuti la maggior parte dei meteoriti studiati. Il risultato è che sono state trovate sì Adenina, Citosina, ipoxantina e xantina ma in quantità molto minori rispetto a quanto individuato nei meteoriti (parti per trilione di contro a molte parti per miliardo). Inoltre, molto significativo è il fatto che non siano stati individuati nucleobasi analoghi. Uno dei meteoriti in cui sono stati rilevati nucleobasi analoghi cadde in Australia, quindi il team di scienziati ha analizzato anche un campione di terreno raccolto in prossimità del luogo in cui il meteorite venne trovato. Anche in questo caso nel suolo terrestre non vi è alcuna presenza delle molecole di nucleobasi analoghi trovate invece nel meteorite.

Il terzo elemento di prova è dato dal fatto che i nucleotidi ritrovati, sia quelli biologici che quelli non biologici, sono stati prodotti da reazioni chimiche completamente non biologiche. Ancora Callahan: “In laboratorio sono state generate un set identico di nucleotidi tramite reazioni chimiche non biologiche contenenti cianuro di idrogeno, ammoniaca ed acqua. Questo fornisce un meccanismo plausibile per la loro sintesi negli asteroidi e supporta l'idea che essi siano extraterrestri”. Un ulteriore sostegno a questa tesi è che vi è una classe di meteoriti, chiamati Meteoriti CM2, in cui le condizioni sono esattamente quelle giuste per sintetizzare questo tipo di molecole.

Il team di ricerca include oltre al Dr. Callahan, i Dr. Jennifer C. Stern, Daniel P. Glavin e Jason P. Dworkin (NASA Goddard's Astrobiology Analytical Laboratory), Ms. Karen E. Smith e Dr. Christopher H. House (Pennsylvania State University, University Park), Dr. H. James Cleaves II (Carnegie Institution of Washington, Washington), Dr. Josef Ruzicka (Thermo Fisher Scientific, Somerset).

Fonte: http://newsspazio.blogspot.com/2011/08/i-nucleotidi-componenti-del-dna.html http://www.nasa.gov/topics/solarsystem/features/dna-meteorites.html
Vedi: http://www.altrogiornale.org/news.php?extend.821 http://www.animacosmica.org/spirito-scienza/david-wilcock-il-tuo-dna-e-un-computer-quantistico/

I nucleotidi componenti del DNA provenienti dallo spazio, by NASA! ultima modifica: 2011-08-15T13:06:53+00:00 da Richard
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Richard

Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)