I Poteri e la Nostra Coscienza

Il Giornale Online
di Maurizio Baiata

Una visione a largo raggio delle questioni che sottintendono alla realtà, al cover-up e al momento del Contatto Umano/Extraterrestre

Quali sono i cardini della ricerca sul fenomeno UFO? Il primo: constatarne e verificarne la realtà, basandosi sulle documentazioni e sulle testimonianze. Inutile cercare di duplicarne le caratteristiche, come invocherebbe una prassi scientifica, perché è una contraddizione in termini. Il secondo: interrogarsi sul perché, ancora oggi, non si sia verificato alcun contatto ufficiale fra intelligenze aliene e civiltà umane terrestri. Il terzo riguarda “Loro”, gli Extraterrestri: ci si interroga sulle loro intenzioni. Come accennato, sul primo punto a mio avviso è inutile soffermarsi, in quanto le documentazioni e le testimonianze provano ampliamente l’esistenza del fenomeno, che non è fittizio, né allucinatorio, né aleatorio. Il secondo punto è per me chiaro: il contatto c’è stato, ma è stato tenuto celato ai nostri occhi. La strategia del cover-up globale ha avuto il sopravvento sul nostro diritto di sapere. Le ragioni? Interessi economici innanzitutto e di potere. Infatti, tutto è stato ed è gestito da poteri occulti che fanno capo a sistemi interconnessi a scatole cinesi: la politica, la scienza, la religione, le multinazionali, gli apparati di intelligence, le strutture militari, i media allineati e coperti. È plausibile concepire un Universo popolato da innumerevoli forme di vita, in grado di superare distanze interstellari e di interagire nello (e con) lo Spazio-Tempo di Terre Altrui? No, non è plausibile, perché a questo si oppongono i dettami della Scienza. Non bastano, dicono gli scienziati, le prove di innumerevoli avvistamenti UFO che si verificano ovunque nel mondo da epoche lontane, ma sempre più frequentemente al giorno d’oggi. Non bastano le testimonianze più serie e attendibili (piloti, astronauti, controllori di volo, astronomi, forze dell’ordine e via dicendo), occorre che il fenomeno sia accertabile scientificamente e riproducibile in laboratorio.

Questo vuol dire usurpare il diritto di una specie non terrestre di appartenere a una civiltà galattica, le cui regole e principi – proiettabili al di fuori dello spazio prefissato dai confini di un pianeta – non necessariamente sono riconducibili a quelli di un altro pianeta, come la Terra. È il limite dell’Antropocentrismo. L’Uomo visto come unico essere “intelligente” in un contesto interplanetario noto – il nostro Sistema Solare, che conosciamo appena – si arroga la primogenitura del Sé Universale, del Logos, del razionale. Rovesciando la medaglia, ipotizziamo invece che una civiltà aliena ci osservi, ci scruti divertita, così come facciamo noi quando visitiamo uno zoo pieno di animali esotici e ci limitiamo a dire: “Comunque noi siamo superiori, perché noi siamo liberi e loro stanno nelle gabbie”. Già. Paradossalmente, una delle teorie sul perché tali razze aliene continuino a osservarci, sostiene che il Pianeta Terra, organismo vivente già in sé, ospita sulla sua superficie visibile tante specie umane che per esseri extraterrestri rappresentano una qualche fonte di interesse. La Terra, ad occhi alieni, apparirebbe un immenso parco dei divertimenti nel cui cielo scorrazzare a piacimento. La teoria non regge. Da decenni il sistema SDI, l’Iniziativa di Difesa Strategica proposta dal presidente americano Reagan nel 1983, prevedeva l’impiego di uno scudo spaziale costituito da armi missilistiche e laser di terra e satellitari, contro possibili intrusioni dall’esterno provenienti da un nemico terrestre e/o extraterrestre. A quanto è dato sapere il sistema è ancora attivo. Come parco giochi, sul piano pratico la Terra sembra un po’ pericolosa, per gli Extraterrestri. Regge di più, sul piano teorico, il principio della “Non Interferenza” avanzato da Gene Roddenberry, il creatore di “Star Trek”. Secondo tale principio – lo ha dichiarato persino il celebrato fisico e cosmologo Stephen Hawking – è opportuno mantenere certe distanze fra noi e gli ET, perché non ne conosciamo la natura, né le intenzioni e quindi è auspicabile che tale contatto non avvenga.

D’altra parte, con il nostro stesso comportamento e anche inconsapevolmente potremmo arrecare danni ad altre culture, subendone poi le giuste conseguenze. Al principio della “Non Interferenza” sembra essersi riferito anche il compianto astrofisico Carl Sagan, propugnatore di una teoria che voleva l’Universo certamente abitato da miriadi di intelligenze che, però, non visitano la Terra raggiungendola a bordo di dischi volanti, in quanto privi di interessi specifici per venire a trovare una razza inferiore come la nostra. Bene, le cose non stanno esattamente come le preconizzava Sagan. Non solo altre società, culture ultramillenarie, possono interagire con la nostra, ma lo fanno senza la nostra approvazione e senza palesarsi bruscamente, senza imporre la propria superiorità, ma facendo parte (seppure dall’esterno) del graduale processo di crescita della specie Homo Sapiens. Questo, nell’ipotesi che razze aliene siano animate esclusivamente da intenti pacifici, ipotesi più logica di quella che li vorrebbe ostili, altrimenti ci avrebbero già sterminati, o colonizzati. Due fattori giocano a sfavore della tesi di Sagan. Il primo scaturisce dalle informazioni venute dai cosiddetti “rivelatori”, soprattutto ex militari statunitensi, negli ultimi 10 anni. Philip Corso, Robert Dean, Wendelle Stevens e diversi altri hanno rivelato che la situazione è configurabile nella neutralità (non positività, né ostilità) degli ET nei nostri confronti. Questo, in un insieme di razze diverse che, subordinate a un “Codice Galattico”, una sorta di accordo universale, guardano agli esseri umani del pianeta Terra con apprensione sì, ma anche nella massima attenzione affinché nessuno possa approfittare troppo di noi, attraverso intrusioni da parte di altre civiltà non benevole. Si pone però il caso che tali intrusioni nei nostri cieli avvengano da decenni, indisturbate.Non solo, all’innegabile e continua presenza UFO si aggiungono gli Incontri Ravvicinati, i Contatti diretti e i Rapimenti, o Abductions.

La questione del Contatto, già stabilito in epoche antiche e perfezionatosi dagli anni Quaranta a oggi, dovrebbe essere vista attraverso una nuova equazione: è ancora da dimostrare che razze aliene preminenti siano ostili, ma sostenere il contrario è altrettanto difficile, perché al sistema fa comodo aver imposto, gestendola, una visione negativa degli Extraterrestri, anziché una positiva, che non è gestibile. Infatti, rispetto alla platealità del Contattismo, i cui resoconti sono stati spesso inficiati da contraddizioni e controsensi, il potere ha avuto la meglio, in pratica soffocandolo quasi sul nascere, negli anni Cinquanta, ma continuando a perseguirlo sino ai giorni nostri. Lo ha fatto attraverso mezzi di contenimento e di persuasione, o meglio di dissuasione, molto convincenti. Lo ha fatto anche per bocca e per penna di prezzolati ufologi di Stato, che sui contattisti hanno sempre scagliato strali di sdegno e semmai, di commiserazione facendoli passare quasi tutti come falsari e/o beoti. Se ci hanno sempre tenuto all’oscuro della verità, lo hanno fatto mediante una strategia di controllo e di manipolazione delle nostre coscienze. Però noi una coscienza l’abbiamo ed essa cresce ogni giorno, anche grazie a quei fenomeni di Contatto che nessun potere terrestre, palese od occulto, può impedire o fermare. E non esiste neppure un codice etico che regoli questi contatti. A maggior ragione dunque la società umana oggi forse è più matura e vicina a tale Contatto, perché è giunta a un punto di non-ritorno e si avvicina sempre più il momento in cui dovrà fare i conti con Altri. Viene in mente il replicante di “Blade Runner” che, prima di esalare l’ultimo respiro, rivolge uno sguardo compassionevole al suo nemico – l’Uomo – e gli ricorda di aver visto cose meravigliose oltre i bastioni di Orione. Cose che anche noi un giorno potremo vedere. Cose che vedremo senz’altro, se cercheremo di armonizzare i nostri orizzonti spirituali con la nostra vita.

Maurizio Baiata (2004 – Aggiornamento: Ottobre 2011) – Mauriziobaiata.net
Fonte: http://mauriziobaiata.net/2011/10/30/i-poteri-e-la-nostra-coscienza/

I Poteri e la Nostra Coscienza ultima modifica: 2011-11-03T21:51:51+00:00 da Richard
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Noi siamo l’incarnazione locale di un Cosmo cresciuto fino all’autocoscienza. Abbiamo incominciato a comprendere la nostra origine: siamo materia stellare che medita sulle stelle. (Carl Sagan)